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Full text of "Trattenimenti sulle vernici, ed altre materie utili, e dilettevoli sparse nelle opere di molti accreditati autori : particolarmente nel trattato assai stimato del P. Filippo Bonanni"

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C^otv  f(ojp 'djrfrvù)  SC>nw  ;^w/- 


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TRATTENIMENTI 

SULLE  VERNICI, 

ED  ALTRE  MATERIE 

UTILI,    E    DILETTEVOLI 

SPARSE  NELLE  OPERE 
DI   MOLTI   ACCREDITATI  AUTORI  , 

"Particolarmente  nel  Trattato  affai  filmato 

DEL  P.  FILIPPO  BONANNI; 

RACCOLTI,  ED  ORDINATI 
DA  FRANCESCO  AGRICOLA,, 


Cd  Ravenna  nella  Stamperia  Roveri  pretto  i  Fratelli  Fav%.» 
Qtn  Licenza  d*  Superiori* 


««H** 


Fodi  mihi  fòntem  proprium,cui  non 
communicet  alienus  ,  de  diverfis 
Scriptoribus  quafi  flores  excipiens .. 

Cajjìodor.  Libr.  de  Amk'tt^ 


Xnix 
A  SUA  ECCELL.  IL  N.  tì. 

IL    SIGNOR 

ALVISE  CONTARINI  2.* 

CAVALIERE  DELLA  STOLA  D*  ORO, 
CONTE  DI  ZAFFO,  E  SIGNORE  DI  ASCALONJ* 


D 


Al  moment 9  ,  in  etti  io  ebbi  la  forte  ài  eont* 
/cervi  ,  o  Signore  ,  e  d%  ammirare  doviziofa* 
mente  allignare  in  Voi  tutte  quelle  virtù  ,  che  eo« 
flit ut) "cono  un  vero  Eroe  ,  devo  fijfar  V  epoca  delle 
infinite  obbligazioni  ,  che  vi  profeto  .  Da  tal  for» 
tunato  incontro  incominciafle  Voi  a  ricolmarmi  di 
favori  ,  di  beneficenze  ,  di  grazie  per  tal  gutfa  , 

che 


Xivx 

che  quefie  coli*  andar  degli  anni  fempre  maggiori 
fono  divenute  .  Da  gran  tempo  pertanto  bramar» 
auret  di  dare  al?  Eccell.  V.  un  pubblico  atte/lato 
del  mio  ojfequio  ,  venerazione  ,  e  riconofcenxa  , 
non  che  dell1  inalterabile  mia  fervitu ,  ed  attaccamene 
to  confidante  alla  raguardevoliffima  Perfona  voftra  , 
ma  la  Modefita  >  di  cui  andate  fornito ,  fino  ad  ora 
efprejfamente  me  V  ha  proibito  .  Per  follevarmi  al- 
cun  poco  dalle  ferie  mte  occupazioni  ,  ho  creduto 
di  far  cofa  grata  ,  e  giovevole  al  Pubblico  col  pro- 
curare y  che  fi  produca  alla  luce  la  prefente  Operet- 
ta y  la  quale  febbene  non  pojfa  allettare  il  Lettore 
con  pellegrini  ,  e  fi?ìgolari  penfieri  ,  ne  e»*  fiori 
delV  Eloquenza  ,  contiene  non  pertanto  materie  uti- 
li alla  pubblica  felicità  .  Una  tal  Opera  efigeva  V 
appoggio  d*  un  qualche  diftinto  ,  ed  autorevole  Per- 
fonaggio  ,  che  coli1  accettarne  la  Dedica  ,  infegnaf- 
fe  a  far  più  conto  delle  cofe  ,  che  di  jlravaga?iti 
fantafie  ,  e  di  fonanti  periodi  .  Quefta  ,  che  pub 
molto  condurre  a  perfezionare  varie  Arti ,  e  che  con- 
tiene molti  capi  profittevoli  alla  domeflica  economia , 
cortefemente  degnato  vi  fiete  di  permettere ,  che  fu- 
perba  porti  in  fronte  V  inclito  voflro  Nome  ,  e  [ot- 
to i  voftri  benefici  aufpicj  venga  alla  luce  *  mentre 
tutto  ciò  ,  che  intere/fa  il  bene  de9  Popoli  fempre- 
rnai  confiderato  V  avete  come  il  voflro  proprio  be- 
ne .  Deflinato  dalla  faggi  a  voftra  Republic  a  al  go- 
verno di  Città  ,  e  Provincie  ,  Voi  avete  impiega- 
to tutte  le  voflre  premure  a  render  j elici ,  e  fortu- 
nati i  Popoli  a  Voi  foggetti  j  ed  io  benché  efiero , 
pojfo  con  tutta  verità  atteftare  ,  che  vi  fiete  riufei- 
to  con  sì  profpero  fuccejfo  ,  che  o  dimorando  io  in 
tflranei  Lidi ,  oppure  pajfando  per  quei  Luoghi ,  do* 

ve 


XVX 

vv  già  eravate  flato  al  governo  ,  ho  feniito ,  e  tro- 
varo  apprejfo  di  tutti  la  voflra  Memoria  in  benedi'» 
ztone  ,  ed  il  vo/ìro  Nome  /colpito  con  indelebili  ca- 
ratteri di  riconofcenza  ne'  cuori  de*  Popoli  ,  dei 
quali  tutta  la  benevolenza  a  Voi  attrae/le  .  Queflo 
era  un  tributo  ,  che  fi  rendeva  alla  voflra  Giufli- 
zia  ,  alla  voflra  Prudenza  ,  al  voflro  Dijfintev 'ef- 
fe ,  ed  alla  Senfibilità  del  voflro  cuore  paterno,  ed 
era  altresì  un  tributo  tanto  più  veritiero  ,  quanto 
più  libero  ,  e  meno  interejfato  .  Benché  le  comuni 
voci  dt  quelle  genti  grate  alle  beneficenze  voflre  prò* 
ducejfero  in  me  una  dolcijjima  impresone  ,  non  ne 
reflai  però  forprefo  y  fapendo  ,  che  quefle  virtù  fo- 
no ereditarie  nella  voflra  "Famiglia,  Mi  fovveniva 
al  penfiero  la  memoria  del  celebre  ,  ed  immortai 
Giorgio  inve  fitto  della  Contea  ,  e  Signoria  di  Jop- 
pe  ,  e  cP  Ajcalona  ,  che  col  configlio  ,  e  colla  ma- 
no foflenne  in  capo  alla  Regina  di  Cipro  la  vacil- 
lante Corona  ,  e  che  confervando  il  Regno  a  Cata- 
rina Cornaro  ,  lo  conferva  alla  Republica  ;  ne  mi 
dimenticava  quanti  àè  voflri  Antenati  fono  flati 
condecorati  dalla  Republica  delle  più  fublimiy  e  co» 
fpicue  Dignità  .  Otto  rivefliti  del  Ducale  amman- 
to fi  f«no  veduti  affi  fi  full'  Auguflo  Trono  ;  più  di 
quarantotto  fono  flati  fublimati  al  grado  di  Procu- 
ratori di  S.  Marco ,  i  quali  furono  di  sì  ragguarde- 
vole Dignità  il  luflro  ,  e  V  ornamento  .  Non  pnf. 
fono  numerarfi  quelli  della  voflra  Profapia  ,  che  fo- 
no flati  impiegati  alla  tefta  delle  Armate  maritti- 
me ,  e  terreflri  ,  quelli  ,  che  fono  flati  deflinati  a 
pubbliche  Ambafciarie  negli  affari  p<ìt  difficili  ,  ed 
ardui  dello  Stato  ,  ed- a  Governi  di  Provincie.  Il 
gtudizio  di  quefta  Madre  #  Erti   nella  fcielta  dei 


XVI  )( 

Soggetti  a  Cariche  sì  ragguardevoli  ,  è  una  prova 
fenza  contrailo  del  merito  degli  Avi  voflri ,  e  fpe~ 
etalmente  del  loro  particolare  attaccamento  al  pub* 
blico  bene  .  EJJI  incominciarono  fino  dal  nafcere  del- 
la Republica  in  qualità  di  Tribuni  a  vegliare  alla 
fua  ficurezza  ,  e  tranquillità  ,  e  fi  pojjono  contare 
ie  Opere  egregie  della  voflra  Famiglia  in  prò  dello 
Stato  dagli  anni  ftejft  della  Republica  .  Voi  di  tut» 
ti  ne  feguite  efattamente  le  treccie  immortali  ,  e 
fiete  il  giuflo  erede  non  folo  del  loro  Nomey  e  del» 
ìe  loro  Dignità  ,  ma  altresì  delle  toro  virtù  .  La 
Moderazione  voflra  non  mi  permette  ,  che  dica  d? 
avvantaggio  >e  quanto  bramarebbe  il  mio  cuore.  Mi 
reftringo  pertanto  a  rendervi  infinite  grazie  dell9 
onore  >  che  concedete  òlla  prefente  Operetta  del  vo- 
ftro  favore  ,  ed  a  me  della  grazia  di  potervi  pub" 
èlicamente  attedare  V  umilijjima  mia  ferviiù  ,  e  le 
innumerabili  obbligazioni  ,  che  vi  profejfo  ,  le  qua» 
li  fempremai  mi  -daranno  il  vantaggio  di  potermi 
portare  £  ejfere 

Dell'  Ecc.  V. 


Vmiìmo  Dcvmo  Ohhligfno  Servìdors 
X'  Edi  t»re. 

NO 


X  vii  X 
NOMI  DEGLI  AUTORI, 


JL   ▲  Filippo  Bonanni  della  Comp.  di  Gesù  =*  Trattato  fp-4 
pra  la  Vernice  detta  comunemente  Cinefe  :  ftampato  in 
Roma  T  anno  1720. 

Alberto  Guidetti  =:  Metodo  facile  per  formar  qualunqne  Tor- 
ta di  Vernici  della  Cina  #  e  del  Giapone  :  itamparo  in 
Rimino  l'  anno  1784. 

Giorgio  Lewis  zz  Supplemento  al  Dizionario  univerfale  del- 
le Arti  ,  e  Scienze  di  Efraimo  Chambers  .♦.  in  Venezia 
1'  anno  1765... 

Efraimo  Chambers  =:   Dizionario  univerfale  &c. 

Secrets  concernant  les  Arts  ,  oc  Metiers  *-  a  Bruxelles  l' an- 
no 1760. 

L'  Agronome  t  ov  Di&ionaire  Portati!  du  Cultivateur  :  a 
Paris  1767. 

Galipidio  Talier  =3  Nuovo  Plico  di  ogni  (èrta,  di  Tinture  &c. 
in  Venezia  177  io 

Trattato  di  Miniatura  &c.  in  Venezia    1760. 

.Trattenimenti  fulla<  Pittura  ,  o  fia  veriflìma  maniera  di  di- 
ventar Pittore  in  tre  fole  ore .  Traduzione  dal  Francefe . 
In  Venezia  1767» 

D.  Ignazio  Arena  da  Piazza  s  Della  Natura  ,  e  Coltura 
de'  Fior,i  tificamente  efpofta  .  In  Palermo  1768. 

D.  Alefiìo  Piemontefe  =3   Secreti  &c. 

Shaw  =3    Lezioni  . 

R.  P.  Charles  Plumier  ,  Religieur  Minime  =3  L'  Art  de 
Tourner  en  Perfeclion  .  A  Paris  anno   1749. 

Francefco  G  rifelini  ,  e  Marco  Fafóandoni  =3  Dizionario  4elL* 
Arti  ,  e  Meltieri  %  compilato  . 

Giornale  Litterario  ai  confini  d*  Italia.  In  Firenze  negli  an* 
ni   1785.  ,  e  1784. 

Alcuni  M.  S.  curiofi  . 

Nicolò  Lemery  a  Dizionario  univerfale  delle  Droghe  fere? 

piici  • 

Sig. 


X  vili  X 

Sig  di  VaTmont  di  Bomarc  a  Dizionario  Ragionato  di  Sto- 
ria Naturale  . 

Guilielmi  Pifonis  =3   De  Medicina  Brafilienfi  . 

Georgi  Margravi  de  Liebftad  =r  Hiftoria  "rerum  Naturalium 
Brafiliae  . 

Roberto  James  =2   Nuova  Farmacopea  univerfale  . 

Signor  Francefco  Alberti  =:   Dizionario  del  Cittadino  Jkci 

Altri  Autori  fi  citano  peli'  Opera  &c. 


JRAT- 


TRATTENIMENTI 

Sulle  Vomiti ,  ed  altre  materie  utili  5 
e  dilettevoli . 

PARTE   PRIMA 

SULLE   VERNICI. 

JJefto  termine  Vernice  (  i  )  ha  differenti  fìgni- 
ficati  .  Prima  dicefi  una  certa  tonaca  lu- 
ftra  ,  di  cui  fi  cuopre  ogni  Torta  di  Vafel- 
lami  d'  Argilla  ,  Majolica,  Porcellana  &c. 
per  renderli  lifci  ,  e  luftri  .  Il  Piombo  liquefatto  è 
la  vernice  ,  che  d'  ordinario  fi  adopera  per  i  pri- 
mi ,  e  lo  fmalto  per  i  fecondi.  (2) 

La  vera  Vernice  ufata  da'  Chinefi  ,  e  Giappone!! 
per  dar  quel  luft.ro  inimitabile  alle  loro  Porcellane  , 
è  uno  de'  grandi  fegreti  di  tale  manifattura,  e  quafi 
la  fola  cofa,  che  ancora  manca  nell'  Europa  per  far, 
che  la  Majolica  d'  alcuni  Regni  gareggi  colla  Cinefe . 
Diverfi  Autori  ne  hanno  deferitto  la  preparazione  , 
particolarmente  Kircher  ,  ma  nefluno  è  riufeito  alla 
prova  ,  (  3  )  come  vedrai!!  al  Trattenimento  XV. 

Vernice  è  anche   un   termine  applicato   a'  colori  , 
che  le  Medaglie  antiche  acquiftano  nella  terra  .  (4) 
B  II 

(  r  )  In  Latino  Vern'tx ,  in  Francefe  Vernìs^'m  Spagnolo  Varnìz. 

(2)  Vedi  Lewis  nel  fupplemento  al  Dizionar.  di  Chambers, 
voce  Vafajo  :  in  Spagnolo  Vidriado ,  e  Vidriar  :  Francefe  Ver- 
ni ,  o  Vernir  . 

(3)  Lewis  voce  Porcellana  ,  e  GrifTelini  Dizionario  dell'Ar- 
ti ,  e  de'  Mertieri  ,  voce  Majolica  ,  e  Porcellana , 

(4)  Lewis  come  fopra  voce  Medaglia. 


i  Vane  I.  DS  Trattenimenti 

II  valore  d'una  Medaglia  viene  efaitato  da  uni  bel- 
lezza ,  che  la  Natura  loia  è  capace  di  dare  ,  e  che 
l'Arte  non  è  ancora  giunta  a  contrafare  ;  cioè  il  co- 
lore, o  vernice,  di  cui  certi  terreni  tingono  le  Me- 
daglie; altri  d'  un  Turchino  y  quafi  tanto  bello  quan- 
to quello  della  Turchina  pietra  preziofa;  altri  d'  un 
colore  vermiglio  inimitabile  ;  ed  altri  d'  un  bruno 
luitro  ,  e  lucente  ,  che  di  gran  lunga  fupera  quello 
del  Bronzo  . 

I  a  Vernice  la  pili  ufuate  è  un  bel  verde  ,  il  qua- 
le fi  attacca  a'  più  delicati  delineamenti  lenza  can- 
cellarli ,  molto  più  tenacemente,  che  non  fa  lo  smal- 
to il  più  fino  l'opra  i  metalli  .  11  folo  Bronzo  è  fufcet- 
tibile  di  ciò  ;  mentre  1'  Argento  fempre  viene  gua- 
dato dalia  ruggine  verde,  la  quale  su  quello  viene, 
e  la  quale  con  aceto  ,  e  fugo  di  limone  conviene 
cavarla  . 

Evvi  2nche  una  Vernice  falfa  ,  e  moderna  ,  la 
quale  i  fallificatori  celle  Medaglie  applicano  su  loro 
finti  lavori  ,  per  dare  ai  medelimi  un'  apparenza  di 
antichità  ;  ma  ella  fi  fcopre  dall'  effer  più  molle  , 
che  la  Vernice  naturale  ,  la  quale  è  tanto  dura  quan- 
to lo  Hello  metallo  .  Alcuni  mettono  le  Medaglie 
falle  fotterra  ,  ove  le  dette  contraggono  un  grado 
di  Vernice  ,  che  può  ingannare  i  meno  accorti  ;  al- 
tri fi  fervano  di  Sale  Ammoniaco  mifto  con  aceto  ; 
ed  altri  di  carta  bruciata  . 

Ho  premeiTo  le  dette  nozioni  differenti  del  termi- 
ne Vernice  per  evitare  qualunque  confufione  con  la 
vera  ,  e  genuina  Vernice  ,  la  di  cui  eiìenza  ,  divi- 
fione  ,  e  componenti ,  cioè  conftitutivi  ,  fi  efporranno 
ne'  Trattenimenti  feguenti  ,  raccogliendo  quanto  di 
più  fcielto  fi  trova  negli  Autori  ,  che  trattano  delle 
Vernici  :  ma  il  tutto  con  brevità  . 

TRAT- 


L 


Su  le  Vernici  .  3 

TRATTENIMENTO  l 

Vernice  legittima  ,  e  fua  divi/ione  . 

A  vera  Vernice  ,  di  cui  fi  fervono  i  Pittori  , 
gì*  Indoratori  ,  e  varii  altri  Artefici  ,  è  un  li- 
quore grado  ,  oliolò  ,  vifcidOj  e  viticolo  ,  luftro  ,  e 
lucente  .  L'  adoprano  per  dar  il  luftro  alle  loro  fat- 
ture ,  come  anche  per  aiiìcurarle  dall'  intemperie  dell' 
aria  ,  dalla  polvere  Scc. 

Per  quefto  le  voci  verniciare  ,  vernicare  ,  e  in- 
verniciare lignificano  applicare  detto  liquore  per  da- 
re il  luftro  ,  e  per  ottenere  1'  intento  pretefo. 

Si  fanno  tante  forta  di  Vernici  ,  che  farebbe  dif- 
ficile ridurle  tutte  ad  una  efatta  enumerazione  ;  non 
oiìante  che  fiano  moltiiìime  le  maniere  di  manipolar- 
le ,  fi  efporranno  le  più  principali  ,  ed  ufuali . 

Si  devono  però  diftinguere  in  genere  due  forta  di 
Vernici  ,  le  une  chiamate  Vernici  a  Spinto  di  Vi- 
no ,  o  Vernici  afeiutte  ,  perchè  li  afeiugano  pronta- 
mente ;  e  1'  altre  che  chiamano*  vernici  graffe  ,  ed 
oliofe. 

Vi  fono  diverfe  forta  di  Vernici  tutte  fatte  di 
Gomme  difciolte  in  fpirito  di  vino  . 

Quelle  Vernici  fatte  collo  fpirito  di  vino  (  1  )  fo- 
no compofte  di  materie  refinofe  tenute  in  diffoiuzio- 
ne  nello  fteffo  fpirito.  Quando  fi  applica  quefta  Ver- 
nice ,  lo  fpirito  fvapora  ,  e  lafcia  le  foftanze  refino- 
fé  fotto  la  forma  d'  una  tonicelia  ,  o  d'  intonaco 
rifplendente  ,  iifeio  ,  e  luftro  a  guifa  d*  un  vetro. 

Ma  tali  Vernici  hanno  P  inconveniente  ,  che  fi 
feccano  molto  all'  aria  ,  e  fi  fendono  ,  e  crepano  ; 

in- 

(  1  )  In  Spagnolo  Aguardicnte  refì-riado . 


4  "Parte  I.  De*  Trattenimenti 

inconveniente  al  quale  non  fono  efpofte  le  Vernici 
graffe  ,  ed  oliole  . 

'  Se  ne  fanno  di  quelle  Vernici  graffe  di  moltiffi- 
me-  fpecie  ,  le  quali  tutte  fi  diverfificano  per  le  di- 
verfe  Refi  ne  ,  che  in  effe  fi  adoperano  ,  come  anche 
per  la  dofe  ,  e  proporzione  di  quelle  Refme  ,  locchè 
fi  efporrà  ,  quando  fi  parlerà  dì  ciascuna*  in  partico- 
lare . 

Per  ora  badi  il  fapere  ,  che  quelle  Vernici  graffe 
fi  fanno  collo  fciogliere  negli  olj  col  mezzo  del  fuo- 
co i  Bitumi  ,  e  le  Refine  ,  fopra  le  quali  lo  fpirito 
di  vino  non  può  efercitare  la  fua  azione  .  Quelle 
Vernici  non  fono  foggette  ad  effere  alterate  dall'  ac- 
qua ,  ficcome  lo  fono  le  Vernici  fatte  collo  fpirito 
di  vino  ,  ma.  per  lo  più  fono  colorite  ,  e  più  diffi- 
cilmente fi  afciugano  . 

Alcuni  Artefici  fono  giunti  a  fare  una  Vernice 
graffa  trafparente  d'  una  fomma  bellezza  ,  che  fini- 
fce  di  dare  un  eccellentiffimo  iuflro  alle  Carrozze  , 
e  ad  altre  opere  ,  fu  cui  fi  diilende  ,  coprendo  le 
pitture  come  di  una  fpecie  di  vetro . 

Ordinariamente  fi  vendono  lei  forta  di  Vernici,  cioè/ 

I.  La  Vernice  fecca  ,  e  afciutta  ,  la  quale  è  olio 
di  Spigo  ,  o  Lavanda  ,  Trementina  fina  ,  e  Sanda- 
raca  liquefatte  infieme  .  (  i  ) 

IL  La  Vernice  bianca  ,  detta  anche  comunemen- 
te Vernice  di  Venezia,  compofta  di  olio  di  Tremen- 
tina ,  di  Trementina  fina  ,  e  di  Maftìce  . 

Quella  Vernice  fi  fa  ancora   di   Gomma   Sandara- 
ca  ,  e  di  Gomma  Maflice  ,  difciolte   in    fpiriti  ;  fi 
Jafcia  ripofare  due  giorni  ,  poi  fi  fpreme,  e  cola  per 
un  panno  lino  ;  e  dopo  che  fi  è  lafciata   Ilare  qual- 
che 

(i)  In  Spa gnol.  Efplìe&'-i 


Sa  U  Vernici  .  5 

che  tempo,  fé  ne  vena  la  parte  più  netta  in  fiafehi 

per  farne  ufo  . 

I  più  curiolì  Artfti  diifolvono  le  due  Gomme  fe- 
paratamente  ,  e  di  ciafc'una  avendone  fatto"  Vernice 
l'eparata  ,  le  melehiano  quando  occorre,  fecondo  che 
i  loro  lavori  richiedono    Vernice   più   dura  ,  o    più 

molle  . 

Mi  per  la  miglior  Vernice  bianca  vi  vogliono  più 
Gomme  ,  cioè  ;  Trementina  di  Venezia  ,  Gomma 
Copil  ,  Gomma  Eiemi  ,  Ben^iui  ,  Anime  ,  e  Ra- 
gia b:anta  ,  cioè  Renna  di  Pino ,  8cc. 
'  111.  La  Veriiice  di  fpirico  di  Vino  ,  la  quale  è 
Sanciraca  ,  Carabe  bianca  ,  Gomma  Elemi  ,  e  Ma- 
ilice  ,  meicoiati  ,  e  liquefatti  nello  fpirito  di    vino. 

IV.  La  Vernice  dorata  fatta  con  olio  di  Lino ,  (  2  ) 
Sandraca  ,  Aloè  ,  Gomma  Gutta  ,  o  Guttagamba  , 
e  Litargirio  d'  oro  .         ..* 

V.  Vernice  a  bronco  ,  la  quale  fi  compone  con 
Gomma  Lacca  ,  Colofonia  ,  Maiìice  in  lagrima  ,  e 
ipirito  di  vino.  Quella  Vernice  fi  chiama  anche  Ver- 
nice della  China  ,  ma  aitai  impropriamente  . 

VI.  Vernice  comune  ,  la  quale  non  è  che  Tre- 
mentina comune  liquefatta  con  olio  di  Trementina  . 

Oltre  le  dette  vi  fono  altre  forta  di  belle  Verni- 
ci ,  cioè  : 

Vernice  di  Lacca  ^  che  fi  fa  di  Lacca  gomma  ,  e 
di  fpirito  di  vino  frequentemente  rimefcolati,  finché 
la  Gomma  fia  difciolta;  indi  fpremuto  ciò,  la  parte 
più  chiara  fi  verfa  in  un  fiafeo  come  le  altre. 

Conviene  però  ,  che  la  Lacca  fia  della  fpecie  det- 
ta Lacca  di  feme  ,  o  feme  Lacca,  cioè  la  prima  più 
bella  ,  e  dura  .  Sebbene  per  inverniciare  legni  ordi- 
nar; 

(  2  )  In  Spagnolo  Acent  de  Linaza .  Aloè  in  Spag.  Ac'tbar  ,  Sabìla* 


"A 


6  Ratte  I.  De   Trattenimenti 

narj  fi  adopera  fovente  Lacca  di  Conchiglia  ;  ma  que- 
lla non  refi  fiera  alle  ingiurie  del  tempo  . 

Vi  fono  ancora  le  Vernici  dure  ,  e  le  molli  ado- 
perate dagli  Intagliatori  ,  e  Scultori  ad  acqua  forte, 
oltre  le  Vernici  della  China  ,  e  del  Giappone  5  del- 
le quali  fi  parlerà  dippoi  con  commodo  .  (  i  ) 

TRATTENIMENTO  IL 
Ingredienti  da  adoprarji  per  far  le  Vernici. 

L'  ingredienti  ordinari,  che  entrano  nella  com- 
pofizione  delle  Vernici  ,   fono  Gomme  ,  Rcli 
ne  ,  Olj  ,  e  fpirito  di  vino  .  Per  ora  fi  porranno  l'or- 
to 1'  occhio  le  Gomme  ,   e   le   Refine   ,   rifervasdo 
per  il  Trattenimento  leguente  gli  O'j  ,  e  lo  fpirtta. 
Gomme  ,  e  Refi?ze. 

La  perfetta  notizia  della  qualità  di  tutte  le  Gom- 
me ,  e  Refine  fino  ad  ora  non  fi  è  per  anco  potuto 
ricavare  ,  non  ottante  che  molti  abili  Proiettori  di 
chimica  iìanli  grandemente  affaticati  intorno  alle  me- 
defime  . 

Per  aver  qualche  notizia  di  effe  ,  primieramente 
devefi  avvertire  (  z  )  ,  fra  le  Gomme  ,  e  Refine  al- 
cune effere  calide  ,  altre  frigide  ,  alcune  umide  ,  al- 
tre fecche  .  La  Gomma  di  Pino  ,  che  chiamali  vol- 
garmente Ragia  ,  è  feccante  ;  così  anche  la  Gom- 
ma Copal  ;  la  Gomma  di  Abete  ,  detta  Trementi- 
na ,  ovvero  oglio  di  Abezzo  ,  ha  del  calido,  e  dei 
confolidativo  ;  la  Gomma  di  Pruno  ,  e  limili  ,  è  u- 
niida  ,  e  frigida  . 

Di  più  fi  deve   avvertire  ,   che  molte  ,  le  quali 

co- 

(  r  )  Lcvis  cit.  voce  /colpire  con  acqua  forte .  (  2  )  Coti  il  Dot- 
tor Giufeppe  Monti  Botanico  famofo . 


Su  le  Vernici  .  7 

comunemente  vengono  chiamate  Gomme  ,  non  fono 
tur  ce  Gomme  ,  ma  fono  Re  lì  ne  dure  ,  come  la  Co- 
pal  ,  la  Guttagamba  ,  1'  Anime  ,  &c. 

La  Gomma  lecondo  M.  Geoffroi  è  un  fugo  vege- 
ta le  ,  concreto  ,  che  fi  difeioglie  facilmente  neli* 
.rolla  ,  £he  non  è  in  modo  alcuno  infiammabile ,  ma 
che  (coppia  ,  e  crepici  nel  fuoco  •  (3)  Le  Gomme 
dunque  lì  hanno  a  fciogliere  con  ingredienti  acquo- 
fì  ,  della  qui!e  ipecie  è  lo  fpirito  di  vino  ,  e  limi- 
li ,  oppure  che  tendono  all'  oliofo  .  Tali  fono  la 
Gomma  A  rabica,  quella  dell'  Ibopei  albero  del  Paraguai , 
che  è  la  vera  Accada  ,  la  Gomma  del  Senegal  ,  ed 
alfe  fìmili  .  (  4) 

La  Refina  è  una  materia  vegetabile  ,  oHofa,  graf- 
fa ,  la  quale  contiene  poca  acqua  ,  e  molto  olio  ; 
perciò  non  fi  lciogìie  neli'  acqua  ,  ma  in  cole  olio- 
ie  ,  e  relìnofi  ingredienti  . 

Trovanti  due  i'pecie  generali  di  Refme ,  una  liqui- 
da ,  e  P  altra  dura  ,  e  lecca.  La  prima  lì  conferva 
nella  medelìma  confidenza,  che  ha  quando  viene  fuo- 
ri dall'  Albero  ,  e  lì  chiama  Trementina .  In  quella 
claffe  mettono  alcuni  Chimici  i  Ballami  nativi  .  La 
feconda  non  differiice  dalla  prima  in  altro  ,  che  in 
quanto  il  calore  del  Sole  l'  ha  condenfata  ,  oppure 
il  calore  del  fuoco; e  denominali  Pece  Greca  ,  o  Co- 
lofonia  .  In  quella  claffe  pongono  il  Maftice  ,  o  la 
Maftica  ,  1'  Incenfo  ,  la  Gomma  Copal  ,  la  Elemi , 
ovvero  Icica  ,  ed  altre  molte  . 

La  Gomma ,  lecondo  il  parere  di  Geoffroi  ,  è  com- 
porta d'  una  picciola  porzione  di  Zolfo  unita  con 
terra  ,  acqua  ,  e  fale  ,  talché  codette  cofe  unite   in- 

fieme 


(3")  De  Materia  Medica  .  (4)  James  Farmacop.  univerf.  voce 
Ghȓiȓ  . 


8  Parte  I.  Dt?  Trattenimenti 

fìeme  formano  una  mucilagine  ,  un  corpo   mucofo  , 
nudritivo  . 

Si  dà  pur  anche  il  nome  di  Gomma  Reflua  alle 
foftanze,  che  partecipano  infieme  della  proprietà  dei- 
la  Gomma  ,  e  di  quelle  della  Refìna  propriamente 
detta  .  Tale  è  la  Gomma  Serafica  ,  o  Sagapina;  el- 
la fi  accende  al  lume  d'  una  Candela  ,  e  fi  abbru- 
cia in  parte  /  ma  tacendola  con  fumare  fui  fuoco  , 
nel  vino  ,  e  nell'  aceto  ,  fi  diicioglie   intieramente. 

Sarebbe  uno  sbaglio  grande  il  confonder  le  Gom- 
me con  le  Refine  ,  e  li  deve  avere  attenzione  ,  che 
la  Refina  è  differente  dalla  Gomma  per  effere  più 
oliofa  ,  più  facile  a  romperfi  ,  e  a  difcioglierii  negli 
olj  ,  e  ne'  gratti  -y  laddove  la  Gomma  non  può  èfler 
difciolta  ,  che  da  liquori  acquoiì  ,  e  falfi,  come  dal 
vino,  dall'  aceto  ,  da  fughi  delle  Piante  . 
Gomma  ,  o  Reflua  Copale*. 

La  principile  Refina  molto  defìderata  per  le  bel- 
le, e  durevoli  Vernici  è  la  Copal ,  o  rancopal,  det- 
ta erroneamente  Gomma.  Secondo  Monardes  ,  ed  al- 
tri è  una  bianca  ,  (  alle  volte  un  poco  gialla  )  ri- 
lucente, diafana  Refìna  ,  che  {lilla  da  un  Albero  in 
America  .  Quello  Albero  fi  trova  nelle  due  Ameri- 
che ,  cioè  nella  Settentrionale  ,  e  nella  Meridiona- 
le .(  i  ) 

Si  sa  effervi  due  fpecie  di  tal  Refìna  ,  una   è  *fi- 
mile  all'  incenfo  ,  perchè  partecipa  del   gialletto  ,  e 
della  foave  fragranza  del  medefimo  ;  l'  altra  è  di  mi- 
glior 

(  i  )  Calceolarie)  in  Mufeo  feti.  V.  Pomet  Ijìor.  delle  Droghe 
Uè.  VII.  Cap.  41.  Nicola  Lemeri  Dizionar.  un'tverf.  delle 
Droghe  f empì  tei  ,  voc.  Copal  .  Roberto  James  Farmacopea, 
un'tverf.  l'tbr.  III.  Cap.  I.  voc.  Gummi  Copal. 

Avverte  James,  che  i  Vernicatori  la  fciolgono  nell'  olio  di 
Spica  ,  cioè  di  Spigo ,  nominato  anche  dai  Latini  Sp'tcha . 


Su  le  Vernici.  g 

glior  qualità  in  quanto  al  colore  chiaro  ,  e  trafpa- 
rente  ,  e  non  la  cede  al  detto  nell'  odore  aifai  aro- 
matico .  In  fatti  il  adopera  dagli  Indiani  Ciqu'tti  nel 
Paraguai  nelle  lóro  Chicle  in  vece  d'  Incenlo  ,  e  fé 
ne  Servivano  i  Mefficani  per  i  fuffumigi  . 

Goni  ara  feri  ve  la  Copal  eilere  umida  in  primo  gra- 
do ,  che  perciò  ha  virtù  di  mollificare  ,  a  motivo 
delle  parti  acquofe  ,  che  in  Te  racchiude  .  Secondo 
Lemeri  ammolilce  ,  e  rifolve  ,  aftringe  ,  e  difecca. 
James  dite  ,  che  la  Relìna  Copal  non  è  molto  in 
ulo  prefiò  i  Filici  ,  ma  bensì  pretto  i  Verniciatori . 

Nei  Paraguai  vi  fono  degli  Alberi,  dai  quaii  fca- 
turifee  quella  apprezzata  Relìna  .  (2)   Gli  Spagnoli 

vici- 

(2)  Gl'Indiani  Ciquiti  lo  dicono  Oàpaquìos .GY  Itmm  Mo- 
ri ,  li  Baia  Guarnito  ,  ed  il  frutto  ,  la  di  cui  farina  man- 
giano ,  Guarnii  . 

Guillelmo  Pilone  Hiftor.  Natta.  Brafiliti  libr.  IV.  cap.  Vili, 
deferive  efattamente  1'  Albero  ,  fatto  nome  di  Jataiba  . 
Della  fua  lagrima,  o  Refina  dice  .  „  Ex  ipfa  antera  arbo- 
„  re  lachryma,  leu  Refìna  defiillat  pellucida, &  mine  albi- 
„  cans,  mine  flavens  ,  lucci  no  fìt  maxime  fìmilis  colore  , 
„  &  duritie  (  Brafilianis  letaicica  ,  Lufìtanis  Anime  voca- 
„  tur  )  &  primis  impofita  fuaviflìmum  pnebet  fuffitum  , 
„  facillimne  autem  eli  confumptionis  .  Hoc  Gummi  genus 
„  per  meatus  corticis  interiores  decidere  certifiìmum  eli  ; 
„  illud  enim  ,  tellure  effoiTa  ,  fub  arboris  trunco  ,  &  ra- 
„  dice  occultatum  extrahere  iolent ,  &c. 

Giorgio  Marcgravio  ,  Hifioria  Piantar.  Br  a  filiti  ,  va  d'  ac- 
cordo con  Pifone  ,  e  fcrive  libr.  II.  Cap.  V.  „  Ptec  arbor 
„  dat  Refinam  odoriferam  ,  quam  Brafilienfes  vocant  leti- 
„  cacica  ,  Lufitani  vero  Anime  ,  quia  fìmilis  &  Anima;  , 
„  qua?  ex  India  Occidentali  affertur.  „ 

Rai  in  Hifior.  Piantar,  chiama  1'  Albero  Rhus  virginianum 
lenti/ci  foliis  .  Gli  Alberi  del  Paraguai  ,  e  della  Nuova 
Spagna  non  hanno  foglie  fimili  a  quelle  del  Lentifco  .  L* 
Albero  con  fimili  foglie  lentifcine  fi  denomina  Aguarai  9 
la  di  cui  Refina  è  bella  ,  e  fragrante. 


io  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

vicini  della  Città  dell*  Affunzione  nominano  detti 
Alberi  colla  voce  guaranica  ,  o  degl'  Indiani  Gua- 
rani ,  cioè  latai  .  Vi  fono  due  Alberi  della  (letta 
fpecie  ,  la  di  cui  differenza  folamente  confitte  nella 
maggiore  ,  o  minore  grandezza  degli  fleliì. 

Dal  fin  qui  detto  fi  conofee  lo  sbaglio  commetto 
da  Alberto  Guidotti  ,  (i)  appoggiato  alla  relazione 
del  P.  Serafino  Capuccino  ,  il  quale  fu  nei  Brafile  . 
Quello  Reiigiofo  prefe  per  Refina  Copal  il  Balfamo, 
o  Y  olio  di  Capai  ,  Copaìba  ,  Balfamo,  ovvero  olio 
affatto  diverfo  dal  Copal  ,  come  fi  dirà  più  avanti  . 
Forfè  il  fuo  inganno  ebbe  fondamento  da  una  rela- 
zione avuta  da  qualche  Portughefe  poco  intelligente, 
o  dall'  odore  foave  del  fugo  deli'  Albero  Cupai  ,  da 
cui  fìilla  ;  o  finalmente  dal  nome   di  Copaìba  . 

Qiiando  fi  raccoglie  la  Refina  Copal  fra  le  radici , 
e  tronco  dell'  Albero  latai  ,  è  bianca  ,  e  trafparen- 
te  ,  quando  però  non  fia  mefehiata  con  polvere  ,  o 
terra  ;  col  tempo  rtulladimeno  fi  fporca  ,  e  ingial- 
lile un  tantino  a  poco  a  poco  . 

Quando  fia  trafparente  ,  e  chiara  ,  è  ottima  per 
le  Vernici  ,  ma  fi  feioglie  difficilmente  collo  fpirito 
di  vino  a  motivo  delle  parti  acquoìe,  che  in  le  con- 
tiene . 

Metodi  per  fcioglierla. 
I.  Si  perla  minuLiflìmamente  ,  riducendola  a  fìnif- 
fìma  polvere  ,  pacandola  per  tamifo  fino  ;  dipoi  li 
mette  in  olio  di  fpigo  purificato  ,  e  unitamente  Ci 
pone  in  un  faggiuolo  di  vetro  ,  facendo,  che  V  olio 
fopravvanzi  due  dita  .•  ciò  fatto  ponefi  a  fcaldare  a 
fuoco  temperato  ,  le  è  d'  Inverno  ,  e  fé  è  di  Efia- 
te al  calore  del  Sole  ,  maneggiandolo  di   quando  in 

quan- 

(  i  )  Nella  fua  Operetta  pag.  8. 


Su  te  Vernici .  i  r 

quando  ,  ed  in  tal  modo  a  poco  a   poco  fi  fcioglie- 
rà  ,  e  reltarà  in  fondo  ,  come  una  colla  . 

1  er  fare  detta  Refina  maneggiabile  ,  ed  atta  ad 
incorporarli  ad  altre  Gomme  ,  o  Refine  ,  fi  decanta 
tutto  1'  olio  di  Spigo,  e  dopo  le  gli  aggiunge  acqua 
di  Ragia  ottima  in  quella  quantità  ,  che  li  vuole  ; 
ciò  fatto  ,  turatela  con  turacciolo  ,  o  (ia  ltopaccio- 
lo  ,  e  fopra  vefeica  ,  o  carta  pecora  ben  legata  ,  e 
pofeia  incollate  carta  nella  legatura  della  carta  peco- 
ra ,  con  fcaldarlo  ,  e  maneggiarlo  ,    li  feioglierà. 

II.  Ridotta  in  polvere  ,  come  fi  è  detto  la  Co- 
pai  ,  fi  pone  nell'  olio  di  Cupai  ;  fi  feioglie  pron- 
tamente fé  lì  riicalda  alcun  poco  il  vafo  ,  e  così  ie- 
lla aliai  ìuftra  ,  e  fi  mefcola  collo  fpirito  di  vino  , 
come  è  provato  dal  Guidotti,e  praticato  nel  Brafile. 

III.  Pedata  bene  la  Copale  fui  porfido  ,  o  pietra 
de*  Pittori  ,  che  fia  un  poco  caldo,  mettendogli  fot- 
to  il  fuoco  ,  acciocché  confervi  un  grado  moderato 
di  calore  ;  fcaldata  la  pietra  ,  fi  mette  fopra  la  Co- 
pai  infieme  con  olio  di  fpigo  ,  e  col  macinino  di 
pietra  caldo  fi  macina  la  Refina  coir  olio  di  fpigo , 
e  ciò  fatto  fi  pone  fpirito  di  vino  ,  col  quale  s'  in- 
corpora . 

IV.  Ridotta  in  polvere  finiflima  la  Copal  fi  pon- 
ga dentro  ad  un  faggiuolo  ,  nel  quale  vi  iìa  fpirito 
di  Rofmarino  ,  e  col  fuoco  fi  faccia  feiogliere  j  il 
qual  modo  viene  dato  per  ficuro  . 

V.  Collo  fpirito  di  Trementina  afferma  il  P.  Bo- 
nanni  feiogiierfi  affatto  la  Copal  ,  come-  la  Gomma 
Arabica  : 

VI.  Lo  ftefTo  dice  ,  che  peftata  groflamente  la 
Copal  ,  e  pofta  in  acqua  di  Ragia  ,  fi  fa  bollire  al 
fuoco  ,  e  fi  disfà  ,  e  poi  vi  fi  getta  a  goccia  a  goc* 
eia  acqua  vite  tepida  a  diferezione  * 

VIL 


12         Varte  t.  D?'  Trattenimenti 

VU.  La  Copal  in  polvere  fi  fa  cadere  a  poco  a 
poco  nella  Trementina  calda  ,  ovvero  olio  di  Abez- 
zo  ,  o  Terebinto  ,  come  fu  provato  dal  P.  Bonan- 
ni  ;  ma  così  refta  affai  viichiola  ,  e  diffìcile  a  lec- 
carli .  Avverte  però  il  fuddetto,  che  gioverà  fa  r 
quello  modo  per  le  operazioni  neceflàrie  ad  una  buo- 
na Vernice  ,  che  noi  dopo  deicriveremo  . 

Sarà  bene  avvertire  eziandio  ,  che  per  le  Verni- 
ci oliofe  ,  la  Copal  viene  dilciolta  o  collo  fpirito  , 
o  coli'  olio  di  Tremeritinaxidi  Icica)  ,  oppure  coir 
olio  d'  Abezzo. 

Gomma  ,  o  Reflua  Anime. 

GÌ'  Autori  fanno  menzione  di  divede  fona  di  que- 
lla Gomma  .,  o  Refina  detta  Anime  .  Ella  fi  porta 
in  Europa  dall'  America  Spagnola.  Dagli  Scrittori 
moderni  è  creduta  il  Sumato  della  Virginia  .  Lice 
dall'  inciHone  fatta  in  un  Albero  di  grandezza  me- 
diocre ,  che  ha  le  foglie  fimili  a  quelle  del  Mirro. 
Contiene  gran  quantità  di  olio  ,  e  di  iaie  eilenzia- 
le  .  (  i  ) 

La  miglior  Gomma  Anime  deve  effer  bianca,  fec- 
ca  ,  fìritolabile  ,  facile  a  romperfi  ,  netta  ,  di  odo- 
re grato ,  e  la  quale  gettata  al  fuoco ,  prefto  fi  confuma .  J 

Pilone  ,  e  Margravio  fcrivono  ,  che  la  Gomma, 
o  Refi.a  dell'  Albero  fatai  ,  la  quale  fenza  dubbio 
è  la  Copal  ■  fi  ailomiglia  alla  Reiina  Anime  dell'In- 
dia Occidentale  .  Ma  io  fono  d]  opinione,  che  non 
fono  Relìne  differenti  .  In  fatti  f  Brafiliani  chiama- 
no Anime  la  Ballamica  Relìna  deli'  Albero  Cupat  , 
creduta  da  loro  la  Copal  . 

Chambres  dice  (  2  )  che  i'  Anime  è  una    fpecie  di 

Gom- 


(  r  )  Latine  Gumm't  Animi  .Vide  Lemeri,  e  James  voc.  An'y 
me  .  (  2  )  Dizionar.  dell'  Arti ,  e  fcienxe  .  Voc.  Anime . 


K* 


s 

Su  le  remici  .  i  L 

Gomma  dall'  Amerifca  tri 'portata  ,  e  del  colore  fi* 
mi!e  al  colore  dell'  Incerilo  :  il  Tuo  odore  è  grato  , 
e  lì  confuma  facilmente  nel  fuoco  .  Trovali  di  colo- 
re pallido  ,  refinofò/,  ed  ancora  bianca  ,  e  chim-, 
ed  ulafi  ne'  fuflfumigi  .  Le  fue  virtù  medicinali  fi 
1'  ifteffifime  di  quelle  della  Refina  C  opal  .  Non  vi 
bifogna  di  più  per  provare  la  identità  . 

Per  difeiogliere  quella  Gomma  ,  o  Refina  ,  fervo- 
no gì'  iiìeffi  metodi  $  co'  quali  fi  feioglie  la  Copal. 
Gomma  Re  fin a  Caricamo  . 
Accade  non  rare  volte  ,  che  i  fiumi  Para-ria  ,  e 
Paraguai  nelle  loro  corrènti  ,  e  innondazioni  porti- 
no pezzi  di  Gomma  particolare  ,  e  per  dir  meglio 
melcugli  di  Gomma  ,  e  R-rlìna  .  Sono  inclinato  a 
credere  ,  che  quefìi  pezzi  non  fono  il  prodotto  d' 
un  folo  Albero  ,  ma  una  radunanza  di  molte  fpecie 
di  Gomme  ,  o  Ragie  aderenti  le  une  alle  altre  .  I 
fughi  diverfi  ufeiti  dagP  Alberi  ,  gì'  uni  gommofi  , 
gP  altri  refinofi  ,  ftraìcinati  dalle  acque  ,  s'  incon- 
trano a  calo  nella  ftrada  ,  e  prima  di  reftare  affat- 
to induriti  ,  o  ben  mollificati  coli'  acqua  ,  fra  le  s' 
unifeono  . 

Secondo  le  parti  ,  che  fi  Vendono  in  tali  pezzi  , 
fi  conoice  ,  che  vi  li  trova  la  Refina  dell'  Albero 
latat  ,  quella  dell'  Abaùtimbabui  ,  ed  altre  ,  come 
nella  Gomma  Refina  detta  Caricamo  fi  fcoprofio  dif- 
ferenti foftanze  ,  ciafeuna  delle  quali  ha  il  fuo  co- 
lore fé  parato  . 

La  prima  ralTomiglia  all'  Ambra ,  fi  liquefi  al  ca- 
lore del  fuoco  ,  ed  hai'  <  dorè  della  Gomma  Lacca , 
e  s'  incende  alla  fiamma  di  una  candela  .  La  fecon- 
da è  nera  ,  fi  liquefa  anch'  ella  al  fuoco  , .  e  rende 
un  odore  più  foave  della  prima  .  La  Terza  è  lenza 
odore.  La  quarta  è  bianca,  ed  è  la  Gomma  Anime. 

Dice- 


14  Parte  L  Dt?  Trattenimenti 

Dicefi  ,  feri  ve  Lemery  ,  (  i  )  che  quelle  Gomme 
featurifeano  da  un  Albero  di  mediocre  altezza  ^  le 
di  cui  foglie  raflbmigliano  a  quelle  del  Mirto  .  Na- 
{cq  neir  Africa  ,  nel  Braftle  ,  nelP  Ifola  di  S.  Cri- 
ftofaro  .  Retta  infirmato  ,  che  nel  Paraguay  la  det- 
ta Gomma  Refìna  è  il  prodotto  de'  differenti  Albe- 
ri .  Il  citato  Lemery  dice,  che  fi  foftituifee  ai  Can~ 
camo  intero  la  fola  gomma  Anime  . 

Per  fervirfi  di  quefta  radunanza  di  Gomme, e  Re- 
fine  ,  farà  di  bifogno  valerfi  di  quei  ingredienti, con 
cui  ciafeuna  fpecie  fi  feioglie  . 

Gomma  ,  o  Refina  Lacca» 

E*  una  fpecie  di  Gomma  refinofa  ,  bruna  ,  dura, 
chiara  ,  trafparente  .  Quefta  Gomma  è  di  tre  forra . 
La  prima  è  di  Manza  refinofa  ,  dura  ,  e  iiritolabi- 
le  ,  di  fuperfìcie  ineguale  ,  e  granellofa  ,  di  colore 
roffo  ,  di  fapore  refinofo  ,  e  di  odore  grato  ,  men- 
tre fi  abbrucia  .  La  feconda  ,  la  quale  confitte  in 
granelli  refinofi  ,  duri  ,  e  ftritolabili  ,  di  colore  rol- 
lò ,  e  pellucido  ,  ha  lo  fletto  fapore  ,  e  odore,  che 
la  prima.  La  terza  fi  fa  de'  granelli  più  puri,  squa- 
gliati in  una  malfa  ,  di  colore  rofficcio  ,  e  quafì 
trafparente  . 

Si  pretende  ,  e  forfè  bene  ,  che  la  Lacca  Ila  fat- 
ta da  formiche  .  Secondo  altri  producefi  dal  fugo  di 
un*  albero  ,  il  qual  fugo  in  tempo  del  caldo  trape- 
lando dalla  corteccia  de'  fuoi  rami  ,  sii  loro  fi  ad- 
denfa  ,  e  s*  indura  .  (2) 

Nel  Paraguay  crefee  un'  Albero  di  mediocre  gran- 
dezza, il  di  cui  nome  nella  Provincia  del  Tucuman 

è 


(1)  Dizion.  univerf.  voc.  Cancamum.  (2)  Idem  voc.  Lacca, 
James  voc.  Jujuba  Indica ,  dice  efTere  quello  V  Albero  del- 
la Latra  . 


Su  le  Vernici  .      .  15 

è  Tnfca  .  E'  del  genere  di  quei  Alberi  ,  che  fanno 
le  Guainclle  ,  o  Carube  ,  lono  fpinolì  ,  ed  hanno  le 
foglie  minute  ,  e  contorniate  in  ala  .  La  guainelia 
non  è  commeftibile  ,  {blamente  piace  a  certi  quadru- 
pedi piccoli  ,  detti  Volpi  ,  in  Spagnolo  Zorros  . 

Per  il  tronco,  e  rami  della  Tufca  fi  ofiervano  efer- 
c:ti  di  Formiche  in  un  continuo  moto  di  (alita  ,  e 
dttcefa  .  Tutto  V  affanno  di  quefti  infetti  ha  per  fi- 
ne di  lavorare  certa  qualità  di  cera  ,  o  bitume  vif- 
cofo  ,  e  confidente  .  11  colore  naturale  di  quella  ce- 
ra è  rotto  alquanto  ofeuro  .  Si  disfà  al  fuoco  ,  e 
manipolata  debitamente  ,  fervirebbe  come  la  Lacca, 
La  detta  cera  non  fi  vede  nel  tronco  dell'  Albero  , 
perchè  la  formano  ne'  rami  . 

Oltre  di  quefto  fi  trovano  nel  Paraguay  altre  fpe- 
cie  di  Formiche  ,  le  quali  fanno  un  Bitume  limile 
alla  Lacca  ,  benché  di  colore  differente  ,  perchè  fi 
vede  di  colore  bruno  fporco ,  e  di  colore  bianco  bel- 
liiiìmo  .  Il  primo  Ci  raccoglie  abbondantemente  nel- 
le terre  della  Dottrina  nominata  IaPeyu  ;  e  il  fe- 
condo nella  Popolazione  detta  Curuguati  ,  le  ambedue 
nominate  Lacche  ,  o  Bitumi  ,  fono  lavorate  fopra 
rami  di  alcune  piante  .  Ecco  verificata  1'  opinione 
di  quei  Naturalifti  ,  che  diffondono  effere  la  Lacca 
lavoro  delle  Formiche  . 

Gomma  ,  0  Pcftna  dì  Curry  . 

Per  la  conneiììone  colla  precedente  materia  metto 
qui  la  detta  Refìna  dell'Albero  Curiy ,  e  potrà  chia- 
marfi  Lacca  Vegetabile.  Il  Curiy  è  un  Albero  gran- 
de quanto  un  Pino,  Europeo  ,  graffo  ,  e  di  legno 
bianchiccio  con  linee  roffe  ,  duro  ,  e  affai  bello  per 
molti  lavori  .  I  Spagnoli  lo  chiamano  Pino  per  la 
forniglianza  ,  che  ha  col  medefimo  nelle  foglie  ,  e 
nel  frutto  .  Quello  ha  una  Pigna  grande  poco  me- 
no, 


io         Parte  I.  De*  Trattenimenti 

rio  ,  che  la  tefta  d'  un  Uomo*  I  pinocchj  non  han- 
no la  gulcia  dura  ,  ma  come  quella  delie  Caftagne, 
groiìi  come  le  Mandorle  ,  e  aliai  faporiti  . 

Da  quefto  Pino  /americano  ,  che  forma  Pignete 
di  grande  eftenfione  ,  ftilla  una  Ragia  ,  o  fia  Refi- 
na  abbondante  ,  darà  ,  ftritolabile  ,  e  di  colore  rof- 
fo  di  Lacca  ,  molto  bella  per  le  Vernici,  che  richie- 
dono la  Lacca  .  Ne'  terreni  ,  che  guardano  il  Ma- 
re nell'  Urugay  crefeono  quefti  Alberi  ,  e  per  curio- 
fìtà  fi  trafpiantano  alcuni  negli  Orti.  Dunque  fi  tro- 
va anche  Vernice  ,  la  quale  featurifee  da  alcuni  Al- 
beri ,  e  potrà  dirli  Lacca  . 

Avvertimento .  Di  detta  Gomma  Lacca  ne  viene 
portato  in  Europa  ridotta  in  tavolette  ,  mefehiata 
colla  Ragia  di  Pino  ,  la  quale  non  tiene  la  fua  du- 
rezza nativa  ,  ma  ha  del  refinofo ,  e  dell'  untuofo  ; 
e  perciò  non  è  così  buona  per  Vernice  ,  come  la 
naturale  . 

Maniera  di  nettare  la  Gemma  Lacca. 

Il  metodo  d'  ottenere  la  finiffima  Gomma  Lacc/t 
pei  Pittori  da  quefta  foftanza  ,  potrafìi  far  confiftere 
nella  feguente  fempliciffima  operazione. 

Farai  bollire  i  fufcelli,  o  ftecchi  di  Lacca  nell'ac- 
qua ,  ne  filtrami  il  decotto,  e  ne  farai  trafportare  il 
liquore  chiaro  fino  all'  aridità  fopra  un  foaviffimo 
fuoco .  L'  occafione  di  quefta  agevoliffima  feparazio- 
re  fi  è  ,  che  il  bslliffimo  colore  roffo  quivi  fepara- 
to  ,  ftà  attaccato  foltanto  leggerifììmamente  ai  lati 
efterni  delle  ftecche,  e  fufcelli  rotti,  e  ftrappati  dall' 
Albero  imìeme  ,  e  di  conferva  colla  Gomma  Lacca , 
e  comunica  intieramente  fé  fteifa  all'  acqua  bollente. 

Alcuna  parte  di  quefta  materia  tenace  ,  che  tro- 
vafi  del  pari  aderente  alla  Gomma  ftelTa  ,  farà  cofa 
dicevole  farla  pur  bollire  infieme  con  tutto  il  rima- 

nen- 


/ 


Su  le  Vernici .  17 

«ente  ,  avvegnaché  la  Gomma  non  arrechi  il  meno- 
miiììmo  pregiudizio  al  colore  ,  né  difciolgafi  entro 
i*  acqua  bollente  . 

Di  maniera  tale  ,  che  dopo  la  divifata  operazione 
la  Gomma  refta  intieramente  ,  e  perfettamente  buo- 
na per  formartene  la  cera  da  Sigilli  ,  (  1  )  come  lo 
era  per  innanzi,  e  prima  della  divifata  bollitura, co- 
me anche  per  ogni  ,  e  per  qualunque  altro  ufo, che 
fion  richiegga  ,  o  non  voglia  il  fuo  colore  .  (  2  ) 
Tintura  di  Gomma  Lacca, 

Una  Tintura  poi  di  Gomma  Lacca  potrà  efTere 
procurata  ,  ed  ottenuta  nella  leguente  maniera. 

Prenderai  due  oncie  di  Gomma  Lacca  ,  la  ridur- 
rai in  una  finiiiima  polvere  ,  e  la  ridurrai  in  una 
tegnente  palla  con  dell'  olio  di  Tartaro  per  deliquio  : 
collocherai  quella  pafta  in  vafo  di  vetro  feoperto  ad  afeiu- 
garli  fopra  il  fuoco  mezzaniffimo ,  non  troppo  attivo* 
quindi  la  levarai  ,  e  la  porterai  all'  aria  aperta,  af- 
finchè ella  poffa  allentarli  ,  ed  ammorbidirli  .  Ciò 
fatto  T  anderai  feccando  ,  ed  afeiugando  di  bei  nuo- 
vo ,  e  ti  farai  a  ripetere  altre  due  ,  o  tre  fiate,  al 
termine  delle  quali  il  corpo  duro  di  quella  retina, 
verrà  trovato  difciolto  in  un  liquore  di  color  por- 
porino . 

Quello  liquore  può  efler  di  nuovo  fatto  feccare  , 
e  poiché  farà  bene  afeiutto  ,  e  riarfo  ,  fa  di  meflie- 
ri  ridurlo  in  pólvere,  e  appunto  quella  polvere  com- 
partirà bravamente  una  finiffima  gagliarda  tintura  al- 
lo fpirito  di  vino  ,  fé  farà  fatta  bollire  entro  il  me- 
defimo  fpirito  in  vafo  di  vetro  alto  ad  un  calor  di 
arena  per  lo  fpazio  di  due  ,  o  tre  ore  . 

Coli'   operazione  medefima  ,   e   per  cotal   mezzo 

C  fi 

<  1)  In  Spagnolo  Lacre,  (2)  Shavv  Lezioni  pag,  178. 


i8  Parte  I.  De   Trattenimenti 

fi  potranno  procurare  delle  energiche, e  gagliarde  tin- 
ture altresì  dalla  Mirra  ,  dall'  Ambra  ,  dalla  Gom- 
ma ,  dal  Ginepro,  e  da  fimili  dure  lollanze,  le  qua- 
li non  fomminiftrano  tinture  di  forza  al  folo  fpirito 
di  vino,  fé  vengono  fatte  fecondo  i  metodi  ordina- 
rj  ,  e  comuni  .  (  i  ) 

Altri  modi  di  purgare  detta  Gomma. 

I.  Si  ha  da  pettare  groìfamente  in  un  Mortajo  la 
Gomma,  e  così  periata  unendola  a  porzion  fuffìcien- 
te  di  lapone  fatto  in  minuzzoli  ,  chiuderla  in  un 
panno  di  lana  ,  ed  infonderla  così  unita  in  un  vafo 
con  acqua  tiepida  ben  chiara  ,  e  polita  $  lalciandola 
in  ella  per  dodici  ore  in  circa  :  pailatd  il  qual  tem- 
po deefi  sbattere  ,  finché  (ìa  dei  tutto  fvanita  la  tin- 
tura roda  ^  o  gialla  che  fia  ,  o  per  dir  meglio ,  fin- 
ché fia  diventata  quali  bianca  . 

II.  L'  altro  è  di  metterla  così  all'  ingrolTo  polve- 
rizzata irì  una  fcodella  ,  o  catinella  con  ranno  ,  o 
lifcia  dolce  tiepida  per  ore  fei  in  infufione  ;  dopo 
levarla  ^  ed  avere  acqua  corrente  ,  o  di  pioggia  pu- 
re tiepida  ,  ed  in  quella  agitarla  bene  ,  ad  effetto 
che  fortifea  il  colore  ,  e  reitera  purgata  . 

Modi  di  f dogli er<  la  Gomma  Lacca. 
t.  Ridotta  in  polvere  finiflima  fi  metta  con  olio 
alcalino  ,  aftinché  la  palla  refti  in  confiftenza  di  una 
polenta  .  Quella  polenta ,  o  palla  fi  mette  in  un  va- 
fo di  vetro  ,  il  quale  deve  porfi  in  un  fornello  cal- 
do ,  dove  a  poco  a  poco  diventi  fecca  la  polenta  .* 
quando  farà  fecca  fi  mette  in  difparte  il  vetro  ,  e 
fi  pone  all'  aria  aperta  fenza  fuoco .  Allora  fi  lique- 
fa un'  altra  volta  1'  olio  alcalino  mercé  1'  azione 
deli'  aria  *  Dopo  per  un'  altra  fiata  fi  colloca  il  ve- 
tro 

(  i  )  Shavv  Lezioni  pag.  203. 


Su  le  Vernici  .  ì§ 

*:ro  fopra  il  fornello  caldo  ,  acciocché  fi  fecchi  V  0- 
lio  .  Con  quella  liquefazione  alternativa  ,  e  ficcità 
per  ultimo  ti  difcioglie  la  criftallina  tenacità  della 
Gomma  Lacca  ,  e  rimane  un  liquore  di  colore  bel- 
lo purpureo  .  (  2  ) 

Fintantoché  un'altra  volta  diventi  lentamente  fecca 
fi  cava  con  diligenza  dal  vetro,  e  così  rimane  in  difpo- 
fizione  di  fare  una  bellilììma  tintura  coli'  Alcohol .  (3) 

Per  lo  lteifo  mezzo  li  fciolgono  la  Gomma  di  Gi- 
nepro ,  la  Mirra  ,  il  Sangue  di  Drago  ,  la  Refina 
del  Curty  ,  quella  del  Mangaycis  ^  ed  altre  . 

II.  Abbiafi  fpirito  di  vino  fenza  flemma  ,  ovvero 
Alcohol  ;  prendafi  un'  oncia  di  Gomma  Lacca  pe- 
ttata fottilmente  ,  e  pallata  per  (laccio  di  feta  fot- 
tile  ,  o  meglio  macinata  fulla  pietra  de'  Pittori  ;  co 
sì  polverizzata  polla  in  un  faggiuolo  con  entro  on- 
de fei  del  fuddetto  fpirito  di  vino.  Il  faggiuolo  de- 
ve effere  di  capacità  di  due  terzi  di  più  della  mate- 
ria ,  che  vi  è^dentro  ;  cioè  fé  è  di  mezzo  Boccale 
di  fpirito  ,  vi  deve  edere  di  vacuo  per  un'  altro 
Boccale  di  detto  fpirito  ,  e  ciò  ad  effetto  ,  che  po- 
nendolo al  caldo  nell'  agitarli  lo  fpirito  non  faccia 
crepare  il  faggiuolo  .  Polla  in  quello  fi  deve  agitare 
per  una  buona  mezz'  ora  detta  Gomma  con  lo  fpi- 
rito j  e  lalciar  il  tutto  almeno  per  due  giorni  in  di- 

ge- 

(  2  )  Roberto  James  nella  Farmacopea  univerfale  l'tb.  1.  cap. 
7.  fcrive  de'  Melimi  ,  e  diflblventi ,  e  fra  quelli  degli  Al- 
calini ,  delle  Tue  proprietà ,  e  forza .  (  3  )  Jìlcohol  è  lo  fpi- 
rito di  vino  ridotto  all'  ultimo  grado  di  perfezione  ,  ed  è 
il  fluido  più  leggiero  ,  che  vi  fìa  dopo  1'  aria  . . .  Con  ac- 
qua, con  aceto,  con  olio  ,  con  quaififia  liquore  acido  ,  e 
con  fali  alcalini  puri  ,  e  volatili  fi  lafcia  milchiare,  equa- 
fi  con  equabilità,  e  rifolve  le  foflanze  gommofe,  e  refinofe  .  Ve- 
di James  loc.  citat.  l'tb.  3.  cap.  4. 


2ó  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

geftione,e  pofeia  tornare  ad  agitare  per  qualche  altro 
i'pazio  di  tempo  .  Se  la  ftagione  è  di  eftate  fi  pone 
al  Iole  tutto  il  giorno  ,  e  fi  leva  avanti  il  tramon- 
tar di  quello  ;  Te  è  d'  Inverno  bifogna  porlo  vicino 
al  fuoco  con  calore  moderato  ,  ed  agitarlo  più  ,  e 
più  volte  il  giorno  . 

Serve  per  tare  le  Vernici  fine.-  per  le  Vernici  or- 
dinarie fé  ne  parlerà,  quando  fi  tratterà  di  quelle. 

Il  Pi  Filippo  Bonanni  così  fcrive.  „  Quella  Gom- 
5)  ma  Lacca  portata  in  Europa  non  fi  trova  in  mag- 
5,  gior  mole  ,  che  in  granelli  mefcohti  con  terra  ; 
5,  e  fimile  impurità  fi  purga  ,  e  fi  rende  pafta  ,  co- 
5i  me  fi  fa  della  Colla  Tedefca  ,  o  altra  detta  Cer- 
n  vona  ,  che  fi  ftende  ,  e  lecca  in  foglie  per  ufo  di 
5)  comporre  Vernici  ,  ma  quale  fia  1'  umore  ,  con 
,j  cui  fi  feioglie  ,  e  fé  ne  fa  pafta  fin'  ora  non  mi 
5)  è  noto  .  Senile  nell'  anno  1720.,  o  prima  ,  cofic- 
chè  non  ebbe  notizia  degli  Autori  pofteriori  ,  che 
pongono  la  maniera  di  fcioglierla  . 

Non  oftante  aggiunge  il  Pomet  nel  Trattato  del- 
le fue  Droghe  Lib.  7.  Cap.  43.  ,  che  liquefatta 
fi  ftende  fopra  una  pietra  piana  ,  ove  fi  fecca  ,  ma 
non  dice  come  s'  impafti  .  Così  difpofta  più  facil- 
mente fi  feioglie  con  lo  fpirito  di  vino  ,  il  che  non 
fi  ottiene  con  altri  liquori  umidi  ,   benché  bollenti  . 

Il  Lemery  (  1  )  dice ,  che  la  Lacca  non  fi  feioglie  , 
né  fi  liquefa  nell'  olio  d'  oliva  ,  quantunque  fi  rif- 
caldino  infieme  fui  fuoco  .  L'  olio  non  prende  ve- 
run  colore  ,  e  la  Lacca  refta  nel  fondo  del  vafo  in 
una  foftanza  gommofa  ,  dura  fragile  ,  grumofa,  rof- 
fa  ,  bruna  ;  il  che  fa  vedere  ,  che  quella  Lacca  non 
è  una  Refina  pura  ,  come  molti  hanno  creduto  ;im- 

peroc- 

(  1  )  Dizion.  di  Droghe  voc.  Lacca  . 


Su  le  Vernici  .  21 

perocché  fé  fotte  tale  ,  fi  feioglierebbe  facilmente 
nell'  olio  ,  ficcome  fanno  le  altre  Refine  . 

Non  fuccede  affatto  il  medelimo  della  Lacca  infu- 
fa,  e  rifcaldata  nell'  olio  etereo  ,  che  chiamafi  Spi- 
rito di  Trementina  ,  imperocché  quantunque  una 
parte  della  Gomma  ,  vi  refti  indiiìblubile  ,  ella  pe- 
rò dà  all'  olio  una  tintura  rolla  tendente  al  giallo  . 
Quelli  differenti  effètti  degli  olj  di  uliva,  e  di  Tre- 
mentina ,  vengono  ,  perchè  1'  olio  etereo  ,  o  fpirito 
di  Trementina  rinchiude  più  acido  dell'  olio  d'  uliva. 

Se  fi  mette  la  Lacca  in  infufione  nello  Spirito  di 
Vino  rettificato  ,  fé  ne  cava  una  tintura  rolla  fmor- 
ta  ,  e  refta  nel  fondo  del  vafo  una  materia  gommo- 
fa  ,  roffa  bruna  ;  le  fi  mefcola  quefta  tintura  con 
fette  ,  o  otto  volte  altrettanto  di  acqua  ,  fi  farà 
un  latte  ,  da  cui  (ì  feparerà  ,  e  precipiterà  una  Re- 
tina bigia  ,  bianca  . 

Si  vede  ,  che  i  liquori  folfurei  ,  gli  aleatici  ,  e 
gli  acidi  fono  i  diiiolventi  della  Gomma  Lacca. 

Nota  .  La  Gomma  Lacca  fatta  bollire  nell*  acqua 
cogli  acidi  rende  un  colore  d'  un  rollo  beliiffimo  . 
GÌ'  Indiani  fé  ne  fervono  nella  tintura  delle  loro  te- 
le .  I  Levantini  per  tingere  roiTi  i  loro  Marocchini , 
gì'  Inglefi  ,  e  gli  Olandefi  ne  fanno  una  forta  di 
Scarlatto  ;  altri  la  fanno  entrare  nelle  Vernici  ,  nel- 
le Pitture, e  nella  compofizione  della  cera  di  Spagna. 

Effa  riceve  diverfi  nomi  fecondo  le  varie  for- 
me ,  che  gli  vengono  date  da'  Foreftieri  .  La  Lac- 
ca in  Barioni  è  quella  ,  che  fi  trova  tal  quale  vie- 
ne portata  dall'  Indie  .  Allorché  la  foftanza  più  pre- 
ziosa n'  è  ftata  fpremuta  per  mezzo  del  Torchio,  fi 
chiama  Lacca  in  grana  ;  quella  che  è  ftata  diiciol- 
ta  ,  e  ftacciata  fu  d'  un  marmo  ,  chiamafi  Lacca 
piatta  .  Francefco  Alberti  Dizionario  del  Cittadino . 
Voc.  Lacca  .  Ma/it- 


22  Parte  I.  De1  Trattenimenti 

Ma  fi ice ,  e  S  andarne  a  . 

Il  Maftice  (i)  è  una  Gomma  Ragia  ,  o  piuttcK 
fto  una  Ragia  pura  ,  che  ftilla  in  tempo  di  Eftate 
lenza  incifìone  ,  o  con  incifione  dal  tronco  ,  e  dai 
rami  grofìi  del  Lentifco  in  grani  ,  o  lagrime  grolle 
come  grani  di  Ginepro  ,  o  un  poco  più  minute ,  di 
color  bianco  tendente  al  cedrino  ,  rilucenti  ,  e  traf- 
parenti  , 

Il  Maftice  migliore  fi  è  quello  ,  che  viene  dall'  I- 
fola  di  Scio  dalie  piante  del  Ginepro  ,  ovvero  del 
Lentifco,  che  nafee  abbondante  nelP  Ifola  Scio ,  o  Ch'io . 

Si  adopera  il  Maftice.  in  molte  compofizioni  di 
Vernici  .  E'  una  Relina  fecca  ,  trafparente  ,  e  di 
colore  pallido  ,  o  gialla  ,  ed  è  di  fapore  refinofo,  e 
di  odore  fragrante  .  Quella  è  la  più  ftimabile  ,  che 
ha  1'  odore  dolce  ,  che  è  lucida  ,  rifplendente  ,  fec- 
ca ,  ftritolabile ,  e  non  adulterata  .  (2) 

Nafce  nel  Paraguay  ,  e  nel  Braille  un  beli'  Albe- 
ro (  3  ),  la  di  cui  Refina  è  affai  fragrante  ,  e  fieni- 
le a  quella  del  Lentifco  .  Ve  ne  fono  due  di  que- 
lla fpecie  d'  Alberi  ,  e  tutti  due  grandi  ,  e  frondo- 
fi  ,  fti  marittimi  dagl'  Indiani.  La  di  loro  Refina  può 
adoprarli  come  il  Maftice  . 

S andar aca  ,  0  Sandracca. 

E'  una  Gomma  Refina  chiara,  rilucente,  diafana, 
di  colore  bianco  3  tendente  al  cedrino  ,  ftilla  per  via 

di 

X.  1  )  Lemery  Ioc.  cit.  v.  Maflìce..  (2)  James  Ioc.  cit.  v.  Lcn~ 
t'ifcus .  (3)  Nel  Paraguay  fi  chiama  Aguaray  ,  nel  Brafile 
Àroetra .  Vedi  Pilone  De  Facultatìb.  fimplìc.  lib.  4.  cap.  1  r. 
Giorgio  Marcgravio  Hijior.  Piantar,  lib.  3.  cap.  1.  dice  . 
Arcsira  Lufitanis  ,  Lentìfcus  Laùn'ts  .  Gli  Spagnoli  lo  chiar 
mano  Molle  .  Francefco  Ximenes  fcrive  :  Exfudat  certam  la- 
ehrymam  ,  qua  non  m'tnus  quam  twncus  ,  &  folta  ,  redole* 
Lenti f e  uni . 


0* 


Su  le  Vernici  .  23 

di  tagli  dall'  OiTicedro  ,  e  dal  gran  Ginepro  ,  che 
crefce  altiiìimo  ,  e  in  gran  quantità  in  Africa  .  Ha 
quejìa  Relina  gommola  grande  ufo  predò  ai  Verni- 
ciatori .  Le  piante  del  Ginepro  fono  notiffime  anche 
nelP  Europa  .  (4) 

Quefta  Gomma  refìnofa  ,  e  la  precedente  ,  cioè  il 
Maitice  facilmente  lì  lciolgono  con  lo  fpirito  cri  vino. 

Siccome  quella  Retina  Gomma  non  è  Droga  rara, 
fi  adopera  nelle  Vernici  ,  ed  è  uno  de'  principali  in- 
gredienti .  Con  la  Sandaraca  fi  ottiene  la  Vernice 
chiara  ,  e  luftra  ,  ma  aliai  morbida  ;  perciò  fi  meì- 
chia  con  la  Gomma  Lacca,  e  Gomma  Elemi,  e  perque- 
iìo  mezzo  la  Vernice  rimane  più  loda,  e  durevole  . 

Il  Cedro  del  Paraguay  (  5  )  dà  una  Retina  Gom- 
ma ,  la  quale  può  paragonarli  con  la  Sandaraca.  Un 
P.  Milionario  Gefuita  compofe  Vernice  con  la  Re- 
fina  gommoìa  di  quefto  Cedro  Americano  ,  li  riufcl 
tanto  bella,  come  fé  folle  fiata  fatta  con  la  Sandara- 
ca ;  ma  era  alquanto  molle,  perchè  1'  adoperò  fola, 
e  lenza  Lacca  ,  ed  Elemi  .  {6)  La 


(4)  Quefta  Gomma  ha  dato  il  nome  alla  Vernice  de' Pittori, 
perchè  efla  ne  fa  la  bafe.  In  Latino  fi  dice  Vern'tx  ,  e  San- 
daracba  Arabum .  E'  molto  diverfa  dalla  Sandracca  degli  an- 
tichi Greci  ,  la  quale  non  è  Gomma,  ma  un  Minerale, fpe- 
cie  di  Orpimento  .  (  O  Tale  Cedro  nell'  idioma  Guarani  fi 
dice  Tgary  .  GÌ'  Inglefi  chiamano  Legno  dì  Cedro  certi  Al- 
beri nativi  delle  Indie  Occidentali,  aliai  diverfi  dai  Ginepri. 
Pare  che  fìano  i  legni  de%l'  Tgary  :  con  quelli  lavorano  po- 
liti utenfilj  da  Camere.  (6)  Per  dar  più  corpo  a  tale  Verni- 
ce fi  mefchia  della  Lacca  ,  o  un  poco  di  Gomma  Elemi ,  al- 
lora la  Vernice  è  più  foda,ma  perde  una  parte  della  fua  bian- 
chezza .  Nota  .  La  Sandracca  in  polvere  ferve  aitresì  ad  in- 
verniciare la  Carta  ,  e  a  darle  più  confidenza ,  e  ad  impedi- 
re 1'  afibrbimento  ,  ipecialmenre  ne1  lìti  ,  ove  fìa  Irato  d'  uo- 
po di  rafchiarla  per  levare  la  fcrittura.  Bomare  Dizionar.  pa- 
rola Ginepro  , 


a4  Parte  I.  De*  Trattenime?ttì 

La  Gomma  Refina  del  Cedro  Americano  ftilla  fpon- 
taneamente  dall'  Albero  ,  e    vedefi  in    terra  ,   o  at- 
taccata alle  corteccie  della  pianta  .  E'  follanza  chia- 
ra ,  diafana  ,  rilucente,  di  colore  bianco,  che  tende 
al  clorato  debole  . 

Gomma  Refina  Eterni. 

E'  una  Refina  bianca  ,  tendente  al  verdiccio  ,  o 
pallido  ,  e  glntinofa  ,  come  la  Trementina;  è  fra- 
grante ,  e  di  grato  odore,  e  fi  fomiglia  un  poco  all' 
odore  dell'  Aneto  recente. 

Nei  Paraguay,  ed  in  altri  Paefì  dell'America  Me- 
ridionale crelce  abbondantemente  l'  Albero  ,  da  cui 
fcaturiice  quella  Refina  ,  la  quale  dagli  Spagnuoli  fi. 
dice  Icica  (  i  )  .  La  deferizione  dell'  Albero  potrà  ve- 
derli negli  Scrittori  infracitati . 

La  Refina  luca  ,  fecondo  Guilelmo  Pifone,  è  af- 
fatto 

(l)  Raj  in  Hilìor.  Plant.  fcrive:  La  Gomma  Elemi  è  prodot- 
ta dall'  Albero  detto  ,  Arbor  Brajuienfibus  Gummì  Elem't  fi- 
ntile fundens  ,  foliis  pinnatis  ,  fioficulis  verticillatis  ,  fruBu 
Oliva  figura ,  &  magnitudine .  Compendiofa  deferizione  dell' 
Albero  hai  . 

Pifone  De  jacultatibus  fimplic.  lib.  4.  cap.  7.  fic  :  Cortex  hujus 
Arboris  (  Icicariba  )  alte  vulneratus  ,  plenilunio  imprimis  , 
fiatim  ,  nonumquam ,  pofiridie  ,  aut  tento  poft  die  ,  gammi  t 
feu  refinam  fundit  odoratijfimam  (  odori s  infilar  Anetbi  recen- 
t'ts  contufi  )  prefi antijfimamque ,  colore  albicante  ,  &  vireficen- 
te .  Efi  gammi  Elemi  piane  filmile  ,  quod  tamen  nojìro  offici- 
narum  ,  utpote  recentius ,  odore  ,  &  qualitate  efficacius. 

Marcgravio  ,  Hifior.  Piantar.  Brafilia  lib.  3.  cap.  4.  dice  :  Cor- 
tex  quippe  vulneratus  una  netìe  fundit  refinam  odorati ffimam  , 
edoris  infilar  Anetbi  recentis  contufi ,  qax  pofiridie  colligi  po- 
tè fi .  Lufiitani  vocant  Almacigam  ,vel  Almeccgam  ,  ideji  Ma- 
fitichen . . .  Infitgnis  efi  ad  vulnera  capitis ,  &  ad  omnia  ,  quA 
gummi  Elemi  ufiurpatur  .  Affertur  hxc  Refina  e  Nova  Hifi- 
pania  magna  copia  ,  atque  etiam  ad  eundem  modum  oolligitut 
in  Brafiilia  (  &  in  Paraguaria  )  jueundi  od$ris . 


Su  le  Vernici  .  25 

fatto  fimile  alla  Gomma  Elemi,  anzi  nelle  Tue  qua- 
lità più  efficace  .  Giorgio  Marcgravio  fcrive  ,  che  la 
Icica  è  aliai  utile  per  tutte  quelle  cofe  ,  nelle  quali 
fi  prelcrive  la  Gomma  Elemi  .  Se  fi  attendono  le 
qualità  attribuite  alla  Gomma  Elemi  ,  e  le  attribui- 
te all'  Icica ,  i  nomi  fono  dipinti  ,  ma  non  la  Gom- 
ma lignificata  . 

Trementina . 

E'  una  Ragia  liquida  ,  o  un  liquore  vifcofo  ,  ra- 
giolo  ,  oliolo,  chiaro,  trafparente,  colla  confidenza, 
e  colla  qualità  de'  ballami  naturali.  Si  cava  per  via 
di  taglio  ,  o  lenza  tagli  da  molte  fpecie  di  Alberi, 
che  crefcono  ne'  Paefi  calidi  ,  come  dal  Terebinto  , 
dal  Larice  ,  dal  Pino  ,  dall'  Abete  ,  e  d'  altri. 

La  Trementina  comune  efce  dal  Pino  filveftre.  La 
Trementina  ,  che  efce  per  via  di  tagli  ,  è  chiama- 
ta volgarmente  Trementina  di  Venezia  .  Quefta  è 
il  prodotto  del  Larice  ,  ed  è  una  foftanza  liquida  , 
della  confidenza  del  miele  nuovo  ,  di  colore  giallic- 
cio ,  di  fapore  acre  ,  e  amaretto ,  e  di  odore  grato , 
e  fragrante  . 

Evvi  parimente  un*  altra  fotta  di  Trementina, che 
fi  cava  dal  Terebinto  .  La  migliore  è  quella,  che  fi 
porta  dalle  Ifole  di  Scio,  e  di  Cipro  ,  che  è  di  co- 
lore bianchiccio  ,  chiara  ,  e  quali  trafparente  ;  più 
groffa  ,  e  più  tenace  della  Trementina  di  Venezia. 

La  Nuova  Inghilterra  produce  Trementine  ,  che 
molto  fi  ralìòmigliano  ai  balfami  più  fini  .  Lo  fteilo 
può  dirfi  del  Brafile  ,  e  del  Paraguay  .  Il  P.  F. 
Carlo  Plumier  (2)  pretende,  che  gì'  Àlberi  gommo- 

fi 


(  2  )  Detenzione  di  alcune  Piante  dell'  America  .  Bomare  Di- 
zionar.  d'  Iltor.  Naturai,  voc.  Gomier.  Idem  ibid.  voc.  Mol- 
le ,  o  Peperiere  del  Few . 


20  Parte  I.  Dcr  Trattenimenti 

fi  Americani  (quali  fono  quelli  della  Icica)  non  dif- 
feriscono  dalli  Terebinti  Europei  in  altro  ,  che  nei 
loro  fiori  ,  che  fono  ftaminofì.  Clufio,  ed  altri  Scrit- 
tori 1'  Albero  Aguarai  -guaza  chiamp.no  Lentilco  del 
Perù  ;  altri  Molle  Indiano  ,  e  Terebinto  .  G  ufeDpe 
Tournefort  (  i  )  pone  fette  fpecie  d'  Alberi  di  Tre- 
mentlua,  o  Terebinti  ,  la  fettima  è  il  Terebinto  A- 
mericano,  il  di  cui  frutto  è  fimile  al  Ridacchio,  ma 
incomrneftibile  .  Tale  è  il  frutto  dell'  Albero  Icica  , 
e  la  Relina  ,  che  efce  da  una  fpecie  di  quefti  Albe- 
ri è  chiara  ,  e  bianca  . 

La  Refina  Icica  ,  anche  per  alcuni  ufi  curiofi  fup- 
plilce  beniiiimo  alla  Trementina  adoperata  nell'  Eu- 
ropa .  Netta  ,  e  bene  purificata  la  Icica  chiara  ,  e 
bianchiccia  può  ufarii  nella  compofizione  delle  Ver- 
nici .  Io  la  vidi  ,  meifa  fopra  legno,  prima  inargen- 
tato ,  ed  il  colore  prele  apparenza  d'  indorato  aliai 
bello  .  Vidi  pure  adoperarla  per  attaccare  fopra  una 
laftra  di  vetro  una  ftampa  ,  e  di  poi  dipingerla,  co- 
me fi  là  con  la  Trementina  ,  e  riufcì  a  meraviglia  . 
Veggafi  Gomma  Refina  Elerni  . 

TRATTENIMENTO  III. 

Altre  Gomme  ,  Refine  ,  e  Bitumi  . 

Sangue  di  Drago  . 

E'  un  fugo  gommofo  refinoiò,  di  colore  roflìccio, 
e  anche  rollò  come  fangue  .  Efce  per  incifione 
da  un  Albero  grande  ,  il  quale  crefce  abbondante- 
mente ne'   lidi   de'  Fiumi  Parana  y  Paraguay  ,  Uru- 

guai, 

(i  )  Inft'ttutìones  Rei  herbar.  pag'in.   179.  I  frutti  dell'  Agna- 
rai ,  o  Molle  non  fi  mangiano. 


Su  te  Vernici  ■.  27 

guai  ,  ed  altri  .  Nel  principio  (lilla  liquido  ,  ma  col 
tempo  (i  coagula   ,   i\  fecca  ,   e   facilmente   fi   rom- 

Pe  •  (2) 

Il  più  bello,  e  il  miglior  Sangue  di  Drago  è  quel- 
lo ,  che  fìilla  il  primo  in  lagrime  chiare  ,  trafparen- 
ti  ,  di  color  roiììliìmo  .  Per  le  Vernici  li  deve  Icie- 
glitre  il  Sangue  di  Drago  netto  ,  puro  ,  ragiofo  , 
lecco  ,  facile  a  romperli  ,  e  aliai  rollo  .  James  (  3  ) 
^.uiama  quella  Gomma  vera  Renna  . 

Il  Sangue  di  Drago  in  lagrima  macinato  con  fa- 
pone  bianco  nella  Pietra  de*  Pittori  ,  ed  in  poco  d' 
acqua  gommata  dà  un  bel  color  rollo  :  credendovi 
il  lapone  ,  fi  ha  un  color  cremefi  ;  tornando  ad  au- 
mentare la  quantità  del  fapone  ,  elee  fuori  un'  altro 
bel  rofib  Perlichino  /  e  ponendovi  meno  di  fapone 
il  colore  fi  fa  di  Carmino  . 

Gomma  Rejìna  del  Guaiaco, 

Dall'  Albero  Guaiaco,  o  Legno  fanto  efee  per  in- 
cifione  ,  ed  anche  fpontaneamente  una  Gomma  Teli- 
nola ,  bruna  ,  quafi  nera  ,  netta ,  rilucente,  lpezza- 
bile  ,  e  alquanto  odorifera  . 

Le  Donne  infedeli  della  Nazione  Mbaia ,  o  Guaicum 
adoperavano  quella  Refina  per  inverniciare  alcuni  dei 
loro  utenfili  ,  e  riufeiva  una  Vernice  nera  ,  luftra  y 
la  quale  non  fi  feioglieva  dall'  acqua  ,  neppure 
communicava  alla  ftelìa  acqua  fapore  ingrato, o  ama- 
ro .  Per  le  Vernici  nere  farebbe  ottima  ,  (4)  e  po- 
trebbe fare  le  veci  dello  Spalto  . 
Gomma  Gutta  . 

Molte    fono  le  opinioni  intorno  alla  generazione  di 

que- 

(  2)  L'  Albero  in  lingua  Guarani  fi  chiama  Cahberai  :  in  Spa- 
gnola Drago.  (3)  Pharm.  Univerf.  voc.  Draco  arbor.  (4^ 
Guaìactì  fi  chiama  ancora  Legno  Santo ,  e  Guaiacan  . 


2,8  Parte  L  De1  Trattenimenti 

quefta  Gomma  .  Alcuni  vogliono  che  fia  naturale  , 
ed  hanno  ragione  ,  ed  altri  fattizia  .  Quanto  a  noi 
nel  Paraguay  la  crediamo  il  fugo  concreto  di  certi 
Alberi  ,  che  crefcono  vicini  al  lido  orientale  del  fiu- 
me Paraguay  verfo  i  gradi  18.  ,  e  17.  di  latitudine. 

Il  Boulduc  la  reputa  un  fugo  refinofo  ,  per  effer 
re  infiammabile  .,  rendendoci  fluida  al  fuoco  ,  e  qua- 
li intieramente  fciogliendofi  nello  fpirito  di  vino  .* 
laddove  al  contrario  ,  mefia  dentro  i  melimi  acquo- 
si ,  fi  dilata  in  una  foftanza  lattea  ,  e  poi  va  ai  fon- 
do .  Si  adopera  in  alcune  Vernici .  (  1  ) 
Pece  Greca  . 

La  Pece  è  una  Ragia  ,  o  una  Trementina  grofib- 
lana  ,  che  efce  dai  Pini,  e  da  molti  Alberi  per  via 
di  tsgli  ,  o  lenza  tagli  .  La  prima  ,  che  elee  dalla 
Ted -.  de'  Pini  vecchj  per  via  del  fuoco  ,  è  liquida; 
quella, che  la  fiegue,  è  denia,  s'  indura,  e  chiamali 
Reiina  ,  ovvero  FUgia  di  Pino  .  La  più  bella  Ragia 
deve  effere  netta,  e  di  colore  gialliccio  ,  o  bianchic- 
cio ,  rilucente  . 

La  Pece  ,  che  per  via  di  tagli  efce  dal  Pino  ,  e 
che  non  è  fiata  cotta  ,  chiamali  Barras  ,  e  Galipot. 
Quella  fi  liquefa  fui  fuoco  ;  ed  è  ciò  ,  che  fi  chia- 
ma Trementina  grolla  ,  o  Trementina  comune  .  Efia 
ferve  agli  Stampatori  per  Inchioftro  ;  entra  altresì 
nella  compofizione  della  Vernice  grolla  . 

La  Colofonia  è  la  iteifa  Pece  Greca  ,  o  una  Tre- 
mentina cotta  .  La  migliore  è  Trementina  fina,  fat- 
ta bollire  ,  o  che  fia  cotta  nell'  acqua  ,  finché  fia 
divenuta  foda  ,  bianca  ,  e  fragile  . 

Dicefi  Greca  la  Pece  non  per  altro  ,  fé   non    per- 
chè 


(  i  )  Vedi  Lemery  loc.  cit.  Gummt  gutt*  ,  e  James  loc,  cit.  v. 
Gutta  Gamba  . 


Su  le  Vernici,  iq 

che  ftilla  digli  Alberi  della  Calabria  ,  anticamente 
chiamata  Magna  Grecia  .  Si  aiiomiglia  anch'  ella  nel 
colore  giallo  ,  e  rifplendente  all'  Ambra  ,  ma  è  più 
tenera  ,  e  più  facilmente  fi  liquefa  al  caldo  .  Il  mo- 
do di  purgare  la  Pece  per  le  Vernici  fine  fi  pone 
nel  Trattenimento  IV. 

DdF  Ambra  ,  o  Carabe  . 

I  Naturaliili  fono  flati  di  diverfa  opinione  full' ori- 
gine ,  e  Natura  dell'  Ambra  .  (2)  Ma  1'  opinione 
più  verifimile  ,  e  la  più  ricevuta  prello  ai  Moderni 
è  ,  che  1'  Ambra  è  un  vero  prodotto  della  Terra  , 
contenuto  dentro  le  fue  vene  -, 

La  maniera  poi  ,  colla  quale  quello  bitume  fi  ge- 
nera ,  pare  che  fia  quella  :  Dai  legni  vecchj  follili  , 
e  bituminoli  ,  mediante  il  calore  lotterraneo ,  trafu- 
da  un'  olio  fimile  al  Nafta  ,  o  al  Petrolio  ,  il  qua- 
le infinuandofi  nello  llrato  foggiacente  ,  palla  per 
miniere  vitrioliche  ,  dove  mifchiandofi  coli'  acido  di 
quelle  ,  fi  condenfa  ,  e  acquilla  una  forma  re  fino- 
fa.  (3) 

L'  Ambra  è  di  varj  colori; ma  la  migliore  è  quel- 
la ,  che  è  pallida  ,  e  intieramente  priva  di  macchie . 
Dopo  la  pellucida  ftimafì  V  Ambra  bianca  ,  dopo 
quella  la  gialla  ;  la  bruna  è  i'  inferiore  di  tutte . 

Quella  Gomma  ,  o  fia  Bitume  è  difficile  da  fcio- 
glierli  .  La  maggior  facilità  di  fcioglierla  ,  dicono 
efler  quella  dello  fpirito  di  vino  perfettamente  sflem- 
mato  ,  con  fuoco  mite  1'  Inverno  ,  e  F  Ellate  con 
il  calore  del  fole  cocente  ,  cui  deefi  efporre  la  ma- 
teria ,  e  ritirarla  avanti  che  tramonti .  Quella  è  una 
manipolazione  che  va  alla  lunga  ,  e  però  riefce  me- 
glio col  fuoco  di  fornello  .  Al- 

(2)  James  fopr.  citat.  voc.  Suceinum9  e  Ambra  grifea  ,  (2) 
Lewis  fupplem.  voc.  Ambra, 


3®  "Parte  1.  De1  trattenimenti 

Altro  modo.  Prendanfi  due  oncie  di  Carabe,  ed  una 
libbra  di  fpirito  di  vino  ;  il  Carabe  deve  eitere  pe- 
tto fottilmente  ,  e  fìacciato  ;  nel  detto  fpirito  uni- 
to a  detto  Carabe  ,  devefi  aggiungere  un'  oncia  di 
fale  di  Tartaro  ,  o  in  mancanza  di  quefto  ,  un'  on- 
cia di  Salnitro  fillo  ,  e  poi  lutarlo  bene  ,  e  metter- 
lo al  Sole  ,  agitandolo  fpeffe  volte  ;  ciò  fatto  ,  fé 
vedi  che  il  Carabe  non  fi  fciolga  ,  mettilo  al  fuo- 
co di  lucerna  per  dodici  ore  ,  e  poi  levalo  con  di- 
ligenza ,  guardando  che  non  divenga  flemma  lo  fpi- 
rito di  vino  tinto  ,  e  mettilo  da  parte  in  una  boc- 
cia di  vetro  ,  che  dovrai  chiuder  bene.  Dopo  ritor- 
na a  metterlo  fopra  il  Carabe, che  è  reftato  nel  fag- 
gi uolo  ,  coli'  aggiungervi  un'  altra  mezz'  oncia  di 
Sai  di  Tartaro  ,  o  Salnitro  fiffo  ,  e  fare  come  face- 
Ai  la  prima  volta  •  indi  decanta  1'  altro  fpirito  tin- 
to ,  ed  unito  all'  altro  cavato  di  prima  ,  mettilo  in 
un'  orinale  di  vetro  ,  che  abbia  del  corpo  ,  acciò 
non  crepi  ;  ciò  fatto  adattavi  il  fuo  recipiente  ,  ed 
a  fuoco  lento  diftilla  perfino  che  cali  un  buon  ter* 
zo  ,  e  più  :  Così  avrai  nel  fondo  dell'  orinale  la  Ver- 
nice con  un  corpo  dura  ,  e  perfetta  . 

/litro  modo  .  11  Carabe  fi  Icioglie  con  uno  fpirito 
volatile  urinofo  ,  fatto  di  due  parti  di  fai  di  Tar- 
taro ,  ed  una  di  fale  Ammoniaco  ,  collo  fpirito  di 
vino.  Vedi  il*  Trattenimento  II.  il  metodo  di  Shavv. 
Vedi  il  Trattenimento  XI-  num.  i.  ,  e  2. 

Altro  .  Il  Carabe  fi  prepara  facendolo  bollire  nell' 
acqua  un  quarto  d'  ora  ;  poi  verfata  queft'  acqua  , 
mettendovi  dell'  altra  acqua  ,  che  fi  fa  bollire  un' 
altro  quarto  d'  ora  ;  dopo  s'  infonde  per  due  ore 
nell'  acqua  vite  ,  da  dove  cavatolo  fuori  ,  fi  faccia 
feccare  fino  al  giorno  feguente  ,  ed  avendolo  fatto 
in  fottiliffima  polvere  fopra  il  marmo  ,  fé  ne  mette 
poi  una  certa  dole  nello  fpirito  di  vino .         Al- 


Su  le  Vernici  .  3 1 

/litro -metodo  fpedito,e  tacile,  li  Signor  Neuvman 
di  Berlino  pubblicò  una  Diilertazione  fopra  1'  Am- 
bra (  1  )  In  qu.lìa  propone  per  lcioglierla  il  feguen- 
te  metodo  :  Metteli  nello  fpirito  di  vino  sflemmato, 
purificato  in  grado  eftremo  ,  e  tartarizzato  la  duo- 
dci  ma  parte  d'  Ambra  divila  in  piccioli  pezzi  ,  o 
ancora  nel  lolo  fpirito  di  vino  rettificato  (enza  Tar- 
taro in  un  vaio  di  vetro  ,  il  quale  lì  porrà  fopra 
un  fuoco  tale ,  che  fia  lufficiente  a  fare ,  che  lo  ipi- 
ritx)  cominci  a  bollire  . 

Nota  .  Nelle  belve  del  Paraguay  crefce  un'  Albe- 
ro (  a  )  alto  ,  dritto  ,  e  non  molto  groiìo,  dal  qua- 
le l'uda  (pontaneamente,  ed  anche  per  via  di  taglio, 
una  Refina  nel  principio  liquida  ,  e  poi  s'  indurifce 
come  una  Pietra  .  L'  Albero  ,  il  di  cui  legno 
ha  colore  giallo  ,  dà  la  Refina  gialla  ,  talmentechè 
pare  un'  Ambra  ;  con  quefta  fi  fanno  Maniglie,  Ro- 
iarj  ,  ed  altri  lavori  aitai  belli  .  La  Refina  dell'  Al- 
bero ,  la  di  cui  loftanza  legnofa  è  pallida  ,  e  bian- 
chiccia ,  la  dà  chiara  ,  e  criftallina  .  Così  1'  una  , 
come  1'  altra  potrebbe  adoperarti  in  quelle  Vernici  , 
nelle  quali  fi  mette  1'  Ambra  ,  o  Succino. 
Dello  Spalto  . 

V  Asfalto  ,  o  Spalto  (3)  è  una  foftanza  folida  , 
fragile  ,  e  pelaute  ,  di  color  rollo,  nericcio,  o  fcu- 

ro, 


(1)  Tranfac.  Filofof.  num.  43  <.  (  2  )  In  Lingua  Guarani  fi 
chiama  Abat'tmkabui  ,  e  Tembetari  .  (  3  )  In  Latino  fi  chia- 
ma j4fpbaltus ,  &  Bitumen  Judaicum  :  E'  {lato  denomina- 
to anche  Gufami  funerum ,  e  Mumìa ,  perchè  la  gente  or- 
dinavia  ,  tra  gli  Egizj ,  fé  ne  fervirono  per  confervare,  e  im- 
balfamare  i  Corpi  morti  . 

Dal  luogo  ,  onde  viene  cavato  ,  che  è  il  Lago  Asfaltico  ,  » 
Mare  mono  ,  dove  erano  una  volta  le  Città  di    Sodoma  , 

e  di 


3*  "Parte  I.  De9  Trattenimenti 

ro  ,  che  s'  infiamma  facilmente  ,  ed  è  di  odore  ga- 
gliardo, e  bituminolo  ,  e  fpecialmente  quando  è  cal- 
do ,  e  difciolto  al  fuoco  :  E*  da  prima  così  molle, 
viicofo  ,  e  glutinofo,  che  difficilmente  fi  fiacca  dal- 
le cofe  ,  alle  quali  fi  applica  *  ma  col  tempo  fi  fa 
anche  più  duro  della  Pece  ,  e  fi  raffomiglia  molto 
alla  Pece  nera  .  Deve  fciegìierlì  netto  ,  di  un  bel 
nero  ,  rilucente  ,  faldo,  più  duro  della  Pece. 

Adoperali  quello  Bitume  per  fare  i  bei  neri  rilu- 
centi della  Cina  .  Gli  Arabi  fi  fervono  di  quello  Bi- 
tume per  impecciare  i  loro  Vafcelli  ,  come  fi  fa  in 
Europa  della  Pece  . 

Oltre  le  fopraddette  Gomme  ,  e  Refìne  molte  fc 
ne  rlferifcono  dalli  Naturai ifìi  ,  e  Ifiorici  ;  poiché 
ftillano  dagli  Alberi  la  Gomma  Arabia  ,  (  i  )  quel- 
la di  Sufino  ,  o  Brugno  ,  di  Cerafo  ;  ltilla  anche 
dall'  Edera  ,  (2)  e  dal  Perfico  .  (3)  Vedafi  Rober- 
to James  .  (4)  Si 

e  di  Gomorra  ,  chiamafi  ancora  Carabe  di  Sodoma  ,  poiché 
gli  Arabi  ulano  talvolta  il  nome  di  Carabe  y  per  efprime- 
mere  un  bitume  folido  .  Vedi  Lemery  Dizionar.  delle  Dro- 
ghe /empiici  voc.  Bitumen  Judaicum  ,  il  quale  dice  -,  che 
fi  chiama  con  il  nome  di  Bitumen  Babylonicum  .  James 
Pharmacop.  univerfal.  lib.  3.  cap.  3.  voc.  Afpbaltus . 

(  1  )  La  Gomma  degl'  Alberi  nominati  Ybopei  ,  cioè  Carrebi 
del  Paraguay  è  la  vera  Gomma  Arabica  ,  e  gì'  Alberi  1' 
Acacia  .  Come  anche  la  Gomma  dell'  Albero  denomina- 
to Curupaj  .  La  Gomma  dell'  Albero  Mangai  è  vera  Re- 
fina  ,  affai  elaftica »  Ancora  quella  dell'  Ayui  Nanài ,  che  for- 
fè è  il  Terebinto  . 

(  2  )  Nel  Paraguay  non  nafce  1*  Edera  Europea  ,  ma  bensì 
alcune  fpecie  di  piante  fimili  all'  Edera  ,  le  quali  hanno 
nome  lei  pò  . 

(3)  Tutte  le  fpecie  di  Durazni  danno  Gomma  abbondan- 
te ,  la  quale  alle  volte  foffoca  gP  Alberi  ,  Duralo  è  lo 
fìefto  ,  che  Perfico  . 

(4)  Farmacop.  univer/al»  citat.  voc.  Qummi» 


Su  le  Vernici .  53 

Si  deve  avvertire  ,  che  molte  Vernici  fono  olio- 
fe  ,  e  per  manipolarle  tutte  le  Gomme  fopranomi- 
nate  non  fono  ugualmente  buone;  mentre  quelle,  che 
contengono  dell'  umore  acquofo  ,  non  fi  unifcono 
giammai  con  1'  olio  ;  e  così  è  neceilario  adoperar 
quelle  ,  che  hanno  poco  ,  o  niente  di  acquofo  ,  e 
che  liano  Telinole  3  oiiofe  ,  e  viicofe  .  Vedi  il  Trat- 
tenimento IL 

TRATTENIMENTO  IV. 

Degli  Olj  ,  e  dello  Spirito  di  Vino» 

QUello  ,  che  più  coopera  allo  fcioglimento  del- 
le Gomme  ,  e  Relìne  fono  gli  olj  ,  o  lo  ipe- 
rico di  vino  .  Il  P.  Filippo  Bonanni  riferifce  modi 
diverfi  di  preparare  l'  olio  di  Lino  per  le  Vernici  ; 
1'  olio  migliore  a  parere  di  detto  Padre  ,  eccellente 
compofitore  delle  Vernici  ,  è  quello  di  feme  di  Li- 
no cotto  . 

Il  modo  praticato  da  alcuni  Scrittori  ,  e  Droghie- 
ri in  fare  1'  olio  cotto,  è  di  fare  bollire  olio  di  le- 
me  di  lino  folo  ,  e  non  di  noce  ,  o  altro ,  metten- 
dovi dentro  litargirio,  (  5  )  e  Minio  (<5),  ma  di  que- 
llo ultimo  in  minore  quantità,  e  lo  fanno  aliai  bol- 
lire ,  per  fino  che  viene  a  quella  confiftenza  >  che 
da  loro  è  chiamata  Cottura  . 

Ma  liccotne  la  bontà  di  tutte  le  Vernici  oiiofe 
dipende  dalla  cottura  ,  e  preparazione  dell'  olio  ;  co- 

D  sì 

(  5  )  Latine  Lythargyw.s  :  queflo  non  è  altro  ,  che  piombo 
vetrificato  o  folo  ,  o  mefchiato  con  rame  :  trovafi  ora  co- 
lorito come  oro, e  ora  come  argento  .  James  Pharm.  univ. 
L'tb.  3.  cap.  3.  voc-  Lythargyrus  (  6  )  Mìnio  in  Spagnolo 
Bermellon .  Il  colorito  come  oro  fi  chiama  Litargirio  d1  tr* * 


$4  Parie  I.  De?  Trattenimenti 

SÌ  per  avere  1'  effetto  defiderato  ,  metterò  qui  quei 
metodi  infegnati  dal  P.  Bonanni  nel  fuo  bel  Libro  , 
o  Trattato  ibpra  la  Vernice  Cinefe  . 

i.  Il  modo  più  comune  ^  ed  univerfalmente  prati- 
cato ,  è  fare  bollire  1'  olio  fino  a  tanto  ,  che  ab- 
brucci  una  penna  in  elio  immerfa.  Alcuni  vi  aggiun- 
gono una  mollica  di  pane  fecondo  la  quantità, per- 
chè quefta  s'  imbeve  della  graffezza  dell'  olio  ,  e  lo 
rende  più  feccante  . 

Gli  Stampatori  di  figure  intagliate  in  rame  per 
farlo  più  denfo,  e  feccante  fogliono  dargli  fuoco  do- 
po ,  che  ha  bollito  per  qualche  tempo  ,  e  lafciano, 
che  la  fiamma  concepita  confumi  la  graffezza  dell' 
olio,  e  poi  con  un  panno  bagnato  chiudono  la  boc- 
ca del  Vafo  ,  il  quale  deve  effere  di  rame ,  acciocché 
non  crepi  ,  e  foffògano  la  detta  fiamma  ^  onde  così 
acquifti  denfità  fimile  a  quella  del  miele  -, 

2.  Si  prende  erba  acetofa,  e  fi  fa  bollire  heil'  ac- 
qua ,  e  poi  fi  cola  ,  Queft'  acqua  fi  pone  in  vafo 
di  fragno  non  profondo  ,  ma  largo  ,  e  fopra  1'  ac- 
qua fi  pone  1'  òlio  ,  e  per  alcuni  giorni  difefo  dal- 
la polvere  >  fi  tenga  al  fole  di  Eftate  ,  ne'  quali  le 
feccie  i  e  parti  più  graffe  calano  nell'  acqua  ,  e  fi 
raccoglie  1'  olio  molto  chiarificato  ,  ma  però  non  è 
cotto  ,  onde  non  acquifta  virtù  feccante  neceffaria 
alle  Vernici  .  Provato  dal  P.  Giovanni  Zahn  Pfe- 
moftratenfe  ,  Lib.  3.  oculi  Artifici  alis  pag.  16$. 

3.  In  Inghilterra,  e  altrove  fi  ufa  il  modo  feguen- 
tc .  In  un  vafo  invetriato  fi  pone ,  a  cagion  d'  efem- 
pio  ,  una  libbra  d'  olio  di  lino  ,  e  fi  nota  la  mifu- 
ra  di  effo  in  un  baftoncello.  Poi  nell'  olio  s'  infon- 
de altrettanto  d'  acqua  ,  fopra  cui  1'  olio  ftarà  a 
galla  .  In  detto  olio  fi  deve  infondere  un  facchetto 
pieno  di  alcune  polveri  diftribuite  in  parti  uguali  in 

mo- 


Su  le  Vernici .  3  5 

modo  ,  che  tutte  infieme  pefino  circa  oncie  cinqui 
e  faranno  Biacca,  Terra  d'  Ombra,  Litargirio  d'  oro, 
Minio  ,  e  Verderame  ,  le  quali  tutte  hanno  virtù 
feccante  ;  febbene  tal  dofe  non  è  neceflaria  ,  onde 
alcuni  fi  fervono  del  folo  Litargirio  ,  o  inlieme  col 
Minio  in  minore  quantità  .  (  1  )  Poi  fi  faccia  bollire 
fin  tanto  che  tutta  V  acqua  fia  sfumata  ,  il  che  fi 
conolcerà  mifurando  V  olio  con  il  dstto  cartoncino  . 
Si  deve  però  avvertire  ,  che  prima  di  tutto  il  con- 
fumo dell'  acqua  farà  bene  torre  il  facchetto  delle 
polveri  ,  acciocché  non  refti  abbrucciato  dall'  olio  , 
e  reftino  con  elio  mefcolate  le  polveri  . 

Alcuni  però  fenza  tanta  diligenza  pongono  il  Li- 
targirio ,  e  Minio  a  bollire  unito  con  1'  olio  ,  qua- 
le decantono  dopo  che  fiano  caduti  ,  e  pofati  nel 
fondo  .  Così  fi  avrà  olio  cotto  ,  e  più  chiaro  del 
confueto  . 

L'  olio  di  lino  cotto  a  perfezione  ha  qualità  me- 
no graffe  ,  ed  è  più  feccante  ,  che  1'  olio  di  noce. 
4.  Si  prende  1'  olio  di  lino  ,  e  portolo  in  un  va- 
fo  ,  vi  s'  infonde  uno  ftoppino  di  bombace  poco  più 
groifo  di  quello  ,  che  fi  fuoie  adoperare  nelle  lucer- 
ne ,  e  diiporto  talmente  ,  che  una  eftremità  di  erto 
cada  in  un'  altro  vafo  alquanto  più  baffo  ,  e  fi  ef- 
ponga  al  fole  caldo  ,  e  fi  vedrà  T  effetto  del  Sifo- 
ne piegato  ,  con  cui  fi  cava  T  acqua  ,  mentre  Y  o- 
lio  rifcaldato  colerà  a  goccia  a  goccia  nei  vafo  vuo- 
to ,  e  farà  chiariffimo  ,  e  poco  odore  d'  olio  riter- 
rà .  Si  prenda  poi  detto  olio  ,  e  fi  faccia  cuocere 
con  1'  acqua  nel  modo  detto   di   fopra  infieme   con 

un 

(  1  )  Biacca  in  Spagnolo  Alvayalde  .  Latine  Ceruffa  ,  San- 
dix  ,  o  Piombo  bianco  in  Italiano  .  Verderame  in  Spagnolo 
Cardenillo  . 


^6  Parte  I.  De*  Tr fot  esimenti 

un  bottone  di  tela  ,  il  quale  contenga  (blamente  Li- 
targirio  d'  oro  ,  Criftallo  macinato  ,  e  un  poco  di 
Biacca  .  Così  fi  aura  un'  olio  chiaro  ,  e  feccante  a 
maraviglia  . 

Quello  modo  fu  inventato  dal  P.  Domenico  Sta- 
nislao Rizzari  della  Compagnia  di  Gesù  ,  Lettore  di 
Filosofìa  nella  Città  di  Siracufa  3  e  dal  medeiìmo 
comunicato  al  P.  Bonanni  . 

Tutto  il  detto  fi  deve  fare  a  fuoco  lento  ,  e  fi 
avverta  ,  che  fi  devono  torre  le  polveri  prima,  che 
del  tutto  fia  confumata  1'  acqua  ,  la  quale  quando 
è  verfo  il  fine  cagiona  un  bollore  piacevole, e  quan- 
do vi  è  tutta  ,  e  bolle  con  1'  olio,  il  bollore  è  più 
veemente  . 

Queft5  olio  così  chiarificato  ,  e  feccante  deve  (li- 
marti ottimo  per  incorporare  con  i  colori  ;  che  del 
reilo  quando  la  Vernice  deve  eifere  nera  infieme  col 
Bitume  Giudaico  ,  ìa  chiarezza  non  è  neceflaria  . 
P.  Bonanni  . 

Dìverfi  Seccatiti  . 

Alcuni  (ì  fanno  con  vetro  ,  ovvero  criftallo  ma- 
cinato fottiliiiìmamente  .  Altri  fi  fanno  con  1'  olio 
di  R.agia  ftillato  .  FaiTi  anche  con  V  olio  di  Noce  , 
e  polvere  di  Litargirio  ,  sbattendolo  bene  dentro  un 
fialco  »  Dopo  quelli  vi  è  1'  olio  di  Sailo  .  Sopra  tut- 
ti è  feccante  i'  olio  di  Cupaiba  (  nel  Paraguay  fi 
chiama  Cupai  )  ;  ma  perchè  cofta  circa  un  Teftone 
r  oncia  in  Italia,  torna  poco  a  conto  .  Nel  Braille 
però  i  Pittori  ie  ne  fervono  ,  perchè  fi  raccoglie 
abbondantemente  . 

Avvertimento  .  Bi fogna  aver  riguardo   di   non  ca- 
dere in  un  errore  ,  in  cui  cadono  molti    poco  prati- 
ci in  comporre  Vernici  ,  ed  è  quello   di    mettere    le 
Gomme  ,  e  Refine  nell'  olio  prima  ,  che  (la    perfet- 
ta- 


Su  le  Vernici .  37 

tameiitc  cotto  ,  e  fpecialmente  la  Sandracca,  1'  In- 
cenfo  ,  il  Maftice  ,  e  limili  ;  ma  fi  deve  avvertire, 
dopo  che  1'  olio  farà  cotto,  di  lafciarlo  raffreddare, 
e  pofcia  porvi  dentro  la  Sandracca,  e  a  lento  fuoco 
farlo  incorporare  ,  come  (ì  Ipicgarà  dopo. 
Olio  di  Tronentina  . 

Si  prenda  la  quantità  ,  che  fi  vuole  di  Trementi- 
na ,  fiata  squagliata  lopra  un  fuoco  lento  ;  fé  ne 
metta  in  una  Storta  di  vetro  quanto  baili  a  riem- 
piere la  metà  ,  e  poi  aggiuflandovi  il  recipiente  ,  fi 
faccia  dillillare  in  un  calore  di  arena  con  fuoco  len- 
to .  Ne  fortirà  uno  fpirito  acido  ,  e  allora  aumen- 
tandofi  il  fuoco  a  poco  a  poco  ,  ne  verrà  un'  olio 
limpido  ,  detto  comunemente  Spirito  Etereo  ;  e  fi- 
nalmente un'  olio  giallo  ,  lafciando  la  Colofonia  nel 
fondo  ;  da  quella  ravvivato  il  fuoco  all'  ultimo  gra- 
do ,  fi  caverà  parimente  un'  olio  roiìo,  e  rofio  oicu- 
ro  ,  che  pallerà  per  gì'  altri  liquori  ,  e  anderà  al 
fondo  del  recipiente  . 

La  Refina  Icica  ,  ia  quale  ha  ancora  nome  di  Ca- 
ragna  ,  di  Tacamahac  ,  d'  Elemi  &c.  fatta  diftillare 
nella  fìeffa  maniera  dà  un  liquor  acido,  ed  un'  olio 
empireumatico  . 

La  Trementina  ,  (  lo  fteflb  della  Icica  )  fatta  di- 
ftillare nel  Lambicco  ,  con  quattro  volte  altrettanto 
d'  acqua  ,  ci  dà  un'  oiio  limpido  ,  che  lafcia  al  di- 
dietro la  Colofonia  ,  dopo  che  fia  fvaporata  tutta 
F  acqua  ,  che  può  tenerli  per  fervirfene  . 

Dopo  le  dìftillazioni  ,  la  Refina  gialla  refta  nel 
lambicco  .  Qiieft'  olio  talvolta  ,  febbene  impropria- 
mente ,  viene  detto  Spirito  di  Trementina  . 

Altro  modo  .  Prendi  qualche  quantità  di  Tremen- 
tina ,  e  ponila  in  un'   Orinale   di    vetro   ,   con  una 
terza  parte  di  Arena* ,  e  diitiiia  a  fuoco   lento  ;  pri- 
ma 


38  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

ma  ufcirà  lo  fpirito  ,  che  fembrerà  argento  ,  e   poi 
fortirà  P  olio  . 

Altri  danno  altra  dofe  ,  che  è  quella  di  porre  in 
ogni  libbra  di  Trementina  due  oncie  di  Arena  .  Co- 
sì anche  fi  fa  1'  Acqua  di  Ragia  ,  con  cui  efce  an*? 
co  P  olio  ,  che  poi  fi  fepara  dall'  acqua  . 

Si  cava  ancora  lo  fpirito  di  Trementina  ,  il  qua- 
le fi  ha  mediante  una  nuova  diftillazione  dell'  olio 
di  effa  .  Con  quello  fpirito  fi  fcioglie  P  Ambra  ,  o 
fia  Carabe  , 

Olio  dì  Copriva  . 

Si  prendano  di  balfamo  di  Copaiva  due  libbre  ,  fi 
facciano  diftillare    in    una   Storta   .   Vedi  più   oltre 
Olio  di  Legno  y  e  fopra  Diverfi  Seccanti  . 
Olio  di  Lavanda  . 

Si  prenda  la  quantità  ,  che  fi  vuole  della  pianta 
di  Lavanda  ,  o  Spigo  ,  che  fia  diseccata  leggermen- 
te all'  ombra,  e  sminuzzata;  d'acqua  l'ergente  quan- 
to bafti  per  tenere  la  Lavanda  a  galla  .  Si  lafci  ila- 
re in  digeftione  per  otto  giorni  ,  e  poi  fi  faccia  di- 
ftillare in  un  Lambicco  a  fuoco  alquanto  più  gagliar-. 
do  di  quello  ,  che  fi  ufa  ordinariamente  per  diitii- 
lare  le  acque  .  Allora  fi  fepara  P  olio  dall'  acqua. 
Olio  di  Saffo  ,  0  Pietra  . 

E'  una  foftanza  grafia  ,  e  liquida  ,  di  color  ne- 
ro ,  e  di  odore  gagliardo  .  Ve  n'  è  di  due  forta  y 
uno  naturale  ,  che  efce  dalle  fìfsure  delle  pietre  ,  e 
dai  fafìì  .  Nella  Giurisdizione  della  Città  di  Tarija 
rei  Perùviiono  Scaturigini  di  queft'  olio  .•  altro  è  ar- 
tificiale ,  che  fi  trae  per  diftillazione  dal  carbone  di 
legno  ,  e  dalle  cofe  follili  .  Chiamali  Petrolio. 
Olio  di  Legno  . 

E'  P  olio  di  Cupai  ,  o  Copaiva  .  Alberto  Gui- 
doni dice  ,  che  per  feiogiiere  la  Gomma  Copale  h 

un 


Su  le  Vernici  ,  39 

un  modo  afcai  facile  quefto  :  In  tempo  di  Eftate ,  non 
al  fole  ,  fi  mette  una  porzione  di  detta  Copale  lot- 
tilmenie  polverizzata  ,  e  fi  gitta  entro  del  Balfamo 
di  Copaiva  ,  la  quale  immediatamente  toccato,  che 
abbia  la  polvere  nel  Balfamo,  fi  squaglia  tale,  qua- 
le è  detto  Baliamo  ;  e  dopo  s'  incorpora  collo  fpi- 
rito  di  vino  con  tutta  la  facilità  credibile  .  (  1  ) 

Avvertimento  .  Conila  dall'  efperienza  latta  da 
Federico  Oft'man  fopra  gli  olj  eflenziali  ,  che  quelli 
non  fono  altro  che  Refine  fottili  ,  e  liquide  ,  incor- 
porate con  flemma,  e  con  un  poco  di  fpirito  etereo. 
Gli  oij  come  lottili  ,  e  liquidi  penetrano  dentro  li 
pori  della  cofa  inverniciata,  li  otturano,  e  le  Gom- 
me ,  o  Refine  ancora  chiudono  detti  pori  ,  e  fi  for- 
ma un'  intonacamento  ,  o  crofta  ,  con  la  quale  re- 
tta a  coperto  la  pittura  ,  o  legno  inverniciato  ;  per- 
chè non  vi  polla  agire  contro  1'  intemperie  deli'  aria 
elterna  . 

Preparatone  della  Pece  . 

Per  levar  dalla  Pece  Greca  la  pinguedine  ,  che  in 
fé  contiene  ,  fi  farà  ciò  ,  che  fegue  .  Pigliafi  della 
Pece  ,  che  fia  ben  gialla  ,  e  trafparente  a  fimilitudi- 
ne  deli*  Ambra  ,  ma  che  non  abbia  parte  alcuna  di 
terra  ,  e  rotta  in  pezzi  minuti  ,  fi  mette  fopra  una 
pezza  di  tela  bianca  ,  e  fi  efpone  al  Sole  nell'  efta- 
te a  fquagliare  ;  e  fi  feguita  ad  efporla  ,  ed  a  fpez- 
zarla  finché  fia  divenuta  arida  ,  e  che  il  Sole  non 
trovi  più  in  eifa  alcuna  vifeofità  da  diftruggere. 

Ma 

(  1  )  In  Spagnolo  fi  chiama  Aze'tte  de  Palo  e  A?£tte  de  Ma- 
rta ,  perchè  all'  Albero  ,  che  lo  ftilla  danno  il  nome 
Marta  .  Nel  Paraguai  vi  fono  gì'  Alberi  Ayu'mandi  y  oNan- 
d'tta ,  e  Cupa}  ,  in  lingua  Guarani;  vi  fono  ancora  le  Pal- 
me Mbocaia  ,  e  la  Jatai  ,  e  tutti  danno  olio  eccellente  j 
che  poilono  dirfi   olj  di  legno  . 


40  Parte  I.  De1  Trattenimenti 

Ma  ficcomp  accade  di  adoprarla  ancora  P  Invera 
no  ,  in  cui  manca  il  calore  del  Sole  ,  perciò  allora 
fi  può  purgare  in  quefta  maniera  .  Si  fa  liquefare  la 
Pece  al  fuoco  ,  e  così  calda  ,  e  iciolca  fi  gitta  in 
un  vafo  pieno  d5  acqua  fredda  ,  in  ella  maneggian- 
dola con  le  mani  fintantoché  ila  divenuta  dura  per 
modo  ,  che  non  fi  poiia  più  maneggiare  ;  pofcia  lì 
liquefa  di  nuovo.,  e  nuovamente  gittafi  in  altra  ac-. 
qua  fredda  ,  e  fi  maneggia  ,  e  ciò  fi  replica  fintan- 
toché fia  divenuta  dura  ,  e  lenza  vifcofità  .  Dipoi 
fi  fa  in  polvere  affai  lottile,  e  fi  fa  liquefare  a  fuo- 
co lento  in  acqua  di  Ragia  ,  rimenandola  con  fpa- 
tola  di  legno  .  In  quefta  maniera,  manipolata  è  otti- 
ma per  le  Vernici  fine  ,  adoperandola  tiepida . 

Ogni  volta  ,  che  fi  mette  la  Pece  nelle  Vernici  , 
non  è  neceflàrio  ,   che  fia  fempre  purgata  . 

Lavata  la  Trementina  a  più  ,  e  più  acque  ,  per- 
de ancor  effa  la  vifcoiìtà  . 

Dello  Spirito  di  Fino  « 

In  molte  Vernici  entra  lo  Spirito  di  Vino  ,  ma 
quefto  deve  effere  perfetto  ,  e  fenza  flemma  ,  onde 
farà  bene  rettificarlo  dopo  la  diftillazione  .  Ciò  fi  fa 
con  porre  in  elfo  dentro  una.  pezza  del  Sale  di  Tar- 
taro ,  in  modo  che  non  tocchi  il  fondo  del  vafo  , 
il  qual  fale  attrae  a  fé  tutta  la  flemma  acquofa  ,  e 
la  fepara  dallo  ipirito  ,  il  quale  refta  a  galla  .  Fat- 
ta quella  feparazione  ,  fi  deve  per  imbottatore  di 
vetro  paiTare  in  modo  ,  che  quando  fi  vede  ufcire  il 
fale  coli'  umido  ,  fi  chiuda  1'  imbottatore  con  uno 
ftecco ,  il  quale  abbia  in  punta  del  bombace  ;  e  il  fa- 
le afe iutto  potrà  fervire  per  altre  volte. 

Dicefi  fpirito  alla  prova  quello  ,   che  è  il  più  fil- 
mato ,  Lo    Spirito   rettificato   dicefi   quello  ,   che  è 
flato  fpogliato  di  tutta  1'  acquofa  umidità  ,  o  alme- 
no 


Su  le  fornici  .  41 

no  della  maggior  parte  di  eflfa  .  Ridotto  poi  lo  fpi- 
rito  di  vino  all'  ultimo  grado  di  perfezione  ,  è  det- 
to Alcohol  ,  ed  è  il  fluido  più  leggiero  ,  che  vi  (la 
dopo  1'  aria  .  Conferva  i  corpi  degf  Infetti  ,  de* 
Pelei  ,  degli  Uccelli  ,  e  di  altri  Animali  dalla  cor- 
ruzione ,  e  da  ogni  alterazione  per  fecoli  intieri  , 
purché  li  mettano  in  vali  ben  chiufi  inlìeme  con 
eiso.  Con  acqua, con  aceto  ,  con  olio  ,  con  qualfi- 
fia  liquore  acido  ,  e  coi  (ali  alcalini  puri  ,  e  vola- 
tili fi  lafcia  mifchiare  ,  e  quafi  con  equabilità,  e  ri- 
folve  le  foftanze  gommole  ,  e  refinofe  . 

Per  fare  lo  Spirito  di  Vino  rettificato  fi  prende  la 
quantità  ,  che  fi  vuole  di  Spirito  di  Vino,  o  d'Ac- 
quavite di  Spagna  ,  o  di  Francia  .  Se  ae  caverà  per 
diftillazione  ,  con  fuoco  molto  lento  la  metà  fo- 
lamente  .  Quefto  Spirito  ,  tenuto  due  giorni  in  di- 
gellione  ,  con  una  quarta  parte  di  Sale  di  Tartaro 
ridotto  in  polvere  ,  e  molto  fecco  ,  e  poi  dìftillato 
da  una  cucurbita  di  vetro.,  con  un  calore  aliai  leg- 
gero ,  è  quello  che  fi  dice  Alcohol  . 
DigreJJtone  . 

GÌ'  Uccelletti  colle  loro  piume  ,  ed  anche  altri 
Animaletti  coperti  da  dure  fquame  ,  immerfi  nell' 
Alcohol  caldo  ,  fi  confervano  con  tutta  la  fua  bel- 
lezza, perchè  V  attenuazione  delle  parti  loro,  quan- 
tunque fia  vera ,  e  reale  ,  pure  è  nafeofta  al  di  fot- 
to  le  loro  piume  ,  e  fquame.  Quefti  Animali  dopo 
d'  efTere  flati  macerati  per  qualche  tempo  nell'  Al- 
cohol puriiììmo  ,  fino  che  ne  fieno  ben  penetrati  , 
ed  inzuppati  ,  pofeia  eftratti  ,  e  difeccati  in  un  for- 
no caldo  ,  ma  non  ardente  ;  indi  mefli  in  vafi  di 
vetro  ,  difelì  da  ogni  influenza  dell'aria  efterna,  pof- 
fono  confervarfi  nelle  loro  forme  ,  e  figure  per  mol- 
ti fecoli  ,  con  gran  profitto  ,  e  vantaggio  della  Sto- 
ria, 


4i  Parte  I.  De1  Trattenimenti 

ria  ,  sì  naturale  ,  che  medicinale  ;  perchè  ci  prefen^ 
tano  i  veri  ,  e  certi  Caratteri  ,  pei  quali  fi  diftin- 
guono  tra  loro  . 

Aequa  di  Ragia  . 

Il  fugo  refinofo  ,  che  fcola  dall'  incifione  pratica- 
ta nel  piede  de'  Pini  ,  è  il  fugo  vergine  .  Quando 
qutfìo  fia  cotto  ,  è  la  Pece  fetca  ,  la  quale  fi  no- 
mina Ragia  .  L'  Olio  effenziale  eftratto  col  mezzo 
della  diftillazione  fi  chiama  Acqua  di  Ragia  ,  di  cui 
fervei!  per  mefchiarla  nelle  Pitture  ordinarie  ,  affine 
di  renderle  più  fcorrenti  .  Ciò  che  rimane  nel  fondo 
del  vafo  ,  è  una  Colofonia  ,  o  Pece  lecca  . 

Qjando  fi  abbia  una  fufficiente  quantità  di  tal  fu- 
go  refinofo  ,  le  gli  dà  una  cottura  ,  che  lo  conver- 
te in  Pece  fecca  ,  o  in  Refina  .  Si  potrebbe  anche 
diflillare  cotefta  Refina  coli'  acqua  ,  per  eftrame  T 
olio  eife-ziale  ,  che  fi  dice  Spinto  di  Ragia. 

La  foftanza  relinofa,  quando  è  liquefatta  ,  e  ben 
purgata  da  ogni  lordura  ,  e  fi  coagola  ,  è  bruna  ,  e 
fragile  ,  e  quella  è  quella  ,  che  fi  nomina  Pece  fec- 
ca .  Valmoyit  di  Bomare  Dizion.  Parol.  Pino. 

Nota  .  La  Ragia  è  una  materia  oliofa  ,  che  eke 
in  liquore  da  fé  medefima  ,  o  per  incifione  da  mol- 
te fpecie  d'  Alberi,  come  dal  Pino,  dall'  Abete,  dai 
Larice  ,  dal  Cipreflò  ,  dal  Terebinto  .  Sino  che  è 
liquida  fi  chiama  Trementina  ,  ma  quando  fia  indu- 
rita dal  fole  ,  o  dal  fuoco  fi  chiama  Ragia  ,  Colo- 
fonia &c.  Tratt.  di  Miniat.  Cap.  z.  §.  n.  pag.  2$,. 
Si  dice  anche  Acqua  di  Rafa  &c. 
Della  Re/ina  . 

Quando  il  fugo  refinofo  è  nel  crogiuolo  ben  depu- 
rato ,  e  ancora  caldiflìmo  ,  vi  fi  mefcola  dell'  ac- 
qua ,  che  fi  fi  rifcaldare  ,  ma  che  non  s'  è  lafciata 
bollire  .  Si  agita  fortemente  il  mefcuglio  con  fpato- 

la 


Su  le  Vernici  .  43 

la  di  legno  .  Diventa  giallo  a  mifura  ,  che  fé  gli  dà 
dell'  acqua  ;  e  quando  il  calore  è  giunto  a    quel  fe- 
gno  ,  che  (i  delìdera  ,  fi  fa    lcolar  la     materia   negli 
iìampi  ,  dove  s'  indura  ,  e  quella  è  la  Refina  . 
Trementina  . 

Il  fugo  refinofo  ,  che  cola  dal  Pino  ,  è  una  fpe- 
cie  di  Trementina  ,  meno  fina  ,  meno  trafparente,e 
meno  feorrente  di  quella, che  fi  tragga  dall'  Abete,  e 
dal  Larice.  Con  la  cottura  fi  converte  in-  Pece  fec- 
ca  .  Quando  è  cotto  abbaftanza  ,  ficchè  abbia  pretò 
un  leggiero  color  dorato  ,  fi  icola  ,  e  fi  là  pai! are 
dal  crogiuolo  dentro  di  botticelle  ,  dove  conferva  lo 
flato  di  fluidità  di  un  firopo  denfnTimo  . 
Olio  di  Tremcnt'ma  . 

Meda  la  detta  Trementina  con  dell'  acqua  dentro 
d'  un  Lambicco  ,  fimile  a  quello,  che  fi  adopera  per 
1'  Acquavite  ,  fé  ne  cava  per  diftillazione  un  liquo- 
re di  un'  odore  penetrante  ,  ed  acuto,  e  molto  fpia- 
cevole  ,  e  quello  è  1'  olio  di  Trementina  ,  Spirito 
di  Ragia  ,  ed  Acqua  di  Ragia  .  Vedi  la  Nota. 

TRATTENIMENTO  V. 

Compojìzioni  di  Vernici  bianche  . 

PEr  le  Vernici  Bianche,  s'  intendono  ancora  quel- 
le ,  che  fono  chiare  ,  e  luftre.  Di  tutte  fi  pon- 
gono alcune  nel  prefente  Trattenimento;  ognuno  po- 
trà fcegliere  fecondo  il  bifogno  ,   e  il  fuo  volere. 

1.  Onde  dieci  di  Spirito  di  vino  ,  e  oncie  due 
di  Sandracca  ,  e  due  di  Terebentina  ,  o  fia  olio  di 
Abezzo  .  P.  Zahn  fopra  cit.  Alla  Prafii  2.  Cap.  9. 

2.  Si  prendano  due  dramme  per  forta  di  Gomma 
Anime  ,  di  Gomma  Elemi  ,    d'    Incenfo   bianco  ,  e 

An> 


44  Parfc  I.  De*  Trattenimenti* 

Ambra  bianca  ,  e  ridotte  in  polvere  fottile  fi  pon- 
gano in  Aceto  ftillato  ,  e  dopo  averle  ben  cotte  , 
lì  decanta  V  Aceto  ,  e  fi  fanno  feccare  ,  ma  prima 
fi  devono  ben  lavare  in  acqua  calda  ,  finché  diven- 
tino ben  bianche  ;  feccata  tale  materia  di  nuovo  fi. 
riduca  in  polvere  ,  e  fi  aggiungano  due  dramme  di 
Gomma  Dragante  (  i  )  ,  e  quattro  di  Zucchero  can- 
dido ,  e  tutto  ridotto  in  polvere  fi  pone  in  una  lib- 
bra d'i  fpirito  di  vino  ,  e  per  qualche  tempo  fi  agi- 
ta ,  e  sbatte  la  Caraffe  ,  la  quale  in  bagno  Maria 
fi  deve  far  bollire  per  due  ore,  e  tolta  poi  dal  fuo- 
co, fi  lafcia  polare  la  materia  più  grolla  ,  e  fi  de- 
canta in  altro  vaio  ;  così  fi  avrà  Vernice  chiarilìi- 
ma  ,  e  ottima  .  P.  Zahn  Prajji  fe$a . 

3.  Si  prendono  due  oncie  di  Copale  ,  un'  oncia 
di  Sandracca,  ed  una  di  Maftice  ,  il  tutto  in  polve- 
re fi  fa  bollire  in  una  foglietta  di  fpirito  di  vino 
in  vafo  di  vetro  chiufo  .   E,'  Vernice  bianchiffima . 

4.  Altra  Vernice  chiara  fi  fa  ponendo  nello  fpiri- 
rito  di  vino  libbra  una,  di  Sandracca  oncie  quattro, 
di  Maftice  una  mezz'  oncia  ,  di  Canfora  oncie  una, 
e  incorporate  che  fiano  a  fuoco  lento  ,  fi  ottiene  la 
Vernice  . 

5.  Una  poco  diffimile  fi  compone  con  Ambra  bian- 
ca oncie  quattro  ,  Copal ,  e  Gomma  Anime  un'on- 
cia .  Quefte  fi  fanno  liquefare  in  una  libbra  di  fpi- 
rito di  vino  in  vafo  di  vetro  chiufo  iopra  cenere 
calda  ,  o  al  Iole  ,  e  fi  far*  Vernice  bianca  . 

6.  In  primo  luogo  fi  deve  avere  chiara  di  Vova  , 
che  fi  fa  feccare  al    fole  ,   o  alla    tramontana   lopra 
un  piatto  di  Majolica  ,  ove   diventerà  come    Gom- 
ma, 


(  1  )  Vedi  James  Pkarm.  Chat.  lib.   5.  cap.  1.  voc.   Gummi 
Tragacanta . 


Su  le  Vernici .  45 

ma  ,  e  fi  confervi  .  Si  prende  di  quefta  una  dram- 
ma ,  di  Sandracca  bianca  onde  urta  ,  Maftice  bian- 
co dramme  due  ,  di  Canfora  mezza  dramma;  il  tut- 
to li  riduce  in  polvere  ,  e  fi  pone  in  mezza  libbra 
di  lpirito  di  vino  ,  e  fi  fanno  liquefare  al  fole  ,  o 
al  caldo  di  fuoco  :  liquefatte  che  faranno  ,  fi  cola- 
no per  cartoccio  .  Volendone  maggiore  quantità  ,  fi 
raddoppia  la  dote,  e  così  fi  fa  ottima  Vernice  bian- 
ca ,  e  chiara  . 

7.  Con  chiara  di  Vova  fi  fa  altra  Vernice .  Si  pren- 
de Chiara  vecchia  ,  e  fi  sbatte  bene  in  modo  ,  che 
alzi  la  fchiuma  ,  e  quefta  fi  getta  :  con  il  fondo  , 
che  refta  s'  incorpora  Zucchero  candido  ,  ed  Acqua- 
vite ,  e  quando  farà  tutto  bene  incorporato  ,  fi  av- 
rà una  Vernice  chiara  . 

8.  Ragia  di  Pino  bianca  ,  e  pingue  oncie  dodici , 
Gomma  di  Sufino  oncie  due  ,  Trementina  di  Vene- 
zia un'  oncia  ,  olio  cotto  oncie  due  .  La  Gomma 
fi  fa  fciogliere  in  olio  comune  di  oliva  ,  e  poi  fi 
cola. Ciò  fatto  fi  unifce  V  olio  cotto  colla  Tremen- 
tina ,  e  Gomma  fciolta,  ed  a  fuoco  lento  ogni  co- 
fa  fi  va  mefcolando  infieme  ,  fintantoché  il  tutto 
refti  bene  incorporato  .  Preparata  così  una  tal  Ver- 
nice ,  fi  conferva  ;  e  volendola  adoperare  fi  deve 
fcaldare  ,  e  per  renderla  ancor  più  chiara  ,  le  oc- 
corre ,  fi  fa  coli'  olio  di  Spigo  . 

9.  Incenfo  mafchio  ,  e  Sandracca  in  polvere  parti 
uguali  .  Quelle  polveri  fi  pongono  a  poco  a  poco 
in  Trementina  liquefatta  a  fuoco  lento  ;  indi  fi  co- 
la ,  e  volendone  fare  ufo  ,  fi  adopera  calda  . 

io.  Olio  di  Saflo  ,  o  di  Spigo  ,  e  fi  fa  fcaldare; 
caldo  che  fia  ,  s'  infonde  in  elio  lagrima  d'  A  bezzo 
bianca  ridotta  in  poivere  ,  e  fi  fa  fciogliere, ed  uni- 
re all'  olio  fuddetto  :  Indi  fi  conferva   bene    turata. 

La 


4^  Varie  L  De*  Trattenimenti 

La  lagrima  di  Abezzo  altro  non  è  che  la  goccia  del- 
la Trementina  ,  la  quaìe  refta  neh'  Albero  cotta 
al  fole  . 

ii.  Olio  d'  Abezzo  onde  tre  ,  olio  di  Spigo  on- 
de tre  ,  olio  di  Saffo  onde  tre  .  Quefti  tre  olj  u- 
niti  infìeme  fi  fanno  ftare  efpofti  al  Sole  eftitfo,  fin- 
ché reftino  ben  bene  incorporati  ,  non  ommettendo 
di  andarli  di  quando  in  quando,  e  fpeffoancora  agi- 
tando .  In  vece  dell'  olio  di  Saffo  può  ufarfi  lo  fpi- 
rito  di  Trementina .  E'  Vernice  chiara ,  e  feccante . 

12.  Olio  di  Trementina  un'  oncia  ,  un'  altra  on- 
cia di  quello  di  Spigo  ,  olio  di  Abezzo  mezz'  on- 
cia ,  Maftice  eletto  un'  oncia  ,  Sandracca  un  quar- 
to .  Si  unifcano  infieme  a  fuoco  lento  li  tre  olj  ; 
uniti  che  fieno  ,  s'  infonda  in  effo  loro  il  Maftice, 
e  fi  faccia  bollire  ;  quando  poi  il  Maftice  è  difciol- 
to  ,  fi  uniica  alla  malia  la  Sandracca.  Ciò  fatto  ,  fi 
coli  ,  e  fi  confervi  .  Viene  chiara  come  vetro . 

13.  Acqua  di  Ragia  onde  fei  ,  Pece  greca  chiara 
onde  quattro  .*  pongali  il  tutto  in  un  pignattino  nuo- 
vo invetriato  ,  e  capace, e  in  effo  fi  faccia  fciogliere 
la  Pece  a  lento  fuoco  .  Difciolta  che  fia  ,  fi  fa  bol- 
lire la  miftura  ,  onde  fi  poffa  incorporar  bene  infie- 
me ,  e  perchè  s'  incorpori  ,  fi  deve  andar  mefcolan- 
do  con  una  fpatola  di   legno  .    E'  Vernice  luftra. 

14.  Spirito  di  Vino  rettificato  oncie  fei,  Pece  gre- 
ca chiara  dramme  tre,  olio  d'  Abezzo  dramme  due, 
facciafi  bollire  il  tutto  a  Bagno  Maria  in  un  faggi- 
nolo  opportuno  ,  finché  fi  trovi  bene  unito.  E' Ver- 
nice luftra  . 

15.  Sandracca  bianca  un'  oncia  ,  Maftice  bianco 
dramme  due,  Canfora  mezza  dramma,  chiara  di  Vova 
ben  battuta  ,  e  fchiumata  ,  e  pofcia  feccata  al  fole, 
e  alla  tramontana  una  dramma,  (pirito  di   vino  pu- 

rifi- 


Su  le  Vernici  .  47 

Hficatittlmo  oncie  fei  .  Riducefi  ogni  cofa  in  polve- 
re finilììma  ,  e  fi  pone  in  un  faggiuolo  collo  fpirito 
di  vino  ,  sbattendo  il  tutto  infieme  ,  perchè  s'  in- 
corpori ;  apprettò  fi  mette  la  materia  a  fcioglierfi 
del  tutto  al  Iole  ,  o  al  fuoco  ,  e  iciolta  che  Ha  fi 
cola  ,  e  fi  conferva  .  Viene  luftra  come  un  crittal- 
lo  .  Vedi   Num.  6. 

i(5.  Gomma  Carabe  della  più  bianca,  Gomma  Co- 
pai  ,  e  Mailice  eletti  un'  oncia  di  ciafeuna  cofa  , 
fpirito  di  vino  lenza  flemma  una  libbra  ;  psfta  le 
Gomme  fottilmente  ,  e  falle  pattar  per  tamiio  di  fe- 
ta  ,  poi  mettile  in  un  faggiuolo  collo  fpirito  di  vi- 
no ,  e  le  porrai  fopra  un  capello  cieco  ,  o  un'  al- 
tro faggiuolo  di  rifeontro,  poi  con  una  vefeica  ba- 
gnata ,  o  con  colla  ftropperai  le  giunture,  e  afeiut- 
to  che  farà,  lo  feppellirai  nella  cenere  in  vafo  dop- 
pio ,  o  in  Bagno  Maria  ,  e  lo  farai  bollire  per  do- 
dici ore  ,  ma  con  fuoco  lento  ,  e  farà  fatta. 

17.  Gomma  Lacca  un'oncia  ,  Sandracca  mezz'  on- 
cia ,  Spirito  di  Vino  sflemmato  mezza  libbra;  pefìa 
le  Gomme  i  e  tamifale  feparatamente  . 

Nota  .  Per  levare  poi  il  colore  alla  Gomma  Lac- 
ca ,la  metterai  così  polverizzata  in  una  fcodella  con 
lafciva  dolce  tiepida  per  fei  ore ,  che  fi  chiarificarà  ;  poi 
difeccala ,  e  infierite  con  quella  di  Sandracca  la  metterai 
nello  fpirito  di  vino  in  un  faggiuolo  ,  quale  lutarai 
molto  bene  ;  poi  la  lafcierai  al  fole  fervente  nella 
eftate  per  dieci  giorni  ,  o  pur  in  digeftione  fopra 
le  ceneri  calde  ,  e  farà  fatta  ,  e  chiara  . 

Ma  fé  la  vorrai  fare  di  color  rotto  ,  vi  metterai 
due  dramme  di  Sangue  di  Drago  ;  e  fé  la  vorrai 
gialla  ,  vi  aggiungerai  due  grani  di  zafferano . 

18.  Refina  di  Pino  ,  detta  Ragia  un'  oncia  ,  fpi- 
tito  di  vino  rettificato  a  fuffìcienza  ,  perchè   la  Re- 
tina 


4-S  Parte  I.  De'  Trattenimenti 

fina  refti  coperta  .  Prima  fi  macina  bene  la  Retina, 
e  fi  ftaccia  ;  macinata  ,  e  purgata  fi  pone  in  una 
fiafca  ,  o  bottiglia  -5  la  quale  fia  capace  di  una  fo- 
glietta di  fpirito  ,  che  fé  li  vuota  fopra  .  La  botti- 
glia immediatamente  fi  mette  fopra  cenere  calda  ,  e 
farà  meglio  .metterla  fra  la  cenere  ,  e  fi  lafcia  fin- 
tantoché il  tutto  fia  bene  incorporato  ;  allora  fi  le- 
va dalla  cenere  ,  ed  il  liquore  fi  cola  per  un  panno 
lino  polito  .  Si  conferva  nella  fiafca  bene  chiufa  . 
Quefta  Vernice  facile  ,  e  bella  ferve  per  cofe  ,  le 
quali  non  fiano  efpofte  ali'  acqua  ,  e  le  dà  un  lu« 
itro  affai  bello  ;  fi  lecca  in  pocne  ore  . 

19.  Prendete  due  oncie  di  Trementina  ,  mettete- 
la in  una  pignatta  nuova  ,  e  bene  verniciata  ,  che 
accoftarete  ad  un  fuoco  lento  .  Quando  còmincierò 
a  cuocerli  ,  prendete  quattro  oncie  di  Sandracca  fat- 
ta in  fottiliffima  polvere  ,  che  verfarete  dentro  po- 
co alla  volta  pian  piano  ,  mefcolando  fempre  con 
una  fpatola  di  legno  .  Quando  ogni  cofa  farà  ben 
incorporata  ,  la  gettarete  in  un  piatto  pieno  di  ac- 
qua frefca  ,  in  cui  fi  unirà  infieme  a  guifa  d'  una 
pietra ,  il  che  accade  fovvente  3  quindi  bifognerà  ripeftar- 
la  ,  e  ricominciar  la  detta  operazione  .  E*  Vernice 
bianchiffima  . 

20.  Prendete  Trementina  ,  e  mettetela  in  una  pi- 
gnatta piena  d'  acqua  ,  facendola  per  cinque  ,  o  fei 
ore  bollire  ,  dopo  di  che  fi  tirarà  fuori  ciò  ,  che 
farà  in  fondo  della  pignatta  ,  facendolo  ben  feccare 
fopra  una  carta  ,  e  il  giorno  feguente  polverizzan- 
dolo .  Prendete  poi  un'  oncia  di  quefta  polvere  ,  e 
la  metterete  in  una  caraffina  con  cinque  oncie  di  fpi- 
rito di  vino  rettificato  .  Bifogna  ben  turarlo  ,  e  la- , 
{ciarlo  in  ripofo  dalla  fera  al  giorno  feguente . 

Notate  j  che  fi  dovrà  tirar  fuori  dalla  pignatta  1* 

Tre- 


Su  le  Vernici  .  49 

Trementina  dopo  di  aver  bollito  tre  ore  in  circa  , 
e  maneggiarla  bene  tra  le  mani  ;  dopo  di  che  fi  la- 
fcierà  finire  di  cuocerli  ,  perchè  fi  polla  poi  facil- 
mente polverizzire  . 

21.  Prendete  venti  fette  oncie  di  fpirito  di  vino  ret- 
tificato ,  due  oncie  di  Trementina  cotta  ,  due  on- 
cie di  Carabe  ,  e  quattro  oncie  di  Sandracca  prepa- 
rata . 

Nota  .  La  Sandracca  fi  purifica  così  ;  prendete  Ka- 
Ji,  o  lìa  Soda,  (1)  fatela  bollire  due  ore  nell'  ac- 
qua ;  dopo  di  che  avendola  colata  ,  oppure  verfata 
fuori  per  inclinazione  ,  metterete  in  quelV  acqua  la 
Sandracca  ,  che  lavarete  con  due  ,  o  tre  mani  di 
ella  acqua  . 

22.  Facciafi  bollire  un  poco  di  Trementina  bene 
purgata  nel!'  Olio  di  Noce, quando  avrà  bollito  per 
qualche  tempo,  aggiungafi  un  pochettino  d'  Acqua- 
vite ,  e  facciafi  ancora  bollire  *  Se  quella  Vernice 
riulciile  troppo  denfa,  aggiungafi  un  poco  di  olio  di 
Noce  ;  e  fé  folle  molto  chiara  ,  o  rara  ,  aggiunga- 
fi un  poco  di  Trementina  .  E'  Vernice  chiara  per 
ogni  forta  di  colori  .  Mefcolanfi  i  colori  ,  che  lì 
vogliono  . 

23.  Prendete  quattro  oncie  di  fpirito  di  vino  , 
Gomma  Lacca  mezz'oncia,  Sandracca  due  grofii(2), 
Mafhce  un  grolfo  ;  fi  riducano  in  polvere  ,  e  pon- 
gano* in  una  ampollina  quadrata  ,  la  quale  fia  fola- 
mente  mezzo  piena,  e  fciolgafi  il  tutto  a  fuoco  len- 
to ;  V  ampollina  deve  eiìere  bene  otturata  con  fu- 
gherò ,  pelle  ,  e  cera  gialla  . 

E  24 

(  1  )  In  Spagnolo  Sofà  ,  Vantila  ,  e  Vicinerà  :  nella  Provin- 
cia di  Tucuman  fi  chiama  Xumì  .  (  2  )  Un  GrofTo  è  1'  ot- 
tava parte  di  un'  oncia  ,  o  una  Dramma  , 


50  Far  te  I.  De1  Trattenimenti 

24.  Prendete  una  libbra  di  fpirito  di  Trementina  ,6 
una  libbra  di  Trementina  di  Venezia,  mettete  il  tutto  in 
un  Matraccio  di  vetro  ,  che  fìa  almeno  un  terzo 
più  grande  ,  che  fia  di  bifogno  per  contenere  le  det- 
te materie  •  poi  otturarete  il  Matraccio  con  altro 
Matraccio  piccolo  di  rincontro  in  maniera  ,  che  il 
collo  di  elio  entri  nel  collo  dell'  altro  ,  nel  quale 
è  la  Vernice  ,  poi  lutarai  b?ne  i  due  colli  con  car- 
ta ,  e  colla  di  farina  ;  dopo  porrai  il  Matraccio  l'o- 
pra il  bagno  d'  arena  ,  e  fi  farà  bollire  la  Vernice 
dolcemente  un'  ora  ,  di  poi  la  levarai  dal  fuoco  , 
e  fi  lafcia  raffreddare  il  Matraccio  :  ciò  fatto  porrai 
la  Vernice  in  un'  ampollina  di  vetro  . 

Molte  altre  fono  le  compofìzioni  delle  Vernici 
bianche  ,  chiare  ,  e  luftre  da  darfi  fopra  diverfe  co- 
fe  ,  le  quali  potranno  vederti  nella  Parte  feconda  , 
perchè  adefìo  giudichiamo  f  ufficienti  le  inlìno  qui 
delcntte 

TRATTENIMENTO  VI. 

"Delle  Vernici  di  color  £  Oso  . 

*•  O  ì  prenda  Una  cjuarta  di  Belzuino  ,  ed  una  di 
vj  Maftice  ,  e  mezza  di  Sandracca  ,  e  tutte  ri- 
dotte in  polvere;  prima  fi  ponga  al  fuoco  il  Mafti- 
ce con  Acquavite  rettificata  ,  e  quando  fi  vede  li- 
quefare^ ponga  la  Sandracca  ,  e  poi  il  Belzuino. 
(  1  )  Liquefatte  le  dette  materie  vi  fi  aggiugne  un' 
ottava  di  olio  di  Abezzo  ,  ed  Aloè  fuccotrino  (2) 
ridotto  in  polvere  ,  quanto  ne  capirebbe  in    un  gu- 

fcio 


(  1  )  Tri  Spagnolo  Bengu't  ,  è  foftanza  refinofa  ,  ora  di  colo- 
re rofliccio  ,  ora  pallido  ,  o  gialliccio  ,  come  d'  oro  .  (  2  ) 
In  Spagnolo  Aàbar ,  e  S abita  . 


Su  le  Vernici  .  $i 

fcìo  di  noce  .  Quindo  fi  vedrà  tinta  quella  comDo- 
fizione,  fi  leva  dal  fuoco  ,  e  con  ella  lì  tingono  i 
lavori  di  Argento  . 

2.  Di  Gomma  Lacca  onde  una  ,  Aloe  fuccotrino 
in  polvere  dramme  due  ,  olio  di  Trementina  oncie 
otto  ,  Zucchero  fino  in  polvere  una  libbra  ;  s'  in- 
corporino 'inlieme  ,  e  [\  pallino  per  itaccio  ,  e  fi 
con  fervi  no  per  gli  ufi  . 

3.  Aloè  fuccotrino  dramme  due,  olio  di  Tremen- 
tina oncie  otto  ,  Zucchero  candito  un'  oncia.  L'  A- 
loè  ,  e  il  Zucchero  lì  devono  foli  pelhre  fottìi- 
mente  .  Pofcia  fi  prende  V  Aloè  ,  e  s'  infonde  il 
primo  nelF  olio  ben  caldo  ,  indi  vi  fi  aggiugne  il 
Zucchero  . 

4.  Olio  di  Lino  ,  Sandracca  ,  Aloè  fuccotrino  , 
Guttigomma,  o  Guttagamba  ,  e  Litargirio  d'  oro  . 
Così  Pietro  Pomet  nella  Storia  generale  delle  Dro- 
ghe ,  ma  non  pone  la  quantità  delle  dofi  . 

5.  Belzuino  ,  Aloè  in  polvere  ,  e  un  poco  di 
ZarFarano  ,  il  tutto  disfatto  in  Acquavite  come  nel 
Num.  1.  Con  quefta  Vernice  fi  coprono  più  volte  i 
lavori  d'  Argento  ,  facendo  leccare  la  prima  mano 
avanti  la  feconda  . 

6.  Si  prende  Ambra  gialla  ,  e  fi  fa  bene  abbru- 
ftolire  in  padella  di  rame  oncie  due  ,  e  poi  fi  pone 
in  infufione  nello  fpirito  di  Trementina  per  due ,  o 
tre  giorni  fopra  arena  calda  ,  maneggiando  qualche 
voita  la  Caraffa  ,  che  la  contiene  ,  e  i)  avrà  lo  fpi- 
rito tinto  in  bellifiimo  color  d'  oro  ,  e  dato  fopra 
V  argento  fi  fecca  in  breve  . 

7.  E'  ottima  la  feguente  più  volte  efperimentata 
dal  P.  Bonanni  ,  benché  nella  compofizione  di  elfo 
non  abbia  mantenuta  la  dofe  de«P  ingredienti  ,  i 
quali  la  compongono  .  L'  efperienza  infegnerà  l'ac- 

cre- 


52,  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

crefcere  ,  o  diminuire  ciò  ,  che  fi  richiede  ad  una 
ottima  compofizione  .  Ecco  il  modo  . 

Dopo  di-fatta  la  Gomma  Lacca  nello  fpirito  di 
vino  5  polla  nel  vafo  Curcuma  (  i  )  ridotta  in  pol- 
vere ,  e  aggiuntovi  un  poco  di  Zaffarano  fecco  ,  e 
fatto  in  polvere  ,  e  di  più  del  Sangue  di  Drago  in 
polvere  .  Quella  compofizione  ben  disfatta  ,  e  in^ 
corporata  al  caldo  temperato  fi  lafcia  per  qualche 
tempo  ,  acciocché  pafTmo  al  fondo  le  fectie  ,  e  fi 
adopra  la  Vernice  ,  che  fopra  quelle  galleggia  ,  o 
pure  fi  può  paifare  per  carta  volendofi  più  limpida, 
e  fi  adopra  alquanto  calda  al  fole  ,  coprendo  1'  ar- 
gento con  franchezza  fenza  rimefcolarla  col  pennel- 
lo ,  e  fi  lafcia  al  fole  ;  feccata  che  fia  dopo  qual- 
che ora  ,  fi  copre  di  nuovo  tante  volte  ,  finché  fi 
giudichi  effere  limile  al  color  d'  oro  ;  e  fé  quello 
non  fi  otterrà  bello  >  fi  potrà  aggiugnere  o  Zaffe- 
rano ,  o  Sangue  di  Drago  ,  finché  fi  abbia  ottenu- 
to 1'  intento  . 

8.  Prendete  Carabe  oncie  otto  ,  Gomma  Lacca 
due  oncie  .  Sciolgali  prima  il  Carabe  in  una  pignat- 
ta di  majolica  ,  o  in  cucurbita  da  Lambicco  a  fuo- 
co gagliardo  .  Quando  farà  difciolta  ,  pongali  den- 
tro la  Gomma  Lacca,  la  quale  fi  iafcierà  fciogliere 
da  per  fé  .  Pofcia  levili  dal  fuoco  ,  e  lafcifi  un  po- 
co raffreddare  ,  offervando  con  un  bastoncello,  fé  la 
materia  fia  bene  liquida  •  e  dopo  mefcolinfi  con  ef- 
fa  fei  ,  o  otto  oncie  di  olio  di  Trementina  ,  ed  a- 
gitifi  fpeflo  con  un  legnetto  ,  ed  aggiungafi  una  cuc- 

chia- 


(  i  )  E'  la  Radice  dell'  Albero  Urucuy  ,  e  quella  della  Pian- 
ta Ic'tpoìu  .  La  Curcuma  è  certa  radica,  dice  il  P.  Bonari- 
ni  ,  che  tinge  di  colore  giallo  .  La  Radica  della  Urucuy  , 
e  dell'  Ic'tpoìu , nomi  del  Paraguai  ,  nell'  idioma   Guarani. 


Su  le  Ferma  .  53 

chiarata  di  olio  di  Lino  cotto  infieme  coli'  Aloè  epa- 
tico in  confidenza  di  Balfamo  ;  e  per  rendere  più 
chiaro  quefto  Balfamo  ,  e  renderlo  in  confidenza  di 
fìroDpo,aggiuneafi  dell'  olio  di  Trementina  tinto  con 
il  Rocou  ,  tanto  quanto  l'ani  neceifario  .  (2) 

Nofà  .  Per  cuocere  V  olio  di  lino  coli'  Aloè,  me- 
fcolate  quattro  oncie  di  Aloè  in  polvere  con  una 
l'bbra  di  detto  olio, e  cuoceteli  bene  , finché  abbiano 
la  confidenza  di  firoppo  detifo,  e  che  1'  olio  comin- 
ci a  far  fchiuma  ,  e  alzarfi  molto  ;  allora  fi  colarà 
per  un  pannolino  ,  e  (ì  lafciarà  raffreddare,  e  fi  con- 
fervarà  per  gli  ufi  •  Fa  colore  bello  di  oro. 

Per  cavare  la  tintura  del  Rocou,  pongafi  in  quat- 
tro oncie  di  olio  di  Trementina,  facendolo  rifeaida- 
re  .un  poco  in  una  pignatta  da  Lambicco  a  fuoco 
piccolo  ,  e  lubito  che  1'  olio  cominciarà  a  bollire  , 
levali  dal  fuoco  ,  agitandolo  bsne  con  un  bàiìoncel- 
Jo  ,  e  poi  fi  coli  per  tamifo  di  carta  ,  e  fi  confer- 
vi per  P  ufo  . 

9.  Prendete  otto  oncie  di  fpirito  di  vino  ,  den- 
tro delle  quali  feioglierete  un  grofiò  ,  o  una  dram- 
ma di  Zafrarano  (  3  )  ,  e  mezzo  groflò.  di  Sangue  di 
Drago  ;  peliate  il  tutto  ,  e  ponetelo  al  fuoco  infie- 
me colla  Vernice  di  Gomma  Lacca,  e  due  grofli  di  Aloè 
fuccotrino .  Quella  Vernice  ferve  -per  indorare  fenza  oro . 

io.  Olio  cotto  a  perfezione  due  Libbre  ,  Ragia 
di  Tino  otto  oncie  3  Sandracca  oncie   otto   ,   Aloè 

Epa- 

(  2  )  Li  Francefi  chiamano  Rocou  il  colore  ,  che  nel  Paraguai 
fi  denomina  Urucu  ,  e  nei  Libri ,  ed  altre  parti  dell'  Ame- 
rica Achote  .  Guillelmo  Pifone  De  f acuitati  bus  Jìmplic.  lib. 
4.  cap.  il  deferive  1'  Albero  Urucui  .  Giorgio  Margravio 
H'tjlor.  Piantar,  lib.  2.  cap.  3.  (  3  )  In  luogo  del  Zajfara- 
no  fi  può  fofrituire  il  Icipotu  ,  Pianta  ,  la  di  cui  radice  fup- 
plifce  nel  Paraguai  al  Zaffarano  vero  . 


54  Parts  I.  De   Trattenimenti 

Epatico  oncie  quattro  ;  fi  pefta  il  tutto  Totalmente > 
e  fi  pone  nell'  olio  ,  e  fi  mefcola  aliai  ,  ad  effetto, 
che  le  polveri  non  fi  aggrumaflero  infieme ,  e  ciò  fi 
fa  a  forza  di  fuoco,  lento  .  Ottenuto  un  tal  fine  , 
fi  deve  accrefeere  il  fuoco  ,  e  continuare  a  mefcola- 
re  ogni  cofa  ,  onde  il  tutto  fi  polla  lciogliere  per- 
fettamente ;  e  i\  feioglierà  le  fi  lafciarà,  bollire  len- 
tamente per  buona  pezza  di  tempo  ,  onde  prenda 
corpo  .  Se  fatta  V  operazione  il  colore  fembrafiè 
troppo  pallido,  aggiunganfi  alla  Vernice  altre  due  on- 
cie di  Aloè  Succotrino  .  Prima  poi  ,  che  la  Verni- 
ce fi  riponga  ,  fi  porrà  a  colare  in  un  colatojo ,  on- 
de per  eflo  fi  pofia  fpurgare  dalle  molte  feccie  ,  che 
probabilmente  in  lei  fono  .  Fatto  quello  ,  fi  guardi 
la  Vernice  colata  dalU  polvere  .  Serve  per  tingere 
la  Pelle  inargentata  di  colore  dell'  oro.  E'  di  Aiut- 
ilo Piemontefe  nel  Libr.  V.  a  carte  211. 

11.  Prendete  Verde  -Gris  quanto  volete  ,  pefiate- 
lo  con  aceto ,  e  ponetelo  in  un  pezzo  di  pafta  di  farina ,  e 
fi  farà  cuocere  come  il  pane;  di  poi  fpartite  la  Mal- 
fa ,  e  levato  il  Verde -Gris  ,  mefcolatelo  con  Ac- 
quavite ,  o  Spirito,  di  vino  ,  e  colatelo  ;  dopo  ag- 
giunganfi quattro  oncie  di  Gomma  Arabica:  in  fine 
fi  polifce  ,  ed  è  vernice  eccellente  . 

12.  Prendete  un'  oncia  di  Gomma  Lacca  ben  chia- 
ra ,  e  netta  ,  un'  oncia  d'  Ambra  gialla  ,  un  quar- 
to d'  oncia  di  Gomma  Sandracca  ,  un'  oncia  di  A^ 
loè  Epatico  .  Fate  bollire  tutto  quello  a  fuoco  len- 
to con  olio  di  Spigo  in:  un  Matraccio  chi  ufo  giu- 
fla  V  arte  5  e  nel  tempo  che  bollirà  infondetevi  un 
cucchiajo  d'  olio  di  lino  .  Poi  eilendo  quafi  freddo 
pallate  ogni  cofa  per  una  tela  fina  ,  e  lalciate  ,  che 
ripofi.  Voi  metterete  con  un  pennello  quella  miftu- 
xa  fopra  le  foglie    d'   Argento  ,  o  di   (Ugno   fino  > 

che 


Su  le  Vernici  .  55 

che  terrete  in  pronto  ,  appiicandovela  (opra  con  un 
poco  di  Gomma  Arabica  (temperata  nell'  acqua  ,  o 
con  colla  di  Pergamena,  e  poi  le  darete  (opra  due  , 
o  tre  mani  di  Vernice  bianca  chiarificata  con  ipiri- 
to  di  vino  ,  e  di  Trementina.  E'  Vernice  indorata. 

Nota  .  Quella  materia  «lutinola  ,  tenace  ,  molle 
da  prima  ,  ma  che  poi  s'  indura  ,  la  quale  è  fiata 
nominata  Propclts  ,  che  raccolgono  le  Api  ,  e  fi 
trova  nelle  Arnie  ,  può  fervire  ottimamente  per  al- 
cune Vernici  ,  perchè  alcune  esperienze  fecero  rile- 
vare a  M.  di  Reaumur  ,  che  la  Fropoìis  difeioita 
nello  Tpirito  di  vino  ,  e  nell*  olio  di  Terebentina  , 
potrebbe  eifere  foftituita  alla  Vernice  ,  che  impie- 
gali per  dare  il  colore  d'  oro  all'  Argento  ,  o  allo 
itagr.o  ridotto  in  fogliucce  . 

Se  per  d'empio  s'  incorporile  col  Mafìice  ,  o  col- 
la Sandracca  ,  ella  farebbe  buona  nella  manifattura 
dei   Cuoi  dorati  .  Gli  Spagnoli  Guadameciles  . 

La  Propolh  non  è  iempre  la  medelima  in  con- 
fiftenSa  ,  in  odore  ,  e  in  cai  ore  ,  ma  quando  è  ri- 
scaldata ordinariamente  efi-ìa  un'  odore  aromatico  , 
cofìcchè  ve  n'  ha  ,  che  merita  di  rifere  collocata 
nella  ferie  de'  profumi  .  Fila  è  di  un  colore  bigio 
roiìieno  al  di  fuori,  e  giallaiìro  al  di  dentro.  Qual- 
che volta  tra  gì'  Indiani  Guarani  fervi  va  in  luogo 
d'  incenfo  . 


i    p 


TRATTENIMENTO  VÌI. 


Ccmpojizioni  di  Vernici  Olccginofe  . 

Rendi  Gomma  Elemi  ,  Gomma  Anime  ,  In- 
cenio,  e  Ambra  bianca  dramme  due  per  Cor- 
ta 


5<5  Parte  I.  De   Trattenimenti 

ta,  e  fatte  in  polvere  ,  cuocile  in  vafo  di  vetro  con 
Aceto  ftillato. ,  ed  aggiungi  due  dramme  di  Gomma 
Dragante  ,  e  dramme  quattro  di  Zucchero  candido  , 
fa  poi  feccare  il  tutto  ,  e  riduci  in  polvere  ,  con 
quefta  meicola  una  libbra  d'  olio  di  Spigo  ,  ovvero 
di  Trementina  ,  ed  aggiungi  onde  fei  di  Trementi- 
na Cipria  ,  e  fa  cuocere  in  bagno  Maria  ,  e  quan- 
do la  Trementina  farà  disfatta  ,  poni  le  polveri  fo- 
pra  ella  ,  e  mellola  con  fpatola  ,  falle  bollire  per 
tré  ,  o  quattro  ore  ,  e  a-vrai  una  Vernice  rariilìma. 
P.  Giovanni  Zahn  Tom.  III.  Oculì  Artifici  al.  pag.  \66. 

2.  Prendi  Olio  di  Spigo  oncie  due,  Maftice,  e  San- 
dracca ridotte  in  polvere  oncie  una  ,  Trementina 
mezz'  oncia  .  Poni  P  olio  a  bollire  in  Bagno  Ma- 
ria ,  e  quando  è  caldo  poni  la  Trementina  ,  e  que- 
lla disfatta  ,  aggiungi  la  polvere  di  b  ali  ice,  e  San- 
dracca ,  e  procura  che  il  tutto  s*  incorpori  a  lento 
fuoco  ,  ed  in  Bagno  Maria  ,  altrimente  fi  accende 
facilmente  .  Lo  iìeifo  Autore  .. 

3.  Prendi  una  parte  di  olio  di  lino  5  e  parti  tre 
di  Pece  Greca  ,  e  fi  facciano  bollire  a  fuoco  lento , 
finché  fiano  bene  incorporati  .  Fioravanti  libro  ter- 
zo dei  fegreti  cap.  95.  dice  quefta.  Vernice  effere 
compofta  ,  e  ufata  dai  Turchi  fopra  agli  Archi  ,  e 
Carcafìì  ,  e  che  con  quefta  compofìzione  impartano 
i  colori,  e  ne  cuoprono  ciò  ,  che  ne  vogliono. 

Nota.  Gli  Stampatori  di  Caratteri  adoperano  comu- 
nemente una  Vernice  ,  la  quale  chiamali  Vernice  d' 
Ambra  ,  e  non  è  altra,  che  la  fopradetta  ufata  dai 
Turchi  .  Se  ne  fervono  anche  quelli  ,  che  cuopro- 
no le  laftre  di  ferro  ,  o  di  latta  nelle  Lanterne  ,  e 
cole  limili  . 

4.  Olio  di  lino  parte  una  ,  Pece  Greca  parti  due, 
Ragia  di  Pino  mezza  parte  ,  e   fa  bollire   infìeme  : 

il  mo- 


Su  le  Vernici  .  57 

il  modo  di  conofcere  quando  è  cotta  ,  è  prenderne 
una  goccia  (opra  un  coltello  ,  o  fpatola  ,  ie  col  di- 
to fi  trova  untuofa  ,  non  è  cotta  ,  ma  bensì  fé  è 
yifeofa  .  Il  medefimo  Autore  lib.  V.  cap.  07.  Que- 
lla Vernice  è  da  ufarfi  per  lavori  grotti  . 

5.  Prendi  oncie  otto  di  Trementina  ,  che  fi  de- 
ve cuocere  al  fuoco  in  modo  ,  che  ne  avanzi  fola- 
mente  un'  oncia  ,  che  perciò  farà  materia  dura  ,  e 
fragile  ,  raffreddata  che  lia  .  Quefta  (ì  deve  ridurre 
io  polvere  ,  e  lì  getti  neli'  olio  di  Trementina  cal- 
do ,  e  fi  faccia  disfare  in  elfo  :  fi  lafcia  poi  pola- 
re ,  e  le  parti  più  chiare  fi  confervano  psr  gli  ufi. 
Cristofaro  Love  Morlev  Colletlanea  Chym'ica  Leyden- 
fia  ,  titul.  Vernice  Italiana  .  > 

6.  Prendi  Sandracca  ,  e  olio  di  Lino  di  mifura 
duplicata  ,  fi  fa  bollire  a  fuoco  lento  ;  mentre  bol- 
le vi  fi  fparge  dentro  la  Sandracca  fatta  in  polve- 
re ,  maneggiandola  fempre  i  finché  fi  getti  via  tut- 
ta la  fchiuma  .  Dopo  fi  prende  un'  oncia  di  Mafti- 
ce  ,  e  facciafi  bollire  dentro  una  mezz'  oncia  del 
fuddetto  olio  di  Lino  ,  finche  fi  getti  via  la  fchiu- 
ma ,  e  poi  fi  unifeono  quelle  due  compofizioni  a 
fuoco  lento  ,  e  fi  colano  ,  e  confervano  per  co? 
prire  cole  colorite  . 

7.  Si  prenda.  un'  oncia  d'  olio  di  Lino  ,  ed  un* 
oncia  ,  e  mezza  di  Mailice  Perfiana  ,  e  quella  li- 
quefatta, vi  fi  pone  1'  olio  ,  e  a  fuoco  lento  fi  fan- 
no incorporare  fino  a  tanto  ,  che  (ì  faccia  fpuma 
bianca  .  Quando  fi  vuole  adoperare  fi  mefcola  con 
i  colori  ridotti  in  polvere,  e  bene  incorporati  fi.  ri- 
duce il  tutto  alla  denfità  del  miele  ,  e  fi  cuopra 
ciò  ,  che  li  vuole  ,  e  farà  Vernice  di  gran  durata. 

Nora.  Circa  tal  forta  di  Vernice  comporta  con  la 
Sandracca;,  fpeifo.fi  erra  per  non  laperli  il   metodo 

di 


58  Parte  I.  Di  Trattenimenti 

ài  cuocerla  ;  poiché  fé  fi  pone  la  Sandracca  prima- 
che  1'  olio  fia  cotto  ,  refta  abbruciata  ;  che  perciò 
conviene  cuocer  prima  1*  olio  ,  e  pei  fi  deve  laicia- 
re  raffreddare ,  freddo  che  fia  vi  fi  mette  la  Sandrac- 
ca ,  e  a  lento  fuoco  fi  fa  incorporare  . 

Quefta  avvertenza  del  Fioravanti  nel  Capo  6%.  de* 
fuoi  fegreti  ,  è  ottima  ,  che  perciò  qualunque  Ver- 
nice lì  faccia  con  olio  ,  deve  quefto  tempre  adope- 
rarfi  cotto  ,  altrimenti  non  fi  otterrà  mai  cola  buo- 
na .  Sono  varj  i  modi  di  cuocerlo  ,  come  già  lì  è 
detto  nel  Trattenimento  IV. 

8.  Ragia  di  Pino  grafia  ,  e  bianca  una  libbra  , 
Gomma  di  Sufino  oncie  due  ,  Trementina  un'  on- 
cia ,  olio  di  Lino  oncie  due  .  Vedi  il  Trattenim.  V. 
Num.    8.    L'   infegna    Alefiìo    Piemontefe    Libr.    V. 

pag.  195. 

9.  Olio  di  Trementina  un'  oncia  ,  Sandracca  mezza 
Dramma  ,  Trementina  un'  oncia  .  S'  incorporino 
a  fuoco  lento  ,  e  {\  confermino  per  i  bifogni  .  Cgsì 
feri  ve  Fr.  Domenico  Anda  Canonico  di  S.  Spirito. 

io.  Vernice  di  Carabe  ,  o  Ambra  vera  .  Si  deve 
peftare  1'  Ambra  fottilmente  ,  e  porla  dentro  un  te- 
game di  terra ,  o  di  rame  ,  non  celiando  di  maneg- 
giarla ,  e  meicolarla  collo  fpirito  di  Trementina ,  col 
quale  deve  elfere  accompagnata  .  Subito  (he  V  Am- 
bra vedefi  eiTer  fciolta  ,  la  Vernice  è  fatta,  la  qua* 
le  fi  può,  fé  vogliali, incorporare  con  altre  Gonim..1 . 

Nota  .  Lo  Spirito  di  Trementina  ,  come  fi  è  ac- 
cennato nel l'  Trattenimento  IV.  fi  ottiene  ftil landò 
di  nuovo  1'  Olio  di  ella  ,  e  con  il  detto  fi  feioglie 
P  Ambra  ,  o  Carabe  .  Ed  è  anche  da  notarli  ,  chi 
1'  Ambra  fi  deve  fondere  non  in  poca  quantità,  né 
in  polvere  ,  ma  a  fuoco  leggero  ,   e  continuato. 

Un'  altro  modo  fi  riferifee  nel  Libro  di    Crifiofo- 

ro 


Su  le  VcYìùci*.  59, 

ro  Love  Morlev  a  carte  539.  ,  cioè.  Prendi  l'Am- 
bra refta  groiiamente  ,  e  bagnala  con  olio  di  Lino, 
e  lì  rilcaldi  fintantoché  T  Ambra  diventi  nera  ,  e 
poi  li  getti  (opra  una.  pietra  bagnata  .  Raffreddata 
che  farà  ,  fi  riduca  ir*  polvere  ,  e  quella  fi  getti  a 
poco  a  poco  in  olio  di  Lino,  bollente  ,  e  fi  faccia 
cuocere  fintantoché  tutta  fia  bene  liquefatta. 

11  P.  Bonanni  ftima  meglio  il  disfare  V  Ambra  a 
fuoco  lento  in  un  vaiò  capace  ,  o  di  rame  ,  o  di 
terra  invetriata  ,  e  disfatta  che  fia  gettarvi  1'  olio 
cotto  caldo  ,  e  come  {ara  bene  incorporato  con  V 
Ambra  ,  il  che  fi,  conofce  meicolandola  con  un  ba- 
iluncello  ,  levarla  dar  fuoco  ;  e  perchè  farà  troppo 
denfa  ,  fi  dovrà  aggiugnere  primachè  fia  raffreddata 
a  poco  a  poco  acqua  di  Ragia  calda,  ma  in  modo, 
che  non  fia  troppa  ,  perchè  non  riefca  debole  la 
Vernice  . 

11.  Si  piglia  Gomma  di  Ginepro - ,  che  è  la  San- 
dracca ,  chiamata  anche  Vernice  da  Scrittori  ,  e  li 
lava  due  volte  con  acqua  chiara  freddale  poi  quan- 
do è  afciutta  fi  riduce  in  polvere  fottiliflìma  .  Di 
tal  polvere  fé  ne  prendono  due  parti  ,  e  fi  pongo- 
no in  vafo  di  vetro  ,  o  in  un  pignattino  invetria- 
to ,  e  fi  faccia  fcaldare  ai  fuoco  ;  quando  comincia 
a  fumare  ,  fi  pone  Trementina  a  pelo  della  metà 
della  Sandracca  ,  e  fi  mefcola  con  uno  fìecco  ,  poi 
fi  agg  ugne  un  poco  di  olio  di  Spigo  ,  e  fempre  fi 
metcola  fintantoché  tutto  fia  bene  incorporato  ;  e 
tolta  dal  fuoco  quando  farà  quafi  fredda  ,  vi  fi  get- 
ta a  poco  a  poco  acqua  di  Ragia  chiara  parti  tre  y_ 
ed  una  di  Acquavite  sfìemmata  perfetta  ,  e  fi  met- 
te a  difcreìyone  in  modo  ,  che  fia  chiara  ,  e  fen-> 
za  corpo  ,  e  farà  Vernice  fmiffima  ,  e  molto  lu- 
ftra  v  Se  fi  vuole,  odorofa  ,  fi  aggiunga  alla  Saru 

drac« 


,&<£  I  •*  -****&  àà&ja  « 


6o  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

dracca    (  i  )   un   poco    di   mandorla    di'  Belzuino  . 

12.  Si  preparilo  le  feguenti  cofe  ,  cioè  :  Sandrac- 
ca ,  Maftice  y  Belzuino  ,  Gomma  Lacca  ,  Gomma 
Arabica  ,  Litargirio  d'  oro  ,  Trementina  ,  e  Pece 
Greca  ,  di  cialcuna  mezz'  oncia  ,  e  mezzo  quarto, 
cioè  tre  quarti  di  oncia  .  Poi  fi  preparino  Acquavi- 
te sfìemmata  oncie  due  ,  Acqua  di  Ragia  onde  ot- 
to ,  Vernice  d'  Ambra  oncie  due,  Spalto  mezz'  on- 
cia ,  olio  di  Lino  oncie  tre  .  Preparati  quelli  ingre- 
dienti ,  cuoci  T  olio  con  il  Litargirio  in  pignatta 
capace  di  un  boccale.  In  altro  pignattino  fi  squaglia 
Ja  Trementina  con  la  Gomma  Lacca,  e  Gomma  A- 
rabica  {polverizzata  :  poi  nellV  olio  cotto  poni  la 
Vernice  d'  Ambra  ,  e  dopo  la  Sandracca  ,  e  il  Ma- 
ftice ,  e  il  Belzuino  bene  fpolverizzato  ,  e  Cubito  la 
Pece  Greca  ,  e  lo  Spalto  ,  e  dopo  la  Trementina 
con  le  Gomme  fquagliate  ,  e  mefcola  bene  a  fuoco 
lento  ,  Poi  vi  fi  getta  1'  Acquavite  ,  e  1'  Acqua  di 
Ragia  a  poco  a  poco,  e  per  ultimo  iì  cola  per  pan- 
no lino  ,  fpremendo  bene  il  tutto  fra  due  tavolette, 
e  fi  conferva  in  vafo  di  vetro  . 

13.  Prendali  Vernice  d'  Ambra  un*  oncia  ,  e  mez- 
za ,  e  fi  squaglia  ,  e  squagliata  vi  fi  ponga  mezza 
oncia  di  Sandracca  ,  e  mezza  di  Maftice  bene  fpol- 
verizzata  ,  e  fi  faccia  incorporare  a  fuoco  lento  ,  e 
poi  a  goccia  a  goccia  fi  gettino  due  oncie  ,  e  mez- 
za di  Acquavite  ,  fempre  maneggiando  .  Mentre  è 
tiepida  cola  per  pezza  ,  e  confervala  . 

14.  Se  ne  fa  un'  altra  con  porre  in  olio  cotto  con 
Litargirio  la  Vernice  d*  Ambra  ,  e  poi  s'  incorpora 
con  Gomma  Lacca  ,  e  Gomma  Arabica  ,  disfatta 
prima  nella  Trementina  .  15. 

(  1  )  La  Gomma  della  pianta  denominata  nel  Paraguai  Cìnica 
farà  culaia  in  vece  di  S amilacea  , 


*> 


Su  le  Vernici  .  61 

\$.  Un'  altra  fé  ne  fa  con  porre  al  fole  caldo  1* 
olio  di  Lino  ,  e  fecco  chiaro  incorporandolo  a  fuo- 
co lento  con  polvere  di  Sandracca  ;  ma  in  minor 
tenino  lì  ta  con  squagliare  la  Sandracca  in  polvere 
con  1  pi  rito  di  vino  ,  e  poi  a  fuoco  lento  vi  fi  po- 
ne 1'  olio  di  Lino  ,  onde  lvanirà  lo  fpirito  ,  e  la 
Vernice  farà  fatta,  con  cuocerla  alquanto  .  In  fine 
poni  olio  di  Spigo  ,  o  di  fallo  per  feccante  1  e  li 
avrà  ottima  Vernice.  Si  fa  anche  con  la  Sandracca, 
e  fpirito  cotto  al  fole  ,  o  a  fuoco  lento. 

i<5.  Cuoci  Trementina  con  acqua  ,  e  vino  bian- 
co ,  o  Acquavite  ;  quando  farà  cotta  difciogliela  in 
vino  ,  ed  olio  di  Trementina  .  E'  Vernice  trafpa- 
rente  ,  e  lufira  . 

17.  Pongafi  in  una  Caraffa  di  vetro  una  libbra  di 
Maltice  bianco  ,  e  mettali  fopra  tanto  olio  ,  quan- 
to (ìa  di  bi fogno  per  coprire  tutto  il  Maltice  ;  do- 
po pongafi  la  Caraffa  lopra  carboni  accefi  ,  o  in 
ceneri  ben  calde  ,  e  fi  feioglierà  :  dipoi  quando  fa- 
rà difciolta  ,  fi  levi  la  Caraffa  dal  fuoco  ,  e  (ì  agi- 
ti ben  bene  ,  perchè  il  tutto  C\  liquefacela  .  Quefta 
Vernice  è  ottima  da  adoprarfi  fopra  Immagini,  Men- 
fe  ,  Colonne  ,  Legni  &c. 

18.  Fate  liquefare  quattro  oncie  d'  Ambra  gial- 
la dentro  un  vafo  di  terra  nuovo  fopra  carboni  ac- 
ce- lì ,  di  modo  che  il  fuoco  tocchi  folar/iente  il  fon- 
do del  vaio  ,  agitandolo  fempre,  quando  fia  fciolta, 
con  un  bastoncello  di  legno  di  Abete  ,  o  di  Pino, 
mettetevi  un'  oncia  di  cera  di  Spagna;  feiogliete  it 
tutto  inlìeme  ,  e  ponete  una  cucchiarata  d'  olio  di 
lino  cono  con  Litargirio  d'  oro  ;  dopo  levate  dal 
fuoco  ,  nmefcolando  fempre  tutto  .•  alla  fine  quan- 
do la  materia  è  mezzo  fredda  ,  aggiugnete  olio  di 
Trementina  quanto  biiogni  per  far  Vernice  bella:  li 
fecca  in  due  ore  .  19. 


#2         Parte  I.  De   Trattenimenti 

19.  Prendete  una  parte  d'  olio  etereo  di  Tremen- 
tina ,  di  Trementina  di  Venezia  altra  parte  ,  e  rae- 

fcolate  ciò  a  fuoco  moderato  .  Adoperai!  calda  ,  ed  è 
Vernice  (ingoiare  di  Fiandra  . 

20.  Olio  di  Lino  ,  Olio  di  Maftice  bianco  per 
forta  a  discrezione  ,  un  poco  di  Trementina,  Vetro 
ridotto  m  polvere  ,  Verde -Gris  ben  pefto  ,  ed  Am- 
bra gialla  ben  pefta  ;  dopo  ponganfi  in  una  pignatta 
di  terra  nuova  a  dilciogliere  ;  e  quando  il  tutto  l'a- 
ra liquefatto  ,  fi  avrà  una  Vernice  mirabile  . 

21.  Spirito  di  Vino  quattro  libbre  ,  Ambra  bian- 
ca quattordici  oncie  ,  Maftice  un'  oncia  ,  Sandrac- 
ca fette  oncie  ;  lafcieranfi  in  digeftione  ventiquattro 
ore  in  un  Matraccio  ;  dopo  quello  pongali  fopra  are- 
na ,  e  le  li  dia  fuoco  per  il  tempo  di  tre  ore  ,  in- 
finchè  il  tuttofila  fciolto,edevonfi  aggiugnere  quattro 
oncie  d'  Olio  di  Trementina  . 

TRATTENIMENTO  VIIL 

Vernici  Nere  per  coprire  fondi  o/curi  . 

1.  Q1 1  prende  lo  Spalto  del  più  luftro  ,  che  fi  tro- 
U  vi,  e  li  riduce  in  polvere  ,  e  (ì  pone  in  va- 
fo  invetriato  a  liquefare  fui  fuoco  lento  in  acqua 
di  Ragia  in  modo  ,  che  lo  fopravanzi  un  dito  in- 
circa ,  e  fi  maneggi  fempre  ,  finché  fia  bene  lique- 
fatto ,  e  incorporato  .  Quefto  fi  (tenderà  caldo  col 
pennello  due  ,  o  tre  volte  ;  e  fé  non  fcorre  bene  y 
fi  deve  aggiugnere  acqua  di  Ragia  ,  e  fé  ne  avan- 
za ,  fi  conferva  ,  e  rifcalda3  quando  fi  vuole  adope- 
rare . 

Prima  però  ,  fé  fi  ha  da  adoperare  fopra  legni  , 
fi  devono  coprire  con  geffo  ,  e  colla  nel    modo  che 

ufa- 


Su  te  rer'nUi  .  6^ 

tifano  gli  Artifìci  prima  d'  indorarli-  ,  e  b?n  politi 
fi  devono  tingere  neri  con  nero  di  fumo  bene  incor- 
por  lo  con  la  co'la  ,  e  poi  lì  coprono  collo  Spalto. 

i.  Si  prenda  olio  cotto  .,  e  ad  ogni  oncia  di  elio , 
s'  infonda  a  poco  a  ppeo  un'  oncia  di  Spalto,  o  me- 
no ,  ridotto  in  polvere  •  mentre  V  olio  ftà  colloca- 
to lopra  fuoco  lento  ,  rimelcolandolo  continuamente 
con  uno  (lecco  per  lungo  tempo  ,  e  fi  faccia  bolli- 
re in  modo  ,  che  la  compofizione  diventi  denfa  ,  e 
alzandola  con  uno  ilecco  caderà  non  a  goccia  ,  ma 
Uefa  come  uri  filo  ,  ed  il  pennello  non  potrà  (ten- 
derla ;  e  fi  gettarà  fopra  un  piatto  di  -maiolica, ove 
lì  laicia  squagliare  . 

Quando  fi  vorrà  adoperare  ,  fé  ne  prenderà  una 
porzione  ,  e  fi  farà  di  nuovo  liquefare  a  fuOv.0  len- 
to ,  e  a  poco  a  poco  vi  fi  getterà  acqua  di  Ragia 
tiepida  quanto  bafli  per  elTere  ubbidiente  al  pennel- 
lo .  Dà  un  bel  luftro  ,  ed  un  bel  nero  al  lavoro  , 
maflìme  le  è  legno  ,  e  quello  fìa  prima  tinto  nel 
modo  tifato  dagli  Ebmifti  riei  legni  diverfi  dall'  E- 
bano  .  Quella  Vernice  è  più  bella  dell'  anteceden- 
te ,  ma  tarda  più  ,  e  richiede  più  tempo  a  leccarli. 

11  modo  ufato  dagli  Ebanifìi  con  legni  diverfi  dall' 
Ebano,  è  il  feguente  .  Si  prende  Campeggio  taglia- 
to in  fchieggie  ,  e  per  una  notte  fi  tiene  in  infuiio- 
ne  in  Lifciva  Vergine  i  cioè  che  non  fìa  infaponata. 
Poi  lì  fa  bollire  ,  finché  li  veda  il  decotto  calato  , 
e  di  colore  carico  pendente  al  paonazzo  .  Con  ef- 
lò  fi  tinge  il  legno  due  ,  o  tre  volte  ;  fecco  che 
farà,  fi  deve  tingere  di  nuovo  con  Aceto  ,  in  cui 
lia  fiata  in  infufìorte  fuggine  di  ferro  con  un  poco  di 
vitriolo  ,  almeno  due  volte  ,  e  quando  farà  fecca- 
ta  ,  di  nuovo  \\  tinga  col  decotto  di  Campeggio  , 
e  avrai    un   campo   di   belliifimo  nero   per   coprirlo 

con 


6\         Tarte  I.  De*  Trattenimenti 

con  la  Vernice  di  Spalto  ,  colla  quale  fi  può  copri- 
re più  volte  il  foggetto.  Detta  Vernice  fi  può  {ten- 
dere anche  con  le  dita  ,  e  verrà  uguale  ,  e  1  ultra. 
Si  deve  adoperar  fredda  ,  e  fi  lafcia  feccare  in  luo- 
go piuttofto  freddo  ,  che  caldo  . 

3.  Olio  cotto  oncie  fedici  ,  Spalto  onde  quattro, 
Maftice  un*  oncia  :  riducanfi  in  polvere  tattile,  per 
pofcia  farle  bollire  nell'  olio  cotto  a  fuoco  lento  in 
un  vaio  di  terra  nuovo  inverniciato  ,  finché  reflino 
fciolti  ,  e  disfatti  in  eiTo  tre  capi  d'aglio  ben  mon- 
dato .  Ciò  fatto  ,  li  cola  il  tutto  in  un'  altro  va- 
io nuovo  ,  ed  alla  colatura  fi  aggiugne  oncie  due 
di  Gomma  Lacca  ,  ed  oncie  tre  d'  Ambra  gialla 
in  polvere  affai  fina  ,  ed  a  fuoco  lento  fi  fa  bolli- 
re finché  il  tutto  fia  ben  dilciolto  .  Dopo  ciò  tor- 
nafi  ad  unire  alla  materia  Spirito  di  Trementina  ,  o 
Acqua  di  Ragia  ,  quanto  fia  dì  biiogno  ,  perchè  la 
Vernice  non  riefca  denfa  ,  e  che  polla  facilmente 
ubbidire  al  pennello  . 

Avvertavi  ,  che  nell'  unire  o  1'  una  ,  o  V  altra 
di  quefte  ultime  materie  al  corpo  della  Vernice  ,  fi 
ha  da  mefcolar  fempre  ,  perchè  fi  poffa  il  tutto  in- 
corporare a  perfezione  . 

4.  Spalto  un'  oncia  ,  Ambra  gialla,  o  Carabe  on- 
cie due  per  forta  ,  bene  ridotte  in  polvere  fottile  y 
olio  cotto  oncie  quattro  ;  in  qjefto  fi  fanno  cuoce- 
re a  fuoco  lento  ,  e  poi  fi  colano  per  purgarle  dal- 
le feccie  ,  e  fé  fia  bifogno  ,  fi  colano  una  feconda 
volta  ,  finché  la  Vernice  fi  veda  in  buona  confi- 
lìenza  . 

5.  Olio  di  Trementina  oncie  due  ,  Trementina 
un'  oncia  ,  Sandracca  mezza  dramma  .  S'  incorpo- 
ra ogni  cofa  a  fuoco  lento  ,  e  fi  conferva  . 

6.  Gomma  Lacca  quattro  oncie  ,  Sandracca  ,  e 

Colo- 


Su  le  Vernici  .  6*5 

Colofonia,  di  ciafcuna  un'  oncia;  riducafi  in  polve- 
re la  Colofonia  ,  e  lì  faccia  dilciogliere  in  luftìcien- 
te  quantità  di  fpirito  di  vino,  dopo  aggiugnerallì  la 
Sandracca  in  polvere  ,  e  fi  maneggiarà;  quando  farà 
dilciolta  ,  fi  aggi  ugnerà  la  Lacca  in  polvere  ,  e  lì 
agitarà  tutto  lino  alla  dillo! uzione  perfetta  ;  dopo 
fi  cola  per  un  panno  lino  ,  e  le  retta  qualche  cola 
nel  mede-lìmo  ,  pongali  un  poco  di  fpirito  di  vino 
per  farla  paiiare  ;  ciò  tatto  ,  prendafi  nero  d'  Avo- 
rio ,  o  un'  altro  equivalente  macinato  nella  Pietra 
de'  Pittori  con  un  poco  d'  acqua  comune  ;  fi  lafcia 
leccare  ,  e  lì  meicola  con  un  poco  di  fpirito  di  vi- 
no ;  di  poi  mettano"  due  oncie  di  quello  nero  nella 
Vernice  . 

7.  Si  prenda  Inchioftro  buono  quanto  fi  voglia  , 
e  mettafi  in  una  lcodella  nuova  ;  dopo  eipongalì  al 
fole  p.-rchè  fi  lecchi  ;  quando  farà  bene  lecco,  il 
levi  con  un  coltello  dalla  fcodella  ;  riducafi  a  pol- 
vere lottile  ,  e  impalpabile  ,  fi  mefcoli  colla  Ver- 
nice ,  e  li  avrà  un  nero  affai  bello  . 

Nota  .  Ai  pezzi  piccoli  di  legno  fi  dà  colore  Pao- 
nazzo nei  modo  feguente  :  Si  mettono  dentro  ad 
una  Pignatta  i  legni  con  Campeccio  ,  ed  acqua  ,  e 
fi  fanno  bollire  per  lo  fpazio  di  quattro  ,  o  cinque 
minuti  ;  fi  levano  via  ,  e  fi  iafciano  raffreddare  all' 
ombra  .  Dopo  fé  gli  dà  un  bollore  ,  e  feparati  dal 
liquore  ,  i\  mettono  a  feccare  alt'  ombra  .  Secchi  fi 
lultrano  ,  e  vi  fi  può  applicare  qualunque  Vernice 
a  fuo  grado  . 

/litro  Nero  .  Nello  flello  liquore  del  Campeccio 
fi  mette  un  poco  di  Vitriolo  ,  e  fi  fa  come  ora  fi 
è  detto  ,  e  prenderanno  un  colore  nero  bello  .  Se 
i  pezzi  fono  più  grandi  ,  fi  poiìbno  fare  le  fuddette 
operazioni  in  un  vaio  più  capace  da  contenerli  ,  o 
in  una  Caldaja  .  F  TRAT- 


66         Tane  I.  De'  Trattenimenti 
TRATTENIMENTO  IX. 

Vernici  Roffe^  ed  altre  per  qualfivoglia  Colore. 

i.  Q1 1  ponga  in  un  Matraccio  una  foglietta  di  lpi- 

lD  rito  di  vino  ,  Sandracca,  e  Malìice  in  lagri- 
ma di  ciafcuna  mezz'  oncia  .,  di  Gomma  Lacca  tre 
oncie  ;  Si  luti  ben  bene  il  Matraccio  ,  e  fi  otturi 
con  carta  ,  e  fi  faccia  bollire  la  materia  tre  ore  a 
fuoco  ,  o  calore  di  arena  .  Quando  farà  bene  di- 
iciolta  ,  fi  colarà  per  un  panno  lino  rado  .  Quella 
Vernice  fi  conferva  in  una  ampollina   per  ufarla. 

Se,  fi  ha  da  applicare  fopra  legno  ,  è  convenien- 
te ,  che  elfo  fia  aliai  lifcio  ,  e  che  tutti  i  pori  fia- 
no  pieni  ,  firoffinandoli  con  Pietra  Pomice  ,  ed  A- 
ceto.-  dipoi  fé  gli  dà  una  mano  col  pennello, quan- 
do fi  feccarà  quefta  ,  fé  gli  dà  la  feconda  ,  e  lec- 
ca effa  ,  la  terza  ,  ed  anche  la  quarta  ,  e  quante 
faranno  neceflarie  ,  ma  con  tre  ore  d'  intervallo 
dall'  una  all'  altra  ,  tempo  necellario  a  feccarfi. 

Se  la  Vernice  parerà  aifai  afpra  ,  fi  aggiugnerà  il 
vermiglio  ,  un'  oncia  di  Cinabro  fopra  fei  oncie  di 
Vernice  :  fi  Iciolga  il  Cinabro  con  alcune  goccie  d* 
olio  di  fpigo  ,  e  di  poi  fi  mefcoli  a  poco  a  poco 
colla  Vernice  ,  facendo  bollire  il  tutto  infieme  qua- 
fi  per  un  quarto  à'  ora  , 

Prima  di  dare  V  ultima  mano  ,  fi  deve  fregare  la 
Vernice  gi£  applicata  ,  coli'  erba  rafparella  ,  o  co- 
da cavallina  umettata  nell'  olio  ,  e  dopo  con  un 
panno  lino  ,  e  quando  è  affai  luftro  ,  dategli  T  ul- 
tima mano  . 

Se  fi  vuole  la  Vernice  Nera  ,  o  Venturina  ,  pri- 
ma fi  bagna  bene  il  legno  colla  Vernice  ,  dopo  fpar- 
ia.  la  Venturina  con  la  Vernice  ,  e   lafciato   feccare 

per 


Su  le  Vernici  .  6j 

per  tre  ore  ,  fé  le  applicano  tre  ,  o  quattro  mani 
di  Vernice  ,  come  fi  è  detto  prima,  fi  pollice  coli* 
erba  ralparella  ,  e  con  il  panno  lino  ,  e  lì  dà  T  ul- 
tima mano  della  Vernice  . 

2.  Si  ha  da  digraiìàre  una  libbra  d'  olio  di  Spigo, 
facendolo  bollire  un  quarto  d'  ora  con  una  libbra 
di  Litargirio  :  quando  farà  digrailato,  fi  prende  una 
libbra  ,  e  mezza  di  Gomma  Lacca  ,  la  quale  fi  fa- 
rà fciogliere  inlieme  coli'  olio  in  un  Matraccio  ,  o 
in  una  pignatta  invetriata  .  Aggiungali  Cinabro  ma- 
cinato con  orina  ,  e  fubito  li  applicaranno  tre  ,  o 
quattro  mani  di  quefta  Vernice  ,  lanciando  ,  che  li 
lecchi  una  dopo  1*  altra  per  tre  ore  :  in  feguito  fé 
gli  darà  una  quinta  mano  di  Vernice  comporta  con 
una  parte  di  Spirito  di  Vino  ,  e  quattro  parti  d'  o- 
lio  di  Spigo  ,  con  una  quantità  fufficiente  di  Gom- 
ma Lacca  .  Fa  un  RolTo  belliiTimo  . 

Si  poflbno  fare  Vernici  Rotìe  con  altre  compofi- 
zioni  ,  come  li  vedrà  in  apprelTo  . 

Vernici  per  ogni  lorta  di  colori  . 

3.  Prendi  un' oncia  d'  Ambra  bianca, di  fpirito  di  Tre- 
mentina mezza  libbra,  fpirito  di  vino  rettificato  quattro 
ornie,  Malìice,  e  Gomma  di  Ginepro  un  groiio  di 
cialcuna  ;  pongafi  tutto  in  infulìone  per  il  tempo  di 
otto  giorni  ,  e  con  fumiti  fino  ad  una  terza  parte  a 
fuoco  foave  .  Confervifi  ,  e  li  potrà  adoprare  con 
qualiivoglia  colore  . 

4.  Si  prenda  un'  oncia  d'  Ambra  bianca ,  un  quar- 
to d'  oncia  di  Sandracca  ,  e  un  quarto  d'  oncia  di 
Gomma  Copal  ;  fi  pettino  infieme  ,  e  ponganli  in 
un  Matraccio  ,  nel  quale  non  fi  trovi  alcuna  umi- 
dità ,  e  fopra  ponganfi  tre  oncie  di  fpirito  di  vino.* 
turarai  bene  il  Matraccio  con  tela  ben  aggiuftata  , 
e  fopra  la  fteffa  metterai   colla   di   farina   con   altra 

tela, 


6%         Parte  I.  De'  Trattenimenti 

tela ,  che  fi  deve  legare  .  Sopra  ceneri  calde  fi  farà 
cuocere  la  Vernice,  e  fi  lalciarà  bollire  finché  tutto 
fia  difciolto 

Ufo  .  La  cofa  ,  che  fi  ha  da  inverniciare  ha  da 
effer  ben  polita  ;  dopo,  fi  applicano  i  colori  ftempe- 
rati  con  colla  di  Pelce  ,  ed  Acquavite  ,  e  quando 
faranno  fecchi  ,  fi  daranno  fopra  due  ,  o  tre  mani 
di  Vernice  ,  e  fi  lafciarà  leccare  una  mano  dopo  T 
altra  ,  e  quando  la  Vernice  larà  lecca  fi  ha  da  po- 
lire con  olio  d'  Oliva  ,  e  Tripoli  ,  ed  alla  fine  fi 
ha  da  afciugare  1'  olio  con  un  panno  lino  . 

Se  fi  vuole  una  Vernice  per  la  Miniatura  ,  met- 
tonfi  parti  eguali  d'Ambra  bianca ,  di  Gomma  Copal , 
e  fpirito  di  vino  ,  che  fopravanzi  le  polveri. 

5.  Prendali  olio  di  Noce,  e  un  poco  di  Tremen- 
tina di  Venezia  ben  purificata  ;  fi  farà  tutto  infie- 
me  bollire ,  aggiugneratfì  un  poco  di  fpirito  di  vi- 
no, o  di  Acquavite  ,  che  ancora  fi  farà  bollire  ;  le 
la  Vernice  è  troppo  denfa  ,  aggiugneraiiì  dell'olio  „ 
Adoprafi  con  un  pennello  per  applicarla  fopra  i 
colori  . 

6.  Gomma  Copal  un'  oncia  ,  Gomma  Lacca  in 
grano  quattro  oncie,ed  altrettante  di  Sandracca  :  pon- 
gafi  tutto  in  un  Matraccio  con  due  libbre  di  fpirito 
di  vino,  ben  sflemmato  ,  e  collochifi  il  Matraccio  fo- 
pra ceneri  calde  per  fciogliere  la  materia  ;  per  Ma- 
traccio può,  anche  fervire  un  vaio  di  collo  lungo  : 
il  tutto  bene  liquefatto  ,  fi  colarà  per  un  panno  li- 
no ferrato  ;  fopra  il  colato  fi  aggiugne  una  cucchia- 
iata d'  olio  di  Trementina  :  ciò  fatto  fi  ponga  il 
liquore  in  una  bottiglia  ,  la  quale  fi  efporrà  al  So- 
le bene  turata  .  Quando  farà  purificato  ,  fi  decan- 
tarà  per  inclinazione  in  altra  bottiglia  ,  o  in  altro 
vaio  ben  netto  ,  il  quale  fi  turarà  ,  perchè  non  en- 
tri 


Su  le  Vernici  .  6f) 

tri  la  polvere  ,  e  conviene  feparare  le  parti  più  graf- 
fe ,  che  faranno  nel  fondo  dalle  più  chiare. 

Ufo  .  Per  Vernice  Nera  ,  fi  mefcolarà  Nero  fumo 
fino  .  Dopo  li  applu'ar.inno  tre  mani  di  qjefta  Ver- 
nice nera  ,  e  li  lafciara  leccare  all'  ombra  P  una  do- 
po 1'  altra  .  Dopo  li  polirà  il  lavoro,  e  fi  darà  fo- 
pu  1'  ultima  mano  colla  Vernice  chiara  ,  la  di  cui 
compolìzione  o  di  quallìvoglia  altra  conveniente  ,  fi 
trovarà  nel  Trattenimento  V. 

Per  inverniciare  bene  è  neceffario  ,  che  1'  opera0 
riceva  un  calore  foave  ,  e  per  quefto  fi  mette  vi- 
cina ,  o  ad  un  picciolo  fuoco  di  pag'ia  ,  o  di 
farmenti  . 

Se  la  Vernice  fi  vuole  Rolla  ,  fi  deve  mettere  in 
fpirito  di  vino  un'  oncia  di  Gomma  Tacamahaca 
(  [cica  )  ;  e  in  vece  del  Nero  fumo  fi  pone  Cinabro 
in  polvere  :  alla  fine  fi  fa  feiogliere  Sangue  di  Dra- 
go in  lagrime  nella  Vernice  chiara  ,  e  ferve  per  da- 
re le  ultime  mani  . 

Quando  quefta  ultima  mano  farà  fecca  ,  fi  luftra, 
e  pollice ,  ftroffinandolacon  un  panno  lino,  e  Tripoli. 

Polìòno  farfi  Vernici  di  diverfi  colori  ,  aggiugnen- 
do  il  colore  ,  che  fi  vuole  . 

7.  Prendete  dodici  oncie  di  fpirito  di  vino  ,  met- 
tetelo in  una  Caraffa  ben  chiufa  ;  prendete  poi  un' 
oncia  di  Gomma  Lacca  ,  due  oncie  di  Maftice  s  6 
due  oncie  di  Sandracca  ;  macinate  tutto  infieme  ben 
bene  in  un  mortajo  ,  e  poi  gettate  dentro  la  Caraf- 
fa delio  fpirito  di  vino  ,  la  quale  effendo  ben  chiu- 
fa la  efporrete  ai  raggi  del  Sole  più  ardente  per 
ventiquattro  ore  ,  o  appretto  il  fuoco  per  un'  ora  ? 
fintantoché  le  gomme  lì  Iciolgono  ,  e  lo  fpirito  di 
vino  ne  abbia  prelo  il  colore  .  PafTarete  in  fine  per 
una  tela  ogni  cofa  ,   facendo   pretto  ,   affinchè   non 

fucce- 


70        'Tarte  I.  De  Trattenimenti 

fucceda  una  troppa  ("vaporazione  .  e  così  la  Verni- 
ce farà  fatta  . 

Per  fervirfene,  fi  mefcolarà  il  colore  da  adoprarfì 
con  detta  Vernice  :  cioè  ,  volendo  un  Rollo  ,  fi 
mefcolarà  con  ella  il  Cinabro  :  Volendo  un  Nero  , 
fi  mefcolarà  il  Nero  fumo  ;  Un  Verde  il  Verde  di 
Spagna  &c.  Bifogna  avvertire ,  che,  le  li  vorrà  inver- 
niciare legno  ,  quello  Ila  ben  lifcio  ,   e  polito. 

Volendo  dar  la  Vernice  ad  una  flampa  ,  bifognerà 
primieramente  darvi  una  mano  d'acqua  di  colla,  fat- 
ta con  piccoli  ritagli  di  pergamena  ,  dopo  di  che  le 
lì  darà  la  Vernice  . 

Avvertimento  .  Quando  fi  dipinge  fopra  il  legno  5 
Rame  ,  Ottone  a  foggia  di  belliflìmo  fmalto  fi  fa  co- 
sì .  Fatto  il  lavoro  ,  che  fi  ha  da  dipingere  lifcio  , 
e  polito  ,  gli  darai  fopra  una  colla  fatta  di  perga- 
mena ,  poi  macinami  gulcj  di  vova  ,  e  fcagliola  cru- 
da trafparente  (  i  )  con  acqua  comune  fottilmente  , 
che  fia  impalpabile  ;  e  ciò  fatto  confervarai  quella 
miftura  in  una  Tazza  di  vetro  con  fopra  un  poco  d' 
acqua  ,  che  la  coDri  ,  e  volendola  adoprare  la  flem- 
prarai  con  colla  di  pefce  non  molto  fiifa  ,  ma  liqui- 
da ,  e  la  darai  fcpra  il  tuo  lavoro  ,  e  lo  lafciarai 
afciugare  ;  poi  di  nuovo  farai  il  mede  limo  per  tre 
volte  ,  lafciandolo  fempre  ogni  volta  afciugare.  Al- 
la fine  dipingerai  fopra  con  colori  ordinar)  di  Minia- 
tura quel  tanto,  che  vorrai.  Dipinto  che  farà  lafcia- 
lo  afciugare  ,  e  dagli  fopra  cinque  ,  o  lei  volte  la 
Vernice  \6.  nel  Trattenimento  V. 

8.  Una  Vernice  Rolla  affai  bella  Ci  compone  nel 
modo  feguente  .  Si  deve  prima  tingere  il  foggetto 
con  Minio  bene  macinato  ,  e  {temperato  con  colla; 

fec- 

(  i  )  In  Spagnolo  fi  chiama  tiejfo  Efpejuelo  . 


Su  le  Vernici  .  yt 

fecco  che  f:a  ,  fi  deve  velare  con  Lacca  di  Grana  , 
e  poi  coprire  quella  con  Carmino  ,  (opra  il  quale 
ponendoli  la  Vernice  di  Spirito  più  volte  ,  come  li 
.egato  ,  lì  ottiene  un  bellillìmo  colore;  ma  per- 
ii Carmino  fino  li  vende  a  caro  prezzo  ,  farà 
beat  laperìo  comporre  da  le  ,  come  lì  ufa  in  Fran- 
cia ,da  dove  lì  tralmette  in  Italia.  Vedine  la  mani- 
poi  :zione  nel  Trattenimento  XX. 

9.  Una  Vernice  colorita  diafana  fi  fi  così.  Per  il 
Roao  lì  melcola  con  la  Vernice  di  Lacca  fina  ,  o 
Sangue  di  Drago,  o  Cocciniglia,  o  Chermes;  il  Pao- 
nazzo lì  fa  col  Tornafole,  (2)0  Campeggio; il  Ver- 
de li  fa  con  Verderame  .  o  Verde  giglio  ;  la  Verni- 
ce Turchina  fi  tà  con  Indaco  ,  o  Guado  .  Bonanni. 

TRATTENIMEMTO  X. 

Altre  Vernici  per  i  lavori  di  le^no  , 
di  Tela  ,  e  f opra  Carte  .  §.  1. 

i.T)  Rendete  Colla  di  Pefce  ,  affai  bianca  ,  e  re- 
_L  cente  ,  infondetela  per  24.  ore  nelP  Acqua, 
tenendola  ad  un  fuoco  leggiero  ,  e  poi  la  patterete 
per  un  panno  lino  ,  colandola  così  vicina  al  fuoco; 
e;ìa  manterà  una  liquidezza  conveniente  ,  onde  poi 
ribaldandola  bene  ,  vi  metterete  dentro  del  Cinabro 
iottiliilimo  ,  e  del  Sangue  di  Drago  ,  applicandola 
cosi  calda  iopra  i  legni  ,  che  vorrete  ,  dopo  averli 
caricati  di  più  mani  di  Cernila  {temperata  con  Gora- 
ma  .  Avendoli  coloriti  due  volte  ,  li   lafciarete   fec- 

care, 

(2)  La  Pianta  Sermentofa  ,  chiamata  in  Guarani  lei  pò  Can- 
dita dà  un  bel  colore  Paonazzo  ,  e  1'  altra  Icipo  pira  dà 
Rono  .  Indaco  è  Anil  . 


yi         Parte  I.  De  Trattenimenti 

care  ,  ed  effendo  tutto  fecco  ,  li  coprirete  colla  fe- 
guente  Vernice  • 

Scioglierete  ,  e  incorporaretè  infieme  una  porzio- 
ne d'  olio  di  Spigo  ,  una  eguale  porzione  d'  olio 
di  Trementina  di  Venezia  ,  e  mezza  porzione  di 
Gomma  Sandracca  ,  ed  effendo  calda  ,  ve  1'  applica- 
nte fopra  . 

2.  In  un  Matraccio  ,  o  in  una  pignatta  invetria- 
ta (I  pongano  quattro  oncie  di  Gomma  Arabica  chia- 
ra ,  aggiungali  una  libbra  d*  acqua  comune  ben  po- 
lita ,  e  fi  lafcia  in  irtfufìóne  una  notte  lopra  ceneri 
calde  •  dopo  fi  coli  per  un  panno  lino  •  aggiungali 
ad  efla  come  Una  noce  di  Miele  bianco  ,  pure  cola- 
to ,  e  la  quantità  come  mezza  noce  di  Zucchero 
candito  .  Serve  per  dare  ai  Tavolini  * 

Altra  .  Confervate  il  liquore  >  che  fi  trova  fopra 
le  chiare  di  Vova  ben  dibattute  con  Zucchero  can- 
dito ,  ed  Acquavite  . 

Altra  .  Sì  battano  chiare  di  Vova  con  olio  di  Tre- 
mentina ,  ed  Acquavite  a  difcrezione  .  E'  bella  ,  e 
ferve  per  Tavolini  ,  &c. 

5.  Mettete  un  poco  d'  oliò  etereo  di  Trementi- 
na una  parte  con  la  Vernice ,  (  1  )  e  con  ìa  Tremen- 
tina ,  e  con  una  fpazzola  ,  o  pennello  groiìo  ftro- 
picciate  la  volta  ,  o  tavolato  ,  mefcolando  il  Ne- 
ro ,  o  un'  altro  colore  . 

6.  Date  una  mano  di  colla  di  farina  ai  baftoni  , 
o  canne  bene  ftroffinate  ;  dopo  prendete  colla  fciol- 
ta  di  Fiandra  con  orpimento  ,  con  un  poco  di  que- 
lla colla  a  difcrezione  darete  una  mano  affai  eguale 
ai  baftoni  ,  ed  anche  altra  feconda  fé  bifogna  .  L* 
orpimento  deve  effere  roffo  *   Dopo  fé   li   darà   una 

ma- 

■     *» 

(  1  )  Vedi  nel  Trattenimento  IL  Mafttce  >  e  Sandracca, 


Su  le  Vernici  .  73 

mano  con  Vernice  di  Trementina  ,  e  fpirito  di  vi- 
no: dopo  fi  (temperi  Tornafole  fpezzato  minuto  in 
eguali  parti  d'  acqua  ,  e  orina  ;  e  con  quefto  colo- 
re lì  darà  una  ,  o  più  mani  ai  baffoni  ,  o  canne  , 
e  agitandoli  tra  le  mani  per  ogni  verfo  ,  refteranno 
coloriti  :  alla  fine  fi  applicata  l'opra  una  mano  del- 
la Vernice  ,  e  fi  lafciaranno  leccare  .  E'  il  metodo 
ufato  in  Inghilterra  . 

Vernici  (opra  Tele  §.  2. 

1.  Si  ftende  un  velo  bianco  ibpra  un  telaro  ,  e 
poi  fi  unge  in  ambedue  le  parti  colla  Vernice  feguen- 
te  .  Pigliali  olio  di  Abezzo  ,  e  s'  incorpora  con  ac- 
qua di  Ragia  a  freddo  maneggiandoli  continuamente, 
finché  diventi  come  chiara  di  Vova,  sbattendola  per 
mezz'  ora  ,  e  poi  (ì  lafcia  ripofare  un  poco  ,  e  (i 
decanta  in  altro  vafo  .  Si  {fenda  poi  con  il  pennel- 
lo grollò  fopra  il  velo  in  ambedue  le  parti  ,  e  con 
un  coltello  di  legno,  o  d'  olio  lenza  taglio,  fi  ften- 
da  egualmente  ,  e  fi  lafci  feccare  all'  ombra  in  luo- 
go difefo  dalla  polvere  .  Seccata  che  fia  fi  può  di 
nuovo  ricoprire  nel  modo  ifefìo  ,  e  fi  avrà  il  velo 
come  un  Criftallo  . 

E'  Vernice  chiarifììma  ,  che  fi  pone  fopra  le  Im- 
magini ,  non  bagnandole  immediatamente  con  effa  , 
ma  fendendola  fopra  il  Velo  ,  il  quale  fi  adatta  co- 
me un  Vetro  ,  o  Criftallo  . 

2.  Si  prenda  un'  oncia  di  Gomma  Copal  chiara  , 
e  fi  riduca  in  polvere  fina  ;  quella  in  vafo  invetria- 
to s'  incorpori  a  fuoco  lento  con  due  oncie  di  Tre- 
mentina .  A  quefta  compofizione  ben  fcioha  fi  ag- 
giungano a  goccia  a  goccia  tre  oncie  di  fpirito  di 
Trementina  ,  fi  adoperi  calda  o  al  Sole  ,  o  al  fuo- 
co fopra  il  velò  >  come  la  precedente;  è  più  bella 
della  prima,  diventali  velo  come  un  Criftallo, ma  è 
fragile,  e  fé  fi  piega,  fi  romperà.  3.  Olio 


74         Parte  1.  De1  Trattenimenti 

5.  Olio  di  Lino  ftillato  per  Lambicco  un'  oncia  $ 
Vernice  d'  Ambra  oncie  tre  ,  s'  incorpora  il  tutto 
infieme  a  fuoco  foave  ;  fi  cola  per  pezza ,  e  fi  con- 
ferva ih  vetro  chi  ufo  .  Si  adopera  per  coprir  con 
velo  le  Immagini  ,  e  le  Pitture  . 

4.  Maftice  ,  ed  olio  d' Abezzo,  ed  a  fuoco  lento 
s'  incorporano  infieme  >  Effendo  fciolto  ,  s'  aggiugne 
alla  materia  Acqua  di  Ragia  in  tanta  quantità,  che 
fi  poffa  adoprare  .  La  pratica  infegnarà  le  dofi.  Ser- 
ve per  lo  fteffo  ,  che  T  antecedente  , 

5.  Olio  di  Saffo  mezza  libbra  ,  Gomma  Lacca,  e 
carbone  fottilmente  polverizzati  ,  di  ciafcuna  un*  on- 
cia ,  il  tutto  porrai  in  un  Saggiuolo,  agitandolo  per 
qualche  tempo  ,  e  poi  lo  porrai  al  fole  gagliardo 
per  alcuni  giorni  ,  e  farà  fatta  .  E'  Vernice  di  bel- 
liffimo  luftro  per  dar  fopra  ogni  cofa  dipinta. 

6.  Olio  di  Noce  chiaro  Ti  fa  fciogliere  dentro 
Maftice  cernito  ,  e  mentre  bolle  gettali  dentro  un 
poco  d'Allume  di  Rocca  abbruciato  ,  e  poi  colafi 
per  panno  lino  ;  e  fé  vuoi  darla  fopra  i  Quadri  i 
fa  che  fia  alquanto  calda  ,  acciò  poffa  fcorrere  il 
pennello  ,  e  la  Vernice  riefca  eguale  *  Adoprafi  fo* 
pra  le  Pitture  in  Tela  . 

7.  In  una  pignattina  invetriata  poriganfi  olio  dt 
Noce  oncie  due  ,  e  bella  Trementina  :  fcaldifi  la  ma- 
teria ,  e  quando  cominciarà  a  bollire,  fi  levi  la  fpu- 
ma  ,  e  fi  ritiri  dal  fuoco  :  applicali  fubito  leggermen- 
te fopra  la  Tela  con  un  pennello  . 

8.  Incerare  Tele .  Olio  di  Noce  ,  ovvero  di  Li- 
no libbre  cinque  ,  Litargiriod'  oro  libbre  due,  Tre- 
mentina oncie  quattro:  quelle  cofe  fatte  bollire  tan- 
to ,  che  calino  il  quarto  ,  vi  fi  tuffa  la  tela  ,  che  fi 
vuole  incerare  ;  di  poi  ftretta,  e  premuta  s'  allarga, 
e  lì  fa  ftar  tirata  col  mezzo  di  due  pertiche ,  alle  qua*» 

li 


Su  le  Vernici  .  7j 

li  quella  per  il  lungo  fia  attaccata  da  ogni  banda  ; 
e  quando  all'  ombra  fia  afeiutta  ,e  vogliali  più  den- 
fa,  tornali  di  nuovo  nella  fuddetta  miftura  a  bagnare  , 
e  nel  ibpraddetto  modo  tirata,  ed  allargata  fi  aìciuga  . 

Nota,  Si  potrebbe  fare  la  detta  inceratura  con  un 
pennello  grofTo  ,  pacandolo  per  ambedue  le  parti 
della  tela  fteila  ,  e  che  la  compofizione  folte  mode- 
ratamente calda . 

9.  Altra  maniera  pili  perfetta  .  Piglia  un  Pane 
fcrolìato  ,  e  ponilo  nel  fondo  di  una  pignatta  inte- 
ro ,  poi  coprilo  di  polvere  fina  di  mattone  cotto  , 
e  con  un  coperchio  ,  o  piatto  copri  ogni  cola; in- 
di empi  la  pentola  con  olio  di  Noce  ,  o  di  Lino  , 
e  lafcialo  ftar  così  per  alquanti  giorni,  e  V  olio  di- 
verrà candidiamo  ;  poi  levato  ,  e  fatto  bollire  con 
Ja  quarta  parte  d'  Aloè  Succotrino  nel  modo  Ibprad- 
detto ,  avrai  una  concia  perfettifTima  ,  la  quale  fen- 
za  fetore  ,  e  diminuir  colore  ,  incererà  non  lo  lo  Te- 
la fottilifiìma  ,  ma  ogni  Taffetà  &c.  ,  e  fi  potranno 
far  ombrelle  ,  ed  altre  cole  . 

Nella  compofizione  7.  8.  ,  e  0.  fi  poflbno  mefeo- 
kre  quei  colori  ,  che  piaceranno  ,  macinandoli  con 
detto  olio  di  Noce  ,  o  di  Lino,  dipingendo  prima 
l'opra  la  tela  incerata  . 

Vernici  da  dar  fi  /opra  Carte.  §.  3. 

t.  Acqua  di  Ragia  cinque  oncie  ,  Trementina  on- 
cie  tre  ,  Maflicc  una  dramma  ,  Spirito  di  Vino  un* 
oncia  .  Si  mette  il  tutto  in  un  faggiuolo  ,  e  fi  sbat- 
te bene  un'  ora  incirca  ;  indi  fi  fa  bollire  a  fuoco 
lento  per  mezzo  quarto  d'  ora  ,  e  farà  fatta  a  per- 
fezione .  Tre  ,  o  quattro  mani  di  quefta  Vernice 
lì  daranno  fopra  Carte  ftampate  ,  ma  conviene  che 
iì  lafci  feccare  cial'euna  mano  prima   di  dar  1'  altra. 

Avvertenza.  Primachè  ìì  dia  la  Vernice  alla  Car- 
ta , 


y6         Parte  I.  be'  Ttattenimeìiù 

ta  ,  bifogna  aver  dato  alla  medefima  tre  ,  o  quat- 
tro mani  di  colla  chiara  di  Pefce  ,  e  procurare,  che 
non  retti  colla  ,  che  faccia  grani  .  Sembra  Talco . 

2.  Olio  di  Trementina  ,  e  di  Spigo  un'  oncia  per 
forta  ,  olio  di  Abezzo  mezz'  oncia,  Maftice  un'  on- 
cia ,  Sandracca  un  quarto  d'  oncia  .  Il  Maftice  ,  e 
la  Sandracca  fi  peftano  ,  e  fi  lavano  con  acqua  te- 
pida ;  eifendo  afciutte  all'  ombra,  fi  pongono  in  un 
Saggiuolo  di  Vetro  ,  e  fi  uniicono  ai  detti  olj,  agi- 
tando la  miftura  fino  a  tanto  ,  che  le  materie  fiano 
bene  incorporate  .  Dopo  ciò  ,  o  a  Bagno  Maria  ,  o 
a  fuoco  d'  Arena  fi  fa  lentamente  bollire ,  perchè  il 
tutto  refti  bene  incorporato  ;  poi  fi  cola  ,  e  fi  con- 
ferva .  Si  ufa  come  la  precedente  . 

3.  Spirito  di  Vino  perfetto  onde  quattro  ,  San- 
dracca lavata  ,  e  poi  fecca  fatta  in  polvere  onde  lei , 
Maftice  onde  tre  ,  olio  d'  Abezzo  onde  due  .  Nel 
farla  fi  procede  come  nella  antecedente  -. 

4.  Maftice  un'  oncia  ,  Cera  vergine  bianca  onde 
due  :  r  una  ,  e  1'  altra  fi  fa  liquefare  in  Acquavi- 
te snemmata  a  fuoco  lento  ;  e  dopo  in  luogo  cal- 
do ,  o  in  vicinanza  di  fiamma  ,  che  pofia  rifcaldare 
la  carta  ,  che  deve  inverniciarfì  ;  con  pennello  foa- 
ve  fi  dà  la  Vernice  calda  alla  carta  ,  preparata  ad 
un  tal  fine  .  Serve  per  Carte  da  impannate. 

5.  Sandracca  lavata  ,  afciutta  ,  e  pefta  onde  cin- 
que, Gomma  Copale  chiara  onde  due,  Ambra  bian- 
ca un'  oncia  .  Ciaf  cuna  fi  polverizzi  a  parte  -,  e  la 
Gomma  Copale  fi  fciolga  {eparatamente  :•  Indi  in- 
fufe  in  un  boccale  di  Spirito  di  Vino  rettificato  V 
Ambra  ,  e  la  Sandracca  ,  fi  pongono  al  fuoco  ,  e  lì 
fanno  bollire  perchè  fi  fciolgano  ;  effendo  fciolte  > 
aggiungali  la  Gomma  Copale  disfatta  ,  ed  a  Bagno 
Maria  il  tutto  fi.  faccia  a  fuoco  lento  incorpora- 
re 


Su  le  Vernici,  77 

re  bene  ;  ciò  fatto  ,  fi  coli  ,  e  fi  con  fervi  .  Serve 
per  dare  fopra  lavori  ,  ed.  ornati  di  carte  intagliate , 
e  colorite  .. 

6.  Un  Religiofo  di  S.  Francefco  foleva  comporre 
Fiori  di  carte  colorite  per  ornamento  degli  Altari  , 
le  quali  rendeva  molto  luftre  con  la  Vernice  feguen- 
te  chiariilìma  . 

Si  prenda  Gomma  Arabica  disfatta  con  acqua  , 
Sandracca  fciolta  in  Acquavite  calda,  un  poco  di 
Zucchero  candido  ,  e  chiara  di  Vova  mefcolata  con 
la  Gomma  .  11  tutto  deve  bene  incorporarli  ,  e  fi 
avrà  Vernice  aiTai  luftra  mailime  per  le  carte. 

Avvertafi.,  che  alle  Vernici  per  limili  Carte  deve 
precedere  o  colla  di  Pefce  chiara  ,  o  di  Amido  . 

7.  Si  prenda  olio  di  Noce  oncie  fei  ,  cera  bian- 
ca quattro  oncie  ,  Refina  quattro  oncie  ,  Trementi- 
na di  Venezia  oncie  due.  11  tutto  iì  farà  bollire  in- 
iieme  per  un  quarto  d'  ora  ,  e  quando  farà  tepido 
T  applicarete  con  un  pennello,  fopra  le  carte  ,  che 
hanno  da  lervire  per  fineftre  ,  acciocché  reftino 
trafparenti  . 

8.  Si  prenda  Pergamena  bianca  ,  e  fotti  le  ,  fac- 
ciafi  ftare  per  ventiquattro  ore  dentro  chiare  di  Vo- 
va ,  e  miele  bene  sbattute  infieme  ;  dopo  fi  lavi 
bene  la  Pergamena  ,  ed  attacchifi  alla  Fineftra  ;  ed 
effendo  fecca  ,  fé  gii  dà  la  Vernice  chiara  . 

9.  Si  prenda  Pergamena  di  Vitello  ,  o  di  Mon- 
tone bene  rala  ,  polita  ,  ed  affai  bianca  ,  inumidi- 
fcafi  ,  ftendafi  ,  e  fi  attacchi  fopra  il  Telajo  ,  e  fi 
lafci  feccarq  .  Dopo  prendafi  olio  di  Noce  ,  o  di 
Lino  una  parte  ,  un'  altra  parter  d'  acqua  chiara  , 
ed  un  poco  di  vetro  bene  macinato  :  pongafi  tutto 
a  bollire  a  fuoco  lento  ia  un.  vafo  di  vetro  :  il  fuo- 
co deve  effere  d'  arena  ,  e  la.  intonocarete   a  voftro 

pia- 


78  Pane  I.  De*  Tvattentmentt 

piacere  .  Sembra  roba  di  vetro, ed  anche  più  chiara. 

10.  Si  prenda  Biacca  [temperata  nell'  acqua  ,  ed 
eiiendo  lecca,  s'  impafti  di  nuovo  con  elio  ,  e  con 
quella  fi  darà  una  mano  fopra  la  carta  ;  ma  perchè 
reli'fta  meglio  all'  acqua  ,  e  pioggia, e  che  duri  più, 
fi  aggiungano  due  mani  con  l'olio  feguente  .  Si  pren- 
da una  laftra  di  piombo  ,  alla  quale  fi  faranno  in- 
torno rialzi  ,  e  fi  empierà  d'  oglio  di  Noce  ,  o  di 
Lino  ,  e  coprendola  con  un  vetro, fi  efporrà  ai  So- 
le ,  e  fi  farà  un'  olio  graffo  .  Quefta  compofizione 
fi  adopera  (opra  la  carta  incollata  ,  e  fopra  i  lem- 
bi dei  Vetro  ,  o  del  Telajo  nelle  fìnefire  ,  a  moti- 
vo di  non  incollarla  di  nuovo  ogni  anno. 

11.  Si  iciolga  una  parte  di  Pece  Renna  in  tre  par- 
ti d'  olio  di  Spigo  .  Prima  di  applicare  quella  Ver- 
nice alla  Carta  ,  iè  gli  dà  una  mano  di  colia  forre 
aliai  chiara  ,  e  dopo  che  fia  lecca  ,  fi  dà  una  ma- 
no leggera  con  quefta  Vernice  . 

12.  Si  aprano  parecchi  Bachi  da  Seta  ,  (  1  )  fi 
traggano  prontamente  dal  loro  corpo  i  vafi  fetofi,  e 
fi  gettino  iubito  nelF  acqua  calda  ,  affinchè  non  fi 
fecchino  ,  e  fi  fchiaccino  quefti  vafi  per  Spremerne 
il  liquore,e  fare,  che  fi  dilati  nell'acqua  fteila  *  la 
detta  foftanza  letola  vi  rimarrà  liquida  .  Dopo  una 
fufficiente  evaporazione  dell'  acqua  ,  ed  avere  am- 
maffato  con  tal  mezzo  una  piccola  quantità  di  elio 
liquore  ,  fi  dia  fopra  una  carta  flampata  ,  reiìa 
quefta  inverniciata  con  una  coperta  giallaftra  ,  nu 
trafparente  per  sì  fatto  modo  ,  che  non  nasconde  i 
caratteri  al  pari  del  vetro  più  fino  ,  e  che  1'  acqua 
non  può  alterare  . 

Sarebbe  quello  un   fegreto  per  difendere   le  carte 

d'  im- 

(  1  )  In  Spagnolo  Gufanos  de  Seda . 


Su  le  Vernici,  7<7 

d'  importanza  contro  V  umidità  ,  la  muffa  ,  e  le  ti- 
gnole ,  che  le  corrodono,  giacché  non  li  conofeono 
inietti  ,  che  divorino  la  feta  .  Bomar.  Dizionar,  di 
Storia  Naturale  V.  Baco  da  Seta. 

TRATTENIMENTO  XI. 

remici  delle  più  filmate  Refine* 

i.  T  A  Vernice  d'  Ambra  ,  o  Carabe  viene  prepa- 
M  a  rata  cesi  .  Quattro  onde  d'  Ambra  in  un 
Crogiuolo  ,  e  la  squagliarai  con  un  piccol  grado  di 
calore  ;  quindi  la  verlarai  fopra  una  laftra  di  terrò  ; 
quando  l'ara  raffreddata  ,  la  ridurrai  in  polvere  ,  ej 
aegiu^nerai  alla  mede  fi  ma  due  oncie  d'  olio  rifeccan- 
te  ,  vale  a  dire  ,  d*  olio  di  Teme  di  Lino  ingroffa- 
to  ,  od  infptiìito  col  mezzo  di  farlo  bollire  col  Li- 
targirio  ,  ed  una  Pinta  (Boccale)  d'olio  di  Tremen- 
tina ,  e  dilcioglierai  il  tutto  inlieme  ,  riducendolo 
a  Vernice  liquida  .  (2) 

Quefta  Vernice  per  lunghiffimo  tratto  di  tempo  è 
fiata  un  fegreto  grandiiìimo  ,  che  era  nelle  mani  di 
coloro  ,  che  trafficano  in  cole  di  quefta  fatta  :  ma 
merita  d'  eiiere  pubblicato  ,  come  quello  ,  che  ci  dà 
molto  lume  per  perfezionare  le  Arti  dell'  invernicia- 
re comune  ,  ed  alla  foggia  del  Giappone  .  Altri  mo- 
di di  feiogliere  1'  Ambra  fi  veggono  nel  Trattenimen- 
to III.  ,  ma  il  lopradetto  è  il  migliore  ,  ed  il  più 
fpedito  . 

2.  Prendi  una.  Libbra  di  Spirito  di  Vino  ,  ed  un 
poco  d'  Ambra  chiara  ,  la  quale  per  quarantotto  ore 
almeno  la  farai,  feiogliere  nello  Spirito  iuddetto  a  ba^ 

gno 

(2)  Shaw  Lezioni  pag.  424.. 


So         Parte  I.  De*  Trattenimenti 

gno  Maria  ;  fciolta  che  fìa  ,  aggiugnerai  alla  ftellà 
un  poco  di  Maftice  ,  ed  altrettanta  porzione  di  San-, 
dracca  ,  ed  altro  poco  di  Trementina  *  e  tornarai 
collo  fteiio  mezzo  del  bagno  di  prima  a  far  liquefa- 
re ogni  cola  infieme  :  fatto  lo  fcioglimento  ,  fé  (i 
vuole  coprire  un'  Infetto  ,  fi  prende  ,  fi  fventrarà  , 
e  per  alcuni  giorni  fi  bagnarà  collo  fpirito  di  vino, 
nel  quale  fia  fiato  difriolto  Zucchero  candido  ;  indi 
fi  copre  con  quefta  Vernice  più  volte,  finché  diven- 
ga lucido  come  il  vetro  ,  Per  quello  modo  durarà 
1'  Inietto  fenza  tarlarfi  .  (  i  ) 

Vernice  di  Gomma  Lacca. 

2.  Quefta  in  tavolette  ben  nitida  ,  e  trafparente 
pefiafi  grolìamente  ,  e  così  peftata  s'  infonde  in  li- 
fciva  dolce  per  tre  ore  ,  dopo  le  quali  lì  fa  nuova 
infufione  in  altra  lifciva  della  medeiìma  qualità  per 
nove  ore  .  Fatte  codefte  infufioni  ,  fi  iava  in  acqua 
chiara  ,  e  fi  mette  all'  ombra  ad  afciugarlì  .  Dopo 
fi  riduce  in  polvere  fottiliiiima  .,  e  fi  fiaccia. 

Ciò  fatto  fi  mette  in  un  faggi uolo  di  vetro  di 
collo  lungo  ,  e  per  due  terzi  almeno  di  più  capace 
della  materia  ,  aggiugnendovi  fpirito  di  vino  tarta- 
rizzato  in  quantità  conveniente  ,  e  che  fopravanzi 
quattro  dita  la  Gomma.  Dopo  (ì  farà  bollire  il  tut- 
to infieme  a  fuoco  lento  ,  agitandolo  di  quando  in 
quando  .  Difciolta  la  Gomma  ,  fi  cava  fuori  dal 
Saggiuolo  una  libbra  della  materia  ,  alla  quale  fi 
aggiugnerà  una  dramma  di  Sandracca  .  Ciò  fatto,  fi 
maneggiarà  ben  bene  la  miftura  ,  finché  il  tutto  fia 
ottimamente  incorporato  infieme  .  Vedi  il  Tratteni- 
mento IL 

2.  Ver. 


(  r  )  Vedi  i  Mìfcellane't  cur'tofi  dell'  anno  ottavo  pubblicati  nel 
1689.  da  Giovanni  Daniele  Gejero . 


Su  le  Vernici  .  Si 

Ver ?j ice  di  Gomma  Copale  . 

3.  Si  prendano  di  quefta  Gomma  oncic  tre  fottìi- 
mente  fpolverizzate  ,  di  fpirito  di  vino  oncie  dodi- 
ci ,  di  fpirito  di  Trementina  oncie  fei  ,  d'  olio  di 
Spigo  oncie  due  .  Ciò  fatto  ,  fi  ponga  la  Gomma 
Copale  in  un  Saggi uolo  ,  verfando  fopra  di  eifa  le 
fei  oncie  di  fpirito  di  Trementina  coir  olio  di  Spi- 
go ,  agitando  il  tutto  infieme  ,  perchè  s'  incorpori- 
no .  Dopo  li  metta  la  boccia  ben  chiufa  al  Sole  le 
è  di  Efiate  ,  oppure  al  fuoco  di  Arena  in  un  for- 
nello fé  è  d'  Inverno  ,  ufando  ogni  diligenza  per- 
chè la  Copale  fi  fciolga  perfettamente*  e  ciò  fatto, 
fi  aggiugneranno  alla  materia  oncie  dodici  di  fpirito 
di  vino  ;  e  di  nuovo  racchi  ufo  il  faggiuolo  ben  be- 
ne per  facilitare  l'  unione  ,  fi  riporrà  al  fole  ,  o  al 
fu -co il  vetro,  ed  ivi  fi  lafciarà  finché  fia  fatta  ,  il 
che  dovrebbe  fra  poco  tempo  fua  edere  . 

/twirtenza  .  La  Gomma  Copale  deve  feioglierfi 
a  calore  piccolo  ,  ed  eguale  ,  perchè, fé  bollifse,  for- 
merebbe una  colla  ,  la  quale  non  fi  feioglierebbe  mai 
più  ,  cotta  che  foffe  , 

Compiuto  alla  fine  tutto  il  qui  detto  ,  fi  cola  per 
panno  lino  fino,  e  fi  unifee  con  altre  Gomme ,  men- 
tre da  fé  non  hi  gran  durezza  .  Vedi  il  Tratteni- 
mento IT. 

4.  Un'  altra  Vernice  di  Gomma  (i  compone  nel 
modo  feguente  .  Spirito  di  Vino  rettificato  oncie 
quattro  ,  Gomma  Copale  un  quarto  ,  Sandracca  un* 
ottava  d'  oncia  ,  Maitice  un'  ottava  d'  oncia  ,  An- 
timonio un'  altra  ottava;  il  tutto  fi  fpolverizza  fot- 
tilmente  ;  dopo  codette  cofe  i\  mettono  da  per  fé 
a  feiogliere  ,  come  di  fopra  lì  è  detto  ,  fi  unifeono 
infieme  ,  agitandole  ,  e  maneggiandole    nel  Saggiuo- 

G  lo, 


82  Parte  I.  De   Trattenimenti 

Io  ,  che  deve  efifere  chi  ufo  ;  alla  fine  fi  mettono  al 
Sole  ,  o  al  fuoco  ,  perchè  prendano  corpo  ,  indi  li 
cola  la  Vernice  ,  e  fi  conferva  . 

Vernice  bella  di  Sandracca  . 

5.  Di  quella  Gommi  un'  oncia  ,  d'  olio  d'  Abez- 
zo  un'  oncia  ,  di  fpirito  di  vino  oncie  fei  .  11  tut- 
to fi  pone  in  un  Saggiuolo,  e  fi  fa  lentamente  bol- 
lire per  mezz'  ora  ,  e  così  farà  fatta  .  Tuo  fervire 
quella  Vernice  ancora  per  darla  fopra  i  Quadri  ,  o 
al  Sole  ,  o  in  vicinanza  del  fuoco  . 

6.  Due  oncie  d'  olio  di  Spigo  mefcolinfi  con  due 
terze  parti  di  Sandracca  in  polvere  ,  e  fi  fcaldi  a 
fuoco  lento  .  Quando  fi  abbia  da  tifare  quelli  Ver- 
nice ,  bifogna  ,  che  fia  un  poco  calda  .  Kelille  ali' 
acqua  . 

7.  In  un  fhfco  fi  farà  feiogliere  al  fole  mezz'  on- 
cia di  Sandracca  in  polvere  ,  mefcolata  in  un'  on- 
cia d'  olio  di  Spigo  .  Applicali  col  pennello  ,^e  fer- 
ve per  dare  fopra  1'  Oro  ,  e  1'  Argento  . 

Altra  .  Si  macina  Verde -Gris  fopra  il  porfido  con 
acqua  ,  nella  quale  Ila  flato  in  infufione  Zafferano 
per  fette  ,  od  otto  giorni  .  Serve  per  lo  Hello  ,  che 
la  precedente  . 

8.  In  un  Matraccio  di  vetro  mettafi  Sandracca  del- 
la più  bella  quattro  oncie, Gomma  Copale  due  grof- 
iì  ,  il  tutto  bene  ridotto  in  polvere,  aggiungafi  olio 
di  Spigo  ,  e  di  Trementina  ,  di  ciafeheduno  un'on- 
cia ,  con  mezza  libbra  di  fpirito  di  vino  .  Si  lafci- 
no  in  infufione  ,  e  dopo  fi  faranno  feiogliere  a  Ba- 
gno Maria  .  Dopo  fi  cola  per  panno  lino  ,  e  fi  con- 
ferva in  bottiglia  .  Serve  per  gli  Orefici  ,  e  per  i 
Pittori  . 


TRAT- 


Su  le  fornici.  83 

TRATTENIMENTO  XII. 

Vernici  da  dar  fi  [opra  i  Metalli . 

1.  T)  Enzoino  onde  tre  ,  Maftice  altre  tre  oncie  , 
J3  Sandracca  un'  oncia  ,  e  mezza  fi  riducano 
in  polvere  fina  ciafeuna  di  quefte  Gomme  feparata- 
mente  ;  indi  i\  prenda  Spirito  di  Vino  rettificato  , 
ed  in  elio  pongali  il  Maftice, e  quando  farà  difciol- 
to  ,  s'  infonda  nel  liquore  la  Sandracca  col  Belzoi- 
no  ,  liquefatte  che  fieno  le  Gomme  refinofe  ,  fi  ag- 
giugne  alla  materia  un'  oncia  ,  e  mezza  d'  elio  di 
Abezzo,  ed  Aloè  Succotrino  in  polvere  mezza  dram- 
ma ;  dopo  fi  pone  fopra  un  fuoco  foave  ,  finché 
vedali  reftar  tinta  la  Vernice  di  colore  giallo  d'oro. 
Ccmparfa  una  tal  tintura,  fi  leva  dal  fuoco  .  Ser- 
ve per  indorare  i  Metalli  . 

2.  Spirito  di  Vino  oncie  fei  ,  Gomma  Lacca  on- 
cie due  ,  Olio  d'  Abezzo  un'  oncia  ,-  Terebinto  un' 
oncia  ,  ZafTàrano  una  dramma  .  Preparato  il  tutto , 
Ji  fa  feiogliere  prima  la  Gomma  Lacca  nello  fpirito 
di  vino  ;  dipoi  fi  aggiungano  le  altre  cofe  ,  e  fi  fa 
tutto  bollire  a  Bagno  Maria  ,  finché  fia  incorpora- 
to .  Serve  per  lo  fteiTo  . 

3.  Spirito  di  Vino  oncie  tre,  Guttagamba  un'  on- 
cia ,  Aloè  Epatico  un  quarto  ;  fi  unificano  quefte 
Droghe  infieme  nel  modo  teftè  deferitto  .  Serve  per 
lo  fteilo  . 

4.  Benzoino  ,  Aloè  in  polvere  ,  ed  un  poco  di 
Zirfarano  dilciolto  nello  fpirito  di  vino.  S'  incorpo- 
ra tutto  infieme  a  fuoco  lento  ,  poi  fi  cola  ,  e  fi 
conferva  in  vetro  il  liquore  . 

5    Ambra  gialla  oncie  due  ,  fi  fa  abbruftolire   be- 
ne in  una  padella  di  rame;  abbruftolita  lì  pone  nel- 
lo 


84         Parte  I.  De"  Trattenimenti 

lo  fpirito  di  Trementina  per  due  ,  o  tre  giorni  in 
una  Caraffa,  o  Saggiuolo  fopra  Arena  calda;  V  Am- 
bra deve  effere  prima  ridotta  in  polvere  .  Nel  tem- 
po ,  che  fi  lafcia  in.  infufione  ,  fi  ha  da  fcuotere  di 
quando  in  quando  ,  agitandolo  tutto  bene  .  Così  fi 
avrà  un  liquore  di  colore  d'  oro  affai  bello  . 

6.  Spirito  di  vino  una  libbra, Gomma  Lacca  on- 
de quattro  ,  Gu-ttagamba  mezz'  oncia  ,  Aloè  Epa- 
tico dramme  due  .  Tutte  codette  Gomme  fi  riduco- 
no in  polvere  fottiliflima  ,  e  s'  infondono  in  una 
boccia  di  vetro  nello  fpirito  di  vino  ,  la  quale  ben 
chiufa  sv  efponga  al  fole  di  eftate  ,  finché  le  Gom- 
me fi  fciolgano  ;  neir  inverno  fi  mette  la  Caraffa  in 
una  ftuffa  calda  ,  agitando  la  materia  quattro  ,  o 
cinque  volte  al  giorna  .  Fatto  lo  fcioglimento  ,  fi 
coli  ,  e  fi  confervi  la  materia  colata  in  un'  altra 
boccia  ben  chiufa  ,  onde  non  fvapori  .  Si  dà  fopra 
T  oro  di  Germania,  e  fi  conferva  ottimamente. 

7.  Gomma  Lacca  un*  oncia  ,  Aloè  luccotrino  in 
polvere  dramme  due  ,  olio  di  Trementina  oncie  ot- 
to ,  Zucchero  fino  in  polvere  un*  oncia  ;  s'  incor- 
pori il  tutto  infieme  ,  e  fi  coli  per  panno  lino  .  E* 
limile  all'  antecedente  . 

8.  Si  prenda  Gomma  Lacca  ,  e  fi  faccia  fcioglie- 
re  in  un  vafo  collo,  fpirito.  di  vino  sflemmato  ;  in- 
di con  la  dovuta  proporzione  fi  ponga  nella  materia 
Sciolta  Curcuma  (  1  )  in  poi  vere,  ed  un  poco  di  Zaf- 
farano  ,  ed  un'  'altro,  poco  di  Sangue  di  Dra°o  fpol- 
verizzato  ;  dopo  fi  unifca  il  tutto  a  fuoco  tempe- 
rato ,  e  pofto  il  vafo  in  quiete  ,  fi  lafcino  preci- 
pitare le  feccie  ,  per  far  poi  ufo  della  Vernice  ,  che 
galeggiarà   fopra  ;  oppure    per  fepararla.  da  quelle 

lì  co- 

(  1  )  Si  chiama  anche  Terra  merita. 


Su  le  Ver  ti  tei .  85 

fi  cola  ,  e  fi  conferva.  E'  di  maggior  perfez:one  del- 
le altre  iopra  dei^ritte  . 

9.  In  Inghilterra  ,  in  Francia,  ed  altrove  fi  ado- 
pera ,  principalmente  negli  Orologj  a  ruota  ,  una 
Vernice  ,  che  data  iopra  P  arp.ento  lo  fa  parere  d* 
oro  ,  ed  anche  Iopra  V  Ottone  là  un  nobilifiimo  co- 
lore .  La  compofìzione  di  ella  è  la  leguente  . 

io.  Prendi  Gomma  Lacca  oncie  due,  Carabe  gial- 
lo oncie  due  ,  Guttagamba  oncie  due  ,  Sangue  di 
Drago  in  lagrima  grani  quaranta  (2),  Zafferano 
mezza  dramma  ,  fpirito  di  vino  oncie  quattordici  . 
Tutto  ridotto  in  polvere  fi  ponga  in  infuiìone  in  ve- 
tro chi  ufo  ,  ed  al  caldo  di  fuoco  ,  o  di  fole  fpeffo 
maneggiandolo  con  il  vafo  ,  e  poi  fi  coli  per  fetay 
e  quando  fi  vuole  adoperare,  fi  deve  fcaldare  il  la- 
voro o  di  Ottone  ,  o  d*  Argento  ,  e  parerà  oro  . 
Vedi  il  Trattenimento  VI. 

11.  Si  prenda  una  porzione  di  Gomma  Copale  in 
polvere  ,  ed  un  poco  d'  olio  cotto  di  lino  .  Quelle 
cole  ferviranno  per  farne  F  ufo,  che  dopo  fi  dirà  . 
Si  fcalda  una  fufficietite  quantità  di  Vernice  detta 
d'  Ambra  ,  quantunque  nella  fua  compofizione  non 
ve  ne  entri  ,  come  reità  fpiegato  nel  Trattenimen- 
to Vii.  Num.  3.,  ed  in  ella  s*  infonde  la  Gomma 
Copale  (polverizzata  ,  e  fi  fa  Iciogliere  a  fuoco  len- 
to :  difciolta  che  fia  ,  fé  gli  aggiugne  Folio  cotto, 
non  molto  denfo  ,  per  render  la  Vernice  ubbidiente 
al  pennello  ,  e  fi  fa  cuocere  fopra  il  fuoco. 

In  vece  della  Gomma  Copale  incorporò  il  P.  Bo- 
nanni  la  Gomma  d'  Ulivo,  la  quale  per  efiere  omo- 
genea coli'  olio  facilmente  s'  incorporò  con  la  Ver- 
nice d'  Ambra,  ed  ottenne  un  effetto  non  diverfo. 

Pro- 

(  2  )  Venti  granì  fanno  uno  Scrupolo  ,    e  tre   Scrupoli    fanne 
una  Dramma  . 


86  Parte  L  De   Trattenimenti 

Provò  ancora  di  aggiugnere  un  poco  di  Spalto  , 
e  quello  noci  gì'  irnDsdì  1'  operazione  ,  la  quale  fe- 
condo 1'  elpenenza  del  detto  Padre  ,  principalmen- 
te confitte  nella  Vernice  d'  Ambra  ,  e  le  Gomme 
aggiunte  altro  non  contribuifeono  ,  che  il  lulìro  ,  e 
la  durezza  . 

Quella  Vernice  refifte  al  martello  ,  non  che  al 
fuoco  Saldandola  . 

Si  deve  qui  avvertire  ,  che  quel  metallo  ,  che  fi 
vuol  coprire  colla  Vernice  ,  fi  ha  prima  ben  da  net- 
tare ,  e  polire  con  Pomice  afciutta  ,  o  bagnata  che 
iia,  di  modo  che  refti  luftro  ;  indi  fcaldiiì  fopra  il 
fuoco  lento  ,  e  fatto  tepido  le  gli  dà  fopra  una  ma- 
no di  Vernice  ,  la  quale  vuj!  elìere  più  oliofa  del- 
la feconda  mano;  con  la  prima. fi  unge  leggermen- 
te ,  e  ,deve  farli  ben  feccare  con  il  calore  del  fole , 
o  del  fuoco  lento  fopra  carboni  accefi  in  un  Trepie- 
di  ,  od  altro  limile  arnefe  ;  olfervando  ,  che  quefta 
prima  mano  non  venga  troppo  cotta  :  poco  dopo  fi 
leva  dal  fuoco  ,  e  fé  gli  dà  la  feconda  mano  .  Tut- 
to quello  li  ha  da  pigliare  colio  ftrumento  infegna- 
to  dal  P.  Bonanni  . 

Così  inverniciato  con  la  feconda  mano  ,  fé  gli  dà 
il  nero  con  il  fumo  d'  una  candela  nondifego,  per- 
che è  untuofo  ,  ma  di  Refina  ,  come  fono  le  tor- 
cie  dette  a  vento  ,  il  di  cui  calore  ajuterà  a  (ten- 
dere ,  e  rendere  eguale  la  Vernice  pofta  fopra  il 
metallo  ,  ed  anche  le  dà  un  nero  aliai  bello,  e  mol- 
to luftro  . 

Ciò  efeguito  ,  fi  pone  di  nuovo  fopra  il  fuoco,  e 
fi  laida  ,  finche  la  Vernice  fia  vicina  ad  effere  cot- 
ta :  quello  fi  conofeerà  toccandola  con  un  piccolo  ba- 
roncino di  legno  in  un  luogo  ,  che  non  polla  reftar 
offefo  ,  il  quale  fé  non  verrà  fpogliato  della    Verni- 


Su  i  tct .  87 

te  ,  fegno  è  ,  che  la  cottura  è  perfezionata  ;  allora 
(i  leva  dal  ì  : oc  1  ,  e  li  laida  raffreddar;;  da  per  le. 
Un'  alt  ,  che  li  Vernice  lia  cotta, 

e  raiiòdata  ,  lì  è  la  diminuzióne  ,  e  celiaz.one  del 
fumo  ,  che  0  li  alzava  dalla  fuperficie  del 

metallo  inverniciato  . 

Sr,  : 

Lo  Strumento  inventato  dal  P.  Bonannt  ,  è  com- 
porto di  tre  verghe  di  t'erro  unite  in  A  ,  come  di- 
moitra  il  difegno  al  Nu-n.  I.  ,  le  quali  verghe  fo- 
no nella  loro  eitremità  B  C  U  dentate  nella  parte 
interiore  a  gu.la  di  lega  ,  o  di  lima  grolla  ;  e  nel- 
la p.irte  citeriore  l  O  parimente  dentate,  o  perme- 
glio d.re  ,  refe  al  prò  con  piccole  incilìoni  ,  accioc- 
inferito  un'  Anello  l  O  ,  polla  quello  fermarli 
nel  luogo  ,  ove  lì  vuole  ltringere  tutto  il  Triango- 
lo delle  verghe  ,  le  quali  coi  denti  interiori  B  C  D 
abbracciano  la  L.tftra  pollavi  in  coltello  ,  latrando- 
la tutta  liberamente  eipolta  al  fuoco  . 

Per  non  avere  poi  1'  incomodo  di  foftenerla  in  aria 
finché  fofse  cotta  la  Vernice  ,  lì  appende  per  mezzo 
di  un  uncino  congiunto  al  Triangolo  in  A  .  Ma  fé 
la  Lamina  del  Rame  è  grande  ,  e  quadrata,  o  bis- 
lunga ,  in  vece  di  Triangolo  ,  lì  fervi  va  il  P.  Bo- 
nanni  di  quattro  Verghe  egualmente  dilpofte  Num.  III., 
le  quali  nello  Hello  modo  li  pollono  ftringere  con 
1'  anello  ,  acciocché  con  le  loro  eftremità  dentate 
abbraccino  ,  e  foftengano  il  Rame  . 

Il  numero  li.  è  il  difegno  ,  ovvero  la  fituazione 
del  Rame  lopra  i  carboni  ,  acciocché  relli  cotta  la 
Vernice  ;  la  Laftra  inverniciata  deve  edere  fomenta- 
ta lopra  una  Graticola  ;  ma  lìccome  i  traverfi  non 
lalciano  ,  che  il  calore  del  fuoco  operi  egualmente 
in  tutte  le  parti  del  Rame  ,  così   fono   migliori  ,  e 

più 


88  Parte  I.  DJ  Trattenims?iti 

più    comodi    gli   Srumenti    del    Num.    I.    ,   e    TU. 

Tale  induftriofo  ,  e  comodo  finimento  ferve  anco- 
ra per  quei  Rami  ,  ai  quali  fi  voglia  dar  la   Verni- 
ce da  intagliare  ,  come  appretto  fi  dirà  . 
Vernice  per  intagliate  Rami  . 

i.  Diverfe  fono  le  Vernici  ,  che  fi  danno  fopra  i 
Rami  ,  che  fi  vogliono  incidere  ,  o  intagliare  ad 
Acqua  forte  .  Due  di  quefte  deferì  ve  Monfieur  Bof- 
sò  ,  (  i  )  P  una  \\  chiama  Dura  ,  e  l'  altra  Tenera . 

La  Vernice  Dura  fi  compone  nel  modo  feguente: 
fi  prende  Pece  Greca  oncie  cinque  .,  Ragia  di  Pino 
altre  cinque  oncie  ,  Olio  di  Lino  crudo  oncie  quat- 
tro ,  Pece  nera  oncie  una  b  lego  la  quantità  d'  u- 
na  piccola  noce.  Preparate  tutte  quefie  cofe,  fi  ftem- 
perano  infieme  a  fuoco  lento  >  finché  la  mafia  acqui- 
fti  cofifien^a  di  Miele  .  Poi  fi  cola  per  tela  ,  e  lì 
conferva  ben  difefa  dalla  polvere  * 

Prima  d*  adoperare  quefta  Vernice  ,  fi  deve  polir 
bene  il  Rame  ,  cominciando  con  farlo  arrotare  colla 
Pietra  fina,  che  ufano  gli  Arrotatori  di  Rafoj  ;  e 
dopo  con  la  Pomice  ,  ma  di  modo  ,  che  non  refti- 
no  fegni  ,  né  sfogli  nel  Rame  ,  il  quale  fi  bruni fee 
in  apprettò  .  Polita  che  fia  ,  fi  mette  fopra  il  fuo- 
co a  fcaldare  ,  in  maniera  però  >  che  maneggiar  \\ 
polla  ,  perlochè  fervirà  lo  ftrUmento  del  P.  Bonanni . 
Indi  colla  punta  di  una  fpatola  di  legno  fi  pone  a 
poco  a  poco  fopra  del  medefimo  la  Vernice  ,  (ten- 
dendola alla  meglio  ,  che  fi  può  ,  e  battendola  po- 
feia  con  la  palma  della  mano,  acciochè  il  Rame  re- 
di egualmente  inverniciato  » 

Difte- 

C  i  )  Nel  fuo  Libretto  pubblicato  in  Francefe*  e  tradotto  poi 
in  Tedefco  da  Andrea  Pehìer  j  e  ftampato  in  Norimber- 
ga neir  anno  1652.  Una  quafi  fimile  fi  riferifee  dal  P.  Co- 
ronelli  nel  Capo  ultimo  delia  Epìtome  Cofmografìca . 


Su  le  Vernici .  Sg 

Diftefa  la  Vernice  ,  conviene  darle  il  Nero  ,  co- 
me (ì  è  detto  fopra  Num.  g.  ,  o  anche  col  fumo 
della  Pece  Greca  avvolta  irt  carta  ,  adoprando  lo 
ftru mento  di  ferro  del  P.  Bohanni  ,  o  di  quattro  a- 
nelli  appicati  a  funicelle,  od  altro  ,  che  tornarle  più 
a  comodo  .  Ciò  fatto  >  fi  mette  il  Rame  fopra  un 
Trepedi  ,  od  una  Graticola  di  ferro  ,  fotto  cui  fie- 
no carboni  acceiì  ,  onde  fi  pofsa  cuocere  la  Verni- 
ce ,  la  quale  allora  lo  farà  i  quando  appariranno  i 
fegni  indicati  nel  Num.  g. 

Vernice  tenera.  Cera  Vergine  bianca  un'  oncia  , 
e  mezza  ,  Maftice  in  lagrima  ridotto  in  polvere  un* 
oncia  ,  Spalto  un'  oncia  ,  e  mezza  •  11  Maftice  ,  e 
lo  Spalto  s'  infonde  a  poco  a  poco  nella  cera  lique- 
fatta ,  e  unito  il  tutto  i  primachè  fi  raffreddi  ,  fi 
getta  in  un  piatto  pieno  d'  acqua  ^  e  in  ella  fé  ne 
fanno  piccoli  pafieìli  ,  i  quali  quando  fi  vogliono 
adoperare  fi  pongono  dentro  taffetà  a  modo  di  bot- 
tone ,  e  quando  è  caldo  il  Rame  ,  fi  unge  con  il 
detto  pattei lo  ,  e  con  una  penna  fi  rende  eguale  , 
e  poi  col  fumo  di  candela  fi  anrterifce  ,  e  fenza  al- 
tra cottura  fi  polifce  ,  come  la  Vernice  Dura  •  Que- 
fta  fi  rifcrifce  parimenti  dal  P.  Coronelli  nel  luogo 
fteffo  già  citato.  Tutte  due  codefte  Vernici  fono  fia- 
te dal  P.  Bonanni  più  volte  efperimentate  per  ottime . 

Sopra  effe  fi  lavora  con  ago, ovvero  bolino  ,  lco- 
prendo  il  Rame  con  i  tratti  ,  o  coi  delineamenti 
dovuti  ,  e  ricercati  dal  difegno  ,  i  quali  poi  diven- 
taranno  sfondati  a  dovere  mangiati  dall'  Acqua  for- 
te ,  con  cui  fpeffe  Volte  fi  bagnano  * 

Altra  Vernice  Dura  per  intagliare  Rami, 

2.  Olio  cotto  onde  fei,  Pece  Greca  chiara  in  pol- 
vere onde  tre  ,  Olio  di  A  bezzo  oncie  due  .  Si  fa 
fciogliere  a  fuoco  lento  la  Pece  >  e   fciolta  che  fia , 


$ó  "Paris '  I.  De   Trattenimenti 

sggiungafi  Acqua  di  Ragia  oncie  tre  :  fi  lafcia  la 
materia  al  fuoco  per  lo  ipazio  d'  una  Ave  Maria  , 
poi  fi  leva  ,  ed  è  fitta  . 

Serve  ancora  ottimamente  per  lo  fteffo  effetto  la  Ver- 
nice}  che  ufano-i  Cor-»  mari  (  i  )  per  dorare  il  Corame 
Altra  Vernice  detta  del  Callot  . 

3.  Si  prenda  Olio  di  Lino  del  più  chiaro  onci* 
due  ,  Benzoino  in  lagrima  due  Groiiì  ,  Cera  Vergi 
ne  la  groilezza  d'  una  nocciuolayfi  fa  bollire  il  tut 
to  infino  alla  confunzione  di  un  terzo  ,  agitandoli 
fempre  con  un  baftoncello  .  Fatta  la  Vernice  ,  i 
confervarà  in  una  pignatta  ,  o  bottiglia  di  vetro 
the  abbia  il  collo  lungo  .  Quando  fi  vorrà  adopera 
rare  quella  Vernice  ,  fi  deve  fcaldar  un  poco  la  la 
fìra  ,  che  fi  ha  da  intagliare,  e  pigliando  della  Ver 
nice  colla  punta  del  dito  ,  fi  ftenderà  delicatamen 
te  fopra  la  laftra  ,  non  movendola  quanto  (ìa  poifi 
bile  .  Dopo  fi  annerirà  con  fumo  di  candela  ,  e  fu 
bito  fi  porrà  fopra  carboni  accefi,  fintantoché  la  Ver 
nice  non  fumi  più  ,  ed  allora  farà  cotta  .  Sopra  ( 
potrà  difegnare  quello  ,  che  fi  vorrà  facilmente  coi 
un  Ago  .  Quella  Vernice  usò  Callot  per  efeguire  fo 
pra  i  fuoi  mirabili  difegni  . 

Altra  Vernice  curiofay  e  facile  per  lo  fteffo 
lavoro  ad  Acqua  forte . 

4.  Mettete  fopra  una  Laftra  di  Rame  una  man( 
d'  Olio  di  Lino  più  eguale  ,  che  fi  potrà; dopo  pò 
nete  la  Laftra  fopra  un  piccolo  fuoco  ,  perchè  poi 
fa  foavemente  feccarfi  -y  e  quando  avrà  acquiftata  li 
confiftenza  di  Vernice  ,  fi  difegnarà  con  la  punta  d' 
un  Ago  per  feoprire  il  Rame  ,  e  dopo  pongafi  1'  Ac 
qua  forte  . 

Ac- 

(  r  )  Quegli  Amili  ,  che  lavorano  Cuoj  per   parare  le  Sran 
xe  *,  tali  Cuoj  in  Spagnolo  fi  dicono  Guadamaciles . 


Su  le  Vernici.  pi 

Acqua  Forte. 

V  Acqua  forte  ,  con  cui  fi  rendono  profondi  li 
tratti  dell'  ago  ,  fi  compone  così  :  Sale  Ammonia- 
co oncie  undici  ,  Verderame  oncie  otto  ,  li  quali 
mefcolati  fi  fanno  bollire  per  mezz'  ora  in  un  boc- 
cale di  fortiillmo  Aceto  ,  e  raffreddato  fi  adopera  , 
gettandolo  continuamente  per  qualche  tempo  ibpra 
il  Rame  ,  fecondo  che  parerà  a  chi  V  adopera. 

5.  Per  intagliare  nel  Ferro  Ci  adopera  altra  Ver- 
nice ,  ed  Acqua  forte  diveria  .  La  Vernice  Ci  com- 
pone con  Pece  greca  oncie  tre  ,  Ragia  di  Pino  on- 
cie tre  ,  Trementina  oncie  tre  ,  cofìcchè  di  tutte 
quelle  cole  fi  prendono  parti  eguali  ,  e  s'  incorpo- 
rano inlkme  a  fuoco  lento  ,  e  con  eifa  calda  s'  un- 
ge il  Ferro  ., 

L'  Acqua  forte  p?r  mangiarlo  fi  fa  con  Sale  Am- 
moniaco ,  Sublimato  ,  e  Verderame  ,  e  un  poco 
di  Galla  .  QuelV  Acqua  pofta  fopra  la  Vernice, ove 
fia  feoperto  il  Ferro  con  ftilo  acuto  ,  lo  mangia  in 
dieci  ,  o  dodici  ore  ,  e  lafcia  incavati  i  lavori  . 
Altra  Acqua  Forte  per  il  Ferro . 

Prendete  un  buon  Agretto'  (2)  il  più  forte,  che  il 
tnvarà.,  Alume  in  polvere,  e  un  poco  di  Sale  fec- 
co  in  polvere  ,  ponetelo  a  difeiogiiere  nell'  Agrefto. 
Dopo  pongali  di  queft'  acqua  fopra  il  difegno  fatto 
nel  Ferro  ,  fintantoché  fia  bene  intagliato  ,  e  feo- 
perto :  i  tratti  aperti  compariranno  bianchi  come  Ar- 
gento fopra  il  fondo  . 

La  Vernice  del  Callot  ,  la  di  cui  compofizione  fi 
troverà  nel  Num.  3.  ,  è  mirabile  per  dare  fopra  la 
Laftra  ,  che  fi  ha  da  dileguare  per  intagliarla. 

Ver* 

(  2  )  Il  fugo  dell'  Uva  non  matura  ,  in  Spagnolo  Agraz  . 
Per  la  compofizione  d'  altre  Acque  forti  ,  vedafì il  Tom. L 
Secrets  concernam  les  Arts  ,  &  Meùers  Cap.  1. 


$ì  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

Vernice  ,  che  non  fi  feiogìie  coli1  acqua. 

Quefta  Vernice  è  tanto  forte ,  che  con  effa  fi  pof- 
fono  inverniciare  i  vali  di  legno  ,  nei  quali  fi  può 
porre  acqua  calda  ,  la  quale  non  guaftarà  la  Verni- 
ce .  Si  può  anche  applicare  ad  altri  lavori  ,  ma  con- 
viene ,  che  la  Refina  fia  bene  purificata  ,  e  netta  , 
e  che  fi  faccia  bollire  molto  tempo  . 

Prendete  Olio  di  Lino  polito  ,  ponetelo  in  una 
pignatta  inverniciata  ,  cioè  di  Majolica  ,  che  collo- 
cante fopra  un  Fornello  pieno  di  fuoco  ;  con  quell* 
Olio  mefcolarete  come  una  -quarta  parte  della  R efi- 
na ;  facciafi  difeiogliere  il  tutto  ben  bene  a  fuoco 
lento;  V  olio  al  principio  fi  alzarà  in  fpuma  ;  ma 
continuili  a  farlo  bollire  -,  perchè  la  fpuma  fi  con- 
iumarà  .  Si  continui  il  fuoco  fintantoché  prendendo 
con  un  baftonceilo  un  poco  di  q-ueft*  Olio  ,  fi  ve- 
da feorrere  nella  maniera  di  un  Elo  ,  come  le  Ver- 
nici .  Se  foffe  troppo  chiaro  aggiungafi  della  Refi- 
na ,  e  fi  feguiti  il  fuoco  ,  affinchè  bollano  in  freme . 
Fatto  ciò  ,  inverniciarete  i  lavori  -,  e  li  farete  lec- 
care al  loie  ,  perchè  fenza  quello  non  fi  feccarebbe 
così  facilmente  . 

Vernice  ottima  di  M.  Ward  Ingìefe. 

7.  Sandracca  otto  oncie  ,  fi  lava  nello  Spirito  di 
Vino  ,  e  fi  mette  a  feiogliere  in  due  Libbre  dello 
fteflò  Spirito  ,  infiefne  con  una  di  Maftice  in  lagri- 
ma, e  quanto  la  grolTezza  di  una  nocciuola  di  Gom- 
ma Elemi  .  Facciafi  feiogliere  il  tutto  fecondo  V  ar- 
te ;  e  dopo  alla  medefima  fi  aggiunga  quanto  è  grof- 
fa  una  noce  di  Canfora  ,  infieme  con  un*  oncia  d' 
oglio  di  Trementina .  Quefta  Vernice  effondo  poli- 
ta fi  aflòmiglia  al  marmo  . 

Vernice  Fr  ance  fé . 

Prendete  una  libbra  di  Spirito  di  Vino  rettificato, 

due 


Su  le  Verme  t  .  93 

due  onde  d:  Gommai  Lacca  in  polvere  ,  e  due  on- 
de di  Sandracca  ;  meiìo  il  tutto  in  un  Matraccio, 
fatelo  iciogliere  a  Bagno  Maria, ,  e  colate  la  diilo- 
luzione  per  panno  lino. Con  quella  Vernice  fi  tem- 
pra ogni  lbrta  di  colori  ;  ma  prima  di  adoperarla  , 
deve  il  legno  eiìere  coperto  d'  una  mano  della  Ver- 
nice feguente  . 

Mettete  per  incorporarla  fopra  il  fuoco  otto  on- 
de d'  olio  di  Spigo, inlìeme  con  cinque oncie  di  San- 
dracca in  polvere  ;  quando-  il  tutto  larà  ben  mefeo- 
lato  ,  li  applica  caldo  al  lavoro ,  e  fecca  codetta  pri- 
ma mano  y  fi  pongono  i  colori  luddetti  . 

TRATTEMIMENTO  XIIL 

Della,  Vernice  Chiefe  . 

DI  tutte  le  differenti  fpecie  di  Vernici  colorite  , 
la  vera  Vernice  della  China  è  fenza  contratto 
la  più  bella  ,  e  la  pi  il-  ftimata  .  Ha  una  durezza  , 
uno  lpendore,  ed  un  luftro  ammirabile  .  Di  quetta 
Vernice  fono  intonacate  le  vaghe  opere  ,  che  vengo- 
no nell'  Europa,  ed  in  altri  Paefi, dalla  China. 

Quetta  Vernice  non  è  una  compofizione  ,  ne  un 
fecreto  particolare  ,  come  fu.  da  molti  creduto  ,  ma 
è  una  Refina  ,  che  fcola  da.  un'  Albero  ad  un  di- 
prello  come  la  Trementina.  ..  Con.  la  fuddetta  Ver- 
nice i  Chinefi  fogliono  coprire  non  folamente  Scri- 
gni ,  Baulli  ,  Tavolini  ,  e  firoili:  mobili ,  ma  le  mu- 
ra flette  delle  Camere  ,  i  Soffitti  ,.  e  Pavimenti  ,  i 
quali  comunemente  fogliono  fabbricare  di  Tavole  , 
onde  rifplendonocon  grande  nobiltà  ,  e  vaghezza 
per  i  varj  colori ,  ed,  ornameAtii  &  oro  ,  con  i  qua- 
li fono  abbelliti  ..' 

U 


£4  Parte  L  De'  Trattenimenti 

II  P.  Martino  Martini  (  i  )  parlò  della  Vernice 
Chinefe  ,  e  fcrive  ,  che  nella  quarta  Città  chiamata 
"Nancheu  della  decima  Provincia  nominata  Chechiang 
lì  raccoglie  quantità  di  quella  Gomma  ,  o  Refina  , 
che  dicono  Cie  ,  la  quale  ftilla  dagli  Alberi  ,  limi- 
le alla  lagrima  del  Terebinto  :  Quefta  fi  raccoglie 
nella  ftagione  d'  Eftate  ,  e  fi  purga  dai  Chinefi  ,  i 
quali  la  mefcolano  con  qualfivoglia  colore.  Il  più  (li- 
mato è  il  Giallo  tendente  all'  oro  ;  in  fecondo  luo- 
go fanno  molta  ftima  del  Nero  .  Prima  che  iia  kc- 
ca  tramanda  efalazione  nociva  ,  per  cui  quelli  ,  i 
quali  non  fono  afluefatti  ad  adoperarla  diventano 
pallidi  ,  e  gonfi  ;  ma  per  tal  male  è  facile  il  rime- 
dio .  Le  cofe  tinte  con  tale  Vernice  fi  feccano  con 
lunghezza  di  tempo  ,  ed  in  luogo  piuttofto  umido, 
che  freddo  . 

Si  è  accennato  con  la  Relazione  del  P.  Martini  , 
effere  la  Vernice  Chinefe  una  forta  di  Bitume  fimile 
alla  Trementina  ,  che  flilla  dagli  Alberi  .  Qual  fia 
detto  Albero  ,  che  lo  produce  ,  non  fi  nomina  .  Il 
detto  Bitume  fi  chiama  col  nome  di  Ci  ,  che  ftilla 
dagli  Alberi  per  incifione  fatta  nella  fcorza  .  Quffto 
umore  raccolto  fi  conferva  per  lo  (pazio  di  venti  , 
e  più  anni  ,  fé  fia  ben  cufiodito  ,  e  chiufo  in  va- 
fo  ,  onde  il  vento  non  lo  faccia  feccare  ,  o  impu- 
tridire . 

Prima  di  adoperare  il  detto  Bittume  Ci  è  necefia- 
rio  prepararlo  ,  e  lo  fanno  cosi  .  Si  prende  il  Chia- 
ram  crudo  3  e  con  tale  parola.  Por tughefe   s'  intende 

la 


(i)  Athlas  Sin.  Libro  ftamparo  nelll'  anno  t  <5  5  S  •  pag-  115. 
P.  Kircher  Cina  illujlrata  Part.  V.  Cap.  I.  pag.  1  20.  pref- 
fo  il  P.  Filippo  Bonanni  Trattato  [opra  la  Verme  e  Chinefe 
Capo  I.  Alberti  Dizion.  del  Cittadino  &c.  Voc.  Lacca. 


Su  le  Vernici  .  95 

la  Vernice  ,  tale  quale  flilla  dall'  Albero  onde  fef- 
fanta  con  altrettanta  d'  acqua  ,  ed  in  vaio  di  legno 
pei  lo  loaz'o  di  un  giorno  intiero  al  Sole  d'Elbte, 
o  fvr  due  in  tempo  d'  Inverno,  fi  meko'i  con  fpa- 
tola  di  legno  ;  e  dopo  lì  conferva  in  vaio  di  i  or- 
ni coperto  con  vefeica,  e  quello  in  Lingua  Por- 
togliele lì  chiama  Chiaràna  corto  . 

Conviene  in  fecondo  luogo  preparare  deli'  olio  , 
detto  di  Girgili  ,  fpremuto  da  un  Seme  ,  come  in 
Hurop.i  lì  cava  1'  olio  dal  Sem*  di  Lino  ,  e  nella 
China  lì  mangia  ,  non  e  (Tendo  ivi  quello  d'  U.ivo. 
(1)  Il  detto  olio  fi  cuoce  in  modo  ,  che  diventa 
alquanto  giallo  ,  e  denfo.  Quando  poi  ù  vu' le  ado- 
perare ,  e  comporre  la  Vernice,  (ì  prendono  6d.  on- 
de di  Chiarana  ,  cioè  Ci  cotto  ,  come  lì  è  detto  , 
70.  Dramme  d'  olio  di  Girgili  ,  e  fi  mefcolano  al 
Sole  in  vaio  di  legno  ;  e  fé  fi  vuole  la  Vernice  ne- 
ra ,  vi  fi  aggiungono  alcune  Dramme  di  Vitiiolo 
disfatto  neli'  acqui  ,  e  poi  f\  adopera  . 

Qui  è  da  avvertirli  ,  che  il  detto  Vafo  di  legno 
fuóle  effere  cinque  ,  o  fei  palmi  lungo  ,  e  due  lar- 
go ,  perchè  polla  bene  sbatterli,  e  rivoltarli  in  su, 
e  in  giù  con  la  fpatola  il  fopradetto  Bitume. 

Prima  di  porre  detta  Vernice  fopra  il  legno  (o- 
gliono  li  Chinefi,  ma  non  fempre  ,  fargli  un  letto  , 
o  imprimitura  ,  come  colìumano  li  Pittori  prima  di 
dipingere,  con  il  modo  feguente  . 

Prendono  Sangue  di  Porco  ,  e  lo    mefco'.ano   con 
Calce  viva  in  polvere  ,  e  con  quella  millura  copro- 
no il  legno  ,  come  fi  ià  da  noi  con  Gellò  ,   e  col- 
la ;  poi  con  Pietra  Pomice  ,  o  fimile  fi  lifcia  ,    lec- 
cata, 

(a)  Detto  Seme  fi  trova   anche   nella  Sicilia  ,  e    fi   chiama 
Giurginlena  ,  ed  ivi  fi  mangia  condito  col  miele  .  P.  Bonanni  » 


o 5         Farte  I.  De*  Trattenimenti 

cata  ,  che  fia  .  Nei  legni  però  ,  fopra  i  quali  non 
è  neceffaria  tale  imprimitura  ,  o  letto  ,  fogliono  in 
primo  luogo  coprirli  con  1*  olio  cotto  fuddetto  ,  e 
quando  è  fecco  allora  pongono  la  Vernice  .  Nelle 
fuprrficie  piane  ,  ed  ampie  ,  come  fono  Schifi  ,  Ta- 
volini ,  e  limili  fogliono  incollare  una  carta  bene 
adattata  ,  e  lifcia  ,  e  poi  bene  fpianata  con  Dente, 
Ja  coprano  con  la  Vernice,  la  quale  retta  lifcia  ,  ed 
eguale  ,  ftrofinandola  iolamente  quando  è  ben  fecca 
con  un  panno  lino  . 

Quando  la  Vernice  è  feccata  ,  fogliono  li  Chineft 
riportarvi  lavori  ,  ed  ornamenti  di  fiori  ,  ed  arabe- 
fchi  d'  Oro  ,  e  di  Argento  ,  e  fectati  ,  che  fono  li 
ricoprono  con  un  velo  leggero  della  Vernice  chiara, 
onde  reftano  difelì  dalla  polvere  ,  e  dall'  umidità  , 
dimodoché  fé  vi  cade  olio  ,  graffo  ,  od  altro  ,  fi 
poflòno  lavare  ,  e  polire  con  panno  bagnato  neli* 
acqua  .  La  medefima  Vernice  fi  adopera  nel  Regno 
del  Tunkino    ,  e  nella  vafta  Ifola  del  Giapone. 

Il  F,  Bonanni  fece  la  prova  di  ftemperar  varj  co- 
lori con  la  fopradetta  Vernice  non  nera  ,  e  trovò  , 
che  con  tutti  egualmente  bene  s'  incorporava  ,  non 
meno  che  li  faccia  con  gli  olj  di  Lino  ,  e  di  No- 
ce ,  o  crudi  ,  o  cotti  . 

Quefta  Vernice  ,  non  che  quella  del  Giapone  , 
quando  è  feccata  refia  dura  ,  ed  inalterabile  ,  né  fi 
rifente  all'  umido  ,  od  al  caldo  ,  né  a  qua!  fi  voglia 
fpinto  folvente  .  Refta  fopra  il  legna  ,  pietra  ,  o 
metallo  tenacemente  attaccata  ,  onde  non  fi  può 
fcroftare  ,  fé  non  a  forza  di  ferro  ,  e  di  fuoco  ,  ed 
ha  un  bel  iuftro  . 

Per  compiere  a  dovere  quello  punto  della   Verni- 
ce Chinefe ,  metterò  qui  le  regole  ,  e    prefcrizioni  , 
che  vennero  fpedite  dai  Miffionarj  Gefuiti  della  Chi- 
na 


Su  le  Ver  mei  .  103 

TRATTENIMENTO  XV. 
Compofizioni  di  fornici  alla  Chinefe  . 

ERa  venuto  a  Roma  un  P.  Eremitano  dell'  Or- 
dine di  S.  Agollino  ,  chiam.no  il  P.  Eullachio 
famart  .*  queflo  componeva  una  Vernice  ,  la  quale, 
(ebbene  non  era  Chinefe,  era  però  (limata  tale,  e  mol- 
to piaceva  ,  mentre  in  ella  fi  vedeva  un'  apparen- 
za limile  alla  Chinefe  .  Volle  il  P.  Kircher  pubbli- 
carla a  benefizio  comune  ,  giacché  dal  detto  P.  Ja- 
mart  Tuo  Amico  ,  primachè  monile  ,  gli  era  (lata 
infegnata  ,  ed  è  la  feguente  • 

1.  Si  prende  la  Gomma  Lacca  ben  purgata,  e  po- 
lla in  un  vaio  di  vetro  li  copre  con  ottimo  fpirito 
di  vino  in  modo  ,  che  fopravanzi  quattro  dita  ,  e 
al  caldo  del  Sole  ,  ovvero  a  fuoco  temperato  fi  fa 
liquefare  per  tré  ,  o  quattro  giorni,  sbattendo  il  va- 
fo  di  quando  in  quando;  e  liquefatta  che  fia  la  Gom- 
ma ,  lì  coia  per  panno  lino  ,  e  di  nuovo  fi  efpone 
al  caldo  .  Palfato  un  giorno  incirca  fi  ottiene  la  Ver- 
nice ,  e  fi  adopera  quella  più  chiara  ,  che  galleg- 
gia ,  (tendendola  col  pennello  fopra  i  legni  prima 
coloriti  ,  lakiando  feccare  la  prima  mano  ,  avanti- 
chè  Ci  dia  la  feconda  ,  e  la  terza  &c. 

Dopo  pubblicata  quella  notizia  Ci  fono  induftriati 
gì'  ingegni  nello  fpazio  di  un  mezzo  Secolo  in  tut- 
te le 

(  1  )  Tanto  ne  dice  un  Autore  Iuglefe  ,  fulla  di  cui  autori- 
tà io  defidero  ,  dice  Chambers  ,  che  quefto  Articolo  poffa 
fuffìftere  con  fondamento  •  Efraimo  Chambers  Dizionari» 
Univerfale  delle  Arti  ,  e  delle  Scienze  ,  Artic.  Verniciare  . 
D.  Rulh  Tom.  I. 

Parker  ne  darà  inanizioni  molto  più  ampie  ,  e  migliori  :  Ci 
vegga  il  di  lui  Trattato  OfJapannif .  Foglio ,  Oxford,  i<583. 


104        Parte  I.  De*  Trattenimenti 

te  le  parti  di  Europa  ,  per  accrefcer  pregio  alla  fo- 
pradetta  Vernice  ,  ed  inventare  diverfe  combinazioni 
di  Gomme  ,  Retine  ^  liquori  ,  e  Bitumi ,  come  fan- 
no palele  le  Vernici  chiare  fatte  col'o  fpirito  di  vi- 
no ,  e  quelle  fatte  coli'  oliò,  le  quali  potranno  leg- 
gerli ne'  fuoi  rifpettivi  Trattenimenti .  Ora  fé  ne  de- 
priveranno altre  vantate  per  Vernici  Chinefi. 

2.  Prendi  Trementina  >  e  lavala  cinque  Volte  in 
acqua  tepida  ,  e  parti  due  di  Sandracca  -.  Quando 
quella  pofta  fopra  fuoco  comincia  a  fumare  poni  la 
Trementina  ,  con  aggiugnervi  un  poco  d'  olio  di 
Spigo  .  Levala  poi  dal  fuoco  ,  e  gittavi  Una  parte 
d'  Acquavite  ,  e  tré  parti  d'  Acqua  di  Ragia  ,  ed 
avrai  ottima  Vernice,  che  fi  fecca  in  fei  giorni,  (i) 

3.  Si  prendono  due  oncie  di  Cera  di  Spagna  pol- 
verizzata >  e  ftacciata  ,  fi  mettono  in  un  Matraccio 
con  quattro  oncie  d'  olio  di  Trementina  ,  e  fi  dà 
un  fuoco  dolce  ,  affinchè  tutto  fi  liquefacela  .  Se  la 
Cera  è  Roifa  ,  non  bifogna  aggiugnere ,  che  T  olio  ; 
e  fé  è  Nera  ,  bilogna  mefcolarvi  un  poco  di  Nero. 
Quefta  Vernice  ferve  per  la  prima  mano  »  Indi  fi 
prendono  due  oncie  di  Aloè  ,  ed  altrettanto  di  Ca- 
rabe  ,  e  fi  liquefa  il  tutto  in  un  vafo  di  terra  ver- 
niciato in  dodici  oncie  d'  olio  di  Lino  ,  fintantoché 
il  mefcuglio  fia  unito  ,  ed  incorporato  . 

4.  Gomma  Copale  ridotta  in  polvere  fottiliffima 
parti  due  ;  Vernice  d'  Ambra  parte  una:  fi  fa  (cai* 
dare  la  Vernice  d*  Ambra  ,  perchè  dicono  ,  che  ha 
facoltà  di  feiogliere  la  Gomma  Copale  ,  in  un  pi- 
gnattino  nuovo  invetriato  ,  ed  a  poco  a  poco  s'  in- 
fonde in  effa  la  Copale  polverizzata  ,   meicolandola 

incef- 


(  1  )  P.  Adalbcrtus  Tilkouski  e  Soc.  Jefu  >  Pbyfic.  curio/,  pag. 
11  e.  Vernice  Tur  chef  e  a  . 


Su  le  Pernici .  101 

Ufano  però  maggiore  diligenza  nella  fuperficie  più 
^foolta  alla  villa  ,  ed  in  alcune  cole  più  pregiate  , 
come  Bauletti  ,  Studioli  ,  e  limili  ,  dando  alla  Ver- 
nice un  polimento  eguale, per  ottenere  il  quale  ope- 
rano nel  modo  leguente  .  Secca  che  fia  la  prima  ma- 
no ,  e  la  feconda  ,  o  terza  tintura  ,  prendono  una 
pietra  d'  arrotare  ,  e  polvere  fìniiìima  di  terra  cot- 
ta ,  e  con  ella  lifciano  bene  la  Vernice  in  modo,  che 
retti  molto  eguale^  e  ciò  tatto  la  coprono  un'  altra 
volta  ,  e  leccata  di  nuovo  la  spianano  ;  finalmente 
fi  ricopre  con  Vernice  più  liquida  ,  tifando  delicatez- 
za ,  che  perciò  ulano  un  pennello  largo  ,  come  una 
mano  a  modo  di  fcopettino,  comporto  di  Capelli  di 
un  Bambino  di  otto  ,  o  dieci  anni  .  (  i  ) 

Con  quella  Vernice  li  Giappone!!  tingono  Tavo- 
le ,  Calìe  ,  Bauli  ,  Sciable  ,  ed  altro  ;  d'  ordinario 
lì  vedono  ornati  gli  Scrigni  con  fogliami  ,  tra  i  qua- 
li iogliono  incaflrare  alcuni  fragmenti  di  colon  can- 
gianti ,  che  fono  tragmenti  di  un  gufcio  di  Conchi- 
glia molto  fottile  ,  e  tenera  .  (  2  ) 

La  Vernice  alla  maniera  del  Giappone  ,  in  Ingle- 
fe  (ì  dice  Japannig  i'  Arte  di  vernicare  ,  o  tirar 
figure  in  lui  legno  ,  nella  fteiìa  guifa  ,  che  fanno 
gli  Operaj  ,  che  Tono  nativi  del  Giappone  . 

La  maniera  di  verniciare  in  legno  ,  che  d*  ordi- 
nario fi  pratica  dagli  Inglefi  ,  dicefi  effere  quella  . 
Prendono  una  Foglietta  ,0  una  Pinta  ,  cioè  un  Boc- 
cale  di    Spirito  di   Vino  bene   fpogliato   della    fu» 

fiem- 

(  r  )  P.  Boriarmi  luogo  citato  cap.  7.  e  8.  (  2  )  Lo  fletto  nel 
cap.  7.  dice  ,  che  non  sa  il  nome  di  tale  Conchìglia  ,  ma 
che  fi  poffono  aver  quafi  fimili  da  certa  Conchiglia  bival- 
va  nalcente  nel  Mare  di  Trapani  in  Sicilia  ,  ove  fi  chia- 
ma Sartatitello  .  Di  fimili  Conchiglie  ne  fono  affai  nel  P*~ 
raguaj  ,  e  nel  Brafiie  . 


102         Parìe  I.  De*  Trattenimenti 

flemma  ,  e  quattro  oncia  di  Gómma  Lacca  ,  la 
quale  bilogna  rompere  con  bafloni  ,  e  Calcmaccj,ed 
infrangerla  groilamente  in  un  mortajo  ,  eia  mettono 
ad  ammollare  in  acqua  di  forgente  legata  in  un 
Tacchettò  di  panno  lino  groiìolano  infieme  Con  un 
poco  di  Sapone  di  Cartiglia  per  lo  fpazio  di  do- 
dici ore  . 

Ciò  fatto  ne  fregano  vìa  tutta  la  Tinta  ,  e  vi 
aggiungono  un  poco  di  Allume  ,  e  lo  ripongono  in 
dii'parte  >  poi  vi  aggiungono  altrettanto  di  Maftice , 
e  di  Ambra  bianca  ,  diftillati  in  un  Matraccio  con 
Spirito  di  Vino,  mediante  una  digeltionedi  due  gior- 
ni ,  rimefcolandola  fpeffo  y  affinchè  ella  n-n  fi  at- 
tacchi al  vetro  •  indi  la  colano  fuori  ,  fpremendola 
in  altro  vaio  . 

Ciò  fatto  prendono  il  legno  ,  che  vogliono  in- 
verniciare, e  lo  coprono  con  un  letto  di  quarta  Ver- 
nice ,  finché  egli  ne  reili  fufficientemente  inzuppato; 
indi  prendono  alquanto  del  colore  ,  che  le  Figure 
devono  avere,  lo  incorporano  con  fette  vòlte  altret- 
tanta Vernice,  e  lo  applicano  con  un  pennello,  paf- 
fando  foprà  ciafcùna  parte  tré  divede  volte,  ciascu- 
na un  quarto  d'  ora  dopo  1'  altra;  due  ore  dopo  lo 
polifcono  ,  e  luftrano  con  un  peitello  ,  o  con  Can- 
ne Olandefi  . 

Quanto  ai  Colori  adoperati  in  queft'  Arte  per 
un  bel  Rollo  prendono  Vermiglio  di  Spagna  con  una 
quarta  parte  di  Lacca  Veneziana  .  Il  Nero  lo  fan- 
no d'  Avorio  calcinato  fra  due  Crogiuoli  .  Per  Tur- 
chino adoprano  P  Oltramarino  ,  e  folo  due  volte 
tanta  Vernice,  quanto  v'  è  di  colore.  Gì'  altri  fi  ap- 
plicano, come  fi  è  indicato  di  fopra,  eccetto  il  Ver- 
de ,  che  è  difficile  da  fare  bello  ,  e  vivace  ,  e  che 
per  ciò  fi  ufa  di  rado  .  (  i  ) 

TRAT- 


Su  le  Vernici  .  fg 

La  Vernice  ,  che  i  Chinefì  chiamano  Nientlì  ,  è 
la  più  pura  .,  e  la  più  bella  :  è  Nera  ,  e  rariflìma  : 
E  quando  vogliono  fare  la  loro  bella  Vernice  Ne- 
ra ,  fanno  {Vaporare  al  Sole  per  la  metà  incirca  la 
Vernice  dai  medefimi  nominata  Dien-tri  ,  e  vi  ag- 
giungono lei  grotti  di  Fiele  di  Porco  per  ogni  Lib- 
bra di  Vernice  .  (4) 

TRATTENIMENTO  XIV. 

Vernice  ufata  nel  Giappone . 

IGiapponefi  la  chiamano  Uruxi ,  e  fi  raccoglie  da 
una  Ipecie  d'  Albero  nel  fine  di  Settembre  nella 
maniera  Seguente  .  Incidono  la  corteccia  dell'  Albe- 
ro dalla  cima  (ino  al  piede  del  tronco  con  fpeffi  ta- 
gli non  profondi  ,  e  fanno  cadere  il  liquore  in  vaiò 
di  porcellana  ,  e  poi  lo  coprono  con  carta  bagnata 
con  olio  .  Quel  liquore  non  è  nero  ,  ma  di  colore 
piurtoiìo  tendente  al  bianco  ;  e  quando  fi  raccoglie, 
ni  uno  Io  tocca  ,  perchè  toccato  cagiona  prurito  nel- 
la carne  ,  e  fa  iòllevare  bolle  molto  dolcrofe. 

Quando  lì  vuole  adoprare  la  iuddetta  Vernice, con- 
viene prima  prepararla  ,  e  difporla  ,  il  che  lì  fa  nel 
modo  leguenre  .  Si  cola  per  panno  di  lino  due  vol- 
te ,  avvertendo  Tempre  di  non  toccarla  ,  ma  fi  pre- 
me con  due  tavolette  ,  acciochè  patti  per  la  tela,  e 
poi  fi  ftende  col  pennello  ,  ove  fi  vuole  ,  e  fi  iafeia 
leccare  .  Quando  Ila  leccata,  fi  copre  la  feconda  vol- 
ta ,  ma  prima  fi  deve  ri  pattare  alcune  volte  per  pan- 
no lino  ,  ponendo   nel  panno   un    poco   di    leta  ,  o 

bom- 


(4)  D'izìcm.  delle  Arti  ,  e  dei  Meflieri  nella  Voce    Inverni' 
datore  . 


ioo        Parte  I.  De   Trattenimenti 

bombace  in  fiocco  ,  e  fi  adopera  .  Si  copre  poi  la; 
terza  volta  ,  operando  nel  modo  fegurnte  ,  cioè  fi 
torna  a  colar  due  volte  ,  ed  in  tre  parti  di  e(Ta  Ver- 
nice s'  infonde  una  parte  d'  acqua  %  e  pofta  in  va- 
fo  vicino  al  fuoco  fi  maneggia  con  cucchiaro,  fin- 
tantoché con  r  acqua  refti  bene  incorporata  la  Ver- 
nice ,  la  quale  maneggiata  al  caldo  per  un  giorno 
intiero  diventa  di  color  nero,  ed  è  perfetta;  e  poi 
s'  incorpora,  con  un'  olio  detto  di  Giugiulea,il  qua- 
le pare  ,  che  fia  lo  fteflò,  che  quello  adoperato  nel- 
la China  ,  o  P  olio  di  Legno  chiamato  dai  Porto- 
ghefi  Aceile  de  Pao  . 

Il  modo  di  adoperare  la  fuddetta  Vernice  è  il  le- 
guente  .  Deve  il  legno  ,  od  altra  cofa  ,  ibpra  cui  fi 
vuole  Rendere  la  Vernice  ,  edere  molto  lifeio  ,  ed 
eguale  ,  e  quando  la  fuperficie  delle  cofe  è  piana  y 
fbgliono  porre  lopra  elle  tele  di  lino  lottili  tutte 
bagnate  di  Vernice  nella  parte  -,  che  deve  riguarda- 
re il  legno  ,  a  cui  per  la.  Vernice  reftano  unite,  co- 
me reftarebbero  con  altra  colla  ;  in  luogo  di  Tela 
può  metterli  carta  attaccata  con  la  fteììa  Vernice  . 
Pofta  la  detta  Tela  fi  ripone  il  lavoro  in  un  caco- 
ne ,  od  armario  ,  ove  non  poffa  penetrar  la  polve- 
re ,  ed  ivi  fi  lafcia  ben  leccare  ;  poi  li  torna  a  co- 
prire la  fuperficie  della  Tela  più  volte  ,  dando  tem- 
po da  una  volta  all'  altra  ,  acciochè  ciaicuna  polla 
bene  indurirli  .. 

Compito  il  lavoro  della  Vernice  ,  lavorano  lopra 
la  medefìma  Arabelchi  ,  e  Fogliami  ti'  oro  ,  e  colo- 
ri ftemperati  collo  Hello  liquore  ,  lalciando  nei  la- 
vori groffi  ,  come  lono  Calle  ,  Armarj  ,  e  Umili  la 
Vernice  nel  modo  ,  che  lafcia  il  pennello ,  cioè  non 
totalmente  Ipianata  ,  particolarmente,  nelle  parti  me- 
no apparenti  . 

Ufi- 


Su  U  Vernici*  97 

na  al  Gran  Duca  di  Tolcana  Cofmo  III.  con  qual- 
che conlìderabile  quantità  del  lopradetto  Chiaràm  , 
e  dell'  olio  non  uniti,  ma  Separati  in  diverfi  vafi. 

Prenderai  i'ellanta  oncie  di  Vernice  cruda  ,  e  d' 
acqua  comune  la  quantità  medefima  ;  le  andarai  me- 
scolando bene  ,  ed  a  dovere  inlìeme  ,  fintantoché  l' 
acqua  non  comparifca  più  ;  quindi  porrai  quefta  mal- 
ia in  un  vaio  di  legno  della  lunghezza  di  cinque  in 
fei  palmi  ,  e  largo  quafi  due  ,  o  tre  palmi  ;  lo  an- 
darai melcolando  inlieme  con  una  fpatola  di  legno 
per  tutta  una  intiera  giornata  al  l'ole  V  Eftate ,  e  per 
due  intiere  giornate  1'  Inverno  ,  e  dopo  la  conier- 
varai  entro  un  vaio  di  terra  cotta  ,  coperto  con  ve- 
fcica  .  L'  acqua  non  fi  fepara  giammai  di  nuovo  . 
Quefta  fi  nomina  la  Vernice  del  Sole  . 

L*  olio  di  quel  Legno  ,  che  viene  detto  dai  Por- 
toglieli Azeile  di  Pao  (1),  viene  procurato  come  in 
apprelìo  . 

Prenderai  venti  oncie  di  queir  olio  ,  che  i  Por- 
toglieli chiamano  Olio  di  legno  ^  e  dieci  dramme  d' 
olio  del  frutto;  farai  bollire  inlìeme  per  picciol  trat- 
to di  tempo  quelli  olj  ,  e  1'  olio  comparirà  di  co- 
lore giallo  ;  allora  lalciarai  ,  che  lì  raffreddi  ,  e  vi 
aggi  ugnerai  cinque  dramme  di  Calce  viva  polveriz- 
zata . 

Per  far  il  primo  fondo  detto  Camifetta  ,  prende- 
rai di  Sangue  di  Porco  ,  e  di  Calce  viva  ridotti  in 
polvere  una  quantità  eguale  per  cadauna  di  quelle  fo- 
ftanze  ;  Spanderai  quella  mefcolanza  fopra  il  legno, 
e  quando  quefta  farà  alciutta  ,  1'  andarai  eguaglian- 
do 5  e  lifciando  con  Pietra  Pomice  , 

H  .    Per 

(  1  )  Oleum  l'igni  ,  in  Spagnolo  A-zeyte  de  Palo  ;  pare  che  in 
quefta  prefcrizione  non  entri  1'  olio  di  Girgìli . 


g%  Parts  I.  Ds'  Trattenimenti 

Per  far  la  Vernice  Nera  ,  prenderai  della  Vernice 
preparata  al  fole  fettanta  onde; di  Allume  duro  ne- 
ro ,  che  viene  fuppofto  una  fpecie  di  Verderame, 
(  i  )  fciolto  in  piccioliilìma  porzione  ,  d'  acqua  tre 
dramme  ,  e  fettanta  dramme  d'  olio  di  Lampana  , 
detto  dai  Portoghefì  Azeile  de  Candea  (2).  Tutte 
quefte  foftanze  fi  dovranno  mefcolare  infieme  in  un, 
vafo  di  legno  ,  ponendovi  1'  olio  di  lucerna  in  due 
volte  ,  e  dimenando  il  tutto  ben  bene  con  una  Spa- 
tola di  legno  . 

La  Vernice  colore  di  Pece  fi  fa  neL  modo  fe- 
guente  .  Prenderai  oglio  crudo  di  legno  detto  di 
Pao  quaranta  dramme  ,  deli'  olio  crudo  di  Lampa- 
na detto  di  Candea  quaranta  dramme  ;  li  melcolarai 
infieme  al  fole  in  un  vafo  di  legno  nella  guifa'me- 
defima  ,  che  nella  prima  preicrizicne  viene  ordina- 
to ,  che  facciali  la  Vernice  comune  >  e  F  acqua. 

Per  fare  la  vernice  Rolla,  prenderai  dieci  dramme 
di  Cinabro  ,  venti  dramme  di  Vernice  preparata, ed 
una  picciola  porzione  d'  olio  di  lucerna  ,  mefcolan- 
do  il  tutto  infieme  a  dovere  . 

Per  far  la  Vernice  Gialla  ,  prenderai  del  colore 
giallo  dieci  dramme  ,  di  Vernice  preparata  trenta 
dramme  ,  una  piccola  porzione  d'  olio  di  Lucerna  , 
e  melcolarai  a  dovere  il  tutto  . 

Finalmente  per  far  una  Vernice  di  color  di  Mu- 
fchio  ,  prenderai  della  Vernice  Roffa  dieci  dramme  , 
e  della  Vernice  Nera  quattro,  dramme  y  mefcolarai 
il  tuttto  ben  bene  .  (  3  ) 

£a 

(  r  )  Pare  cattiva  traduzione  ,  e  deve  intenderti  Vttr'flo  ;  in 
Spagnolo  Caparro/a  .  (  2  )  In  Spagnolo  Azcyte  de  Cande- 
la ,  e  Azsyte  de  Lampara  .  Vedi  nei  Trattenimento  IV. 
Viver  fi  fece  anti  ,  e  Olio  di  Legno  .{'$.)  Tran/.  Fihfofi. 
Num.  251. 


Su  le  Vernici .  ni 

avrà  bollito  per  lo  fpazio  di  quattro, o  cinque  ore, 
lì  cola  per  tela  di  leta  ,  o  di  lìamigna  ,  e  li  met- 
terà dentro  una  bottiglia  di  vetro  ,  la  quale  fi  farà 
prima  Scaldare  ,  perchè  non  ere  dì  . 

Ufo  .  Si  {temperi  in  un  vaio  di  Porcellana  ,  o  in- 
vidiato Cinabro  macinalo  rino  ,  e  bene  preparato 
con  tanta  Vernice  ,  qu:mra  lìa  necelìana  per  forma- 
re una  malia  di  colore  ,  la  quale  non  fia  ne  multo 
chiara  ,  ne  molto  denia  :  dopo  fcaldato  un  poco 
quitto  colore  ,  quando  cominciarà  a  sfumare  ,  li  le- 
vi dal  ìuolo  ;  di  poi  avendo  tatto  fcaldar  un  poco 
il  legno  ,  gli  darai  una  mano  ,  o  letto  ,  che  li  la- 
feiarà  leccare  all'  ombra  per  uno  ,  o  due  giorni  . 
Quando  13 rà.  feccata  quella  prima  mano  ,  vi  lì  dà 
la  iecor.da  ,  fenza  icaldare  il  legno  ,  e  fi  lafcia  lec- 
care come  la  prima  ;  dopo  fi  continuarà  a  dare  al- 
tre mani,  fintantoché  il  legno  fia  bene  coperto.  Già 
leccata  1'  ultima  mano  ,  fi  luftra  ,  e  polifce  con  la 
Pietra  fornice  in  polvere  ,  ed  olio  di  oliva  ;  dopo 
li  alciuga  il  legno  con  una  pezza  di  lino  ,  o  di  Ca- 
mozza ;  per  dargli  il  luftro  fi  farà  fcaldare  un  po- 
chette delia  Vernice  ,  e  mentre  fuma  fi  leva  dal 
fuoco  ,  e  con  un  pennello  lì  applica  foavemente  l'o- 
pra il  lavoro, un  tantino  caldo  .  Quando  farà  lec- 
ca ,  e  dura  ,  vi  fi  dà  l"  ultimo  luftro  con  T  olio 
d'  uliva  ,  e- polvere  di  Tripoli  finiifima  ,  paflando- 
vi  iopra  una  pezza  di  camozza  . 

Nota  .  In  luogo  di  Cinabro,  fi  può  porre  Nero  , 
o  qualche  altro  colore  eoa  la  Vernice  . 

Vernice  Chineje  pex  In  Miniatura . 

15.  Si  ponga  in  un  Matraccio  Ambra   bianca  un' 
oncia  ,  Canfora  una  dramma  ,  il   tutto  in  polvere  , 
aggiunganfi  cinque  oncie   di   Spirito  di  vino  ,  e  lì 
efponga  al  fole  cocente  per  quindici  giorni ,  sbatten- 
do 


ii2         Parte  I.  De*  Trattenimenti 

do  le  materie  due  ,  o  tre  volte  al  giorno  ;  dopo  fi 
farà  fciogliere  bene  fopra  cenere  calda  per  lo  fpazio 
d'  un'  ora  ;  ciò  fatto  fi  cola  per  panno  lino  ,  e  fi 
conferva  in  un  fiafchetto  di  vetro  . 

avvertimento  appartenente  alla  Vernice 
fcritta  nel  Num.  4. 

\6.  Prima  di  adoperarla  fi  deve  preparare  il  fon- 
do ,  fopra  cui  fi  vorrà  ftendere  la  Vernice  .  Si  lap- 
pone ,  che  debba  effere  legno  ,  e  di  qualunque  fpe- 
cie  {ara  buono  ,  benché  il  legno  che  ha  meno  ve- 
ne ,  e  pori  farà  migliore  ;  e  dovrà  eflere  molto 
lifcio  ,  e  bene  fpianato  col  ferro  ,   e  con  Pomice. 

Defiderandofi  ,  che  la  Vernice  fortifca  alfai  Nera , 
ed  abbia  fondo  di  colore  cupo  ,  come  il  veluto  fo- 
lito  a  vederfi  nei  lavori  Chinefi  ,  fi  può  tingere  il 
legno  con  Nero  di  fumo  ftemperato  con  colla  ;  ma 
migliore  farà  la  tintura  degli  Ebanifti  di  fopra  accen- 
nata nel  Trattenimento  Vili. 

Si  fonderà  dunque  con  il  pennello  fopra  il  legno 
con  la  maggior  eguaglianza  potàbile  ,  e  fottile  ;  e 
fé  farà  tempo  di  eftate  fi  porrà  a  feccare  al  fole ,  e 
fé  farà  troppo  caldo  ,  onde  i  legni  poffano  torcerfi, 
o  fpaccarfi  ,  baftarà  porli  aiP  aria  aperta  calda ,  ac- 
ciochè  fi  fecchi  la  Vernice  ;  avvertendo  però  ,  che 
non  vi  fi  attacchi  polvere;  che  perciò  tal  volta  rie- 
fce  bene  il  porli  al  fole  dietro  una  invetriata  di 
qualche  fineftra  , 

Fornello  , 

Se  poi  farà  tempo  d'  Inverno,  fi  porranno  in  una 
Stuffa  di  caldo  moderato  ,  od  in  qualche  Fornello, 
il  quale  fi  può  fare  in  diverfi  modi  :  poiché  in  al- 
cuni fi  può  porre  il  carbone  accefo  in  qualche  vafo 
di  Rame  ,  e  chiuderli  in  modo  ,  che  vi  fiano  alcu- 
rù  forami, acciocché  il  vapore  dello  fteflo  fuoco  non 

lo 


Sti  le  Vernici .  109 

feparatamente  1'  una.  ,  e  F  altra  ;  e  ridotte  in  pol- 
vere fi  pongono  nello  fpirito  di  vino  a  feiogliere  a 
Bagno  Mariane  colata  la  materia  per  panno  lino  lot- 
tile fi  conferva  al  biiogno  . 

11.  Sandracca  oncie  lette  ,  e  mezza  ,  Canfora  tre 
quarti  d'  oncia,  Gomma  Copale  oncie  quattro, Gom- 
ma Anime  un'  oncia  ,  Ipirito  di  vino  sfiemmato  on- 
cie felìanta  ,  olio  bianco  di  Trementina  oncie  due  , 
Terebinto  un'  oncia  .  Preparate  tutte  quelle  cole,  lì 
pone  lo  fpirito  di  vino  in  una  fi  alca  di  vetro  ,  ed 
in  elio  iniondelì  U  Sandracca  ,  prima  lavata  ,  e  fec- 
cata  all'  ombra  ,  e  ridotta  in  fòttiliiTìma  polvere  . 
Fatta  F  infulìone  fi  ottura  il  vetro  con  io  vero  ,  o 
carta  pecora  bagnata  ,  affinchè  agitando  fpeflò  la  ma- 
teria ,  non  efali  ,  e.  non  venga  fuori  . 

Apprelìo  la  Sandracca  fi  deve  infondere  il  Tere- 
binto ,  feioìto  prima  in  un  pignattino  fopra  ceneri 
calde  ;  indi  1'  olio  bianco  di  Trementina  ,  chiuden- 
do di  nuovo  il  vetro  ,  ed  agitando  la  materia  ,  af- 
finchè nello  fpirito  di  vino  fi  fciolga  il  tutto  perfetta- 
mente. Ciò  fatto,  lì  mettono  per  ultimo  F  una  do- 
po F  altra  le  Gomme  ,  e  le  Refine  ,  chiudendo  al- 
tra volta  il  vetro  ,  e  continuando  ad  agitar  la  ma- 
teria ,  finché  le  polveri  non  fi  vedano  più  in  gru- 
mi raccolte  .  Dopo  fi  pone  o  al  Sole  ,  o  al  fuoco 
d'  Arena  il  Vetro  ,  perchè  meglio  fi  digerivano  le 
foftanze  ,  e  tra  di  loro  s'  incorporino  ;  locchè  fat- 
to ,  fi  cola  la  Vernice  per  panno  lino  ,  e  li  con- 
ferva difefa  dalla  polvere  . 

12.  Si  mettano  in  un  Matraccio  di  Vetro  Carabe 
bianco  ,  e  Gomma  Copale  lucida  un'  oncia  per  for- 
ta  ,  Maftice  in  lagrima,  due  groffi  ,  e- Sandracca  bel- 
la quattro  groffi  ,  il  tutto  ridotto  in  polvere  ;  ag- 
giungati olio  di  Trementina  un'  oncia;  chiudali  con 

fove- 


no         Parte  L  De9  Trattenimenti 

fGvero  ,  e  vefcica  bene  ligata  ;  fi  ponga  la  materia 
a  fciogliere  l'opra  arena  a  fuoco  foave  per  lo  fpazio 
di  due  ore  .  Fatta  P  infufione  ,  fi  laici  raffreddare 
il  Matraccio  ,  e  Cubito  a  poco  a  poco  fi  verfi  den- 
tro oncie  fei  di  fpirito  di  vino  .  Chiudali  di  nuo- 
vo ,  e  fi  ponga  nel  bagno  Maria  ,  o  di  arena  per 
altre  due  ore  .  Dopo  di  queir  a  feconda  infufione  tut- 
te le  Gomme  faranno  liquefatte  ,  e  fi  cola  il  liquo- 
re per  pezza  di  lino^  fi  conferva  in  una  bottiglia. 

13.  Si  riducano  in  polvere  Maftice  in  lagrima  , 
Sandracca  r  e  Gomma  Lacca  ,  di  ciafcuna  cofa  un' 
oncia  ;  mettanfi  quelle  polveri  in  una  bottiglia  di 
vetro  ;  aggiungane  quattro  oncie  ,  e  mezza  di  fpi- 
rito di  vino  ;  chiudafi  la  bottiglia  ,  ed  efpongafi  al 
fole.  (\  quella  Vernice  fi  unifce  Vermiglio  ^Cinabro, 
Turchino  ,  Nero  ,  o  qualche  altro  colore  ,  fecondo 
quello  ,  che  fi  vuole  efeguire  nei  diverfi  lavori  .  Si 
danno  molte  mani  ,  che  fi  lafciano  feccare  P  una 
dopo  P  altra  . 

14.  Sandracca  ,  Maftice  in  lagrima  ,  di  ciafchedu- 
na  un'  oncia  ,  Gomma  Lacca  bene  purgata  due  on- 
cie ,  fpirito  di  vino  una  libbra  ,  e  mezza  .  Si  pon- 
ga tutto  in  un  Matraccio  ,  il  quale  abbia  (ufficien- 
te capacità  ,  e  mettafi  fopra  fuoco  di  arena  ,  o  di 
ceneri  calde  ;  ma  qu  Ito  fi  faccia  in  modo,  che  ab- 
bia P  altezza  di  quattro  dita  ,  talmentechè  il  fen- 
do del  Matraccio  non  tocchi  P  infocato  finimento 
di  ferro  ,  o  altro  vafo  efpoito  alla  prova  del  fuo- 
co ,  nel  quale  fi  farà  pofta  P  arena  ,  o  la  cenere  . 
Quefto  vaio  11  ponga  fopra  carboni  accefi  ,  e  nel 
principio  fi  dà  fuoco  efficace  ,  ma  fubitochè  lo  fpi- 
rito di  vino  cominciata  a  bollire  un  tantino  ,  fi  le- 
va dal  fuoco  parte  dei  carboni  ,  lafciandone  pochi  , 
i  quali  mantengano  il  calore   .   Quando   la   Vernice 

avrà 


Su  le  Vernici  .  \oj 

go  ,  o  d'  Abete  .    Vedi   al    Num.    16.   1'    Avverti- 
mento 2. 

6.  Spirito  di  Vino  rettificato  oncie  venti  ,  Mafti- 
ce  oncie  cinque  ,  Sandracca  un'  oncia, Gomma  Lac- 
ca un'  oncia  ,  e  mezza  .  Si  umica  il  tutto  infieme 
colle  necelìarie  preparazioni  ,  e  ìì  adoperi  in  appre l'- 
io fecondo  V  arte  . 

7.  Spirito  di  Vino  sfìemmato  oncie  trentafei ,  Gom- 
ma Lacca  oncie  quattro,  Sandracca  oncie  due, Gom- 
ma Copale  oncie  quattro  ,  Ambra  oncie  due  ,  Can- 
fora uno  fcrupolo  .  Tutto  quello  ,  che  è  da  peftar- 
fi,  lì  pedi  fottilmente  ,  e  feparatàmente  .  Dopo  fi 
prenda  prima  la  Gomma  Copale ,  e  da  per  fé  fi  fac- 
cia feiogìiere  col  metodo  più  volte  accennato  ;  ma 
avvertali,  che  fé  per  icioglieria  lì  adoprarà  coir»  olio- 
fa,  fi  deve  far  tutto  il  poiìibile,  perchè  {"vapori  tut- 
ta quanta  1'  umidità  . 

Indi  in  altro  vaio  a  parte,  anche  di  vetro,  fi  pone  la 
Gomma  Lacca  a  feiogìiere  nello  Spirito  di  Vino  ;  e 
dopo  che  fia  iciolta  ,  fé  gli  aggiugne  1'  Ambra  da 
iciogliere  ancor  ella  ;  e  così  di  mano  in  mano  la 
Sandracca  ^  e  la  Canfora  .  A  tutte  qut-fte  cole  infie- 
me già  difciolte  aggiugnefi  poi  la  Gomma  Copale 
liquefatta  nello  fpirito  di  vino  ,  mefcolando  le  ma- 
terie ,  affinchè  s'  incorporino  perfettamente  . 

Fatta  così  1'  unione  la  Vernice  fi  mette  a  bol- 
lire a  fuoco  lento  ,  acciò  prenda  maggior  corpo  . 
Dopo  fi  cola^  e  fi  conferva  in  vafo  di  vetro  chiufo. 

8.  Gomma  Lacca  in  lagrima  oncie  cinque  ,  Am- 
bra bianca  oncie  tre  ,  Gomma  Copale  un'  oncia  , 
Spirito  di  vino  perfetto  oncie  dodici  .  Le  Gomme  fi 
runno  da  lavare  ,  ed  afeiutte  all'  ombra  ,  fi  peftano 
iottilmente  ,  e  fi  pattano  per  ftaccio  fino  .  Dopo  fi 
prenda  una  bomba  di  vetro  ,  avendo  prima   fciolta 

la 


ioS         Parte  I.  Di  Trattenimenti 

la  Gomma  Copale  ,  ed  in  efla  fi  ponga  lo  "Spirito 
di  Vino  colle  altre  due  Gomme,  ed  a  bagno  Maria 
fi  facciano  digerire  .  Fatta  la  digeftione  ,  aggiunga- 
li la  Gomma  Copale  ,  ed  unita  ,  fi  faccia  prendere 
corpo  alla  materia  con  un  bollore  leggero  .  Ciò  fat- 
to ,  fi  cola  ,  e  fi  conferva  in  vetro  ben  chiufo  .  E* 
Vernice  luftra  ,  e  dura  della  China  . 

9.  Spirito  di  Vino  onde  dodici  ,  Sandracca  chia- 
ra un'  oncia  ,  e  mezza  ,  Maftice  puro  ,  e  lucido 
mezz'  oncia  ,  Gomma  Copale  un3  oncia  ,  olio  di 
Spigo  oncie  due.  Prima  fi  lavi  la  Sandracca,  e  quan- 
do farà  afciutta  fi  riduca  in  polvere  lottile  ;  anco- 
ra da  per  fé  fi  fpolverizzino  la  Gomma  Copale  ,  ed 
il  Maftice  ,  {tacciandolo  feparatamente  ".  Ciò  fatto  , 
fi  fciolga  la  Gomma  Copale  a  parte  in  un  Saggiuo- 
lo  ,  e  fi  confervi .  Di  poi  fi  ponga  la  Sandracca  nel- 
lo fpirito  di  vino  ,  ed  in  elfo  fi  sbatta  bene  ,  fin- 
ché fia  affatto  fciolta  ;  appreffo  a  quefta  s'  infonda 
il  Maftice  ,  e  fi  sbatta  \  indi  aggiunganft  T  olio  di 
Spigo  ,  e  la  Gomma  Copale  già  difciolta. 

Unite  cesi  le  foftanze  fi  chiude  bene  il  Saggi  uo- 
lo  ,  ed  in  elfo  fi  sbattono  ben  bene  ,  perchè  il  tut- 
to s'  incorpori  a  perfezione  infieme  .  Per  avere  poi 
il  totale  fcioglimento  delle  Gomme ,  fi  ponga  il  Sag- 
gi uolo  al  Sole  ,  fé  è  d'  Eftate  ,  o  al  fuoco  fé  è  cT 
Inverno  ,  e  particolarmente  a  fuoco  di  Arena  ,  ed 
ivi  fi  laici  fino  all'  intento  .  Quando  faranno  fciol- 
te  ,  fi  accrefea  il  calore  ,  e  fi  darà  alla  materia  un 
legger  bollore  ,  perchè  prenda  corno  .  Di  poi  fi  co- 
la ,  e  fi  conferva  .  E'  Vernice  affai  lucida,  e  quan- 
to più  faranno  le  mani ,  che  fi  daranno  ,  tanto  pia 
apparirà  lucida  . 

io.  Spirito  di  Vino  una  libbra  ,  Gomma  Lacca 
©ncie  quattro  ,  Sandracca  oncie  due  •  Si  polverizza 

fepa- 


Su  le  Vernici  .  105 

ìnceflantemente  fopra  fuoco  foave  ,  finché  fi  veda 
cfsere  il  tutto  perfettamente  incorporato  .  Nello 
ftefso  tempo  in  un'  altro  pignattino  ,  che  fia  fopra 
il  fuoco  con  entro  Spalto  disfatto  in  olio  còtto  , 
li  veda  la  miftura  del  primo  ,  ufando  diligenza  , 
che  a  forza  di  andare  il  tutto  mefcolando  fopra  leg- 
ger fuoco  vengano  le  materie  unite  ,  e  bene  in- 
corporate infieme  . 

Ciò  fatto  fi  leva  il  vafo  dal  fuoco  ,  continuando 
a  mefcolar  la  miftura  ,  fintantoché  fia  vicina  a  raf- 
freddarfi  >  Allora  prenderai  acqua  di  Ragia  ,  e  la 
verfaraì  a  poco  a  poco  entro  la  materia  cavata  dal 
fuoco  fempre  mefcolandola  ,  aggiugnendo  ,  fé  fia  bi- 
fogno  ,  fempre  acqua  nuova  ;  e  così  fegui tarai  a  fa- 
re ,  finché  la  compofizione  della  Vernice  iìafi  raf- 
freddata ,  ed  abbia  prefa   la   confiftenza   del  miele . 

Ma  tìccome  1'  Acqua  di  Ragia  facilmente  fvapo- 
ra  ,  così  nel  temDo,  che  fi  va  verfando  ,  e  meteo- 
landò  coli'  altra  materia  ,  convien  tenere  coperto  il 
vaio  .  Già  fredda  la  Vernice  fi  cola  per  panno  li- 
no torcendola  ,  e  premendola  fra  due  tavolette  , 
o  torchietto  ,  accioché  venga  fuori  fpremuta  la  fo- 
ftanza  della  Gomma  ,  e  dello  Spalto  ,  e  feparare  fi 
pofsa  dalle  feccie  inutili  ,  che  lafciano  e  1'  una  ,  e 
1'  altro  ,  e  la  Vernice  refti  pura  . 

Colata  che  fia  ,  fi  conferva  in  un  vafo  di  vetro, 
o  di  terra  bene  verniciato  ,  e  chiulo.Se  mai  diven- 
tafse  denfa  più  del  dovere  ,  C\  rende  fluida  fecondo 
il  bifogno  coli'  Acqua  di  Ragia  calda  ,  o  fredda  . 
Avvertali  ,  che  1'  olio  cotto  ,  cui  fi  unifee  lo  Spal- 
to, fia  perfetto  ;  fi  conofeerà  efsere  tale,  fé  metten- 
dovi entro  ,  o  legno  ,  o  fpatola  non  colerà  a  goc- 
cia ,  ma  feenderà  filato  lenza  ftaccarfi  giammai .  Del 
quaP  olio  quanto  meno  fé  ne  ufarà  ,  farà  più  faci- 
le 


ìbó        Parte  I*  De*  Trattenimenti 

le  a  feccarli  ,  come  quello  ,  nel  quale  entra  la  Cupe- 
rofa  (  Vitriolo),ed  acquifera  più  durezza, e  maggior 
luftro  ,  come  la  vera  Vernice  della  China  ,  e  del 
Giapone  ,  alle  quali  è  molto  fimile  ,  e  perfettiifì- 
ma  Vedi  più  avanti  al  Num.  i<5^  ,  e  negli  Avver- 
timenti „ 

5.  Olio  cotto  di  un'  anno  oncie  fei  ,  Litargirio 
d'  oro  oncie  tre  ;  codelìe  materie  unite  infieme  li 
fanno  cuocere  ,  fintantoché  refti  nelle  medefime  bru- 
ciata una  penna  ,  mefcolandole  Tempre  con  una  Spa- 
tola di  legno  ,  affinchè  il  Litargirio  s'  incorpori  be- 
ne coir  olio  .  Ciò  fatto  ,  fi  prenda  Trementina  di 
Venezia  oncie  dodici  ,  Gomma  Lacca  in  tavolette, 
fottilmente  polverizzata, oncie  tre, ed  a  forza  di  fuo- 
co lento  fi  farà  fciogliere  la  Gomma  teitè  detta  nel 
la  Trementina.  Difciolta,  e  bene  colla  medeiìma  in- 
corporata fi  verfa  nel  vafo  olio  cotto  . 

Dopo  quella  feconda  operazione  fi  prende  un'on- 
cia d'  olio  di  lino,  ed  una  mezza  d*  Ambra,  o  Ca- 
rabe  ridotta  in  polvere  fina,  ed  uniti  in  un  vafo  di 
Vetro  ,  fi  pongouo  fopra  carboni  acceiì  coperti  di 
cenere  calda  ,  e  per  gradi  di  fuoco  fi  fanno  bollire. 
Quando  1'  Ambra  è  fciolta  ,  fi  unifcono  infieme  co- 
dette due  compofizioni  calde,  mefcolandole  bene  col- 
la fpatola  di  legno  . 

Fatto  quello  fi  leva  dal  fuoco  il  vafo  ,  ed  ag- 
giungonfi  alla  materia  tre  oncie  di  Terebinto  facen- 
do ,che  a  forza  di  rimefcolare  la  mafia  s'  incorpori 
bene  con  la  medefima  .  Fatta  1'  unione  fi  cola  per 
pezza  ,  e  fi  conferva  in  un  vafo  di  vetro  . 

Per  rendere  ancora  più  perfetta  la   fudetta   Verni- 
ce ,  fi  poflono  aggiugnere  alla  medefima  tre  oncie  di 
Gomma  Copale  ,  la  quale  per  le    Vernici    oleagino- 
se fi  fa  fciogliere  nello  fpirito  ,  e  neli'  olio  di   Spi- 
go > 


Su  te  Vernici.  113 

Io  affoghi  :  oppure  li  può  fabbricare  di  loto  ,  o  di 
latta  di  ferro  ,  o  di  rame  un  Fornello  ,  fopra  cui 
ila  una  apertura  ,  la  quale  poi  redi  coperta  da  una 
padella  ,  o  tonda  ,  o  quadra  piena  di  fuoco  ,  il  di 
cui  calore  penetrando  nella  vacuità  del  Fornello,  ri- 
fcaldarà  con  caldo  loave  le  cole  polle  in  eflo  ,  e  fi 
feccarà  la  Vernice  . 

Perciò  dovrà  tale  Fornello  eflere  di  poca  altezza, 
cioè  circa  due  palmi  ,  come  apparifee  nella  Figu- 
ra I.  ,  che  rappreienta  un  fimile  Fornello  adoperato 
dal  P.  Bonanni  di  laitra  di  ferro  l  E  O  V  ,  è  fi- 
mile ad  una  calìa  in  A  ,  e  la  bocca  ,  che  fi  chiude 
con  lo  fportello  B .  Sopra  è  V  apertura  ,  ove  s'  in- 
caifa  la  padella  G  piena  di  fuoco  . 

L'  altra  Figura  II.  rappreienta  un  Fornello  ,  che 
fi  può  chiudere  con  uno  Ìportello,e  dentro  elio  por- 
re il  fuoco  ,  come  fi  è  detto  :  avverto  però  ,  che 
le  il  caldo  farà  troppo  ,  quefto  farà  fubbolire  la 
Vernice  ,  che  non  reità  eguale  ;  e  perchè  è  di  ma- 
teria oliofa  ,  ftando  come  la  Chinefe  all'  aria  fred- 
da ancora  fi  feccarà  ,  benché  più  tardi  . 

Secca  che  farà  la  Vernice  fopra  il  foggerto  ,  di 
nuovo  fi  coprirà  con  altra  Vernice  ;  e  con  il  meto- 
do medefimo  tante  volte  fi  coprirà  ,  quante  piace- 
ranno a  chi  opera  .  Con  quelle  operazioni  fi  avrà  il 
lavoro  molto  luftro  ;  ma  non  ferri pre  farà  la  fuper- 
fìcie  perfettamente  piana  ;  che  però  volendola  tale, 
li  dovrà,  quando  avrà  ripofato  alcuni  giorni  ,  e  fa- 
rà bene  indurita  ,  far  eguale  ufando  il  modo  ,  che 
in  appreiTo  dirò  ,  comune  anche  per  eguagliare  la 
Vernice  fopra  il  Metallo  ,  e  le  altre  non  oleagino- 
fe  ,  e  diveranno  come  fpecchio  . 

Quella  Vernice  frelca  ha  un'  odore  ingrato  ,  ma 
queito  dopo  qualche  tempo  affatto  fvanifee,  e  quan- 

I  to  più 


514         Parte  L  Bs*  Trattenimenti 

to  più  paffa  il  tempo  ,  tanto  maggiore  perfeztons 
acquifta  il  lavoro  con  renderli  inalterabile  .  E  fé 
piacerà  a  chi  opera  ,  potrà  aggiugnere  un  poco  di 
Belzuino  ,  il  quale  comunicarà  odore  grato  alla  com- 
pofizione  della  Vernice  . 

Con  quello  metodo  fi  copre  qualfìvoglia  foggetto, 
avvertendo  Tempre  di  lafciare  ben  feccare  la  prima 
mano  avanti  la  feconda,  e  la  feconda  avanti  la  ter- 
za .  Regola  generale ,  che  milita  nelle  Vernici  olea- 
ginofe  ,  perchè  quefte  Tempre  fi  rendono  migliori 
con  la  lunghezza  del  tempo,  come  accade  al  Gua- 
rani delli  Chinefi  . 

11  P.  Bonanni  fa  alcune  rifieiTioni  fopra  la  Ver- 
nice riferita  ,  ed  il  Chiaram  della  China  ,  dopoché 
con  la  fapradetta  compofizione  ebbe  fatto  molte  efpe- 
rienze  ,  e  fi  era  fervito  di  ella  in  varj  ufi  ,  gli  par- 
ve di  poter  concludere  ,  che  T  Italia  (  s'  intenda  lo 
fteffo  di  altri  Paefi  )  non  aveva  da  invidiare  alla 
China  circa  i  lavori  fatti  in  quel  Regno  con  il  Chia- 
ram riferito  ,  mentrechè  in  quefta  fi  pofìono  rico- 
nofcere  tutte  le  proprietà  di  elfo  ,  e  fono  le  fe- 
guenti  . 

I.  La  compofiztone  è  oleaginofa  ,  comporta  di  due 
cofe  confimili  ,  bituminofe  ,  e  leccanti  . 

IL  E'  feccante  ,  benché  con  intervallo  di  tempo. 

Ih.  Si  adopera  non  calda  ,  ma  fredda. 

IV.  Copre  qualfìvoglia  foggetto  ,  fia  legno  ,  Me- 
tallo ,  &c. 

V.  Data  più  volte  nera  acquifta  un  nero  profondo. 

VI.  Ritiene  luftro  limile  al  criftallo  . 

VII.  Sotto  il  tatto  fi  prova  la  paftofità  del  Chia- 
ram . 

VI  IL  Sopra  tale  Vernice  fi  può  col  Mordente  ad 
olio  lavorare  ciò  ,  che  fi  vuole  con  oro  ,  e  colori  , 
anzi  T  ifteffa  Vernice  ferve  per  Mordente.        IX. 


Stt  le  Vernici,  115 

TX.  S'  incorpora  facilmente  con  tutti  i  colori, ben- 
ché la  maggior  parte  reftino  macchiati  ,  fé  non  lì 
ufa  lenza  lo  Spalto  ;  ficcome  fi  macchiano  li  colori 
mefcolati  con  il  Chiaram  le  non  fi  ufa  fenza  la  tin- 
tura del  Vetriolo  . 

X.  Qiefta  vernice , fecca  che  fia, perde  ogni  odore. 

XI.  Si  rende  inalterabile  ,  e  refifte  al  caldo  ,  ed 
all'  umido  ,  ed  anche  alla  forza  de'  fall  corrofivi  , 
onde  (ì  pollono  polire  i  lavori  ,  come  fi  vuole  ,  ed 
è  noto  ,  che  i  Chinefi  dopo  avere  definato  fu  le  ta- 
vole coperte  della  loro  Vernice  fenza  alcuna  tova- 
glia ,  o  tapeto  ,  iogliono  lavarla  con  le  fpongie  ba- 
gnate nell'  acqua  o  fredda,  o  calda  come  a  loro  pia- 
ce .  Non  così  le  altre  Vernici  ,  che  pofte  al  caldo 
fogliono  fubbollire  ,  fare  tumori,  e  perdere  il  Iuftro. 

XII.  Quefta  al  caldo  fi  adatta  maggiormente  al 
foggetto  inverniciato  ,  e  da  fé  fteffa  fi  eguaglia,  co- 
me fuole  da  fé  fteifo  eguagliarfi  il  Chiaram  ,  pri- 
machè  fia  fecco  . 

XIII.  Quefta  Vernice  ha  un'  altra  proprietà,  che 
è  P  effere  pieghevole  ,  e  paftofa  ,  onde  data  (òpra 
le  carte  ,  cede  ,  e  non  crepa  ,  quando  fi   piegano. 

XIV.  Nelle  dette  proprietà,  convengono  ambedue 
le  Vernici  ,  anzi  quefta  ha  un'  altra  proprietà  di 
molto  pregio  ,  cioè  che  fi  può  adoperare  fenza  ti- 
more ,  che  ne  refti  offefo  chi  fé  ne  ferve  ,  potendo- 
fi  (tendere  anche  con  la  polpa  della  mano  ,  e  con 
le  dita  in  vece  di  pennello  . 

Sicché  verificandofi  tutte  quefte  proprietà  ,  non  fi 
può  in  alcun  modo  arguire  in  che  cofa  diferifcano  , 
le  non  che  il  Chiaram  fi  lavora  nella  China  ,  V  U- 
rixi  nel  Giapone  ,  e  quefta  Vernice  fi  può  compor- 
re in  Italia  ,  e  per  tutto  il  Mondo  . 

Quefta  Vernice  deve  ftimarfi  fopra  le  altre ,  o  fìa- 

no 


n  6         Parte  I.  ZV  Trattenimenti 

no  compolle  di  gomme  fciolte  con  lo  fpi ri to ,  ovve- 
ro oleaginofe  ,  perchè  più  di  tutte  le  altre  refifte  , 
fpecialmente  fé  fia  cotta  fopra  il  metallo  . 

Avvertimento  z.  appartenente  alla  Vernice , 
ferina  nel  Num.  5. 

Il  modo  di  applicare  quefta  Vernice  è  il  feguente: 
Si  dà  prima  la  colla  aliai  liquida  ,  e  calda  al  le- 
gno ,  che  fi  vuole  coprire  con  Vernice  ,  e  fecca  che 
fia,fi  copre  con  geifo  ben  liquido  ,  e  fi  ricopre  un* 
altra  volta  ,  e  fecco  che  farà, li  rafchj,e  renda  egua- 
le ,  e  s'  imbruniica  .  Poi  fi  tinge  con  il  colore, che 
fi  vuole  *  e  fecco  che  farà  s'  incorpori  lo  fteifo  co- 
lore ridotto  in  polvere  con  la  Vernice  pofta  nel  fo- 
pradetto  Num.  5.  ,  e  con  la  polpa  deila  mano  fi 
eguaglia, e  poi  fi  ripone  a  feccare  difeia  dalla  polve- 
ra  .  Se  fi  vuole  indorare ,  fi  fa  avanti ,  che  la  Ver- 
nice fia  totalmente  fecca  ;  e  li  avverte,  che  convie- 
ne adoprarla  calda  . 

Si  ha  bifogno  di  lunghezza  di  tempo,  e  fi  richie- 
de molto  calore  ,  acciochè  refti  indurita  quefta  Ver- 
nice ;  perlochè  farà  meglio  ,  dice  il  P.  Bonanni ,  V 
ufare  la  Gomma  Copale  disfatta  con  Pece  Greca,  o 
con  Vernice  d'  Ambra  maritata  con  olio  ,  effendo 
compofizione  meno  graffa  ,  che  richiede  minor  tem- 
po per  feccarfi  ,  e  con  minor  calore  rimane  più  du- 
ra delle  altre  . 

Soggiugne  anche  detto  Padre, che  la  Gomma  Lac- 
ca fi  può  feiorre  con  la  Ragia  di  Pino  ;  e  fé  fi  vuo- 
le fi  può  ajutare  con  un  poco  di  Trementina  ;  ma 
maritandofi  con  l'  olio  ,  per  1'  ordinario  ritorna  ad 
ammafTarfi  in  le  ftelfa  ,  e  fi  rende  inutile  alla  ope- 
razione . 


TRAT- 


Su  le  remici .  117 

TRATTEMIMENTO  XVI. 

Del  modo  ,  0»  cui  fi  dovranno  cuocere 
le  Vernici  . 

DOvendofi  quali  in  tutte  le  compofizioni  delle 
Vernici  adoprare  il  fuoco  ,  particolarmente  in 
quelle  ,  le  quali  richiedono  lunga  cottura ,  acciochè 
pollano  perfettamente  liquefarli  ,  ed  incorporarli  le 
Gomme  ;  e  dovendo  il  bollimento  eifere  non  violen- 
to ,  ma  dolce  ,  e  continuato  ,  acciochè  fi  faccia 
una  buona  digeltione  nei  vali  di  vetro  ,  e  quelli  non 
fi  fpezzino  ,  è  bene  proporre  un  metodo  licuro  per 
la  buona  riufeita  ,  non  ollante  ,  che  fi  fia  già  par- 
lato della  cottura  ,  che  ricercano  molte  Vernici,  co- 
me reità  lcritto  nei  Trattenimenti  precedenti,  fegui- 
taremo  in  quello  metodo  gì'  inlegnamenti  ,  e  rego- 
le del  P.  Bonanni . 

Sogliono  ,  egli  dice,  molti  fervirfi  del  Bagno  det- 
to Maria  ,  che  è  quando  fi  pone  il  Vafo  della  Ver- 
nice entro  un*  altro  pieno  d'  acqua,  la  quale,  men- 
tre bolle  per  il  fuoco  ,  iopra  cui  è  collocato  ,  co- 
munica il  luo  calore  alle  Gomme  inclule  nel  Vaio 
immerfo  nell'  acqua  .  Quefto  modo  è  buoniilimo  ; 
ma  perchè  il  bollore  dell'  acqua  non  è  così  facile  ad 
eflere  regolato  ,  in  modo  che  fia  Tempre  uniforme  , 
e  richiede  l'  aiìiftenza  di  chi  opera,  meglio  farà  pra- 
ticare altro  modo  ,  il  quale  farà  più  facile  ,  più  u- 
niforme  ,  e  di  minore  briga  ;  potendoli  uno  anche 
allicurare  ,  mentre  dorme  ,  che  il  fuoco  operi  con 
uniformità  di  calore  ,  e  fi  faccia  un'  ottima  dige- 
ftione  delle  Gomme  raccolte  nel  vetro  . 

Il  Vafo  dunque  ,  in  cui  fi  porranno  a  cuocere  gì' 

ingre- 


nS         Parte  L  De  Trattenimenti 

ingredienti  per  ciafcuna  delle  predette  Vernici,  deve 
eleggerfi  tale  ,  che  ila  capace  due  volte  più  della 
materia  ,  che  vi  fi  pone  ;  poiché  dovendo  la  bocca 
di  elfo  effere  angufta  ,  e  ben  chiufa,  come  fi  fa  nel 
Lambicco,  potranno  gli  fpiriti  della  Vernice  raggirar- 
fi  in  elio  ,  e  fenza  {vaporare  ,  Iciogliere  con  la  lo- 
ro attività  le  Gomme  infufe  . 

Deve  in  fecondo  luogo  effere  di  figura  tondeggian- 
te fenza  riprefa  nel  fondo  ,  perchè  facilmente  po- 
trebbe crepare  detto  Vafo  ;  così  fi  può  porre  o  nel 
Bagno  Maria  >  o  nel  Bagno  detto  di  Arena  ,  il 
quale  non  è  altro  ,  che  una  fcodella  di  Rame  pie- 
na di  Arena  ,  o  di  cenere,  nella  quale  s'  immer- 
ge il  vetro  fino  al  fegno  della  materia  deflinata  al- 
la cottura  . 

Sotto  tali  Vafi  fi  deve  accendere  il  fuoco,  ed  ac- 
ciochè  quello  fia  di  tale  attività  fufficiente  alla  cot- 
tura defiderata  ,  e  duri  per  molte  ore  nella  operazio- 
ne fempre  uniforme,  non  vi  è  il  miglior  modo,  che 
fervirfi  di  un  Fornello  detto  a  Vento  ;  e  fra  tutti  i 
Fornelli  di  tal  genere  1'  ottimo  è  quello  ,  che  qui 
deferivo  per  quelli  ,  ai  quali  non  è  noto  ,  e  fpie- 
garò  il  modo  di  fervirfene  . 

Si  veda  la  Figura  I.  in  effa  A  B  inoltrano  nella 
parte  fuperiore  orizzontale  un  buco  tondo, fopra  cui 
fi  deve  porre  la  fcodella  di  Rame  piena  di  Arena  , 
od  Acqua  con  entro  il  Vafo  della  Vernice  C  D.  Il 
Tubo  E  F  fi  deve  empiere  di  carbone  ,  e  poi  chiu- 
dere la  lua  bocca  con  coperchio  di  terra  fimile  a 
quella  ,  di  cui  fi  è  fabbricato  il  Fornello  ;  ed  affin- 
chè s'  impedilca  1'  ingreilò  libero  all'  aria  ,  fi  chiu- 
derà la  filfura  ,  che  paffa  tra  il  coperchio,  e  V  ori- 
fìcio del  Tubo  ,  con  fovrapporvi  della  cenere. 

Per  il  buco  anteriore  G  incavato  a  cono  nel  For- 
nello , 


Su  le  Vernici*  1T9 

nello  ,  e  di  competente  grandezza  fi  dà  fuoco  al  car- 
bone calato  nel  vano  interno  del  Fornello  del  Tu- 
bo E  F  ,  e  quello  buco  ancora  chiuderaifi  con  tu- 
raccio  parimenti  di  figura  conica  ,  proporzionato  al 
di  lui  incavo  ,  come  vedeiì  in  I  ,  fervendofi  fem- 
pre  per  tali  turaccj  della  medefima  creta  ,  con  cui 
formali  il  Fornello  . 

Nel  lato  poi,  e  luogo  H  quafi  fui  la  bafe  del  For- 
nello ,  dovrà  effervi  nn'  altra  apertura  in  forma  di 
una  piccola  porticella  tonda  ,  e  col  fuo  turacelo  , 
che  almeno  nella  fua  parte  luperiore  convella  entri 
dentro  al  vano  del  buco  ,  degradando  a  cono  ,  co- 
me può  vederfi  in  S  .  Quefto  buco  H  chiamafi  Ce- 
nerario ,  fervendo  a  fine  di  potere  comodamente 
eftrarre  con  una  palettina  la  cenere  caduta  nel  vano 
inferiore  del  Fornello  dalla  Graticcia  ,  l'opra  cui  ar- 
dono i  carboni  l'otto  il  Tubo  E  F  ,  e  buco  AB, 
dovendo  detta  Graticcia  di  ferro  effere  pofta  quafi 
orizzontale  al  buco  G,  conforme  moftra  la  linea  ac- 
cennata con  i  punti  fotto  il  detto  buco  G  .  Ed  ac- 
ciò meglio  polla  confiderai  il  tutto  ,  veggafi  al 
Num.  2.  lo  lpaccato  del  proprio  Fornello  ,  ove  ap- 
parirono le  lue  parti  interiori  ,  e  fono  A  B  il  va- 
no, che  riceve  la  fcodella  del  funominato  Bagno.  EF 
il  Tubo  pieno  di  carbone,  chiulo  nella  bocca  E,  il 
qual  Tubo  corrilponde  nel  vano  di  fotto  L  M  non 
molto  dittante  dal  buco  A  B  ,  fotto  cui  principal- 
mente devono  effere  accefi  i  carboni  L  M ,  che  rap- 
prefenta  tutto  il  vano  interiore  del  Fornello  ,  e  di- 
vilo  in  K  con  una  graticcia  di  ferro  per  foftenere  i 
carboni  accefi  nel  vano  fuperiore  L  ,  e  per  depor- 
re la  loro  cenere  nel  vano  inferiore  M  G  pofto  in 
mezzo  al  circolo  de'  Punti  ,  rapprefentante  il  luo- 
go ,  che  deve  avere  il  buco  per  accendere  il  fuoco, 

qual 


/ 


no         Par  fé  I.  ài  Trattenimenti 

qual  buco  ,  come  fi  è  detto,  è  quali  orizzontale  ai- 
la  Graticcia  K  . 

Finalmente  H  rapprefenta  la  porticella  del  Cene- 
rario ,  cavata  nella  parte  fuperiore  a  cono  nella  grof- 
fezza  del  Fornello  ;  ed  a  detta  forma  conica  deve 
eìfere  ancora  la  buca  G  ,  come  fi  è  detto  ;  e  ciò 
affine  di  poter  meglio  regolare  coi  loro  coofimili  tu- 
raccj  1'  aria  ,  che  giocando  per  quelli  due  buchi  G, 
ed  H  mantengono  accelo  il  fuoco  ,  e  confermano 
quel  grado  di  calore  ,  con  cui  li  vuole  ,  che  operi 
intorno  al  Bagno  ;  mentre  le  i  buchi  fi  laiciaranno 
molto  aperti  ,  farà  molta  1'  accezione,  e  calore  del 
fuoco  ,  eiìendo  molta  1'  aria  ,  che  s'  introduce  ;  1' 
una  ,  e  ì'  altra  farà  molto  minore  fé  più  li  chiude- 
ranno i  detti  buchi  ,  per  la  minor  aria  ,  che  rice- 
veranno . 

Onde  è  ,  che  il  fuoco  reftarà  fempre  in  uno  ftef- 
fo  grado  ,  le  i  detti  turaccj  fi  manterranno  fem- 
pre in  quella  pofitura  ,  che  lì  adattarono  al  princi- 
pio nei  loro  buchi  ;  che  fé  quelli  s'aoriììero  del  tut- 
to ,  e  molto  più  fé  li  fcoperchiaile  la  bocca  del  Tu- 
bo E  F  ,  prefio  li  accenderebbero  tutti  i  carboni ,  ed 
il  calore  crescerebbe  all'  attimo  grado  :  all'  opooilo 
poi  fé  del  tutto  fi  chiudeifero  ,  celiando  la  comuni- 
cazione dell'  aria  ,  li  eft:.nguerebL»e  il  fuoco  ,  ed  il 
calore  celfarebbe  affatto  nel  detto  Fornello  a  vento. 

Nello  lleiio  tempo  fi  pofiono  cuocere  gii  o!j  ,  e 
gli  Spiriti  di  Trementina  ,  Pece  Greca  ,  Ragia  di 
Pino  ,  e  T  Olio  di  Lino  ,  e  comporre  tutte  le  Ver- 
nici oleaginole  . 

Quello  metodo  è  ottimo  per  aver  fempre    il    me- 
delimo  eràdo  di  calore  ,  con  cui  (i    faccia    un'  otti- 
ma digellione  nel  vaio  riscaldato,  e  lenza  eilere  ob- 
bligato alla  continua  aiTillenza  ,  acciochè  fi  manten- 
ga 


Su  le  Vernici  .  m 

ga  il  fuoco  ,  e   fi  digerì  Ica   la   Materia  ,   che   fi   fa 
ire  . 

G 

I.  Fuoco  di  primo  grado  ,  ovvero  d'  un  grado  fi 
ottiene  con  due  ,  o  tre  piccoli  carboni  accefi  . 

II.  Di   fecondo  grado  con  tre,  o  quattro  a 

IH.  Di  rerzo  con  tanti  ,  quanti  lì  vedono  abbilb- 
gnare  per  far  boi  ire  una   Pignatta  . 

iV*.  Per  avere  il  quirto   grado  ,   fi   devono   ui 
Carboni  di  legna  :    ad   eccitale    una   eltrema 

violenza  . 

TRATTENIMENTO  XVII. 

Di  modoj  con  cui  fi  poli/ce  la  Verni 

Nnici  ,  quantunque  fieno    fine  , 
ed  opimamente  r  ,    ritengono    in    fé 

qurl  bri  luilro  ,  e  .jero  ,    perchè  foro 

pochi  quelli  ,  che  in  Europa  li  prendano  la  briga  di 
luilrarle  ,  e  polirle,  nonché  di  renderle  piane,  egua- 
li ,  e  lucide  come  il  vetro.  Alcuni  Dilettanti  lì  con- 
tentano di  avere  la  Vernice  tale  quale  il  pennello  la 
depoiira  nel  Soggetto  ,  che  lì  copre  con  ella  ;  altri 
la  (limano  ,  quando  è  eguale  ,  e  rifp'endente  come 
uno  ipecchio  ;  onde  conviene  con  induftria  render- 
la tale  . 

Mei  lavori  di  Vernice  fatti  nel  Giappot  Bèr- 

va  ,  che    molti    fono   lifei    in   modo  , 
un  Cnlìalio  {'cianato  ,  ed  in  molti  lì  vedono    e 
ed  alcuni  legni  lafciati  dal  pennello  ;    ed    altri 
altri  meno  luftrt  .  Ciò  proviene  dall'  arte  ,    e  a 
tà  ,  con  cui  lì  poliibono  ,  rendono 

::coIarm.  indo  lìano   abbelliti   con    . 

d'  oro  ,  e  d'  Argento  .  11 


in         Tarts  I.  Ùé  Traìtetiimentt 

II  polimento  dei  Giapponefi  fi  accennò  effere  tat- 
to con  polvere  di  creta  cotta,  e  pietra  ,  che  fi  ado- 
pera per  arrotare  i  ferri  .  In  Europa  fi  adoperano 
cofe  equivalenti  ,  ma  migliori  ,  e  fi  procede  col  me- 
todo ,  che  infegna  il  P.  Bonanni  ,  e  con  la  mede- 
fìma  induftria  fi  polifce  la  Vernice  comporta  di  Gom- 
me fciolte  collo  fpirito  di  Vino  ,  e  le  Vernici  olea- 
ginofe  date  fopra  i  legni  ,  o  fopra  i  metalli. 

Il  Metodo  è  il  feguente  .  Dopo  che  il  lavoro  fa- 
rà ben  fecco  ,  fi  prende  Pomice  ridotta  in  finitima 
polvere  ,  (  i  )  e  con  e(fa  impattata  con  acqua  per 
mezzo  d'  una  pelle  di  Dante  ,  o  altro  panno  fi  de- 
ve confumare  la  Vernice  in  modo  ,  che  redi  egua- 
liffima  ,  avvertendo  di  non  calcare  molto  la  ma- 
no, perchè  fi  potrebbe  portar  via  la  Vernice  ,  e  Ci 
Scoprirebbe  il  fondo  ;  perciò  la  Vernice  deve  effere 
pofta  più  volte  ,  ed  anche  venti  volte  ,  fé  fia  di 
gomma  fciolta  con  fpirito;  ma  le  Vernici  oliole  ef- 
iendo  più  corpulente  non  hanno  bifogno  di   tanto. 

AvvertimenPo  .  In  vece  ,  e  luogo  della  Pomice 
fi  può  adoperare  per  polire  ,  e  render  piana  ogni 
fuperfìcie  il  Criftallo  macinato  fottilmente  con  ac- 
qua .  In  luogo  della  Pelle  di  Dante  ièrve  ottima- 
mente quella  di  Cerviotto  ,  oppure  il  Sovero  ,  che 
fia  fenza  gruppi  ,  e  fchietto  ,  bagnato  in  detta  Po- 
mice ,  o  Criftallo  ,  con  cui  fi  frega  leggermente  la 
Vernice  . 

Eguagliata  ,  e  refa  cosi  lifeia  Ja  Vernice  ,  fi  ve- 
drà (vanito  il  luftro  di  prima  ,  e  reftarà  pallida  ,  o 
come  fé  folfe  Ebano  ,  colore  che  talvolta  lafciano  i 

Chi- 


fi)  Alcuni  fogliono  prima  infocare  la  Pomice  ,  e  fmorzarla 
neir  Aceto  ,  e  dopo  ridurla  in  polvere  fina  $  ma  ciò  non 
£  neceiTario  . 


Sn  le  Vèrtici .  113 

Chinefì  in  molte  cole,  e  (opra  effo  pofano  i  lavori 
d'  Oro  ,  e  di  Argento  .  Volendoli  ricuperare,  o  ri- 
donare il  luftro  ,  lì  prende  polvere  di  Tripoli  ,  e 
con  panno  lino  lottile,  che  non  fia  ruvido  ,  e  non 
abbia  altro  ,  che  polla  sfregiar  la  Vernice  ,  intrifo 
nell'  olio  di  Ulivo  ftrofinarete  continuamente  il  la- 
voro ,  il  quale  li  vedrà  a  poco  a  poco  ricuperare  il 
luftro  ,  ma  non  affatto  ,  fé  non  quando  fi  procura- 
rà  torre  bene  1'  untume  con  un  poco  di  fior  di  Fa- 
rina ;  così  fi  levarà  via  1'  untuofo  lanciatovi  dall' 
Olio  ,  e  fi  manifeftarà  il  luftro  .  Polito  che  farà  il 
lavoro  ,  fi  dovrà  per  qualche  tempo  ftrofinare  con 
un  panno  lino  ben  polito  ,  e  fi  avrà  un  bel  luftro. 

Nota  .  Si  può  anche  in  luogo  del  Tripoli  (  2  )  a» 
doprare  lo  Smeriglio  (  3  )  macinato  ,  e  refo  impal- 
pabile ,  infieme  coli'  olio  . 

Chi  poi  non  voleile  uiare  tanta  diligenza  ,  ed  ef- 
fere  contento  del  luftro  ,  che  la  medefima  Vernice 
ha  in  fé  fteiìa  ,  potrà  quando  avrà  eguagliata  la  fu- 
perficie  ,  tornarla  a  coprire  leggermente  con  un  pen- 
nello morbido  ,  e  con  franchezza .  Quando  farà  lec- 
co quefto  ultimo  velo  ,  fi  dovrà  ftrofinare  con  pan- 
no lino  leggermente  ,  perchè  fempre  acquiftarà  mag- 
gior luftro  ,  maflìme  la  Vernice  oliofa  del  P.  Eonan- 
ni  polla  nel  Num.  4.  del  Trattenimento  XV.  ,  che 
fi  renderà  limile  alla  Chinefe  ,  la  quale  per  V  ordi- 
nario ha  un  luftro  di  Smalto,  o  vetro  ,  ma  alquan- 
to mortificato  . 


TRAT- 

(  2  )  Tn  Lingua  Guarani  nel  Paraguaj  fi  chiama  Itati ,  e  Té* 
t*tì  .  (  3  )  Nella  ftefla  Lingua  fi  nomina  Itaatà . 


IZ4         Torte  I.  Dt  Tranctùmentt 

TRATTENIMENTO  XVIII. 

Modo  di  ornare  con  Oro  le  Vernici  , 
e  dei  Mordenti  . 

CHI  vuole  porre  Oro  ,  Figurine  ,  Fiori ,  od  al- 
tro per  ornamento  ibpra  il  lavoro,  convien  far- 
lo primachè  gli  il  dia  1'  ultima  mano  di  Vernice  . 
Ma  quefta  è  iftruzione  troppo  generale  ,  perlochè 
farà  meglio  ientire  le  regole  infegnate  dal  P.  Bonan- 
ni  ,  e  fecondo  eiTe  operare  . 

I.  Volendo  dunque  imitare  i  Ch:nefi,fi  potrà  ope- 
rare nel  modo  tegnente  .  Prima  di  coprire  il  legno 
colla  Vernice  fi  taccia  il  bailo  rilievo  con  pafìa  di 
GeiTo  ,  o  Bolo  armeno  ,  (i)  ovvero  Biacca,  o  Mi- 
nio bene  macinato  con  colia  ,  e  quello  poi  ccperto 
con  la  Vernice  (i  ricuopre  con  Mordente  ,  e  s'  in- 
dora con  1'  Oro  in  Foglia  ,  o  buono,  o  falfo  ,  che 
li  fìende  in  Germania  ,  ovvero  in  polvere  . 

II.  Miglior  modo  però  farà  lavorare  detti  Ba:Ti  ri- 
lievi ,  dopoché  farà  fecca  la  Vernice  ,  e  fatta  egua- 
le ,  come  li  è  detto  ;  impattando  con  la  medelima 
Vernice  ,  od  altro  Mordente  Biacca  ,  o  Minio  ,  e 
quando  qutlia  ralìa  rioortata  Ibpra  la  Vernice  col 
pennello  lia  vicina  a  leccarli  ,  allora  li  copre  con  1' 
Oro  ,  il  quale  fi  può  ricoprire  con  un  velo  di  Ver- 
nice fatta  con  Gomma  Lacca  Icioìta  nello  Spirito  , 
oppure  con  la  Vernice  O.iofa  chiara  ,  la  quale  ol- 
tre il  ìuftro  ia  difenderà  dall'  umidità  ,  e  dalla  pol- 
vere ,  e  non  diverrà  nero  le  1'  oro  farà  falfo,  il  qua- 
le per  1'  ordinario  fi  adopera  in  tali   lavori   ,   ed   è 

quel- 


(  i  haìu  ,  e  hmphé  :  lotte  tre  qpefle  cofe  fi  trovano  in  ab- 
bondanza in  detta  Provincia  . 


Su  le  remici  .  12$ 

quello  ,  che  fi  porta  dalla  Germania  ,  ed   è   di   po- 
ca valuta  . 

III.  Se  poi  fi  vorranno  fare  figure  con  colori  di- 
vertì ,  fi  adoperano  incorporati  con  olio  cotto, o  ceri 
la  Vernice  fteiìa  lenza  lo  Spalto  .  Altri  lavori  an- 
che li  ulano  oltre  i  BaiTì  Rilievi,  e  fono  Arabefchi 
a  capriccio  ,  Alberi  ,  Erbe  ,  Uccelli  ,  Farfalle  ,  e 
fimili  .  Quelli  fi  devono  Lre  con  1'  oro  in  polvere, 
ma  perche  non  fi  può  ttendere  francamente  con  il 
pennello  [temperato  con  qualche  gomma  ,  e  porlo 
iopra  la  Vernice  oliofa  ,  li  dovranno  prima  fare  li 
fuddetti  con  qualche  Mordente  di  limile  qualità  del- 
la Vernice  ,  onde  con  ella  iì  uni  Ica  ;  e  poi  quando 
è  vicino  a  leccarli  vi  Pi  ponga  fopra  con  il  Bomba- 
ce  la  polvere  d'  oro  ,  il  quale  reftarà  luftro  in  ogni 
parte  ,  ove  fia  il  Mordente  . 

Delti  Mordenti. 

Rimane  ,  che  fi  faccia  qualche  Mordente  ottimo 
per  tale  effetto  ,  onde  ne  riferirò  qui  alcuni. 

I.  Bolo  Armeno  macinato  con  olio  di  Noce  ,  e 
quando  è  vicino  a  leccarli  ,  poni  1'  oro  . 

II.  Si  compone  con  Biacca  ,  Verderame  ,  e  Bolo 
impattati  con  Vernice  comune  in  pignartino  fopra  ce- 
rere calda  ,  e  in  meco  ,  che  ubbidisca  ai  pennello. 
Quetto  attacca  anche  fopra  il  Marmo  ,  e  fopra  il 
Ferro  ,  ed  è  buono  per  rilievi  . 

III.  Vernice  liquida  una  Libbra  ,  Trementina  ,  ed 
Olio  di  Lino  un'  oncia  ;  e  s'  incorporano  infieme  a 
fuoco  foave  . 

IV.  Biacca  ,  e  Minio  impattati  con  olio  cotto 
fanno  un'  ottimo  Mordente  . 

^  V.  Gomma  Elemi  un'  oncia,  Spalto  un'  altra  on- 
cia ,  olio  cotto  oncie  fei  ,  s'  incorporano  a  fuoco 
lento  3  e  fi  colano  per  pezza  di  lino  ,   fi   aggiugne 

Mi- 


12<£         "Parte  L  De9  Trattenimenti 

Minio  ,  e  Terra  d'  Ombra  fottilmente  macinata  >  e 
lì  adopra  con  Acqua  di  Ragia  . 

VI.  Il  fopradetto  Mordente  è  eccellente  ,  e  ail 
efìo  non  è  inferiore  un'  altra  compoiìzione  con  la 
Vernice  fpiegata  ,  aggiugnendovi  un  poco  di  Cina- 
bro fino ,  acciochè  fopra  il  fondo  nero  fi  pofsano  ri- 
conofeere  i  lavori  per  porvi  1'  oro ,  e  fi  feioglie  con 
acqua  di  Ragia  ,  acciochè  ubbidifea  meglio  al  pen- 
nello . 

VII,  Ad  un'  oncia  di  Gomma  Arabica  non  mol- 
to liquida  fi  unilce  tanto  di  Miele  ,  che  non  giun- 
ga a  fuperarla  ,  perchè  non  Ci  afeiugarebbe ,  che  dif- 
ficilmente ;  come  fi  feccarebbe  troppo  ,  fé  il  Miele 
foife  poco  ;  indi  ferbata  1'  eguaglianza  nella  dofe  , 
fi  unifee  alla  miltura  fumo  di  Ragia  ,  o  Terra  gial- 
la ben  fina  ,  o  Biacca  ,  quando  le  ne  vuol  fervire 
per  1'  Argento  ,  la  quale  fa  che  fi  lecchi  più  pre- 
fto  .  Se  poi  tale  inverniciatura  fi  feccaife  oltre  il  do- 
vere ,  onde  non  prenderle  1'  oro  ,  in  tal  cafo  ali- 
tandole fopra  lo  riceverà  ottimamente  .  Serve  per 
mettere  1'  oro  fopra  la  carta, all'  ufo  d'  Inghilterra. 

TRATTENIMENTO  XIX. 

Colori  per  ornare  .lavori  inverniciati, 

PArlandofi  delle  Vernici  compofte  con  Gomme 
fciolte  con  lo  fpirito  ,  ne  regiftrò  alcune  il  P. 
Atanafio  Kircher  nella  fua  China  Illuflrata  ,  e  dif- 
fe  elfere  fiate  praticate  dal  P.  Jamart  primo  inven- 
tore di  tal  Vernice^  ,  come  poi  altri  hanno  fperi- 
mentato  ,  cioè  ;  che  in  primo  luogo  fi  tinga  il  le- 
gno col  colore  ,  che  più  piace  3  temperato  con  la 
iteiìa  Vernice  .. 

Se 


Su  le  Veni  tei  .  117 

Se  Ci  vuole  il  Rodò  fi  adopra  il  Cinabro  ,  Lac- 
ca fina  ,  o  Carmino  .  Il  Nero  li  fa  coli'  Inchioftro, 
o  Fumo  di  Ragia  ,  o  Nero  fino  .  11  Giallo  con  la 
Guttagamba  ,  Zafferano  ,  Giallolino  ,  o  Giallo  San- 
to .  Il  Turchino  coli'  Oltramare  ,  Tornatole  ,  Az- 
zurro di  Berlino  ,  Biadetto  ,  o  Smaltino  fino  .  Il 
Paonazzo  col  Tornatale  .  Il  Verde  col  Verderame  , 
Verde  eterno  ,  Verde  giglio  ,  Acqua .  verde  .  Il  co- 
lor di  Noce  col  Fumo  di  Ragia  ,  Minio,  Cinabro, 
e  limili  a  piacimento  ;  ed  altri  colori  iemplici  ,  o 
comporti  fecondo  il  gufìo  di  chi  opera  .  Quelli  co- 
lori poi  fi  ricoprono  con  la  Vernice  . 

Avvertenza  .  I  colori  devono  eiì'ere  macinati  fi- 
niffimamente  ;  e  fé  qualche  colore  non  riufeiiie  pro- 
prio incorporandolo  con  la  Vernice  ,  ed  in  fpecie 
oliofa  ,  del  che  le  ne  fa  prova  con  una  piccola  por- 
zione di  colore  ,  e  Vernice  ;  in  tal  cafo  per  render- 
la di  quel  colore  ,  che  più  piacerà  ,  bifogna  prima 
di  dare  detti  colori  adoperare  fopra  il  lavoro  colla 
di  Pefce  ,  o  di  Pergamena,  o  d'  altri  Carniccj  ,  op- 
pure Garavella, quando  non  tornaffe  meglio  la  Gom- 
ma Arabica  ,  che  deve  edere  ben  chiara  ,  affinchè 
il  lavoro  non  s'imbeva  della  Vernice  adoprata  in  trop- 
pa quantità  ,  e  che  i  colori  fi  rendano  più  belli  , 
più  vaghi  ,  ed  affai  più  vivaci  . 

Nelle  Vernici  oleaginofe  fi  può  praticare  ciò,  che 
fanno  i  Chinefi  ,  e  ficcome  elfi  mefcolano  i  colori 
con  il  Chiaràm  prima  di  renderlo  nero  col  Vitrio- 
lo  ,  così  fi  poflono  impalcare  i  colori  con  la  Verni- 
ce fpiegata  nel  Trattenimento  XV.  Num.  4.  prima 
di  renderla  Nera  col  Bitume  Giudaico  ,  o  Spalto  ; 
e  fé  fi  adoprarà  fatta  nera  coi  Minio  ,  o  Cinabro  , 
li  avrà  un  belliffimo  colore  di  Noce  ,  che  i  Chine*- 
fi  non  luiìrano  >  lafciando  il  luftro;,  che  dà  la  Ver* 

nice,. 


128         Tane  L  De1  Trattenimenti 

nice  ,  il  che  fanno  ancora  negli  altri  colori  ,   eccet> 
to  che  nella  Vernice  nera  ,  la  quale  poliicono. 

In  Furopa  però  quali  tutti  gli  Artefici  di  Verni- 
ci fogliono  prima  tingere  il  Soggetto  con  colori  {tem- 
perati con  colla  di  Pefce  ,  o  di  Carniccio  ,  e  Gom- 
ma Arabica,  fopra  i  quali  poi  riportano  le  loro  Ver- 
nici ,  per  le  quali  tutti  i  colori  li  rendono  più  belli. 

Sarà  bene  qui  avvertire  ,  che  volendofi  fare  gli 
ornamenti  d'  oro,  quelli  Ci  poiiono  fare  in  varj  mo- 
di ,  e  di  varj  colori  .  Non  li  fuole  perciò  adoprare 
1'  Oro  buono  ,  poiché  la  fpefa  farebbe  ecceffiva,  ma 
fi  deve  adoprare  1'  Oro  fallo  ,  o  di  Germania  ,  il 
quale  è  di  belliifimo  luftro  ,  maiiìme  avvivato  dal- 
la Vernice  di  Gomma  Lacca  ,  con  Ja  quale  fi  può 
velare  . 

Così  parimenti  oltre  l'Oro  falfo  in  polvere  fi  ado- 
pra  1'  Ottone  ,  o  Rame  anche  in  polvere  ,  con  il 
quale  bene  diftribuito  fi  fanno  colori  afsai  vaghi.  Si 
adopra  anche  la  Porporina  ,  che  è  una  miftura  di 
Alchimia  di  colore  tendente  al  Bronzo  ,  della  a  uà- 
le  fi  parlarà  dopo  . 

Si  lavora  anche  in  Germania  una  fotta  di  Sbruf- 
fo ,  che  lembra  Rame  ridotto  in  polvere  ,  e  fi  fa 
di  più  colori  ;  dilìribuito  queflo  con -un  cannello  di 
latta  chiufo  con  velo  a  modo  di  un  piccolo  flaccio 
fopra  la  Vernice  primachè  fi  lecchi,  rende  una  bel- 
la apparenza  . 

Oltre  quelli  Sbruffi  vi  è  quello  di  color  d'  oro  ; 
quello  velato  con  la  Vernice  di  Spalto  acquifta  il 
colore  limile  al  Rame  .  Vi  è  anche  lo  Sbruffo  fimi- 
le  all'  Argento  ,  il  quale  velato  con  la  Vernice  d' 
oro  acquaia  1'  apparenza  d'  oro  .  Con  tali  Sbruffi  (ì 
può  imitare  la  Pietra  Venturina  ,  diftribuendcli  fo- 
pra la  Vernice  5  e  poi  ritornando  a  coprirli  con  la 
medelima  .  TRAT- 


Sii  le  Vernici.  Uf 

TRATTENIMENTO  XIX. 

Alcune  Chmf>ofi%ion\  di  colori  ,   che  potranno 
adontar  fi  per  ornare  le  Vernici. 

§.   1 .  Modo  di  fare  il  Carmino . 

i.  T)  Rendi  un  pentolino  d'  Ottone  ben  netto  ,  e 
X  polito  ,  ed  in  elio  poni  fette  fogliette  d'  ac- 
qua pura  di  pioggia  ,  o  di  fonte  ;  poi  rifcalda  l' 
acqua  a  fuoco  lento  ,  e  che  bolla  ;  quando  bolle  in- 
fondi in  ella  un  quarto  d'oncia  di  Cocciniglia  pefta, 
ed  ivi  lafcia  che  bolla  per  tutto  quel  tempo  ,  che 
impiegherai  a  contare  dall'  uno  fino  al  300.  Dopo 
ciò  aggiugnerai  torto  alla  materia  bollente  otto  gra- 
nelli di  Allume  di  rocca  in  polvere  fottile  ,  ritor- 
nando a  contare  dall'  uno  fino  al  duecento.  Avver- 
ti però  ,  che  il  bollore  (ìa  moderato  ,  e  continuo  , 
le  vuoi  ,  che  T  operazione  riefea   bene  . 

Ciò  fatto  ,  leva  il  pentolino  dal  fuoco  ,  e  lafcia 
raffreddare  V  acqua  ,  la  quale  quando  farà  divenuta 
fredda  ,  fi  voi  tara,  e  diverrà  rolla  come  fangue.Po- 
feia  leva  con  cucchiaro  la  fporcizia  fuperficiale  ,  e 
poi  decanta  il  refto  in  piatti  di  majolica  bianca  ,  e 
Jafciali  ftare  ventiquattro  ore  in  luogo  coperto  ;  in- 
di decanta  V  acqua  ,  e  confervala  ,  e  metti  al  Sole 
i  piatti ,  perchè  fi  afeiughi  il  fondo  rimafìovi  ;  e  do- 
po afeiutto  levalo  con  pennello  polito  ,  e  cf>*>fc?v?i- 
lo  in  vetro  .  Alberto  Guidotti  . 
Carmino  faìfo  . 
2.  Si  prende  Verzino  di  Fernambuco,  (1)  oflervan- 

K  do 

(  1  )  Il  Verzino  di  colore  ranciato  ,  come  quello  di  Fernam- 
buco ,  crefee  nei  Bofchi  del   Paraguai  ,   principalmente  in 

quel- 


130        Parte  I.  De*  Trattenimenti 

do  di  fciegliere  quello  ,  che  è  di  colore  ranciato,  e 
odorofo  ,  e  fi  riduce  in  minutiflime  fchieggie  ,  op- 
pure fi  pefta  nel  mortaro  .  Si  faccia  bollire  in  ace- 
to ftillato  ,  e  bollendo  vi  fj  aggiunga  un  poco  di 
Allume  di  rocca;  quando  avrà  bollito  circa  un  quar- 
to d'  ora  ,  fé  gli  deve  aggiugnere  un  poco  di  pol- 
vere d'  oliò  di  Seppia  ,  la  quale  ha  facoltà  di  tira- 
re a  fé  ogn'  immondezza  ,  e  rendere  purgato  il  co- 
lore :  quando  1'  Aceto  è  eonfumato  per  un  terzo  , 
o  per  metà  ,  fi  coli  per  pezza  fottile  e  fi  torni  a 
far  bollire  ,  con  aggiugnervi  altrettanto  Aceto  ftilla- 
to quanto  la  metà  del  primo  ,  e  poi  fi  lafcia  bolli- 
re fintantoché  faccia  fpuma  ,  la  quale  deliramente  fi 
prende  con  cucchiaro  ,  e  fi  pone  in  conchiglia  ,  e 
lecca  che  ila  ,  reftarà  in  polvere .  Bonanni  . 

Fa  un  bel  Roflb  ,  che  imita  il  Carmino  ,  ma  di- 
cefi ,  che  non  refifte  ne  ai  fole, ne  all'  umido. Chia- 
mafi  Carmino  fallo  ,  perchè  non  arriva  ad  eguaglia- 
te la  bellezza  del  Carmino  comune  ,  e  vero* 

3.  Perchè  il  Carmino  venga  belio  fi  opera  nel  mo- 
do feguente  .  Pongafi  in  infufione  nell'  Aceto  forte 
bianco  il  Verzino  per  tre  ,  o  quattro  giorni  per  e- 
fempio  una  libbra  di  Verzino  di  color  d*  oro  in  un 
boccale  d*  Aceto  .  Il  Verzino  deve  elfere  macinato; 
di  poi  facciafi  bollire  per  mezz'  ora  ,  e  quando  co- 
sì farà  bollito  fi  colarà  per  panno  lino,  o  per  Bom- 
bace  di  tela  forte  ;  e  fi  tornarà  a  bollire  .  In  altra 
pignattina  ha  da  effere  preparato  un  poco  di  Allu- 
me in  infufione  fieli*  Aceto  bianco  .  Quello  liquore 
di  Allume  aggiungati   a  quello  del   Verzino  ,   e   fi 

me- 


quelli  della  Miflione  degl*  Indiani  detti  C'tchitt .  I  Nazio- 
nali di  Santa  Croce  della  Sierra  tagliavano  detto  Verzino ,  e 
lo  portavano  per  venderlo  alla  nominata  Miilione . 


Su  le  Vernici  •  1 1  * 

mefcoli  bene  con  una  fpatola  ;  quando  fi  vedrà, che 
fa  fpuma  ,  raccolgali  quefta  con  diligenza,  e  fi  pon- 
ga in  vaio  di  vetro  ,  o  invetriato  .  Si  lafciarà  fec- 
care  ,  e  fi  conferva  per  l'  ufo  .  (  i  ) 

Lo  iìeifo  fi  può  praticare  con  la  Grana  ,  o  Coc- 
ciniglia in  luogo  del  Legno  Verzino  .  La  Tintura 
di  quello  legno  è  tendente  al  color  di  Rofe  ,  e  lì 
avvicina  molto  a  quello  della  Grana  . 

4.  Un'  altro  metodo  facile  ,  e  di  poca  fpefa  per 
fare  un  bel  Carmino  è  il  ieguente  .  Sì  prenda  un 
boccale  di  lifeiva  di  foda  (2),  e  parte  di  lifeivadi  Qui- 
nua  .  (  3  )  Quando  meffa  in  una  pignatta  la  lifeiva 
farà  ben  calda  ,  fé  le  porrà  entro  Grana  ,  cioè  Coc- 
ciniglia ,  o  in  vece  di  quella  Verzino  macinato  ,  fi 
batterà  ben  bene  con  un  bafioncello  ,  e  fi  cuocerà  a 
poco  a  poco  in  modo  che  bolla  ,  fintantoché  la  Il- 
ici va  fi  carichi  bene  del  colore  ;  dopo  fi  leva  la  pi- 
gnatta dal  fuoco  ,  e  la  decozione  fi  colerà  per  pan- 
no lino  non  troppo  ftretto  ,  bagnandolo  prima  con 
la  detta  lifeiva  . 

Dopo  fi  prende  un  Catino  ,  nei  quale  faranno 
preparate  fei  oncie  di  Allume  ben  fciolto  in  altret- 
tante fcodelle  d'  acqua  .  Di  quefto  liquore  fi  porrà 
a  poco  a  poco  nella  Tintura,  la  quale  farà  in  altro 
Catino  ,  meicolandolo  ben  bene  tutto  fempre  verfo 
una  parte  ,  fintantoché  faccia  fpuma  :  allora  fi  la- 
feia  fenza  porre  più  lifeiva  di  Allume  ,  perchè  ripo- 
fi  per  lo  fpazio  di  un'  ora  ,  o  anche  più  fé  folTc 
neceflario  .  Quan- 

(  1  )  Trattato  della  Miniatura  e ap.  1.(2)  In  Spagnolo  fi 
chiama  Sofà ,  Vantila ,  e  Vtdriera  .  Nel  Tucuman  la  di- 
cono fumi  j  ed  i  Guarani  Inquicah  .  (  3  )  In  luogo  della  li- 
feiva della  Qu'tnuà  ,  Erba  dell'  America  ,  fi  potrà  foftitui- 
*e  la  lifeiva  delle  Ceneri  gravellate  ;  fi  può  fare  eoo  due 
parti  di  Ceneri  di  Sarmenti  ,  ed  una  di  Calce  viv*  . 


132  Tane  I.  De*  Trattenimenti 

Quando  fi  vedrà  tutto,  il  colore  della  Tintura  pre- 
cipitato al  fondo  ,  e  P  acqua  chiara  ,  s*  inclinarà  il 
pianto  per  verfar  fuori  1'  acqua  chiara.*  fé  quella  ha 
ancora  più  colore  ,  fé  gli  aggi  ugnerà  più  lifeiva  di 
Allume  ,  e  quello  ,  che  reftarà  nel  fondo, fi  fìltrarà 
per  panno  lino  più  ftretto  ,  che  quello  di  prima  . 
Si  ripete  la  filtrazione  fintantoché  1'  acqua  efea  chia- 
ra ,  e  non  porti  più  colore  denfo  come  colla  .  Al- 
lora fi  cava  dal  panno  lino  ,  fi  pone  in  un  Catino 
di  fondo  profondo,  ove  fi  lafcia  all'  ombra  ad  afeiu- 
gare  difefo  dalla  polvere  .  Prima  che  fia  affatto  lec- 
co fi  raccoglie  ,  e  fi  formano  paftiglie  ,  le  quali  fi 
porranno  lopra  una  tavola  a  feccare,  perchè  fi  con- 
fumi 1'  umidità  ,  che  hanno  . 

Avvertimenti  .  Alcuni  per  comunicare  alla  Palla 
più  corpo  aggiungono  un  poco  d'  Amido  ,  sbatten- 
dolo con  la  patta  infieme  ,  fintantoché  retti  incorpo- 
rato .  Due  ,  o  tre  onde  di  Cocciniglia  ,  o  di  Le- 
gno del  Brafile  fono  fuffieien.ti  per  la  fudetta  opera- 
zione .  In  luogo  di  Cocciniglia  ,  o  Brafile  fi  può 
mettere  nella  lifeiva  uno  Straccio  ,  o  alcuni  Straccj 
di  tela  tinta  in  Grana  ,  o  di  Scarlatto  ;  e  fi  cono- 
feerà  quando  abbiano  lafciato  il  colore  ,  fc  cavan- 
doli dalla  lifeiva  ,  o  lavandoli  in  acqua  fredda  non 
la  tingono  .  La  Lifeiva  fé  manca  la  Soda  ,  fi  può 
fare  con  due  parti  di  cenere  di  Sarmenti ,  ed  una  di 
Calcina  viva  ,  come  fu  detto  fopra  .  (  1  ) 

In  altro  modo  fi  fa  il  Colore  di  Verzino . 

5.  Prendi  Verzino  in  minute   fchieggie  ,  e   ponilo 
in  infufione  in  acqua  ,  in  cui  fia  fiata,  per  una  not- 
te un  poco  di  Calce  viva  ,  in  modo   che   fuperi  al- 
trettanto il  Verzino  ,  e  fallo  bollire  ,  dopo  che  fa- 
rà 

(  1  )  Pub  ancori  ufarfi  V  leipopha ,  cioè  Vejuco  roflò . 


Su  le  Vernici,  133 

rà  fiato  in  infufionc  molte  ore,  finché  cali  per  metà, 
e  poi  decanta  ,  e  melcolavi  un  poco  di  Allume  di 
rocca  ben  macinato  ,  quando  il  decotto  fìa  caldo  . 
Quello  lecco  che  lari  li  adopra  con  un  poco  di  Gom- 
ma »  Bonanni  . 

§.  2.  Color  Verde  . 

1.  Per  fare  un  belliliìmo  Verde  da  miniare  piglia 
Verderame  ,  Litargirio  ,  ed  Argento  vivo  ,  e  ma- 
cina con  orina  di  Putto  ,  ed  adopralo ,  che  avrai  un 
Verde  come  Smeraldo  . 

Altro  Verde  affai  bello  . 

2.  Piglia  un*  oncia  di  Verderame  fino  ,  un'  oncia 
di  Verde  eterno  ,  una  di  Giallo  fanto,  una  di  Cre- 
mor  di  Tartaro  ,  e  fei  grani,  e  meno  ancora  di  Al- 
lume di  rocca  .  Tutti  quefti  colori  mefcolati  fi  ma- 
cinano fottilmente  ,  fino  a  renderli  impalpabili  ,  ed 
uniti  ai  Cremor  di  Tartaro  fi  pongano  in  una  boc- 
cia di  vetro  ,  in  cui  fia  fiato  prima  poftó  ufi  bic- 
chier d'  Aceto  forte  ,  a  cui  fi  dovrà  aggiugnere  T 
Allume  di  rocca  ben  macinato  anch'  egli  ,  acciò  ca- 
vi fuori  il  verde  ,  e  dia  il  lucido  al  colore  . 

^  Avvertati,  che  fé  fi  metterle  in  elfo  maggior  quan- 
tità di  Allume  ,  il  Verde  non  riufeirebbe  bello  ,  e 
chiaro  ,  ma  pi  attorto  fi  verrebbe  ad  avere  un  colo- 
racelo contornato  di  un  Giallo  difaggradevoìe  .  Per 
provvedere  però  a  quefto  ,  quando  un  tale  acciden- 
te fofTe  accaduto  ,  bifogna  accrefeere  la  dofe  di  tut- 
ti gì'  ingredienti  ,  e  quella  del  Cremor  di  Tartaro 
ancora  ,  fempre  in  egual  porzione  ,  onde  con  ciò 
vengali  a  correggere  quella  alterazione  dell'  Allume. 
Ciò  fatto  ,  e  chiula  la  boccia  ,  fi  efpone  al  So- 
le ,  ed  ivi  fi  fa  ftare  finché  V  Aceto  ha  preib  colo- 
re ,  e  fi  è  fatto  un  poco  confidente  ,  e  fi  vede 
«fiere  il  tutto  venuto  a  perfezione  . 

Av- 


134  Parte  I.  De1  Trattenimenti 

Avvertali  però  ,  che  fui  principio  ,  vale  a  dire, 
nei  primi  giorni  bifogna  qualche  volta  agitare  la  ma- 
teria nella  boccia  ,  onde  meglio  fi  mefcolino  le  fo- 
ftanze  . 

Cavata  così  la  Tintura  Verde  ,  fi  decanta  il  li- 
quore chiaro  in  un'  altro  vafo  ,  e  fi  fa  feccare  .  Sul 
capo  morto  ,  o  fedimento  reflato  nella  boccia  ,  fi 
verfa  di  nuovo  altro  Aceto  ben  chiaro;  fi  agita  co- 
me fopra  la  materia  ,  e  fi  fa  Ilare  al  Sole  ,  come 
fi  fece  1'  altra  ,  e  ridotta  la  tintura  a  perfezione  , 
deliramente  fi  decanta  ,  di  maniera  che  col  chiaro 
non  venga  niente  di  feccia  ,  o  fondo  ,  e  fi  uniice 
all'  altra  prima  cavata  .  Quella  operazione  fi  potrà 
replicare  finché  vedali  ,  che  la  materia  ,  fulla  quale 
fi  rimette  T  Aceto  dà  colore  perfetto  . 

Da  quello  fi  eftraggono  ancora  altri  belliffimi  co- 
Jori  .  Perchè  fenza  il  Giallo  Santo  viene  un  Verde 
ofcuro  ,  con  poco  fi  avrà  meno  ofcuro  ,  e  con  do^ 
fé  ardita  ,  o  moltiffimo  giallo  diverrà  un  Verde  af- 
fai aperto  ,  ed  è  provato  .  Guidotti  . 

Altro  Verde  per  la  Miniatura  . 

3.  Macinarai  Verde  -Gris  con  Aceto  ,  ed  un  po- 
co di  Tartaro  ,  e  quando  farà  bene  ridotto  in  poi- 
vere  ,  aggiugnerai  un  poco  di  calcina  viva  ,  e  Ver- 
de di  Velcica  :  dopo  fi  macinarà  bene  il  tutto  ,  e  H 
confervarà  in  conchiglie  :  in  cafo  che  divenga  trop- 
po duro,  s'  ammorbidirà  con  Aceto  . 

Altro  per  lo  flejfo  /oggetto . 

4.  Prendi  Verde -Gris  ,  e  lo  macinarai  fopra  la 
Pietra  dei  Pittori  con  una  terza  parte  di  lale  di  Tar- 
taro ,  e  di  Aceto  bianco  . 

§.  3.  Per  fare  la  Lacca  di  Grana* 
r.  Piglia  una  Libbra  di  cimatura  di  fcarlatto  fino, 
e  ponila  in  una  pignatta  nuova  piena  di  lifeia  non 

trop- 


Su  le  Ventici  ,  135 

troppo  forte  ,  e  falla  ben  bollire  ,  affinchè  la  lifeia 
medelìma  prenda  il  colore  ;  poi  abbi  un  facchetto 
aguzzo  nel  fondo  ,  e  dentro  poni  la  detta  cimatura 
con  la  lifeia  ,  acciochè  cada  in  un  altro  vafo  poli- 
to ,  e  lavala  poi  nella  detta  colatura  ;  e  fé  vedrai 
la  cimatura  colorita  ,  torna  a  bollirla  con  altra  li- 
feia ,  e  fa  come  fopra  ,  finché  retti  fenza  colore. 

Preparata  quefta  colatura  ,  prendi  acqua  chiara,  e 
fa  in  ella  liquefare  oncie  cinque  di  Allume  di  roc- 
ca al  caldo  ,  rifcalda  anche  la  colatura  di  prima  ,  e 
tutto  meicolato  getta  in  facchetto  polito  ,  e  lafcia 
colare  in  un  vafo  netto  ;  e  fé  la  colatura  è  roffa  , 
tornala  a  porre  nel  tacchetto  più  volte  ,  finché  efea 
T  acqua  chiara  ;  per  ultimo  con  un  coltello  di  le- 
gno ,  o  di  odo  radi  il  facchetto  ,  e  coglierai  il  co- 
lore rimafto  in  elio  ,  il  quale  fi  pone  a  feccare  fo- 
pra un  fondo  netto  all'  ombra  ,  e  farà  Lacca  bellif- 
fìma  .  D.  Aleilìo  Piemontefe  lib.  4.  pag.  90. 
Lacca  di  Verzino  . 

2.  Prendi  due  fecchj  di  lifeia  forthlima ,  e  metti- 
vi dentro  una  libbra  di  cimatura  roffa  ,  e  falla  bol- 
lir bene  ,  e  ponila  in  vafo  di  pietra  ,  o  majolica  , 
e  gettavi  a  poco  a  poco  una  libbra  di  Allume  di 
rocca  ,  mefcolando  con  fpatola  di  legno  ,  e  gettavi 
due  fecchj  d'  acqua  frefea  a  poco  a  poco  ,  poi  met- 
ti ciò  in  facchetto  aguzzo  ,  e  lafcialo  colare  ,  ed 
avrai  il  corpo  ,  che  metterai  in  vafo  di  vetro  .  Poi 
fa  bollire  il  Verzino  ,  finché  cali  un  dito  ,  e  fallo 
colare  per  facchetto  .  Quefta  colatura  fi  rimette  al 
fuoco  con  un'  oncia  di  Gomma  Arabica  in  polvere, 
e  tanto  bolla  ,  che  cali  circa  un  dito  ,  e  gettala  fo- 
pra il  detto  corpo  ,  mefcolando  con  fpatola  di  le- 
gno •  poi  ponila  in  un  lacchetto,  e  fa  colare  P  ac- 
qua chiara;  quello, che  rimane  nel  facchetto , farà  la 

Lac- 


136         Parte  I.  De  Trattenimenti 

Lacca ,  la  quale  fi  porle  a  feccare  all'  ombra  .  D.  A- 
leffio  citat.  pag.  70. 

Altro  metodo  di  fare  la  Lacca . 

3.  Prendi  tre  quarti  d'  oncia  di  legno  Brafile  ben 
minuto  ,  una  foglietta  d'  acqua  chiara  ,  un  groffo, 
e  mezzo  di  Allume  di  rocca  ,  un  groflb  di  Gomma 
Arabica  ,  una  dozzena  ,  e  mezza  di  grani  di  Sale 
di  Tartaro  ,  la  grofìezza  come  di  due  Nocciuole  di 
Criftallo  minerale,  tre  quarti  d'  offo  di  feppia  rafpa- 
to  ,  ed  affai  bianco  ;  fa  tutto  bollire  in  una  padel- 
la fino  ai  due  terzi  ;  dopo  la  colarai  per  un  pan- 
no lino  groffo  ,  e  per  la  più  beila  lo  colarai  quat- 
tro volte  .  Colata  che  fia  ,  fi  efpone  al  Sole  ben 
coperta  a  feccare  .  Quella,  che  più  predo  fi  lecca  è 
la  più  bella  .  Quella,  che  reftarà,farà  ancora  un  co- 
lor violato  ,  fé  vi  fi  pone  acqua,  e  fi  fa  bollire  co- 
me fopra.  Secrets  concernant  les  Arts  e  Metiers  to- 
me Premier  C  ha  pi  tre  VI. 

§.  4.  Imitare  le  Macchie  di  Tartaruga  co- 
sì bene  ,  che  difficilmente  da   quel- 
la fi  diflinguo}iOé 

1.  Preparato  prima  ciò  ,  che  fi  vuole  ^  macchiare  , 
fi  deve  tingere  con  colore  tendente  al  giallo  ,  oppu- 
re rodo  pallido  ,e  fopra  quello  fondo  fare  delle  mac- 
chie ,  ove  più  ,  ove  meno  cariche  di  colore  con  lo 
fpalto  ftemperato  in  acqua  di  ragia  ,  onde  fi  efpri- 
mano  le  macchie  ordinariamente  vedute  nella  Tarta- 
ruca  .  Preparato  tal  fondo  ,  fi  copre  con  Vernice  , 
principalmente  con  quella  comporta  di  Gomma  Lac- 
ca ,  e  fpirito  .  Si  può  anche  a  luogo  a  luogo  ,  pri- 
ma di  darle  la  Vernice  ,  toccarla  un  poco  con  om- 
bra di  Minio  ,  che  appena  appaja  ;  come  anche  fi 
ha  da  procurare  di  lafciar  intatte  le  macchie  giallic- 
cie ,  e  quelle,  che  tendono  al  roliìccio  .  Si  poflono 

fa- 


Sit  le  t^ernttt .  137 

fare  ancora  delle  altre  macchie  ,   col   framif  chiare   il 
Minio  col   Nero  .  Bonanni  ,  e  Guidotti  . 

2.  Prendi  un'  oncia  di  Litargirio  d'  oro  ,  mezz* 
oncia  di  Calcina  viva  •  lì  deve  mefcolare  ,  e  maci- 
nare tutto  infìeme  con  1'  orina  ,  ma  in  modo  ,  che 
non  relìi  ne  duro  ,  ne  troppo  molle  ,  ma  in  conlì- 
iìenza  di  polenta  :  ciò  fatto  fi  applicarà  fopra  cor- 
no ;  e  tre  ,  o  quattro  ore  dopo  lavarai  la  materia, 
ed  il  corno  farà  colorito. 

Altro  modo  . 

3.  Prendi  Calcina  viva  ,  Orpimento ,  Ceneri  gra- 
vellate  ,  ed  Acqua  forte  .•  mefcolarai  bene  il  tutto 
inlìeme  ,  e  fi  tinge  il  Corno  ,  imitando  le  macchie 
della  Tartaruga.  Secreti  Tom.  I.  Chap.  Vili. 

§.  5.  Azzurro  di  Berlino  ,  e  metodo 
per  fabbricarlo  < 
1.  Le  operazioni  i'ono  le  feguenti  :  Prima  analiz- 
zate infieme  quattro  onde  di  Nitro  ,  ed  altrettante 
di  Tartaro  .  Seconda  :  Mefchiare  bene  quefto  Alca- 
li con  quattro  onde  di  Sangue  di  Bue  feccato  ;  po- 
nete il  tutto  in  un  Crogiuolo ,  turato  con  un  coper- 
chietto  forato  con  un  piccolo  buco  ,  e  calcinatolo 
con  fuoco  moderato  ,  finché  il  fangue  fia  ridotto  in 
perfetto  carbone  ,  vale  a  dire  finché  non  efea  più, 
fumo  ,  o  fiamma  capace  di  annerire  i  corpi  bianchi, 
che  alia  fteifa  lì  eipongono.  Accrelcete  il  fuoco  ver- 
fo  la  fine,  dimodoché  tutta  la  materia  contenuta  nel 
crogiuolo  fia  mediocremente  ,  ma  fenfibilmente  in- 
fuocata .  Terza  :  Gettate  in  due  pinte  d'  acqua  la 
materia  del  Crogiuolo  ancora  tutto  infuocata,  e  da- 
tegli una  mezz'  ora  di  ebollizione  .  Decantate  que- 
fta  prima  acqua  ,  e  paffatene  di  nuovo  fopra  il  re- 
siduo nero  ,  e  carbonofo  ,  finché  ella  divenga  quafi 
inlìpida  .  Meichiate  inlìeme  quelle  acque  ,  e  per  vii 

della 


X38         Parte  I.  De7  Trattenimenti 

della  ebollizione  fatele  ridurre  a  quali  due  pinte  .  Da 
un  altro  canto  difciogliete  due  onde  di  Vitriolo,ed 
otto  onde  di  Allume  in  due  pinte  d'  acqua  bollen- 
te ;  mefchiate  quefta  diflbluzione  tutta  calda  colla 
Jifcia  precedente  tutta  calda  .  Si  farà  una  grande  ef- 
fervefcenza  *  i  liquori  s'  intorbidaranno  ,  e  diver- 
ranno di  un  color  verde  più  ,  o  meno  azzurro  ;  e 
vi  fi  formerà  un  precipitato  ,  o  depofizione  del  me- 
defimo  colore  \  filtrate  per  feparare  tal  depofizione  , 
verfatevi  fopra  dello  fpirito  di  fale,  e  melchiato  che 
lo  avrete  bene  con  ella  ,  queft'  acido  farà  prendere 
fubìtamente  un  belliffimo  colore  azzurro  alla  feccia. 
E5  cofa  eflenziale  di  metterne  piuttofìo  più,  che  me- 
no ,  finché  fi  vegga  ,  che  egli  accrefca  ognor  più  la 
bellezza  del  colore  . 

Lavate  quello  Azzurro  il  giorno  feguente  ,  fin* 
che  1*  acqua  efca  infipida  ,  e  fatelo  feccare  dolce- 
mente . 

Tale  è  il  primo  metodo  ,  col  quale  fi  fa  1'  Az- 
zurro di  Berlino  ,  o  di  Pruffia  .  Volendo  farne  in 
maggior  copia  fi  accrefcono  le  Dofi  delle  materie  a 
proporzione  .  Wodrad  della  R.  Societ.  di  Londra  an- 
no 17*4-  Tranlazioni  Filofofiche  in  detto  anno. 
Altro  Metodo  . 

2.  Prendi  otto  libbre  di  Tartaro  roflb  ,  ed  altret- 
tante di  Sangue  di  Bue  fecco  ,  e  ridotto  in  piccoli 
pezzi  ;  tre  libbre  di  Argilla  ;  una  libbra  ,  ed 
otto  onde  di  Salpietra  di  feconda  cottura  .  Riduca- 
li il  tutto  a  polvere  groffolana  ,  e  pongafi  in  un 
Crogiuolo  in  mezzo  di  un  Fornello  ,  dandogli  fuo- 
co graduato  ■  Paffete  quattro  ore  di  buon  fuoco  , 
quando  già  la  materia  farà  ridotta  ad  una  fpe- 
cie  di  paiìa  ,  e  che  già  non  efala  più  fumo  ,  e 
fi  trova  egualmente  infuocata  ,  fi  porrà  con  un  cuc- 
chi*- 


Su  le  fornici  .  139 

chiajo  in  due  Vali  grandi  pieni  d'  acqua  bollente  . 
Quella  lil'eiva  li  cola,  e  fi  mefcoìa  con  una  diffolu- 
zionc  di  otto  libbre  di  Allume  ,  e  due  libbre  di  Vi- 
triolo  verde  .  Si  farà  una  elicrvefeenza  ,  e  dopo  fi 
precipiterà  una  depolìzione  verde  ,  la  quale  fi  mu- 
tarà  in  azzurra  ,  avvicinandola  con  una  porzione  di 
Spirito  di  Saie  .  Si  lava  quella  materia  ,  o  Fecula, 
velandogli  fopra  molte  volte  acqua  calda  ,  con  cui 
perde  V  acido  .  Per  quello  metodo  fi  cavano  ven- 
tuna  ,  o  ventidue  oncie  di  Azzurro  bello. 

3.  Due  libbre  di  Tartaro  rollo  ;  tre  di  Sangue  di 
Bue  difeccato  ,  altrettanto  di  Calcina  viva  di  frefeo 
bruciata  ;  una  libbra  ,  ed  otto  oncie  di  Salpietra  . 
Si  opera  come  nel  metodo  precedente  .  Pongali  la 
lifeìva  di  quefta  materia  in  due  pignatte  con  acqua, 
mefcolandogli  una  foluzione  di  due  libbre  ,  ed  ot- 
to oncie  di  Vetriolo  verde .  La  calcinazione  farà  me- 
no lunga  .  Quella  operazione  darà  folamente  fette 
oncie  di  Fecula  ,  che  non  ha  bifogno  di  eifere  av- 
vivata. La  fua  bellezza  ricompeniarà  la  fcarfa  quan- 
tità, perchè  quello  Azzurro  eccede  tutti  gì'  altri  ,  e  fa 
lo  fletto  effetto ,  che  1*  Oltremare ,  e  di  più  refifte  all'  Ària . 

4.  Due  libbre  di  Tartaro  roffo  ;  una  libbra  ,  ed 
otto  oncie  di  Nitro  ,  che  è  il  Salpietra  ;  una  lib- 
bra di  Calcina  viva  ;  tre  libbre  di  Sangue  di  Bue 
fecco  .  Calcinato  il  tutto  come  fopra  ,  e  fatta  lifci- 
va  ,  come  fi  è  detto  ,  fi  verfa  quefta  in  una  folu- 
zione di  quattro  libbre  di  Allume  ,  e  di  una  lib- 
bra di  Vetriolo  .  Pattata  1'  effervefeenza  fi  preci pi- 
tarà  la  polvere  azzurra  ,  o  Fecula  in  quantità  ;  di 
ventifei  oncie  incirca  ;  è  fimile  all'  Azzurro  del  ter- 
zo Metodo .  (  1  )  Colla  affai  i'  Azzurro  d*  Oltrema- 
re > 

(1)  Giornate  et  Italia  cart.  22.  ,  il  quale  pone   altri  meto- 
di 


140  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

re  ,  e  perciò  gli  è  flato  foftituito  comunemente  quel- 
lo di  Berlino,  attefo  il  mediocriffimo  prezzo  di  que- 
llo ultimo  . 

§.  6,  Azzurro  fenza  il  Lapìslazulo  * 
i.  Argento  vivo  parti  due  ;  Solfo  parti  tre  *  Sa- 
le Ammoniaco  parti  quattro  .  Poni  il  tutto  in  boc- 
cia ben  lutata  (opra  il  Fornello  a  vento  ;  e  quan- 
do vedrai  il  fumo  azzurro  levala  dal  fuoco,  e  fred- 
da che  fia  ,  farà  fatto  un  bel  colore  .  Bonanni  (  i  ) 
Vedi  la  part.  2.  del  Tratten.  IV. 

Per  imitare  il  Lapìslazulo  . 

2.  Si  prende  Azzurro  ,  ovvero  Smaltino  {tempe- 
rato con  Vernice  di  Gomma  Lacca  ,  e  prima  che 
Ha  fecca  fi  fpruzza  con  fpruzzo  d  oro  .  Quando 
farà  lecco  fi  ricopra  con  la  Vernice  bianca  più  vol- 
te ,  e  poi  fi  polifca  .  Bonanni  . 

Porfido  finto  . 

3.  Per  imitare  il  Porfido  fi  fa  il  fondo  di  terra 
Roifa  d'  Inghilterra  ,  o  col  Cinabro  ,  e  uri  poco  di 
Nero  .  Poi  fi  fpruzza  con  Biacca  ,  e  fopra  fi  copre 
con  la  Vernice  ,  e  polifce  .  Lo  ftelfo . 

Color  di  Bronzo  ftmile  al  vero* 

4.  Macinai!  colf  acqua  Terra  Verde  di  Verona  , 
in  modo  che  venga  finifiima  ;  apprefso  fi  unilce  con 
colla  di  ritagli  ,  ed  unita  fé  ne  danno  due  ,  o  tre 
mani  fopra  la  cola  ,  che  fi  vuole  dipinta  a  colore 
di  Bronzo ,  la  quale  deve  prima  efsere  velata  di  Geflo . 
Ciò  fatto  fi  dà  mano  a  frammenti  di  Crogiuolo  nuo- 
vo , 

eli  poco  divertì  .  Grifielini  Dizionario  dell'  Arti  y  e  de  Me- 
ft'teri  nella  Voce  Azzurro  di  Berlino  deferi  ve  il  metodo 
primo  . 
(  1  )  Il  Tom.  1.  Secrets  concemant  les  Arts  ,  &  Metiers 
Chap.  VI.  infegna  a  fare  1'  Azzurro,  che  pare  fimile  all' 
Oltremare  ,  fenza  Lapislazulo  . 


Su  le  Vernici  ,  141 

vo  ,  e  fi  macinano  pure  con  acqua  ,  unendo  ad  ef- 
fi  un  poco  di  Biacca  ,  quando  li  volere  il  colore 
più  chiaro  . 

Preparata  così  la  materia  del  Crogiuolo  ,  fi  (lem- 
pera  coli'  accennata  colia  ,  e  lì  dà  (opra  la  terra  ver- 
de fatta  prima  lecca  ,  continuando  a  darla  ,  finché 
r  opera  rielea  di  piacimento  . 

Fatto  ancor  quello  fi  può  porre   Copra   la   fuperfi- 
cie  del  lavoro  Porporina  ,   ed   Ottone    di    Germania 
I  macinato  fino  ,  e  particolarmente  nei  fidi  più  elpo- 
fti  ,  mentre  fembrarà  ,  che  venga  feoperto  il  metal- 
lo a  forza  di  maneggiarlo  .  Guidotti  . 

5.  La  Porporina  preparata  ,  come  ora  fi  dirà, fer- 
ve per  dare  naturalezza  a  qualche  lavoro  ,  qumdo 
vogliafi  ,  che  imiti  il  Bronzo  .  Si  macina  dunque 
ì  la  Porporina  con  un  dito  in  una  fcodella  ,  entro  cui 
fia  orina  chiara  ,o  lifeiva  vergine  .  Macinata  che  fia 
fi  lafcia  precipitare  a  fondo  ,  decantando  poi  con 
deprezza  o  1'  orina,  o  la  lifeiva  adoperata.  Ciò  fat- 
to fi  replica  P  operazione  medefima  ,  finché  il  flui- 
do ufato  fia  addivenuto  chiaro  :  in  appreilo  fi  cola 
per  pezza  ,  e  colato  fi  unifee  alla  materia  ,  che  re- 
tta fulla  pezza,  zafferano,  feiogliendo  in  appreifo  la 
miftura  con  acqua  di  gomma  .  D.  Aleffio  Piemonte- 
te  preiio  Bonanni  cap.  xx.  5  e  Guidotti.  (z) 
§.  7.  Colore  Rojfo  . 

1.  Il  Sangue  di  Drago   in   lagrima   macinato   con 
fapone  ,  ed  acqua  un  poco  gommata  dà  un  bei  co- 
lo- 

(  2  )  La  Porporina  è  una  materia  offaftra  ,  che  i  foli  Vene- 
ziani hanno  V  Arte  ,  per  quante  i:  dice  ,  ói  eftrarre  dal 
Rame  .  Viene  diitribuita  in  Italia,  fo^to  il  nome  di  Bron- 
zo ro(fo  ,  e  fi  adopera  per  colorire,  a  bronzo  le  Carrozze 
di  prezzo  .  Valinoiu  df  Somare  ì>\zionario  nella  Voce  Por- 
por'ma  , 


142  Parte  L  De*  Trattenimenti 

lore  rofìfo  .  Crefcendo  il  fapone  fi  ha  un  color  cre- 
mili j  tornando  ad  aumentare  la  quantità  del  fapo- 
ne viene  fuori  un  bel  Perfichino  ;  e  mettendovene 
affai  poco  ,  il  colore  fi  fa  di  Carmino  .  Guidotti. 

2.  Per  fare  un  bel  campo  roffo,  come  fanno  in 
Francia  ,  ed  in  Inghilterra,  fi  pratica  nel  modo  le- 
guente  .  Prima  d'  ogni  cola  fi  dà  fopra  il  lavoro 
una  ,  o  più  mani  di  Geilo  (temperato con  colla,  co- 
me fanno  gì'  Indoratori  ,  e  pofcia  s'  uguaglia  col 
raffetto  ,  e  fi  polifce  .  Ciò  fatto  fé  gli  dà  una  ma- 
no di  Minio  ,  o  più  ,  fciolto  con  colla  di  Pefce  , 
procurando  che  il  colore  refti  eguale:  indi  un'altra, 
o  più  mani  di  Lacca  fina  ,  lecco  che  fia  il  Minio  , 
quando  fi  voglia  ofcuro  .  Se  poi  fi  deiìdera  chiaro, 
e  brillante  fi  copre  d'  una  ,  o  più  mani  di  Cina- 
bro macinato  ,  ed  incorporato  con  Lacca  ;  e  quan- 
do quefto  colore  è  fecco  fi  vela  di  Carmino  ,  fin- 
ché piaccia  il  colore  ,  e  fia  eguale .  (  1  ) 

Dopo  a  fuo  tempo  fé  gli  dà  fopra  una  Vernice 
chiara  fatta  collo  Spirito  di  Vino  . 

Si  deve  avvertire,  che  il  Carmino  fi  deve  fcioglie- 
re  ,  e  (temperare  con  acqua  di  fonte  ,  o  di  fiume  > 
o  di  pioggia  ,  e  non  con  quella  di  pozzo  ,  mentre 
quefta  fa  diventar  il  colore  quafi  Morello  ;  e  la 
Gomma  Arabica  ,  e  molto  più  quella  de'  Pruni  lo 
fa  prendere  colore  più  chiaro  ,  e  bello  .  Guidotti. 
— >§.  Fate  una  lifciva  di  Sale  di  Tartaro  ,  entro  cui 
mettete  Legno  Brafile  per  lo  fpazio  di  una  notte  con 
un  poco  di  Allume  j  dopo  fi  feri  bollire  ai   fuoco  , 

fin- 

(  1  )  In  vece  di  Sangue  di  Drago  fi  pub  fare  la  prova  con  il 
colore  roffo  cavato  dai  granelli  dell'  Urueui  ,  col  quale  fi 
tingono  gì'  Indiani  Pajagua  ,  ed  altri  ;  ovvero  con  l' lei- 
popita  ,  e  Radica  Roffa ,  adoprata  dalle  Donne  Spagnole, 
ed  Indiane  nel  Paraguaj. 


Su  le  Vernici  .  143 

finché  fccmi  due  terzi  ;  di  poi  fi  cola  ,  e  vi  fi  ag- 
gi ugnerà  la  Gomma  Arabica  per  fervicene  .  L'  Al- 
lume rende  il  colore  più  ,  o  meno  ofeuro  ,  e  bru- 
no .  Secreti  &c.  Chup.  VI. 

4.  Per  dare  alla  Lacca  un  colore  bellifììmo  fi  ope- 
ra così  .  Si  macina  la  Lacca  fottilmente  con  acqua 
pura  ,  aggiugnendo  ad  ella  nel  macinarla  due ,  o  tre 
goccie  d'  olio  di  Tartaro  frefeo  ,0  più  ancora  fe- 
condo la  quantità  della  Lacca  ,  che  fi  preie  a  maci- 
nare .  Con  tale  aggiunta  acquiftarà  più  bel  colore  y 
il  quale  diverrà  ancor  più  carico  ,  fé  i\  adoprerà  più 
olio  .  Ciò  fatto  fi  fa  feccare  all'  ombra  .  Guìdotti . 
Vedi  il  §.  1. 

§.  8.  Colore  Nero  . 

1.  Il  Nero  Fumo  di  Pino  ,  o  di  Avorio  brucia- 
to ,  e  ridotto  a  carbone  macinato  nella  Pietra  de* 
Pittori  con  Aceto  ,  ed  acqua  ,  finché  diventi  polve- 
re impalpabile  ,  è  eccellente  .  Si  conferva  in  una 
Vefcica  .  (  2  ) 

2.  Il  Nero  de'  Piedi  di  Montone, o  Caftrato  bru- 
ciati ,  e  ridotti  in  polvere  fina  ,  dà  un  Nero  vel- 
lutato . 

3.  Un  Nero  fino  fì  otterrà  col  metodo  feguente . 
Prendi  feorze  di  Noce  >  e  falle  bruciare  ,  od  arro- 
ftire  in  una  padella  di  ferro  .  Ciò  fatto  le  porrai  in 
una  icodella  piena  d7  acqua  >  e  dopo  le  macinarai 
lopra  la  Pietra  de'  Pittori  con  olio,  a  con  Vernice. 

4.  Si  prende  un  Lucignolo  di  Bombace  in  una  Lu- 
cerna d7  olio  di  Noce  .  Si  accende  ,  e  fi  copre  con 
piatto  di  terra  foftenuto  Copra  la  Lucerna  da  alcune 

pie- 

(  2.  )  Il  Nero  Fumo  >  che  fanno  le  fchieggie  dell* Albero  7Y- 
g*  1  o  Tagìbo  nel  Paraguaj  è  molto  migliore  >  che  il  Ne- 
ro  Fumo  del  Pino  Europeo . 


144         Parte  L  De1  Trattenimenti 

pietre  ,  perchè  fé  gli  attacchi    il    fumo  ;  appretto  fi 
raccoglie  il  fumo  ,  o   tutto  il  Nero  ,  che  fi  troverà 
nel  piatto  ,  e  fi   conferva  per  }'  ufo  . 
Nero  affai  bello  ,  e  facile  . 

i.  Prendi  buon  lnchioii.ro  nella  quantità  ,  che  ti 
piacerà  ,  e  ponilo  in  un  piccolo  Catino  nuovo  ,  e 
bene  cotto  .*  Dopo  efponilo  al  Sole,  acciò  fi  fecthi; 
e  quando  farà  bene  fecco  lo  levarai  dal  Catino  con 
un  coltello  .  Ciò  fatto  lo  macinami  in  modo  ,  che 
divenga  polvere  fottiliffima ,  e  la  mefcolarai  con  la 
Vernice  ,  e  riulcirà  un  Nero  beilifiìmo  . 

2.  Sì  macina  nella  Pietra  de*  Pittori  il  Nero  Fu- 
mo di  Lucerna  ;  quando  farà  bene  macinato  fi  po- 
ne in  un  vafo  di  terra  /  dopo  fi  mette  fopra  il  le- 
gno con  un  pennello,  e  quando  farà  fecco  fi  polifce. 

3*  Mettete  pezzi  di  ferro ,  come  chiodi  &c.  ,  che 
fiano  bene  rugginoiì  dentro    un    buon    Inchioftro  ,  e 
lafciateli  in  infufione  per  alcuni    giorni  ;  dopo  unge- 
rete il  legno,  e  quando  farà  bene  imbevuto  il  polirà. 
Nero  bello  per  dipingere» 

i.  Si  mefcoli  T  acqua  di  Foglie  di  Noce  con  Cal- 
ce viva  ;  fi  faccia  bollire  in  efla  miftura  Legno  , 
o  qualsivoglia  altra  materia  ,  e  reiìarà  tinta  di  un 
bel  nero  , 

2.  Si  mettono  in  Aceto  limature  di  ferro  ,  e  po- 
fte  in  vafo  coperto  ,  fi  sbatte ,  ed  agita  fortemente  , 
ed  è  un  bel  Nero  . 

Maniera  di  fare  alcuni  Inchioflri . 

i.  Si  frangono  due  Libbre  di  Galla  ,  e  fi  fanno 
bollire  in  cinque  ,  o  fei  libbre  d'  acqua  finché  fie- 
no ammollite  ,  e  non  reftino  ,  che  due  libbre  ,  o 
due  libbre  ,  e  mezza  d'  una  decozione  carica  di  co- 
lor gialliccio  ofeuro  .  Si  cola  con  forte  efpreflìone  , 
e  vi  fi  aggiungono  dieci  ,  o  dodici  oncie  di  Vetrio- 
lo 


Su  le  Vernici  .  145 

lo  verde  ,  o  bianco  ,  ed  un'  oncia  di  Gomma  Ara- 
bica frànta  ,  e  fi  lciolgono  a  fuoco  lento  .  Il  Ve- 
triolo ia  prendere  in  poco  tempo  al  liquore  un  co- 
lor Nero  ,  e  lo  fa  Inchioftro  ;  perchè  probabilmen- 
te T  acido  di  quello  Vetriolo  ,  indebolito  dalla  fo- 
ftanza  fulfurea  ,  ed  attorcente  della  Galla  ,  la  fui 
parte  ferrigna  ,  e  nera  fi  dilata  ,  e  fi  fa  vedere  nel 
liquore  .  Si  lafcia  npofar  1'  Inchioftro  ,  e  fi  fepara 
dalle  lue  feerie  ,  verlandolo  in  qualche  vaio  ,  do- 
ve fi  conferva  , 

Nota.  Un  gran  numero  d'  altre  materie  vegetabi- 
li ,  ed  aftringenti  potrebbero  fervire  in  luogo  della 
Galla  per  far  1'  Inchioftro,  come  fono  la  Ghianda, 
il  Legno  di  Quercia  ,  il  Legno  d'  India  Campec- 
cio ,  la  feorza  di  Melegranate  ,  il  Sommaco  ,  e  le 
Rofe  rotte  .  Molte  di  quefte  materie  in  vero  non 
rendono  per  1'  ordinario  1'  Inchioftro  così  tinto  ,  ne 
così  carico  ,  come  la  Galla  ,  ma  fanno  un'  Inchio- 
ftro ,  che  molto  gli  raflomiglia  ,  (  1  ) 

2.  Due  libbre  ,  e  mezza  d'  acqua  di  pioggia  ;  Gal- 
la ,  o  Algarrob'tlle  per  forta  quattro  oncie  ;  Gom- 
ma Arabica  (2)  un*  oncia.  Le  Galle  ,  o  Algarro- 
b:lle  pofte  in  infufione  fi  rifcaldano  fopra  ceneri  cal- 
de per  lo  fpazio  di  22.  ore  >  e  per  un  quarto  d'  o- 
ra  lì  fanno  bollire  foavemente  ;  agitafi  la  materia 
con  un  baftoncello  ,  fi  cola  in  altro  vafo  ,  ed  in 
quefto  fi  pone  la  Gomma  in  polvere  .  Si  ritorna  a 
porre  il  tutto  fopra  ceneri  calde  ,  o  in  fuoco   lento 

L  per 

(  1  )  Nel  Paraguaj  in  luogo  di  Galla  fi  adopera  1'  Algarr»- 
billa  ,  P  Erba  del  Paraguaj ,  e  la  feorza  del  legno  chia- 
mato in  Guarani  Ibaporaìti  ,  e  fi  fa  inchioftro  bello . 

(  2  )  La  Gomma  dell'  Albero  Ibopei  è  la  (tetta  ,  che  V  Ara- 
bica ;  e  ancora  quella  dell'  Albero  Campai . 


146         Par  fé  I.  De?  Trattenimenti 

per  un  quarto  d'-  ora  ,  e  fi  mefcola  come  prima  , 
acciochè  fi  fciolga  bene  la  Gomma  .  Viene  Inchio- 
ilro  bello  . 

3.  Vetriolo  ,  e  Gomma  Arabica  di  ciafcuna  cofa 
un'  oncia  ;  Galle  infrante  un'  oncia  ,  e  mezza  ;  pon- 
gali il  tutto  in  dieci  oncie  di  Vino  bianco  ,  o  di 
Aceto  .  In  un'  ora  refla  buono  quello  Inchioftro  per 
Ieri  vere  ,  vale  a  dire  ,  fi  può  ulare  dopo  un'  ora  , 
che  fia  fatto  . 

Inchioflro  fopraffino  . 

4.  Vino  bianco  generofo  ,  o  nero  oncie  48. ,  Gal- 
le d'  Ilìria  ammaccate  ,  e  non  in  polvere  oncie  %.y 
Vitriolo  Romano  intiero  oncie  2.  ,  Gomma  Arabi- 
ca oncie  1.  ,  Legno  Campeccio  oncie  3.,  Scorza  di 
Pomi  Granati  ,  o  Melegranate  oncie  2.,  Ferro  rug-\ 
ginofo  oncie  4.  Si  vuota  il  Vino  in  una  pentola  nuo- 
va ,  e  vi  fi  mette  in  infufione  per  due  giorni  il 
Campeccio  ,  le  Scorze  ,  ed  il  Ferro  :  dopo  fi  fa  bol- 
lire infieme  con  qutfti  ingredienti,  finche  redi  il  Vi- 
no netto  oncie  30  ,  e  fi  cola  per  pezza  fiifa  ;  poi 
vi  fi  aggiungono  le  oncie  3.  di  Galla  ,  e  fi  lafcia 
in  infufione  al  Sole  caldo  ,  oppure  fopra  la  cenere 
calda  otto  giorni  ,  maneggiandolo  di  fovente  ;  pofeia 
colato  fé  gli  aggiungono  le  oncie  2.  di  Vitriolo  ,  e 
lì  laida  pure  in  infufione  quattro  giorni  ,  maneg- 
giandolo come  fopra  .  In  fine  fé  gli  mette  la  Gom- 
ma Iciolta  in  Vino  generofo  ,  e  fi  lafcia  altri  due 
giorni  al  Sole  ,  o  al  calore  della  cenere  ,  movendo- 
lo fpeflb  ;  e  poi  fi  cola  in  vaio  invetriato  ,  e  me- 
glio in  vafo  di  vetro;  e  dopo  alquanti  giorni  avrai 
un'  Inchioflro  belliilìmo  . 

Chi  defidera  un'  Inchioftro  luftro  come  Vernice  , 
vi  aggiunga  Allume  di  Rocca  ,  ma  lì  afeiuga  diffi- 
cilmente. . 

Tut- 


ùei,  147 

Tutti  i  fudetti  Capimorti  ,  o  redimenti  ricavati 
dalle  colature  fi  rimetteranno  nella  detta  pentola 
con  oncie  15.  di  Vino  ,  e  fi  efporranno  per  altri 
otto  giorni  al  Sole  ;  e  così  lì  tornarà  ad  avere  un* 
Incholìro  ,  che  potrà  fervire  per  render  fcorrevole 
il  primo  ,  in  cafo  che  diveniile  troppo  fiflo  .  Gui- 
doni . 

5.  Due  libbre  del  migliore  Aceto  ,  13.  libbre  d' 
acqua  piovana  :  fate  bollire  quelli  liquori  mefcolati 
infìeme  ;  di  poi  mettetevi  mezza  libbra  di  Vitriolo 
marziale  calcinato  .  Lafciate  il  tutto  in  digeftione 
per  24.  ore  in  vafo  di  terra  invetriato  ;  aggiugnete- 
vi  una  libbra  ,  e  4.  oncie  di  Gallozzole  ,  che  fieno 
fiate  colte  prima  ,  che  follerò  mature  ,  ridotte  in 
polvere  groilolana  ,  e  5.  oncie  di  Gomma  Arabica  : 
agitate  il  tntto  di  tratto  in  tratto  con  una  bacchet- 
ta di  legno  ,  ed  in  quattro  ,  o  al  più  in  cinque 
giorni  avrete  un'  inchioftro  nerilìimo  ,  e  perfettiifi- 
mo  ,  e  che  per  molti  anni  fi  conferva  lenza  la  me- 
noma alterazione  . 

11  modo  ufato  dagli  Ebanifti  per  tingere  legni  di- 
verto" in  colore  di  Ebano  è  fcritto  nel  Trattenimen- 
to Vili.  Eccone  un'  altro  . 

6.  Mettete  Galle  in  infufione  entro  dell'  Aceto  , 
nel  quale  fiano  fiati  pezzi  ,  o  chiodi  di  ferro  rug- 
ginolo,;  con  quello  liquore  fi  tinge  il  legno  ,  e  do- 
po fi  pollice  . 

7.  Altro  .  Prendete  legno  dell'  India  ,  cioè  Cam- 
peccio tagliato  minuto  ,  ed  un  poco  d'  Allume:  fa- 
te bollire  1'  acqua  ,  nella  quale  lìaranno  in  infufio- 
ne fintantoché  divenga  di  colore  violato  .  Di  queft' 
acqua  darete  alcune  mani  al  legno  fintantoché  pren- 
da lo  fteflò  colore  violato .  Dopo  farete  bollire  Ver- 
detto ,  cioè  Verde  -  Gris  in  Aceto  fino  alla  diminu- 

zio- 


148  Parte  I.  De   Trattenimenti 

zione  d'  un  terzo  ;  con  quefto  gli  darete  tante  ma- 
ni ,  quante  vedrete  efiere  neceffarie  ,  affinchè  il  le- 
gno prenda  colore  nero  .  Per  contraffare  il  colore 
dell'  Inchioftro  Chinefe  vedi  la  Parte  IL  del  Trat- 
tenimento IV.  Num.  VIIL 

Inch'tofìro  fim'tle  al  Chinefe, 

Prendete  Nero  fumo  bruciato  entro  un  Crogiuo- 
lo ,  o  Pignattino  fintantoché  non  fumi  più  ,  maci- 
natelo fopra  il  Porfido  ,  o  Marmo  infieme  con  ac- 
qua di  Gomma  Dragante  bene  carica  ,  poi  mefcola- 
tevi  altrettanto  d'  Indaco  ben  bruciato  ,  e  macina- 
to .  Si  macinaranno  inlìeme  per  il  tempo  di  due  ore, 
per  mefcolar  bene  il  tutto  .  Ciò  fatto  fi  ammalia 
perfettamente  la  materia,  e  fi  formaranno  li  Ballon-' 
cini  d'  una  groffezza  proporzionata  ,  che  fi  mette- 
ranno a  feccare  al  Sole  ,  già  tagliati  con  un  coltel- 
lo ,  e  fé  piace  fi  pongono,  in  ftampi  di  Latta  ,  o 
di  ferro  .  Ma  perchè  la  Gomma  non  fi  attacchi  agli 
ftampi  ,  quefti  fi  polverizzano  con  Nero  fumo  ,  o 
di  offa  di  Perfico  &c. 

Altra  maniera  .  Nero  fumo  bene  fternperato  nelF 
Acquavite  ,  dipoi  fi  mette  alcune  volte  nelT  acqua 
comune  chiara  per  feparare  le  parti  grofle  ,  ed  alla 
terza  volta  ,  che  fi  deporrà  nel  fondo  del  vafo  fi 
farà  (correre  attentamente  P  acqua  per  inclinazione  : 
quello  ,  che  reflarà  nel  fondo  fi  raccoglie,  e  fi  met- 
te fopra  Colla  nuova  d'  Inghilterra  bene  (temperata. 
Ciò  fatto  fi  macina  il  tutto  fopra  il  Marmo  per  in- 
corporarlo :  Si  formano  li  baftoncini  della  parta  ,  e 
fi  lafcia.no.  feccare  . 

Nota  .  Il  Carbone  di  Fave  fecche  ferve  come  il 
Nero  fumo  .  (  1  )  Al- 

(  1  )  Secret s  conccrnant  les  Ans  ,    &-  Metter s  ,  Tome  Pre- 
mier Chapitre  x.  pag.  275. 


Su  le  Vernici  .  149 

Mtra  maniera  .  Si  prendono  Nocciuoli,  cioè  of- 
fa di  Perlico  ,  o  di  Àrm$m*chc{i)  fi  gettano  via 
le  Mandorle  ,  riservando  foltanto  le  feorze  dure,  o 
Gufcj  ,  i  quali  ti  hanno  d.i  inviluppare  ben  tane  fra 
due  foglie  di  Cavolo,  T  una  (opra  1'  altra  ,  legan- 
do efattamente  il  falcio  ,  o  inviluppo  ,  e  fi  mette 
entro  un  Forno  ,  quando  fi  vuole  cuocere  il  pane, 
nel  tempo  di  metter  quello,  o  prima  di  metterlo  . 
Conviene  ,  che  i  Gufcj  lì  riducano  in  carbone  otti- 
mamente confumato  ,  ma  lenza  ,  che  fi  brucino  , 
e  fenza  che  facciano  fiamma  . 

Quando  quello  carbone  è  fatto  fi  lafcia  raffreddare 
nell'  inviluppo  ;  quello  di  poi  fi  leva  via  ,  ed  il 
carbone  fi  macina  dentro  un  mortajo  coperto  con  una 
pelle  ,  al  traverfo  di  cui  fi  farà  pattare  il  piftello  , 
e  riducafi  in  polvere  finilììma  .  Nello  Hello  tempo 
fi  fa  ilemperare  nell'  acqua  Gomma  Arabica  in  buo- 
na quantità  ,  in  maniera  ,  che  1'  acqua  rielea  un 
poco  denfa  . 

Dopo  fi  pone  quella  polvere  fopra  il  Marmo  li- 
feio  ,  e  fopra  s'  infondono  alcune  gocciole  d'  acqua 
di  Gomma  i  e  fi  fa  una  palla  nella  fletta  maniera  , 
che  fi  fa  con  i  colori  .  Si  pone  quella  palla  in  pic- 
coli flampi  di  Latta  ,  o  di  Cartone  impiallrati  con 
cera  bianca  ,  e  così  s'  impedifee  ,  che  la  Gomma  il 
attacchi  .  Lafciafi  feccare  ,  e  dopo  fi  adopera  . 

Nora  .  Nel  cafo  ,  che  mancalfe  la  comodità  dei 
Forno  ,  fi  pongono  i  Fafcj  nel  Focolare  del  Cami- 
no ,  quando  già  fia  accefo  ,  e  fi  coprono  colla  ce- 
nere ,  e  fopra  vi  fi  mette  il  fuoco  .  (  3  ) 

Sa- 

(2)  In  Spagnolo  Albar'tcoques ,  a  Ravenna  Mognache>  e  Be- 

r'teochi  . 
(  j  )  L  pronome  ,   ov    Dìttionahe  Portatif.  du  X2uhivateur , 

To- 


150         Parte  I.  Be'  Trattenimenti 

Sarebbe  più  acconcio  mettere  i  Gufcj  entro  una 
Pignatta  nuova  ,  o  dentro  un  Crogiuolo  ,  otturan- 
dolo ben  bene  con  creta  ,  e  ponendolo  fopra  la  ce- 
nere calda  vicino  al  fuoco  ,  e  fopra  la  coperta  po- 
nendo alcune  brafcie  dello  fteifo  fuoco  . 

TRATTENIMENTO  XX. 

Alcune  belle  Vernici  della  China. 

LE  Compofizioni  di  quefte  Vernici    riporta    il    P. 
Carlo  Plumier  Minimo  ,  (  1  )  il  quale    non   du- 
bita chiamarle  vere    Vernici    Chinefi  •   e   fi    maravi- 
glia ,   come   effendo   fempliciffime   ,   non   fiano   be- 
ne 

Tome  Premier  ,  vcrb.  Encre  .  Scrive  /'  untore  ,  che  que- 
y?a  è  Nouvelle  maniere  de  (aire  de  /'  Encrs  de  la  Chine  , 
e  ejì-à  dire  de  la  meme  materie  ,  &  de  la  memi  fa  fon 
don  les  cbinois  la  prèpareut  . 

Ma  io  fono  perfuafo  ,  che  non  è  così  :  perchè  1'  Inchio- 
ilro  della  China  è  una  rara ,  e  mirabile  compofizione  ,  che 
fi  è  tentato  in  vano  d'  imitare  in  Europa  . 

Dicefi  ,  che  fi  prepara  con  Nero  fumo  di  differenti  fpecie  ; 
ma  T  ottimo  è  quello  fatto  dei  fumo  di  graffo  porcino  . 
Sì  mettono  due  libbre  di  quefto  graffo  in  un  Catino  ;  vi 
fi  colloca  nel  mezzo  una  miccia  accefa  ;  fi  copre  il  tut- 
to con  un  piatto  inverniciato  ,  facendo  in  guifa  ,  che  vi 
relli  quel  men  di  apertura  ,  che  è  pofiìbile  tra  il  piatto  , 
ed  il  Catino  .  Quando  fi  è  lafciata  ardere  la  miccia  per 
un  certo  tempo  ,  fi  raccoglie  il  Nero  fumo  ,  che  fi  è  for- 
mato di  fotto  al  piatto  ,  fi  calcina  ,  e  fi  digraffa  ,  cioè  fi 
brucia  come  il  Nero  fumo  di  Pino  &c.  per  digraffarlo  .  I 
Chinefi  vi  mefehiano  infieme  un  certo  olio  ,  e  vi  aggiun- 
gono altri  ingredienti  odorofi  per  levarne  il  rancidume  dell' 
olio  .  Mefcolato  che  1'  hanno  ,  e  ridotto  ad  una  palla 
giuda  ,  lo  mettono  in  una  forma  per  figura»  lo  . 

(  :  )  Le  Torneour  a  perfettion  Ante.  XII.  Chapitre  W. 


Su  le  Vernici  .  i$i 

ne  riufciti  parecchi    ingegnofi  uomini    nella   di    loro 

manipolazione  .  Servono  per  applicare  fopra  il  legno. 

Vernice  RojJ.j  con  Gomma  Lacca, 

Prendi  Gomma  Lacca  in  b.-ftoncelli  ,  o  in  grani, 
la  levarai  bene  dai  b.dloncelli  ,  lavandola  in  molte 
fecchie  d'  acqua  per  cavarne  la  tintura  .  Poi  lalcia- 
la  leccar  bene  ,  perchè  la  minima  umidità  guafta- 
rebbe  tutto  .  Quando  farà  bene  lecca  la  macinarai 
in  un  mortajo  aliai  netto  .  Se  ti  lervirai  della  Lac- 
ca in  granelli ,  conviene  fciegliere  la  più  chiara  ,  e 
la  più  limpida,  purgandola  bene  dalle  lue  fporcizie, 
e  per  il  rimanente  operare  come  con  quella  dei  ba- 
ftonctlli  . 

Pigìiarai  dunque  mezza  libbra  dell'  una  ,  o  dell' 
altra  delle  dette  Gomme  preparata  nel  modo  riferi- 
to ,  e  la  metterai  in  una  bottiglia  di  vetro  doppia, 
nella  quale  verlarai  due  libbre  ,  e  mezza  di  buono 
fpirito  di  Vino  rettificato  ,  aggiugnendo  il  grotto  di 
una  Noce  Mofcata  di  Canfora  . 

Ciò  fatto  lafciarai  fciogliere  tutto  per  lo  fpazio  di 
ventiquattro  ore  a  freddo  ,  dimenando  di  tempo  in 
tempo  la  bottiglia  .  In  capo  alle  dette  ore  ,  ficcome 
il  tutto  non  farà  ancora  fciolto  ,  approffimarai  la 
bottiglia  al  fuoco  ,  le  è  Inverno  ,  o  la  metterai  al 
Sole  nella  Eftate  ,  di  maniera  che  il  calore  ila  foa- 
ve  ,  ed  infenlibile  .  Allora  vedrai  il  chiaro  di  que- 
lla Vernice  venire  all'  alto  ,  e  lo  verlarai  dolcemen- 
te in  altra  bottiglia  per  inclinazione  .  Lafciarai  nel- 
lo fteìlo  modo  la  bottiglia  al  medefimo  calore,  con- 
tinuando a  verfare  nell'  altra  bottiglia  il  chiaro  di 
cotelìa  Vernice  j fintantoché  nonalcenda  niente  affatto. 

Nel  chiaro  ,  che  hai  prefo  metterai  il  grollo  di 
una  noce  di  Trementina  preparata  nel  modo  feguen- 
te  .  Prendi  Trementina  di  Venezia   della  più  bella  , 

e  più 


i$a  "Parte  I.  De'  Trattenimenti 

e  più  bianca  ,  che  potrai  trovare  ;  la  farai  liquefare 
fopra  fuoco  di  carboni  entro  uia  fcodella  di  terra 
nuova  lenza  mettervi  acqua  ,  ed  agitandola  fpeifo  . 
Quando  effa  farà  liquefatta  ,  allora  fi  trova  a  pro- 
pongo per  1*  ufo  ,  che  fra  poco  fi  dirà  . 

Effendo  cavata  la  Vernice  chiara  ,  fi  porrà  anco- 
ra per  inclinazione  in  un'  altra  bottiglia  particolar- 
mente ,  o  ieparatamente  la  feconda  Vernice  ,  che  il 
troverà  fra  il  chiaro  ,  ed  il  groffo  della  feccia  ,  fin- 
tantoché fi  vedrà  venire  la  Vernice  grotta  torbida  , 
che  colami  per  un  panno  lino  ,  e  la  premerai  bene, 
fintantoché  non  ftillerà  più  umidità  .  Cotefta  ancora 
porrai  in  altra  bottiglia  da  per  fé,  per  ufarla  fecon- 
do il  bifogno  » 

Vetnice  Bianca  fatta  con  la  Gomma  Sandracca. 
Prendete  mezza  libbra  di  Gomma  Sandracca 
della  più  bianca  ,  e  più  chiara  ;  la  lavarete  bene  in 
buon  fpirito  di  Vino  rettificato  .  Ciò  fatto  mettete 
la  detta  Gomma  in  una  bottiglia  infieme  con  un* 
oncia  di  Maftice  in  lagrime  ,  e  di  Gomma  Elemi  il 
groffo  d'  una  Nócciuola  ,  e  due  libbre  di  Spirito  di 
Vino  rettificato  .  Si  farà  liquefare  il  tutto  come  fo- 
pra *  di  poi  aggiugnerete  il  groffo  di  una  Noce  di 
Canfora  infieme  con  un*  oncia  di  Trementina  .  Que- 
lla Vernice  è  chiara  ,  e  fenza  feccia  ,  o  fedimento. 
Vedi  il  Tratten.  XI.  del  Num.  5. 

Preparazione  del  Legno  per  i  Lavori 
alla  Chtnefe*. 

Conviene  prendere  Legno  del  più  duro  per  i  lavo- 
ri fini  j  ma  per  gì'  altri  fervirà  P  Albero  di  Noce 
ben  feccato  .  Se  il  lavoro  è  fatto  di  molti  pezzi  , 
quelli  fi  devono  incollare  politamente  ,  e  che  lìano 
fattamente  aggiufìati  gì'  uni  cogl'  altri  .  Si  ha  da 
polire  perfettamente  il   Legno   in   modo  ,   che    refti 

da 


Su  le  Vernici .  153 

da  per  tutto  lifcio  ,  come  li  è   detto    nel    Tratteni- 
mento XIV. 

Ciò  tatto  fi  prende  colla  di  Pefce  bianca  ,  e  net- 
ta ,  e  lì  farà  liquefate  in  una  fcodella  nuova  di  Ma- 
jolica  .  Quando  farà  affatto  fciolta  (i  làfcia  r.ifrred- 
dare  per  iervirlene  fecondo  il  biiogno  .  l'er  quefto 
iì  mette  una  parte  entro  una  fcodella  dì  terra  per 
farla  liquefare  l'opra  il  fuoco  ,  e  lì  mefcolarà  ivi 
Bianco  di  Spagna  bene  macinato  .  Incorporato  il 
tutto  ,  fi  prende  un  pennello  groliò  ,  col  quale  (i 
apphearà  la  detta  miltura  lopfa    1    legno  preparato. 

Quando  avrà  ricevuto  almeno  fei  mani,  o  ltrati, 
conviene  applicare  cotelta  miltura  leggermente,  e  la- 
feiare  ,  che  fia  fecca  la  prima  mano  avanti  di  dare 
la  feconda  ,  olfervando  lo  dello  nelle  altre  mani,  ti' 
di  bilogno  umettare  il  Legno  quanto  lìa  pollibi- 
le  ,  altrimenti  s'  incurvarebbe  . 

Conviene  pure  preparare  il  Legno  per  le  due  fac- 
cie  ,  ancorché  non  le  gli  dia  la  Vernice  ,  che  loia- 
mente  per  una  faccia  .Cosi  reltarà  egualmente  dritto. 

Quando  il  Legno  avrà  ricevuto  tutte  le  mani  ne- 
celTarie  ,  e  che  farà  ben  coperto  per  ogni  verfo  , 
conviene  polirlo  con  il  vetro,  e  la  Pomice  >  la  pel- 
le di  Pefce  Squadro  ,  o  Cane  marino  ,  e  la  Ralpa- 
rella  (  1  )  ,  fintantoché  fia  lifcio  ,  ed  eguale  come 
un  Criftallo  .*  dopo  fi  lafcia  così  per  qualche  tem- 
po ,  per  applicare  dopo  i  colori  ,  che  lì  vorranno  ; 
quelli  s'  applicano  differentemente  fecondo  la  di  lo- 
ro natura  ,  come  or  ora  fi  dirà  .  Vedi  il  Tratte- 
nimento XV. 

Dell'  applicazione  dei  Colcrt  chiari. 

Vi  fono  dei  colori  ,  che  fi  applicano  con  la  Ver- 

ni- 

(1)  Erba  chiamata  coda  di  Cavallo. 


154         Par  fé  I.  De9  Trattenimenti 

nice  ;  tali  fono  il  Rotto  ,  il  Nero  ,  il  Bruno  ,  od 
Ofcuro  ,  e  gì'  altri  colori  fimilmente  Ofcuri,  e  For^ 
ti  ■  Tutti  gì'  altri  colori  chiari  s'  applicano  con  la 
Colla  preparata  come  fi  è  dmo  di  fopra.  Per  efem- 
pio  per  far  il  Bianco  fi  prenderà  della  detta  Colla 
preparata  ,  nella  quale  s'  incorporerà  il  Bianco  di 
Spagna  ,  o  il  Bianco  di  Piombo  ,  che  è  la  Biacca 
bene  macinato  fopra  la  pietra  de'  Pittori  con  un  po- 
co di  Smalto  ,  o  un  poco  d'  Oltramare  .  Si  appli- 
cherà quefta  miftura  ,  o  colore  affai  egualmente  fo- 
pra il  Legno  con  un  pennello  groflo  come  un  dito. 
Quando  il  colore  farà  bene  unito  ,  ed  eguale  da 
per  tutto  ,  fi  lafcia  feccare  ,  per  polirlo  dopo  con 
la  Rafparella  .  Tutti  gì'  altri  colori  chiari  s'  appli- 
cano nella  fteiìà  maniera  ,  che  il  fuddetto  • 
Della  Applicazione  dei  Colori  ojcuri  , 

Si  è  detto  ,  che  i  Colori  ofcuri  fi  applicano  con 
la  Vernice  ,  ma  fi  deve  avvertire  ,  che  fi  ferve  del- 
la Gomma  Lacca  per  i  colori  più  ofcuri  ,  e  per  gli 
altri  colori  più  chiari  fi  adopra  la  Gomma  Sandrac- 
ca .  Dunque  per  applicare  il  Nero  ,  e  gli  altri  co- 
lori ofcuri  fi  prende  Nero  fumo  ,  il  quale  fi  mette 
in  una  fcodelletta,  fecondo  la  quantità  bifognevole  , 
fopra  il  quale  fi  verfarà  della  Vernice  grolla  di  Gom- 
ma Lacca  ,  e  fi  mefcolaranno  bene  infieme  col  dito. 

Ciò  fatto  con  un  pennello  proporzionato  al  La- 
voro fé  glie  ne  danno  tre  mani  in  feguito  ,  offer- 
vando  fempre  di  non  dare  la  feconda  fintantoché  non 
ila  ben  lecca  perfettamente  la  prima  ,  locchè  accade 
predo  ,  fé  fi  approffima  al  fuoco  il  Lavoro  ,  o  ef- 
ponendolo  al  Sole  ,  ma  leggermente  ,  perchè  altri- 
menti il  lavoro  fudetto  reftarebbe  di  colore  di  Ma- 
rocchino . 

Avendo  ,  come  fi  è  detto,  dato  le  tre  prime  ma- 
ni, 


Su  le  Vernici  .  155 

ni  ,  fi  lafcia  ri  polare  il  lavoro  fette  ,  od  otto  ore  , 
e  i'ubito  fé  gli  daranno  altre  tre  mani  nella  fletta 
maniera  ,  che  le  precedenti  ,  feguitando  così  fintan- 
toché fi  veda  ,  che  il  lavoro  li  trova  in  iftato  di 
poter  fopportare  il  pimo  polimento  colla  Ralparei- 
la  .  Dato  quefto  primo  polimento  fi  lafcia  ri  polare 
il  Lavoro  lette  ,  od  otto  giorni  ,  ed  anche  più  ,  e 
farà  meglio  . 

In  feguito  fi  prenderà  Nero  d'  Avorio  bene  maci- 
nato fopra  il  marmo  ,  ed  innumidito  con  Olio  di 
Trementina  ,  e  lì  mette  entro  una  fcodelletta  per 
mefcolarlo  con  la  feconda  Vernice  di  Gomma  Lac- 
ca ,  e  fé  gli  daranno  ancora  lei  mani  ,  oifervando 
lempre  gli  itefìi  intervalli  di  tempo  ,  che  nelle  pri- 
me mani  ;  le  glie  ne  poflono  dare  ancora  nove,  of- 
fervando  le  cole  anzidette  .  Ciò  fatto  fi  lalcierà  lec- 
car bene  ,  e  ripofare  il  lavoro  ,  e  dopo  fi  polirà 
colla  Rafparella  ,  come  fopra  fi  è  detto  . 

Dopo  fi  prende  dello  fteiìò  Nero  ,  che  fi  fcioglie- 
rà  ben  bene  con  la  terza  ,  e  la  più  denfa  Vernice 
Rolla  ,  o  Gomma  Lacca  in  una  fcoéella  ,  e  fé  gli 
daranno  ancora  cinque  ,  o  fei  mani  con  le  precau- 
zioni fopradette.  Si  lafciarà  ripolare  il  Lavoro  come 
le  altre  volte  j  dopo  di  che  fi  polirà  con  il  Bianco 
di  Spagna  polverizzato  finamente  ,  ed  un  drappo  . 
Quefto  non  polirà  perfettamente  il  Lavoro,  ma  fer- 
virà  loltanto  a  levare  le  più  grolfe  fporcizie  ;  dopo 
fi  lalcierà  ripofare  ancora  per  cinque  giorni  . 

Ciò  fatto  fi  prenderà  della  Vernice  di  Gomma  Lac- 
ca la  più  chiara  ,  e  fi  porrà  in  una  fcodella  ,  colla 
quale  fé  gli  daranno  cinque  mani  ,  o  fei  ,  oflervan- 
do  le  medefime  diftanze  fopradette  .  Si  lafciarà 
ripolare  il  Lavoro  per  il  tempo  p  ù  lungo  ,  che  fi 
potrà  ,  e  quefto  modo  farà  più  a  propofito  pec 
ricevere  un  polimento  perfetto  A  II 


156         Parte  I.  De9  Trattehìmerttt 

Il  Colore  Rollo  ,  il  Bruno  ,  ed  il  Pavonazzo  o- 
fcuro  s'  applicano  nella  lleila  maniera  ,  come  fi  è 
infegnato  per  il  Nero  .  Se  farà  un  Rollo  per  efem- 
pio  ,  dopo  la  preparazione  del  Legno  ,  fi  pigliarà 
della  Vernice  fudetta  ,  la  quale  ìì  mefcolarà  in  una 
icodella  con  il  Cinabro  ,  e  le  gli  daranno  nove  ,  o 
dieci  mani  ,  oilervando  li  medefìmi  intervalli  pre- 
icritti  per  il  Nero  .  Dopo  fi  polirà  il  lavoro  con  la 
Rafparella.  Ciò  tatto  fi  prende  Carmino  bello,  qua- 
le fi  mette  in  un  Sacchetto  di  tela  fina  ben  legato 
con  un  poco  di  Lacca  fina  bene  macinata  per  dar- 
gli vivacità  .  Dopo  mettete  in  una  Icodella  di  ma- 
jolica  della  Vernice  di  Gomma  Lacca  fina  ,  e  del- 
ia più  chiara  ,  e  premerete  ii  detto  Sacchetto  ,  fin- 
tantoché trovarete  il  colore  ,  che  volete  ;  e  darete 
nove  mani  di  quello  liquore  al  Lavoro,  con  leftef- 
fe  precauzioni, che  per  il  Nero. 

Dopo  quello  ,  eilendo  ben  fecco  il  Lavoro  ,  fé 
gli  daranno  dodici  mani  di  Vernice  chiara  con  le 
medefime  precauzioni  ,  e  fi  lafciarà  feccare  il  La- 
voro medelìmo  fintantoché  fi  trovarà  in  illato  di  ri- 
cere un  polimento  perfetto  .  Lo  fleilo  fi  pratica  con 
gì'  altri  colori . 

Si  oiìérvarà  quando  fi  danno  le  ultime  mani  di 
Vernice  chiara  ,  e  così  delle  altre  ,  di  avere  fempre 
un  Ago  col  fuo  manico  per  levar  via  1«  iporcizie  , 
che  poiTono  cadere  fopra  il  Lavoro  ,  o  i  peli  del 
pennello  ,  che  vengano  fuori  ,  perchè  fé  fi  vuole 
allettare  a  farlo  quando  la  Vernice  fia  fecca  ,  farà 
imponìbile  di  non  danneggiare  il  Lavoro  . 

Nella  applicazione  della  Vernice  bianca  fopra  li 
colori  chiari  ,  conviene  olfervare  le  medefime  rego- 
le ,  che  fi  fono  dette  ,  con  quella  differenza  ,  che 
/cotefta  Vernice  bianca  s'  applica  lenza  alcun  colore, 

ma 


■'&.H 


Su  le  Vernici  .  157 

ma  fola  ,  perchè  fi  ha  da  dare  fopra  i  colori  chia- 
ri ,  che  faranno  applicati  prima  con  la  Colla  nella 
maniera  ,  che  ii  è  di  fopra  fpiegato  . 

Del  Pulimento  della  Vernice  . 

Si  pollice  loltanto  la  Vernice  bianca  ,  perchè  fic- 
come  i  colori  lì  lono  prima  applicati  foli,  cosi  han- 
no già  ricevuto  il  polimenro  ellendo  ben  lecchi  ,  e 
fi  polikono  come  ho  detto  con  la  Rafpareila  .  Per- 
locchè  non  fi  fa  altro  ,  che  applicare  dieci  ,  o  do- 
dici mani  di  Vernice  bianca  ,  e  dopo  li  laida  lec- 
car bene  per  polirla  ,  ollervando  fempre  le  medefi- 
me  precauzioni  già  inlegnate  di  (opra  . 

Per  polire  dunque  quella  Vernice  prenderete  Bian- 
co di  Spagna  fciolto  nelT  acqua  ,  e  con  un  draopo 
foave  la  ìregarete  più  egualmente  ,  che  fi  potrà  , 
ma  con  foavità  per  non  levar  via  i  colori,  o  ribal- 
dar la  Vernice  ,  poiché  reftarebbe  macchiata  ,  o  di 
color  di  Marocchino  .  Non  fi  ha  da  polire  intiera- 
•  mente  nello  ftello  giorno  ,  ma  in  più  volte  ,  ed  in 
divertì  tempi  . 

Ellendo  il  tutto  perfettamente  polito  ,  fi  prende 
una  fpugna  bagnata  ,  colla  quale  fi  fcancellarà  qual- 
che macchia  ,  pattandola  per  tutto  il  Lavoro  ,  e  fi 
lalciarà  feccare  queft'  acqua  .  Dopo  ciò  fi  umettarà 
un  panno  lino  bianco  ,  e  polito  con  un  poco  d'  o- 
lio  d'  Olive  ,  e  fi  ungerà  foavemente  il  Lavoro  ,  e 
dopo  fi  afeiugarà  con  altro  panno  lino  affai  netto  . 
Finito  quefto  fi  lafcia  ripofare  il  Lavoro  quanto  tem- 
po piacerà  ,  e  quanto  più  fecco  diverrà  ,  tantopiìi 
bella  comparirà  la  Vernice  «.  Vedi  il  Tratt.  XVII. 
Altra  Vernice  della  Ch'in  ?..  bellijjìma . 

Prendete  un'  oncia  di  Carabe  affai  bianco  ,  o  di 
Gomma  Copale  ben  netta  ,  quattro  groffi  di  San- 
dracca bella  ,  e  due  grani  di   Maftice    in   lagrime  i 

aven- 


158  Parte  I.  De*  Trattenimenti 

avendo  ridotto  il  tutto  in  polvere  fina  ,  ponetelo 
in  un  Matraccio  di  Vetro  forte  ;  dopo  verfatevi  l'o- 
pra un'  oncia  d'  olio  di  Trementina  di  Venezia,  ed 
otturate  il  Matraccio  con  un  turaccio  di  fovero  in- 
cerato ,  e  con  la  vefcica  di  Porco  bagnata  ,  e  le- 
gata fopra  il  turaccio.  Fate  fciogliere  il  tutto  a  fuo- 
co dolce  iopra  V  Arena  calda  per  lo  fpazio  di  do- 
dici ore  ;  dopo  di  che  fturarete  il  Matraccio  ,  e  vi 
verfarete  foavemente  lei  onde  di  Spirito  di  Vino  ret- 
tificato .  Conviene  lafciare  raffreddare  bene  il  Ma- 
traccio prima  di  levare  il  coperchio  ,  e  turarlo  be- 
ne ,  dopo  che  fia  melTo  dentro  lo  Spirito  di  Vino. 
Dopo  fi  pone  fopra  ceneri  calde  ,  o  Bagno  di  Are- 
na ,  o  Bagno  Maria  ,  ed  in  dodici  ore  lo  Spirito 
di  Vino  avrà  fciolte  tutte  le  Gomme  .  Allora  frat- 
tanto che  la  Vernice  è  ancora  calda  conviene  colar- 
la per  un  panno  lino  ,  e  conlervarla  in  una  botti- 
glia di  vetro  bene  otturata  .  Se  ne  danno  molte 
mani  fopra  il  lavoro  ,  che  dopo  fi  pollice  . 
Dijfoluzione  dell1  Ambra  ,  o  Carabe 
per  le  Vernici  . 

Con  frequenza  fi  fa  ufo  di  Carabe  ,  od  Ambra 
nelle  Vernici  ,  ed  è  diffìcile  liquefarla  perfettamen- 
te ,  maffime  quando  quefta  gomma  fia  fola  ,  e  fe- 
parata  dagl'  altri  ingredienti  .  Ecco  quello  ,  che  ha 
inlegnato  1'  efperienza  . 

Prefa  la  quantità  che  fi  voglia  di  Carabe,  fia  bian- 
ca ,  o  gialla  ,  fi  riduca  in  polvere  ;  dopo  mettafi 
fopra  le  ceneri  calde  entro  un  Matraccio  bene  ottu- 
rato ;  vi  fi  darà  un  fuoco  moderato  ,  perchè  il  va- 
fo  non  crepi, e  fi  metteranno  entro  Ceneri  calde  infi- 
no al  collo  ,  altrimente  fi  romperebbe.  Dopo  fi  au- 
menta il  fuoco  per  gradi  ,  e  (ì  continua  rimenando 
il  Matraccio  di  tempo  in  tempo  o  con  un  battone, 

o  con 


Su  le  remici  .  159 

o  con  la  mano,  ed  il  Carabe  fi  liquefarà  foavemen- 
te  .  Quando  farà  fciolto  lì  verla  in  un  piatto  pic- 
colo inverniciato,  nel  quale  fia  Icaldato  olio  di  Spi- 
go ,  o  di  Lino,  ma  che  non  bolla  ,  ed  efìendo  ver- 
iato  fi  rimenerà  la  miftura  con  un  baiìoncello  ,  per- 
chè non  fi  coaguli  ,  ed  indurifca,e  così  refiarà  Tem- 
pre liquido  .  L'  olio  di  Spigo  è  migliore  per  que- 
llo ,  che  non  è  1'  olio  di  Lino  ,  perchè  ha  meno 
corpo  ,  ed  è  più  dillèccativo  . 

Dopo  che  il  tutto  farà  fciolto  ,  e  freddo  fi  potrà 
porre  in  un  fiafehetto  ,  che  fi  otturarà  bene  per  con- 
lervarlo,e  fervirfene  fecondo  il  bifogno  infieme  col- 
le altre  Gomme  .  Il  Carabe  fi  fa  rollò  quando  fi  feio- 
glie  ,  e  liquefa  ,  ma  quefto  non  impedifee,  che  pol- 
la fervire  .  Si  può  mettere  nel  Matraccio  un  poco 
d'  olio  di  Spigo  ,  o  di  Lino  per  facilitare  la  dillo- 
luzione  ,  ed  impedire  ,  che  non  fi  faccia  tanto  rol- 
lò ;  ma  fé  ne  deve  mettere  aliai  poco  ,  altrimente 
T  olio  montarebbe  infino  ali'  alto  del  Matraccio  in- 
fieme con  il  Carabe  ,  o  farebbe  crepare  il  Vafo  fé 
foffe  troppo  otturato  .  Si  può  rimettere  olio  infie- 
me con  quefta  Gomma  quando  fia  liquefatta  ,  affin- 
chè non  lì  condenfi  tanto  .  Cotefta  diilòluzione  del 
Carabe  per  fé  fteffa  è  una  Vernice  eccellente  .  Ve- 
di il  Trattenimento  XI.  del  Num.  r. 
Vernice  di  Gomma  Lacca  . 

Prendete  cinque  oncie  di  Gomma  Lacca  in  granelli, 
o  in  tavolette  bene  purificata  da  tutte  le  fporeizie. 
Peftateia  fé  è  in  tavolette  ,  e  mettetela  in  un  Ma- 
traccio di  Vetro  infieme  con  un  Boccale  di  buon 
Spirito  di  Vino  ;  otturate  il  Matraccio  ,  e  ponete- 
lo fopra  un  fornello  di  Arena  ,  di  maniera  che  T 
Arena  copra  tutta  la  materia  contenuta  nel  Vafo,  e 
che  eiTa  bolla  foavemente  per  lo  fpazio  di  tre  ore  9 

ed 


\6o         Parte  L  De1  Trattenimenti 

ed  anche  un  poto  più  ,  Se  il  fuoco  è  un  poco  vio- 
lento non  apporterà  clarino  fé  i\  ha  un  Lambicco  , 
perchè  il  fuo  recipiènte  rinfrefcato  raffreddarà  gli  lpi- 
rui  troppo  caldi  ,  i  quali  fi  condenfano  ,  e  fi  rif- 
folvono  in  un  liquore  ,  che  poifono  metterli  infieme 
dopo  nella  Vernice  ,  quando  farà  cotta  ,  e  raffred- 
data .  Dopo  due  ,  o  ere  ore  la  metterete  in  una 
forte  bottiglia  ,  che  otturare  te  bene  con  fovero  in- 
cerato per  impedire  la  (Vaporazione  . 

Per  adoprare  quella  Vernice  lì  rnekola  con  i  Co- 
Jori  finamente  macinati  a  lecco  come  il  Cinabro  , 
1'  Ocra  ,  ed  altri  fecondo  il  Lavoro  ,  che  fi  vuol 
fare  ;  ma  conviene  non  (temprare  alla  volta  altro  , 
che  quello  ,  che  ha  da  impiegarli  nello  lpazio  di  un 
Miferere  ,  perchè  elio  fi  diiiecca  ,  ed  elala  prontil- 
finiH mente  , 

Il  Corallo  fi  può  imitare  con  qu.fta  Vernice  pren- 
dendo Cinabro  fotti imente  macinato  inlìeme  con  ori- 
na chiara  ;  dopo  di  che  fi  mette  a  leccare  lopra  Cre- 
ta bianca  ,  e  fi  macina  avi'  altra  volta  lbpra  la  pie- 
tra per  confervarlo,  e  fervirfene  ,  come  fi  è  detto. 

Per  contraffare  la  Venturina  li  macina  a  lecco  1* 
Ocra  bruna  finamente  mefcolata  colla  terra  d'ombra. 

Il  Colore  Nero  fi  fa  col  Nero  fumo  preparato  col 
fuoco  in  quefta  maniera  .  Si  empie  a  forza  un  Can- 
none di  ferro  comprimendolo  ;  fi  mette  quello  Can- 
none in  un  Crogiuolo  ,  e  fi  pone  fopra  carboni  ac- 
cefi  fintantoché  il  graifo  ila  conlumato  ,  e  che  elfo 
diventi  carbone. 

Si  può  tare  h  Ueffa  cofa  con  li  Noccioli  dei  Per- 
fici.  Si  macinano  a  lecco  tutti  quelli  Neri  per  con- 
fermarli ,  ed  adoprarli  neila  occafione  occorrente. 

L'  Oltremare  ,  ficcome  già  è  in  polvere,  così  non 
vi  è  biiogno  di  macinarlo  ;  ma  conviene  aggiugner- 

vi 


Su  le  Vernici  .  \6\ 

vi  un  poco  di  bianco  ,  od  anche  dare  una  ,  o  due 
mani  di  bianco  lbpra  i  lavori  prima  di  applicare  la 
Vernice  per  ravvivare  il  colore  . 

In  vece  dell'  Oltramare  ,  che  è  troppo  caro,  può 
fervire  P  Azzurro  bello  di  Prulfia  . 

Perchè  la  Vernice  di  Gomma  Lacca  riefca  più 
bella  ,  deve  eiìere  comporta  con  lo  Spirito  di  Vino 
rettificato  ,  e  di  Gomma  Lacca  la  più  bella  ,  bian- 
ca ,  e  trafparente  .  Ecco  la  maniera  per  imbiancar- 
la quali  del  tutto  .  Avendo  macinato  la  Gomma 
Lacca  fottiliffimamente  ,  fi  mette  fubito  nello  Spi- 
rito di  Vino  ,  dove  fi  lalcia  in  infufione  per  parec- 
chi giorni  ,  rimenandola  due,  o  tre  volte  ogni  gior- 
no ,  fi  farà  molle  ,  ed  in  parte  fi  fcioglierà  ;  allo- 
ra fi  pone  in  un  piatto  di  terra  ,  nel  quale  fia  ac- 
qua tiepida  ,  ed  ivi  lafcierà  il  fuo  colore  roffo  ,  e 
dopo  di  averla  impattata  un  poco  nell'  acqua  ,  effe 
diverrà  quafi  affatto  bianca  . 

Quella  Vernice  è  troppo  denfa  ,  perlocchè  con- 
viene fcioglierla  una  feconda  volta  ,  e  lafciarla  ri- 
pofare  in  una  bottiglia  di  Vetro;  confervata  in  que- 
llo modo  alcun  tempo  bene  otturata  diventarà  affai 
chiara  ,  e  trafparente  per  di  fopra  ;  allora  fi  fepa- 
rarà  quello  ,  che  fopranuota  ,  e  mettendo  Spirito 
di  Vino  fopra  il  rimanente  ,  fi  pone  al  Sole  ,  o  fo- 
pra le  ceneri  calde  ,  ed  avendo  ripofato  fi  chiarifi- 
ca .  Potrà  fervire  il  più  .groffo  per  dare  le  prime 
mani  ,  ed  il  più  chiaro  fervirà  per  le  ultime  . 

Conviene  attendere  ,  che  quelle  cofe,  che  fi  han- 
no da  inverniciare  non  fiano  troppo  ornate  ,  perchè 
è  neceflario  luftrare  la  Vernice  molte  volte  per  ren- 
derla più  unita.  La  Vernice  non  deve  rendere  il  la- 
voro luftro  ,  ma  fé  gli  dà  il  luftro  ,  polendolo  do- 
po che  iarà  afeiutto  con  la  pietra  Pomice  calcinata, 

M  e  ma- 


i6z  Parte  L  De   Trttttèmmentt 

e  macinata  ,  od  anche  con  la  Rafparclla  intimidita 
nelT  olio  ;  cola  che  fi  deve  fare  ,  principalmente 
con  quei  Lavori  ,  che  imitano  il  Marmo  . 

Avvertali  qui  per  femore,  che  quando  s'  ha  d'  ap- 
plicar la  Vernice  l'opra  Legno  ,  Cartone  ,  o  alerà 
cola  morbida  lì  ha  da  cominciare  dandogli  due  m.<- 
ni  dì  colla  di  pergamena  ,  o  di  rittagli  di  Giunti 
bianchi  ,  laici  andò  feccare  la  prima  mano  avanti  di 
dare  la  fé  corsia  ;  alrriaaenti  la  Vernice  s'  imbeve- 
rebbe  nel  Lavoro  ,  e  non  avrebbe  lucido  alcuno  ,  o 
iarebbe  nectiiano  dargli  molte  mani  per  la  buona 
riulcita  >  il  che  richiederebbe  più  tempo  ,  e  mag- 
gior fpefa  .   Vedi  il  Tratten.  XI.  Nun.  2. 

Vernice  della  China  dt  rutti  1  Colori  % 

Prendete  Sandracca  ,  e  Mali  ice  in  lagrime  di  cia- 
feuna  un'  oncia  ,  Gomma  Lacca  ben  purificata  due 
oncie  ,  una  libbra  ,  e  m.zzi  di  Spirito  di  Vino  j 
mettete  il  tutto  in  un  Matraccio  ,  ma  che  abbia 
vuoto  aliai  ,  e  ponetelo  l'opra  un  fuoco  d'  arena  , 
o  di  ceneri  calde  ,  di  maniera  che  il  collo  del  Ma- 
traccio non  tocchi  il  fondo  del  Vafo  alla  prova  del 
fuoco  ,  entro  del  quale  avete  pollo  V  arena  ,  o  la 
cenere  .  Il  tutto  li  mette  fopra  carboni  accefi  ;  e 
nel  cominciare  darete  un  fuoco  aliai  buono  ,  ma 
quando  lo  Spirito  di  Vino  cominciarà  a  bollire  un 
poco  ,  allora  cavare  te  via  quali  tutto  il  carbone  , 
lalciandone  foltanto  pochiffimo  per  mantenere  il  fuo- 
co ,  o  calore  .  La  Vernice  dopo  aver  bollito  quat- 
tro ,  o  cinque  ore  la  colarete  per  una  Stamigna  ,  o 
Tela  di  feta  ,  e  la  metterete  in  una  bottiglia  di  ve- 
tro ,  che  prima  fi  deve  rifcaldare  ,  perchè  non  crepi. 

Per  adoperare  quella  Vernice  fi  ftempera  in  un 
Vafo  piccolo  di  Majolica  ,  o  di  Porcellana  il  colo- 
re ,  che  fi  vuole  ,  ridotto  in  polvere  finifftma  ina©» 

me 


Su  le  Vernici  .  1^3 

me  con  quella  quantità  di  Vernice  ,  che  fia  (uffi- 
ciente per  comporre  uà  corpo  di  Colore  ,  che  non 
fii  ne  troppo  chiaro  ,  ne  troppo  denfo  .  Dopo  fi  fa 
rilcaidare  un  poco  cotefto  Colore  ,  levandolo  fubito- 
cbè  cominciarà  a  fumare  .  Dopo  avere  rifcaldato  il 
legno  gli  applicarete  una  mano  ,  che  lafciarete  fec- 
care  all'  ombra  per  alcuni  giorni  .  Secca  quefta  pri- 
ma mano  ,  li  applicarà  la  feconda,  lenza  rilcaidare  il 
le^no  ,  come  per  la  prima  mano  .  Si  lafciarà  fecca- 
re  parimente  quefta  feconda  mano  ,  e  dopo  fi  con- 
tinuerà a  caricare  il  legno  di  colore  ,  fintantoché  fia 
bene  coperto  .  Quando  farà  fecca  V  ultima  mano  di 
colore  ,  fi  polirà  con  la  Rafparella  ,  la  Pomice  in 
polvere  ,  ed  olio  di  Oliva  ;  e  dopo  fi  afeiugarà  il 
lavoro  con  un  panno  lino  loave,  o  con  la  Camoz- 
za .  Per  dargli  il  luftro  farete  rilcaidare  un  poco  di 
Vernice  pura  ,  e  levata  dal  fuoco  quando  comin- 
ciarà a  fumare  1'  applicarete  fopra  il  lavoro  un 
poco  caldo  ,  adoprando  un  pennello  loave  .  Effen- 
do  lecca  ,  e  dura  la  Vernice  fé  gli  darà  1*  ultim  o 
luftro  fregandola  con  olio  d'  Oliva  ,  e  tripoli  in 
polvere  aliai  fina  ,  pattandovi  fopra  con  un  pezzo 
di  Camozza  . 

Altra  Vernice  della  China  per  ogni  forta 
di  Colore  . 
Macinate  infieme  ,  e  riducete  in    polvere    un'  on- 
cia di  Carabe  bianco  del    più   chiaro  ,    e   due    grotti 
di  Gomma   Copale  ,   ed    altrettanto   di   Sandracca  : 
mettete  un'  oncia  di  cotefta  polvere   in  un    Matrac- 
cio bene  afeiutto  con  tre  oncie  di   Spirito  di  Vino. 
Otturate  bene  il  Matraccio   con    un    panno  lino,  al 
quale  per  di  fopra  fé  gli  darà  una  mano  di  colla  di 
farina  affai  denfa  ,  e  fopra  la  colla  ponete  un'  altro 
panno  lino  ,  legandolo  al  colio  del  Matraccio  .  Met- 
tete 


1^4  Parte  I.  ZV  Trattenimenti 

tete  il  tutto  fopra  le  ceneri  calde  ,  e  fatelo  bollire 
fintantoché  le  polveri  fiano  affatto  liquefatte  .  Au- 
rete  una  bella  Vernice  della  China  . 

Quando  farà  perfettamente  polito  il  lavoro  ,  ap- 
plicante fubito  i  colori,  che  vorrete  ,  (temprati-,  con 
la  colla  di  Pefce  in  Acquavite .  Dopo  avendo  lafciato 
leccare  bene  il  colore  ,  lo  coprirete  di  una  mano  di 
vernice  fuddetta,  e  quando  farà  fecca ,  gliene  darete 
un'  altra  ,  che  umilmente  fi  lafciarà  feccare  ,  dopo 
una  terza ,  e  una  quarta  le  folfe  neceiTaria ,  Ben  fecco 
il  lavoro ,  lo  polirete  con  olio  ,  e  Tripoli  fottilmente 
polverizzato, e  lo  afeiugarete  con  un  pannolino.  Refta 
il  lavoro  aliai  bello.  Vedi  il  Tratt.  XI.  Num.  3., e 4. 
Vernice  così  bella  come  quella  della  China. 

Si  prende  Gomma  Lacca  bene  purificata  ,  fi  met- 
te in  un  Vafo  di  vetro  ,  e  fi  verfa  (opra  Spirito  di 
Vino  affai  buono  ,  fintantoché  fopranuoti  quattro 
dita  ,  ed  otturato  efattamente  il  Vafo  ,  fi  pone  a 
digerire  ad  un  fuoco  temperato  ,  o  al  Sole  per  lo 
fpazio  di  tre  ,  o  quattro  giorni  ,  rimenandolo  alcu- 
ne volte  al  giorno  .  Quando  la  Gomma  farà  Sciol- 
ta fi  cola  per  un  panno  lino  ,  e  fi  rimette  a  dige- 
rire per  un  giorno  ,  e  così  la  Vernice  è  fatta  .  Si 
ferve  della  più  chiara  ,  che  fopranuota  ,  Rendendo- 
la leggermente  con  un  pennello  fopra  il  Legno ,  che 
deve  efiere  dipinto  prima  con  il  colore,  che  fi  vuo- 
le ,  offervando  ,  come  già  fi  è  detto  ,  di  lafciarc 
feccare  bene  la  prima  mano  avanti  di  dare  la  fecon- 
da ,  e  così  le  altre  . 

Vedi  il  Trattenimento  XII.  Num.  14.  ,  e  15.  per 
compimento  di  quanto  fcrive  il  P.  Plumier  fopra  le 
Vernici  alla  Chinefe  . 


PAR- 


i6i 

PARTE    SECONDA 

Materie  utili ,  e  dilettevoli . 
TRATTENIMENTO    I. 

Fare  alcune  Pitture  curiofe. 


§.  i.  Modo  cur'tofo  ,  e  facile  per  dipin- 
gere Immagini  . 

UNO  ,  che  non  fappia  V  Arte  di  difegnare,  con 
facilità  dipingerà  un*  Immagine  ftampata 
in  carta  nel  modo  f'eguente  .  Si  prende  V 
Immagine  ,  o  ftampa,  e  fi  ftende  fopra  un 
telaro  ;  fteia  che  fia  fi  unge  con  olio  di  Trementi- 
na ,  il  quale  fi  dice  Spirito  di  Trementina  ,  e  de- 
ve effere  caldo  ,  tenendo  poi  i'  Immagine  incontro 
al  lume  ,  fi  deve  tingere  nella  parte  di  dietro  ,  o 
pel  rovefcio  con  colori  macinati  con  olio  di  Lino  , 
fenza  dare  ombra  alcuna  ,  ma  femplice  ;  facendo 
rotta  per  efempio  una  vefte  /  di  color  di  carne  il 
volto  ;  di  verde  T  Albero  ,  e  così  le  altre  parti  ,. 
le  quali  appariranno  come  Te  follerò  ombreggiate  per 
cagione  degli  ofcuri  della  ftampa  nera  . 

Se  in  tale  lavoro  fi  adoprerà  V  olio  di  Noce  chia- 
rificato con  polvere  di  mattone  nuovo  ,  sbattendo- 
la bene  in  una  Caraffa  y  e  lafciandola  ripofare  ,  non 
deveranno  gialli  i  Colori  ,  L*  olio  poi  di  Tremen- 
tina fi  ripalfa  p§r  Stortina,  q  Stillatore  dì  Vetro  fo- 
pra cenere  calda  « 
Nota  .  Il  colore  di  Carne  fi  fa  con  Biacca  ,  Ci- 
na- 


\66         Parte  IL  De   Trattenimenti 

nabro  ,  e  Lacca  ,  e  fi  ftempra  con  acqua  fatta  di 
Gomma  .  Il  Perfichino  fi  fa  con  Lacca  ,  e  Biacca 
melchiate  infieme  ,  ma  più  bello  con  un  poco  di 
Tornafole  ,  più  chiaro  con  più  Biacca.  Il  Tomifole 
è  una  palla  ,  e  fi  ftempra  con  acqua,  e  fi  cola  per 
tela  di  lino  ,  e  poi  fi  fecca  .  Mefchiato  il  Tornafo- 
le con  Biacca  fa  Turchino  ;  mekhiato  con  Lacca,  e 
Biacca  ,  ma  che  vi  tìa  poco  Tornasole  fa  Pertichi- 
no ;  mefchiato  con  Biacca  fa  Pavonazzo  . 

§.  2.  Dipingere  [opra  Carta ,  o  Pergamena 
qualche  Figura  . 

Molti  vogliono  avere  il  piacere  di  dipingere  fen- 
za  affaticarli  in  apprendere  il  Difegno  ;  quindi  fi  fo- 
no ritrovate  delle  invenzioni  per  fupplirvi , col  mez- 
zo delle  quali  fi  difegna  lenza  fapere  difegnare. 

La  prima  invenzione  è  di  copiare  .*  cioè  volendo 
fare  in  Miniatura  un'  impronto  ,  o  un  Di  legno  bi- 
lognerà  annerire  il  rovefeio,  ovvero  un'  altra  carta 
con  Lapis  nero  ,  (tropoicciandola  ben  forte  con  un 
dito  involto  in  tela  ;  poi  lì  netterà  un  poco  con  la 
fletta  tela  ,  acciochè  non  vi  refti  niente  di  polvere 
nera  ,  che  poffa  imbrattare  la  Pergamena  ,  o  la  Car- 
ta ,  fulla  quale  fi  vuole  dipingere  ,  e  fu  cui  fi  at- 
taccai la  Stampa  ,  o  fia  il  Dilegno  con  quattro 
fpille  per  impedire  ,  che  non  muti  luogo  ;  e  le  fa- 
rà una  carta  quella  ,  che  fi  farà  annerita  ,  fi  mette- 
rà colla  ftampa  dalla  parte  annerita  fopra  la  Perga- 
mena ,  poi  con  uno  fpillone  fpuntato  fi  fegnarà  fo- 
pra i  tratteggi  della  Stampa  ,  o  del  Difegno  ,  toc- 
candone i  contorni  ,  le  pieghe  dei  drappi  ,  e  gene- 
ralmente tutto  ciò  ,  che  bifogna  diftinguere  1'  uno 
dall'  altro  ,  calcando  bene  ,  acciochè  i  tratteggi  re- 
mino ben  impreflì  fulla  Pergamena  ,  o  Carta  di  fotto. 

Nota  .  La  Carta  fi  potrà  annerire  con  Nero  fumo 

im- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.      \6i 

impattato  in  olio  ,  o  grallo  di  lego,  lafcUndoia  fec- 
care ,  ed  eguagliando  b_*n  bene  l'opra  la  carta  anne- 
rita la  detta  mifìura  .  Collo  lidio  modo  può  anche 
tingerli  Turchina  ,  o  Rolli  .  Il  Difegno  ,  o  Stampa 
li  m:t:c  {opra  il  rovefeio  della  Carta  annerita  ,ed  il 
nero  della  Carta  lopra  la  Pergamena  ,  o  Carta.  Ca- 
vato bvjne  1'  impronto  ,  (i  miniarà  a  piacere  con  i 
colon  adattati  alla  Figura  . 

Altra  maniera  propria  per  quelli ,  che  fanno  po- 
co difegnare  ,  e  che  vogliono  copiar  qualche 
Qiiadro ,  o  altra  co  fa ,  eh  ■  non  fi  potreb- 
be copiare  nel  modo  fu  tetto  . 

Si  deve  dividere  tutto  il  Qiudro  in  molte  parti 
eguali  ,  come  in  piccioli  quadrati  ,  che  (ì  legnano 
con  il  carbone  ,  le  la  Pittura  è  chiara  ,  ovvero  con 
geiio  bianco  ,  le  è  ofeura  ;  dopo  di  che  lì  tirano  gli 
udii  legni  in  qu idrati  della  fteiià  grandezza  fulla  Car- 
ta bianca  ,  dove  bilognerà  fare  il  Difegno  :  imper- 
ciochè  te  li  taccile  elio  Difegno  fubito  fulla  Perga- 
mena ,  lìctome  Ipeflo  non  nefee  bene  nella  prima 
volta,  s'  in'ibrat farebbe  con  fallì  tratteggi  ;  ma  quan- 
di lì  è  fatto  netto  fulla  Carta  ,  allora  lì  copia  ful- 
la Pergamena  nella  maniera  fudetta  . 

Quando  1'  Originale  ,  e  la  Carta  fono  così  pre- 
parati ,  fi  offerva  ciò  ,  che  vi  fU  in  ogni  Quadrato 
dell'  Originale  ,  che  fi  vuole  copiare  ,  come  una 
Tefta  ,  un  Braccio  ,  una  Mano  ,  e  così  del  retto  , 
e  dove  ,  e  come  egli  ftà  dilpofto  ,  e  collocato  ,  e 
li  fa  altrettanto  lulla  Carta  .  In  tal  modo  fi  trova 
ove  mettere  fi  debbano  tutte  le  fue  parti  ;  onde  non 
reità  ,  che  a  ben  formarle  ,  ed  unirle  infieme. 

Si  può  parimente  in  quefta  maniera  ridurre  in 
grande  ,  o  in  piccolo  quanto  lì  vuole  un'  Origina- 
le ,  facendovi  Quadrati  più   grandi   della   Carta  ,  o 

più 


i<58         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

più  piccoli  di  quelli  dell'  Originale  ,   ma  conviene  , 
che  il  loro  numero  fia  Tempre  eguale  .. 

Altra  maniera  per  copiar  un  Quadro  y   o 
altra  cofa  nella  /ita  vera  grandezza . 

Si  può  ancora  Tervirfi.  d'  una  Carta  unta  ,  e  Tec- 
ca  ,  o  di  una  pelle  di  Vefcica  di  Porco  affai  traf- 
parente  ,  che  (ì  trova  dai  Battiloro  .  Il  Talco  fa 
pure  lo  fteffo  effetto  .  Si  metterà  una  di  quelle  co- 
le l'opra  T  Originale  ,  onde-  ne  trafpariranno  tutti  i 
delineamenti  ,  che  lì  Tegnaranno  con  Gelio  ,  o  con 
un  pennello  ;  dopo  di  che  li  levarà  ,  attaccandola 
ad  una  Carta  ,  o  fulla  Pergamena  ,  fulla  quale  ai 
tralparente  lume  d*  una  fineftra  fi  Tegnarà  ciò  ,  che 
fi  troverà  delineato  con  il  Geiip  5  o  con.  una  fpilla 
d'  Argento  . 

Si  può  in  quefta  maniera  fervendoli  della  fmfftra, 
o  di  un  Vetro  ,  che  fi  eiporrà  al  chiaro-,  copiare 
per  trafparenza  ogni  Torta  di  Stampe  ,  di  DiTegni  , 
ed  altre  cole  in  Carta  ,  o  in  Pergamena  ,  fulla  qua- 
le vorrete  diTegnare  .  Quefta  invenzione  è  aifai  buo- 
na ,  e  faciliiTima  per  avere  delle  copie  della,  fleila 
grandezza  dell'  Originale  .. 

Se  fi  vorrà  far  riguardar  le  Figure  dall'  altra  par- 
te ,  non.  fi  ha  da.  far  altro  ,  che  voltar  P  Origina- 
le ,  metterne  la  parte  impreffa  y  o  diTegnata  lopra 
il  Vetro*  della  fineftra  ,  ed  applicargli  poi  al  rove- 
feio  la  Carta  ,  o  la  Pergamena  . 

Quefta  ancora  è  un  buon  modo  di  copiare  gi ulta- 
mente un  Quadro  ad  Olio, dandovi  un  colpo  di  pen- 
nello fopra  tutti  i  principali  tratteggi  con  Lacca  (tem- 
prata colP'  olio  ,  ed  applicandovi  Topra  tutto  il  pia- 
no una  Carta  della,  ftelfa  grandezza  ,  poi  pacandovi 
colla  mano  ,  lafciaranno  il  DiTegno  del  Quadro 
efprefto  nella  Carta  ,  il  quale   lì  potrà   copiare   nel 

mo- 


Su  le  Materie  utili  ,    e  dilettevoli.      \6g 

modo  detto  nel  §,  2*  come  gì'  altri  .  Bifogna  ricor- 
darli di  levar  via  con  Midolla  di  Pane  quanto  vi 
farà  re  flato  di  Lacca;  fui  Quadro-,  primachè  fi  lecchi . 
Si  può  eziandio  fervirfi  della.  Pomice  fatta  con 
carbone  pello  ,  e  meiio  in  una  tela  ,  con  la  quale 
fi  tregarà  1'  Originale  ,  che.  i\  vuol  copiare  ,  dopo 
averne  punteggiati  i  principali  di  lui  tratteggi  ,  ed 
averlo  attaccato  iopra^  la  Carta  bianca  ,  o  la  Per- 
gamena *. 

hcco  alcune  delle  facilità  ,  che-  poffono  darfi  a 
quelli  ,  che  non  fanno  niente  dilegnare.  Uno  Scrit- 
tore (  i  )  pone  ancora.,  il  Compailo  Matematico  per 
un  mezzo  più  ficuro  ,  e  più  facile  di  tutti  i  fopra- 
indicati  per  una,  Perfona  ,  che  non  uppia  niente  di- 
fegnare  .  A  me  non  pare  tanto  facile  ,  e  per  que- 
llo T  ommetto  .  Vedali  i'  Autore  o. 

§.  3.  Fare  ,  che  compartfcano  indorate 
le  Figure  di  una  Stampa  .. 

Prima  fi  dà  alla  Stampa  la  Vernice  ,  che  fi  fcri- 
verà  dopo  ,  e  le  gli  darà  per  le  due  parti-,  cioè  per 
d'  avanti  ,  e  per  il  di  dietro  v  perche  retti  trafpa- 
rente  .  Lalciafi  leccare  un  poco.Num.  t. 

Dopo  le  gli  applica  1'  oro  in  foglie  per  il  rove- 
scio della  Stampa  ,  comprimendo  un  poco  l'oro  con 
bombace  ,  così  compariranno  per.  d'  avanti  tutte  le 
Figure  indorate  e. 

Quando  la  Stampa  farà  fecca  ,  fé  gli  applicarà  la 
Vernice  del.  Num.  2.  ,  la  quale  refta  come  un  Ve- 
tro chiaro  ,  o  bianco  .  Si  può  porre  dietro  della 
Stampa  un  Cartone,  per  potere  accomodarla  come ,  e 
dove  fi  voglia  *. 

Num.  I.  Vernice  I. 

Prendete  una  quarta  parte  di   Trementina   di  Ve- 

ne- 
(  1  )  Trattato  di  Miniatura  Capit.  1.  Arùc.  1. 


170        Parte  IL  De*  Trattenime?iti 

nezia  ,  due  foldi  d'  olio  di  Lavanda   ,   o  Spigo  ,  e 
due  foldi  d*  olio  di  Trementina  ,  e  1'  altezza  di  un 
dito  di  Spirito  di  Vino  in  un  Vafo   di    Vetro  .  Po- 
nete tutto  in  un    pignattino   di    maiolica   nuovo  ,   e 
feiogliete  la  materia  con  un  pennello   groffo    un    di- 
to ,  e  foave  ,  e  {ara  fatta  la  Vernice  ,    la   quale  lì 
fa  lenza  fuoco  .  Quefla  Vernice  non    retta   più  den- 
ia  ,  che  un  chiaro  di  Uovo  ,  e  con  quefta    li  frega 
la  Stampa  ,  come  fi  è  detto  prima  ,  e  fi   lalcia  lec- 
care un  poco  per  applicarvi  V  Oro  . 
Num.  IL  Vernice  2. 
Una  quarta  parte  di  Trementina  di  Venezia  ,e  mez- 
za Foglietta  di  Spirito  di  Vino,  fi  melcolarà  il  tut- 
to in  un  pignattino  ,  e  fi  sbatterà  perchè  (ì  conden- 
fi  come  latte.  Ma,  fé  foife  troppo   denia,fe   gli  ag- 
giugnerà  più  Spirito  di  Vino  ;  e  le  troppo   rara  ,  lì 
aggiugnerà  Trementina  .  Quelta  Vernice    fi    d.vì  al- 
la btampa  per  la  parte  d'  avanti  ,  o   delle   Figure  , 
e  parerà  un  vetro  . 

§.  4.  Per  inverniciare  un  Ritratto  .  od  una 
Immagine  in  Stampa  . 
Prima  fi  deve  avere  un  telaro  della  grandezza  del- 
la Stampa  ,  od  Immagine  ;  poi  s'  incolla  pei  con- 
torni nel  telaro  con  Colla  di  farina  ;  lì  lafcia  lecca- 
re ,  e  dopo  fé  gli  darà  la  Vernice  trafparente  già 
deferitta  nel  Num.  1.  Si  applicarà  a  poco  a  poco  , 
e  le  fi  fecca  troppo  ,  s'  inumidirà  con  un  poco  di 
Spirito  di  Vino  . 

Per  dipingere  ,  o  miniare  pel  rovefeio  tali  Stam- 
pe ,  bifogna  avere  due  foldi  di  ciafeun  colore  ne- 
ceffano  .  Per  il  Color  di  Carne  fi  prende  la  quan- 
tità di  una  Nocciuola  di  Biacca  ,  la  quale  in  una 
Tavolozza  fi  melcolarà  con  un  poco  di  Cinabro  per 
fare  il  colore  più  ,  o  meno  rollo  ,  come   piaccia  . 

Per 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  ."     171 

Per  il  Verde  delle  foglie  meno  chiare  ferve  il  Ver- 
de di  Montagna  bene  macinato  ;  e  per  il  Verde  più 
vivo  il  Verde -Gris  .  Pei  chiari  fa  duopo  -mefcolare 
ii  Giallo  più  ,  o  meno  fecondo  il   bilogno  . 

l'er  il  Colore  di  Legno  ,  o  di  Tronco  degli  Al- 
beri ferve  la  Terra  d*  Ombra  .  Per  dare  i  Colori 
di  Cielo  ,  o  delle  Nubi  fi  mefcola  il  Turchino  con 
il  bimco  di  Biacca;  e  con  quelli  due  Colori  (i  com- 
pongono differenti  Azzurri  ,  diminuendo  ,  od  au- 
mentando uno.  dei  due  Colori  per  fervirfene  a  varia- 
re i  Colori  Cekfti  fecondo  i  tempi  .  Per  le  Lonta- 
nanze fi  mefcola  il  Giallo  con  la  Biacca  ;  e  così  de- 
gli altri  Colori  fecondo  il  bifogno  . 

Si  manipolano  fopra  la  Tavolozza  ,  e  ciafcuno  fi 
unilce  con  un  poco  d'  Olio  di  Noce  a  parte  ,  che 
fi  prende  con  la  punta  di  un  Coltello  ;  dopo  fi  ap- 
plicano prontamente  con  un  pennello  pel  rovefcio 
della  Stampa  . 

Della  melcolanza  dei  Colori  per  dipingere  divertì 
oggetti  fi  dirà  in  un'  altro  Trattenimento  • 

TRATTENIMENTO   IL 

§-.  1.  Maniera  di  ripulire  ,  e  rinovare 
Quadri  Vecchj . 

P  Rendali  Tartaro  di  Botte  ,  fi  ammacchi  all'  in- 
groilo  y  e  fi  faccia  calcinare.  Calcinato  che  fia  , 
ii  metta  in  un  Vafo  invetriato  in  una  Cantina  all' 
umido  per  quattro  ,  a  cinque  giorni  ,  paffati  i  qua- 
li vi  fi  getti  fopra  acqua  chiara,  e  per  qualche  tem- 
po ivi  fi  lafci  .  Prima  di  colarla  fi  mefcoli  ,  e  co- 
lata fi  confervi  in  vetro  chiufo  ;  e  quando  fi  vuole 
adoprare  fi  ferve  di  un  pennello  ;  indi   fi  lava  con 

Spu- 


171         Parte  IL  De9  Trattenimenti 

Spugna  inzuppata  d'  acqua  netta  ,  dopoché  fi   è   di- 
ftefa  la  materia  tartarofa  . 

Quefto  modo  di  ripulire  i  Quadri  vecchj  è  facile, 
e  perfetto  ,  il  quale  oltre  il  non  danneggiare  il  Qua- 
dro ,  ravviva  a  maraviglia  i  colori ,  quando  non  fie- 
no affatto  perduti  , 

2.  Altro  modo  .  Si  mette  in  un  pignattino  una 
quarta  parte  di  Soda  ridotta  in  polvere  ,  fopra  vi 
fi  grattugia  un  poco  di  Sapone  polito  •  dopo  fi  fa 
il  tutto  bollire  per  un  quarto  d'  ora  ;  ciò  fatto  (i 
lafcia  intiepidire  ,  e  fi  lava  foavemente  il  Quadro  , 
e  dopo  fi  alciuga  ;  fé  gli  dà  pofcia  fopra  T  olio  di 
uliva  ,  e  fi  alciuga  ,  H  Quadro  vecchio  reftarà  co- 
me nuovo  , 

3.  Prendete  il  Quadro,  e  diftaccatelo  dalla  fua  Cor- 
nice ;  dopo  mettetevi  fopra  una  falvietta,  o  tovaglia 
bianca  ,  la  quale  fi  deve  bagnare  continuamente  con. 
acqua  netta  dodici,  ed  ancora  dieciotto  volte  per  al- 
trettanti giorni  ,  fé  foffe  neceffario  ,  fintantoché  la 
tela  bianca  avrà  attratto  tutte  le  fporcizie  del  Quadro; 
dopo  fi  prende  l' olio  di  Lino  purificato  bene  al  fole  ; 
e  ftrofinate  il  Quadro  con  la  punta  del  dito  ,  così 
diverrà  talmente  bello  come  fé  foffe  nuovo  . 

4.  Altro  metodo  ,  Prendete  due  boccali  di  Lifcia 
vecchia  ,  ed  una  quarta  parte  di  Sapone  bello  ,  che 
ralparete  affai  minuto  ,  e  porrete  nella  Lifcia  con 
una  foglietta  di  Vino  ,  e  fi  farà  bollire  un  poco  vi- 
cino ai  fuoco  :  dopo  colate  il  tutto  per  una  tela  , 
e  lafciateio  raffreddare  ;  dopo  con  una  fpazzola  in- 
tinta nella  detta  Compofizione  fregarete  il  Quadro 
per  tutti  i  verfi  ,  e  lafciateio  feccare  ;  quando  fia 
lecco  gli  darete  un*  altra  mano.  Dopo  prendete  olio 
di  Noce  ,  e  ftrofinate  tutto  il  Quadro  con  un  poco 
di  bombace  .  Si  lafcia  feccare  ,  e  dopo  fi  netta  eoa 
un  panno  lino  caldo.  %  Olio 


Su  le  materie  utili  ,  e  dilettevoli  .      175 

5.  Olio  per  impedire ,  che  i  Quadri 

anneri/chino  . 

Si  pone  Olio  di  Noce  in  una  Caraffa  al  fole, per- 
chè fi  purifichi  ;  dopo  depurato  ,  che  fia  fi  pone  in 
altra  fimile  Caraffa  ,  e  fi  mette  di  nuovo  al  fole  ; 
fi  leva  dalle  feccie  in  modo  ,  che  retti  puriflìmo  . 
Con  queit'  Olio  fi  frega  il  Quadro  ,  e  fi  conferva 
per  gli  ufi  fuddetti .  Serve  nella  fteffa  maniera  1'  O- 
lio  di  Lino  chiarificato  nel  modo  feguente.  Si  pren- 
de una  parte  di  Aceto  ,  e  due  d'  Olio  ,  e  fi  pon- 
gono in  un  vafo  al  Sole  fopra  una  fineftra  ,  ed  in 
f>ochi  giorni  le  feccie  vanno  al  fondo  :  cosi  fi  avrà 
'  Olio  aliai  chiaro  . 

§.  2.  Per  far  rivivere  i  colori  dei  Quadri , 
levar  via  tutto  il  nero  ,   e  ren- 
derli come  nuovi  . 
Bifogna  mettere  di  dietro  alla  tela  una  mano  del- 
la feguente  compofizione.  Pigliate  due  libbre  di  graf- 
fo di  rognone  di  Bue  ,  due  libbre   d'   Olio   di    No- 
ce ,  una  mezza  libbra  di  Cerufsa  macinata  coli'  Olio 
di  Noce  ,  una  mezza  libbra  di  terra  gialla  ,  ed  un* 
oncia  parimenti  d'  olio  di  Noce  .   Fate   (buggere  il 
voftro  graffo  in  un   vafo  ,  e  quando  farà   del    tutto 
liquefatto,  e  fciolto,  mettetevi  dentro  V  olio  di  No- 
ce ,  pofeia  la  Cerufla ,  e  la  terra  gialla  ;  rimefcolarete 
pofeia  il  tutto  con  un  battone  per  far  bene  unire  infie- 
me  tutte   le   droghe  ;    ed  adoprarete  quefta  compofi- 
zione tiepida  . 

2.  Per  i  Quadri  fopra  il  Rame . 
Pigliate  Maftice   latte*  con   terra  argillofa  ,  e  con 
terra   d'  ombra   (temprata  coir  olio  di  Noce  •  riem- 
pitene i  luoghi  fcroftati  ;  dopo  prenderete   del  lubli- 
mato  corrofivo,  che  farete  difeiogliere    in  una  quan- 
tità 


174         Parte  lì.  Dt?  Trattenimenti 

tità  fum\i-?nte  d'  acqui  ;  ve  lo  applicante  fopra  ,  e 
lo  laiciarete  feccare  ;  in  capo  ad  alcune  ore  lo  la- 
vante bene  con  acqua  puri  \  e  fé  non  è  ancora  b^n 
<Jig-atfato  ,  ricominciarete  V  operazione  .  Si  può  pa- 
rimenti fervidi  di  quelt'  acqua  di  Sublimato  l'opra  i 
Quadri  fui  Legno  ,  e  fulla  Tela . 

Per  levar  via  la  vecchia  Vernice  dai  Quadri  balia 
fregarli  colla  punta  delle  dita  ,  e  poi  afciugarli  con 
un  panno  lino  bagnato  . 

§.  3.  Maniera  di  levare  i  Quadri  dalla  loro 

vecchia  Tela  ,  e  di  rimetterli  fopra  una 

nuova  ,  e  di  raccomodare  i  luoghi 

mancanti  ,  e  guarii . 

Prima  d'  ogni  altra  cola  fi  levarà  la  Pittura  dal 
fuo  telajo  ,  e  lì  attaccarà  pofeia  fopra  una  tavola 
perfettamente  lifeia,  ed  eguale  colla  parte  della  Pit- 
tura di  fopra  ,  avvertendo  bene  ,  che  la  Tela  fia  te- 
fa  ,  e  non  faccia  alcuna  piega  . 

Dopo  quefta  preparazione  darete  fopra  tutto  il  vo- 
lerò Quadro  una  mano  di  colla  forte  ,  fulla  quale 
applicarete  a  mifura  fogli  di  carta  grande  bianca  del- 
la più  forte  ,  che  ritrovar  polliate  ;  ed  avrete  P  at- 
tenzione con  un  macinello  da  macinare  i  colori  di 
premer  bene  ,  e  di  (tendere  la  voftra  carta  ,  affinchè 
non  faccia  alcuna  piega  ,  e  fi  attacchi  bene  ,  ed  e- 
gualmente  fopra  tutta  la  Pittura  . 

Lafciarete  feccare  ogni  cofa,  e  dopo  fchiodarete  la 
Pittura  ,  e  la  rivolgerete  col  dipinto  di  fotto  ,  e  la 
tela  di  fopra  fenza  attaccarla  .  Allora  pigliarete  una 
Spugna  ,  che  bagnarete  neir  acqua  tiepida  ,  e  colla 
quale  imbeverete  a  poco  a  poco  la  tela  ,  afeiugan- 
dola  di  tratto  in  tratto  fu  gli  orli  ,  fé  la  tela  non 
comincia  a  fiaccarli  ,  ed  a  lafciar  la  Pittura  .  Allo- 
ra la  dilìaccarete  con  diligenza  lungo  tutto    uno  de' 

la- 


à&>- 


Su  le  Mar  eri;  utili  ,  s  dilettevoli         175 

lati  del  Quadro  ,  e  ri  ridarete  quello  ,  che  farà  di- 
ftaccato  ,  come  per  rotolarlo  ,  perche  di  poi  Ipi- 
gnendo  dolcemente  co. le  dui  mani  tutta  la  Tela  li 
diftaccarà  rotolando  . 

Dìo  fatto  ,  colla  voftra  {pugna  ,  e  con  acqua  la- 
varate  b-.-ne  il  didietro  della  Pittura  ,  fintantoché 
tutta  la  vecchia  colla  ne  lia  tolta  via  .  Avvertirete 
in  tutta  quella  operazione  ,  che  la  voftra  fpugna 
non  lia  mai  foverchiamente  ripiena  d'  acqua  ,  per- 
chè potrebbe  (correre  di  lotto  alla  Pittura  ,  e  ftac- 
carebbe  la  colla  ,  che  ritiene  la  carta  ,  che  vi  avete 
meda  da  prima  . 

Fatto  tutto  quefto  con  diligenza  ,  darete  una  ma- 
no dilla  voftra  colia  ,  ovvero  della  Mitica,  od  im- 
primitura ordinaria  ,  che  fi  adopera  per  preparare  le 
tele  ,  Tulle  quali  li  dipigne  ,  fui  rovelcio  della 
voftra  Pittura  a  quefto  modo  ben  rinettata  ,  ed  in- 
continente vi  (tenderete  l'opra  una  tela  nuova  ,  che 
avrete  avuto  V  attenzione  di  lafciare  più  grande,  che 
non  bifogna  ,  per  poterla  inchiodare  negli  orli  ,  e 
diitenderla  in  modo  ,  che  non  faccia  pieghe  .  Dopo 
di  quefto  premerete  leggermente  la  tela  col  voftro 
macinello  fregandola  ,  affinchè  prenda  egualmente  da 
per  tutto  ,  e  la  lafciarete  leccare  ;  in  appretto  dare- 
te foara  la  tela  una  feconda  mano  di  colla  partita- 
mente  ,  ed  a  poco  a  poco  ,  avvertendo, che  a  mifu- 
ra  ne  darete  una  parte, di  fregarla  ,  e  diftenderla  coi 
macinello  per  far  entrare  la  colla  nella  tela  ,  ed  an- 
che nella  Pittura  ,  e  per  ilchiacciare  le  fila  della  te- 
la mede  (ima  . 

Afciutta  che  farà  bene  la  Pittura  la  diftaccarete 
dalla  tavola  ,  e  la  inchioderete  di  nuovo  fui  luo  te- 
lajo  ;  e  dopo  con  una  (pugna  ,  e  con  acqua  tiepi- 
da imbeverete  bene  tutte  le  voftre  carte   per   levarle 

via: 


\*j6         Parte  IL  De1  Trattenimenti 

via  ;  levate  ,  che  faranno  ,  lavarete  bene  il  Quadro 
per  toglier  via  tutta  la  colla  .,  e  rinettare  tutta  la 
Pittura  .  Dopo  vi  darete  una  maho  d'  Olio  di  No- 
ce puriflìmo  ,  e  lo  lafciarete  feccare  per  mettervi  in 
appretto  1'  Albume  di  Uovo  . 

'Vjfervaxionì  » 

Quando  le  Pitture  ,  che  fi  vogliono  cangiar  di  te- 
la fono  fcorzate  ,  o  crepate  ,  od  hanno  delle  picco- 
le bollette  -,  bifogna  avvertire  d5  incollare  fopra  i 
luoghi  diffettofi  due  fogli  di  carta  ^  uno  full'  altro 
per  foftenere  quéfti  luoghi  ,  ed  impedire  ,  che  non 
fi  fendano  di  vantaggio  ,  o  fi  lacerino  nella  opera- 
zione ;  e  dopo  aver  rimeffa  la  tela  nuova  ,  fi  rac- 
comoderanno quefti  dirTetti  nel  modo  feguente . 

Bifogna  con  un  pennello  mettere  della  colla  den- 
fa  tiepida  Tulle  bollette  -,  e  TÌgonfiamenti  ,  indi  fa- 
re dei  piccioli  buchi  con  una  fpilla  nelle  dette  bol- 
lette ,  e  procurare  -,  che  la  colla  le  penetri  in  gui- 
fa  ,  che  palli  di  fotto  .  Bifogna  dopo  quefto  alciu- 
gar  leggermente  la  detta  colla,  e  con  un*  altro  pen- 
nello paflare  fopra  le  bollette  un  poco  d'  olio  di  li- 
no :  dopo  fi  pigliarà  un  ferro  caldo  ,  fopra  il  quale 
fi  paifarà  una  fpugna  ,  o  un  panno  lino  bagnato  , 
fintantoché  più  non  frema,  per  dubbio,  che  non  fof- 
fe  troppo  caldo  ,  ed  allora  fi  darà  il  detto  ferro  fopra 
le  bollette  ,  il  che  le  attaccherà  di  nuovo  alla  tela, 
e  le  le  vara  via  del  tutto  . 

Conviene  nondimeno  oflervare  ,  che  dopo  aver  le- 
vate via  cjuefte  bollette  è  neceffario  mettere  di  die- 
tro una  feconda  tela  per  confervar  la  vecchia  >  ed 
impedire,  che  le  bollette  non  fi  formino  di  bel  nuo- 
vo ;  e  fi  fa  così . 

Si  deve  mettere  in  primo  luogo  fulla  tela  vecchia 
una  mano  di  colla  denfa  lungo  gli  orli  del  telajo ,  e 

nul- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     177 

nulla  nel  mezzo;  dopo  quefto  fi  applicarà  la  fecon- 
da tela  ,  che  lì  farà  attaccare  pattandovi  leggermen- 
te fopra  il  macinello  ;  s'  inchiodar,!  in  appretto  la 
Pittura  Culla  tavola  ,  e  le  gli  darà  partitamente  del- 
la Colia  ,  che  lì  premerà  ,  e  fi  difenderà  col  Maci- 
nello ,  come  fi  fa  per  cambiare  i    Quadri  di  tela. 

La  Maniera  di  accomodare  le  crepature,  ed  i  luo- 
ghi fcoTzati  ,  tanto  nei  Quadri  ,  che  lì  fono  mutati 
di  tela  ,  come  negli  altri  è  quella  . 

Biiogna  pigliare  della  terra  argillofa  in  polvere  , 
e  della  terra  d'  ombra  j  polcia  (temperare  quefte  due 
materie  con  olio  di  Noce  in  guifa  ,  che  formino  co- 
me una  patta  ,  e  vi  lì  agsiugne,fe  lì  vuole,  un  po- 
co d'  Olio  grattò  per  farla  leccare  più  pretto  ;  fi  pi- 
glia in  appreiso  di  quefta  patta  col  coltello  da  me- 
icolare  i  colori  ,  e  s'  inlìnua  nelle  crepature  ,  e  nei 
luoghi  forzati  ,  alciugando  bene  quello  ,  che  può 
attaccarli  lugli  orli  ,  e  fuori  dei  buchi.  Bene  afeiut- 
ta  ,  e  lecca  che  fia  quefta  patta  ,  fi  dà  fu  tutto  il 
Quadro  una  mano  d'  olio  di  Noce  puriffìmo  ,  e 
qutndo  è  lecco  (ì  fanno  fulla  Tavolozza  le  tinte  dei 
colori  adattate  ai  luoghi  ,  dove  fono  le  crepature,  e 
fi  applicano  con  il  coltello  ,  o  col  pennello. 
§.  4.  Altro  modo  per  nettare  ,  e  luflrare 
i  Quadri ,  che  pareranno  nuovi. 

Sbatterete  con  un  cucchiaio  chiara  di  uovo  dentro 
un  piatto  ,  che  ftia  pendente  ,  acciò  1'  acqua,  o  li- 
quore chiaro  cada  in  un'  altro  piatto  ,  con  la  quale 
mefcolarete  un  poco  di  zucchero  fino  in  polvere  ,  e 
fugo  di  Limoncelli  ,  e  con  quefta  miftura  bagnando 
una  Spugna  fregarete  gentilmente  le  Pitture, dopo  di 
averle  prima  nettate  dalla  polvere  :  oppure  pigliarete 
Olio  ,  ed  Acquavite  ,  ed  uniti  infieme  ve  ne  fervi- 
ate per  dar  con  detta  Spugna  fopra  li  Quadri  ;  poi 

W  con 


178         Parte  IL  De  Trattenimenti 

con  una  pezza  di  lana  li  fregarete    per  nettarli  dali" 
Olio  ,  e  verranno  come  nuovi  . 

2.  Per  polire  ,  e  nettare  le  Cornici  , 

e  Telaj  indorati  . 
Pigliate  una  libbra  di  Sapone  nero,  ed  una  dram- 
ma di  Zafferano  ,  incorporate  ogni  cofa  infieme  ,  e 
di  quella  miflura  ne  darete  con  un  pennello  Copra  le 
dette  Cornici  ,  o  Telaj  ;  poCcia  Carete  LiCcia  dolce 
vergine  ,  ed  in  quella  bagnando  il  pennello  ,  ritoc- 
carete  le  Cornici  ,  e  Telaj,  Cacendone  come  una  Sa- 
ponata ;  poi  con  Spugna  ,  ed  acqua  Crefca  lavatale , 
e  Cregatele  con  diligenza, e  verranno  polite,  e  belle. 

3.  Per  nettare ,  e  lujlrare  un  Lavoro 

ài  Legno  indorato  . 
Primieramente  fi  deve  pulire  il  Lavoro  dalla  pol- 
vere ,  poi  Ci  prende  Olio  di  Tartaro  Catto  per  deli- 
quio ,  che  Cia  perCetto  Cenza  acqua  ,  e  con  un  pen- 
nello bagnato  in  detto  olio  lo  difenderete  per  tutto 
il  lavoro  indorato  ;  ciò  Catto  lo  laCciarete  per  un' 
ora  ,  o  due  Cenza  toccarlo  ,  fintantoché  vedrete, che 
ha  mandato  fuori  una  certa  Cuperficie  come  il  Cale 
bianco  ;  allora  pigliarete  un  pugno  di  Bombagio  non 
filato  ,  che  Cia  netto,  e  purgato  da  ogni  immondez- 
za ,  che  poteffe  avere  ,  e  con  quello  andarete  gen- 
tilmente fregando  Copra  1'  oro  ,  che  Cara  unto  ,  ed 
avrà  mandato  Cuori  quel  fale  bianco  ;  e  Ce  vedete  y 
che  flentijev'  intoppi  nei  fregare,  e  voi  Cernutevi, 
perchè  levarefle  P  oro  dal  lavoro,  ma  col  fiato  del- 
la bocca  inumiditelo  un  poco  ,  e  poi  Cregatelo  con 
Bambagio  con  ogni  diligenza  ,  tenendo  la  mano  nel 
principio  leggiera  ,  e  andarete  calcando  con  la  me- 
defima  più  Corte  ,  e  P  oro  verrà  bello  ,  e  luflro  co- 
me Ce  Coffe  nuovo  ;  ma  avvertire  di  non  fregar  il 
lavoro  le  non  è  coperto  di  quel  Cale  bianco  ,  per- 
chè 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.      179 

che  quello  è  quello  ,  che  imbrunifee  ,  e  luftra  ;  ma 
fé  l'  olio  non  manda  fuori  quel  fale  ,  è  fegno  ,  che 
non  è  buono;  e  quando  volete  fare  quefta  operazio- 
ne ,  fatela  in  tempo  caldo  ,  ed  afeiutto  ,  che  riefee 
meglio,  e  più  caido  che  farà  farete  con  più  preftez- 
za  il  voftro  lavoro  ,  e  verrà  ancora  più  bello  ,  e 
luftro  . 

Nota  .  Potrete  ancora  con  queft'  Olio  di  Tartaro 
luftrare  V  Argento  ,  come  pure  il  Rame,  ed  i  mer- 
li d'  oro  ,  che  tollero  venuti  neri  ,  toccandoli  gen- 
tilmente col  pennello  nella  fuperfkie  ,  acciochè  la 
feta  non  veniife  a  patire  ,  e  farete  ,  come  avete  fat- 
to del  Legno  indorato  ,  con  quella  differenza  ,  che 
in  vece  di  fregare  col  Bumbagio  lo  farete  con  una 
pezza  di  lino  ,  oppure  con  pelle  di  Camozza  ;  e  fé 
vorrete  lavare  i  fudetti  Merli  d'  Oro  ,  pigliate  ac- 
qua ,  fate  entro  alla  medefima  bollire  un  poco  di 
Z-iiTarano  ,  e  con  quefta  lavateli  ,  che  darà  il  coio- 
le alla  l^ta  ,  poi  fateli  afeiugare  ,  e  faranno  belli. 
4.  Rinovare  u?7a  Figura  vecchia  ,  0  fi  a 
una  Statua  di  Marmo. 

Primieramente  nettarete  la  Statua  dalla  polvere  ,  e 
poi  la  lavarete  con  acqua;  alla  fine  metterete  in  una 
fcodella  un  Fiele  di  Bue  con  un  poco  di  terra  gial- 
la ,  e  con  quefta  miftura  fregarete  molto  bene  la 
Statua  ,  o  Figura  di  Marmo  bianco,  roffo  ,  o  gial- 
lo ,  che  farà  ,  e  quefto  lo  farete  con  una  fpugna  , 
o  pezzetta  di  canevazzo  ,  e  fi  rinovarà  ,  e  tornerà 
bella  ,  e  luftra  come  prima. 

5.  Imbiancare  il  Marmo  bianco  ,  od  Alabaftro. 

Prendete  pietra  Pomice  in  polvere  fottile  ,  e  met- 
tetela in  infufione  in  Agrefto  per  lo  fpazio  di  dodi- 
ci ore  ;  dopo  bagnate  in  elfo  un  panno  lino  ,  o 
una  Spugna  ,  ed  inumidite  il  Marmo  bianco  ,  od 
Alabaftro  ,  e  s'  imbiancarà  bene.  6.  i>7- 


i8o         Parte  IL  De   Trattenimenti 

6.  Incidere  il  Marmo  bianco  ,  o  nero , 
e  dipingere  fu  di  ejj'o  , 

Preparafì  prima  il  Marmo  ,  incidendo  in  elfo  col- 
la punta  d'  un  ferro  ,  o  fcalpello  i  tratti  degli  Og- 
getti ,  che  voglioniì  rapprefentare  ,  e  dando  ai  me- 
defimì  più  ,  o  meno  di  profondità  fecondo  la  natu- 
ra dell'  ombre  ,  che  qu^fh  delineamenti  richieggo- 
no  ,  prenderanno  più  ,  o  meno  di  colore  >  ed  aqui- 
flaranno  una  maggiore  ,  o  minor  forza.  Il  Sig.  Fer- 
rat  ,  che  n'  è  1'  inventore  ,  palla  di  poi  una  mede- 
fìma  tinta  ad  olio  fopra  il  Marmo  ,  che  non  ne  ri- 
tiene ,  fé  non  nelle  linee  deferì tte  ,  di  cui  fi  è  par- 
lato .  Quello  colore  divenuto  una  cofa  della  col 
Marmo  ,  che  non  offre  nelle  parti  ,  in  cui  è  ,  fé 
non  una  fuperficie  ruvida  ,  ed  arenofa  ,  non  può 
foffrire  alterazione  veruna  .  Con  quella  maniera  eie- 
guifee  T  Autore  qualfivoglia  ipecie  di  ornati. 
7.  Per  dare  al  Marmo ,  0  /llabafìro  il  colore 
azzurro  ,  0  violato . 

Prendafi  il  fugo  di  Paftinaca  rolla  ,  e  quello  del 
Giglio  pavonazzo,ed  aceto  bianco  una  quantità  iuf- 
fìciente  per  comunicare  al  liquore  1'  occhio  fecondo 
il  piacere  di  chi  operarà  .  Si  faranno  cuoce- 
re infieme  per  qualche  tempo  ,  e  fopra  ogni  libbra 
del  liquore  aggiungafi  un'  oncia  di  Allume  in  pol- 
vere ,  cotto  il  liquore  .  In  quello  liquore  mettali  il 
Marmo  ,  o  Alaballro  ,  che  fi  vuoi  tingere  ,  e  fac- 
ciali ancora  bollire  fintantoché  abbia  preio  il  colo- 
re ,  che  fi  defidera  . 

Ma  fé  i  pezzi  fono  tanto  grandi ,  che  non  fi  pof- 
fano  mettere  nel  vafo  ,  converrà  tingere  feparata- 
mente  le  parti  ,  cioè  fregando  con  il  colore  bollen- 
te ora  una  parte  ,  ed  ora  un'  altra  . 

8.  Ver- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .     1 8 1 

8.  Vernice  da  dare  alti  Camini. 
Si  macini  Verde -Gris  con  T  Oiio  di  Noce  ,  me- 
fcolato  con  Vernice  grolla  .  Si  ha  da  dare  prima  al 
Camino  il  nero  con  nero  ,  e  colla  ,  e  lafciar  che  fi 
lecchi  quello  colore  ;  dopo  le  gli  dà  una  mano  per 
di  l'opra  di  Biacca  ,  e  lecca  quella  5  fi  applica  la 
Vernice  luddetta  . 

9.  Vernice  da  dar/ì  /opra  il  Gejfo  , 
che  re!ìa  come  Alabadro. 
Si  rafpi  del  Sapone  bianco  ,  e  lì  fìempri  a  poco 
a  poco  nell'  acqua  colle  dita  in  un  carino  invetria- 
to .  Quando  V  acqua  farà  aliai  bianca  ,  e  denta  co- 
me il  latte  ,  lì  laici  ripolàre  per  otto  giorni  ,  co- 
prendo il  vaio  .  Si  lava  il  lavoro  di  Geilò  con  ub 
pennello  groiìo  ,  o  feopetta  ,  che  fia  foave  ,  e  cor- 
ta :  li  laida  che  dolcemente  fi  lecchi  all'  ombra  ìb 
luogo  accomodato  ,  e  lecco  ,  che  fu  ,  (1  afeiuga  leg- 
germente con  un  p^.nno  lino  . 

io.  Vernice  per  impedire  ,  che  t  Raggi 
del  Sole  pajjino  per  le  Vetr'tate, 
Si  freghino  i  Vetri  con  Chiare  di  Uova  sbattute, 
nelle  quali  vi  fia  temprata  Gomma  Dragante. 

TRATTENIMENTO  III. 

§.  r.  Pitture  in  Vetro  ,  e  Libretti  di  ricorde, 

PRima  fi  deve  preparare  una  Ladra  di  Vetro  net- 
to ,  e  fenza  bollette  ,  e  chiaro  ,  ed  una  Stam- 
pa in  carta  più  fottile ,  che  fi  poifa,  e  fenza  colori. 

Dopo  fi  empie  un  vaio  d'  acqua  bollente  ,  ed  ìb 
elfo  fi  pone  ad  imbeverfi  la  Stampa  ,  e  fi  lafcia  fin- 
tantoché fia  bene  imbevuta  .  Quando  fi  pone  a  ba- 
gnare nell*  acqua  calda  ,  bifogna   lafciarvela   almeno 

un* 


iSa         Parte  IL  De3  Trattenimenti 

un'  ora  ,  e  nella  fredda  almeno  dodici  .  La  Stampa 
ha  da  effere  delle  Nere  ,  perchè  fono  effe  migliori 
per  riufeire  bene  ,  come  più  leggermente  impreffe  . 
e  più  ombreggiate  . 

In  una  Tazza  fi  deve  avere  1'  Olio  di  Noce  ,  ed 
in  altra  la  Trementina  .  Li  Vetri  fi  mettono  a  ri- 
baldare a  poco  a  poco  nel  Camino  ;  fi  afeiugano 
ben  bene  in  modo  ,  che  non  vi  fiano  ne  bolle  d*  a- 
ria  ,  ne  nodi  ,  e  difetti  ,  in  fomma  ,  che  fiano  di 
perfetta  politezza.  Si  prendono  con  una  falvietta  per 
non  bruciarli  . 

Mentre  il  Vetro  è  caldo,  con  un  pennello  fi  ften- 
de  fopra  una  delle  lue  fuperfìcie  della  Trementina  , 
la  quale  fi  fa  fcolare  in  modo  ,  che  non  relìi  verun 
grumo  ,  e  che  ella  (ìa  per  tutto  egualmente  diftefa. 
In  uno  Scaldavivande  ,  che  abbia  cenere  calda  li 
mette  il  Vetro  ,  affinchè  confervi  il  fuo  calore. 

Frattanto  fulla  tavola  fi  diftendono  due  falviette, 
una  full'  altra  .  Dopo  fi  ritira  dal  vafo  la  Stampa  , 
prendendola  con  F  eftremità  delle  dita  ,  e  fi  difen- 
de fopra  le  falviette  .  Dopo  con  altre  due  falviette 
fi  comprime  la  Stampa  ,  calcandola  leggermente  di 
fopra  ,  affinchè  non  fieno  effe  troppo  bagnate  ,  e  (i 
lafcia  tempo  alle  falviette  d*  imbeverfi  dell'  acqua 
della  Stampa,  e  fi  paffa  di  nuovo  il  pennello  fopra 
il  Vetro  ,  poiché  egli  è  effenziale  ,  che  la  Tremen- 
tina fia  per  tutto  egualmente  diftefa  . 

Ciò  fatto  fi  cavano  fuori  le  Stampe  ,  o  Stampa  , 
ritirando  le  due  Salviette  ,  che  vi  fono  di  fopra  ,  e 
prendendola  con  la  punta  delle  dita  fi  applica  fulla 
fuperfìcie  preparata  dalla  parte  della  impreffione  adat- 
tandola al  Vetro  fulla  Trementina  .  A  poco  a  poco 
fi  comincia  da  un  capo  ,  e  fi  finifee  dall'  altro  ,  of- 
fervando  fopratutto  ,  cke  non  redi  niun  vuoto  fra 

la 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli  .      183 

la  Stampa  ,  ed  il  Vetro  ;  poiché  ciò  farebbe  andar 
a  male  F  operazione  .  Il  Vetro  non  ha  da  eccedere 
la  Stampa  ,  ne  la  Stampa  il  Vetro  ;  e  che  tutta  la 
Carta  refti  unita  ,  ed  egualmente  incollata  . 

Ciò  fatto  ,fe  vi  è  bilogno  di  raddoppiare  F  appli- 
cazione ,  fi  pofa  il  Vetro  con  la  Stampa  falle  due 
Salviette  rimalte  diitefe  lopra  la  Tavola  ;  e  mentre 
che  la  Stampa  è  ancora  umida,  fi  frega  dolcemente, 
e  fi  tolgono  via  di  poi  con  le  dita  gli  ltrati  ,  che 
compongono  la  Carta  ,  la  quale  fi  fiaccherà  in  pic- 
cole pirticelle  ,  eccettuato  1'  ultimo  (irato  dove  è 
la  Stampa  ,  il  quale  reftarà  per  la  Trementina  fiflo 
fulla  fuperficie  del  Vetro  .  Così  pare  ,  che  la  ftam- 
pa  fia  impreffa  da  ambedue  le  partì. 

Dopo  fi  laicia  feccare  la  Stampa  ,  e  fecca  che  fia 
non  fi  vedrà  così  bene  il  difegno,  come  quando  era 
polla  fui  Scaldavivande  ;  ma  a  ciò  fi  rimedia  facil- 
mente con  prendere  un  pennello  ,  che  fi  bagna  nelF 
Olio  di  Noce  ,  che  lì  diftenderà  fu  tutta  la  Stam- 
pa ,  cioè  fu  tutta  la  fuperfìcie  della  Carta  ,  come 
fi  è  fatto  della  Trementina  fui  Vetro  .  Adelfo  ap- 
parirà F  ultimo  ftrato  della  Stampa  come  fufo  ,  e 
che  non  refti  altro  fui  Vetro  ,  che  F  inchioftro  del- 
la medefima  Stampa,  tutte  le  di  cui  figure  fono  re- 
fiate  . 

Difingannatevi  pertanto;  il  foglio  non  è  fufo, ma 
F  Olio  lo  ha  talmente  retò  trafparente  ,  che  lo  è 
come  il  Vetro  ,  e  ciò  cagiona  il  vofiro  errore  .  Uri 
tale  cambiamento  in  verità  è  molto  curiofo  ;  e  que- 
llo è  il  Re  de'  divertimenti  . 

Tolto  fi  difpongono  i  colori  nella  Tavolozza.  Pri- 
ma di  tutto  fi  difpone  la  Biacca  ,  di  poi  i  Colori 
Gialli  ,  in  appreflò  i  Rolli  ,  in  feguito   gli   ofcuri  , 

e  final- 


184         Parte  IL  ZV  Trattenimenti 

e  finalmente  i  Neri  .  Riguardo  alle  altre  Tinte   di- 
ferenti fi  parlerà  fra  poco  .  (  1  ) 

Dopo  il  fudetto  cambiamento  fa  d' uopo  applicare 
i  Colori  pel  rovefcio  della  Stampa  ,  fecondo  il  det- 
taglio delle  parti  del  Dilegno  ,  ollervando  le  Gra- 
dazioni ,  (2)  e  le  proporzioni  delle  parti  ,  con  le 
quali  tutto  infieme  il  efprime  ,  ila  un  Vecchio  ,  fia 
una  Donna  ,  un  Uomo  ,  un  Bambino  ,  un  Rufcel- 
lo  ,  un'  Albero  ,  una  Lontananza  ,  un  Paefe  ,  un' 
Ediflzio  ,  il  Cielo  ,  o  lìa  finalmente  ogni  altra  fi- 
gura impreffa  nella  Stampa  ,  che  fi  vuol  colorire. 
Gradazioni  de'  Colori  di  Carne  . 

Le  Carnagioni  tenere  fi  a  di  Donne  ,  Ragazzi  ,  0 
piccioli  Genj  fi  fanno  macinando  col  coltello  una  pic- 
cola punta  di  Cinabro  nella  Biacca  :  iochè  ferve  per 
i  chiari  più  grandi  delle  Carni  . 

Tìnte  delle  Carnagioni  di  Donne  ,  e 
Bambini  . 

Bifogna  fempre  porre  quella  Tinta  in  un  cantone 
della  Tavolozza  .•  lì  compone  quella  feconda  Tinta 
come  la  precedente  di  Biacca  ,  e  di  una  ottava  di 
Giallolino  ,  eccettuato  però,  che  in  vece  della  quan- 
tità di  Carmino  ,  che  vi  entra  9  vi  fi  folli tuiice  11 
doppio  di  Cinabro,  e  per  gradazione  fi  aumenta  fem- 
pre il  Cinabro  fino  alla  fella  Tinta  * 
Carni  ombrate  . 

Quando  fi  trova  una  mafia  d*  ombre  ,   ed  imme- 
diatamente dopo  un  chiaro  ,  fi  ha  da  fare  una  Tin- 
ta 

(  1)  Tìnte  ,  fecondo  i  Pittori,  è  la  maniera  di  abortire  i  co- 
lori ,  e  di  applicarli  alle  Figure  per  ben  formare  i  chiari, 
gli  oicuri  ,  e  le  lontananze  .  (  2  )  Le  differenti  Gradaz'to- 
ìli  delle  Tinte  ,  fono  altrettanti  'maneggiamenti  della  lu- 
ce per  rapporto  al  chiar-ofcuro  ;  fono  tanti  intermedii  tra 
1'  ombra  ,  e  la  luce  . 


Su  le  Materie  utili  ,    e  dilettevoli.      185 

ta  celertina  comporta  di  bianco  ,  e  di  Blò  ,  e  fi  ap- 
plica lui  chiaro  ,  di  modo  che  lì  perda  con  la  tin- 
ta deli'  ombra  ,  che  lì  comporrà  di  Cinabro  >  t 
Liuilolino  . 

Tinte  delle  Carnagioni  di  Uomini  ,  e  di 
Vecchj  . 
La  prima  Tinta  è  comporta  di  Biacca  ,  e  di  una 
quarta  parte  di  Giallolino  ,  e  ferve  pei  colpi  di  lu- 
ce .  La  feconda  è  comporta  di  una  parte  delia  pri- 
ma ,  a  cui  li  unifee  un  poco  di  Cinabro  .  Alla  ter- 
za fi  accrefee  il  Cinabro  .  Alla  quarta  fi  aggi  u  glie 
una  piccola  punta  di  Rollò  ofeuro  .  Alla  quinta  di 
Rollo  lenza  Cinabro  .  Alla  lefta  più  anche  di  rollo 
oleuro  ,  e  quefta  ultima  ferve  per  tutte  le  parti  om- 
brate delle  carni  .  Sicché  la  Prima  Tinta  è  la  baie 
delle  altre  ,  e  non  lì  tratta  ,  che  di  aggiugnervi  i 
colori  fudetti  . 

Occhj  Azzurri. 
Quando  fi  dipingono  i  Capelli  biondi  bifogna  fem- 
pre  fare  gli  Occhj  celeftini  ,  grandi  ,  vivi  ,   e  bene 
ftefi  .  Nel  punto  della  luce  fi  mette  un  punto  bian- 
co ,  e  iulla  Pupilla    un    punto    Nero  ;    il    contorno 
dell'  Occhio  fi  carica  di  una  tinta  bruna  ,    ed  il  re- 
ito  della  luce  di  tinta  celefte ,  comporta  di  una  pic- 
cola punta  di  Biò  nella  Biacca  . 
Occhj  Bruni  . 
Se  i  Capelli  fono  bruni ,  devono  effe  re  anche    tali 
gli  Occhj  nel  punto  della  luce  ,  come  fi  è  fatto  ne- 
gli Occhj  azzurri.  Il  contorno -li  empie  di    una  tin- 
ta bruna  ,  ed   il   refto   della   luce   con    una   piccola 
punta  di  Nero  alla  fetta.,  tinta,  de'   chiari   .    Ad   un 
Vecchio  fé  gli  danno  gli  Occhj  bruni  .  Quando  tut- 
ti vedono  chiaro,  fi  fanno,  e  lì.  dirtribuifeono  i  Ca- 
pelli fecondo  gli  Occhj  . 

Capei- 


iS6         Parte  IL  De'  Tratteniménti 

Capelli  Biondi  . 
Si  fanno  con  una  tinta  comporta  di  Biacca  ,  e  di 
Gialioiino  ,  con  una  puntina  di  Nero  d'  ofib . 
Capell'f  Cafiaqnacci . 
La  tinta  dei  Capelli  Caftagnacci  fi  ù  con  una  pun- 
tina di  Nero  con  la  fetta  tinta  dei  chiari. 
Capelli  Bianchì. 
I  Capelli  bianchi    lì    fanno    con    Biacca   mefehiata 
con  una  piccola  porzione  di  Nero  Fumo  ;  e    per  le 
ombre  vi  vuole  un  poco  meno  di   Bianco   ,   ed    un 
poco  più  di  Nero  . 

Capelli  incipriati  . 
La  tinta  bianca  de'  Capelli  bianchi  ferve  anche  per 
i  Capelli  incipriati  . 

Biancheria  . 
Per  imitare  il  colore  della  Biancheria  bifogna  fare 
quelle  tre  tinte  .  La  prima  è  comporta  di  Biacca  , 
e  di  un  poco  d'  Azzurro  .  La  ieconda  di  Biacca  , 
e  di  pochifiimo  Nero  d'  Avorio,  e  della  fttffta  quan- 
tità d'  Ocra  gialla.  La  prima  di  querte  tre  tinte  fer- 
ve per  i  chiari  grandi  ;  la  feconda  per  le  mezze  tin- 
te ^  e  la  terza  per  le  ombre  . 

Panneggiamenti  in  generale  . 
Quefta  è  la  rapprefentazione  degli  Abiti  ,  Tappe- 
ti ,  Biancherie  ,  ed  altri  Drappi  ;  il  loro  effetto  è 
di  rar  conofeere  ciò  ,  che  elfi  coprono  ,  e  di  efpri- 
mere  il  nudo  .  La  feienza  di  efprimerli  confifte  nel- 
la elecuzione  ,  e  del  getto  ,  e  delle  pieghe  ,  nell' 
aderenza  più  ,  o  meno  grande  al  corpo  ,  e  nel  ca- 
rattere ,  fìa  di  leggerezza  ,  fia  di  movimento  ,  rap- 
porto alle  figure  ,  che  fono  ,  o  nella  agitazione ,  o 
efpofte  al  vento  . 

Panneggiamento  bianco . 
Non  entra  nella  Prima  Tinta  ,  che  della  Biacca, 

e  non 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .      1S7 

e  non  ferve  ,  che  pei  chiari  .  Per  formar  la  fecon- 
da vi  fi  aggiugne  un  pochettinodi  Nero  d'  Avorio; 
e  fi  adopra  per  le  mezze  Tinte  .  Nella  terza  vi  en- 
tra un  poco  più  del  Nero  medefimo,  che  fi  ufa  per 
le  ombre  . 

Per  qualunque  Panneggiamento   bilognano   fempre 
le  tre  tinte  ,  come  fi  è  detto  . 

Panneggiamento  e  eie  fi  e. 

Per  la  prima  tinta  fa  di  hi  fogno  otto  volte  altret- 
tanto di  Biacca  ,  che  di    Azzurro  .    Per.  la   feconda 
una  parte  di  Azzurro  in  quattro  di  Biacca  .  Per    la 
terza  una  parte  di  Azzurro  ,  e  due  di  Biacca. 
Panneggiamento  Violetto  . 

Bifogna  cominciare  dal  comporre  una  prima  Tin- 
ta ,  che  forma  le  altre  ,  e  fi  compone  di  una  par- 
te di  Azzurro  ,  e  di  quattro  di  Carmino ,  o  di  Lac- 
ca fina  .  Prima  Tinta  ;  una  parte  della  detta  bafe  , 
con  T  aggiunta  di  quattro  parti  di  Biacca  .  Seconda 
Tinta  /  una  parte  della,  bafe  ,.  con  due  di  Biacca  . 
La  terza  farà  la  baie  di  fopra  efprefla  . 
Paneggiamenti  Verdi  . 

Una  parte  di  Azzurro  di  Berlina,  parti  quattro, 
e  più  di  Giallo  chiaro  danno  un   belliiEmo  Verde. 

La  differenza  di  quelle  Tinte  fi  farà  con  mefeo- 
larvi  più  ,  o  meno  di  Biacca  per  le  parti  più  ,  o 
meno  chiare  ,  a  rifehiarate  /  e  per  le  ombre  ferve 
la  prima  Tinta  . 

Con  più  ,  o  meno  di  Giallo,  e  di  Azzurro  com- 
porrete diverfi  Verdi .. 

Panneggiamento  Grigio  . 

Biacca  con  Nero  fumo.  ;  più  Biacca  pei  chiari  , 
e  più  Nero  per  le  ombre  . 

Drapperie  di  Oro. 

«Orpimento  Giunchiglia  pel  Brillanti  à  Orpimento 

xof- 


188  Parte  IL  De'  Trattenimenti 

rodo  per  le  mezze  Tinte  ;  e  Rollo  bruno  per  le  om- 
bre forti  . 

Panneggiamenti  di  Argento  . 
Bifogna  prendere  un  pochettino  di  Azzurro  con  un 
poco  di  Biacca  pei  chiari  .    Per  le    mezze    tinte    un 
poco  di  Nero  fumo  con  della  Biacca  ;  per  le  ombre 
più  di  Nero  , 

Panneggiamenti  Gialli. 
Nella  prima    Tinta  non  entra  ,  che  il  Giallolino; 
nella  feconda  1'  Ocra  gialla  ;  e  nella  terza   l"    Ocra 
ofcura  • 

Panneggiamento  di  Color  di  Rofa . 
La  prima  Tinta   fi   fa   con  Biacca   melcolata   con 
una  quarta  parte  di  Carmino; alla  feconda  fé  gli  met- 
te meno  Biacca  ,  e  più  Carmino  ;  ed   alia    terza   il 
foio  Carmino  . 

Panneggiamenti  di  color  di  Fuoco. 
Per  fare  il  Color  di    fuoco    fi   macina   infleme   la 
metà  di  Cinabro  ,  e  la  metà  di  Lacca   fina,  e  met- 
tefì   quefta  Tinta  a  parte   per  fame   la   bafe   delle 
tre  tinte  . 

La  prima  tinta  è  una  piccola  parte  della  bafe,  cui 
fi  aggiugne  una  quarta  parte  di  Biacca.  La  feconda, 
la  fteiìà  porzione  di  fondo,  cui  fi  unifce  meno  Biac- 
ca «  La  terza  è  la  medefima  bafe  ,  cioè  mezzo  Ci- 
nabro ,  e  mezza  Lacca  fina  . 

Panneggiamenti  Color  di  Porpora. 
Prima  Tinta  :  una  quarta   parte   di    Biacca  .  Se- 
conda Tinta  ,  della  Lacca  ,  e  meno  Biacca  .  Terza 
Tinta  ,  Lacca  fola  . 

Avvertimento.  Allora  quando  nei  Panneggiamen- 
ti fatti  d'  uno  di  quefti  quattro  Colori  ,  Giallo  , 
Rofa  ,  Fuoco  ,  e  Porpora  s'  incontrano  delle  ombra 
forti  y  è  necefTario  ^i  darvi  dei  colpi  fecchi  di  Rol- 

fo 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.      189 

fo  ofcuro  ,  feguitando  efattamente  le  difpoOzioni  , 
dove  lì  troveranno  Je  ombre  ,  e  guardandoli  di  non 
troncarle  .  Si  raccomanda  particolarmente  il  Rollo 
ofcuro  ,  perchè  quello  colore  ù  fuggire  il  Grigio 
pa  ,  e  li  trova  relativo  a  quelli  quattro 
Colori  . 

Uve  Nere  . 

Si  fanno  con  una  porzione  di  Lacca  fina  ,  e  due 
vo're  altrettanto  di  Azzurro  di  Berlino  .  A  ciafeun 
grano  fi  legna  il  punto  di  luce  di  un  punto  bianco, 
e  lì  fanno  roiTallri  con  un  poco  di  Cinabro  nella 
tinta  . 

Uve  Bianche  . 

Si  fanno  con  della  Biacca  ,  ed  un  poco  d*  Ocra 
gialla  mefcolata  inlieme  ,  aggiungendo  una  picciolif- 
ìima  porzione  di  Azzurro.  Il  punto  di  luce  de'  gra- 
nelli fi  legna  con  bianco  puro  ,  ed  i  rifleiii  con  un 
poco  più  di  Giallo  nella  tinta  . 

Paefi  . 

Alberi .  Gli  Alberi  confufi  ,  ed  ammaliati  non  fi 
facciano  tutti  del  medeiìmo  verde  . 

Foglie  Verdi  chiare  .  Le  foglie  più  chiare  fi  for- 
mano di  una  tinta  comporta  d'  una  porzione  d'Az- 
zurro di  Berlino  ,  e  di  quattro  parti  d'  Orpimento 
Giunchiglia  . 

Foglie  Verdi  ombrate  .  Si  fanno  con  una  tinta  d* 
una  parte  di  Azzurro  di  Berlino  ,  e  due  volte  al- 
trettanto di  Giallo  chiaro  ,  con  cui  fi  dipinge  an- 
che una  Siepe  . 

Foglie  Morte  .  La  Tinta,  che  le  deve  formare  è 
comporta  d'  Ocra  gialla  ,  e  di  un  poco  di  Roffo 
ofcuro  .  (  1  )  Trofì- 

(  1  )  Roffo  ofcuro  è  una  fpecie  d'  Ocra  brnna  ,   e  fi  dice  an- 
cora Bruno  Roffo  x 


!$>€>         Parte  IT.  De*  Trattenimenti 

Tronchi  degli  Alberi .  Il  colore  per  dipingere  i 
Tronchi  degli  Alberi  è  comporto  d'  Orpimento  rot- 
to ,  e  di  Ocra  gialla  nei  (iti  più  chiari  ,  e  per  V 
ombre  bifogna  dar  loro  qualche  tocco  di  Ocra  ofeu- 
ra  con  altrettanto  di  Azzurro  . 
2/  Cielo  . 

La  Tinta  del  Cielo  Sereno  fi  compone  con  del  Ci- 
nabro ,  Oltramarino  ,  e  quattro  volte  di  altrettanta 
Biacca  . 

V  Orizzonte.  La  Tinta  ,  che  rende  1'  Orizzon- 
te, fi  fa  con  del  Bianco  con  un  poco  di  Cinabro  , 
e  con  une  piccola  punta  di  Giallolino  . 

Le  Nuvole  .  Le  Nuvole  fi  efprimono  con  della 
Biacca  ,  ed  una  piccola  punta  di  Ocra  gialla. 

Alberi  in  lontananza  .  Quefti  fi  fanno  con  una 
Tinta  comporta  di  molto  Bianco  con  dell'  Azzurro, 
ed  un  pochetto  di  Giallo  . 

Montagne  lontane  , 

Quelle  Montagne  ,  che  fi  perdono  per  la  lonta- 
nanza bifogna  dipingerle  gridellino,  locchè  fi  fa  con 
una  punta  di  Lacca  fina  in  fufficiente  quantità  di 
Biacca  ;  fé  fono  due  ,  che  fi  tocchino  ,  bifogna  va- 
riarne una  con  una  tinta  celeftina  . 

V  Architettura  ,  e  Pietre  . 

Le  Tinte  per  V  Architettura  ,  e  le  Pietre  voglio- 
no pei  chiari  del  Bianco  con  una  piccola  punta  di 
Blò  ;  e  per  le  ombre  un  poco  di  Nero  dentro  il 
Bianco  con  una  puntina  d'  Ocra  ofeura . 

Stoppia  ,  e  Paglia.  S'  imita  il  Colore  di  Stoppia 
con  1'  Ocra  gialla  ,  e  con  la  Biacca  in  parti  quafi 
eguali  ;  e  la  Paglia  con  meno  d'  Ocra  nella  Biacca. 

Legname  .  Il  Legname  fi  rilevarà  con  l'Ocra  gial- 
la pei  chiari  ,  ed  una  piccola  punta  di  Nero  nell' 
Ocra  bruna  per  F  ombre  :  tinta  ,  che  fervirà  pari- 
mente pei  Tavolati  .  Ac- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .     igi 

Acqua  . 

Acqua  Tranquilla.  Si  fa  con  una  tinta  verdartra, 
comporta  di  Biacca  ,  di  un  poco  di  Azzurro  ,  e  di 
una  piccola  punta  di  Giallo  chiaro  . 

Acqua  Agitata  .  Se  1'  acqua  folle  agitata  ,  bifo- 
gnarebbe  figurarla  biancaftra  con  un  poco  di  Biac- 
ca ,  ed  un  poco  di  Terra  verde  . 

Acqua   lontana  .    E    fé   bifognalfe   far    comparire 

queft'  Acqua  medefima  in    lontananza  ,   fi   dovrebbe 

tare  molto  chiara,  figurandola  di  color  di  Cielo  con 

molto  Bianco,  e  con  una  piccola  punta  d'Azzurro. 

Pavimenti  . 

La  Tinta  pei  Pavimenti  fi  fa  con  I'  Ocra  ofcura, 
una  puntina  di  Rodo  ofcuro  ,  e  con    la  Biacca. 

Le  Selci  .  La  tinta  per  le  Selci  ,  e  Salii  è  com- 
porta di  Bianco  ,  e  di  una  puntina  di  Nero  fumo  , 
e  d'  Ocra  ofcura  . 

V  Acciajo  .  Quella  dell'  Acciajo  fi  rileva  con  1' 
Azzurro  di  Berlino  ,  due  volte  meno  di  Nero  di 
pece  ,  unendovi  pei  chiari  della  Biacca  . 

//  Rame  .  Quella  del  Rame  fi  fa  con  della  Biac- 
ca ,  dei  Rodo  ofcuro  ,  ed  alcune  altre  tinte  ,  che 
&'  apprenderanno  facilmente  con  V  ufo, e  fenza  Mae- 
ftro  ,  fovvenendofi  fempre  ,  che  la  differenza  delle 
Gradazioni  delle  Tinte  proviene  dal  più,  o  meno  di 
Bianco  ,  fecondo  le  parti  più  ,  o  meno  illuminate 
nel!*  efprimerle  . 

Il  metodo  di  dipingere  una  Stampa  applicata  ,  e 
diftefa  fui  Vetro  ,  o  fui  Criftallo  infino  qui  efpofto 
è  di  M.  Vifprè  (  i  )  ,  ed  in  verità  forpaffa  di  gran 
lunga  la  Miniatura ,  e  per  la  vivacità  del  fuo  fplen- 

dore 

(  i  )  Trattenimenti  fulla  Pittura  ,  o  fìa  veriffima  Maniera  di 
diventar  Pittore  in  tre  fole  ore  . 


192         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

dorè  ,  e  per  la  dolcezza  del  fuo  tratto  .  Tutti  poi- 
fono  riufcirvi  fenza  avere  apprefo  i  primi  elementi 
fteffi  del  Difegno  . 

§.  2.  Altro  metodo  per  chi  ?ion  voglia 
la  bellezza  del  fudetto. 
Pigliate  mezza  libbra  di  Olio  di  Abezzo  ,  o  Tre- 
mentina, fatela  bollire  adagio  in  un  Pignattino  ver- 
niciato,  finché  fuapori  il  fuo  graffo  ,  che  calerà  in- 
circa due  oncie  ;  poi  pigliate  onde  quattro  d'  Ac- 
qua di  Hagia,e  mettetegliela  dentro,  lafciandoìa  al 
fuoco  lento  ;  poi  abbiate  in  pronto  una  ladra  di 
Criftallo  ,  e  la  Carta  ftampata  ,  la  quale  fia  fiata 
in  infufione  in  acqua  frefca  per  lo  fpazio  di  24. 
ore  ,  oppure  in  acqua  forte  per  qualche  ora. 

Fatto  quello  fcaldate  la  laftra  di  Criftallo,  e  con 
un  pennello  ftando  vicino  al  fuoco  gli  darete  fopra 
la  detta  Vernice  ben  calda  ,  acciò  fcorra  egualmen- 
te per  tutta  la  laftra  :  poi  mettetevi  fopra  la  Stam- 
pa ,  la  quale  deve  effere  fcolata  dall'  acqua, e  quan- 
do vedrete  ,  che  è  ben  attaccata  ,  ed  il  Criftallo  è 
quafi  freddo ,  col  dito  bagnato  nell'  acqua  frefca  an- 
date levando  gentilmente  la  carta  col  fregarla  ;  e  la 
Stampa  ,  o  fia  Figura  ftampata  reftarà  imprefla  fo- 
pra il  Criftallo  .  Allora  poi  potrete  pel  rovefcio  co- 
lorirla a  voftro  modo  .  (  1  ) 

§.  3.  Altro  metodo  . 

Si  prende  un  Vetro  polito  ,  e  chiaro  della  gran- 
dezza della  Stampa  ,  che  vorrete  colorire  ;  fu  tal 
Vetro  fi  danno  due  mani  della  feguente  Vernice  . 
Prendete  quattro  oncie  di  Trementina  di  Venezia  > 
di  Spirito  di  Trementina  ,  e  di  Spirito  di  Vino  di 
ciafcuno  un'  oncia  ,  e  mezza  ,  di  Maftice  in  lagri- 
me 

(1)  Nuovo  Plico  d' ogni  forta  di  Tinture  Gajipido  Talier  pag.  40. 


Svi  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli.       193 

me  due  groffì  ;  fate  bollire  il  tutto  in  un  Pignatti- 
no  invetriato  per  lo  fpazio  di  un'  ora  ,  e  quando 
farà  freddo,  V  applicarete  fui  vetro  bene  egualmen- 
te .  Secca  che  fia  la  prima  mano  ,  fé  gli  dà  un*  al- 
tra feconda  ;  e  quando  quella  farà  quali  fecca  ,  ma 
non  del  tutto  ,  vi  fi  applica  fopra  con  la  mag- 
giore proprietà  poifibile  la  Stampa  ,  che  prima  deve 
eliere  preparata  nel  modo  fegùente  . 

Prendete  un  Vafo  invetriato  ,  o  di  Vetro  ,  il  di 
cui  fondo  fia  così  largo  quanto  la  Stampa  ,  piano  , 
e  unito  ,  e  la  di  lui  bocca  larga  lo  fteifo  ,  che  il 
foido  .  Mettete  in  quello  Vafo  dell'  Acqua  forte  a 
fuftLienza  per  coprire  tutto  il  fondo  ;  dopo  fende- 
rete fopra  quefta  Acqua  forte  la  Stampa  per  la  par- 
te della  impreiTione  . 

Dopo  la  levarete  ,  e  fi  afciugarà  foavemente  fra 
due  panno  lini,  o  lalviettey  e  la  lavarete  dipoi  due, 
o  tre  volte  entro  acque  chiare  ,  e  fi  afciugarà  co- 
me prima  . 

Fatto  ciò  V  applicarete  fui  vetro,  offervando,  che 
refti  bene  ,  ed  egualmente  incollata  ,  e  fenza  pie- 
ghe ,  né  bolle  .  Allora  bagnarete  la  punta  del  dito 
nell'  acqua  chiara  ,  ed  avendo  inumidito  la  Stampa 
pel  rovefcio  ,  fi  fregarà  dolcemente  con  la  punta  del 
dito  per  levare  via  tutta  la  carta  ,  dove  non  fia  ar- 
rivata r  impresone  ,  la  quale  folamente  refta  at- 
taccata al  Vetro  .  Sopra  efla  pel  rovefcio  potrete  di- 
pingere con  colori  ad  olio  i  più  vivi  ,  ed  i  più  leg- 
geri .  Per  quefto  mezzo  fi  avranno  Pitture,  che  non 
guaftarà  la  polvere  ;  e  quefto  fi  può  fare  ancorché 
non  fi  fappia  ne  dipingere  ,  ne  disegnare  .  (a) 
§.  4.  Altro  Metodo  . 

Prendete  un  bel  Vetro  eguale  alla  grandezza  del- 

O  la 

(  2  )  Secret s  cenecrnont  Us  Arts  ,  e  Mcùers  Tom.  I.  Chapitn  VI* 


i?4         Parte  IL  Da'  Trattenimenti 

la  Stampa  ;  fatelo  (calciare  ,  affinchè  la  Trementina 
di  Venezia  fi  ftenda  per  di  (opra  facilmente  ,  e  con 
eguaglianza  vicino  al  fuoco.  Dopo  applicate  la  Stam- 
pa al  rovefcio  della  parte  impreffa  ,  avendola  prima 
latto  bollire  per  lo  fpazio  di  circa  mezzo  quarto  d* 
ora  nello  Spirito  di  Vino  . 

Quando  farà  raffreddato  il  Vetro,  in  cui  la  Stam- 
pa e  incollata  ,  fi  inumidifce  la  punta  del  dito  ,  e 
fi  rafchia  dolcemente  l'opra  la  Carta  ,  che  verrà  fuo- 
ri ,  e  non  reftarà  altro  ,  che  V  impreffione  .  Allo- 
ra ponete  a  bollire  in  un  Matraccio  nel  Bagno  Ma- 
ria una  parte  di  Trementina  fopra  quattro  parti  di 
Spirito  di  Vino  . 

Ciò  fatto  metterete  di  quefta  compofizione  lui  ro- 
vefcio della  ftampa  ;  e  quando  farà  fecca  la  prima 
mano  ,  e  la  feconda  ,  fi  poffono  applicare  i  colori  , 
(temperati,  o  ricotti  con  la  Gomma.  Diverranno  bel- 
liffime  Pitture  ,  con  quefta  condizione  che  sy  impie- 
ghino ftampe  fine  ,  e  belle  .  (  i  ) 

§.  5.  Libretti  di  Ricordi  * 

Sopra  tali  libretti  fi  può  icrivere  con  ftile  di  ot- 
tone ,  o  di  lapis  nero  ,  o  rollo  ,  e  poi  con  panno 
umido  fi  può  caffare  la  fcrittura  per  feri  vervi  di 
nuovo  .  Il  modo  di  farli  è  il  feguente  . 

Pigliate  Geffo  paffato  per  ftaccio  fino  ,  e  incorpo- 
ratelo con  colla  tedefca,o  fimile,  e  con  effo  coprite  la 
tavola  ,  o  carta  ,  o  tela  ;  e  fecca  che  farà  ,  fi  renda 
bene  uguale  con  ràfchiarlo  ;  e  di  nuovo  fi  ricuopra 
con  Geffo  come  prima  . 

Secco, che  farà  fi  ricuopre  eoa  Biacca  ben  macina- 
ta con  olio  di  lino  cotto  ,  ma  con  ungerla  fottilmen- 
te  ,  e  farla  eguale  con  il  dito  ;  dopo  per  cinque  ,  o 
fei  giorni  fi  lafcia  feccare  air  ombra  :  poi  prendete  un 

pan- 

(  1  )  D.  Aleflìo  Piamontefe  Lio.  V.  a  carte  74. 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     195 

panno  bagnato, ma  fpremuto,e  con  elfo lifciate la  det- 
ta fuperfìcie  ,  (opra  cui  pattati  venti  giorni  in  circa 
potrete  fcrivere  con  ftilo  d'  Ottone  &c.  ,  chef  abbia 
punta  non  acuta  ,  ma  tonda  . 

TRATTENIMENTO  IV. 

§.  1.  (fompo/tzione  di  diverfi  Colori  ,  che  fi 

eftraggoìio  dai  Vegetabili, 

Levare  la  Tintura  ,  e  il  Sugo  da  ogni  Fiore. 

SI  pigliano  le  foglie  di  quel  Fiore,  dal  quale  vo- 
lete levare  la  tintura  ,  ed  il  fugo  .  Devono  ef- 
iere monde  ,  e'  nette  da  tutto  il  verde  ,  o  da  qua- 
lunque altro  Colore, che  ila  ad  effe  loro  appiccicato, 
onde  non  retti  ad  effe  ,  che  il  naturai  belio  del  na- 
tio loro  Colore  ,  e  prendafi  quella  quantità  ,  della 
quale  \\  vuole  far  ufo  .  Lafciatele  impaffire  un  po- 
co, indi  le  porrete  in  pi?,tto  inverniciato  fopra  il  fuo- 
co ,  mefcolandole,  e  premendole  bene  con  una  Spa- 
tola di  legno  larga  ,  e  forte  ,  fintantoché  fiano  be- 
ne macerate  ,  ed  abbiano  refo  il  fugo  ,  che  lì  pre- 
tende . 

Ciò  fatto  le  paffarete  per  pezza  polita,  e  le  fpre- 
merete  fortemente  per  cavare  tutta  la  poffibile  por- 
zione di  fugo  ,  il  quale  lafciato  deporre  fi  deve  de- 
cantare ,  e  riporre  in  un  Vafo  di  Vetro  ben  chiufo 
unito  allo  Spirito  di  Vino  ,  acciò  non  fi  alteri  ,  e 
fi  guafti  . 

2.  Acqua  ,  che  cava  i  Colori  da  ogni  Fiore. 

Pigliate  Allume  di  Rocca  abbruciata,  mettetela  in 
luogo  umido  fopra  il  marmo  con  un  Catino  di  fot- 
to  ,  che  riceva  il  liquore  ,  che  per  deliquio   cadrà  , 

ed 


tgf        'Par fé  IL  De*  Trattenimenti 

ed  in  quello  mettete  Fiori  coloriti ,  ed  in  breve  tem- 
po lafcieranno  il  Colore  in  detto  liquore  ,  nel  qua- 
le fé  gli  porrete  pezze  di  lino  reftaranno  colorite  ; 
come  pure  reftaranno  tinti  i  Crini  di  Cavallo  infili} 
nel  liquore  medefimo  . 

3.  Cavare  il  Colore  da  Fiore  rojfo  ,  v.  g. 
dall'  Amaranto  . 

Prendete  fugo  di  Limone  ben  purificato  ,  e  filtra- 
to ,  nel  quale  metterete  i  Fiori  ;  poi  cavatoli  ,  e 
foftituitene  altri  ,  e  quando  il  liquore  farà  tinto  a 
voftro  modo  ,  farete  {Vaporare  al  Sole  P  umidità  , 
ed  avrete  un  bel  Color  rollò  . 

4.  Far   Lacca   dai   Fiori   coloriti  ,    come   pure 
da  foglie  ,  e  Bacche  ,  che  danno  colore  . 

Pigliate  Soda  ,  e  Calcina  viva  ,  e  fatene  una  li- 
feia  mediocremente  potente  ,  ed  in  quefta  fate  bol- 
lire quei  Fiore  y  o  Foglia  ,  che  volete  ,  e  rellirà 
tinta  .  Poi  cavate  fuori  i  Fiori  ,  o  Foglie  ,  e  met- 
tete la  lifeia  ,  che  fia  ben  colorita  in  un  Vaio  di 
terra  inverniciato  ,  e  ponetelo  al  fuoco  ,  aggiugnen- 
dovi  tanto  Allume  di  Rocca  ,  quanto  ne  può  lcio- 
gliere  .  Dopo  levate  la  lifeia  dal  fuoco  ,  e  gettate- 
la in  altro  Vafo  ,  nel  quale  vi  fia  acqua  comune  , 
ed  il  colore  andarà  in  fondo  con  lafciarlo  ripolare  . 
Dopo  decantate  V  acqua  chiara  ,  e  tornate  a  met- 
tervi fopra  altra  acqua  ,  e  replicate  tante  volte  in- 
fondendo ,  e  decantando  P  acqua  ,  finché  fia  levato 
il  Sale  ,  e  T  acqua  refti  dolce  ;  perchè  tanto  più 
verrà  bello  il  Colore  ,  quantopiù  farà  purgato  dalla 
falfedine  ,  e  la  Tintura  y  o  Lacca  reftarà  in  fondo, 
la  quale  (tenderete  fopra  pezze  di  lino  candide  ,  e 
fopra  mattoni  la  farete  feccare  all'  ombra  . 
5.  Far  Lacca  da  miniare  . 

Pigliate  Curcuma  ,  fé  la  volete  gialla  ,  e  R ubbia 

de* 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli .     197 

de'  Tintori  fé  la  volete  rofla  ;  poi  peftatela,  e  met- 
tetela in  acqua  ,  ed  aggiugnetevi  per  ogni  libbra  d* 
acqua  un'  oncia  di  lifcia  di  Ceneri  Gravellate  ;  e  po- 
fcia  fatele  bollire  in  Vafo  di  terra  a  fuoco  lento  , 
finché  vedrete  ,  che  ha  prelo  un  color  d'  Oro  .*  al- 
lora mettetevi  dentro  un  poco  d'  Allume  di  Rocca, 
e  fatela  pallate  prima  per  pezza  ,  poi  per  carta  em- 
perotica  ,  ed  il  liquore  pailarà  ,  e  lafciarà  la  tinta 
nella  carta,  fopra.  la  quale  metterete  acqua  chiara  per 
dolcificarla  ,  e  quello  farete  tante  volte  ,  finché  1* 
acqua  ,  che  pafsarà  refti  infipida.  Poi  levate  la  tin- 
tura con  un  Coltello  dalla  carta  ,  e  mettetela  fopra 
altre  carte  ,  le  quali  distenderete  fopra  mattoni,  ac- 
ciò pofik  alciugarfi  :  ed  afciutta  confervatela  pei  bi- 
iogni  .  Le  Ceneri  Gravellate  fi  fanno  con  abbrucia- 
re le  feccie  del  Vino  . 

Avvertimento  .  Tutti  quei  Fiori  ,  o  Foglie ,  che 
fregandoli  (opra  la  carta  ,  o  tela  di  lino  la  tinge- 
ranno ,  faranno  buoni  ,  e  potranno  fervire  per  fare 
la  Lacca  da  miniare  .  Ne  nominare  alcuni  pochi  . 
Il  Fiore  dunque  del  Papavero  erratico  ,  quello  del 
yCarthamo  ,  cioè  del  Zaffarano  lelvatico  ,  o  baluar- 
do ,  le  Bacche  del  Summaco  ,  detto  Rhus  dai  La- 
tini ,  poffono  fervire  per  colore  di  Grana  . 

Il  Sambuco  è  di  due  fpecie  ,  uno  che  fa  i  frutti 
in  grappoli  ,  e  quefti  quando  fono  maturi  diventa- 
no rolli  ;  e  V  aitra  fpecie  produce  i  frutti  in  ombrel- 
la ,  che  eflèndo  maturi  fono  neri  . 

Le  foglie  dell'  Acanto,  detto  Branca Orfina  ,  e  le 
foglie  del  Stramonio  ,  il  quale  è  una  fpecie  di  Sola- 
tro  ;  e  le  foglie  della  Viola  gialla ,  detta  Leucojo  , 
fanno  un  bel  verde  .  L'  acqua  di  Spincervino  mef- 
chiata  con  il  fugo  di  Verdegiallo  fa  un  bel  verdone . 

J  frutti  del  Rovo  ,  che  fono  le  more  di   Campa- 
gna 


198         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

gna  fanno  un  bel  colore  .  Vi  fono  altre  Piante  , 
Fiorì  .,  e  Frutti  ,  che  poiiono  fervire  per  far  Lac* 
ca  ,  come  fi  vedrà  in  appreiTo  . 

6.  Altra  maniera  per  cavare  il  Colore 

da  ogni  Fiore  . 
Pigliate  i  Fiori,  e  nettandoli  da  Ogni  cofa,laicia* 
teli  impafìire  ;  pigliate  poi  Allume  di  Feccia  fottìi- 
mente  polverizzato,  ed  infarinerete  bene  i  detti  Fio- 
ri ,  i  quali  prefi  in  mano  ,  palma  con  palma  li  fre- 
gante in  un  vafo  forato  ,  e  mettete  poi  quefta  ma- 
teria in  un  ceitello  di  vinchj  ,  e  ipruzzategli  fopra 
un  poco  d'  Acqua  gentilmente  in  tanta  quantità  , 
che  per  un  mifercre  vada  icolando  di  fotto  ,  dove  av- 
rete pofto  un  vafo  di  vetro  ,  e  quando  ceffarà  ,  tor- 
nate a  fpruzzarla  ,  finché  viene  V  acqua  colorita  *  e 
volendola  fare  più  carica, mettetevi  dentro  alcune  goc- 
cie  di  fugo  di  limone  ^  e  fatela  fcaldare  al  fuoco  , 
ma  che  non  bolla  ,  ed  il  liquore  tinto  lo  metterete 
nelle  Cappe  a  feccare  all'  ombra  . 

7.  Maniera  di  fare  il  Verde  d*  Iride  y 

0  fi  a  di  Giglio  . 
t.  Prendete  dei  Fiori  di  queft'  Iride  volgare  i  me- 
glio colorati ,  ed  i  più  pavonazzi ,  levatene  dal  mez* 
zo  gli  Apici  ,  o  ila  la  parte  velutata  ,  e  conferva- 
tela con  diligenza  ,  perchè  il  refto  non  è  buono  per 
quello  ,  che  il  deve  fare  ;  e  nello  fteffo  tempo  rac- 
cogliete anche  tutti  i  piccoli  nervi  gialli  ,  che  in 
elfi  Fiori  trovarete  .  Peliate  poi  in  un  Mortajo  tut- 
to ciò  ,  che  avrete  fcelto  ,  e  dopo  aver  bene  am- 
maccato tutto  ciò  ,  gettatevi  fopra  un  poco  d'  ac- 
qua ,  cioè  tre  ,  o  quattro  cucchiaj  più  ,  o  meno  , 
giufta  la  quantità  delle  cofe  ,  che  avrete  raccolte  . 
Bifogna,  che  voi  abbiate  lafciato  feiogiiere  in  queft' 
acqua  un  poco  di  Allume  ,  e  di  Gomma  Arabica  , 

ma 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  ,     199 

ma  in  piccoliffima  quantità  .  Poi  macinate  tutto  in* 
fieme  ,  e  pattatelo  per  una  tela  di  lino  ben  fina,  ma 
forte  ,  e  mettete  quello  fugo  fpremuto  in  gufcj  di 
cappe  ,  che  farete  leccare  ali'  aria  . 

2.  Maniera  .  Dopo  che  avrete  mondati  i  Fiori  di' 
Iride  ,  che  li  avrete  peftati  ,  e  che  vi  avrete  ag- 
giunto un  poco  d'  acqua  di  Allume  ,  come  di  fo- 
pra  ,  gettatevi  dentro  un  poco  di  Calcina  viva  in 
polvere  ,  come  fé  fi  mettefse  del  fale  fu  d*  una  in- 
filata :  eifa  avrà  la  proprietà  di  cambiare  il  colore, 
e  di  purificarlo  ;  poi  bifognerà  fpremerne  fuori  il  fu- 
go ,  che  fi  raccoglierà  in  gufcj  di  Conchiglia. 

3.  Maniera  .  Peliate  dei  Fiori  d*  Iride  in  un  mor- 
ta jo  ,  fpremetene  il  lugo  dentro  gufcj  di  conchiglia, 
e  fpargete  fopra  quefto  fugo  raccolto  in  ciafchuno  di 
cflì  gufcj  un  poco  di  Allume  polverizzato  ,  più  ne- 
gli uni  ,  che  negli  altri  ,  per  fare  dei  Verdi  diffe- 
renti . 

4.  Maniera  migliore  .  Peliate  dell'  Allume  ,  e 
macinate  della  Grana  di  Avignone,  e  mefcolate  que- 
lle due  cofe  infieme  con  V  acqua  ,  e  fate  bollire  la 
miftura  fui  fuoco  ,  o  fulle  ceneri  calde  ,  fintantoché 
1'  acqua  diventi  ben  gialla.  Poi  peliate  i  Fiori  d'  I- 
ride  in  un  mortajo  ,  e  verfatevi  fopra  un  poco  df< 
querV  acqua  gialla  ,  fecondo  che  voi  vorrete  rende- 
re il  Verde  o  chiaro  ,  o  bruno  ;  inoltre  fpremete 
quello  fugo  per  una  flamigna  ,  che  fia  fatta  di  pe- 
lo di  Capra  ,  o  di  Cavallo  ,  perchè  il  lino  aflbrbi- 
rebbe  tutto  il  Colore  ;  ver  fate  quello  fugo  in  gu- 
fcj grandi  di  Conchiglia,  che  bifogna  mettere  al  So- 
le cocente,  altrimente  quel  Verde  fi  ammuffifce  all' 
ombra  ,  e  diventa  troppo  glutinofo  . 

5.  Marnerà  .  Prendete  delle  Foglie  d*  Iride  ,  ta- 
gliatele in  piccoli  bocconi  }  e  mettetele  in  Vafo  di 

ve- 


/ 


aco         "Parte  IL  De'  Trattenimenti 

vetro  ,  o  di  majolica  ,  od  anche  ,  locchè  farà  me- 
glio ,  in  una  icodella  di  rame  con  della  polvere  di 
Allume  ,  e  di  Calcina  viva  :  lafciate  ,  che  tutto  in- 
terne fi  putrefaccia  per  dieci  ,  o  dodici  giorni  ;  ef- 
fendo  putrefatto,  fpremeteio  dentro  gufcj  di  cappa; 
ed  affinchè  il  Colore  di  Blò  diventi  verde  ,  bilbgna 
piuttosto  fervirfi  della  ftrada  di  farlo  corrompere  .  Il 
Verde  è  più  bello  ,  e  più  bruno  ,  quando  pettate 
iemplicemente  le  foglie,  fi  fpremono  fubito  fenza  la* 
fciarle  corrompere  ,  dopo   averle  afperfe  di    Allume. 

6.  Maniera  .  Prendete  una  buona  quantità  di  Fio- 
ri d'  Iride  ,  mondateli  ,  e  peftateli  in  un.  Mortajo 
ci  marmo  :  quando  faranno  bene  macinati  ,  fprirne- 
tene  il  fugo  ,  che  metterete  in  un  Vafo  con  la  pol- 
vere lottile  di  Allume  ;  od  anche  prima  di  peitarli , 
mefcolate  Allume  con  dell'  acqua  tiepida  ,  e  vela- 
teglielo fopra  ,  il  che  è  più  ficuro  . 

Chi  voleffe  un  Verde  di  tinta  differente  ,  prima 
di  fpremere  il  fugo  bifogna  mettere  un  poco  di  pol- 
vere di  Calcina  viva  per  di  fopra ,  e  ritornare  a  da- 
re alcuni  colpi  nel  mortajo; dopo  fi  farà  F  efpreflìo- 
ne  ,  la  quale  dà  un  Verde  di  una  tinta  differente 
dall'  altra  . 

7.  Maniera  con  altri  Fiori,  lì  Verde  delle  Foglie 
della  Viola  di  Marzo  fi  fa  nella  fteffa  maniera  del- 
la precedente  preparazione;  ma  ve  ne  abbifogna  una 
maggior  quantità  ,  e  quefto  Verde  riefee  più  ofeuro 
di  quello  dell'  Iride  . 

Si  può  far  ancora  del  Verde  nella  fteffa  maniera 
coi  Fiori  di  Jacea  ,  detta  altrimenti  Viola  Trinita- 
tis  ,  Viola  tricolor  ,  flammea  ,  Coloria  ,  Viola  tri- 
color  arvenfis  • 

Nota  .  Il  miglior  modo  di  fervirfi  bene  dell'  Al- 
lume nel  Verde  d'  Iride  %  ed  in  altre   Compofizioni 

de' 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .      201 

de'  Colori,  che  cangiarebbero  fenza  quefto  minerale, 
è  di  macinarlo  affai  minuto  ,  e  di  metterlo  con  un 
poco  d'  acqua  al  fuoco  ,  poiché  altrimenti  egli  non 
lì  fcioglierebbe  mai  bene  ;  e  di  queft'  acqua  voi  ne 
irrigarete  i  voftri  fiori  ,  o  il  fugo  dei  Colori  ;  pe- 
rò meno  d'  Allume  ,  che  vi  metterete ,  farà  meglio, 
a  cagione  ,  che  egli  abbrucia  quando  è  troppo. 
Fare  un  Colore  Veràaflro  o/curo, 

8.  Prendete  verfo  il  fine  di  Autunno  una  buon» 
quantità  di  gambe  d'  Ebbio  (  1  )  carico  dei  fuoi  frut- 
ti ;  li  lafciarete  cinque  ,  o  fei  giorni  impaffire  nel- 
la Cantina  ,  e  quando  vedrete  ,  che  i  frutti  hanno 
fermentato  ,  ne  fpremerete  il  fugo  per  una  tela  nuo- 
va ,  e  lo  porrete  in  acqua  di  Allume  .  Dopo  met- 
tete quefto  liquore  in  fiafehetti  di  vetro  ,  o  di  ma- 
jolica  ,  elponendolo  all'  aria  ,  e  non  al  Sole  ;  co- 
prirete quefti  fiafehetti  con  una  carta  in  modo  ,  che 
vi  poffa  entrare  1'  aria  ,  affinchè  il  liquore  non  fac- 
cia la  muffa  ,  e  trovarete  il  Colore  verdaftro  bru- 
no ,  il  quale  potrà  fervire  per  alcuni  Ritratti  di  mi- 
niatura ,  ed  altre  cofe  in  Carta  ,  o  in  tela  . 
Fare  un  Color  Azzurro  affai  bello  . 

0.  Raccogliete  nella  Eftate  una  grande  porzione  di 
Fiori  Turchini  ,  che  nafeono  tra  le  Biade  ;  prende- 
te le  fole  foglie  ,  gettando  via  quello  ,  che  non  fia 
turchino  :  dopo  mettete  in  acqua  tiepida  polvere  di 
Allume  :  mettete  di  queft'  acqua  di  Allume  in  un 
mortajo  di  marmo  ,  e  ponetevi  dentro  i  Fiori  poli- 
ti ,  e  peftateli  fintantoché  tutto  fia  disfatto  ,  e  ri- 
dotto in  modo  ,  che  facilmente  fi  poffa  fpremere  ii 
fugo,  che  paffarete  per  una  tela  nuova  fopra  un  Va- 

fo 

(  1  )  In  Latino  Ebulus  ,  in  Spagnolo  Tergo  ,  fpecie  umile  di 
Sambuco  . 


ìoì         Parte  IL  De7  Trattenimenti 

fo  di  Vetro  ,  dove  prima  avrete  acqua  di  Gomma 
Arabica  affai  bianca  ,  ed  avrete  il  colore  defiderato, 
che  imitarà  l"  Oltremare  . 

Notate ,  che  fé  il  Colore  fi  vuole  bello  ,  e  che  così 
fi  confervi ,  fi  mette  poca  acqua  di  Allume  ,  per» 
che  fé  è  troppa  ,  ofeurarà  il  Colore  . 

Metodo  per  cavare  la  parte  colorata  dal  Petali 

di  alcuni  Fiori  ,  per  aver  un  bcllijfìmo 

Verde  ,  ed  un  bellijjimo  Giallo, 

ic.  Si  prenda  qualche  quantità  di  fiori  d'  Iride  , 
o  Gladiolo  ,  che  dovrà  peitarf:  in  mortajo  di  mar- 
mo ,  avendone  prima  feparato  il  Calice  .  Quando  i 
Petali  ccminciaranno  a  ridurli  come  in  pappa  ,  fi  dov- 
rà il  tutto  afpergere  con  lottiliiìima  polvere  di  Al- 
lume di  Rocca  ,  continuandoli  a  ben  peftare  tutta 
quefta  unione  ,  per  poi  cavare  il  fugo  a  torchio  ,  il 
quale  raccolto  in  una  Vefcica  ,  quefta  fi  fofpenderà 
al  Camino  .  Dopo  un  certo  tempo  ripigliandofi  ,  fi 
cangiarà  in  una  fpecie  di  Gomma  di  Color  Verde 
ofeuro  .  La  medefima  fciolta  in  femplice  acqua  dà  un 
belliffimo  Verde  ,  noto  volgarmente  tra  gli  Ailumi- 
natori  col  nome  di  Verde  di  Vefcica. 

Si  può  rendere  più  ,  o  men  carico  ,  per  averne 
diverfe  tinte  colla  fola  giunta  della  Gottigamba  ,  o 
del  Verde  Grigio  diftillato  ,  chiamato  Verde  d'  Ac- 
qua .  Quefta  ultima  unione  ferve  a  colorire  gli  Al- 
beri nelle  Piante  Topografiche  ,  ed  in  altre  tali  oc- 
cafioni  . 

Se  fi  vorrà  fotti  tuire  i  Petali  delle  Rofe  bianche 
a  quei  accennati  di  fopra  ,  fi  otterrà  collo  fteffo  ar- 
tifizio un  belliffimo  Giallo  .  I  Petali  dei  Fior:  de' 
Gigli  ,  che  fono  di  Color  porporino  danno  un  Ver- 
de affai  bello  ,  ma  fi  devono  peftare  con  alquanta 
Calce  .  Si  può  condenfare  a  Bagno  Maria   il  fugo 

fom- 


Su  le  M/iterìe  utili  ,   e  dilettevoli .     203 

fommirtiftrato  da  quelli   diverfi  Fiori   dopo   di   effe* 
peftati  ,  o  triturati  in  mortajo  di  marmo. 
§.  z.  Fare  uh  Colore  Azzurro  Jìmile 
\  all'  Indaco  . 

Abbiafi  una  Calchja  fornita  inferiormente  di  un 
galletto  ,  o  robinetto  .  Facciafi  in  effa  bollire  dell* 
acqua  pura  di  fiume  ,  e  quando  bolle  fé  ne  levi  il 
fuoco  .  Mettafi  allora  nella  Caldaja  quanta  Erba  di 
Prato  ,  cioè  di  Trifoglio  può  capirvi  fenza  peftarla, 
o  fminuzzarla  ,  e  fi  rimefcoli  ben  bene.  Dopo  che  vi 
è  fiata  circa  una  mezz'  ora  aprafi  il  galletto  ,  ap- 
ponendovi prima  internamente  un  panno  di  lana,  ac- 
ciò non  v'  s'  introducano  ['  erbe  a  chiuderlo  ,  e  fi 
fi  lafci  cader  1'  acqua  ,  che  avrà  un  Color  d'  oliva 
in  un  maftello  ,  che  per  un  terzo  della  fua  capacità 
contenga  acqua  di  Calcina  ,  formata  con  una  parte 
di  Calce  viva  ,  e  cento  parti  d'  acqua  .  Quefto  ma- 
cello deve  avere  molti  galletti  a  differenti  diftanze 
d'  altezza  . 

Quando  1*  acqua  della  Caldaja  ,  o  fia  il  brodo 
dell'  erbe  fi  è  ben  rimefcolato  soli'  acqua  di  calcina, 
dal  Color  d'  oliva  paifa  a  prendere  un  Verde  d'  er- 
ba cupo  ,  ed  acquifta  quindi  un'  occhio  forte  di  Az- 
zurro .  Dopo  di  aver  rimefcolata  ,  ed  agitata  ben 
bene  tale  miftura  ,  fi  lafcia  in  ripofo  ad  un  dipreflò 
per  un'  ora  ,  affinchè  fi  precipitino  le  parti  colo* 
ranti  . 

Allora  fi  aprono  fucceftìvamente  i  galletti  del  ma- 
rtello cominciando  dai  più  alti  ,  onde  fare  fcolare 
tutta  F  acqua  giallognola  ,  che  fta  fopra  t\  fedimen- 
to  azzurro  .  Si  rovefcia  fu  quefto  dell'  aco^ua  frefca 
di  fonte  5  e  nuovamente  fi  rimefcola  *  pei  fi  lafcia 
ripofare  ;  indi  col  fucceffivo  aprimento  dei  gaietti  fé 
ne  fa  fcolare  .1*  acqua  ,  e  ciò  fi  ripete  più  volte, fin- 
ché 


2©4         Tarte  IL  De*  Trattenimenti 

che  V  acqua  ,  quando  pel  ripoto  fé  n*  è  precipitato 
T  Azzurro  -,  fia  limpida  ,  e  chiara  fenza  tinta  gial- 
lognola . 

Eflendofi  in  tal  modo  lavato  P  Azzurro  ,  mette- 
fi  quefto  fedimento  in  un  Vafo  di  terra  cotta  ,  ver- 
fandovi  un  poco  d'  Olio  di  Vitriolo  .  Dopo  alcune 
ore  fi  (cola  P  acqua  torbida  dall'  Azzurro  ,  e  vi  fi 
rovefeia  fopra  alcune  volte  ancora  dell'  acqua  frefea . 
Quefta  pure  fi  fcola  ,  e  rimane  il  fedimento  Azzur- 
ro ,  che  ftendefi  lu  d'  un  panno  per  liberarlo  da  tut- 
to P  umido  ,  locchè  prefto  fi  ottiene  . 
Altra  maniera  . 

2.  Pigliate i  Fiori  del  Guado(i),  cioè  onde  tre, 
o  quattro  ,  farina  d'Amido  un'  oncia,  e  fate  che  ogni 
cpfa  fia  fottile  y  poi  impattatela  con  orma  ,  ed  aceto, 
t  fatene  una  focaccia, e  fatela  feccare  al  Sole  ,  e  fa- 
rà fatto  . 

Acqua  dì  Color  dì  Azzurro  per  colo- 
rire Carte  ,  e  Muri  . 

3.  Pigliate  grani  di  Ebolo  ,  o  fia  d*  Ebbio  ver- 
di ,  e  maturi  ,  cucinateli  in  acqua  comune  entro 
una  Caldaja  piccola  per  mezz'  ora  ;  poi  fpremeteli 
con  una  pezza  di  lino, e  confervate  queft'  acqua  co- 
lorita in  un  vafo  di  Vetro.  Poi  prendete  fterco  fec- 
co  di  Cane  ridotto  in  polvere  fottiliflima  ,  e  fatelp 
pattare  per  tamifo  ,  e  difternperandolo  con  orina  lo 
darete  fopra  le  carte  ,  o  muri  ,  e  feccato,che  farà, 
col  pennello  bagnato  nella  tinta  dei  grani  dell'  Eb- 
bio gli  darete  fopra  una  mano  ,  o  due  ,  e  verran- 
no di  Colore  azzurro  belliflimo , 

Nota  .  Con  quefto  fteffo  fugo  di  Ebbio  fi  può  tin- 
gere in  bello  Azzurro  tutto  ciò  ,  che  fi  voglia,  cioè 

Fi- 
Ci)  In  Spagnolo  Gualda  ♦ 


Su  le  Materie  utili,  ir  e  dilettevoli ,     205 

Filo  ,  Tele  ,  ed  altre  cofe  .  Lo  fterco  fecco  di  Ca- 
ne dopo,  di  edere,  pila to  per  tamifo  fi  ha  da  ritor- 
nare a  macinar  nella  pietra  dei  Pittori  ,  perchè  di- 
venga più  lottile:.. 

Fare  F  Indaco  .. 

4.  Mettete  a.  bollire  il;  Glaftro  (  2.)  o>  Paftello  en» 
tro  ne  111  acqua  infieme  con  Calcina  eitinta  1  quello  , 
che  fi  elevarà,  ,  e  fi  alzarà.  Copra  ,  fi  leva  ichiuman- 
do  T  acqua  ,  e  melcolato  con  un.  poco  d'  Amido 
fa  T  Indaco -. 

§*  Imitare  ,  e  fare  altri  Colori  * 

Per  imitare  il  Porfido  fi,  fa  il  fondo  di  Terra  rof~ 
fa  d'  Inghilterra,  e  col  Cinabro,  ed  un, poco  di  Ne- 
ro .  Poi  fi  fpruzza,  con  Biacca,,  e  fopra  fi  copre  con 
Vernice  ,  e  lì  polifce  .  Vedi  il  Num.  a,. 

Altra  riamerà  di  fare  il  Porfido  finto. 

2.  Bruno  rollo  ,  che  è  una.  fpecie  d*  Ocra  roffa  , 
che  viene  dall'  Inghilterra  ,  fé  b  troppo  rolfo  vi  fi 
mette  un  poco  di  terra,  d'  ombra  (3)  ,  o  di  fulig. 
gine  ••  ridutefi  tutto  in  polvere,  e  dopo  fi  unge  con 
oglio  una  tavola  lifcia  ,  e  polita  ,  o  un  marmo  ,  e 
fubito  farete  un  Colore  con  il  Bruno  roifo  ,  ed  un 
poco  di  Roifeta  ,  e  Lacca  fernetta  ,  e  fi  macina  fo- 
pra la  Pietra  con  1*  acqua  di  Gomma  Dragante .  Do- 
po con  una  fpazzola  ,  o  feopetta  grolla  fi  prende  di 
quello  Colore  ,  e  fi  fcuote  lopra  la  Tavola,  o  mar- 
mo ;  e  quando  fi  vedrà  da  per  tutto  punteggiato  di 
quello  rollo  ,  fi  lafcia  feceare  ;  dopo  fi  ftempera  la 
malfa  di  Bruno  rollo  ,  e  di  terra  d*  ombra  infieme, 
che  fi  metterà  fopra  la  Tavola  ,  o  marmo  dipinti  , 
e  fi  lafciano  leccare,  e  fecchi,  che  fiano  fi  poliicono. 

Per 

(  2  )  Latin.  J/atis  ,  Glajlum  .  (  3  )  E'  una  Terra  in  forma 
di  Pietra  di  differenti  grandezze  5  e  «hiamafi  Fmatite  ;  ia 
Latino  Hematites . 


it>6         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

Tare  un  Color  Verde  bellijjìmo. 

3.  Prendi  Verderame  in  polvere,  Litargirio  d'Oro, 
ed  Argento  vivo  parti  eguali  ,  macinateli  l'opra  il 
Porfido  Tortilmente  con  orina  di  Putto, e  poi  in  una 
boccia  di  vetro  ponetelo  fotto  il  letame  di  Cavallo 
per  venti  giorni  ,  e  tornateli  a  macinare  ,  ed  avre- 
te un  Verde  b-Uitfìmo  . 

Fare  una  Tintura  Roffa  . 

4.  Prendete  Rofe  Damafchine ,  e  Fiori  d'  Ipericon 
fecchi  parti  eguali  ,  e  gettatevi  (opra  acqua,  che  fa- 
pravvanzi  quattro  dita  ,  ed  aggiugnetevi  per  ogni  on- 
cia dei  detti  fiori  mezza  dramma  di  Ipirito  di  Vi- 
triolo  ,  e  poi  coprite  il  vafo  ,  e  mettetelo  nelle  ce- 
neri calde  in  digeflione  ,  ed  in  quattro  ,  o  cinque 
ore  avrete  una  Tintura  molto  roiìa  per  fervirvene 
nei  bifogni  . 

Fare  un  Lapis   curio/o  eccellente  per  di  fogna- 
re y  fcrivere  &c.  così  duro  ,  come  la 
Matita  ,  0  Sanguigna  . 

5.  Prendete  di  quella  terra  bianca  già  preparata 
per  fare  Pippe  da  fumare  Tabacco  ,  che  macinarete 
fopra  il  Porfido  con  acqua  comune  ,  fintantoché  ila 
ridotta  ad  una  palla;  dopo  prendete  quei  colori, che 
vorrete,  ciafeuno  da  per  fé  ,  ed  a  fecco  li  macina- 
rete  fopra  la  pietra  fottiliflimente  ;  dopo  li  palere- 
te pe,r  tela  fina  di  feta  ,  e  cialcun  Colore  mefcola- 
rete  con  la  detta  parìa  ,  fecondo  che  vorrete  ,  che 
il  Colore  la  faccia  colorita  piti  ,  o  meno  ;  aggiun- 
getevi un  poco  di  Miele  ordinario  ,  e  dell'  acqua  di 
Gomma  Arabica  a  diferezione . 

Se  è  di  bifogno  da  cialcun  Colore   fare    i  bafton- 
cini  più  ,   o   meno   bruni    per   fare  i   chiari  ,  e   gli 
ofeuri  ,  o  1'  ombre  3  pigliate  ciafeuna  di  quelle  pa- 
lle , 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli,      207 

fte  ,  e  fate  bastoncini  tondi  ,   o  Rotoli  ,  e  lafciate- 

li  all'  ombra  per  lo  fpazio  di  due  giorni  ;  dopo  gli 

efporrete  al  Sole  ,  o  al  fuoco   ,   perche   li   lecchino 

affètto  ,  e  così  fecchi  fi  adopraranno  a  piacimento. 

Olio  per  macinare  i  Colori  per  dipingere 

Uccelli ,  ed  anche  altre  co  fé ,  e  che 

refifte  ali1  intemperie . 

6.  Prendete  due  oncie  di  Maftice  in  lacrime  affai 
chiaro  ,  macinatelo  con  Olio  di  lino  .  Dopo  mette- 
te del  detto  Olio  dentro  un  pignattino  invetriato,  e 
ponetelo  al  fuoco  ,  ed  a  poco  a  poco  mettetevi  a 
fciogliere  il  Maftice  y  rimefcolando  la  materia .  Do- 
po levatelo  dal  fuoco  ,  e  lafciate  ,  che  fi  raffreddi  , 
ed  offervate  le  il  Maftice  è  fciolto  ,  e  bene  incor- 
porato coli'  Olio.  Quando  così  farà,  macinarete  con 
detto  Olio  i  Colori  ,  i  quali  refifteranno  all'  aria  , 
e  potrete  dipingere  Uccelli,  o  altri  lavori,  che  vor- 
rete efporre  alle  ingiurie  del  tempo  . 

Contraffare  il  Colore  dell'  Inchiofìro  Chine/e. 

7.  Prendete  di  queir  umore  ,  o  liquore  nero  del- 
la Seppia  ;  mettetelo  in  una  borfa  di  tela  non  trop- 
po mìa  per  colarlo,  e  fpremetelo  con  due  balconcini 
per  non  iporca-rvi  ìopra  un  Catino  cupo  di  terra  , 
che  peffa  Ilare  fopra  il  fuoco  .  Nella  boria  ,  o  ma- 
nica reftaranno  le  flbbrette  graffe  ,  che  il  gettaranno 
via  .•-  e  dopo  per  la  borfa  li  fa  paffare  un  pocherti- 
no  d'  acqua  calda  ,  affinchè  nel  Catino  cada  il  Ne- 
ro ,  che  vi  farà  attaccato  . 

Fatto  quefto  fi  pone  il  Catino  fopra  un  tre  piedi 
al  fuoco  lento  per  fare  fvaporare  V  umore  acqueo  , 
ed  anche  quello  di  un  qualche  graffume  ,  che  vi  fia 
dentro  .  Non  fi  ha  da  lafciar  bollire,  perchè  fi  bru- 
ciarebbe  .  Tenuto  così  per  un  poco  di  tempo  fopra 
il  fuoco  foave  ,  quando  fi  vedrà  ,  che  sfuma  poco,, 

o  nien- 


208         "Parte  IL  De*  Trattenimenti 

o  niente  ,  allora  vi  fi  pone  dentro  Polvere  di  Gom- 
ma .Arabica  a  diferezione  ,  e  fi  mefcola  bene  con 
una  fpatola  ,  fintantoché  fi  conofea  già  efsere  fciol- 
ta  ,  ed  incorporata  a  perfezione  la  Gomma  ,  e  la 
materia  refti  in  tale  confiftenza  ,  che  fi  poffa  ridur- 
re a  baftoncini  ,  che  imitino  quelli  dell'  Inchioftro 
della  China  ,  e  fi  fanno  leccare  al  Sole ,  o  al  calore 
del  fuoco  .  Per  levar  via  la  puzza  del  Nero  fi  può 
metter  qualche  cofa  odorifera  nella  pafta  prima  di 
formare  i  baftoncini  ,  ovvero  a  quefti  dopo  che  fa- 
ranno fecchi  dar  fopra  una  pennellata  di  liquore  fra- 
grante .  Per  feri  vere  ,  o  difegnare  fi  fcioglie  in  ac- 
qua il  necefiario  . 

Porporina  . 
8.  Quella  è  una  miftura  di  Alchimia  di  Colore 
tendente  al  Bronzo;  e  per  averla  più  bella  fi  mani- 
pola nel  modo  feguente  .  Prendete  la  Porporina  ,  e 
macinatela  con  il  dito  in  una  fcodella  con  orina  chia- 
ra ,  e  lafciate,  che  la  Porporina  cada  al  fondo;  poi 
decantate  P  orina,  e  tornate  a  fare  la  medefima  ope- 
razione ,  finché  F  orina  refti  chiara  ;  poi  colatela 
per  pezza  ,  e  mefcolatela  con  un  poco  di  ZafFarano , 
ed  adoperatela  con  acqua  gommata  .  Si  può  anche 
far  ciò  in  luogo  di  orina  con  la  Lifcia  .  Serve  que- 
lla Porporina  così  preparata  per  dare  naturalezza  a 
qualche  lavoro,  quando  vogliafi,  che  imiti  il  Bronzo. 

TRATTENIMENTO  V. 

Lavori  curlofi  fatti  colla  Carta» 

§.  i.  Modo  di  fare  Pafta ,  o  Stucco  d'i  Carta 
per  fare  Immagini  . 

P Rendete  ritaglj  di  Carta  bianca,  e  metteteli  en- 
tro acqua  chiara  per  lo  fpazio  di  fei  ,  o   fette 

gior- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli,     2,09 

giorni  ,  e  mutategli  V  acqua  una  volta  al  giorno  ; 
poi  rimetteteli  in  un'  altra  pignatta  piena  d'  acqua, 
e  fateli  bollire  per  due  ore;  poi  cavate  fuori  la  car- 
ta ,  e  peftatela  in  un  mortajo  molto  bene  ,  effondo 
prima  Spremuta  1'  acqua  ,  perchè  così  fi  farà  1'  ope- 
ra più  fina  .  Pefta  in  tal  modo  mettetela  in  un  fac- 
chetto  ,  e  tenetela  così  infufa  in  acqua  chiara  ,  che 
fi  confervarà  ,  e  farà  fempre  buona  ,  ogni  qualvolta 
la  vorrete  adoperare  ,  avvertendo  di  mutargli  1'  ac- 
qua una  volta  la  Settimana,  o  due  fé  foffe  di  bi- 
fogno  . 

Ciò  fatto,  abbiate  le  voftre  Stampe  concave,  den- 
tro delle  quali  metterete  la  detta  pafta  ,  o  ftucco  di 
carta  prima  ben  bene  fpremuto  con  le  mani,  calcan- 
dolo dentro  con  diligenza  ,  ed  egualmente  con  una 
fpugna  per  levare  1'  umidità  dell'  acqua  .  Dopo  le 
metterete  al  Sole,o  in  una  Stuffii  ,  e  quando  faran- 
no afciutte  ,  le  cavarete  fuori  ,  ed  avrete  le  voftre 
Figure  ,  o  Immagini  belle  ,  e  bianche  . 

Dopo  potrete  colorirle,  o  miniarle,  come  a  voi  pia- 
cerà ,  e  farete  in  quefta  maniera  .*  gli  darete  prima 
una  mano  di  colla  forte  ,  cioè  di  quella  ,  che  ado- 
perano i  Dipintori  ,  ed  afciutta  che  farà  ,  gli  dare- 
te fopra  quei  colori  ,  che  vorrete  ,  e  faranno  un  bel 
vedere;  e  potrete  ancora  per  renderle  più  vaghe  toc- 
care alcuni  profili  con  oro  ,  e  dargli  una  Vernice 
chiara  ,  per  efempio  la  feguente. 

Una  quarta  parte  di  Trementina  di  Venezia  ,  e 
mezza  foglietta  di  Spirito  di  Vino  ;  tutto  infieme  fi 
mefcolerà  in  un  pignattino  nuovo  ,  e  netto  per  far- 
lo denfo  come  il  latte.  Se  foffe  troppo  denfa  fi  met- 
te fpìrito  di  vino  ;  fé  troppo  rara,  fi  aggiugrre  Tre- 
mentina ,  e  fi  darà  all'  Immagine,  o  Figura  per  la 
parte  d'  avanti ,  come  fi  è  detto  in  altro  luogo. 

P  Nota. 


2  io         Parte  IL  De'  Trattenimenti 

Nota  .  Collo  fteffo  ftucco  di  Carta  fi  potranno  fa* 
re  altre  cofe  ,  come  cornici  &c.  ,  a  condizione ,  che 
fi  abbiano  i  modelli  concavi  . 

Fare  Scatole  di  Carta  . 
Prima  è  necellàrio  avere  le  forme  ,  o  modelli 
delle  Scatole  ,  e  che  fieno  o  di  metallo  ,  o  di  le- 
gno forte  ;  vi  vuole  Malchio  ,  e  Femmina  .  Si  fa» 
fcia  il  Malchio  colla  carta  umida  ,  ed  accomodata 
alla  forma  ,  o  modello  adattato  ,  e  fi  pone  entro  la 
Femmina  ,  ftringendola  con  viti  .  Prefa  che  abbia  la 
forma  ,  che  vi  fi  è  data  ,  fi  leva  il  fuperfluo  ,  dan- 
dole (opra  una  colla  come  fegue  . 

Si  fa  Colla  con  la  Colla  di  Pefce  con  acqua,  op- 
pure collo  fpirito  di  vino  ,  perchè  meglio  rielca  ,  e 
quando  è  fatta  s'  incorpora  con  chiare  di  Uova  be- 
ne sbattute  ,  ed  incorporata  fé  le  unifce  la  polvere 
di  gufcj  di  Uovo  calcinati  ,  e  vienfi  a  formare  un 
corpo  come  il  Geifo  ,  che  adoperano  gli  Indoratori 
per  intonacare  i  pezzi  ,  che  vogliono  indorare. 

Ciò  fatto  fi  danno  alla  Scatola  tante  mani  di  que- 
lla materia  ,  quante  ahbilognar  vedrete  ,  onde  per- 
venga alla  groifezza  ,  che  fi  pretende  .  Appretto  il 
fa  afciugare,e  quando  fia  hene  afciutta  fi  mette  fui 
torno  ,  o  fopra  altra  fimile  cofa  a  polire  colia  Po- 
mice ,  o  Pelle  di  Pefce  Squadro  ,  o  Rafparella  ,  ed 
in  fine  colla  carta  x  acciò  venga  più  lifcia  ,  e  fina. 

Indi  fé  le  fanno  quei  lavori,  che  voi  volete, dan- 
do fu  d'  elfi  una  ,  o  più  mani  di  alcuna  di  quelle 
Vernici  forti  defcritte  nella  prima  Parte  .  Finalmen- 
te fi  pulifce  fecondo  V  arte  . 

Avvertente.  Il  Mafchio  fi  fafcìa  con  carte  umi- 
de ,  e  bene  accomodate  alla  Forma  di  metallo  ,  o 
di  legno  duro  .  Accomodata  la  Femmina  ,  o  Mo- 
dello femmina  fi  ftringe  in  torchio  ,  o  ftrettojo  .  In 

luo- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.     211 

luogo  della  Rafparella  fi  può  foftituire  lo  fmerigllo. 
La  Vernice  torte  è  fatta  con  la  Gomma  Copale  &c. 
come  fi  difse  nella  prima  Parte  dei  Trattenimenti  VII.V 
Vili.  ,  e  X.  Eccone  alcune  altre  ♦ 

Prendete  Carabe  della  più  bianca  ,  Gomma  Co- 
pai  ,  e  Maftice  di  ciilcuna  parti  eguali  ,  per  efem- 
pio  un'  oncia, di  fpirito  di  vino  una  libbra:  pelia- 
te le  Gomme  tattilmente,  e  fatele  paiTare  per  tami- 
fo  di  feta  ,  poi  mettetele  in  un  faggiuolo  collo  fpi- 
rito di  vino  ,  e  gli  porrete  fopra  un  capello  cieco, 
o  un'  altro  faggiuolo  di  riicontro  ;  poi  con  Vefcica 
bagnatalo  con  colla  ftropperete  bene  le  giunture,  ed 
alci  iuta  che  farà  ,  lo  ieppellirete  nella  cenere  in  va- 
io doppio  ,  o  in  Bagno  Maria  ,  e  lo  farete  bollire 
per  dodici  ore  ,  ma  con  fuoco  lento  ,   e  farà  fatta. 

Altra  .  Olio  di  Noce,  o  di  Lino  bene  cotto  fin- 
tantoché divenga  denlo  come  Miele.  Con  quello  O- 
lio  fi  unge  un  vafo  ,  e  vi  li  mette  dentro  una  lib- 
bra di  Gomma  Copal  chiara  in  polvere  ;  mettafi  il 
vafo  vicino  al  fuoco  ,  avvertendo  ,  che  il  bollore 
non  venga  fuori  ,  e  coprafi  .  Sciolta  la  Gomma  ,  fé 
gli  aggiugne  fuffìciente  Acqua  di  Ragia  ,  ed  il  tut- 
to bene  incorporato,  fi  farà  come  legue. 

Se  fi  vuole  Vernice  nera  ,  fi  porranno  con  la  Ver- 
nice di  Copal  parti  eguali  di  Spalto  ;  fi  mefcolino 
bene  quefte  due  cole  in  un  vafo  ,  e  fi  facciano  boi- 
lire  per  un'  ora  incirca; di  poi  fi  aggiunga  tant'  Ac- 
qua di  Ragia  ,  che  reftì  la  cortjpofizione  mezzana- 
mente liquida  .  Per  applicare  quella  Vernice  fi  pren- 
de col  pennello  una  pennellata  del  fuddetto  bitume 
di  Spalto  ,  e  Gomma  Copale  ,  e  tre  di  Gomma  Co- 
pale fenza  Spalto  „  ed  una  dell'  Olio  cotto  come 
miele  ;  ancora  una  di  Fumo  di  Pino  ,  e  fi  mefco- 
la  tutto  ,  e  fi  unifce  infieme  . 

Do- 


212         Par  fé  IL  De1  Trattejùmenti 

Dopo  con  quella  millura  fi  daranno  alla  Scatola 
tante  mani  ,  quanto  faranno  neceffarie  .  Ciò  fatto  fi 
lafcia  afciugar  bene  ,  e  dopo  con  polvere  di  Tripo- 
li impallata  con  Olio  di  Lino  fi  frega  ,  e  fi  luflra. 
Prima  di  applicare  quella  Vernice  il  deve  rifcaidare 
un  poco  la  Scatola  ,  la  quale  refta  con  un  lucido 
aliai  beilo  . 

§.  2.  Fare  Piatti  ,  Baccini  ,  Sottocoppe  , 
e  cofe  fiìriiii  . 
Per  fare  ,  e  lavorare  quelle  cofe  non  vi  è  bi- 
fogno  di  Forma  ,  o  Modello  femmina  ,  è  fufficien- 
te  il  mafchio  ,  che  fia  conveffo  ,  della  figura  ,  e 
grandezza  ,  che  piacerà.  Ciò  avvertito  ,  fi  opera  nel 
modo  feguente  . 

Sopra  il  modello  per  la  parte  concava  fi  pone  una 
carta  ,  o  foglio  ,  che  fi  chiama  carta  luga  ,  o  ftrac- 
cia  ben  accomodata  da  per  tutto  ,  e  s'  incolla  nei 
contorni  del  modello  .  Dopo  fopra  la  detta  carta  fi 
da  una  mano  leggiera  di  colla  di  farina  ,  e  fopra 
quella  fi  mette  ,  e  fi  attacca  un'  altra  carta  ;  e  co- 
sì fi  continua  infìno  a  mettere  cinque,  o  fei  ,  o  più 
carte  ,  ognuna  fopra  il  fuo  llrato  ,  o  mano  di  col- 
la .  Quando  vi  faranno  mefle  carte  abbastanza,  loc- 
chè  fi  conofce  dalla  groffezza  ,  fi  lafcia  per  un  po- 
co afciugare  il  lavoro  ,  ma  primachè  affatto  fia  lec- 
co fi  fpiana  ,  ed  eguaglia  con  un  martello  dolce- 
mente . 

Ciò  fatto  fé  gli  dà  fopra  una  mano  di  geflb  fot- 
tilmente  macinato  ,  ovvero  della  Palla  fudetta  per 
la  parte  concava  ;  feccato  il  geffo  vi  fi  dipinge  fo- 
pra ,  o  fi  attaccano  flampe  picciole  ,  che  vendono  i 
Tedefchi ,  levato  prima  il  lavoro  dal  modello .  Quan- 
do la  pittura  ,  o  la  colla  ,  con  cui  fi  attaccarono 
le  ilampe,  farà  fecca,  fé  gli  dà  la  Vernice  di  Gom- 
ma 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     213 

ma  Copale  ,  od  altre  fopradette  .  Per  la  parte  di 
fuori  ,  o  convella  non  vi  bifbgna  ne  pittura  ,  ne 
ftampe  ,  e  farà  efficiente  dargli  una  mano  di  getto, 
o  del  colore  ,  che  fi  voglia.  11  getto  deve  efiere  co- 
me quello  ,  che  adoperano  gì'  Indoratori .  Se  fi  vuo- 
le indorato  per  di  dentro  il  lavoro  ,  potrà  fervire 
la  polvere  d'  Ottone  fparfa  fopra  Colla  chiara;  e  fec- 
ca  ,  che  lìa  le  gli  dà  fopra  la  Vernice  . 
Scultura  in  Cartone  , 

V\  fono  due  maniere  per  lavorare  in  Cartone  le 
opere  di  fcultura  .  Non  avendofi  in  sì  fatti  lavori 
a  temere  verun'  altro  inconveniente  ,  che  1'  umidità 
dell'  aria  ,  non  s'  impiegano  d'  ordinario  fé  non  nei 
luoghi  coperti  ,  come  nell'  interno  delle  Chiefe  per 
ornamento  degli  Altari  ,  e  nelle  Sale  ,  &c. 

Per  efeguire  quefta  lorta  di  lavori  ,  conviene  far 
prima  di  ogni  altra  cofa,  fia  in  piano  ,  o  in  baffo 
rilievo  i  Modelli  delle  cofe  ,  che  li  vogliono  rap- 
prefentare  .  Bifogna  fimilmente  far  tirare  degli  ftam- 
pi  fopra  dei  Modelli .  S'  indura  lo  ftampo  imbeven- 
dolo d'  Olio  bollente  ,  e  quando  è  fecco  ,  ed  in 
ordine,  fi  fa  come  fegue  . 

Per  primo  ftrato  ,  o  fuolo  fi  mettono  dei  fogljdi 
carta  imbevuti  d'  acqua  fenza  colla  ,  che  fi  depon- 
gono diligentemente  intorno  a  tutte  le  parti  dello 
ftampo  .  Tutti  gli  altri  corfi  ,  o  ftrati  ,  che  fi  dan- 
no ,  fi  fanno  parimenti  con  carta  imbevuta  di  colla 
di  farina  ,  e  fi  continua  corfo  fopra  corfo  colla  car- 
ta incollata  ,  fintantoché  abbiafi  data  all'  opera  la 
groffezza  di  due  ,  o  tre  linee,  il  che  forma  un  cor- 
po baftevolmente  folido  .  Nel  collocare  le  carte  fi 
deve  ufare  ogni  diligenza  ,  perchè  quelle  vengano 
aggiuftate  bene  o  col  dito  ,  o  con  gli  fgroffatoj  al 
fondo  delle  più  profonde  cavità  dello   ftampo  ,  per-» 

che 


214         Tane  ti.  De*  Trattenimenti 

che  rie  piglino  efattamente  i  tratti  ,  e  fi  riportino 
fui  cartone  con  tutta  la  finezza,  che  ha  il  modello. 
Si  lafciano  feccare  quefti  cartoni  efponendoli  al 
fole  ,  od  a  fuoco  dolce  .  Afciutti  ,  e  fecchi  che  fia- 
no  i  Cartoni  fi  levano  via  dallo  ftampo  ,  fi  metto- 
no infieme  ,  e  fi  adattano  con  fili  di  ferro.  La  car- 
ta ,  che  più  comunemente  fi  adopera  per  quefte  ta- 
li opere  ,  è  pel  primo  corfo  la  carta  bigia  -  bianca  , 
e  dopo  ogni  forta  di  carta  fpugnofa  bianca,  o  bigia 
eh'  ella  fi  fia  è  buona  a  far  corpo  con  la  colla. 

La  feconda  maniera  è  farle  di  carta  battuta  in 
un  Mortajo  .  Quefta  palla  fi  fa  d'  ordinario  con  i 
ritaglj  ,  che  i  Cartolaj  fanno  dalle  lor  carte;  le  più 
fine  lono  le  migliori  .  Pigliatili  quefti  ritaglj  ,  e  fi 
mettono  in  un  vafo  pieno  d'  acqua  ,  che  fi  deve 
mutar  fpeflò  ,  lafciandoli  quivi  in  infufione  fintan- 
toché fi  riducano  in  palla,  o  in  pappa.  Ridotta  che 
fia  così  quefta  pafta  ,  fi  adopera  nel  modo  feguente. 
Dopo  avere  avuta  1'  attenzione  ,  come  già  fi  è 
detto  ,  d'  imbevere  di  olio  ,  e  di  rendere  duro  lo 
ftampo  ,  vi  fi  mette  fopra  ,  quanto  più  egualmente 
fi  può  ,  la  grofìezza  d'  incirca  due  ,  o  tre  linee  di 
quefta  pafta  ,  vi  fi  preme  fopra  con  forza  ,  e  fi  fa 
ufo  d'  una  fpugna  per  cavarne  Y  umidità  per  quan- 
to è  potàbile  :  fi  fa  feccar  quefta  pafta  al  fuoco ,  o 
al  Sole  ,  indi  con  un  groflo  pennello  ,  e  con  colla 
di  farina  s'  imbeve  quefto  cartone,  fui  quale  fi  met- 
tono molti  corfi  di  carta  bianca,  o  bigia  per  dar  un 
corpo  a  quefto  cartone  ,  che  fino  allora  era  fenza 
corpo  ,  e  fenza  colla  . 

Fatta  quefta  feconda  operazione,  fi  lafcia  feccare, 
e  poi  fi  ricomincia  con  Colla  forte  di  Fiandra  ,  o  d' 
Inghilterra  ,  od  altra  ad  imbevere  i  corfi  ,  o  ftrati 
di  Carta ,  e  vi  fi  applica  della  tela  ,  e   fpeffe  volte 

vi 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .     2.15 

vi  s*  infirmano  delle  armature  di  fil  di  ferro  ,  che  fi 
mettono  tra  la  carta  bigia  ,  e  la  tela  ,  locchè  im- 
pedi Ice  ,  che  i  cartoni  non  fi  fconcertino  ,  e  fa  che 
reflino  nella  vera  forma  . 

Quelle  opere  ,  come  abbiamo  detto,  non  temono 
altro  inconveniente  ,  che  quello  dell'  umidità  .  Non 
li  rompono  ,  i  vermi  non  le  corrodono  ,  e  poffono 
anche  indorarli  ^  e  dipingere  ,  come  le  opere  in 
legno  » 

Carta  vellutata  di  Venezia» 
Quelle  Carte  ,  che  li  fabbricano  in  Venezia  fa- 
migliano ai  più  bei  Velluti  in  opera  ,  colicene  ve- 
dendole in  un  gabinetto  di  perfone  di  qualità,  e  non 
eliminandole  da  vicino  ,  fi  pigliarebbero  per  veri 
Velluti  . 

Per  far  quefte  Carte  ,  fi  tinge  in  prima  la  Carta 
del  Colore  ,  che  fi  vuole  ftemperare  nella  colla  ,  la 
quale  lo  rende  lucente  ;  e  quello  forma  il  fondo 
dell'  opera  .  Dopo  vi  s'  imprime  fopra  il  difegno 
con  Forme  di  legno  limili  a  quelle  degli  Stampato- 
ri di  Tele  Indiane  ,  imbevute  di  una  Gomma  tena- 
ce .  Ciò  fatto  vi  fi  fpargono  fopra  delle  rafehiature 
di  panno  fino  del  colore  ,  che  fi  vuole  ;  in  appref- 
fo  li  fcuote  la  Carta  ,  e  le  rafehiature  ,  che  vi  re- 
ftano  appiccate  formano  il  rilievo  vellutato  dell'  ope- 
ra ,  ne  fi  diflaccano  altrimenti  ,  che  rafehiandoie 
fortemente  con  un  coltello  . 

Quello  lavoro  è  in  gran  parte  fomigliante  a  quel- 
lo ,  che  fi  fa  per  Tappezzerie  fatte  di  Tofature  di 
Lana  .  Dizion.  dell*  Arti  ,  e  dei  Meflieri  alla  voce 
Stampatore  di  Carte  di  Tappezzeria  . 

Stampe ,  e  Medaglie  di  Colla  di  Pefce* 
Facciafi   lciogliere   Colla   di    Pefce   in  un'  Olla  , 
o  pignatta  invetriata  ,  e  vi  fi  laici  per  tre  giorni  * 

do- 


■zi 6        Parte  IL  De1  Trattenimenti 

dopo  fi  faccia  cuocere  fintantoché  abbia  la  confiden- 
za come  fé  aveffe  da  fervire  per  incollare  legni  ;  fi 
paffi  per  un  panno  lino  polito  ,  ed  aliai  netto.  Ciò 
fatto  fi  prenda  una  Medaglia  di  Stagno  ,  o  di  qual- 
che altro  metallo  ,  ungali  con  olio  ,  e  fi  polifca  in 
maniera  ,  che  non  refti  fé  non  poco  unta  ;  dopo 
per  i  contorni  fé  gli  fa  un  circoletto  di  malta  ,  o 
creta  ,  aito  quafi  un  dito.  Di  poi  vi  fi  verfa  fopra 
la  Colla  calda  fintantoché  il  circoletto  fia  pieno  fino 
agli  orli  ;  fubito  fi  copre  con  carta  a  cagione  della 
polvere  .  Seccata  la  Colla  ,  fi  cava  la  ftampa  ,  che 
farà  bella  ,  e  trafparente  . 

Per  colorirla  fi  faranno  tre  forta  d'  acque  :  una, 
bollendo  rafpature  di  legno  del  Brafile  in  acqua  co- 
lorata ,  o  roffa  ;  altra  ,  prendendo  una  parte  di  ef- 
fa  acqua  ,  mefcolandovi  una  cucchiarata  di  lifcia  ;  e 
la  terza  più  carica  ,  od  ofcura  ,  aggiugnendo  ad  ef- 
fa  un  poco  d'  acqua  di  Calce.  Quefte  tre  acque  fer- 
vono per  tingere  le  parti  della  Colla  di  Pefce  .  Ec- 
co il  modo  .  Se  fi  vogliono  Stampe  ,  o  Medaglie 
verdi  ,  aggiungafi  alla  Colla  per  tingerla  Verde-Gris 
in  polvere  fina  ,  che  fi  farà  bollire,  e  fciogliere  col- 
la fteffa  Colla  ,  che  fi  deve  pattare  per  panno  lino. 
Per  il  Colore  Pavonazzo  ,  fi  mette  Tornafole  ftem- 
perato  con  Calcina  .  Per  il  Giallo  fi  pone  ZafFara- 
no  ;  e  così  degl'  altri  Colori  . 

Cavare  preftamente  una  Stampa  , 
o  Figura  . 
Prendete  acqua  di  Allume  >  e  di  Sapone  ;  ba- 
gnate una  tela  ,  o  una  carta  in  ella  ,  ed  applicate 
la  Carta  ,  o  la  tela  fopra  la  Stampa  ,  o  Figura  ,  e 
mettetela  fotto  il  Torchio  ,  e  quando  fi  levarà  ,  fi 
vedrà  la  bella  copia  . 

Colo- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli»     2x7 

Colore  Roffo  affai  bello  . 
Polvere  di  Cocciniglia  (  Grana  ) ,  fi  mefcoli  con 
polvere  di  Allume  bruciato  ,   e   dopo   effendo  calda 
la  miftura  eftinguetela  in  sequa  netta  di  Piantaggine, 
o  di  Rofa.  Riefce  un  Cinabro  affai  bello  . 

Altra  maniera  .  Mettali  in  un  vafo  acqua  roffa  , 
aggiungafegli  Cocciniglia  in  polvere  ,  dimodoché  T 
acqua  roffa  fopravvanzi  due  dita  .  In  altro  vafo  fi 
ponga  acqua  di  Piantaggine  ,  e  mettafegli  Allume 
bruciato  in  polvere  ,  il  tutto  caldo.  Si  colano  i  due 
liquori, e  fi  mefcolano  col  Colore  roffo  forfè  più  bei- 
lo ,  che  quel  di  Cinabro  .  Confervafi  in  bottiglie. 

Tinta  Roffa  .  In  una  Foglietta  di  buon  Aceto  fi 
faccia  bollire  la  metà  di  una  quarta  parte  di  legno 
Fernambuco  minutamente  rafpato,  ed  alcuni  pezzet- 
ti di  Saja  roffa  ,  ed  un  oiìicello  di  Sepia  ,  ed  un  po- 
co di  Allume  :  fi  faccia  il  tutto  bollire  infieme  fin- 
tantoché il  liquore  fi  veda  perfettamente  roffo  *  al- 
lora fi  cava  dal  fuoco  ,  fi  lafcia  raffreddare  ,  e  per 
gli  ufi  fi  conferva  in  bottiglia  • 

Altra  .  Prendete  mezza  libbra  dJ  acqua  ,  dove  fia 
fciolta  Gomma  Arabica  ,  ed  un  poco  di  Zucchero 
candito  ,  e  di  Allume  di  Rocca;  poi  mettete  in  que- 
lla Cinabro  fpolverizzato  ,  e  mefcolate  ciò  fino  che 
farà  a  eonfiftenza  di  Miele  ,  e  farà  fatto  un  inchio- 
ftro  roffo  per  fcrivere  quello  ,  che  fi  vorrà  . 

TRATTENIMENTO  VI. 

Imbiancare  facilmente  alcune  tofe  . 


T 


§.  1.  Metado  per  imbiancare  ,  0  far  can- 
dida la  Tela  . 
Olta  ,  che  fia  dal  Telajo  la  tela  fi  mette   nell8 
acqua  calda  a  fpurgarla  dalla  bofima^d  afeiut- 

ta 


ai 3        Varie  IL  De  Trattenimenti 

ta  tornali  a  lavare  in  altra  acqua  tiepida  .    Ciò   fat- 
to tuffali  dentro  in    nuova   acqua   >   nella   quale    fia 
{temperato  fterco  di  Vacca   lattante  ,   ed   in   effa   fi 
lafcia  ftare   per  lo  fpazio  d'   ore    ventiquattro  »    Po- 
fcia  fi  levi  ,  e  li  mondi  in  acqua  calda  pura  ;  e  do- 
po fi  diftenda  alla  rugiada  per  cinque  ,  o  fei  notti , 
e  nel  giorno   al    Sole  ,   fpruzzandoìa   di   quando   in  ' 
quando  con  acqua  chiara  .  Dopo  averla   così    prepa- 
rata fi  metta  in  bucato   ,   fuori   del  quale   fi   metta 
alla  rugiada  ,  e  non  paffaranno  otto  ,  o   dieci   gior- 
ni ,  che  la  Tela  farà  divenuta  bianchifìima .  Avver- 
tefi  ,  che   riufcirà   più   bella  ,  e   più   perfetta   nella 
Primavera  » 

Altra  maniera  %  Prima  fi  mette  in  bucato  la 
Tela  ,  o  fola  ,  o  infieme  con  i  panni  nel  fondo  dei 
Martello  ,  e  finito  quello,  per  due  ,  tre,  o  quattro 
giorni  fi  bagna  ,  e  fi  alciuga  al  fole  ,  e  fi  ritorna 
a  bagnare  ,  ed  afciugare  per  il  detto  tempo  .  Poi  Ci 
torna  a  dargli  un  altro  bucato.  Se  ciò  fatto  non  re- 
ila  del  tutto  bianca  ,  fi  torna  da  capo  .  Così  fi  fa 
con  la  Tela  di  Lino  ,  e  con  quella  di  Canape. 

Altra  maniera  .  I  Gufcj  d'  Oftrica  riefcono  a 
maraviglia  .  Calcinati  fomminiftrano  una  terra  Cal- 
carla ,  cioè  di  Calce  ,  ed  una  porzione  di  Sai  ma- 
rino non  fcompofto  ,  e  dell'  Alcali  marino ,  tutte  fo- 
ftanze  atte  per  digradare  *  Si  poffono  calcinare  ef- 
prefl'amente  in  un  forno  con  del  carbone  ,  o  nel  fo- 
colare mede  fimo  del  Camino  .  Giornale  Letterario 
Num.  XI.  Mifcellanea. 

Imbiancare  il  Lino  • 

Si  mette  quello  a  molle  nel  ranno  ,  o  lifcia  , 
che  ferve  per  i  panni  del  bucato  ;  quivi  fi  lafcia  un 
giorno  ,  e  dopo  fi  lava  .  Lavato  che  fia  ,  mataffa 
per  ramila  s'  infarina  con  la  cenere  in  modo  ,  che 

_  tut- 


Su  le  materie  Utili  ,  e  dilettevoli  .     219 

tutta  (la  ben  coperta.  Pòi  fi  pone  una  Calda ja  con 
acqua  {opra  il  fuoco  ,  e  quando  fia  tiepida  ti  met- 
te dentro  il  Lino  ,  mettendo  però  prima  nel  fondo 
di  detta  Caldaja  uno  ftraccio  ,  acciochè  non  fi  bru- 
ci ,  e  fi  mette  tanta  quantità  di  mataife  ,  che  eiic 
non  reftino  ,  o  ftiano  troppo  ftrette  . 

Poi  fi  fanno  bollire  per  due  ore  almeno ,  e  quan- 
do abbiano  bollito  per  un  pezzo  fi  rivoltano  con  un 
baftone  in  modo  ,  che  quelle  ,  che  erano  nel  fon- 
do, vengano  di  fopra  ,  viceverfa  quelle  di  fopra  va- 
dano al  fondo  .  Pallate  le  dette  due  ore  ,  fi  leva 
dai  fuoco  la  Caidaja,  e  fi  getta  in  terra  al  rovefcio, 
e  così  fi  lafcia  fintantoché  diventino  ben  fredde  le 
mataile  .  Dopo  fi  lavano  in  acqua  chiara  ,  e  final- 
mente perchè  reftino  affatto  bianche,  fi  mettono  nel 
bucato  tra  i  panni  una  ,  due  ,  o  tre  volte  ,  o  più. 
Nella  ftefTa  maniera  fi  farà  colla  Canape  . 

Preparazione  del  Filo  della  Canape  * 
Dopoché  la  Canape  ha  ricevuto  la  prima  pre- 
parazione ,  cioè  di  eiière  franta  ,  gramolata  ,  e  che 
è  ftata  ridotta  in  filo,  cioè  in  tiglio,  fi  prende  que- 
llo filo  in  picciole  matafle  ,  fi  mette  in  vafi  pieni 
d'  acqua  ,  ed  ivi  fi  lafciano  parecchj  giorni  ,  aven- 
do attenzione  di  confricar  le  mataffe  ,  e  di  torcerle 
neli'  acqua  medefima  fenza  intricarle  . 

Codetta  operazione  è  come  una  feconda  fpecie  di 
macerazione  ;  la  Canape  fi  fcarica  della  fua  gomma 
più  groholana;  li  torce  ,  fi  lava  bene  al  Fiume,  poi 
fi  batte  fopra  una  tavola  3  e  lavafi  ancora  nuova- 
mente . 

Si  riconofce  ,  che  la  Canapa  è  purgata  dalla  fua 
gomma  allorché  ella  ha  un'  occhio  chiaro .  Allora  le 
parti  della  Canape  medefima  11  feparano  ,  fi  netta- 
no ,  ed  apparifcono  belle  così  ,  come  fé   fofse  Hata 

pet- 


zio        Parte  II  De'  Trattenimenti 

pettinata  .  Si  torce  ,  e  fi  fa  leccare  fulle   pertiche  . 

La  Canape  preparata  con  un  tal  metodo  ,  fembra 
comporta  come  d'  altrettante  fila  di  feta.  Varie  efpe- 
rienze  hanno  infegnato,  che  mercè  di  una  tale  ope- 
razione la  più  cattiva  Canape  ,  e  la  meno  adattata 
può  acquiftar  qualità,  che  1'  uguaglino  a  quella,  che 
riguardali  come  la  più  perfetta  . 

Dopo  quefta  operazione  fi  confegna  la  Canape  *at 
Pettinatore  ,  onde  1'  affini  :  non  vi  è  più  bifogno  di 
batterla  ;  la  materia  fi  lavora  più  facilmente  ,  e  l' 
Operajo  non  va  più  efpofto  a  quella  sì  dannofa  pol- 
vere ,  che  cagiona  malattie  graviflìme  , 

La  Canape  così  preparata  eguaglia  il  Lino  più  bel- 
lo ,  e  non  dà  che  un  terzo  di  Stoppa .  Quefta  Stop- 
pa ,  che  fin  adeflo  non  era  fiata  impiegata,  che  dai 
Cordajuoli  reca  una  materia  fina  ,  bianca  ,  e  mor- 
bida ,  di  cui  pur  anche  non  era  fiato  conofciuto  T 
ufo  .  Cardandola  fé  ne  fa  Ovatta,  la  quale  vai  me- 
glio delle  Ovatte  ordinarie  .  Filandola  fi  può  fare 
anche  buon  filo  .  (  i  ) 

Altro  metodo  per  ridurre  la  Canape 
fomigliante  al  Lino  . 

6.  Si  fa  prima  la  lifciva  con  cenere  buòna  ,  e  vi 
fi  mette  un  poco  di  Calce  viva  a  giudizio  fecóndo 
la  quantità  della  Canape  ,  che  fi  vuole  acconciare  . 
Si  leva  dal  fuoco  lafciandola  chiarificare  .  Si  prende 
la  canape  ,  e  per  ogni  dieci  libbre  di  effa  vi  fi  po- 
ne una  libbra  ,  e  mezza  di  Sapone  grattato  ,  e  fi 
mette  a  molle  ,  facendola  ftare  per  24.  ore  nella  fu- 
detta  lifciva  ben  chiara  .  Indi  fi  fa  bollire  per  due 
ore  continue  ,  e  poi  fi  leva  ,  ponendola  ad  afciuga- 
re  air  ombra  ;  ed  afciugata  ,  che  fia  ,  fi  fa  gramo- 
lare 

(  1  )  Vedi  Bomare  Dizjonar.  parola  Canapa  . 


Su  le  Materie  utili  y  e  dilettevoli  .     221 

lare  con  ridurla  in  manellette  ,  e  poi  fi  fa  conciare 
ad  ufo  di  Lino  .  (z) 

§.  2.  Far  bianche  ,  e  luftrare  le  Perle. 
Prendete  Litargirio  d'  oro  ,  e  con  fugo  di  Aran- 
cio fate  come  un  unguento  liquido  ,  quale  mettere- 
te in  un'  orinale  di  vetro  a  diftillare  ,  e  V  acqua  , 
ciré  uicirà,  confervatela  in  un'  ampolla  ben  chiufa  : 
dopo  parecchj  giorni  prendete  quefV  acqua  ,  e  met- 
tetela in  un  Saggiuolo,nel  quale  infonderete  le  Per- 
le ,  che  volete  far  bianche  ;  poi  mettetelo  fopra  la 
cenere  calda  per  fei  ,  o  fette  ore  ,  ma  che  non  bol- 
la ;  poi  levatele  fuori  ,  ed  afciugatele  con  un  pan- 
nolino polito  ,  e  faranno  luftre  ,  e  belle  . 

Altra  maniera  .  Fate  bollire  Latte  di  Fico  ,  ed 
in  quefto  mettete  le  Perle  macchiate ,  lafciandole  Ila- 
re infufe  per  24.  ore  ,  e  fregatele  con  camozza  con 
un  poco,  di  polvere  lottile  di  Tripoli  ,  e  verranno 
bianche  . 

Maniera  d*  imbiancare  Calzette  3  e 
Guanti  di  Seta  . 

Prima  fi  devono  infaponare,  bene  ,  e  così  met- 
terli iopra  una  tela  un  poco  denfa,  la  quale  fi  ften- 
de  fopra  una  Gaffa  rivoltata  •  dopo  fotto  quella 
Calla  fi  pone  un  {'caldino  con  fuoco  ,  nel  quale  fi 
fa  bruciare  polvere  di  Zolfo  ,  e  fi  coprono  le  Cal- 
zette ,  o  i  Guanti  con  un'  altra  tela  ,  e  quando  il 
fumo  di  Zolfo  avrà  fatto  il  fuo  effetto  ,  fi  rivolta- 
no perchè  ricevano  da  per  tutte  le  parti  il  fumo. 
Imbiancare  Merletti  di  Seta  . 

Conviene  batterli  ,  e  ripaffarli  ,  o  ripolirli;  do- 
po piegar  V  uno  {opra  1'  altro  .  Di  poi  fi  mettono 
in  un  Tacchetto  di  tela  bianca  >  e  s'  infondono  nelF 

olio 

(  2  ) Pretto  Cofimo  Trinci  Agricoltura pag.  zi.  Difcorfo Generale, 


2.22         Parte  II.  De'  Tratte?ùmenti 

olio  di  oliva  per  24.  ore  .  Dopo  fi  fa  un  acqua  di 
fapone  più  forte  ,  che  1'  ordinaria  ,  e  quando  bolli- 
rà T  acqua  fi  mette  dentro  il  facchetto  ,  ove  fono 
i  Merletti  ,  e  vi  fi  lakiano  un  quarto  d'  ora,  fcia- 
quandoli  ,  e  nettandoli  ;  fi  ripete  la  faponata  ,  iì 
polifcono,  e  s'  infonde  il  Sacchetto  in  Amido  bian- 
co folamente  iciolto  in  acqua  ;  finalmente  fi  cavano 
dal  lacche tto  i  Merletti  ,  lavando  V  uno  dopo  V 
altro  . 

Imbiancare  la  Seta  , 
Per  tingere  la  Seta  bifogna  prima  farla  bianca  , 
e  farete  così  .  Pigliate  quella  Seta  ,  che  volete  ,  e 
mettetela  in  un  Tacchetto  di  lino  ,  o  di  Canevazzo, 
e  poi  ponetela  nella  Caldaja  piena  d'  acqua  ,  e  fin- 
tantoché T  acqua  fi  rifcalda  ,  pigliate  tante  libbre  di 
Sapone  ,  quanta  Seta  volete  cuocere  ,  e  gettatelo 
nella  Caldaja  parimenti  ,  e  fate  bollire  per  tre  ,  o 
quattro  ore  ;  e  quando  avrà  bollito  cavatela  dalla 
Caldaja  col  facchetto  ,  e  lavatelo  molto  bene  ,  ac- 
ciò il  fapone  elea  fuori  tutto  ,  e  refti  la  feta  bian- 
ca ;  e  le  non  fofle  bianca  a  voftro  modo  ,  potrete 
metterla  fopra  il  fumo  del  Zolfo  ,  e  verrà  bian- 
chifìima  . 

§,  3.  Far  bianco  V  Avorio  ,  che  per  Vec^ 
ch'ietta  fojfe  giallo  , 
Prendete  un'  oncia  di  Allume  di  Rocca  ,  e  fate- 
la bollire  in  una  libbra  d'  acqua  ,  nella  quale  por- 
rete il  lavoro  d'  Avorio,  e  farete  bollire  ancora  per 
un  quarto  d'  ora  •  e  quando  vedrete  ,  che  farà  di- 
venuto bianco  cavatelo  fuori  ,  poi  con  pietra  Pomi- 
ce ipolverizzata  ,  e  bagnata  con  una  pezzetta  T  an- 
darete  fregando  ,  e  verrà  bianco,  e  luftro. 

Altra  maniera  .  Farete   con  1'   acqua   ,   e   fapone 
una  faponata  ben  denfa,  ed  in  quella  fchiuma  di  fa- 

po- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     2.23 

pone  bagnarete  una  pezza  di  lino,  entro  la  quale  in- 
volgerete il  lavoro  d'  Avorio,  e  lo  metterete  al  So- 
le ,  ma  che  non  fia  troppo  gagliardo  ;  ed  afciutta, 
che  farà  la  pezza,  la  bagnarete  di  nuovo  in  detta 
Saponata  ,  e  tornarete  a  coprire  ¥  Avorio  ,elo  met- 
terete al  l'ole  ,  e  farà  fatto  il  lavoro  bianco. 

Oppure  pigliate  Calcina  viva  ,  e  bagnata  con  ac- 
qua ,  e  quando  è  disfatta  mettetevi  dentro  1'  Avo- 
rio y  e  laiciatevelo  per  un  giorno  ,  o  due  -%  e  ver- 
rà bianco  ,  fé  non  è  piucchè  antica  , 

Altro  modo  .  Prendete  un  poco  di  Sapone  nero  y 
applicatelo  fopra  il  lavoro  d'  Avorio  ,  aproflimatelo 
al  fuoco  ,  ed  avendo  come  bollito  un  poco  ,  leva- 
telo ,  ed  afciugatelo  . 

Mitro  modo  .  Pigliate  Allume  di  Rocca  a  propor- 
zione della  quantità  delle  pezze  ,  che  fi  vogliono 
imbiancare  ,  e  ponetelo  in  acqua;  quando  quefta  fa- 
rà ben  bianca  mettetevi  i  lavori,  e  fateli  bollire  un 
poco  ,  e  lafciate  ivi  P  Avorio  per  un'  ora  incirca  , 
rifregandolo  con  fcopetta  di  pelo  ;  dopo  ponetelo  a 
leccare  a  iuo  agio  involto  in  una  pezza  di  lino  inu- 
midita ,  perchè  in  altra  maniera  fi  fenderebbe  . 
Imbiancare  le  Offa. 

Prendete  Calcina  viva  con  un  pugno  di  femola  , 
che  metterete  in  una  pignatta  nuova  con  fu#ìciente 
quantità  d'  acqua  ,  che  farete  bollire,  avendovi  pri- 
ma meifo  dentro  le  olla  ,  fintantoché  fiano  digraf- 
fate . 

Far  bianca  la  Cera  Gialla  in  poca  quantità. 
Prendete  mezza  libbra  di  Cera  ,  e  tagliatela  in 
pezzetti  ,  e  mettetela  in  un  vafo  di  vetro  ,  o  di 
terra  inverniciato  ,  poi  infondetevi  fopra  fpirito  di 
vino  ,  che  Sopravanzi  quattro  ,  o  cinque  dita,  e  dar 
tegli  fuoco  ,  che  cominci  quali  a  bollire ,  e  cosi  con, 

$ue- 


124         Torte  IL  Di  Trattenimenti 

quefto  grado  di  calore  andate  continuando  ,  e  quan- 
do vedrete  ,  che  la  cera  è  fciolta  ,  levate  il  vafo 
dal  fuoco  ,  e  la  fìltrarete  ,  e  la  farete  pattare  per 
carta  ,  e  la  Cera  reftarà  nella  carta  ,  e  nei  vafo 
bianca  come  butirro  ,  la  quale  efalato  ,  che  farà  lo 
fpirito  ,  fi  reftringerà  ,  confervando  però  fempre  la 
tua  bianchezza  . 

Purgare  la  Cerufsa  ^  Biacca ,  o  Bianco  di  piombo . 
Prendete  la  Cerufsa  più  bella  quale  è  quella 
di  Venezia  ,  e  macinatela  bene  fopra  ìa  Pietra  con. 
Aceto  ,  e  comparirà  nera  ;  allora  pigliate  una  Ter- 
rina ,  o  Catino  pieno  d'  acqua  ,  e  lavate  bene  il 
Bianco  di  piombo  ;  e  poi  laiciatelo  ripolare ,  e  ver- 
fate  ,  o  cavate  V  acqua  per  inclinazione  ;  macinate- 
lo di  nuovo  con  Aceto  ,  e  facendo  quefto  per  tre, 
o  quattro  volte  ,  avrete  un  Bianco  affatto  bello  sì 
per  la  miniatura,  come  per  la  pittura  ad  olio.  Non 
gli  nuoce  punto  Teffere  quefta  Cerufsa  così  purgata, 
iciogliendola  coir  acqua  di  Gomma  . 

TRATTENIMENTO  VII. 

Alcune  Operazioni  d1  Economia. 

§.  i.  Maniera  di  liberare  le  Botti  dal? 
odore  di  muffa  . 


i 


L  Sig.  Andrea  de'  Carli  fcrive  così  .  „  In  un* 
„  Botte  amuffita  da  più  anni ,  capace  di  fei  bren- 
3j  te  incirca  ,  dopo  averla  lavata  con  acqua  fempli- 
w  ce  ,  e  ben  afciugata  al  Iole ,  feci  gettar  dentro  fei 
M  libbre  (  di  28.  oncie  )  di  Calce  viva  ,  verfandovi 
«  fopra  dell'  acqua  in  proporzione  ;  indi  fi  turò  , 
3>  per  dir  così  ,  ermeticamente  la  medefima  ,*  lafcia- 


3) 


ta- 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli .     225 

„  tela  un  giorno  ,  o  due  a  mifura  della  maggiore  , 
„  o  minore  infezione  )  fi  udì  il  libilo  interno  della 
3,  Galee  fermentante  ,  mentre  rimovendo  la  Botte 
5)  fi  agitava  la  medefima  per  ogni  fenfo  ,  acciò  ve- 
a,  niffe  in  generale  comprdfa  dalla  Calce  V  inter- 
„  na  di  lei  fuperficie  ;  ed  in  feguito  ufcì  dal  le- 
,,  gno  il  vapore  pregno  di  muffa  ,  a  cui  corrif- 
„  por.deva  un  odor  mirto  d*  ambedue  .  Si  aprì  fi- 
„  nalmente  la  Botte  ,  e  gettatane  la  Calce,  con  del 
„  Vino  bollente  ,  ed  un  poco  di  Sale  ,  od  anche 
5,  lenza  di  quefto  ufando  Vino  nuovo  ,  fi  lavò  an- 
„  che  per  liberarla  dal  fapore  della  Calce  fletta  ;  e 
„  rimale  efla  così  perfettamente  libera  dalla  Muffa.  „ 

Tale  efperienza  replicata  molte  volte  nella  Cafa 
del  Sig.  Andrea  in  Botte  amuffite  ,  e  quafi  marcite, 
ebbe  un  collante  ,  e  favorevole  fucceffo. 

Maniera  di  mantenere  il  Vino  nella  fua 
bontà  ,  e  forza  . 

La  Gazzetta  di  Agricoltura  di  Novembre  dell'  an- 
no 17S3.  propone  il  modo  feguente  .  Un  Sifone  di 
latta  di  un  pollice  ,  e  mezzo  ,  o  due  di  diametro  , 
il  quale  col  braccio  più  corto  s'  immerga  in  un  va- 
fellino  ,  che  gli  è  anneffo  ,  e  coli'  altro  piede  lun- 
go s'  introduca  nella  Botte  per  mezzo  di  un  buco 
fatto  nel  coperchio  ,  e  che  vuol  effere  poi  ben  tu- 
rato con  Canape  ,  e  Maftice  ,  per  non  lafciare  al 
Gaz  altra  ulcita  ,  che  quella  del  tubo  . 

Egli  è  evidente, che  fermentando  il  Vino,  il  Gaz 
fovrabbondante  ,  che  non  potrà  da  effo  effere  rial- 
forbito  ,  falirà  naturalmente  per  il  Sifone,  e  difeen- 
dendo  quindi  per  il  braccio  più  corto  neli*  anneffo 
valellìno  ,  ed  attraverlando  1'  acqua  in  effo  conte- 
nuta ,  difperderaffi  nell'  aria  liberamente  . 

Ma  I'  acqua  ,  che  lafcia   così   al   Gaz    un   libero 
Q.  paf- 


izó         Parte  IL  Dey  Trattenimenti 

paffaggio  non  permette  egualmente  all'  aria  efterna 
d'  introdurli  nella  Botte,  dimodoché  il  Vino  venen- 
do così  prelervato  dal  contatto  ,  e  dall'  azione  dell" 
aria  efterna  ,  riterrà  molto  più  di  quella  parte  vola- 
tile ,  che  chiamali  Spirito  ,  e  che  coftituifce  princi» 
palmente  la  fua  bontà  ,  e  la  (uà  forza  . 

Impedire  la  troppa  fermentazione  del  Vi- 
no ,  e  fare^  che  non  fi  guajli  , 
e  inacidifca  . 

La  forza  del  Vino  ,  che  fermenta  è  grandiflìma  , 
poiché  egli  è  capace  ,  fé  è  chiufo  ben  (fretto  ,  di 
far  crepare  la  più  forte  Botte  . 

L'  unico  mezzo  ,  ed  il  più  pronto  di  fermare  ,  o 
diminuire  la  Fermentazione  11  è  coi  fumo  di  Zolfo 
ardente  . 

Si  aggiunga  ,  che  quando  il  Vino  già  fatto  fta 
per  bollire  ,  o  per  qualche  alterazione  dell'  aria  in- 
comincia a  fermentare  ,  il  metodo  ufato  dai  Vina- 
tieri  ,  e  Mercanti  di  Vino  per  falvario  ,  fi  è  colla 
fiamma  di  Zolfo  comune,  ovvero  di  un  accefo  Zol- 
fanello ,  o  (la  Miccia  intinta  di  Zolfo,  la  quale  te- 
nuta fotto  una  Botte  ,  che  (ìa  per  crepare  ,  e  far 
faltare  i  fuoi  cerchj  ,  ne  calma  la  furia ,  e  la  fa  im- 
mediatamente abballare,  (i) 

Awifo  utile  intorno  al  Vino ,  ed  air  Aceto . 

Il  rimedio  per  quefti  due  liquori  confifte  fempli- 
cernente  nel  gettare  dei  gufcj  di  Uova  nella  Botte . 
Quefti  Gufcj  nell'  imbeverfi  deli'  Acido  troppo  ab- 
bondante ,  e  troppo  fviluppato  dei  Vini  afpri ,  li  ren- 
dono dolci  ,  gradevoli  ,  e  non  comunicano  loro  di 
nocivo  .  Io  lo  efperimentai  in  Aceto  forte  ,  ed  an- 
che in  Vino  acido  ,  i   quali   reftarono   quali   dolci  . 

Ve- 
Ci)  Efraimo  Chambers  Dizion.  fupplem.  dì  Lewis  Voce  Vino,   , 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.      227 

Vedi  nel  Trattenimento  feguente  il  §.  2.  Mafia  Ar- 
tificiale &c. 

§.  2.  Maniera  di  fare  il  Pane  di  Rifo  • 

Polito  ,  e  mondato  il  Rifo  fi  riduce  in  farina,  o 
nel  Molino  ,  o  nel  feguente  modo  .  Si  fa  fcaldare 
dell'  acqua  in  una  Marmita  ,  o  Caldaja  ;  quando  è 
per  alzare  il  bollore  ,  vi  fi  getta  il  Rifo  in  grani 
politi  a  diicrezione  ;  lubito  fi  leva  la  Caldaja  dal 
fuoco  ,  e  vi  fi  lafcia  a  molle  il  Rifo  dalla  fera  al- 
la mattina  ;  il  Rifo  cade  in  fondo  ,  e  fi  getta  via 
1'  acqua  ,  che  iopranuota,  e  fi  pone  il  Rifo  a  sgoc- 
ciolare fopra  una  tavola  prima  polta  in  pendio .  Quan- 
do è  afeiutto  fi  pefta  ,  e  fi  riduce  in  Farina  ,,  .  che 
fi  paiTa  per  finifTimo  vaglio  . 

Di  quella  farina  fi  prende  quella  porzione^,  che 
fi  crede  a  propoli to  ,  e  fi  mette  nella  Madia  ,  che 
d'  ordinario  ferve  a  far  il  Pane  .  Nel  tempo  mede- 
limo  fi  ta  fcaldare  una  porzione  fufficiente  d'  acqua 
in  una  Caldaja  ,  in  cui  fi  gettano  quattro  pugni  di 
Rifo  in  grani  ,  che  fi  fa  bollire  fintantoché  fi  fcre- 
poli  .  Quando  quella  materia  giurinola,  e  fiffa  è  al- 
quanto raffreddata  ,  fi  verfa  fopra  la  farina  ,  e  s* 
impatta  il  tutto  infieme  ,  aggiugnendovi  del  Sale  , 
e  del  Lievito  . 

Indi  fi  cuopre  con  tovaglia  calda,  e  lafciafi  leva- 
re la  palla  :  Con  la  fermentazione  di  quella ,  di  re^ 
fidente  ,  che  era,  diventa  liquida  come  la  farinata, 
e  fembra  ,  che  non  poffa  effere  impiegata  utilmen- 
te per  farne  il  Pane  .  Ma  ecco  come  altri  dovran- 
no condurli  .  Mentre  ,  che  la  Pafta  fi  leva  ,  fi  av- 
rà cura  di  far  fcaldare  il  forno  ,  e  quando  è  conve- 
nevolmente caldo  fi  prende  una  Cazzarola  {lagnata 
col  manico  ,  in  cui  poffa  entrare  una  lunga  pertica, 
coficchè   poffa   arrivare  fino   al   fondo   del  forno  ;  fi 

met-    . 


22$         Par  fé  IL  De'  Trattenimenti 

mette  in  quefta  Cazzarola  un  poco  d'  acqua  ;  indi 
fi  riempie  di  patta  ,  e  fi  copre  con  delle  foglie  di 
Cavolo  ,  o  con  altre  foglie  grandi  5  oppure  con  un 
foglio  di  carta  . 

Così  il  tutto  difpofto  infornali  la  Cazzarola  ,  e 
quando  è  nel  Forno  nel  (ito  ,  ove  deve  metterti  il 
Pane  ,  fi  rovefcia  prontamente  ;  il  calore  del  For- 
no inveite  la  Pafta  ,  ed  impedifce  ,  che  fi  dilati  ,  e 
gli  conferva  la  forma  ,  che  gH  ha  dato  la  Cazzaro- 
la .  Così  vien  fatto  il  Pane  di  Rifo  puro  .  Quefto 
è  così  buono  ,  che  appaga  1'  occhio  ,  e  s*  inzuppa 
nel  Brodo  ,  come  le  Patte  indorate  col  Torlo  di  Uo- 
va- ,  perchè  efce  dal  Forno  giallo  ,  e  bello  ,  e  co- 
sì buono  come  il  Pane  di  Grano  .  Peraltro  la  fua 
qualità  va  fcemando  confiderabiimente  allorché  di- 
venta ftantio  .  Ci  ) 

Nota  .  Nelle  Ifole  Filippine  „  ove  è  quali  comu- 
ne il  Pane  di  Rifo  ,  polito  ,  e  mondato  il  grano  fi 
riduce  in  Farina  ,  fi  (taccia  ,  e  fé  ne  fa  Pafta  con 
la  farina  ,  e  Uova  con  acqua  ;  rifulta  la  Pafta  ec- 
cellente ,  colla  quale  fi  fanno  BUcottini  ,  e  fimili 
cole  dilicate  ,  e  fa  pori  te  .. 

I  Curlandi  fanno  un  Pane  bianchiffimo  di  farina 
di  Rifo  ,  in  Latino  flato  detto  DulcaciàMm  ,  ed  in 
Greco  Oxiclicon  y  perchè  in  principio  a  chi  lo  gufta 
comparisce  dolce  ,  ma  in  feguito  poi  Ci  fcuopre  ad- 
detto ,  che  per  altro  viene  flirtiate,  buono  ,  e  fa- 
vorito .  (  2  ) 

Se  con  la  Farina  di  Grano  ,  facendo  il   Pane  ,  % 

mefco- 

(  I  )  V  Agronome  t,  ov  DiElionnaire  Portati/,  du  Cultivateur. 
torti.  IL  Voce  Ris<.  (  2  )  In  una  Relazione  di  Lentilio,  che 
ha  per  titolo  Citrtand'ue  Memorabil'ta  ,  inferita  nelle  Efe- 
meridi  di  Germania  fi  parla  di  quefto  Pane  ufato  da  tal 
Nazione,  ma  non  vi  è  riferita  la  maniera  di  fabbricarlo» 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.     22 ? 

mefcolarà  una  porzione  di  Farina  di  Rifo  ,  il  Pane 
riufarà  bianchimmo  ,  e  molto  foft.mziolo  .  l»o  ftef- 
fo  fi  otterrà  ,  fé  in  vece  d'  impattare  la  Farina  di 
Grano  con  1'  acqua  comune  ,  come  fi  fuole  ,  s'  im- 
paftarà  con  una  decozione  foftanziofa  di  Rifo  ,  an- 
ziché in  quefta  maniera  farà  meno  grave  . 

Pane  /ano  ,  e  'grato  ni  palato  con  la 
Tarma  dei  Cavol    Rapa. 

Si  taglia  la  Rapa  di  qudìi  Cavoli  in  picciole  fet- 
te ,  dopo  di  averla  nettata  ben  bene;  indi  fi  fa  fec- 
care  entro  crivelìetti  ,  e  quando  i  pezzetti  fono  del 
tutto  feccati  fi  fanno  macinare  *  Sopra  una  Libbra 
di  quefta  farina  fi  prenda  un*  oncia  ,  e  mezza  in- 
circa di  Lievito  ,  ed  un  poco  di  Sale,  fi  fa  levar  il 
tutto  ,  e  s'  inforna  -,  come  il  Pane  di  Grano .  Que- 
fto  pane  ha  la  cfofta  >  come  quello  fatto  con  V  or- 
zo ;  ma  la  midolla  ,  e  bella  ,  tenera ,  e  bianca  co- 
me quella  del  miglior  pane  di  Segala  .  Non  produ- 
ce il  minimo  incomodo,  fi  può  confervar  tenero  per 
lungo  tempo  ,  e  ben  per  quindici  giorni  fenza  muffi  . 
E'  parimenti  buono  per  la  Zuppa  ;  la  Farina  può  ef- 
iere impiegata    nella  Pappa  .  E'  del  Sig»  Glafer. 

Potrebbe!]  profittare  di  sì  fatta  efperienza  nei 
Paefi  ,  che  non  producono  molto  Grano  ,  e  nei 
quali  i  Navoni,  o  Cavoli  Rapa  allignano  facilmente. 

Potrebbefi  anche  quefto  Pane  rendere  più  fano,  e 
di  qualità  migliore  col  mefcolarvi  alquanto  Seme  di 
Cardi  ,  di  Finocchio  ,  d'  Anifi  &c.  ,  e  fingolarmen- 
te  col  prendere  foltanto  una  porzione  di  Farina  di 
Cavoli  Rapa  ,  e  due  ,  o  tre  porzioni  di  Farina  di 
Segala  ,  o  di  Frumento  . 

Pane  di  Patate  ,  dette  nel  Perù  Papas. 

GÌ'  Irlandefi  fanno  Pane  con  la  Farina   di   quelle 
xadici  ,  Lo  fanno  con  far  bollire  ,  e  cuocere  un  po- 
co 


230         Parte  lì.  Di  Trattenimenti 

co  nelP  acqua  le  Patate  ,  indi  fpremuto  P  umido  \ 
con  farle  feccare  ,  e  peftare  in  un  mortajo  ,  con  F 
aggiunta  di  un  poco  di  farina  di  Grano  ,  ed  un  po- 
co di  Levito  del  medefimo,  o  feccia  di  Birra,  e  co- 
sì ne  formano  pane  ,  cuocendolo  come  F  altro  co- 
mune ,  o  da  Famiglia  di  Grano  .  Alcuni  perchè  fia 
migliore  vi  aggiungano  ancora  degli  Anifi.  (1) 

Modo  di  rendere  utile  il  Torfo  della  Pannoc- 
chia di  Formentone  ,  0  fia  Gran  Turco. 

Si  fanno  feccare  al  Sole  ,  oppure  anche  nel  For- 
no ,  dopo  che  fé  ne  è  efìratto  il  grano;  pofcia  fi  ri- 
ducono in  pezzetti  atti  alla  macina  ;  mentre  fi  van- 
no macinando  fi  copre  il  foro  della  macina  ,  affin- 
chè quei  pezzetti  non  faltino  fuori .  La  crufca  ,  che 
ne  viene  formata, deve  bollire  un  poco  più  di  quel- 
la del  Frumento  ;  e  ferve  per  alimentar  il  Follarne  : 
farà  anche  buona  per  le  Beftie  Bovine  >  e  Porcine, 
qualora  fi  mefcoli  con  foglie  d*  olmo  ,  di  Fraiììno, 
e  di  Vite  .  Volendo  poi  pani  zzarla  fi  macina  più  fi- 
na ,  che  fi  può  ^  e  melcolando  ii  folo  fiore  con  un 
terzo  di  farina  gialla,  fi  ha  del  Pane  fufficientemen- 
te  buono  . 

Fare  il  Pane  più  folìanxiofo  ,  che 
F  ordtnario  . 

Si  mette  in  una  Caldaja  piena  d'  acqua  la  Semo- 
la ,  fi  fa  bollire  ,  fi  cola  >  e  poi  con  quefta  acqua 
bianca  s'  impatta  la  Farina  ,  e  fi  fa  la  pafta  ,  ed  ii 
Pane  .  Così  fi  avrà  quafi  una  quarta  parte  più  di 
Pane  fopra  F  ordinaria,  e  riufcirà  q  uè  fio  affai  bianco. 
§.  3.  Formaggio. 

La  maniera  di  migliorare  ,  e  raffinare  ogni  forta 
di  Formaggio  viene  prescritta  nella  Gazzetta  di  Agri- 

col- 

(  1  )  T&nfaàoni  •Filofcfic.  Numer.  205. 


Su  le  Mar  erte  utili  ,  e  dilettevoli  .     231 

coltura  ,  e  di  Commercio  di  Parigi  dell'  anno  1782, 
Ecco  il  metodo  .*  fi  alcaliza  una  {ufficiente  dofe  di 
Nitro  ,  facendolo  detonare  ,  od  ardere  col  Tartaro, 
o  col  carbone  polverizzato  .  Sopra  di  quefto  Nitro 
alcalizato  (ì  verfa  del  buon  Aceto  fintantoché  non  vi 
fi  noti  più  veruna  lenfibile  effervefcenza  .  Si  avvol* 
gono  con  pannolini  inzuppati  in  quefta  miftura  i  For- 
maggi ,  che  fi  vogliono  raffinare  ,  e  così  avvolti  fi 
ripongono  in  Cantina  ,  ed  ivi  fi  lafciano  in  ripofo, 
perchè  s'  imbevano  di  quel  liquore  per  lo  fpazio  di 
24.  ore  .  Dopo  di  quefto  tempo  fi  ritorna  a  fparge- 
re  lo  fteflb  liquore  preparato  di  nuovo  iopra  i  pan- 
no lini  ,  entro  i  quali  fono  avvolti  i  Formaggi  ,  e 
rivoltandoli  fotto  (opra  ogni  giorno  ,  fi  continuarà 
a  fare  per  trenta  ,  o  quaranta  giorni  ,  fecondo  che 
richieda  la  diverfa  qualità  de'  Formaggi  la  medesi- 
ma operazione  . 

I  Formaggi  raffinati  fono  più  gradevoli  al  gufto  , 
ed  un  poco  più  piccanti  .  Si  affinano  mettendoli  nel- 
la  Cantina  fopra  tavole  unte  di  Olio  ,  o  di  Aceto; 
ovvero  s'  intingono  in  acqua  falata  ,  o  falamoja  , 
o  s'  invilupano  in  foglie  d'  olmo  . 

Prefervare  i  Formaggi  dalla  corrut» 
tela  dei  Vermi . 

Nel  Foglio  di  Agricoltura  Num.  99.  di  Decembre 
dello  fteflb  anno  s'  infegnano  i  due  mezzi  ieguenti. 
Il  primo  è  metodo  molto  femplice  ,  confiftendo  lo- 
lo  nel  fare  il  Cafcio  in  tempo  di  notte  a  lume  di 
Lucerna,  e  confervandolo  poi  in  qualche  luogo  ofeu- 
ro  ,  e  dove  le  Mofche  non  abbiano  acceflo .  Il  fe- 
condo richiede  foltanto  di  fpeffo  bagnare  il  Formag- 
gio con  acqua  nitrata  .  La  dofe  dei  Nitro  deve  ef- 
fere  in  ragione  d*  una  ottava  parte  riguardo  ali* 
acqua  „ 

.    ■  Si 


&$z         Parte  IL  Di  Trattenimenti 

Si  vuole  altresì  ,  che  il  medefimo  metodo  poffa 
impedire,  e  diftruggere  la  Verminazìone  nelle  carni. 

Api  . 

La  maniera  economica  di  alimentar  le  Api  nelle 
Stagioni  contrarie  ,  mancando  la  provifione  di  Mie- 
le da  farli  per  T  Inverno  per  le  medefime  ,  è  la  Te- 
gnente . 

Si  metta  per  ogni  libbra  di  zucchero  grezzo  una 
canna  (  mifura  di  Dresda  )  d'  acqua  di  fiume  ,  o 
di  fontana  in  un  Calda jo  di  rame  ben  polito  ,  o  in 
vaio  nuovo  di  terra  ,  entro  di  cui  fiali  fatto  poco 
prima  bollire  dell'  acqua  .  Quando  1'  acqua  ,  ed  il 
Zucchero  cominciano  a  cuocerli  ,  fi  vati;/. a  diligen- 
temente fpumando  ,  e  quando  non  apparirà  più  !  pu- 
ma ,  vi  fi  verfi  un  bianco  di  Uovi  per  chiamare  al- 
la fuperficie  le  rimafte  immondezze  .  Qu  ile  lì  to- 
glieranno ,  ficcome  anche  il  Uovo  allorché  farà  ter- 
minata la  cuocitura  .  Si  oiferva  ,  che  il  fuoco  non 
fia  troppo  violento ,  né  il  Caldajo  troppo  pieno . 

Cavato  ,  che  farà  quefto  dal  fuoco  ,  li  lafciarà  ri- 
posare il  liquore  ,  e  fi  metterà  poi  in  botr^iie  la 
parte  di  elfo  più  pura  ,  e  più  chiara  .  Queft'  pcqua 
di  zucchero  fomiglia  moltiffimo  al  fugo  d.-'  Fio.i  , 
di  cui  le  Api  fi  alimentano  ;  le  mantiene  allegre, e 
fané;  e  fi  è  efperimentata  anche  favorevole  aila  rnolr 
tiplicazione  degli  feiami  „  Se  ne  deve  mettere  fpef- 
fo  dinanzi  agli  Alveari  ,  e  fempre  in  doppia  dofe 
di  quello  fi  farebbe  del  Miele  .  E'  indifferente  per 
le  Api  ,  che  il  liquore  fia  caldo  ,  o  freddo  ,  ma  ef- 
fendo  caldo  il  vapore  invita  altri  infetti  ;  ciò  non 
accade  mettendovelo  freddo  .  E'  ricetta  del  Sig.  Le- 
heman  ,  di  cui  fi  fa  ufo  da  gran  tempo  nell'  Elet- 
torato di  Sallonia  . 

Per 


Su  le  m/iterìe  utili  ,  e  dilettevoli,     233 

Ingranare  ì  C 'agrari ,  ed  altre  Beflfc'. 
Bifogna  farli  mangiare  per  un  Mefe  le  Grafpe  d* 
Uva  ,  che  eli]  antepongono  al  miglior  fieno,  la  mat- 
tina prima  di  condurli  alla  Campagna,  e  la  fera  do- 
po ,  che  fort  tornati  alla  Italia  .  I  primi  giorni  non 
fi  de\ono  offrir  loro,  che  in  picciola  quantità  per 
svezzarli  infenlìbilmente  a  lòiTrire  il  vapore  ,  che 
elee  da.  quefta  materia  »  L'  uva  ben  matura  meico- 
lata  con  la  eroica  è  parimente  attiffima  ad  ingraifa- 
re  i  Beftiami  cornuti  ,  i  Vitelli  ,  e  Buoi,  ed  anche 
i  Cavalli  .  Quefta  miftura,  che  fi  avrà  cura  di  lom- 
miniftrare  tre  volte  al  giorno  ,  produce  il  fuo  effèt- 
to in  tre  Settimane  • 

TRATTENIMENTO  VIIL 

Tvlijccllanea  • 
§.  I.  C emertti  ,  0  Stuccai  diverfi  .(1  ) 

Polvere  di  GelTo  impattata  con  acqua  ,  e  cot- 
ta bene  in  qualche  flromento  di  Ferro, fé  Cu- 
bito fi  applica  ira  le  parti  rotte  di  un  marmo,  o  di 
altra  Pietra  ,  legando  le  dette  parti ,  quelle  fra  le 
s'  unifeono  molto  bene  . 

Polvere  di  Calce  viva  mefcolata  con  la  polve* 
re  di  Gelso  cotto  come  fi  è  detto  uniice  fatttttffimo 
le  Pietre  ,  ancorché  fiano  d:ntro  all'  acqua. 

Calcio  ,  o  Formaggio  frefeo  meiib  in  acqui  cal- 
da ,  e  battuto  due  ,  o  tre  volte  con  una  Spatola  , 
e  dopo  pillandolo  in   un  mortajo  con  polvere   di 

Cal- 
Ci)  Tn  Lìnsua  Spinola  Ar^arnafiif,  nella  Tofana  «S"Wi*» 
lecondo  ir  rancide  lui  • 


234         Parte  IL  De9  Trattenimenti 

Calcina  viva  unilce  grandemente  i  Vetri,  le  Pietre, 
e  principalmente  i  legni  . 

Calcina  viva  impattata  con  chiara  di  Uovo  è 
cola  eccellente  per  unire  Pietre,  Vetri,  e  altre  cofe. 

Se  fono  rotti  Vafi  di  Porcellana  ,  o  M^jolica, 
fi  legano  bene  le  parti  rotte  ,  e  così  fi  pongono  in 
un  Caldajo  infieme  con  Latte  di  Vacca  ,  e  Riio  , 
ivi  fi  fanno  bollire  per  tre  ore  ,  e  dopo  fi  lafciano 
raffreddare  ;  reftano  forti  come  prima ,  e  fervono  per 
gli  fteffi  ufi  .  (  i  ) 

Nota  .  Il  Cemento  fatto  con  Formaggio ,  come  ai 
num.  3.  ,  fé  fi  bagna  ,  o  fta  dentro  all'acqua  fi  dif- 
fà  P  unione  ,  ed  anche  dopo  lungo  tempo  manca 
fuori  dell'  acqua  ,  come  confta  dall'  efperienza. 

Si  facciano  liquefare  infieme  Zolfo  ,  Pece  refi- 
na ,  e  Cera  gialla  ,  ed  aggiungafi  Calce  ,  il  tutto 
macinato  ,  e  fottile  . 

Calcina  viva  ,  Trementina  ,  e  Cafcio  morbido, 
mefcolato  il  tutto  infieme  .*  applicatelo  con  la  pun- 
ta di  un  coltello  fopra  le  rotture  de'  Vafi  di  Maio- 
lica ,  o  Porcellana  .  E'  ottimo  Stucco  . 

Litargirio  ,  e  Bolo  in  polvere  due  libbre  per 
forta  ,  Terra  gialla  ,  e  Refina  ,  o  Pece  di  ciafcuna 
quattro  oncie,  Sego  di  Montone  cinque  oncie  ,  Ma- 
Ìlice  ,  e  Trementina  ,  di  ciafcuno  due  oncie  ,  Olio 
di  Noce  quel  ,  che  bifogna  per  render  tutto  ma- 
neggiabile ;  s*  impatta  tutto  infieme  ,  e  dopo  impie- 
gali freddo  .  Serve  per  le  Cifterne  ,  e  Fontane  . 

Sei   parti   di   Geflo  ,  ed   una  di    Fuliggine  ,  im- 
paliate infieme  .  Serve  per  fare  Rocche  ,  o  Rupi . 
Stucco  t trito  di  quei  Colori  ,  dei  quali  fa* 
ranno  i  Marmi  ,  che  vorrete  faldare  . 

Prendete   Pece   Greca  oncie    quattro  ,    Cera    un' 

on- 
(  i  ) Mufchembroek  tntrod.  adPfylof.Natur.  §.  1102.  0  Stucco» 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .     235 

oncia,  polvere  lottile  di  marmo  quella  quantità, che 
vi  parerà  (ufficiente  per  farlo  elenio  ,  e  liquido.  Pri- 
mieramente farete  liquefare  dentro  una  pignatta  di 
terra  la  Pece  Greca  ,  facendola  bollire  un  pochetto, 
levando  la  fpuma  ,  che  farà  di  fopra  ;  poi  mettere- 
te dentro  la  Cera  ,  e  liquefatta  ,  che  farà  ,  vi  por- 
rete la  polvere  fuddetta  a  dilcrezione  v  mifchiando- 
la  fempre  dentro  con  un  legno  ,  e  farà  fatto. 

Ma  fé  volete  ,  che  lo  Stucco  fia  Roifo,  mefcola- 
te  con  la  polvere  Cinabro  ,  oppure  Minio  ;  fé  lo 
volete  Verde  ,  mettetevi  dentro  Verderame  fino  ;  fé 
Giallo  Orpimento  ;  poi  levatelo  dal  fuoco  ,  e  così 
caldo  lo  metterete  in  opera  ,  perchè  nel  raffreddarli 
viene  duriifimo  .  Pigliarete  dunque  i  Marmi  ,  che 
vorrete  faldare  ,  o  incollare  ,  e  unire  infieme  ,  Sal- 
dateli al  fuoco  ,  e  poi  con  una  fpatoletta  di  legno 
diffondete  fopra  i  medefimi  il  detto  Stucco  ben  cal- 
do ;  e  uniti  infieme  ,  lafciate  che  fi  raffreddino  ,  e 
reftaranno  attaccati  . 

Stucco  ,  che  refilìe  al  fuoco  ,  ed  alV  acqva. 
Si   cuoce    leggermente    una   fufficiente  quantità   di 
Latte  dolce  con  Aceto  di  Vino  ,  o  di  Birra  in  coa- 
gulazione .  Quando  è  raffreddato   conviene    feparare 
il  coagulato  dall'  acquofo  ,  cioè  dal    fiero  .    Quella 
parte  acquofa  Ci  unifee  col  chiaro  di  alcune  Uova  be- 
i  ne  sbattute  ;  e  quando  il    fiero   è    bene    incorporato 
col  chiaro  fi  prende  Calcina  viva   finamente    ilaccia- 
;  ta  ,  fi  mifchia  col  fiero  fuidetto  ,  e    fé    ne    fa    una 
patta  conveniente  ,  che  non  feorra  nel  porla  in  ulo . 
Quello  Stucco  applicato  al  bifogno   refifte  al    fuo- 
co ,  ed  all'  acqua  quando  fi  è  alciugito   .  Il  Signor 
Skogo  Commerciante  di  Carlskrona  in  prova  di  que- 
llo adduce  di  aver  egli  chiufi  con  quelli  Calcina  mol- 
'  ti  buchi  nel  fondo  d'  una  Caldaia   di  ferro  ,   in   cui 

fi  fa 


i%6         Parte  IL  de9  Trattenimenti 

Ti  fa  fovente  bollire  la  Pece  ,   ed   efl'ere   già   cinque 
anni  ,  che  le  ne  ferve  fenza  ulteriore  rifacimento. 
Stucco  /ingoiare  per  ajficurare  le  Inferria- 
te fenza  Piombo  » 

*  S*  impiega  Zolfo  liquefatto  ,  foftanza  ,  che  al 
vantaggio  del  buon  mercato  unifce  la  folidità.  L*  o- 
perazione  fi  fa  così  :  fatto  iì  foro  ,  e  collocatavi  la 
verga  di  ferro  ^  vi  lì  verfa  entro  con  una  Cazza 
del  Zolfo  liquefatto  ,  e  quando  il  foro  è  pieno  ,  vi 
fi  getta  un  pugno  di  fabbia  ,  di  terra  ,  oppure  di 
cenere  &c.  per  eftinguerlo  .  Due  ,  o  tre  minuti  do- 
po di  ciò  la  verga  ,  o  battone  di  ferro  è  ftretto  in 
modo  ,  che  per  trarne  fuori  il  ferro  converebbe  fpez- 
zar  la  pietra  .  Se  il  foro  è  troppo  grande  bifogna 
mettervi  un  pezzo  di  mattone  cotto  ,  o  di  tegola  • 
Sig.  Liontous  Scultore  di  Profeffione  * 

Stucco  durijjìmo  per  fare  dìverfi  lavori  . 

Prendete  chiara  di  Uovo  quanto  volete  ,  e  sbat- 
tuta con  una  fpatola  di  legno,  verrà  come  acqua  , 
nella  quale  mefcolate  Cinabro  {fé  lo  volete  Rollo)  e 
calcina  viva  ,  con  polvere  fottile  di  fcorze  di  Uovo 
calcinate  ;  e  ne  farete  unajnaffa  ,  come  palla  .  Di 
quella  ne  formarete  Manichi  di  coltello  ,  e  altri  lavo- 
ri a  piacimento  ,  quali  farete  fecare  in  una  lluffa  , 
e  diventaranno  duriiìimi  ,  In  vece  del  Cinabro  può 
metterti"  altro  colore  . 

Altro  Stucco  durìjfimo  . 

Una  libbra  di  Pece  refina;  una  quarta  parte  di  Pe- 
ce grafìa  *  due  oncie  di  cera  nuova  ;  due  oncie  di 
Pece  nera  ,  e  un'  oncia  di  fego  .  Si  fa  bollire  tutto 
a  fuoco  lento  ,  dopo  vi  fi  mette  mattone  in  polvere 
a  diferezione  .  Il  lego  ferve  per  rendere  quello  lìucco 
più  ,  o  meno  fecco  a  proporzione  della  maggiore  , 
o  minore  quantità  ,  che  fi  mette  . 

Lo* 


Su  te-  Materie-  utili ,  e  dilettevoli  .     237 

Loto  della  Sapienza  . 

Creta  ben  tenace  ,  e  fatta  ben  leccare  fi  polveriz- 
za fottilmente  .  Ciò  fatto  fi  fciolga  con  acqua  ,  e 
gli  fi  unifica  fterco  di  Cavallo,  chiara  di  Uovi  sbat- 
tuta, ed  incorporato  il  tutto  infieme  fi  maneggi  fin- 
ché ved.-ifi  neceifario  .  Così  preparato  s'  intonaca  il 
Lambicco  ,  o  Saggiuolo  per  di  fuori, e  fi  laida  ben 
leccare  prima  di  porlo  al  fuoco  . 

Altro  Loto  perfettijfimo . 

Oncie  cinque  di  Trementina  cruda  ;  un'  oncia  di 
fterco  d'  Afino  ;  altra  oncia  di  quella,  polvere  di  fer- 
ro ,  che  fta  fui  ceppo  deli*  incudine  dei  Fabri  ,  e 
Ferrari  ,  e  due  oncie  di  cimatura  di  Lana  :  Indi  in- 
corporato il  tutto  infieme  fé  ne  fa  ufo  ,  avvertendo 
però  di  non  adoperare  il  vafo  lotato  ,  fé  prima  la 
lotatura  non  fia  bene  feccata,o  al  Solevo  aUs  ombra. 
Altro  Stucco  0. 

Quefto  attacca  L  Vetri.  r  le  Porcellane  ,  le  Maio- 
liche ,  le  Olfa  ,  e  fimili  .  Si  fa  nel  modo  feguente  • 

In  una  pignattina  nuova  fi  ponga  Colla  Caravel- 
la chiara  ,  con  tanta  quantità  d'  acqua  ,  che  bafti 
per  intenerirla  ;  intenerita  che  fia  ,  vuotifi  tutto  V 
umido  luperfiuo  y  ed  alla  Colla  fi;  aggiunga  fugo  di 
Aglio,  colato  per  pezza.  ,  e  mettafi  al  fuoco  a  bol- 
lire finché  fi  conoica  effer  cotta  .  Ciò  fatto  aggiun- 
gati* alla  medefima  un  poco  di  Biacca  ben  macinata , 
ed  incorporifi  bene  il  tutto,  e  così  ri ufeirà uno  Stuc- 
co ,  o  Colla  aifai  efficace  .  Quando  fi  voglia  incol- 
lare qualche  cofa, fi  hanno  prima  a  ftroffinare  i  pez- 
zi con  Aglio,  o  meglio  toccarli  col  di  lui  fugo  da- 
to fu  loro  col  pennello*  ^  e  T  incollatura  verrà  me- 
glio efeguita  . 

Incollati ,  che  fieno  %  ed  uniti  tutti ,  allora  con*» 
ifiene  per  ore  zo.  lanciarli  ilare  in  ripofo-  in  luogo  % 

ove 


23  8         Parte  IL  De  Trattenimenti 

ove  la  materia  pofla  bene  feccarfi,ed  indurìrfi, aven- 
do riguardo  di  non  toccarli,  perchè  non  fi  {compon- 
gano .  Tale  Stucco  ,  o  Incollatura  refifte  al  fuoco , 
ed  all'  acqua  . 

Altro  Stucco^  o  Colla  . 

Colla  di  Pefce  tagliata  minuta  s'  infonde  nell'Ac- 
quavite ,  ed  in  cfla  fi  lafcia  ftare  per  ore  24.  ;  poi 
fi  ponga  al  fuoco  a  bollire  ,  ed  ivi  fi  tenga,  finché 
ila  giunta  ad  acquiftare  la  confidenza  della  Colla 
Garavella  .  Quefta  attacca  i  Vetri  ,  ed  altre  cofe. 
Colla  tenacijjima  . 

Trementina  di  Venezia  quanto  volete  ,  ponetela 
in  una  fcodella  fopra  fuoco  lento  ,  ed  ivi  lafciatela 
ilare  finché  abbia  finito  di  fumare  ,  e  fiafi  {purgata 
dalle  fue  parti  grafìe.  Poi  ponete  entro  ella  Limatu- 
ra di  ferro  netta  J  e  bene  con  la  Trementina  incor- 
porata fi  ritorna  a  far  cuocere  il  tutto  tanto  quanto 
balla  a  farlo  prendere  confidenza  eguale  ad  una  Col- 
la di  patta  . 

Con  quella  fi  poflbno  unire  grofiì  pezzi  di  Olle  , 
di  Vafi  di  terra  &c.  ,  non  che  Ade  ,  Tavole,  e  co- 
fe limili    .    Servirà   ancora    per   turar  buchi  nei   Va- 
li per  unire  macigni  &c.  Refifte  al  fuoco,  ed  all' acqua. 
Colla  detta  da  Bocca. 

Colla  di  Germania  ,  o  fia  Garavella  ,  bianca  ,  e 
bella  ,  trafparente  ,  e  Zucchero  candito  bianco  ,  a 
proporzione  della  Colla  .  Si  pone  ogni  cofa  in  un 
pignatttno  nuovo  invetriato  ,  che  contenga  tanto  d' 
acqua  ,  che  fia  a  proporzione  della  Colla  ,  e  Zucche- 
ro ,  ma  in  abbondanza  per  la  cottura  ,  e  calo  ,  che 
deve  fare  .  Neil'  acqua  fuddetta  fi  mette  ad  ammol- 
lirli la  Colla  fpezzata  in  pezzi  minuti  ,  finché  farà 
bene  inumidita  ,  e  dopo  vi  fi  pone  il  Zucchero  . 
Ciò  fatto  ,  fi  faccia  bollire  ogni  cofa  finché  la  ma- 
teria 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli.     239 

teria  fu  calata  due  terzi  ,  e  vedali  ridotta  a  buona 
confidenza  ;  levandogli  continuamente  tutta  la  (pu- 
ma con  un  cucchiaro  .  Dopo  li  formano  pezzetti  di 
detta  Colla  ,  come  Caramelle,  e  fé  ne  ferve  per  te- 
nerla in  bocca  ,  tanto  che  venga  ben  umida  ,  come 
Iciolta  .  Serve  per  incollare  la  Carta  per  taglio  ad 
effètto  di  unirla  . 

li  modo  di  adoperarla  è  il  feguente  .  Qualfi  voglia 
Carta  ftracciata  li  unilce  perfettamente  ,  e  volendo 
unire  due  pezzi  di  Carta  a  voftro  piacere  ,  che  non 
folle  ftracciata  fi  opera  nei  feguente  modo.  Si  dà  co- 
me un  mezzo  taglio  leggero  ai  due  pezzi  di  carta  , 
che  volete  unire  col  temperino  ,  che  legni  la  Carta 
perfino  alla  metà  della  fua  grettezza,  e  dopo  fi  ftrac- 
cia  la  Carta  in  quel  (ito  ,  ove  gli  avete  dato  quel 
piccolo  taglio,  e  ad  ambe  le  Carte  dove  le  volete 
congiungere  infieme  darete  la  Colla  fuddetta  ,  che 
quella  barbetta  ,  che  ha  fatto  la  Carta  nello  (trac- 
ciarla coopera  molto  alla  perfezione  della  unione  , 
;  calcando  la  giuntura  fatta  con  ftrumento  polito  ,  e 
duro  .  L'  operazione  deve  farli  fopra  una  tavola  pia- 
na ,  e  lifeia  con  diligenza  ,  e  pazienza  .. 
Modo  Artificiale  . 

Quefta  forta  di  Mollo  è  ottima  per  migliorare  i 
Vini ,  e  forfè  non  è  inferiore  al  Mollo  naturale  deli* 
Uve  .  La  di  lui  manipolazione  è  come  legue. 

Si  fanno  feiogliere  tre  Libbre  di  Zucchero  fino,  e 
polito  in  tre  Boccali  d'  acqua  ,  e  fé  gli  dà  il  bollo- 
re al  fuoco  ,  fé  gli  aggiugne  mezz'  oncia  di  Tarta- 
ro generofo  in  polvere  fottile  .  Il  Tartaro  fi  disfà 
con  una  notabile  ebollizione  ,  e  comunica  al  liquo- 
re un*  acido  gradevole  .  Allora  fi  cava  dai  fuoco  , 
e  lafckfi  raffreddare  . 

Quefto  fi  dice  Molto  Artificiale  ,  il  quale  in  fa- 

pore , 


240        Verte  IL  Di  Trattenimenti 

pore  ,  ed  odore  è  fomigliante  al  Morto  fatto  colle 
Uve  franche,  con  quella  condizione  ,  che  fia  bene 
purificato  ,  e  libero  dal  Tuo  fedimenro  ,  o  leccia. Se 
quello  Mollo  Artificiale  fi  profuma  bene  con  zolfo, 
fi  otterrà  un  Mollo  all'ai  perfetto  ,  e  potrà  comuni- 
care al  Vino  il  fapore  fecondo  il  gutlo  dell'  Arte- 
fice .  (  1  ) 

Maniera  di  eonfèrvars  ti  Mofto  naturale. 

Il  Zolfo  conferva  il  Mollo  delle  Uve  fenza,  che 
fi  faccia  Vino .  Le  Botti  ,  o  i  Barili  deflinati  a  con- 
tenere quello  Moilo  puro  ,  e  lenza  feccie ,  fi  prepa- 
rano bene,  cioè  li  profuma  o  con  Zolfo  ogni  vol- 
ta ,  che  fi  ha  da  mettere  dentro  il  Mollo. Così  vie- 
ne impedita  la  fermentazione  del  liquore  ,  che  cer- 
to bollirebbe  ,  e  fi  farebbe  Vino  ,  fé  non  fi  prati- 
caffè  la  diligenza  fuddetta.  Il  fumo  del  Zolfo  impe- 
dire la  fermentazione  ,  e  conferva  il  lugo  dell'Uve 
in  uno  flato  dolce  ,  e  molto  a  propofito  per  mesco- 
larli con  i  Vini  ,  e  comunicargli  vigore  ,  e  grazia 
maggiore.  Quello  modo  adoperano  gli  01andefi.(2) 
Maniera  di  fare  le  cofe  invetriate 
meno  fragili  . 

I  Lavori  di  Porcellana  ,  e  di  Majolica  hanno  tre 
difetti  .  Il  primo  è  di  crepare  fubito  ,  che  fentono 
il  primo  fuoco  ,  che  le  indurilce  .  Il  fecondo  a  ca- 
gione del  calore  di  perdere  la  fua  bellezza  .  Terzo 
fenderfi  con  facilità.  Per  prefervarle  quanto  fia  pof- 
fibile  da  quelli  tre  inconvenienti ,  conviene  prima  di 
fare  ufo  di  loro  ,  metterli  dentro  una  Caldaja  eoa 
acqua  ,  che  li  copra  tutti  per  ogni  parte  .  Fatto 
.quello  porrete  neli'  acqua  fufficiente  cenere  non  di 
Carbone  ,  ma  di  legna  nuova  .   Mefse  le  ceneri  ,  fi 

pon- 

(  1  )  Shaw  Lezìon»  a  cart,  202.  (  2  )  J,o  Retto  Scrittore . 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli,     24! 

ponga  la  Caldaja  al  fuoco  ,  e  fi  lafci  ,  che  1*  acqua 
bolia  per  due  ore  .  Dopo  cavali  la  Caldaja  dal  fuo- 
co ,  e  lafciafi  ,   che   li   raffreddi   tutto   infieme  .   Si 
comprende  facilmente  ,  che  i  Sali  della  cenere  fopra 
T  acqua  li  ralìodano  ,  o   fanno  crolla  per   1'   azione 
del  luoco  ,  inlinuandolì  enrro  i    pori    della   Porcella- 
na ,  o  Majolica  ,  e  che  per   qudto   mezzo   gli   co- 
municano lolidità  ,  ed    impedirono  i    difetti  foprac- 
cennati  ,  e  che  non  crepino  tanto  prefto.   (3) 
Borrace  artificiale.  (4) 
11  primo  metodo  per  farla    fi  è  quello  di    prendere 
Allume  di  Rocca,  Olio  di  Lino  ,  e  Maltice  ;  1'  O- 
lio  deve  eiìere  in  proporzione  delle  Droghe  ,  dimo- 
doché polla  formarli  una  pafta .  Si  mefcola  bene  tut- 
to ipolverizzato  ,  e  metteii  in  digeftione  fotto  il  le- 
tame per  trenta  giorni  .  Viene  Borrace  fina   come  1' 
Orientale  . 

11  fecondo  metodo  è  di  prendere  Sapone  bianco 
rafpato  ,  e  lì  melcoli  Miele  ,  ed  in  Olla  di  terra  fi 
faccia  bollire  fintantoché  fi  coaguli  ;  e  reità  fatta 
per  gli  uà  . 

Il  terzo  metodo  è  di  far  fciogliere  fale  comune 
nella  liiciva  di  Tartaro  calcinato; fi  cola, e  fi  fa  con- 
denlare  ,  o  coagulare  .  E'  Borrace  buono  per  V  oro, 
e  T  argento  (  5  ) 

Il  quarto  metodo  è  di  mefcolare  due  onde  di  Al- 
lume di  Rocca  con  due  di  Sale  Alcali  ,  che  ferve 
per  fare  il  Vetro  .  Dopo  fi  metta  tutto  in  un  vafo 
di  ftagno  ,  e  fi  faccia  cuocere  a  fuoco  piccolo  per 
lo  fpazio  di  mezz*  ora  ;  allora  fi  leva  fuori  dall'  ac- 
qua .*  dopo  fi  prendono  due  oncie  di  Salpietra  ,  al- 
trettanto di  Sale  Alcali  ,  e  due  libbre  di  miele  ver- 

R  gine, 

{  3  )  V  pronome  nella  voce  Tayance .  (4)  Atincar .  (5)  Gli  Au- 
tori delle  Note  al  Dizion.  Encìcopl edico  ilampato  a  Lucca. 


242         Parte  IL  De'  Trattenimenti 

gine  ,  con  una  libbra  di  Latte  di  Vacca  ,  mefcolan- 
do  bene  il  tutto  infieme  coli'  acqua  .  Ciò  fatto  ti 
pone  al  Sole  per  tre  giorni  ,  e  la  Borrace  è  fatta, 
ed  è  buona.  ( i  ) 

Marna  Artificiale  per  concimare  i  Terreni. 

Il  metodo  aliai  femplice  confitte  nei  far  alternati- 
vamente uno  (Irato  di  terra  Argillofa  ,  ed  uno  di 
Calce  ,  il  tutto  efponendo  all'  azione  dell'  Aria  nelT 
Inverno  .  La  riunione  delle  due  materie  Ci  effettua 
così  efficacemente  ,  che  ne  rifulta  una  Malfa  infor- 
me da  eguagliarfi  alla  Marna  naturale  ,  fpargendoll 
fui  Campi  alla  ftagione  di  concimare  ;  ma  le  un  tal 
Concime  folle  per  terra  eftremamente  forte  ,  fi  po- 
trebbe unire  all'  Argilla  alquanto  di  Arena  .  E'  di 
un  Accademico  della  Società  di  Londra.  (2) 
Avvifo  agli  Agricoltori  ,  ed  Ortolani. 

Alla  ftagione  di  feminare  in  Campagna  le  Rape  , 
fi  raccomanda  a  quelli  ,  che  hanno  terre  ricolme  di 
cattive  erbe  di  non  bruciarle  ,  conforme  T  ufanza  , 
ma  di  farchiarle  ,  e  farne  tanti  mucchj  dittanti  die- 
ci verghe  gli  uni  dagli  altri  ,  e  dopo  di  vangar  la 
terra  ,  e  feminar  le  Rape  .  Allorché  quelle  comin- 
ciaranno  a  fpuntar  le  foglie ,  fi  fpargerà  fopra  ogni 
mucchio  un  pugno  di  Fuliggine, ed  un  poco  di  Zol- 
fo ,  e  poi  vi  fi  appicherà  il  fuoco  ,  e  prefo  uno  di 
quei  Correggiati  ,  che  li  adoperano  per  feparare  la 
Paglia  dal  Grano,  fi  andarà  ruotando  vicino  al  fuo- 
co ,  cofa  che  obbligarà  il  fumo  zolfureo  ad  internar- 
li nelle  fiifure  della  Terra,  ed  ucciderà  i  piccoli  in- 
fetti ,  che  diftruggono  le  Rape  .  Spento  che  è  il 
fuoco  ,  fi  fpargono  le  Ceneri  fui  terreno  ,  che  fono 
un'  ottimo  Concime  •, 

Quan- 

(  1  )  Secret s  concemants  les  Arts  &c.  Tom.   1.  Cap.  2.    (2) 
Giornale  Letterat.  Num.  xxxvi.  Mifeellanea  . 


Su  le  Materie  utili  ,   e  dilettevoli  .     243 

Quanto  ai  Cavoli  fiori  ,  Cocomeri  ,  Patate  Scc.  , 
Prendete  un  mezzo  ftajo  di  Calcina  y  altrettanto  di 
Fuliggine  ,  ed  un  fecchio  di  orina,  e  mefcolato  tut- 
0  interne  mettetelo  in  un  truogolo  ,  e  riempitelo 
i'  acqua  .  Laftiate  ripofare  alquanto  la  miftura  ,  e 
Scaldare  ,  ed  allora  con  qutfta  adacquate  bene  le 
Piante  intorno  alle  radici  ,  avvertendo  di  non  toc- 
:ar  le  foglie  .  Quefti  fali  promoveranno  grandemen- 
e  la  Vegetazione  ,  uccideranno  gli  Infetti  ,  ed  in 
)reve  tempo  quefti  ortaggj  giugneranno  alla  loro 
perfezione  . 

Tabacco  da  Nafo  . 

Si  culiodilce  meglio  in  vali  di  Porcellana  ,  e  di 
erra  cotta  ,  ma  fenza  Vernice  .  Quefte  macerie  fo- 
10  le  più  adattate  a  conservare  il  Tabacco  con  fi- 
erezza .  Il  creder  poi  ,  che  il  Piombo  contribuir 
)olla  a  mantener  il  Tabacco  più  frefco,  che  qualun- 
|ue  altra  foftanza,  è  un  mero  pregiudizio  deftituito 
li  ogni  fondam-nto.  Il  Piombo  fa  la  Biacca, o  Cal- 
e  ,  che  paffa  nel  Tabicco  ,  e  s'  incorpora  ,  ed  è 
ufficiente  per  produrre  grandiffimi  fconcerti  nella  e- 
oriomia  animale  .  Il  Tabacco  prefo  pel  nafo  non  ri- 
orna tutto  fuori  ,  e  qualche  porzione  ne  fcende  nel- 
3  flomaco  .  Quei  poi  ,  che  ulano  la  Pippa  ,  certa- 
lente  ne  inghiottirono  il  fumo  ;  e  molto  più  de- 
ono  ingojarne  quelli  ,  i  quali  mafticano  il  Tabac- 
0  .  Quefta  porzione  di  Tabacco  ,  che  fcende  nello 
omaco  non  può  far  a  meno  mefcolandofì  coi  flui- 
i  di  non  iritare  anche  i  folidi  .  Ora  fé  il    Tabacco 

infinua  nel  fangue  ,  e  circola  cogli  umori  ,  quan.- 
p  non  riufcirà  funefto  ,  e  pericoloio  ,  allorché  fa- 
t  accompagnato  dal  Piombo  ?  Confervarlo  in  vali 
ì  Latta  ha  quafi  gli  fteiiì  inconvenienti  a  cagione 
dia  rugine  ,  che  crea  ,  la  quale  oltre  al  comuni- 
care   1 


244         Parte  II  De*  Trattenimenti 

care  al  Tabacco  cattivo  odore  ,  fé  palfa  allo  ftoma- 
co  è  dannofa  . 

§.  2.  Per  fare  una  Pel  fé  da  affidare  t  Rafoj. 

Prendeìì  un  pezzo  di  pelle  di  Dante  y  o  di  Ca* 
priolo ,  e  fi  fa  ftare  per  otto  giorni  ammollata  nell' 
orina  ,  la  quale  devefi.  mutare  ogni  giorno  ;  poi  fi 
cava  fuori  y  fi  lava  ,  e  fi  lafcia  leccare  ali*  ombra  , 
e  fatta  fecca  y  s*  incolla  con  Colla  Gara  velia  fopra 
un  pezzetto  di  alfe  polito  ,  e  levigato  della  figura , 
e  grandezza  y  che  voi  volete  -  Ciò  fatto  fi  prende 
una  lelina  y  e  minutiffimamente  fi  fora  detta  pelle  ; 
il  che  fatto  vi  fi  ftende  fopra  con  un  pennello  la 
miftura  feguente  ,  dandogliene  una  „  o  più  mani  , 
finché  fi  veda  ,  che  la  pelle  addimandane  . 

Miftura  .  Si  piglia  Spoltiglia  (  r  )  ,  Tripoli ,  e  Bo- 
lo armeno  in  parti  eguali  finamente  peliate  ,  e  pai- 
fate  per  fi  accio  fino,  ed  anche  fui  Porfido  raffinate, 
e  s'  incorporano  tali  materie  con  olio  in  maniera  , 
che  la  melcolanza  non  rielea  ne  troppo  liquida  ,  ne 
troppo  loda  ,  ma  di  corpo  tale  ,  che  fia  capace  di 
adattarfi  alla  Pelle  ,  perchè  di  elfa  ne  refti  imbevu- 
ta ,  e  ben,  coperta  . 

Rimedio  per  eftirpare  i  Topi. 

Spugne  bene  aiciutte  fi  taglino  in  pezzetti  di 
groffezza  come  di  Nocciuole  ,  fi  friggano  nel  But- 
tiro  ,  finché  ingiallivano,  ma  non  lì  abbrucino.  In- 
di fé  ne  Ipargano  in  buona  quantità  in  tutti  i  luo- 
ghi della  Cafa  frequentati  da  tali  Animalucci,  affin» 
che  pollano  faziarfene  ,  il  che  importa  .  Inoltre  bi- 
fogna  porre  vicino  a  tali  fpugne  un   vafo  d*  acqua 

af- 


(  1  )  La  Spot  tigli  a  è  la  polvere  fina  di  Smeriglio  :  in  Spa- 
gnolo É/meril  .  In  luogo  della  Spoltiglia  ferve  il  Lapis 
ro(Jo  da  difegnare . 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli.      145; 

alfodato  in  modo  ,  che  non  poffa  eflfere  rovefciato 
-dai  Topi  .  Subito  che  i  Sorci  ,  o  Topi  hanno  divo- 
rato quei  bocconi  ,  comincia  il  Butiro  ,  che  deve 
eilere  l'alato  -,  a  rodere  loro  il  ventre  per  ragione 
-del  Sale  ,  perlochò  forzati  dalla  fete  corrono  all'  ac- 
qua ,  e  ne  bevono  in  grande  quantità  .  Allora  la 
Spugna  ritenendo  la  fua  proprietà  ,  al  qual  fine  fi 
è  detto  ,  che  non  deve  eilere  abbruciata  ,  fi  gonfia 
a  dimifura  per  i'  acqua  tracannata  ,  e  quelle  Beitie 
crepano  ucuramente  , 

Dare  un  bel  Rojfo  alle  Tele  di  Lino 
coi  Tiori  del  Cartamo  . 
Dopo  aver  bene  lavati  i  fiori  del  Cartamo  finché 
tutto  perdano  il  color  giallo  ,  di  cui  abbondano ,  fi 
aspergano  <efìi  col  fale  depurato  alcalino  di  Cenere 
Gra veliate  ,  e  fi  bagnino  colla  foluzìone  di  quello 
lale  ,  finché  ne  rifiliti  una  Ipecie  di  >polta  ,  da  cui 
deve  ricavarli  un  liquore  -,  che  il  Sig.  Bekman  chia- 
ma Liquore  alcalino  „  Perchè  poi  quello  liquore  di* 
venga  roffo  ,  deve  imbeverli  di  qualche  acido ,  prin- 
cipalmente di  Limone  »  E  quello  viene  chiamato  Li- 
quore faturato .  Mettefi  a  macerare  per  24*  ore  neli* 
acqua  fredda  il  Panno  lino  ,  e  dopo  spremuto  fi  fa 
imbevere  parecchie  volte  >di  liquore  alcalino  .  Se  la 
Tela  più  volte  imbevuta  di  liquore  alcalino, e  quin- 
di Ipremuta  fi  bagna  in  acido  di  Limone  alquanto 
diluto  ,  e  fi  lava  poi  con  acqua  fernetta  ,  acquilla 
un  bel  color  rolfo  ,  che  più  pieno  diventa  ,  fé  più 
lungamente  ,  e  con  acido  men  diluto  fi  bagna  .  In 
tale  operazione  non  fi  coleranno  ne  P  acido  ,  ne  P 
acqua ,  con  cui  la  Tela  fi  lava . 


Mo. 


i$6       .  Parts  IL  Dey  Trattenimenti 

Modo  faci  le  di  falvar  gli  Albtri  dalle  Formiche  . 

Neil'  Olio  di  Catapuccia  (  i  )  fi  (tempera  un  poco 
di  Fuliggine  raccolta  nel  Camino  ,  o  nel  Forno  in 
un  Bicchiere  di  queft'  olio  .  Dopo  fi  unge  1'  Albe- 
ro ,  cioè  il  tronco  ,  con  un  pennello  ;  fi  allontana- 
no le  Formiche  ,  e  V  Albero   diviene  affai  bello. 

Nota  .  Nello  fteffo  modo  fi  tengono  lontane  dai 
Frutti  ,  e  dal  Miele  le  Formiche  .  L'  odore  di  Ca- 
tapuccia ,  e  principalmente  del  fuo  olio  è  infoporta- 
bile  a  tutti  gì'  Infetti  ,  Cimici  &c.  Sembra  perciò  , 
che  quefto  nuovo  mezzo  di  garantirli  dal  guaito  del- 
le Formiche  fia  preferibile  ,  o  fia  per  riufcire  meno 
incomodo  ,  e  difpendiofo  dell'  altro  del  Tabacco  in 
polvere  ,  efficace  anche  per  quefto  effetto» 

Altro  modo  fìcuro  per  dtflruggere  le  Formiche. 

L'  ufo  ordinario  noto  a  tutti  i  Giardinieri  fi  è  di 
mettere  femplicemente  in  una  Bottiglia  dell'  acqua, 
e  del  Miele  ,  e  di  fofpenderla  lopra  gli  Alberi  in- 
veititi dalle  Formiche  .  L*  odore  del  Miele  le  tira 
a  fé  ,  entrano  nella  Bottiglia  ,  e  vi  fi  affogano  in 
gran  quantità  .  Ma  ficcome  il  Miele  pel  luo  pefo 
cala  al  fondo  ,  e  1'  acqua  fredda  ,  che  lopranuota 
non  può  fé  non  comprimere  i  corpiccioli  ,  che  elfo 
efala  ,  fi  prenderà  la  precauzione  di  mefcclargli  per- 
fettamente facendoli  bollire  infieme  prima  di  metter- 
ii  nella  Bottiglia  ,  la  quale  non  dovrà  empirli  che 
per  metà  .  Le  Formiche  ne  faranno  attratte  con  più 
forza  ,  e  fi  diftruggeranno  più  prefto  .  Si  moltipli- 
cala il  numero  delle  Bottiglie  proporzionatamente  ai 
bi  fogno  s-, 

Per  cacciarle  dalle  Cucine  bafterà  fpargere  intorno 
alle  Confetture  fecche  ,  o  liquide  ,  ed  altre  cole  fo- 

mi- 

(  i  )  Ha  ancora  il  nome  di  Palma  Chrìfii ,  Rìctnus  &c.  V.  Le- 
vrieri Diziov.  parol.  Ricinus .  In  Spagnolo  Tartago . 


Su  le  Materie  tirili  ,  e  dilettivoli  .     247 

migliatiti,  della  Pofatura  ,  o  fia  capo  morto  di  Caf- 
fè bollito  ,  e  feccato,  che  di  tratto  in  tratto  fi  an- 
darà  rinovando  . 

Maniera  facile  per  diQrugqere  le  Ru- 
ghe ,  Bruchi  &c. 

Prendete  della  Ginevra  ,  trinciatela  minutamente s 
e  ponetela  a  molle  neli'  acqua  per  una  intiera  not- 
te .*  ve  ne  vuole  un  fafcio  in  una  tinozzetta,  o  Ca- 
tino .  Il  giorno  feguente  con  un  mazzetto  d'  erbe 
in  forma  di  fcopa,  fpruzzate  fu  gli  Alberi  ,  fui  ca- 
voli ,  e  fulle  piante  ,  ove  vedete  le  Rughe .  La  qua- 
lità della  Ginevra  ,  che  1'  acqua  avrà  contratta  di- 
itruggerà  le  Rughe,  fenza  punto  pregiudicare  ai  frut- 
ti .  Bifogna  replicare  più  fiate  una  tale  afperfione. 
Rimedio  contro  le  Cimici. 

Una  parte  d'  Olio  di  Trementina  ,  e  due  parti  di 
Spirito  di  Vino,  mefcolato  tutto  a  dovere.  Indi  con 
un  fpazzolino  ,  o  fcopetta  ,  che  fi  bagnarà  in  detta 
compolìzione  fi  fa  entrare  nelle  comiffure  del  legno.  L* 
odore  acuto  della  Trementina  fa  morire  ,  e  feoppiar 
k  Uova  ,  né  alcun'  altro  Infetto  vi  fi  accoderà  .  Vi 
lì  mefeoia  lo  Spirito  di  Vino  per  accrefeere  il  volu- 
me del  Liquore  ,  e  1'  attività  della  Trementina . 
Ltberare  1  Grana]  dalle  Tignuole. 

Leggefi  in  un  foglio  periodico  della  Baffa  Stiria 
quanto  fegue  . 

„  Un  Fattore  dei  noftri  contorni  ,  i  di  cui  Gra- 
))  naj  erano  fempre  ripieni  di  Tignuole  ,  avendo  ca- 
„  fualmente  coperto  i  mucchi  con  alcuni  rami  dì 
„  Sambuco  ,  la  mattina  feguente  reftò  molto  forpre- 
5,  fo  di  non  trovar  ne  pur  uno  di  quefti  Infetti ,  an- 
„  che  fulle  circonvicine  muraglie  .  Coftui  avendo  ri- 
3Ì  petute  le  lue  efperienze  ,  e  continuatele  per  lo 
„  fpazio  di  tre  anni  ,  fempre  collo  fteflò   felice  fuc- 

cefiò 


• 


248         Parte  IL  De'  Trattenimenti 

„  ceffo  ,  credendo  ormai  quefto  fempliciffimo  rime- 
„  dio  infallibile  ,  fi  è  rifoluto  di  comunicarlo  al 
„  Pubblico  . 

Mezzo  agevele  per  efterminare  gì*  Infatti , 
che  diflruggono  le  Biade  ?iei  Grana] . 

Con  la  pianta  A  triplice  (  i  )  (Impicciate  con  forza 
le  muraglie  ,  ed  i  fiti  del  tavolato  ,  che  tocca  il 
Grano  ,  e  vedrete  in  breviffima  ora  perire  tutte  le 
Calandre  ,  e  tutti  gì'  altri  Inietti  ,  Tonghj  &c.  Non 
reca  al  Frumento  niuna  peilìma  qualità  . 
Altro  rimedio  contro  le  Cimici  . 

Si  mettono  fotto  il  letto  ,  fopra  ,  e  dai  Iati,  fui 
Guanciale  ,  e  fui  doffiere  molti  rami  ,  e  molte  fo- 
glie della  pianta  chiamata  Sambuco  bailo  ,  (  2  )  che 
è  affai  comune  ,  e  crefce  in  luoghi  incolti. Con  que- 
fto fparifcono  tutte  le  Cimici  nello  fteffo  giorno. (3  ) 
Barometro  curio/o ,  e  fingolare . 

I  Barometri  indicano  le  diverfe  mutazioni  del 
Tempo,  e  fi  sa  ,  che  Torricelli  n'  è  flato  V  Inven- 
tore .  Un  Curato  nelle  vicinanze  di  Tours  ha  pro- 
vato un  nuovo  mezzo  per  conofcere  ogni  mutazio- 
ne di  Tempo  ,  che  dovrà  fare  il  giorno  fuifeguente  • 

Confitte  in  mettere  una  Mignatta  viva  in  un  bic- 
chiere pieno  d'  acqua  per  3.  quarti  ,  e  coperto  con 
un  pezzo  di  tela  ,  la  quale  acqua  bifognerà  mutare 
ogni  Settimana  in  Eftate  ,  e  nelle  altre  Stagioni 
ogni  15.  giorni  . 

Se  farà  tempo  buono  ,  e   fereno   la   Mignatta   ri- 
marrà nel  fondo,  a  maniera  di  fpirare  fenza  mover- 
li .  Se  dovrà  piovere  avanti  ,  o   dopo  mezzo   gior- 
no 


(1)  In  Latino  Cbenopod'tum  ,  &c.  vici.  Lem.  Dizton.  nella 
ftefla  voce.  Morandi  pag.  129.  (2)  In  Latino  Sambuws 
humilis  •  (  3  )  Gìornal.  Letterar.  Num.  xxxv.  M'tfcel. 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli,     249 

no  falirà  fino  alla  fuperficie  dell'  acqua  ,  e  vi  refta- 
rà  fintantoché  fi  fia  rimeiìb  il  tempo  .  Se  dovrà  ti- 
rate gran  vento  ,  allora  la  Mignatta  fcorre  velocif- 
lìmamente  per  tutto  il  bicchiere  ,  e  poi  cefla  di  mo- 
verti,  lubitochè  il  vento  comincia  a  loffiare.  Se  dov- 
rà fuccedere  qualche  grande  Tempefta  con  pioggia  , 
e  Tuoni,  la  Mignatta  (4) fi  trattiene  quafi  continua- 
mente fuori  dell'  acqua  per  più  giorni,  ed  allora  fta 
fortemente  agitata  ,  e  da  violente  convulfioni  trava- 
gliata .  Mentre  che  gela  ,  le  è  chiaro  il  tempo,  ef- 
ìa  rimane  nel  fondo  del  bicchiere  voltata  a  fpira  ,  e 
ie  nevica  ,  o  piove  fi  tiene  all'  imboccatura  .  Non 
v'  è  niente  più  facile  ,  che  T  efperienza  di  quefta 
nuova  fpecie  di  Barometro  . 

Modo  per  tingere  in  bellijjimo  Color  d1  Oro. 

Dopo  di  aver  prima  tinta  la  Seta  ,  Lana  ,  Bom- 
bice ,  o  Filo  di  color  giallo,  prendete  per  ogni  lib- 
bra un'  oncia  di  fcheggie  di  Legno  giallo,  e  la  grof- 
fezza  di  una  Fava  di  (  5  )  Potaffe  ;  fate  bollire  il  tutto 
per  mezz'  ora  nell'  acqua  chiara  ,  mettetevi  poi  la 
feta  &c.  ,  e  andate  rivoltando  fintantoché  il  Colore 
fia  ,  quale  lo  defiderate  . 

Fare  un*  Acqua  ,  che  leva    ogni  forta 
di  macchia  dal  Panno  colorito  . 

Pigliate  due  Fieli  di  Bue  ,  Allume  di  Rocca  ,  ed 
Allume  di  Feccia  ,  di  ciaicuna  cola  Scrupoli  due  ? 
Tartaro  di  Vino  bianco  oncie  quattro  ;  peftate  ogni 
cofa  fottilmente  ,  poi  prendete  lei  boccali  d'  acqua 
chiara  ,  entro  della  quale  metterete  i  fuddetti  mate- 
riali ,  e  farete  bollire  a  fuoco  lento, finche  non  fac- 
cia 

(4)  Mignatta,  cioè  Sangniguela  in  Spagnolo.  (5)  Votaffeh 
Cenere  fatta  da  pezzi  di  legni  .  Ved.  Lemery  nella  Voce 
Q'm'ts  clavellatus  .    t 


2$o         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

eia  più  fchiuma  :  poi  filtrate  T  acqua  in  un  vafo  ben 
netto  ,  ed  aggiugnetevi  onde  quattro  d'  Acquavite 
gagliarda  ,  e  ben  chi  ufo  confervatelo  pei  bi fogni  . 
Quando  la  volete  adoprare  pigliate  una  pezza  di  quel 
colore  di  che  farà  il  panno  macchiato, lavate  la  pez- 
zetta in  detta  acqua  ,  e  con  quefta  andate  fregando 
Ja  macchia  molto  bene  ;  alla  fine  lavate  la  macchia 
con  acqua  chiara  ,  e  andarà  via  ficuramente  * 
Lavare  un  Panno  macchiato  dal  f udore . 

Pigliate  foglie  di  Fico  ,  e  ben  tagliate  ,  e  peflate 
le  farete  bollire  in  acqua  ,  ma  meglio  in  Vino  ne- 
ro dentro  una  pignatta  di  terra  ;  poi  colarete  quefta 
decozione  in  un  Catino,  e  con  quefta  lavarete  mol- 
to bene  il  panno  ,  fintantoché  è  alquanto  calda  ,  e 
tiepida  ,  e  vedrete  ,  che  verrà  netto,  e  bello  di  co- 
lore ,  come  fé  foffe  nuovo  .  (  i  ) 
Altra  maniera  . 

Pigliate  cenere  ,  e  ftacciatela,  che  redi  fenza  car- 
bone ;  mettetela  in  un  Catino,  o  Pignatta  con  tant* 
acqua  ,  che  fopravanzi  alcune  dita  .  Lafciatela  così 
Ilare  24.  ore  ,  o  più  ;  dopo  decantate  V  acqua  chia- 
ra in  un*  altro  Catino  ,  e  bagnate  in  effa  una  fpu- 
gna  ,  o  drappo  polito  ,  e  lavate  la  macchia  ,  fpre- 
mendo  con  frequenza  la  fpugna;  dopo  lavate  il  pan- 
no ,  ove  era  la  macchia  in  acqua  fredda  ,  e  reftarà 
fenza  la  macchia  ,  e  fenza  alterazione  nel  colore  . 
Chiamafi  quefta  Lifciva  Vergine  .  Si  replica  la  ftef- 
fa  operazione  fintantoché  fi  vedrà  polito  il  panno. 
Ravvivare  una  Scrittura  vecchia  , 

Fate  bollire  delle  Galle  dentro  del  Vino  ,  e  ba- 
gnate in  quefto  liquore  una  Spugna  ,  che  pafiarete 
fopra  la  fcrittura  ,  b  quale  reftarà  rinovata .  Potran- 
no farfi  ftare  in  infuuone  le  Galle  24.  ore  ,  e  farle 

ftil- 
(  1  )  Lo  ftefiò  fa  i'  acqua  calda  d'   ortiche  bollite  . 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     251 

ftillàre  in  un  Lambicco  ,  e  con  il  liquore,  che  ufci- 
rà  fi  palla  la  foueni  fopra  la  Scrittura. 

Inchioftro  portatile  fe>?za  Cetriolo  ,  e 
ien-z.a  Galle  . 

Pigliate  una  libbra  di  Miele  ,  e  due  torli,  o  rodi 
di  Uovo  bne  sbirtuti  ,  che  mclcolarete  col  Miele* 
aggiungetevi  tre  grolìì  di  Gomma  Arabica  in  polve- 
re lottile  ,  fi  meLoIa  il  tutto  bene  inlìeme  alcune 
volte  al  giorno  per  tre  giorni  con  un  bottoncino  di 
lerno  di  fico  ,  od  ultro  ,  come  ipatola  ;  dopo  me- 
fcolate  nella  compolìzione  altrettanto  di  Nero-fumo 
per  condenfarla  .  In  quefto  fiato  Ci  conferva  fintan- 
toché farà  bi  fogno  di  feri  vere  ,  ed  allora  fciogliere- 
te  di  quella  malia  quanto  vi  parerà  l'ufficiente  in  ac- 
qua comune  ,  o  in  qualche  Lifciva. 

Avere  Fiori  dnppj  ,  e  fetrtidoppj . 

V  Arte  per  ottenerli  confitte  in  faper  applicare  le 
polveri  dei  Fiori  fopra  altri  Fiori  ,  e  la  giufta  ma- 
niera di  praticarla  è  quefta,  infognata  dal  Sig.  Igna- 
zio Arena  .  (2  ) 

Nelle  ore  caide  matutins  ,  o  meridiane  quando  i 
Fiori  fono  totalmente  aperti  ,  quello  appunto  è  il 
giufto  tempo  del  luflureggiar  dei  Fiori  ,  della  appli- 
cazione delle  Polveri  ,  e  del  concepimento  dei  Gra- 
ni  ;  e  però  allora  p  u  utilmente  dovremo  anche  noi 
le  polveri  colle  nollre  mani  applicare  ;  ciò  che  fi 
può  tare  in  due  maniere  . 

1.  Si  oifervano  i  Fiori  deftinati  per   padri  ,  e  ve- 
dendovi gli  Apici  Impalancati  ,   e  carichi  di    polveri  ; 
giudo  allora  faranno   eglino    maturi   ,    ed   opportuni 
per  fecondare  le  Madri  destinate  alla  produzione  del- 
la 

<  2  )  Della  Natura  ,  e  Coltura  de}  Fiori  Tom.    IL   Part.   2. 
Capo  XII. 


z$z         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

la  Temenza  .  Si  colgano  i  Fiori  ,  e  coi  loro  Apici 
toccando  ,  e  leggermente  fregando  la  fpiga,  o  la  ci- 
ma della  Tromba  del  Fior  materno  ,  finché  ne  re- 
di di  polvere  tinta  ,  Farà  così  celebrata  la  nuova  fog- 
gia dell'  irmefto  ,  o  maritaggio , 

Se  i  Fiori  faranno  vicini  ,  o  i  Tefti  fi  potranno 
trafportare  ,  dimodoché  un  Fiore  arrivar  polla  a  toc- 
car P  altro  ,  neppure  fa  duopo  di  cogliere  il  fiore  ; 
e  potranno  ^mbidue  fervir  di  Padre  ,  e  di  Madre  , 
fregando  gli  Apici  dell"  uno  fopra  la  fpiga ,  o  Trom- 
ba dell'  altro  ,  e  così  entrambi  reftaranno  fecondati 
fcambievolmente  „ 

Alcuni  lafciano  i  due  fiori  da  maritarli  fopra  le 
loro  piante  ,  e  mentre  effi  ftanno  aperti  ,  e  polve- 
rofi  ,  gli  accozzano  infieme  tefta  con  tetta  uno  con- 
tro dell'  altro  ,  legandoli  con  filo  infieme  ;  e  così 
affrontati  li  tengono  per  alcuni  giorni  ,  finché  paja 
loro  ,  che  fi  fieno  vicendevolmente  fecondati  . 

La  feconda  maniera  per  far  V  Innefto  ferve  fpe- 
cialmente  per  quelle  forte  di  fiori  ,  nei  quali  non 
fono  così  efpofti  ,  ed  eminenti  gli  Apici  ,  e  la  Tu- 
ba ,  o  la  fpiga  ,  come  fono  v.  g.  i  Ranunculi ,  e  gli 
Anemoni ,  ma  fono  baili  ,  e  riconcetrati  nel  fondo 
dei  fiore  ,  come  appunto  fono  nei  Garofani  ;  ed  in 
quefto  cafo  ,  ficcome  anche  può  iarfi  nel  primo  ,  bi- 
fogna  ufar  la  violenza  di  caftrare  il  padre  tagliando 
deliramente  colla  punta  delle  forbici  ,  o  frappando 
con  mollette  le  ftamigne  cogli  Apici  polverofi,  e  col- 
le forbici  ,  o  mollette  medefime  Ci  van  gettando  gli 
Apici  nel  cuor  del  fiore  materno ,  procurando  di  far- 
li toccare  ,  anzi  di  farli  Tettare  fopra  la  Tuba  ,  o 
Spiga  per  impolverarla  .  Ma  quando  i  fiori  follerò 
molto  dittanti ,  o  fi  volelfe  far  di  più  polveri  diffe- 
renti un  confufo  mefcuglio  ,  gli  Apici  troncati  fi 

met- 


Su  le  materie  utilili^  e  dilettevoli  .     253 

metteranno  in  una  carta  ,  ed  infieme  raccolti  fi  an- 
daranno  poi  gettando  colle  forbici  ,  o  mollette  neL 
cuor  dei  Fiori  ..  E  tanto  balìa  per  la  prefente  iftru- 
zione  • 

Dacché  le  fpighe  dei  Fiori  fono-  come  inebbriate 
dalla  copia  delle  polveri  così  proprie  ,  come  aliene , 
moftrano  una  granigione  cotanto  ftraordinaria  ,  che 
i  Grani  tutti  s5  ingroiiano  a  maraviglia,  e  molti  qua- 
li ne  fcoppian  di  pienezza  .  Quindi  fementata  que- 
fta  femenza  più  granita,  ne  vengon  le  Piante  ,  ed  i 
Fiori  più  rigogliofi  ,  e  pieni  di  foglie  ,  e  più  facil- 
mente Doppj  *  Vedafi  1'  Autore  lodato  nel  luogo  fo- 
pracitato  . 

Ma  converrà  avere  la  precauzione  di  levar  via 
tutte  le  Piante  vili  ,  e  trattener  le  fole  nobili  ,  fen- 
za  infaitidirfi  a  far  degli  Innefti  induftriofi  colle  pro- 
prie mani  ,  fi  potrà  ottener  dai  Semi  circa  una  me- 
tà per  lo  meno  ,  e  più  ancora  di  belli  ,  e  buoni 
Fiori  da  potere  arricchire  qualfifia  gran  Giardino. 
Cera  RoJJa  di  Spagna,  da  fuggellare  . 

Prendete  mezz2  oncia  di  Gomma  Lacca,  due  Grof- 
fi di  Terebentina  ,  e  due  grotti  di  Colofonia  ;  una 
dramma  di  Cinabro  ,  ed  una  dramma  di  Minio.  Fa- 
te difeiorre  a*  fuoco  foave  entro  un  Vaio  ben  netto 
la  Gommi  Lacca  ,  e  la  Colofonia^  aggiugnete  allo- 
ra la  Terebentina  ,  e  poi.  il  Cinabro  ,  ed  il  Minio 
a  poco  a  poco ,  meichiate  il  tutta  con  attenzione  , 
e  quindi  riducetelo  in.  baftoncellr  - 

Prendete  fei  groffi  di  Gomma  Lacca  ;  Terebenti- 
na ,  e  Colofonia  di  ciafeuna  due  groffi  ;  Cinabro  , 
e  Minio  di  ciafeheduno  mezza,  dramma  ,  ed  operate 
come  prima  e. 

Prendete  una  mezz*  oncia  di  Gomma  Lacca  ,  Co-* 
lofonia  ,  e  Terebentina  di  Venezia  ,  di   ciafeheduna 

mez- 


254         Parte  IL  .De9  Trattenimenti 

mezza  Dramma ,  ed  una  mezza  dramma  pure  di  Cinabro . 

Prendete  due  oncie  di  Colofonia  ,  quattro  oncie 
di  Gomma  Lacca  ,  un'  oncia  ,  e  mezza  di  Pece  re- 
tina ,  e  Cinabro  a  piacere  . 

Prendete  un'  oncia  di  Maftice,  Zolfo  puro,  e  Te- 
rebentina ,  di  ciafcuno  due  grotti  ,  Bengioino  due 
grotti  ,  e  Cinabro  a  piacere  .  Fate  dilciorre  la  Tre- 
mentina ,  aggiungetevi  il  Zolfo  polverizzato  ,  petta- 
te ,  mefcolate  esattamente  il  Maftice,  il  Bengioino, 
ed  il  Cinabro  ;  gettate  a  poco  a  poco  quefto  fecon*- 
do  mefcuglio  ne  1  primo,  e  quando  laranno  ben  difeioìti,  ed 
incerporati  ,  riducete  la  materia  in  bastoncelli. 

Prendete  una  mezz'  oncia  di  Gomma  Lacca  ,  ed 
una  dramma  di  Colofo  ia  ;  mei- hiate  quelle  due  ma- 
terie ;  aggiungnete  una  quantità  convenevole  di  Ci- 
nabro j  innaffiate  il  mefcuglio  con  Spirito  di  Vino  ben  ret- 
tificato :  la  Gomma  Lacca  fi  dikioglierà  in  parte  ;  poi  fi 
metta  il  tutte  ad  un  fuoco  moderato,  facendo  accendere 
lo  Spirito  di  Vino  fino  alla  totale  fuaconlumazione, e  di- 
menando bene  il  mefcuglio ,  farete  quindi  dei  baftoncelli , 
con  aggi  ugnervi  un  poco  di  Mufchio,  odi  Ambra,  che  co- 
sì avrete  una  Cera  odorofa . 

Prendete  Gomma  Lacca  una  Libbra  ,  Bengioino  , 
e  Colofonia  ,  di  ciafcuno  mezz'  oncia  ,  di  Cinabro 
otto  Grotti  .  Quando  tutto  fia  difciolto  ,  farete  lo- 
pra  un  marmo  lifeio,  o  fopra  una  Tavola  unta  con 
olio  di  Mandorle  dolci  i  baftoncelli  con  diligenza  , 
mentre  che  la  cera  è  calda  moderatamente  . 

Prendete  Terebentina  ,  e  Pece  navale  ,  (  i  )  di 
cialcuna  lei  grotti  ,  Sangue  di  Drago  ,  o  Gomma 
Lacca  un  grotto  ;  di  Zolfo  giallo  due  grotti,  mefco- 
late ,  ed  incorporate  il  tutto  a  fuoco  lento  ,  e  fate 
i  baftoncelli  .  Pren- 

(  i  )  In  Spagnolo  Bre*  . 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .      255 

Prendete  Gomma  d'  Edera  ,  Gomma  Lacca,  San- 
dracca ,  o  Vernice  degli  Stampatori  ,  e  Maftice  di 
ciaicuna  due  oncie  ,  Pece  Refina  quattro  oncie, Te- 
rebentina mezz'  oncia  ;  mefcolate  il  tutto  in  un  Mor- 
taio di  pietra  ben  caldo  ,  e  fate  i  baitoncelli  . 

Prendete  Gomma  Lacca  ,  e  Maftice  di  ciafcuno 
un'  oncia  ,  Sangue  di  Drago  tre  oncie  ,  Cinabro 
mezz'  oncia  ,  e  Terebentina  un'  oncia  *  mefcolate  il 
tutto  ,  e  fate  i  b-iftoncelli  . 

Prendete  di  Pece  greca  una  libbra  ,  di  Maftice 
bianco  cinque  libbre  ,  d'  Incenfo  cinque  oncie  ,  di 
Cinabro  quanto  batterà  per  dare  il  Colore  rollo.  La 
Pece  fi  mette  prima  a  difciogliere  ,  dopo  fi  aggiu- 
gne  il  Maftice  ,  e  ì'  incenfo  in  polvere  ,  ed  alla  fi- 
ne il  Cinabro,  macinati  con  poco  d'  olio  .  Incorpo- 
rate il  tutto  perfettamente  j  e  cavatelo  dal  fuoco  per 
fare  i  baftoncelli  . 

Prendete  Gomma  Lacca  polverizzata  Scc. ,  e  mette- 
te di  quefta  polvere  fopra  due  palette  di  legno  ,  ed 
avvicinatele  ,  o  prefentatele  al  fuoco  ,  e  fi  fcioglie- 
rà  ;  dopo  rimenatela  ,  ed  agitatela  con  le  fteffe  pa- 
lette ;  e  quando  farà  unita  prendete  ancora  di  que- 
fta polvere  con  le  palette  ,  e  quando  la  Gomma  fia 
intenerita  rimenatela  preifo  al  fuoco  :  fate  quefto  al- 
cune voite  ,  rimenando  ,  ed  amalgando  le  polve- 
ri infieme  :  riducete  in  polvere  Cinabro  ,  che  met- 
terete in  una  fcodella  con  acqua  ,  ed  in  queft'  ac- 
qua ,  e  polvere  di  Cinabro  farete  infondere  la  Gom- 
ma Lacca  per  farla  prendere  il  colore  ;  e  quando  fa- 
rà ben  colorita  ,  la  cavarete  dalle  fuddette  palette, 
ed  avrete  un'  altra  perfona  per  ajutarvi  ,  la  quale 
abbia  inumidite  le  mani  ,  e  prenderà  detta  cera  ,  e 
la  manipolarà  fopra  una  tavola  per  ridurla  in  balcon- 
cini ,  e  farà  fatta»  Vi  vorranno  due  libbre  di  Gora» 

ma 


z$6         Parte  IL  Di  Trattenimenti 

ma  Lacca  ,  e  due  oncie  di  Cinabro  per  fare  Cera  di 
Spagna  eccellente  . 

Cera  Nera- 

Prendete  una  delle  Compofizioni  precedenti  ,  e  fo 
ftituite  al  Cinabro  il  Nero  di  Stampa  ,  ed  avrete 
una  Cera  nera  belliflima  . 

Avvertenza  .  Se  i  baftoncelli  fi  fanno  fopra  una 
piaftra  di  Marmo. ,  o  fopra  una  Tavola  ,  fi  procu- 
rarà  ,  che  fia  calda  ,  mettendovi  di  lotto  fuoco  di 
Carboni  ,  e  quando  avrà  prefo  Un  calore  convenien- 
te fi  bagnarà  con  olio  di  Oliva ,  e  vi  lì  metterà  lo- 
pra la  materia  della  Cera  da  fuggellare  del  tutto  pre- 
parata ,  coficchè  altro  non  rimanga  ,  che  ridurla  in 
baftoncelli  ben  eguali,  e  ben  lifcj,  sì  rotondi,  come 
depredi  j  locchè  fi  efeguirà  rotolandola  col  Polito- 
jo  ,  o  colle  mani  contro  la  piaftra,  o  tavola  calda, 
o  contro  una  latta  polita  ,  finché  fi  fia  eftefa,  e  ri- 
dotta alla  grofiezza  ,  che  fé  gli  vorrà  dare.  Piucchè 
la  medefima  fi  lavora  fulla  lamina  ,  più  fi  rende- 
rà compatta  ,  e  quindi  riufcirà  fempre  migliore  .  Si 
renderanno  lucidi  i  baftoncelli  ,  efponendoli  ad  un 
fuoco  moderato  fopra  un  fcaldino  di  bragie  accefe. 

Alcuni  gettano  la  Compofizione  in  Modelli  ,  da 
dove  efcono  i  baftoncelli  del  tutto  fatti  ,  e  politi  . 
Altri  li  fanno  a  mano  fu  la  piaftra  ,  o  lamina  ,  e 
dopo  la  inverniciano  con  una  piuma  ,  che  tuffano 
nel  Glabro  ,  mifchiato  con  Pece  refina  liquefatta. 

Le  dofi  fopraindicate  potranno  eftere  accrefciute, 
©  iminuite  in  ragione  della  quantità  della  materia  9 
che  occorreffe  di  preparare. 

Cera  da  fuggellare  ,  che  non  abb'ifo» 
gna  di  Fuoco. 

Prendete  Colla  bianca  bella  una  libbra  ;  la  metà 
4i  mesi'  oncia  di  Cinabro  ,  o  Minio  ;  un'  oncia  di 

Zuc- 


Su  le  Ma ferie  utili  ,  e  dilettevoli.      257 

Zucchero  bianco ,  e  di  Acquavite  tre  oncie.  Si  fa  feio- 
gliere il  tutto  infieme  a;  fuoco  foave  .  Sciolto  che 
iia  ,  fi  veda  l'opra  una  pietra  lilcia  ,  o  fopra  latta 
unta  con  olio  ,  perchè  non  fi  attacchi  ;  e  quando 
cominciarà  a  raffreddarli ,  fi  fanno  i  balìoncelli  .  Sa- 
rà bene  ,  che  P  olio  ,  con  cui  fi  unge  la  pietra,  fia 
di  iMandorle  dolci,  o  un'  altro  odorofo.  Quefta  Ce- 
ra s'  inumidilce  colla  bocca  ,  quando  fi  ha  da  appli- 
care per  fuggellare  Carte  ,  o  altra  cofa  . 
Lapis  per  jerivere ,  0  difegnare . 

Una  libbra  di  Pece  greca  ;  due  parti  di  Fumo  di 
Ragia  ;  un'  oncia  di  Cera  Vergine  •  fi  fa  feiogliere 
il  tutto  infieme  ,  e  dopo  fé  gli  mefcola  un  poco  di 
terra  nera  bene  macinata  ,  e  (tacciata  .  Si  fa  una 
malia  maneggiabile,  fi  (tende,  e  fi  mette  in  cannon- 
cini di  canna.  Si  ula  come  il  Lapis  fatto  di  piombo. 
Ravvivare  il  Colore  dy  Oro  tn  un 
Audio  ,  0  Collana  &c. 

In  Orina  fi  fa  feiogliere  Sale  Ammoniaco.  Tn  que- 
fta Compofizione  mettafi  la  Catena  ,  Anello  Scc.  ,  e 
facciafi  bollire  ,e  FOro  ritornarà  al  fuo  colore  bel- 
lo ,  e  brillante  . 

Luflrare  ,  e  polire  ogni  lavoro  indorato. 

Si  prenda  due  oncie  di  Tartaro  ,  due   di    Zolfo  , 
e  quattro  oncie  di  Sale  ;  in  metà  d'  acqua  fi  faran- 
no bollire  ,  con  altra  metà  d'  orina  ;  con  quéito  li- 
quore s'  inumidifee  il  lavoro  ,  e  reità  luftro  . 
Dare  ai  Galloni  il  fuo  primo  Colore  y 
e  brillamento. 

Si  prende  polvere  di  Alabaltro  ,  e  fi  fa  feccare  al 
fuoco;  fi  lafcia  così  (tare  per  alcun  tempo  ,  e  dopo 
fi  ritira  dal  fuoco  ,  e  fi  lafcia  raffreddare  .  Il  Gal- 
lone fi  (tende  fopra  un  panno  ,  e  con  una  feopetta 
fi  prende  della  detta  polvere  ,  e  fi  frega  il  Gallone 

S  per 


25  8  Parte  IL  De*  Trattenimenti 

per  le  due  faccie  fintantoché  fia  luftro  ,  dopo  fi  po- 
llice con  pietra  lifcia  .  (  i  ) 

Fare  Salnitro  fijfo  . 
Prendete  Salnitro  raffinato,  e  mettetelo  in  un  Cru* 
giuolo  al  fuoco  di  carboni  ,  e  quando  verrà  rodo  , 
e  farà  liquefalo  ,  gettatevi  dentro  Carboni  fatti  in 
polvere  ,  che  fubito  prenderà  fuoco,  e  farà  fiamma y 
celiata  la  quale  ,  gettatevi  altra  polvere  ,  e  così  fa* 
rete  finché  vedrete  ,  che  la  polvere  non  farà  più 
fiamma  ,  ed  il  Nitro  farà  venuto  di  color  verde,  e 
celefte  .  Allora  il  Nitro  fhTo  lo  gettarete  in  un  va- 
io ,  che  fia  ben  caldo  ,  altrimenti  vi  faltarebbe  in 
faccia  fé  il  vaiò  folle  freddo  ,  e  iarà  fatto  . 

TRATTENIMENTO  IX. 

Altri  Capi  di  Economìa  . 

Prima  maniera  di  preparare  la  Moftarda  per 
impiegarla  ?iegti  Alimenti  . 

SI  pone  in  Vafo  conveniente  la  femente  di  Mo- 
ftarda ,  che  è  il  grano  di  una  pianta  ,  la  quale 
porta  lo  fteflo  nome  ,  ed  ancora  quello  di  Senapa  . 
Si  umetta  codefta  iemente  con  una  certa  quantità  di 
Aceto  ,  e  fi  lafcia  macerare  per  ventiquattro  ore  . 
In  capo  ad  un  tal  tempo  fi  macina  quefta  femente 
per  ridurla  in  una  Pafta  ,  e  macinandola  fé  gli  ag- 
gi ugne  ancora  un  poco  di  Aceto  per  darle  la  conli- 
ìlenza  ,  che  eifa  deve  avere  ;  locchè  forma  quella  , 
jche  fi  nomina  Moftarda  grolla  ,  ovvero  ordinaria  . 
Per  far  la  Moftarda  fina  d'  altro  non  v'  ha  d'uopo^ 
che  di  ripaflaria  ,  o  rimacinarla  una  ieconda  voita. 
Si  poifono  aggiugnere  alla  Moftarda  degli  Aroma* 

(  i  )  V  Agronome  nella  voce  Dova/re  «. 


Su  le  Materie  utili  ,  £  dilettevoli.     259 

ti  ,  come  Cannella ,  Garofani ,  Noce  Mofcata  ,  od  al- 
tre ioftanze  ,  il  cui  fapore  piace  a  certe  Perione  , 
come  T  Aglio  &c. 

Per  fare  la  Moftarda  fina,  il  cui  fapore  è  zucche- 
rofo  ,  impiegali  in  luogo  di  Aceto  del  Vino  Cangia- 
to ,  fatto  con  Mollo  ,  a  cui  abbiali  impedita  la  fer- 
mentazione col  mezzo  della  inzolforazione  ,  e  con 
tal  mezzo  refta  tempre  dolce  ,  e  zuccherofo.  (1) 

Si  fa  eziandio  della  Moftarda  in  polvere  ;  e  ciò 
conlìfte  a  polverizzare  la  temente  di  Moftarda  ,  a 
tacciarla  ,  ed  a  confervarla  in  bottiglie  di  vetro  ben 
turate,  per  confervarla  così  pei  bifogni  .  Quando  fi 
vuol  fare  della  Moftarda  con  sì  fatta  polvere,  fé  ne 
lava  una  piccola  quantità  con  Aceto  ,  e  ciò  forma 
una  pafta  di  Moftarda  ,  il  cui  fapore  è  guftof'flìmo . 
Seconda  maniera  di  preparare  la  Moftarda 
per  confermarla  tutto  /'  anno. 

Prendete  due  onde  di  femente  di  Moftarda  ridot- 
ta in  polvere  ,  e  mezz'  oncia  di  Cannella  comune 
ancora  in  polvere  ,  fate  una  pafta  con  il  fiore  della 
i'arina  ,  ed  una  Yufficiente  quantità  di  Aceto  ,  e  di 
Miele  ,  e  formate  pallottine  piccole  ,  che  lafciarete 
leccare  al  Sole  ,  o  in  un  tórno  ,  dopoché  larà  le- 
vato il  pane  . 

Per  fervirfene  fi  ftemoera  una  ,  o  due    di    codefte 
pallottine  in  Vino  ,  o  in  Aceto  ,  e  quella  farà   una 
Moftarda  affai  buona ,  e  convenevole   agli    ftomachi 
deboli  ,  ed  ajutarà  grandemente  la  digeftione  .  (2) 
Pepe  Americano  . 

I  Peperoni  fi  chiamano  Pepe  Americano  ,  e  Bra- 
filiaao  .  Hanno  il  fortore  come  il  Pepe  orientale,  il 

qua- 

(  I  )  Veggafi  il  Dizionario   d1   Ifloria    Naturale  alla   voce  Vi- 
gna .  (  2  )  L  Agronome  alla  voce  Moutarde . 


2cfo         Parte  IL  Ve'  Trattenimenti 

quale  non  fi  può  avere  ,  che  con  molta  fpefa  ;  non 
così  il  Pepe  Americano  .  Per  fervirfene  in  Cucina  , 
conviene  che  fiano  rolli  ,  fiaccati  ,  e  fecchi  all'  om- 
bra ,  poi  polii  in  femola  per  farli  afciugare  bene  . 
Afciutti  ,  e  fecchi  fi  tagliano  in  boconcini  ,  e  tan- 
to il  feme  ,  come  la  fcorza  ,  cioè  tutto  ,  fi  pefiano 
in  un  mortajo  ,  facendo  che  divengano  polvere  lot- 
tile ;  locchè  fi  facilitarà  ,  fé  fi  facciano  arrofiire  un 
poco  in  una  Padella,  ed  immediatamente  fi  peftaranno. 

Fatto  ciò,  ogni  oncia  di  codetta  polvere  fi  mefco- 
la  in  tante  libbre  di  fior  di  farina  ,  nella  quale  po- 
lio levito  fufficiente,  fi  lafcia  fermentare  ,  ed  aper- 
ta ,  fé  ne  fanno  Pannocchie  grolle  ,  le  quali  fi  cuo- 
cono  nel  Forno  .  Levate  dal  Forno  fi  tagliano  in 
fette  lunghe  ,  e  grotte  a  guifa  di  bifcotto;  quefie  di 
nuovo  fi  pongono  nel  Forno  ad  afciugare  bene,  e  co- 
sì fecche  fi  pefiano  di  nuovo  in  un  mortajo  ,  e  la 
polvere  fi  ftaccia,.  e  fi  conferva  in  una  Pignatta  ,  o 
in  un  Fialco  bene  coperto  .  La  detta  polvere  è  ot- 
timo ,  e  faniffimo-  Pepe  ,  e  di  poca  fpefa  .  (  i  ) 
Modo  di  acconciare  i  teneri  Peperoncini, 

Si  prendono  quefti  teneri  frutti  ,  e  fi  fendono  in 
punta  ,  ed  aperti  s'  infondono  in  conveniente  quan- 
tità di  fecondo  Vino  nuovo  ,  ed  ivi  fi  lalciano  per 
quindici  giorni  .  Poi  levati  dal  Vino  fi  fpremono 
con  diligenza  colle  mani  ,  affinchè  per  mezzo  di  tal 
fpremitura  n'  elea  da  effi  tutto.  1'  umido  ,  che  con- 
tengono .  Appretto  fi  pongono  in  un  Vaio  di  terra 
nuovo  ,  e  gii  fi  verfa  fopra  Aceto  ben  forte  ,  nel 
quale  fia  fiato  bollito  Sale  ,  Anifi,  Finocchio  in  gra- 
na ,  e  Zucchero  in  quella  dofe  ,  che  vedrete  conve- 
nire alla  quantità  de'  frutti  teneri ,  che  acconciar  vo- 
lete, 

(  i  )  Vincenzo  Tanara  /'  Economia  del  Cittadino  lib.  i  v.  cart.  232. 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli.     16 1 

lete  ,  e  fecondo  il  voftro  gufto  .  Né  fi  deve  afpet- 
tare  ,  che  1'  Aceto  ,  il  quale  dovrà  farfi  calare  bol- 
lendo almeno  per  un  terzo  ,  fia  divenuto  tiepido, ma- 
fi  deve  verfar  bollente  (iilli  Peperoncini  ,  col  chiu- 
dere immediatamente  il  Vafo  con  Carta  a  più  dop- 
pj  ,  affinchè  la  Concia  non  svapori  ,  lafciando  così 
il  tutto  in  ripofo  per -dieci  giorni.  Quando  fono  paf- 
fati  ,  fi  torna  a  colare  la  iteffa  Concia  ,  la  quale 
pofta  in  una  pignatta  fi  fa  bollire  di  nuovo  a  due  , 
o  tre  bollori  ,  e  così  bollente  fi  ritorna  a  vuotare 
fopra  gli  anzidetti  frutti  •  e  così  dopo  altri  otto  gior- 
ni fi  rifa  da  capo  la  ftefla  operazione  ,  avvertendo 
ogni  volta  di  chiudere  bene  il  Vafo,  onde  gli  efflu- 
vi odorofi  non  efalino  ,  e  privino  la  Concia  del  fuo 
buono  .*  fé  quella  per  avventura  foffe  calata  ,  aggiu- 
gnetele  nuovo  Aceto,  e  nuovo  Zucchero  a  piacimen- 
to ,  ed  un  poco  di  Cannella  in  fcorza ,  colla  fola  av- 
vertenza j  che  fi  deve  iar  bollire  V  Aceto^  a  buona 
Cottura  ,  perchè  in  tal  modo  li  conciati  frutti  non 
folo  non  diverranno  muffi,  ma  fi  confervaranno  lun- 
ghiffimo  tempo  .  Guidoni. 

Altra  maniera  . 
Chi  voleffe  poi  far  frequente  ufo  de'  medefimi  Pe- 
peroncini ,  li  tenderà  come  fopra  ;  e  poi  verfarà  fu 
d'  effi  acqua  bollente  ,  la  quale, quando  fia  divenu- 
ta fredda  ,  fi  decanta  ,  e  Ipremuti  i  teneri  frutti  ,  fi 
ritorna  a  vuotar  fu  loro  altra  acqua  bollente ,  e  par- 
ticolarmente quando  nella  prima  decantata  non  fi  fof- 
fe potuto  tener  la  mano  per  il  pizzicore  ;  e  quando 
ancor  effa  è  raffreddata  ,  fi  cola  ;  e  refi  trattabili  i 
Peperoncini  ,  fi  adopera  la  Concia  fopradefc ritta,  la 
quale  ben  calda  fi  verfa  fopra  effi  ,  chiudendo  bene 
il  Vafo  ,  perchè  non  fvapori  ;  e  quando  ha  del  tut- 
to perduto  il  calore  ,  fi  eftraggano  i  frutti ,  e  fi  pon- 
gano in  tavola .  Si  av- 


%6-l         Varie  IL  De'  Trattenimenti 

Si  avverte  ,  che  anche  nel  fuddetto   modo  concia* 
ti  fono  buoni,  ma  non  durano  lungo  tempo.  Guidotti  -, 
Modo  di  confettare  le  Olive  . 

Quando  le  Olive  fono  in  grado  di  effere  confettan- 
te ,  o  conciate  ,  vale  a  dire  nei  mefi  di  Giugno  ,  e 
di  Luglio  ,  e  lungo  tempo  avanti  ,  che  fieno  buone 
a  cavarne  Olio  ,  li  raccolgono  ,  e  fi  mettono  a  ma- 
cerare per  alcuni  giorni  neli'  acqua  frelca  .  Cavate  , 
che  fiano  da  quella,  fi  ripongono  in  altra  acqua  pre- 
parata con  Cenere  di  Soda  ,  e  con  Cenere  di  Noc- 
ciuoli  di  Olive  bruciati  ,  ovvero  con  della  Calce. 

Indi  fi  fanno  pattare  ancora  iri  un'  altra  Salamo- 
ja  fatta  d'  acqua  ,  e  di  Sale  ,  colla  quale  lì  metto- 
no dentro  dei  barilotti  :  ma  per  dar  loro  quel  gufto 
•grato  ,  e  piccante  ,  che  hanno,  vi  fi  gitta  lopra  una 
•elìenza  comporta  per  l*  ordinario  di  Garofani  ,  di 
Cannella  ,  di  Cariandoli  ,  e  di  Finocchio  ,  ed  altre 
tali  cofe  .  (  i  ) 

Se  le  Olive  fi  ammaccano  un  pochette,  e  fi  met- 
tono in  Salamoja  per  alcuni  giorni ,  e  dopo  fi  lava- 
no bene  in  acqua  chiara,  ed  afciutte  fi  conciano  con 
Aceto  ,  e  cofe  odorofe  ,  reftano  iàporite  . 

Maniera  di  fare  V  Amido  dalle  Fatate . 

Dopo  averle  ridotte  in  farina  ,  fi  opera  nel  modo 
feguente  »  Si  lavano  ie  Patate  diligentemente,  e  mol- 
te volte  ,  fintantoché  reftino  perfettamente  monde  ; 
fi  tagliano  in  fette  ,  e  lì  mettono  fotto  la  mola  ,  e 
fi  peftano  ;  dopo  averle  ben  purgate  ;  quando  fono 
ridotte  in  poltiglia  ,  fi  mette  quella  in  un  tino  pie- 
no la  metà  d'  acqua  frefca  ,  e  d  mefcola  fortemen- 
te .  Codefta  agitazione  fiacca  la  Farina  ,  la  quale  a 
cagione  del  fuo  pefo  va  nel  fondo  ;   fi  lafcia   indi 

tut- 

(r  )  Marco  Faflandoni  D'tzìon.  delle  Arti  ,  è  de    Mejlìert   alla 
voc.  Oliandolo  .  Veggafì  Tanara  Libr.  vi»  a  Cart.  441. 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  ,     \6% 

tutto  in  ripofo,  e  fucceflìva mente  fi  fa  paffare  per 
un  vaglio  di  vinchi  ,  in  cui  reftano  le  fcorze  ,  e  le 
parti  più  grolle,,  che  galleggiano/  fi  comprimono  col- 
le mani  quefti  rifiuti  ,  e  sgocciolati  che  fono,  fi  met- 
tono da  parte  per  fervirfene  . 

Si  prende  poi  un  Vaglio  di  Crini  ,  che  fi  ripone 
lopra  il  tino  ,  come  fi  è  fatto  dell'  altro  di  vinchi, 
e  quando  il  tutto  è  ben  ripofato  ,  fi  fa  parlare  in 
Un  vaio  per  uno  fpinello  ,  che  deve  effere  adattato 
per  lo  meno  un  pollice  ai  di  fopra  del  fondo  ,  tut- 
ta la  materia  liquida  del  tino,  la  quale  rigettali  nei 
tino  medefimo  attraverfo  di  quefto  nuovo  Vaglio  .• 
pofcia  fi  comprime  con  le  mani  ciò  ,  che  refta,  e  (1 
mette  da  parte  in  un  tinello,  in  cui  fi  lava  con  nuo- 
va acqua  frelca  per  cavarne  la  farina  ,  che  vi  è  ri- 
marrà . 

Quando  P  acqua  del  tino  (la  ripofata  ,  fi  vuota 
per  inclinazione  ,  e  reftarà  nel  fondo  un  fedimento, 
che  contiene  la  farina  ,  che  fi  cerca  .  Ritrovafi  que- 
fta tuttavia  mifchiata  con  parti  groffe  ,  ma  lavando- 
la nuovamente  fi  rende  ancor  quefta  bella,  e  pura, 
quanto  può  defiderarfi  .  A  tale  effetto  fi  verfa  fopra 
tale  fedimento  della  nuova  acqua  chiara  ,  e  frefca,e 
fi  move  il  tutto  fortemente  ;  fi  lafcia  nuovamente 
in  ripofo,  e  fi  vuota  nell'  acqua ;e  replicando  quat- 
tro ,  o  cinque  volte  quefte  operazioni  fi  ha  una  fa- 
rina ,  che  per  la  bianchezza  ,  e  finezza  potrà  com- 
petere col  fiore  di  farina  di   frumento  . 

Si  lecca  quefta  farina  con  tutta  la  facilità  ,  ften- 
dendola  fopra  panni  lini  .  Quantopiù  invecchia,  tan- 
to diviene  migliore  ,  e  fi  può  confervare  per  lo  fpa- 
zio  di  fette  in  otto  anni  . 

Nel  Trattenimento  VII.  abbiamo  detto  la  manie- 
ra di  fare  il  Pane  con  la  farina  delle    Patate  ,   adef» 

(o 


2(^4         Varte  IL  de*  Trattenime?iti 

(o  fi  dirà  foltanto,che  volendo  farne  Amido  ,  quan- 
do effe  fi  cava  dai  tino ,  conviene  riporla  in  un  Tac- 
co ,  e  fopra  di  elfo  porre  un  pefo  confiderabile  du- 
rante lo  fpazio  di  ventiquattro  ore  di  tempo  .  In 
tale  fituazione  prende  una  grande  confidenza  ,  ed  a 
fìrati  le  ne  fanno  allora  dei  pezzuoli,  fi  lafciano  fec- 
care  ,  e  quello  è  T  Amido  . 

Sì  fatti  pezzi  mefìì  nell'  acqua  al  fuoco  fi  fterh- 
prano  ,  fi  cucinano ,  e  fé  ne  fa  la  Colla  .  AiTerilce 
il  Conte  di  Mniszech  ,  (  i  )  che  da  Teflimonj  ocu- 
lari fu  affìcurato  ,  che  quella  Colla  rende  i  panni  li- 
ni più  bianchi  ,  più  Iifcj ,  che  non  fa  la  Colla  ordi- 
naria ;  effa  può  fervire  in  tutte  le  Manifatture  ,  in 

cui 

(  r  )  Nelle  Memorie  ,  ed  Oflervazioni  della  Società  Economi- 
ca di  Berna  per  1'  Anno  1764.  avvi  una  Dijfertazio-ne  del 
Conte  di  Mnifzech  fopra  1'  ufo  ,  e  la  Coltura  delle  Patate  , 
ove  efattamente  defcrivefi  la  maniera  di  fare  1'  Amido  dalle 
medefime  ,  come  fi  è  detto. 

L'  Amido  di  Radici,  e  di  Patate  è  d'invenzione  ,  come  dicefi 
volgarmente  ,  di  certo  M.  Vardevìl  fin  dal  1716.  ,  e  1'  anno 
1739.  eflendo  fiato  propofioda  M.  Chi  fé  alla  Reale  Accade- 
mia delle  Scienze  di  Parigi  ,  efla  dichiarò  ,  che  farebbe  fiato 
utile  introdurne  1'  ufo.  Molto  prima  nell'America  Spaguuo- 
la  fi  fervivano  delle  Patate  ,  chiamate  in  quei  Paefi  Pape, 
per  alimento  in  tutte  le  maniere  ;  come  anche  nel  Para- 
guay ,  ed  altre  parti  dell'  America  erano  in  ufo  le  radici  del- 
la Mandioca ,  o  Juca,  e  parecchie  altre. 

Veegafi  anche  in  tal  particolare  delle  Patate  il  Sig.  Antonio 
Zanon  Mercante  Veneziano  fopra  la  Coltivazione  ,  ed  ufo 
delle  Patate  Venezia  1767.  prefib  Modero  Fenzo.  Alle  pag. 
15.  ,  e  16.  della  medefima  v'  anno  pure  tutte  le  cofe,  le'qua- 
li  circa  il  modo  di  far  Amido  colla  farina  delle  Patate  fi  fono 
fopra  defcritte  ,  e  riportate . 

Nel  Quito  fi  faceva  Amido  dalle  Pape  ,  primachè  nell'  Eu- 
ropa foffero  introdotte  tali  radici  ,  o  Patate  .  A  Ravenna 
hanno  fatto  ottima  riufcita  .  Lo  fieflo  nella  Tofcana  ,  ed  in 
altre  Città  d'  Italia. 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.     i6$ 

cui  s'  impiega  1'  Amido,  nella  biancheria ,  nelle  Fab- 
briche d'  Indiane  &c. 

Si  calcola  ,  che  una  mifura  colma  di  Berna  ,  la 
quale  pefa  venti  ,  o  ventidue  libbre  di  pefo  di  die- 
cilette  oncie  ,  renda  quattro  o  cinque  libbre  di  fari- 
na bianchiiììma  ,  e  due  ,  o  tre  libbre  d'  inferiore  . 
Tre  peribne  poiìòno  fabbricarne  ,  e  lavarne  in  un 
giorno  almeno  centocinquanta  libbre  della  fina,  e  fef- 
fanta  ,  o  fettanta  della  più  inferiore  qualità,  purché 
le  acque  ,  e  tini  fiano  alla  mano  ,  e  comodi  agli 
Operaj  .  Vedi  il  Trattenimento  VII.  §.  2.  Pane  &c. 

Specie  di  Liquore  fermentato  ,  che  fanno  nella 
China ,  fortiffimo ,  ed  atto  ad  ubbriacare . 

Per  far  qudta  lorta  di  Birra  ,  o  liquore  fi  piglia 
dell'  Orzo  ,  o  Frumento ,  che  fi  fa  germogliare ,  (  2  ) 
e  macinare  groflamente;  le  ne  mette  una  certa  quan- 
tità in  un  tino  ,  fi  umetta  debolmente  con  acqua 
calda  ;  allora  fi  copre  il  tino  con  diligenza  ;  fi  ver- 
fa  in  appreifo  della  nuova  acqua  bollente  ,  e  fi  agi- 
ta, e  rimefcola  il  tutto  affinchè  1'  acqua  lo  penetri 
egualmente  da  per  tutto  ,  e  dopo  fi  ricopre  il  tino; 
fi  continua  a  verfar  dell'  acqua  bollente  ,  ed  a  ri- 
menare fintantoché  veggafi  1'  acqua,  che  fopranuota, 
abbia  perfettamente  eftratto  il  grano  germogliato,  lo- 
chè  fi  riconofce  quando  è  fortemente  colorita,  e  di- 
venta tenace  ,  e  vilcofa  .  Si 

(  2  )  Veggafi  i!  viaggio  di  Siberia  del  Sig.  Gmel'm  .  Il  fudetto 
Liquore  ha  il  nome  di  Tara/un  . 

Nella  China  ,  ed  anche  neile  Ilble  Filippine  fi  fa  Birra  eccel- 
lente di  Rifo  nella  maniera  fudetta  .  Ma  sì  1J  Orzo  ,  come 
il  Frumento  ,0  Rifo  deve  effere  non  mondato  dalla  fua 
fcorza  ,  perchè  fenza  quefta  non  fermentarebbe  .  Nelle  Fi- 
lippine in  vece  del  Luppolo  Chinefe  adoperano  una  parta 
bianca  ,  la  quale  ferve  di  Fermento  ,  e  comunica  forza  al  li- 
quore . 


z<$6        Parte  IL  De   Trattenimenti 

Si  kfcia  raffreddare  ogni  cofa  fintantoché  intìept- 
diica  ;  allora  fi  verfa  il  liquore  in  un  vaio  più  ftret» 
to  ,  che  fi  affonda  in  terra  dopo  di  avervi  aggiunto 
un  poco  di  Luppolo  Chinefe  :  fi  ricopre  bene  di  ter- 
ra il  Vaio  ,  che  è  fiato  fotterrato  ,  e  fi  lafcia  così 
fermentare  il  liquore  .  Il  Luppolo  de*  Chinefi  ,  che 
è  fiato  compreflo  ,  e  calcato  dentro  alle  forme ,  por- 
ta già  feco  lui  il  fuo  lievito  ;  e  perciò  non  vi  è  bi- 
fogno  di  aggiugnervi  neifuna  materia  fermentata. 

Nota  .  In  Europa  dove  non  fi  ha  di  quefto  Lup- 
polo preparato  ,  potrebbefi  loftituire  in  lua  vece  del 
Luppolo  bollito  in  piccola  quantità  per  non  rendere? 
il  liquore  troppo  amaro  ;  ed  aggiugnendovi  un  poco 
di  lievito  ,  o  di  midolla  di  Pane  ,  lochè  produrreb- 
be il  medefimo  effetto  . 

Quando  la  rimeria  è  entrata  in  fermentazione ,  fi  of- 
ierva  le  la  fermentazione  è  celiata  ,  il  che  fi  cono- 
ice  ,  quando  la  materia  ,  che  fi  era  rigonfiata  co- 
mincia ad  abbaiTarfi;  allora  fi  mette  dentro  a  de'  lac- 
chi di  groffa  tela  ,  che  Ci  chiudono  legandoli  ,  e  fi 
mettono  lotto  ad  uno  ftrettojo  ;  il  liquore  ,  che  lo 
ftrettojo  fa  ufcire  da  quelli  faccia  fi  ripone  fenza  in- 
dugio dentro  alle  Botti  ,  che  fi  mettono  nella  Can- 
tina ,  e  che  fi  turano  con  diligenza  ;  in  quefto  mo- 
do fi  ha  una  Birra  ,  che  è  buonifìima  . 

TRATTENIMENTO  X. 

Nuovi  Capi  economici  ,  ed  utili . 
§.  i.  Coltivazione  delle  Patate» 


D 


Anno  effe  gran  vantaggio   sì   per  alimentar  gli 
Uomini  ,  particolarmente  negli  anni   di  care- 
àia, 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  •     tóf 

ftia  ,  come  per  ingraflare  il  Beftiame  .  II  buon  ufo 
di  quefte  è  poco  conosciuto  fino  ad  ora  ,  quefto  ci 
obbliga  a  fpiegar  minutamente  la  loro    coltivazione. 

Si  efeguilce  nella  feguente  maniera.  Neil'  Autun- 
no fi  prepara  la  terra  con  un  lavoro  dopo  avervi  fpar- 
iò  un  poco  di  letame  .  Nella  Primavera  fi  dà  una 
feconda  aratura  ,  lpargendo  prima  un  poco  di  leta- 
me ;  e  dopo  quindici  giorni  di  aver  i'parfo  il  leta- 
me ,  le  Fatate  fi  piantano  nei  folchi  ,  e  fi  copro- 
no di  terra.  Nel  Piemonte  le  Patate  fi  piantano  col- 
la Melica  ,  diftanti  1'  una  dall'  altra  un  piede  ,  e 
mezzo  ,  così  tutto  il  lavoro  ,  che  fi  fa  per  la  Me- 
lica ferve  a  quelle  . 

Sul  principio  di  Aprile  fi  fa  la  piantagione  .  Se 
fono  piccole  fi  piantano  due  ,  o  tre  Patate  ,  ma  le 
fono  grandi ,  fi  tagliano  in  pezzi  fenza  pregiudicare 
gli  occhj  .  Se  le  Patate  fi  piantano  fole  fenza  Meli- 
ca ,  né  altra  femenza  ,  dovranno  eifere  diftanti  un 
buon  piede  1'  una  dall'  altra  ,  Il  giorno  di  quefto  la- 
voro fia  lecco  ,  ed  afeiutto  per  prevenire  ,  che  1'  u- 
mido  non  le  corrompa  * 

La  raccolta  delle  Patate  fi  fa  full'  ultimo  di  Set- 
tembre y  o  fui  principio  di  Ottobre.  A  Ravenna  un 
Mele  prima  ,  ordinariamente  per  Agofto  .  Le  loro 
foglie  fi  poffono  tagliare  un  Mefe  prima  della  rac- 
colta ,  e  fervono  di  pafcolo  aliai  lano  ,  e  piacevo- 
le al  Beftiame.  Facciafi  la  raccolta  in  tempo  afeiut- 
to ,  e  fi  confervino  fulla  fabbia  pura  coperte  di  pa- 
glia per  difenderle  dal  gelo  ,  e  dall'  umido  .  Ma  fa- 
rà conveniente,  che  in  quefto  ognuno  oifervi  il  tenv» 
peramento  ,  ed  il  clima  del  fuo  paefe  . 

Ogni  terreno  fa  per  le  Patate  ,  eccetto  il  creto- 
so troppo  duro  ,  dove  non  fi  poffono  ftendere  ,  né 
ingroflare  .  Il  più  atto  è  il  terreno  morbido,  e  foa- 

ve. 


2<58         "Parte  IL  De1  Trattenimenti 

ve  .  Eftratte  da  terra  le  Patate ,  fi  dà  una  aratura  al 
terreno  ,  e  Tempre  indietro  dell'  aratro  fé  ne  raccol- 
gono molte  ,  che  vengono  fuori . 

Nei  campo  ,  dove  fono  fiate  le  Patate,  fanno  be- 
ne il  Grano  ,  1'  Orzo  ,  la  Segala  ,  ed  il  Miglio  . 
Ogni  tre  anni  fi  può  mettere  un  terreno  a  Patate  , 
ed  a  Frumento  . 

La  raccolta  delle  Patate  ,  dice  a  ragione  V  Auto- 
re del  Socrate  Ruftico  ,  è  degniffima  d'  attenzione  , 
e  fé  fi  paragona  con  quella  del  Grano  fi  trovarà  più 
abbondante  .  Di  più  ella  è  fempre  ficura  ,  né  fanno 
pregiudizio  alcuno  alle  Patace  gli  orridi  venti  fred- 
di ,  ed  intenfi  dell'  Inverno  ,  né  le  Brine  della  Pri- 
mavera ,  né  le  gragnuole  della  Eftate  ,  le  quali  co- 
fe  ben  fovente  riducono  al  nulla  le  più  liete  fperan- 
ze  degli  Agricoltori . 

Ufi, 

Riguardo  agli  ufi  delle  Patate  ,  quefte  fervono 
principalmente  per  far  Pane,  il  quale  è  ottimo  quan- 
do fi  fa  metà  di  Grano  ,  e  metà  di  Patate.  La  ma- 
niera di  farlo  é  quefta  :  Si  fanno  ben  bollire  in  ac- 
qua le  Patate  ,  e  dopo  cotte  fi  pelano  ,  e  poi  li 
mettono  nella  madja  ,  o  arca  del  pane  ,  dove  fi  co» 
prono  di  acqua  bollente  ,  e  s'  impattano  ,  tritano, 
e  fminuzzano,  fintantoché  fi  riducano  ad  una  fpecie 
di  fina  paftiglia  ,  non  rifparmiando  lavoro,  ne  tem- 
po .  La  paftiglia  fatta  fi  unifee  ad  altrettanta  fari- 
na ,  o  palla  di  frumento  ,  fi  mette  il  fale  ,  ed  il 
lievito  ,  e  fi  fa  il  pane  .  Ciò  che  ancora  lì  fa  con 
le  Patate  mefcolate  con  farina  di  Segala  ,  Orzo  , 
Formentone  &c. 

Le  Patate  ,  come  le  altre  vivande  ,  fi   preparano 
in  molte  maniere  diverfe  ,  come  dice    il    Campini  . 
Sono  eccellenti  in  Infalata  ,  in  guazzetto  ,  per  far- 
ne 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettivoli .     26$ 

ne  falfa,  intingolo,  col  Merluzzo  ,  Baccalà  ,  ed  in 
fritrnra  ,  e  frittelle  :  per  mangiarle  in  umido  ,  ed 
arrofto  ;  per  far  empiture  alle  Pollanche  ,,  ed  alle 
Oche  arroftite  :  entrano  nei  Pafticcj  di  legumi  ;  nei 
polpettoni  ;  le  ne  fanno  dei  pafticcetti  ,  delle  Cro- 
llate ,  e  dei  Tortelli  ,  che  imitano  quelli  delle  man- 
dorle ,  in  modo  y  che  vi  reftano  ingannati  anche  gì' 
intendenti  ;  lì  fanno  biscottini  3cc. 

Colle  Patate  fi  prepara  una  Bevanda  fimile  al  Caf- 
fè ,  o  fi  fa  latte  rapprefo  .  Il  Formaggio  di  Patate , 
feri  ve  il  Sig.  Hey  di  Arendfee  li  fa  così  .  Bollite  le 
Patate  ,  ,  e  pelate  fi  riducano  in  parta  colle  mani  : 
fi  aggiunga  loro  il  latte  rapprefo  in  quantità  eguale 
alla  parta  ,  e  fi  maneggi  il  tutto  fino  a  quella  con- 
firtenza  ,  che  farà  fuffìciente  :  dopo  vi  fi  fparga  un 
poco  di  fale  ,  d'  alloro  ,  e  di  garofana  pelìo  :  fi  ri- 
copra il  mefcuglio,  e  fi  lafcia  così  una  intiera  gior- 
nata fenza  toccarlo  per  dargli  tempo  a  fermentare  . 
Quindi  fi  facciano  i  piccoli  Formaggi  nella  maniera 
confueta  ..  (  1  ); 

§.  z.  Preparazione  per  feminare il l  Grano . 

Si  mettano  in  un  tinaccio  tante  fecchie  d'  acqua 
quante  Staja  di  grano  fi  vogliono  feminare  ;  per  ogni 
dieci  fecchie  di  acqua  vi  fi  verfi  mezza  iecchia  di 
cenere  ,  ed  altrettanto  di  ognuno  dei  varj  ingralìi  , 

econ- 


(  1  )  Intorno  alle  Patate  ,  alla  loro-  coltivazione  ,  ufo  &c. 
vegganfi  il  Socrate  Rufiico ,  le  rifleffìoni  del  Campirti  ,  Par- 
mentfier  Memoire  fur  les  Pommes  de  terre  ,  e  Novell  es  lit- 
leraires  par  M.  1'  Abbe  Rofier  tom.  1.  an.  ijf.l-  H  Dia- 
rio Ecenom.  tom.  1.  nom.  4.  Il  Giornale  Enciclopedico  di 
Bovillon  per  /'  anno  177 1.  tom.  8.  Pan.  1.  ,  e  Don  Lo- 
Tenzo  Hervas  Idea  dell'  Univerfo  tom.  4.  pag.  82.  ,  ed  in 
quetta  parte  feconda  Trattenim.  VII.  §.  2.  ,  e  Tratteni- 
mento IX.  num.  V. 


2*70         "Parte  IL  De'  Trattenimenti 

e  concimi  ,  che  li  fogliono  ufare  ,  come  di  Colom- 
bi ,  di  Polli  ,  di  Cavalli  ,  di  Buoi  ,  di  Pecore  &c. 
Tutto  ciò  fi  lalcia  fermentare  ,  e  cercata  la  fermen- 
tazione ,  fé  ne  faccia  bollire  un  fecchio  entro  una 
Caldea  ,  e  ritirata  elsa  dal  fuoco  ,  vi  fi  gitti  den- 
tro un  pezzo  di  Calce  viva  grofso  quanto  due  pu- 
gni ,  e  vi  lì  ftemperi  bene  .  Ove  manchi  alcuno  de* 
Suddetti  ingraili  ,  fi  fupplilce  cogl'  altri  ,  e  mancan- 
do la  Calcina  viva  ,  o  fi  vivifica  la  eftinta  ,  facen- 
dola arroventare  al  fuoco  }  o  fé  ne  raddoppia  la 
dofe  . 

In  sì  fatto  liquido  fi  metta  lo  Stajo  di  temenza, 
fortraendone  una  ottava  parte  ,  e  con  una  paletta  \\ 
agiti  ,  finché  i  grani  ne  fiano  tutti  ricoperti, e  fpor- 
chi  ;  e  le  quello  non  baliaife  ,  le  ne  aggiunga  celi' 
altro  prendendone  dal  tinaccio  .  Quello  Grano  così 
preparato  fi  deve  feminare  lo  Stello  giorno  ,  oppure 
nei  feguente  ,  Ma  fé  qualche  oftacolo  vi  fi  frappo- 
nete ,  baftarà  ogni  giorno  rimelcolarlo  colla  pa;etta. 

Così  il  Signor  Bertrand  nei  celebri  elementi  di  A- 
gricoltura  Dial.  i.  Aggiugne  ,  che  il  grano  in  tal 
maniera  preparato  non  lo  toccano  gì'  inietti  ,  e  h 
rilparmia  un5  ottavo  di  temenza  ,  e  parte  ancora  del 
Concime  ;  ella  acquifta  vigore  ,  onde  luperando  le 
altre  erbe  prefto  le  lofTochi  ,  e  non  diviene  carbo- 
ne ,  o  fia  grano  annerito  . 

Ma  fé  tale  operazione  parefle  foverchiamente  lun- 
ga ,  vi  fi  potrà  fupplire  col  folo  ranno  di  cenere  , 
Spruzzandone  la  Semenza  ,  e  rimescolandola  ,  affin- 
chè tutta  s'  inumidifea  :  quindi  col  tacciarvi  fopra 
Calce  viva  polverizzata  in  tal  quantità  ,  che  la  Se- 
menza imbianchi  ,  e  le  ne  afeiughi  V  umido  ,  il 
Grano  farà  in  ifiato  di  feminarfi  . 

Qui  ri  oilervi  ,  che  ìa  Secchia  3  di  cui  fi    parla  > 

è  la 


Sm  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.      271 

^  la  Secchia  a  mifura  di  Parigi  ,  la  quale  contiene 
72.  libbre  Italiane  di  12.  oncie  .  La  Semenza  pre- 
parata con  detti  ranni  ,  fi  è  veduto  molte  vohe  , 
fcrive  Malpigi  Anat.  piantar,  ,  che  un  grano  lolo 
ha  prodotte  lette  ,  e  otto  fpighe,  ognuna  d^lle  qua- 
li aveva  cinquanta  grani  incirca.  Si  leggano  le  Irru- 
zioni elementari  ài  Agricoltura  ,  Opera  di  Adam') 
fabront  ftampata  in  Venezia  l'  anno  1787. 

§.  3.  Confermar  Uova  frefche  per  lungo  tem- 
po ,  anche  per  2.  anni . 
Si  metta  Sale  neh*  acqua  in  tanta   quantità  ,  che 
redi  una  Saìamoja  tale  ,  che   fopranuori   un    Uovo  . 
In  quella  Saìamoja  fi  mette  cenere  polita   ,   e    li  fa 
cerni  fango  ,  o  malta  .  Quindi  con   ella    fi   da   alle 
Uova  in  maniera  ,  che  relìino   coperte   da    per   tut- 
to :  dopo  s'  involgano  nella    Carta  ,   o   in   quilche 
altra  cofa  •  e  ciò  latto  fi   mettono  in    una    pignatta 
grande  ,  o  in  un  coppo  ,  e  W  coore  elaf?  mente. 
$.  4.  Maniera  ài  fare  il  Ratafià . 

Il  Ratafià  è  un  liquore  fpiritofo  fatto  con  Noc- 
ciuoli  di  diverfe  frutta  ,  o  colie  frutta  ftelTe  ,  e  Ga- 
gohrmente  con  Ciriegie  ,  ed  Albicocchi  . 

Il  Ratafià  di  Ciriegie  fi  fa  fchiacciando  le  Cirie- 
gie ,  e  mettendole  nelT  Acquavite  ,  vi  ìi  aggiungo- 
no i  Nocciuoli  colle  more  ,  con  Zucchero  ,  Cannel- 
la ,  Pepe  bianco  ,  Noce  molcata  ,  e  Garofani  .  Si 
mettono  venti  libbre  di  Ciriegie  fopra  venti  pinte  d* 
Acquavite  .•  li  lafcia  il  vaio  aperto  per  dieci ,  o  do- 
dici giorni  ;  in  fine  fi  tura  bine  ,  e  non.  li  tocca 
più  fé  non  dopo  due  Meli  . 

il  Ratafià  di  albicocchi  fi  fa  in  due  maniere.  La 
prima  fi  è  di  far  bollire  gli  Albicocchi  nel  Vino  bian- 
co ,  aggiugnendovi  una  eguale  quantità  di  Acquavite , 
con  Zucchero ,  Cannella  ,  Fior  di  Noce  molcata  ,  e 

noe-' 


272.         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

mcciuoli  di  Albicocchi  ,  lafciando  il  tutto  in  infu- 
nine per  otto,  o  dieci  giorni,  e  poi  chiarificando  il 
liquore  .  La  ieconda  maniera  è  di  mettere  in  infu- 
fione  gli  Albicocchi  tagliati  in  pezzi  per  un  giorno  , 
o  due  nell'  Acquavite  ,  pattando  il  liquore  per  una 
Calza  ,  ed   aggiugnendovi    gì'   ingredienti  ordinarj  . 

Rofolio  . 

I  Rofolj  fi  fanno  ,  o  fi  compongono  di  tutte  le 
forta  di  fiori  odoriferi  ben  politi  ,  dimodoché  non 
relti  altro  ,  che  le  foglie  .  Ciaicuna  fpecie  feparata- 
mente  fi  mette  in  acqua  ,  e  fi  fa  bollire  :  quindi  Ci 
levano  via  i  fiori  ,  e  fi  mettono  a  fgocciolare  fopra 
qualche  vafo;  e  fopra  tre  pinte  di  queft'  acqua  sgoc- 
ciolata fi  mettono  tre  fogliette  di  Spirito  di  Vino  ; 
tre  libbre  di  Zucchero  chiarificato  ,  ed  una  quantità 
proporzionata  di  eilenza  di  cannella  ,  come  mezza 
foglietta  :  dopo  fi  cola  tutto  ,  e  fi  mette  nelle  bot- 
tiglie ,  le  quali  fi  otturano  bene. 

Acqua  di  Framboè ,  Fragole,  Cìrieg'te  &c. 

Si  prendono  Framboè  affatto  maturi  ,  fi  fpremono 
per  una  tela  per  cavarne  il  fugo  ,  il  quale  fi  mette 
in  una  bottiglia  di  vetro  fenza  otturarla  ,  e  fi  efpo- 
ne  al  Sole,o  in  una  Stuffà  ,  o  alla  prefenza  del  fuo- 
co ,  fintantoché  fi  chiarifichi  .  Allora  fi  vuota  foa- 
vemente  entro  un'  altro  vafo  fenza  turbare  ,  o  mo- 
vere la  feccia  .  Sopra  mezza  pinta  di  quelì'  acqua 
fi  aggiugne  una  pinta  d'acqua  comune,  ed  una  quar- 
ta parte  di  una  libbra  di  Zucchero  ;  dopo  fi  paifa 
da  un  vafo  all'  altro  per  n»efcolar  bene  il  Zucche- 
ro ,  fi  cola  per  tela  ,  e  fi  lafcia  rinfrefcare  .  Nella 
ftefla  maniera  fi  fanno  le  acque  di  Fragole,  e  quel- 
la di  Ciriegie  . 

Crema  di  Pane  . 

In  una  Pignatta  polita  fi  fa  bollire  in  acqua  una 

por- 


Su  le  matterìe  utili ,  e  dilettevoli.     273 

porzione  di  Pane  ;  e  dopo  aver  ben  bollito  ,  fi  ca- 
va fuori  ,  e  fi  {preme  fortemente  con  una  falvietta, 
o  altra  tela  fopra  una  icodella,  o  pignatta  per  rice- 
vere il  latte  ,  che  ufcirà  ;  dopo  quefto  latte  fi  met- 
te a  bollire  lentamente  fopra  fuoco  foave  fintantoché 
Ila  rapprefo  ;  dopo  fi  cava  dal  fuoco  ,  e  fopra  vi  fi 
m.tte  Zucchero,  Cannella  &c. 

Crema  di  Rijo . 

Si  peftano  in  un  mortajo  due  ,  o  tre  oncie  di  Ri- 
fo  ;  quefta  farina  fi  fa  cuocere  in  una  pinta  d'  ac- 
qua fino  alla  confiftenza  di  pappa.  Si  palli  per  una 
tela  con  forte  preilìone;  fi  metta  in  una  pignatta  in- 
verniciata ;  e  quando  fi  voglia  dare  ad  un'  ammala- 
to qualche  brodo  ,  vi  fi  mefcoli  una  ,  o  due  cuc- 
chiarate  di  quefta  Crema  . 

Metodo  di  preparare  il  Rtfo  per  averlo  pronto , 
volendolo  tifare  col  brodo ,  0  col  latte . 

Mettete  il  Rifo  entro  un  facchetto  di  tela,  e  cu- 
citelo .  Ponetelo  a  cuocere  dentro  dell'  acqua  ;  do- 
po lanciatelo  fgocciolare  per  quattro  ,  o  cinque  ore: 
dopo  aprite  il  facchetto  ,  e  ftendete  il  Rifo  fopra 
una  tela  bianca  per  farlo  feccare  .  Quando  farà  per- 
fettamente fecco  ,  raccoglietelo  ,  e  cuftoditelo  .  Per 
ufarlo  prontamente  fi  fa  fcaldare  il  brodo  ,  o  il  lat- 
te ,  e  fi  mette  quanto  parerà  conveniente  ,  copren- 
do la  fcodella  ,  o  pignatta  per  lo  fpazio  di  mezzo 
quarto  d'  ora  .  Il  Rifo  preparato  nella  fudetta  ma- 
niera fi  conferva rà  per  lungo  tempo  . 

Col  metodo  fteffo  fi  può  preparare  ,  e  confervare 
il  Fromentone  ,  o  fia  Maiz  &c. 

§.  5.  Modo  dy  incerar  Tele  , 

Pigliate  un  pane  fcroftato,e  ponetelo  nel  fondo  di 
una  pignatta  ,  poi  copritelo  di  fior  di  pietra  cotta  , 
e  con  tegola  ,  o  coperchio  ,  o  piatto  coprite  ogni 

T  co- 


274         Vane  IL  De   Trattenimenti 

cofa  ;  indi  empite  la  pentola  con  olio  di  noce,  o  di 
lino  ,  e  lafciatelo  ftar  così  per  alquanti  giorni  ,  che 
vedrete  queft'  olio  divenir  candidiiìimo  ;  poi  leva- 
to ,  e  fatto  bollire  con  la  quarta  parte  d'  Aloè  Soc- 
cotrino  ,  ne  avrete  una  concia  perfettiffima  ,  quale 
i'enza  fetore  ,  né  diminuire  colore  ineerarà  non  iolo 
tela  fottiliffima  ,  ma  ogni  tafetà  ,  ed  ormefino. 
Altra  maniera  meno  perfetta. 

Volendo  incerare  teia  Sufficiente  per  fornimento  di 
una  Carrozza  ,  fi  piglia  olio  di  noce  ,  o  dì  lino  lib- 
bre 15.  ,  di  Litargirio  lib.  2.  ,  Acqua  di  Termenti- 
na  lib.  3.  ,  e  fatto  bollire  tutto  quello  fino  alla  con- 
fumazione  del  quarto,  ti  bagna  prima  la  teia  in  col- 
la di  ritagli  ,  acciò  non  forbifea  tanto  della  prepara- 
ta miftura  ;  da  poi  fatta  ftar  tefa  tra  pertiche ,  fé  gli 
applica  la  compofizione  calda  con  un  pennello  ;  e 
calo  foffe  rara  ,  fé  li  fa  pigliar  corpo  con  la  Biac- 
ca ,  con  la  quale  fi  mefcola  quel  colore  ,  di  cui  11 
defidera  fia  tinto  1'  incerato  .  Ma  quello  non  è  mo- 
do perfetto  ,  perchè  crepa  ,  e  non  è  maneggiabile  , 
e  talvolta  cade  la  materia.  Il  primo  modo  è  perfet- 
to ,  e  ficuro . 

Il  Sig.  Beaume  crede  ,  che  la  compofizione  per 
incerare  la  tela  Ila  una  fpecie  d'  intonaco  di  nats-ra 
emplaftica  ,  comporlo  di  Olio  di  lino  cotto  col  Li- 
targirio ,  e  forfè  di  qualche  refina  ,  della  quale  tat- 
tuttavia  non  ha  trovato  neffun  indizio  nelle  prove 
da  lui  fatte  ,  il  tutto  cotto  infieme  ad  una  conve- 
niente confidenza  .  Vedi  il  Tratt.  X.  Part.  I. 
§.  6.  Maniera  di  conciar  il  Tabacco. 

Le  Foglie  di  Tabacco  ben  mature  s'  intingono  in 
Vino  nero  generofo  ,  pofeia  fi  levano  dal  Vino, co- 
sì bagnate  fi  lafciano  ammucchiate  per  lo  fpazio  in- 
circa di  giorni  quindici  ,  hmenandoie  però  di  quan- 
do in  quando ,  acciocché  non  ammuffìfeano .       Quin- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     2,75 

Quindi  fi  ftendono  l'opra  tavole  ,  o  coltre  in  luo- 
go molo,  ove  non  giunga  fole;  pofcia  fi  levano  via 
deliramente  tutte  le  coite  delle  foglie  ,  e  fi  ripongo- 
no a  parte  per  far  Tabacco  grolìolano  ,  e  le  foglie 
lì  peftano  con  peftello  di  legno  in  pila  di  pietra, 
p<v;  ne  in  tal  modo  il  Tabacco  reftarà  più  oliofo  ,  e 
co  ifeguen  temente  più  morbido  . 

Che  fé  poi  non  fi  voleiìe  praticare  T  accennata 
diligenza,  ,  fi  peftaranno  ,  o  macinaranno  le  predet- 
te toglie  colle  loro  coite  ,  e  ridotte  in  polvere  lot- 
tile lì  faranno  pattare  per  ftaccio  raro  . 

Quindi  lì  prenderanno  le  fcorze  di  tanti  Aranci  ben  ma- 
turi ,  quante  faranno  le  libbre  del  Tabacco  da  ma- 
nipolarli ,  e  fi  metteranno  in  infufione  nell'  acqua 
per  due  giornate  ,  dimodoché  1'  acqua  non  fia  piti 
di  due  oacie  per  ogni  libbra  di  Tabacco,  aggiugnen- 
do  a  dett'  acqua  dopo  i  due  predetti  giorni  un  quar- 
to di  oncia  per  libbra  ,  come  ibpra  ,  di  ottimo  Ta- 
bacco del  Brafile  in  corda,  che  vi  fi  lafcierà  per  ore 
ventiquattro. 

Pofcia  fi  leva  V  accennato  Tabacco  dall'  acqua ,  col- 
la quale  fi  bagnarà  il  Tabacco  in  polvere  .  Quindi 
ammucchiato  il  Tabacco  in  polvere  così  bagnato  con 
in  mezzo  quello  in  corda  levato  dall'  acqua,  fi  conv 
primerà  bene  infieme  ,  lafciandolo  così  ammucchiato 
per  alquanti  giorni  in  luogo  ariofo  ,  e  riparato  dal 
Sole  ,  affinchè  poffa  attraere  bene  la  concia  .  Allora 
fi  andarà  (tendendo  colle  mani ,  e  paffato  per  ftaccio 
raro  ,  fi  lafciarà  afeiugare  all'  ombra  ,  finché  fia  ben 
difpofto  per  farlo  paffare  per  ftaccio  ftretto  ,  fecon- 
do, che  fi  vorrà  ,  la  grana  ,  o.  grofferella  ,  ovvero 
impalpabile  all'  ufo  di  Spagna  .  Finalmente  fi  pren- 
derà un  poco  d'  Olio  di  Mandorle  dolci  eftratto 
ienza  fuoco  ,  e  con   elio  fi  inumidiranno  le    palme 

del. 


f]6         Tarte  TI  De*  Trattenimenti 

delle  mani ,  e  con  quello  11  andari  leggermente  ftro- 
picciando  il  Tabacco  ,  facendolo  tutto  ripaffare  più 
volte  ,  ungendo  fpeife  fiate  le  palme_  delle  mani  co- 
me fopra  ,  poiché  in  tale  guifa  il  Tabacco  reftaià 
più  morbido  ,  e  delicato  . 

Quefto  Tabacco  fi  conferva  in  vafo  di  Vetro  ,  di 
Piombo  ,  o  di  Majolica  ,  ben  compreflb  ,  e  chiuft 
i  Vali  con  laftre  di  Piombo  ,  e  carta  pecorina  ,  af- 
finchè non  venga  ad  eialare,  e  perdere  il  fuo  vigo- 
re .  Vedi  il  Tratten.  VII.  §.  2.  Num.  7. 

Quefto  fìa  detto  in  grazia  di  quelli  ,  che  fi  dilet- 
tano di  fare  Tabacco  ,  o  per  proprio  trattenimento  , 
o  per  ufo  in  Ravenna  .  La  polvere  in  quefto  modo 
riefce  buonifìima  ,  quafi  limile  al  Tabacco  di  Sivi- 
glia .  La  fpefa  è  poca  ,  e  facile  la  prova  .  Ignazio 
Ronconi  Dtzionar.  di  Agricolt.  verb.Tabacco.  Nuo- 
va edizione  a  Venezia  anno  1783. 

Avvertenze.  1.  Quando  fi  vorrà  far  Polvere ,  le 
Foglie  infilzate  fi  faranno  ftare  prima  alla  Rugiada 
per  due ,  o  tre  notti  ferene  ,  avertendo  di  non  laiciar- 
le  bagnare  dall'  acqua  ;  e  quefto  fi  fa  ,  tanto  per 
fare  loro  lalciare  i'  odore  di  erba  ,  quanto  per  inu- 
midirle ,  e  per  potergli  levare  le  cofte  di  mezzo  fen- 
za  romperle  .  Le  dette  cofte  ferviranno  per  far  Ta- 
bacco leggiero  ,  e  facile  a  ricevere  odore  . 

Converrà  peftare  ,  e  macinare  dette  foglie  fino  a 
ridurle  in  polvere  impalpabile  ben  ftacciata  ,  che  fi 
bagnarà  con  acqua  chiara  ,  e  finalmente  fé  le  darà 
la  grana  con  (laccio  ftretto  ,  o  largo  ,  fecondo  che 
fi  defidera  detta  grana  fottile  ,  o  grotta  .  Il  Tabac- 
co lavorato  in  quefto  modo  riefce  ottimo  ,  e  fenza 
odore  di  erba,  anzi  con  odore  grato;  ed  è  graffo ,  e  fimile  al 
Tabacco  di  Spagna  fchietto  • 

Dopo  che  faranno  fecche  le  foglie  infilzate,  ed 

inu- 


/ 

Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     2,77 

inumidite  alla  Rugiada  ,  come  fi  è  detto  fi  levarà, 
loro  la  cotta  di  mezzo  ,  e  fi  faranno  in  corda ,  o  in 
rotolo  ,  il  quale  involto  in  Canavaccio  fi  porrà  in 
Vinaccie  naturalmente  calde  dopo  aver  levato  il  Vi- 
no ,  e  lì  farà  aiciugare  all'  ombra  ,  perchè  riefca 
buono  ,  e  di  ottimo  odore  .  Lo  fteffo  Autore  . 
Tabacco  Maltefe  . 

Radici  di  Rofajo  ,  e  di  Regolizia  fenza  la  prima 
pelle  ,  un  poco  di  ciaicuna  a  diicrezione  ;  riducami 
in  polvere  ,  e  fi  pafferanno  per  ftaccio  .*  pofcia  fé 
gli  dà  T  odore  ,  che  fi  vuole  .  In  Parigi  fanno  co- 
sì ;  mettono  nella  polvere  un  poco  di  Vino  bianco, 
o  di  Acquavite,  o  folamente  alcune  gocciole  di  Spi- 
rito di  vino  ,  e  fi  mefcola  bene  . 

Altra  maniera  Maltefe  • 

Prima  fi  profuma  il  Tabacco  col  fiore  di  Aran- 
cio ;  indi  fé  gli  dà  odore  di  Ambra  così  :  fi 
rifcalda  un  poco  il  fondo  di  un  mortajo  di  pietra, e 
vi  fi  mettono  dentro  venti  grani  di  Ambra  ,  ed  ag- 
giugnendo  a  poco  a  poco  una  libbra  di  Tabacco  in 
polvere  ,  fi  maneggia  fra  le  mani  perchè  prenda  be- 
ne 1'  odore  . 

Altra  maniera  di  dare  V  odore  de'  Fiori 
al  Tabacco  . 

I  Fiori  della  Tuberola  ,  delle  Rofe  ,  del  Gelfo- 
mino,di  Arancio  comunicano  facilmente  odore. Con- 
viene avere  una  Calla  foderata  di  carta  fecca  ;  fi  fa 
un  letto  di  Tabacco  alto  un  dito  ,  fopra  quello  un 
letto  di  fiori  ,  e  fi  continua  in  quella  guifa,  fintan- 
toché vi  fia  del  Tabacco.  Lafcianfi  ftare  per  24.  ore; 
dipoi  fi  levano  i  fiori ,  e  le  ne  mettono  altri ,  flui- 
tando così  ,  fintantoché  il  Tabacco  abbia  pigliato 
buon  odore  ;  ed  allora  fi  levano  via  i  Fiori . 

Oppure  fi  può  mettere  il  Tabacco  fra  due  carte, 

buca- 


278         Parte  IL  De'  Trattenimenti 

bucate  eoa  fpillo  ,  e  (opra  le  carte  i    Ietti  dei    Fio- 
ri ;  e  perchè  qualche   Tabacco   palfarà   per   i    buchi 
delle  Carte  ,  lì  raccoglie  ,  e  li  paila  per  ftacqio. 
Altra  maniera  . 

In  un  Mortajo  fi  peitano  venti  grani  di  Mufchio 
con  un  poco  di  Zucchero  ;  fi  aggiugne  a  poco  a  po- 
co Tabacco  infino  al  pefo  di  una  libbra  ;  polcia  (ì 
peftano  dieci  grani  di  Zibetto  ,  li  rivolta  b  n  b:ne 
il  Tabacco  ■mufehiato  affinchè  iì  carichi  di  Zibetto: 
dopo  lì  agiti  il  tutto  infieme  ,  e  fi  aggiungano  l'old 
venti  grani  di  Vaniglia ,  che  entra  nella  Giocolata. 
Altra  maniera  pili  fpediente  . 

In  Spirito  di  Vino  fi  mettano  alcuni  pezzi  di  Va- 
niglia ,  ed  alcuni  grani  di  Cacao  abbruftoiito  ,  ed 
infranto  .  Si  ottura  bene  la  bottiglia  ,  e  fi  lafcia  per 
alquanti  giorni  .  Lo  Spirito  eftrae  la  foiiinza  ,  e  li 
carica  di  un  colore  come  rollo  belliiììmo  ,  e  di  tra- 
ganza gratifììma  .  Con  quello  Spirito  (ì  dà  V  odore 
al  Tabacco  ,  che  quali  s'  equivoca  con  i'  odore  del 
Sivigliano.  Vedi  il  Trattenim.  XIV.  _§.  5. 
Confervar  lufìre  le  Armi  . 

In  Aceto  aliai  forte  fi  disfaccia  polvere  di  Allu- 
me ,  e  con  effo  fi  freghino  1'  Armi  ;  con  quello 
mezzo  fi  confervano  rilplendenti  . 

Acqua  di  eccellente  odore  con  poca  Fpefa. 

Si  piglia  acqua  di  Rofe  e  fi  ratta  per  Bagno  Maria 
una  ,  o  due  libbre  .  Si  mette  queiV  acqua  in  una 
bottìglia  larga  ,  fi  empie  di  foglie  di  Rote  frelche  , 
fi  ottura  bene  la  bottiglia  con  cera  ,  e  pergamena  • 
Si  ponga  al  Sole  per  un  Mefe  ,  o  lei  Settimane  ;. 
pofeia  lì  fepari  1"  acqua  in  un'  altra  bottiglia ,  e  per 
ciafeuna  libbra  cT  acqua  aggiunganfi  due  grani  di 
Mufchio  ,  e  fi  otturi  bene  .  QuelV  acqua  ha  un'  o- 
dore  forprendente  ,  e  durevole  per  molto  tempo ,  do- 
ve 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli  ,     ifQ 

ve  fi  mette  ,  o  fi  trega  ;  ancora  effa  comunica  V  o* 
dorè  alle  pedone  ,  che  li  toccano  dopo  di  eflerfene 
fregate  le  mani  .  Potrà  ancora  fervire  per  dar  odo- 
re aj  Tabacco  . 

Caffè  buono  con  poca  fpefa  . 
Si  compone  in  quefta  guiia  .  Fave  campagnole 
nella  quantità  ,  che  li  voglia.  Si  metteranno  in  una 
padella  ,  e  ti  abbruniranno  fintantoché  crepino  ,  e 
comincino  ad  annerirli  .  Dopo  colla  punta  di  una 
lpatoia  fi  prenda  un  poco  di  miele  ,  e  s'  inumidifca- 
no  le  fave  ,  agitandole  bene  ;  pofcia  fi  asciughino 
nella  padella  ,  fintantoché  divengano  nere  ,  o  dei 
colore  di  Caftagne  .  Allora  fi  levano  via  dd  fuoco, 
e  i 'pra  efle  calde  come  fono  fi  mette  per  un  gran- 
de pugno  di  Fave  mezza  oncia  di  Caffè  polito , 
ed  abor urolito  ,  e  fi  agitano  ben  bene  quanto  più  lì 
polla  .  Ciò  fatto  fi  riducono  in  polvere  col  macinel- 
lo ,  e  quefU  mi  dura  avrà  V  odore  ,  e  il  gufto  del 
Vero  Caffè  . 

Si  mette  nella  Caffettiera,  o  Cucuma  a  discrezio- 
ne ,  e  fi  prepara  per  bere  nel  modo  lolito  con  Zuc- 
chero .  Può  beverfi  chiaro,  lafciandolo  ripofare  qual- 
che momento  ,  come  fi  fa  con  il  vero  Caffé ,  ed  an- 
che può  beverfi  con  il  fedimento  . 
Altro  Caffè  • 
Si  prende  una  mifura  a  diicrezione  di  Segala   po- 
lita ;  fi  fa   abbruftolire   fintantoché   abbia   il   colore 
puro  di  Carfagna   ,   rivoltandola   con   una   Spatola  . 
Dopo  fi  riduce  in  polvere  ;  e   per   ufarfi  fi   prende 
una  cucchiarata  di  quefta  polvere,  ed  un*  altra  cuc- 
chiarata  di  Caffè  vero  ,  e  fi  fa  bollire   nella  Caffet- 
tiera al  folito  .  Quello  Caffè  è   in    ufo   fra   Perfone 
di  qualità  ,  le  quali   lo   preterirono  al  Caffè   puro 
per  fortificare  io  ftoraaco  , 

Tem* 


aSo         Par  fé  IL  De*  Trattenimenti 

r 

Temperare  Sega  ,   o  Strumento  per 
fegare  i  Marmi  • 
Lo  Strumento  fi  fa  diventar  infocato;  quando  fa- 
rà infocato  col  colore  di  Ciregia,  fi  leva  dal  fupco, 
e  fi  unge  con  fego  di  candela  ,  e  fubito  fi  mette  a 
temperare  in  aceto  ,  nel  quale  fia  disfatta  ruggine. 
Zannare  ,  o  Zampane  • 
L*  erba  Camamilla  ,  ed  ancora    la   Matricaria  fo- 
no prefervativo  buono  contro  le  Zampane,  e  le  Api: 
quelli  Animaletti  non  poflono  foffrirc  il  di  loro  odo- 
re .  Bomare  . 

Tignuola  . 
Quefto  Vermicello  fpeflo  corrode,  e  guafta  le  co- 
perte de'  Libri  ;  per  prevenire  tale  danno, fi  fa  col- 
la di  farina  con  acqua  ,  nella  quale  fi  fiano  cotti 
Peperoni  affai  piccanti  ,  e  fortifìimi  ,  ed  un  poco  di 
Allume  .  Se  con  quella  colla  fi  attaccano  ,  e  fi  fan- 
no le  coperte  de'  Libri ,  non  entrano  le  tignuole .  Pratica- 
to nelle  Ifole  Filippine  con  felice  fucceifo  dai  PP.  Mif- 
fionarj  . 

TRATTENIMENTO  XL 

Alcuni  Rimedj  per  la  Ritenzione  et  Orina» 

TRe  onde  del  fugo  di  Parietaria  ,  o  la  fua  de- 
cozione bevuta  ,  guarifce  iftantaneamente  la 
Ritenzione  d'  Orina  .  Ronconi  Dtzionar.  dy  Agri* 
Colt.  Voc.  Parietaria  • 

Il  Cefalpino  dice  ,  che  la  Parietaria  muove  1'  o- 
rina  ,  ed  apre  le  reni  .  Roberto  James  Farmacopea 
univerfale  Lib.  III.  C.  i.  ih   Parietaria  • 

Lemery  Dizion.  Umverf.  v.  Parietaria  ,  fcrive  : 
ella  è  affai  apertiva  ,  deterfiva  ,  ammolliente  ,  rifo- 
lutiva ,  propria  per  la  Pietra  >  per  la  Renella  ,  per 

muo- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .    281 

muover  V  orina ,  per  la  colica  nefritica  .  Si  adopera 
elteriormente  ,  ed  interiormente  .  Si  chiama  anche 
Vicinerà  :  nafce  per  i'  ordinario  fulle  muraglie ,  ed  è 
propria  per  nettare  i  vetri  .  In  Ravenna  fi  dice 
Vidriola  . 

Recetitiores  trium  unciarum  pondere  fuccum  epo- 
tum  remorantem  urinam  citò  provocare  ,  ajunt  • 
Morandi  . 

Febbri  intermittenti  . 

La  polvere  de'  fiori  della  Camamilia  volgare  era 
in  ufo  al  tempo  di  Diofcoride  per  guarire  le  Febbri 
intermittenti  .  Raverio  la  prefcriveva  per  lo  fteiTo 
fine  \  ed  è  ancora  oggidì  il  febbrifugo  volgare  pref- 
fo  gli  Scozzefi  ,  e  gì'  Irlandefi  . 

Trovafi  quella  pianta  in  luoghi  incolti  ,  e  colti- 
vati ,  fra  il  grano  ,  negli  Orti,&c.  Fioriice  in  Giu- 
gno .  E*  aperitiva  ,  diuretica  ,  lenitiva  ,  e  febbrifu- 
ga .  E'  amara  ,  aromatica  ,  e  fembra  contenere  un 
Sale  Ammoniaco  ,  carico  di  moltifiìmo  acido,  ed  in- 
volto da  una  gran  quantità  di  iolfo  y  e  di  terra  . 
Roberto  James  fopracit.  voc.  Cham<smelum  vulgare  • 
Altri  nomi  latini  fcrive  Lemery  .  In  Italiano  fi  no- 
mina Camamilia,  e  Camomilla  ;  in  Spagnolo  Man* 
manilla  comun.  ,  in  Francefe  Camomille'. 

Il  Cavaliere  Gian  Battifta  Morandi  nella  Moria 
Botanico  -  pratica  pag.  3.  fcrive  :  In  febribus  prxfcr- 
tim  intermittentibus  commendatur  ,  in  fpccie  Ter* 
tianis  . 

Si  trova  un*  altra  Camamilia  più  bafia,e  più  odo- 
rifera ,  e  perciò  detta  Nobile  .  Crefce  negli  Orti  f 
e  Giardini  .  Morton  alien  Ice  di  aver  intelo  da  un 
celebre  Filico  ,\  che  i  Fiori  della  Camomilla  ridotti 
in  polvere  lottile  ,  e  prelì  a  convenienti  intervalli 
fono  tanto  infallibili  nel  guarire  le  Febbri   internila 

ten* 


z52         Parte  IL  IV  Trattenimenti 

tenti  ,  quanto  la  fteffa  Chinachina  .  Inoltre  dice,  dì 
averne  egli  fteffo  fatta  la  prova  in  tre  cafi  ,  e  che 
in  ognuno  gli  fia  riufcita  -  James  iopracit.  vocGfa* 
wi&mellum  nobile  .  In  Latino  fi  dice  ancora  Leucan~ 
$hemum  odoratius  ,  &  Camamellum  odorat'tjjìmum . 

Si  -peifono  vedere  le  diverte  fpecie  di  Carnami  Ila 
defcritte  nelle  Memorie  dell'  Accademia  Reale  delle 
Scienze  di  Parigi  1'  anno  1720. 

Il  Cardo  fallato  ,  detto  ancora  Calcitrapa,  è  un 
eccellente  febbrifugo  nelle  Terzane,  e  Quartane. Bo- 
mare  v.  detto  .  Crefce  in  Ravenna  quali  da  per  tut- 
to .  Si  prende  la  di  lui  decozione, e  non  ha  le  con* 
feguenze  delia  Chinachi  a  . 

Scorbuto  . 

Nel  Tom.  3.  Part.  2.  Libr.  3.  C.  i-  della  Iftoria 
dei  Viaggi  dicefi ,  effere  grande  prefervativo  dallo  Scor- 
buto il  lugo  dei  Limoni  .  Si  prende  ogni  mattina  a 
digiuno  una  cucchiarata  ,  e  fino  al  Mezzo  giorno 
non  li  ha  da  mangiare  cofa  alcuna  .  Con  quello  me- 
todo furono  prefervati  quelli  ,  che  navigavano  nel- 
la Nave  dell'  Ammiraglio  Lancaftro  .  Da  ciò  fi  in- 
ferire ,  che  per  un  mezzo  tanto  femplice  molti  fa- 
rebbero difefi  dallo  Scorbuto  . 

Il  fugo  dei  Tralcj  teneri  ,  o  delle  punte  dei  me- 
defimi  Alberi  dei  Limoni  è  ottima  bevanda  contro 
lo  Scorbuto  . 

Lavandofi  la  bocca  ,  e  le  gengive  celi' acqua  ma- 
rina ogni  giorno  la  mattina  ,  fi  prefervò  dallo  Scor- 
buto la  Tripolazione  ,  cioè  tutti  quelli  della  Frega- 
ta la  Smeralda  ,  nella  quale  io  pure  mi  trovava .  Fu 
configlio  ,  che  ci  diede  il  Capitano,  uomo  di  gran* 
de  elperienza  ,  e  pratica  nel  Mare. 
Calli  ne*  Pìedt  . 

Ridotto  V  Aglio  a  guifa  di  unguento  coli'  Olia 

d'  Uli- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.      28$ 

d*  Uliva  vale  a  rifolvere  i  Calli  de'  piedi .  James  fo- 
prac  voc.  Allium  . 

Ancora  lo  fterco  umano  frefco  applicato  in  forma 
d'  impiaftro  lopra  i  Calli ,  li  riiolve  •  Provato  in  Ra* 
venna  . 

Altra  Ricetta  . 
Oncie  6.  di  Cera  nuova  vergine,  3.  di  frementi* 
na  ,  2.  di  Galbano  ,  Allume  di  pietra  oncie  2.  ,  di 
Verderame  altre  due  oncie  .  Si  faccia  Cerotto  ;  do- 
po fi  lavano  i  piedi  in  acqua  calda  per  ammollire  i 
Calli  ,  e  fi  iìropiccino  bene,  e  pofcia  fi  applichi  i1 
impiaftro  in  un  panno  lino  ,  o  Carta  .  Guariranno 
in  otto  giorni  .  Cardano  . 

Pietra  detta  della  Vipera. 
Si  fa  del  corno  di  Cervo  abbruftolito  ,  e   tagliato 
in  pezzetti  ,  o  tondi  ,  o  lunghi,  o  come  fi  voglia, 
della  grandezza  di  una    buona  Fava  ,   e   quafi   della 
iteiìa  groiìezza.  Si  luftrano,  e  polifcono  bene. Serve 
contro  le  morficature  delle  beftie  velenofe  .    Si   apre 
un  pochetto  la  ferita  cagionata  coi  denti  della  Vipe- 
ra &c.  ,  e  fi  applica  immediatamente  la  Pietra .  Que- 
lla attrae  a  fé  il  Veleno  ,  e  quando   i  fuoi  pori    ne 
fono  pieni  cafca  da  fé  ,  fé  ne  applica  un'  altra,  per- 
lochè  conviene  averne  piti  di  una  .    Quando   non   li 
attacca  è  legno  ,  che  non  vi  è  più  veleno  .  Quelle, 
che  calcano  piene  di  veleno   fi  lavano   in   latte   cai* 
do  ,  o  neir  acqua  calda  ,  e  fi  confervano  per  limili 
difgrazie  .  Voglio  mettere  qui  i  Verfi  del  Padre  Già» 
corno  Vanier  fecondo  Virgilio  Francefe  . 
„  Eli  Lapis  Eoo  nuper  delatus  ab  orbe 
„  Subniger,  Se  levior,  ferpentum  nomine  di£tus, 
„  Quem  fi  tecum  habeas  ,  fecura  innoxius  Augues 
„  Jam  poteris  tracìare  manu ,  ferpentis  ad  icìum 
M  Applicitus  Lapis, in  fé  le  trahit  omne  venenum, 

»  Q,uod 


284         Parte  IL  De'  Trattenimenti 

„  Quodremovit,velaquamerfus,  vel  lacìe  tepenti. 

„  Quin  &  mortiferam  lapis  idem  fugit   ab  alcis 

„  Vulneribus  tabem  ,  plagae  tenatius  hasret, 

„  Ebrius  ex  haufta  fanie  dum  labitur  ultro. 
"Nei  Carbonchj  peftilenti   fi   è   efperimentato  ottimo 
rimedio  ,  ed  in  altri  limili  accidenti  . 
Calcolo  y  0  Pietra  . 

Le  Mandorle  amare  rifpetto  al  genere  umano  fo* 
no  medicinali  in  moltiflìmi  cali  ,  febbene  fi  mangi- 
no molto  di  raro  ,  a  motivo  della  loro  amarezza  . 
Sono  di  qualità  ftimolante  ,  detergente  ,  aperiente  , 
e  diuretica  .  V  Hoffman  ad  Poter,  ne  parla  nella 
maniera  feguente.*  „  Non  poflb  abbaftanza  raccoman- 
?)  dare  1*  ufo  delle  Mandorle  amare  ,  per  impedire 
„  la  generazione  delle  Pietra  ,  purché  le  ne  mangi- 
„  no  tre  ,  o  quattro  ogni  mattina  .  „ 

E*  appena  credibile  di  quanto  giovamento  fieno  in 
tutte  le  difpofizioni  calcolofe  ,  poiché  efpellono  l'o- 
rina ,  e  cacciano  la  renella  ,  che  è  il  vero  elemen- 
to della  Pietra  ;  come  io  ho  trovato  da  replicate  efpe- 
rienze  .  James  iopracit.  voc.  Amygialus  . 
Balfamo  particolare  contraveleno  » 

Si  pigliano  foglie  di  Fico  mature  ;  fi  fanno  bolli- 
re in  acqua  ,  e  ben  cotte  fi  fpremono  ,  e  fi  getta- 
no via  .•  alla  decozione  fi  dà  punto  in  maniera ,  che 
refti  come  miele  ;  quefto  fi  conferva  per  V  ufo  .  Al 
rr.orficato  dalla  Vipera  fé  ne  dà  un  poco  da  inghiot- 
tire per  la  bocca  ,  e  fopra  la  piaga  fé  ne  mette  un 
altro  poco  .  E*  Balfamo  efficace  ,  ed  efperimentato 
tale  nel  Paraguay.  InfegnoIIo  un  P.  Milionario  Ge- 
fuita  Tedefco  eccellente  Fifico  nominato  Sigilmon- 
do  Aperger  . 


TRAT- 


Su  le  materie  utili ,  e  dilettevoli  .     28$ 
TRATTENIMENTO  XII. 

%   1.  Alcune  curio fttà  fatte  d'  ojfo  f 
e  di  Como  • 

Fondere ,  e  gettare  le  O/fa  . 

P  Rendete  una  libbra  ,  o  più  di  Calce  Viva  ,  fate 
bruciare  in  effa  tante  offe  ,  quante  vorrete;  ca- 
vatele ,  e  ridotte  in  polvere  fottiliflìma  ,  pattatele 
per  un  tamifo  .  Prendete  una  parte  di  quefta  polve- 
re ,  ed  una  metà  di  Calce  Viva  parimente  in  pol- 
vere ;  melcolate  coterie  due  polveri  infieme  .  Dopo 
di  ciò  fate  fciogliere  del  Bitumé^in  un  poco  di  Vi- 
no ,  perchè  fi  iciolga  più  agevolmente  ,  e  mettetevi 
dopo  le  olla  ;  menate  ,  e  rimenate  il  tutto  fintan- 
toché abbia  acquiftata  la  confidenza  di  brodo  freddo 
di  Ceci  . 

Allora  gettarete  la  materia  nei  modelli  ,  che  av- 
rete unti  prima  con  olio,  maflimamente  fé  fiano  fat- 
ti di  Cartone  .  Lafciateli  ivi  feccare  ,  e  raffreddare, 
e  non  la  cavarete  fintantoché  non  fiano  paffete  -24. 
ore  ,  e  diverrà  dura  come  V  Avorio  .  Neil'  ultimo 
fcioglimento ,  o  fufione  potrete  aggi ugnere  quel  Colo- 
re ,  che  fia  di  voftro  piacimento  ,  per  efempio  il 
RofTo  col  Cinabro  ,  o  Minio,  il  Turchino  coli' Az- 
zurro ,  il  Verde  con  Verderame  ,  o  Verde  -  Gris  ,  e 
così  in  ordine  agli  altri  Colori.  Potrete  fare  il  la- 
voro ,  che  vi  piacerà  . 

Nello  Strumento  detto  Digeftore  Papiano  fi  disfan- 
no le  offe  con  fola  acqua,  e  divengano  come  pappa. 
Ammollire  le  Ojfa. 

Si  fa  fciogliere  Allume  nell"  Acqua  fopra  il  fuo- 
co ;  dopo  vi  fi  mette  una  parte  d*  acqua  roffe  ,  e 
della  cenere  bene  ftacciata  ,  e  fottile  y  ed  in  queiU 

fi  ia- 


2§£         Parte  IL  De9  Trattenimenti 

lafciano   a   molle   le  offa  ,   e   anche   P  Avorio- ,  per 
lo  fpazio  di  ventiquattro  ore  ,  e   li   ammolliranno  ; 
e  fé  fubito  lì  faranno  bollire  nell'  acqua   chiara  ,  ri- 
tornaranno  nel  fuo  primo  flato  . 
Altra  maniera  . 

Prendete  Vitriolo  Romano  ,  e  Sale  comune  parti 
eguali  ,  diftillate  lo  fpirito  per  Lambicco;  e  nell'ac- 
qua ftillata  ,  che  ukirà  mettete  le  offa  ,  e  verranno 
intenerite  come  cera  . 

Altra  maniera  . 

Mettete  le  offa  in  fugo  depurato  di  Limone  Sutie,  ed 
in  poco  tempo  lì  ammolliranno  tanto  ,  che  potre- 
te modellarle  fotto  lo  ftrettojo  . 

Nota  .  La  Lifciva  cavata  dal  Sale  ,  o  dalla  pian- 
ga detta  nel  Tucuman  Jumi  ,  la  quale  è  una  fpecie 
di  Soda  ,  ammollisce  le  oda .  Limoni  Sutie  fi  chia- 
mano nel  Paraguai  certa  fpecie  di  Limoni  piccoli, il 
di  cui  fugo  è  potente,  ed  affai  penetrante. 
Altra  maniera. 

Ponete  a  fmorzare  Calce  Viva  nelP  orina, e  quan- 
do P  acqua  farà  rìpofata  ,  mettetevi  Tartaro  ,  o  ce- 
nere gravellata  in  infufione  nella  detta  acqua  per  qual- 
que  tempo  ;  dopo  filtratela  .  Conviene  avere  prepa- 
rata la  rafpatura  degli  olii  ,  la  quale  metterete  in 
intufione  in  quel!'  acqua  a  freddo  ;  aggiugnerete  il 
colore  fecondo  il  voftro  piacimento  ,  e  quando  le 
rafpature  faranno  difciolte  ,  e  ben  ammollite  ,  get- 
tatele tutte  in  modelli.  Se  il  lavoro  levato  dai  mo- 
delli è  molle, per  indurirlo  fi  mette  in  Aceto.  Que- 
lla maniera  ferve  ancora  per  ammollire  ,  e  gettare 
le  rafpature  di  Corno  . 

Altra  maniera  . 

Pigliate  Ceneri  gravellate  ,  e  Calce  Viva  parti  e* 
guali  ;  fate  Lifciva  forte  #  e  mettete  dentro   rafpa* 

ture 


Su  le  materie  utili  ,   e  dilettevoli.     287 

ture  d'  offo  ,  o  di  Corno  ,  e  lafciatele  bollire  bene; 
aggiungetevi  iubito  il  colore  ,  che  vorrete  ,  e  get* 
tate  tutto  nei  Modelli  . 

Imbiancare  ,  e  di^r  affare  le  Ojfa. 
Mettete  Calce  Viva   in    una    pignatta   nuova   con 
un  pugno  di  {"emola  ,  e    l'ufficiente   quantità   di   ac- 
qua .     nfondete  in  quefta    le    otta  ,    e  fatele    bollire 
fintantoché  le  ofla  iìano  affatto  digradate  ,  e  bianche. 
Altra  maniera  . 
Polite  le  offa  dai  nodi  ,  farete  una    Lifciva   forte 
di  Generi  ,  e  di  Calce  ,  e  ad    un    fecchio   di  quefta 
aggiugnete  quattro   oncie   di    Allume  ;   mettetevi  a 
bollire  le  ofla  per  lo  fpazio  di    un'  ora  ,  dopo  leva- 
te il  tecchio  ,  o  la  Calda  ja  dal  fuoco,  ,   e    lafàate  , 
che  \ì  tutto  fi   raffreddi  ;   di   poi   fi   fa   feccare   all' 
cmbri  . 

Fondere  il  Corno  ,  e  gettarlo  nei 
Modelli  . 
Si  fa  una  Lifciva  di  tre  libbre  di  Cenere  di  legno 
nuovo  ,  ed  una  libbra  di  Calce  viva  ,  che  fi  mefco- 
laranno  infieme  ;  dopo  fi   bagnaranno   con    un   poco 
di  acqua  ,  foltanto  quanto  farà  {ufficiente    per   fcio- 
gliere  la  Calce  .  Ciò  fato  fi  lafcia  la  detta  com po- 
rzione in  ripofo  una  notte;  dopo  rimettatela , e  met- 
tetela in  una  tina  o  vafo   equivalente   piccolo  ,   nel 
di  cui  fondo  farà  un  buco'  piccolo,  che  fi  ottura  con 
paglia  ,  affinchè  non  palli  la    cenere  ,    mettendo  fo- 
pra  la  paglia  una  fcodella  di  terra  un  tantino   incli- 
nata ,  e  così  paffarà  folamente  1*  acqua  chiara  a  (lil- 
la a  Jtilla  in  un  vafo  fottopofto  . 

Dopo  fi  fa  fcaldare  acqua  ,  e  fi  verfa  nella  tina 
fopra  la  cenere ,  la  quale  fi  dovrà  (tendere  egualmen- 
te da  per  tutto  nella  fteffa  altezza  ,  o  groiiezza  ,  e 
premerla  un  poca  colla  mano  :  fi  lafciarà  fòlkre  1' 

ac- 


?,88        Parte  IT.  De9  Trattenimenti . 

acqua  ,  che  è  fiata  rneffa  fopra.  quefta  cenere,  come 
la  prima  .  Ma  perchè  la  Lifciva  non  riefca  troppo 
forte  ,  conviene  ancora  far  fcaldare  altra  acqua  ,  e 
verfarla  Copra  la  cenere  infieme  con  quella  già  rac- 
colta ;  e  lafciare  così  ftillare  il  tutto  ,  e  la  Lifciva 
farà  fatta  • 

Per  fondere  il  Corno  ,  e  gettarlo  nei  Modelli  fi 
deve  rafpare  ,  e  farlo  bollire  nella  Lifciva  accenna- 
.  ta  fintantoché  fìa  affatto  difciolto  ,  e  condenfato  co- 
me la  pappa  .  Se  volete  dare  qualche  colore  al  Cor- 
no ,  quando  è  fufo  vi  metterete  dentro  quel  colore, 
che  vi  piacerà  in  polvere  fottihfìima  ,  il  quale  s' in- 
corporai colla  detta  compofizione  ,  che  fi  metterà 
nei  modelli  ,  prima  ben  unti  coli*  Olio /dopo  fi  la- 
fcia  ripofare  ,  e  nel  feccarfi  il  lavoro  acquiftarà  du- 
rezza . 

/Il tra  maniera  . 

Una  libbra  di  Calce  Viva, e  mezza  libbra  di  buo- 
na Cenere,  o  feccia  di  Vino  ,  quittro  oncie  di  Tar- 
taro ,  o  di  Cenere  gravellata  ,  due  oncie  di  fale  co- 
mune ;  fi  mette  tutto  a  bollire  in  una  pignatta  con 
due  boccali  d'  acqua  ,  ed  anche  più  ;  fi    lafcia   bol- 
lire fintantoché  lìano  fvaporate  le  due   terze    parti  ; 
dopo  fi  cola  il  rimanente  per  panno  lino  .    Fatta  la 
Lifciva   mettetevi    rafpature   di   Corno   ,   lafciandole 
bollire  bene  ,  e  che  divengano  come  pappa  .  Si  po- 
trà aggiugnere  il  Colore  ,  come  iopra  ;  e  quefta  pa- 
lla y  o  pappa  fi  gettarà  nei  Modelli    già  preparati. 
Ammollire  la  Teftuggine  ,  o 
T  art  arma  . 
Mettete  fei  boccali  di  acqua  in  una  Caldaja  ,  ag- 
giugnetevi  un'  oncia  di  Olio  di  Uliva  ,  o  di  altro; 
fate  bollire  1'  acqua  ,  ed  in   quefta   mettete   la   Te- 
stuggine, cioè  il  nicchio  della  Tartaruca  ,  e   fi  ani- 
mo- 


Su  U  Materie  urlìi ,  e  dilettevoli.     2S9 

molirà  .  Prendetela  con  delicatezza, e  ponetela  pron- 
tamente dentro  del  modello  l'otto  lo  ftrettojo,  ed  ef- 
la  prenderà  la  forma  ,  che  fi  pretende  .  Conviene 
farevcon  preftezza  quefta  operazione,  perchè  per  po- 
co, che  la  Teftugine,  o  nicchio  fi  raffreddi  non  riu- 
fcirà  bene  ,  perchè  s'  indurirà  .  Non  conviene  pre- 
merla fortemente  di  un  colpo,  ma  a  poco  a  poco. 
Saldare  y   e  congiungere  la  Tartaruga  • 

Si  polilcono  prima  con  una  lima  ,  o  coltello  le 
due  factie  della  Tartaruga  ,  che  volete  unire  infie- 
me  ;  dopo  che  fiono  unite ,  inviluppatele  in  qualche 
panno  lino  doppio  ben'  umido  :  farete  fubito  fcalda- 
re  due  piaftre  ,  o  lamine  di  ferro  un  poco  forti, per* 
che  poiìano  confervare  il  calore  per  qualche  tempo. 
Mettete  il  pacchetto  ,  dove  è  la  Tartaruga  fra  que- 
lle due  lamine  lotto  lo  ltrettojo  ,  o  torcolo  ,  che 
comprimerete  fortemente  ,  e  fi  lalciarà  così  fintanto- 
ché tutto  fia  raffreddato  ;  allora  la  Tartaruga  farà 
congiunta  ,  e  faldata  .  Ma  fé  la  prima  volta  non 
rielce ,  niente  fi  perde  ,  e  lì  replicarà  i'  operazione 
da  capo  un'  altra  volta  . 

Serrare  una  Scatola  da  Tabacco 
troppo  rallentata  . 

In  una  padellina  fi  fa  bollire  acqua, o  in  una  fco- 
della  ,  ed  in  queft'  acqua  Ci  tuffa  i'  apertura  ,  o  i' 
orlo  del  a  Scatola  di  Tartaruga  ,  quefta  fi  slarga- 
la prefto  ,  ed  empirà  la  coperta  della  Scatola  .  Si 
avrà  1'  attenzione  di  non  lalciarla  ammollire  per  lun- 
go tempo  ,  altrimenti  effa  fi  dilatarebbe  troppo  ,  e 
non  potrebbe  aggiuftarfì  . 

§.  4.  Tingere  le  Ojfa  in  Color  Rojfo. 

Per  tingere  in  quello  colore  ,  e  comporre  divertì 
lavori  gettandoli  nei  modelli  ,  ecco  la  maniera.  Fa- 
re bollire  in  una  Caidaja  ,  o  grande  olla  nuova  eoa 

V  fufò- 


igo         Parte  IL  Di  Tv  attonimenti 

fufficiente  quantità  d'  acqua  12.  libbre  di  Calce  Vi- 
va ,  ed  una  libbra  di  Allume  calcinato  :  quando  L* 
acqua  farà  calata  una  terza  parte  ,  aggi  ugnerete  an- 
cora due  libbre  di  Calce  Viva  ,  e  la  farete  bollire 
fintantoché  1*  acqua  polla  foftenere  un  Uovo  fenza 
affondarfi  . 

Dopo  prenderete  12.  libbre  di  quefV  acqua  Iafcia- 
ta  prima  ripofare  ,  e  filtrare,  e  mezza  libbra  di  Le- 
gno Brafile  ,  con  quattro  oncie  di  raschiatura  di  Scar- 
latto,  e  farete,  che  bolla  il  tutto  per  mezzo  quar-. 
to  d'  ora  Icarfo  a  fuoco  lento  .  Ciò  fatto  levarete 
via  quello  ,  che  farà  chiaro  ,  e  netto  ,  e  lo  porrete 
in  un  vafo  a  parte  .  Dopo  mettete  un'  altra  volta 
dell'  acqua  chiara  ,  come  prima  ,  ma  una  terza  par^ 
te  meno  (opra  le  feccie  del  Brafile  ,  e  dello  Scarlat- 
to ,  e  lafciato  bollire  come  la  prima  volta  ,  aggiu- 
gnerete  quefta  feconda  tintura  colla  prima  ,  e  con-. 
tinuarete  nella  ftefla  maniera  fintantoché  V  acqua  non 
porti  più  colore  . 

Allora  prenderete  rafchiature  d'  offo,  te  quali  pri- 
ma funo  bollite  nell'  acqua  di  Calce  Viva  ,  e  che 
fiano  aflai  nette  ,  Mettetele  in  un  Matraccio  con 
fufficiente  quantità  del  liquore  tinturato  ,  e  porrete 
il  Matraccio  fopra  arena  a  fuoco  piccolo  ,  fintanto- 
ché V  acqua  (la  eftremamente  fuaporata ,  il  che  repIU 
cherete  fintantoché  le  rakhiature  d'oifo  fiano  ridotte 
in  una  pafta  morbida,  la  quale  gettarete  nei  modeU 
li  ,  e  gli  darete  la  forma  ,  che  vi  piacerà;  lafciare^ 
te  feccar  tutto  per  io.  fpazio  di.  un  giorno  x  o  pili 
le  folle  bi  fogno  . 

Altra  maniera  . 

Fate  bollire  cimatura  di  Scarlatto  nell*  acqua  co- 
mune ,  e  quando  cominciarà  a  bollire  mettete  den- 
tro una  quarta  parte  di  libbra  di  Ceneri  gravellate  , 

che 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli      2px 

che  cavaranno  il  colore  .  Dopo  aggiugnete  un  po- 
co ci  Allume  di  Rocca  per  ichiarirlo  ,  e  pallate  la 
tin  ura  per  panno  lino  .  Tuffate  nell'  acqua  torte  le 
o  a  ,  e  mettete  e  n=.u  tintura  .  Serve  quevto  anco- 
ra per  P   Avorio  . 

Se  volete  fare  nel  lavoro  delle  macchie  bianche  , 
fi  coprono  i  liti  con  gocciole  di  cera  ,  e  per  tutto 
dove  ci  a  fi  trovarà  ,  non  potrà  fare  la  tinta  il  ilio 
effetto  ,  e  rdUranno  bianchi  tali  liti. 

Nota  .  Adoperando  il  primo  modo,  benché  un  tan- 
tino lung)  ,  le  ti  vogliono  tare  lavori  ,  e  figure  di 
un'  altro  colore  ,  in  vece  di  Legno  Braille  ,  e  di 
Scarlatto  fi  adoperano  altre  tinture  ;  e  con  quefto 
metodo  tarete  cole  beliiiiìme  ,  le  quali  chiamaranno 
r  atte.iz.ione  . 

Colore  Nero  . 

Prenlete  Tei  oncie  di  Litargirio  ,  ed  altrettanto  di 
Calce  Viva  ,  mettete  tutto  a  bollire  in  acqua  co- 
mune ,  mettendo  in  elfa  le  offa  allo  fteffo  tempo  : 
rimenarete  di  continuo  le  cofe  ,  fintantoché  l'  acqua 
cominciarà  a  bollire  .*  allora  levate'a  dal  fuoco  ,  e 
rimenatela  finché  lì  raffreddi  *  e  cavando  le  offa  le 
trovarete  nere  • 

Corallo  finto  • 

Si  prendono  Corna  di  Capra  ,  e  fi  riducono  in 
polvere  fottile  ;  quefta  fi  mette  in  Lilciva  chiara 
compofta  di  Calce  y  e  di  Cenere  gravellata  ;  ed  in 
tale  Lilciva  fi  lafcia  per  quindici  giorni  ;  e  quando 
iarà  divenuta  come  pappa  ,  aggiugnetevi  Cinabro  in 
polvere  ,  o  Sangue  di  Drago  in  polvere  ;  fi  mette 
la  quantità  ,  che  parerà  a  proposito  per  tingere  in 
colore  bello  di  Corallo  tutta  la  pafta  . 

Fate  allora  ,  che  bolla  il  tutto  infieme  finché  la 
dateria  fu  denfa  ;  Ili  leva  ,  e  fi  mette  nei  modelli, 

per- 


zgz         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

perchè  prenda  la  figura  di  Corallo  ;  oppure  la  met- 
trete  in  Modelli  ,  che  fiano  di  vollro  gufto  per  fa- 
re lavori  ,  e  figure  fecondo  V  idea  . 

Quello  metodo  apportò  iomme  confiderabili  all' 
Inventore  ,  vendendo  tali  Coralli  ai  Turchi  ,  porta- 
tiffimi  per  limili  cofe  . 

Fare  una  pafla  nera  fom'tgìiante  al  marmo • 

Prendete  due  oncie  di  Spalto  ,  che  farete  liquefa* 
ìe  dentro  una  pignatta  invetriata  a  picciolo  fuoco  , 
e  quando  farà  liquefatto  ,  aggiugneteli  la  terza  par- 
te di  Carabe  fciolto,  e  mekolarete  il  tutto  infieme  : 
dipoi  ben  difciolto  lo  levarete  dal  fuoco  ,  e  così  cal- 
do lo  gettarete  nel  modello  affai  polito  ;  e  quando 
farà  lecco  lo  cavarete  dal  dett»o  modello  . 

Nota  .  Altre  maniere  ,  e  metodi  per  tingere  offa, 
corna  ,  e  legni  fcrivono  gli  Autori  ,   principalmente 
il  P.  Carlo  Plumier  ,  ed   il  Tom.    I.   intitolato  Se* 
crets  concernant  les  Arts  ,  &  Mettcrs  . 
Grotta  artificiali?  . 

Un  cemento  ,  o  iìa  fmako  Angolare  per  formare 
tali  Grotte  è  il  feguente  .  Due  porzioni  di  Ragia  , 
o  Refina  bianca  di  Pino  fi  fciolgono  per  polirla  j  a 
quella  fi  aggiungono  quattro  parti  di  Cera  vergine 
d'  alveare  ;  e  quando  quelle  due  follanze  faranno 
liquefatte  ,  e  mefcoIate,fi  aggiugneranno  due,  o  tre 
porzioni  di  quella  polvere  ,  che  fi  farà  deftinata  , 
cavata  dalla  pietra,  il  di  cui  colore  fi  pretende ., che 
prenda  il  cemento  ,  o  Smalto  ,  o  diciamo  Bi- 
tume .•  a  tutta  quella  palla  fi  aggi  ugnerà  una  por- 
zione ,  o  parte  di  fior  di  Solfo  .  Si  procurarà  ,  che 
tutte  quelle  follanze  per  mezzo  d'  un  fuoco  mezza- 
no s'  incorporino  perfettamente  ,  e  dopo  s'  im palla- 
ranno  ben  bene  colle  mani  ,  formando  palla  con  ac- 
qua caida  .  Con  quello  Bitume  ,  o  Cemento   fi  ac- 

tac* 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli.     203 

taccano  le  Pietre  ,  le  Conchiglie  ,  e  qualunque  al. 
tra  cofa  ,  dopo  di  averle  bene  afciutte  al  fuoco  * 
Smith  Lavoratorio  pag.   log. 

I  rami  di  Corallo  artificiale  per  abbigliare  quelle 
Grotte  fi  potranno  fare  in  quello  modo  .  Si  prende 
la  Refina  ,  o  Ragia  aliai  netta  ,  e  fi  mette  a  ftrug- 
gere  dentro  un  pajuolo  ,  o  Caldaja  piccola  di  rame, 
e  per  ogni  due  onde  di  Refina  fi  aggiungono  due 
dramme  di  Cinabro  ,  o  di  colore  incarnato  buono  : 
quando  quelle  due  follanze  fi  trovaranno  affatto  unU 
te  ,  ed  incorporate  ,  preparati  ramicelli  fcorticati  , 
e  lecchi  ,  fi  prende  un  pennello  ,  e  fi  ungono  da 
per  tutto  con  proporzione  i  ramicelli  ,  fintantoché 
la  compofizione  fia  bene  calda  ;  dopo  a  quefti  rami- 
celli  fi  darà  la  configurazione  ,  e  forma  del  Corallo 
naturale  in  modo  ,  che  lo  imitino  perfettamente  • 
Ciò  fatto  ,  i  ramicelli  fi  tengono  fofpefi  fopra  un 
fuoco  di  Carboni  ,  fintantoché  la  loro  fuperficie  lì 
fpiani  ,  refti  lifcia  ,  e  lullra  . 

Con  metodo  fimi  le  può  prepararli  il  Corallo  bian- 
co con  Biacca  ,  ed  il  nero  colla  Refina  nera. Si  può 
ancora  fabbricare  la  Grotta  con  Vetri  ,  Pietruccie  , 
Conchiglie  ,  Selci  ,  Muffa  ,  pezzi  di  offo  ,  Geifo 
impattato  tutto  con  il  detto  Cemento  ,  o  Bitume  , 
e  potrà  formarli  un  bel  Prefepio  per  la  Fella  di  Na* 
tale  ,  e  confervarlo  per  alcuni  anni. 
Ottima  Saldatura  . 

Quella  fi  compone  con  due  parti  di  Stagno  ,  ed 
Dna  di  Piombo  liquefatte  al  fuoco  .*  E'  molto  ufa* 
ta  pei  metalli  . 

Tempera  ,  che  indurtfce  il  Ferro  quafi 
come  V  Acciajo  . 

Parti  due  di  Fuliggine  di  Camino  ,  una  parte  di 
Carbone  peftato  ,  una  di  Cenere  ,  e  tre  quarte  pai* 

ti 


294         Parte  IL  De  Trattenimenti 

ti  di  Sale  marino  ,  cioè  comune  ;  v.  g.  fé  fonò  16. 
oncie  di  Fuliggine  ,  fi  mettono  8.  di  Carbone  ,  8>l 
di  Cenere  ,  e  6.  incirca  di  Sale  .  Ogni  cofa  fi  pefti 
bsn  bene  per  Te  fola  ,  e  fi  paffi  per  tamifo  ;  il  Sa- 
le ancora  fi  peftarà  . 

Dopo  il  tutto  s'  incorpora  ,  e  mefcola  infieme  ,  e 
•tutta  la  mefcolanza  (ì  mette  dentro  Un'  Olla  ruova 
non  invetriata  ;  fra  11  mefcuglio  ,  e  fopra  quello  li 
collocano  distribuite  ,  e  fra  loro  un  tantino  ieparate 
le  laftre  di  ferro  bene  coperte  ;  1'  olla  ,  o  pignatta 
fi  accomoda  fopra  il  fuoco  nella  Fucina  ,  o  nella 
Fornace  ,  e  fé  gli  dà  fuoco  forte  fintantoché  Ila  tut- 
to perfettamente  infocato  ;  e  fubito  così  infocate  fi 
tuffano  nell'  acqua  fredda  .  Le  ultime  tre  cole  ap- 
partengono al  Trattenimento  Vili.  Vedi  il  Tratte* 
mmento  fegueme  » 

TRATTENIMENTO  XIIL 

Altre  Materie  profittevoli  * 

§.  1.  Convertire  il  Ferro  in  Acciajo» 

Afìcare  il  Ferro  di  tutto  quel  più  di  flogiftico, 
e  di  parti  infiammabili  i  che  può  contenere  ,  è 
1'  Arte  di  tare  T  Acciajo  .  Per  ottener  queflo  effet- 
to fi  unilcono  al  Ferro  ogni  forta  di  materie  graffe, 
nelle  quali  fi  trova  grande  porzione  di  principio  in- 
fiammabile ,  che  comunicano  al  Ferro,  e  quindi  gli 
danno  una  durezza  molto  maggiore  di  quello  ,  che 
aveva  innanzi  . 

In  attenzione  a  quello  principio  certo  per  1*  efpe- 
rienza  ,  s'  impiegano  delle  foftanze  del  regno  ani- 
male j  come  fono  Offa  ,  Corni  3  Zampe  d'  Uccelli, 

Cuo- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .      295 

Cuojo  ,  Pelli  Scc.  Si  adoperano  aneora  alcune  parti 
del  regno  vegetatale  ,  come  Carboni  di  legno  ,  e  fi, 
antepongono  quelli  di  Faggio  ;  anche  la  Cenere,  la 
Fuliggine  &c.  In  una  parola  tutte  le  lòftanze  capa- 
ci di  iomminiftHre  al  Ferro  materia  infiamm  bile  lo* 
no  atte  a  traimi!  are  quello   Metallo    in  Acciajo. 

Si  avverte  però,  che  per  far  buono  Acciajo  è  trop- 
po neceiìario  aver  un  Ferro  della  miglior  qualità  , 
cioè  ,  che  lìa  duttile  ,  e  malleabile  .  Somminiilrate 
a  tal  ferro  parti  infiammabili  ,  lo  rendono  più  du- 
ro ,  e  compatto  .  Ecco  la  cagione  ,  perchè  le  Ver- 
ghe ,  o  Spranghe  di  Ferro  tramutate  in  Acciajo  pe- 
lano aliai  più  ,  che  non  pefavano  nello  flato  di  pu- 
ro Ferro  .  Inoltre  il  fuoco  ,  che  diftrugge  prontilìì- 
mamente  il  Ferro  ,  ha  forza  aliai  minore  l'opra  F 
Acciajo  . 

li  Ferro  caricato  di  fìogiiìico  >  cioè  convertito  ir} 
Acciajo,  fé  fi  fa  entrare  in  infufione,  o  fé  li  lafcia 
raffreddare  a  poco  a  poco  ,  perde  le  parti  infiamma- 
bili ,  delle  quali  era  fiato  penetrato  .  Sopra  di  que- 
llo principio  è  fondata  l*  operazione  ,  che  fi  diman- 
da Tempera  dell'  Acciajo  ,  la  quale  confitte  in  tuf- 
fare F  Acciajo  nell*  ufeire  dal  fuoco  nel!'  acqua  fred- 
da ,  ovvero  in  un  liquore  comporto  nella  maniera  , 
che  dopo  deferi veremo  .  Tuffando  così  le  fpranghe 
di  ferro  ,  il  freddo  le  rappiglia  ,  e  condenfa  fubito 
ne. la  erterna  fuperficie  ,  ed  impedifee  alle  parti  dei 
flogirtico  ,  già  infirmate  di  ufeire  ,  e  dilsiparfi .  Dun- 
que per  fare  1'  Acciajo  bifogna  in  primo  luogo  in- 
trodurre nel  Ferro  parti  infiammabili  *  in  fecondo 
impedire  la  di  loro  uicita  ;  e  quella  è   la  Tempera - 

La  maniera  migliore  di  eleguire  quelìa  Tempera  è 
per  la  cementizione  ;  e  fi  fa  così    Si  piglia  del  Cor- 
co ,  delle  Olla  3  delle  Zampe  d'  Uccelli  3  o  tal  al- 
tra 


%t)6  Parìe  IL  De*  Trattenimenti 

tra  parte  degli  animali  ,  ed  a  fuoco  foave  fi  fanno 
calcinare  in  un  vafo  chiufo  per  ridurle  in  una  fpecie 
di  carbone  :  quefte  materie  fi  polverizzano  cosi  bru- 
ciate ,  e  fé  ne  pigliano  due  parti  ,  fi  mefcolano  con 
una  parte  di  Carbone  in  polvere  ,  ed  una  mezza  par» 
te  di  fuliggine*  s'  incorpora  ben  bene  quefto  mefcu- 
glio  ,  e  fi  conferva  per  1'  ufo  ,  che  appreffo  diremo. 

Si  abbiano  Tubi  di  latta  in  forma  di  cilindro  ,  i 
quali  abbiano  da  cinque  in  fei  pollici  di  diametro  , 
e  da  circa  a  tre  pollici  di  lunghezza  di  più  ,  che  le 
fpranghe  ,  o  verghe  di  ferro  ,  che  fi  vorranno  met- 
tervi dentro  .  Quefti  tubi  faranno  chi  ufi  da  un  fon- 
do parimenti  di  latta  ,  e  da  un  capo  ,  e  dall'  altro 
fi  chiuderanno  con  un  coperchio  fimile  a  quello  di 
una  Scatola  . 

In  fondo  di  quefti  Tubi  ,  o  Scatole  fi  metterà  di 
quel  mefcuglio,  che  abbiamo  ora  defcritto , alla  grof- 
fezza  di  un  pollice  ,  e  mezzo  ,  che  fi  calcherà  con 
una  bacchetta  .  Dopo  vi  fi  metteranno  fecondo  la 
lunghezza  del  Tubo  ,  tre  o  quattro  Spranghe  di 
Ferro  affai  dolce  .  Quefte  Spranghe  non  devono  ef- 
fere  troppo  groffe  ,  altrimenti  la  materia  infiamma- 
bile non  potrebbe  penetrarle  fino  nell'  interno  .  E* 
bene  ,  che  vi  fia  un  pollice  d*  intervallo  tra  ciafcu- 
na  delle  Spranghe  ,  come  pure  tra  effe  ,  e  le  parti 
interne  del  tubo  .  A  tal  effètto  bafterà  farvi  entra- 
re una  fpecie  di  graticola  di  ferro  ,  che  abbia  da  tre 
in  quattro  divifioni  ,  nelle  quali  fi  accomodaranno 
le  fprarghe  ,  e  così  faranno  difcofte  fra  le  ,  e  dalle 
pareti  ancora  del  tubo  . 

Gì*  intervalli  vuoti  ,  che  le  Spranghe  avranno  rra 
loro  fi  empiono  col  mefcuglio  in  polvere  ,  compri* 
mendolo  foavemente  ;  e  fi  ricoprirà  tutto  il  tubo  di 
un  pollicele  mezzo  all'  incirca  dei  detto  nu'cuglio, 

af* 


Su  le  Materie  utili,  e  dilettevoli,     igj 

affine  di  riemniere  la  Scatola  fino  all'  orio  ,  comprì- 
mendolo ;  di  poi  fi  chiuderà  la  Icatola  ,  o  tubo  coi 
fuo  coperchio  .  Ma  perchè  l'  azione  del  fuoco  non 
danneggi  la  Scatola  ;  fi  coprirà  eflemamente  di  uà 
intonaco  di  terra  gralfa  inumidita  col  farigue  di  Bue, 
lochè  la  farà  (lare  più  fortemente  attaccata  :  quello 
intonaco  fi  lafcierà  leccare  all'  aria  .  Ecco  la  prepa- 
razione ,  e  prima  operazione  . 

Preparate  ,  che  fi  avrà  a  quello  modo  una  ,  o  più 
Scatole,  fi  deporranno  in  un  Fornello  di  riverbero  , 
fi  lafcieranno  elpoile  da  otto  in  nove  ore  ad  un  fuo- 
co di  carbone  ,  che  deve  farle  Ibi  tanto  arroifire  aleu- 
tamente •  importa  molto  mantener  fempre  un  fuoco 
eguale  . 

Nota  .  Gli  Artefici  prendendo  le  loro  mifure  po- 
tranno far  quello  lavoro  anche  nelle  loro  Fucine  , 
formando  un  recinto  di  pietre  ,  che  refillano  al  fuo- 
co ,  ovvero  di   Mattoni  intorno  alle  Scatole.. 

In  capo  al  detto  tempo  fi  caveranno  fuori  le  Spran- 
ghe ancora  roiìe  dalle  Scatole,  e  fi  eftingueranno  nell* 
acqua  fredda  .  Quanto  più  rofle  faranno  ,  tantopiù 
là  Tempera  le  indurerà.  A  tale  effetto  farà  bene  ren- 
dere il  fuoco  gagliardilììmo  verfo  la  fine  della  Ce- 
mentazione. Tenendo  quello  metodo  fi  avrà  dell' Ac- 
ciaio della  miglior  qualità  . 

Ma  innanzi  di  far  opere,  e  lavori  ,  farà  bene  far 
paflare  quello  Acciajo  per  la  feguente  operazione  ; 
cioè  ,  li  devono  faldare  infieme  alcune  di  quelle 
Spranghe  di  Acciajo  facendole  ben  arroilire  ,  e  bat- 
tendole tanto  ,  finché  formino  una  loia  malia  .   (  i  ) 

Si  colluma  pigliare   quattro    Spranghe    di    Acciajo 
della  iteiia  lunghezza  ,  dt  faldarle  infieme  col    mez- 
zo 

(  i  )  Laureo  nelle  Mem,  dell'  Accad,  delle  Scienze  di  Sncfalmi: 


29S         Par  fé  IL  De*  Trattenimenti 

zo  dell'  azione  del  fuoco  fenza  aggiugnervi  perciò 
porzione  alcuna  di  ferro  ,  di  farle  battere  full'  in- 
cudine per  formare  folo  una  Spranga  di  un  pollice 
di  groffezza  .  In  appretto  fi  fanno  arrolfire  perfetta- 
mente ,  fi  pigliano  con  delle  tenaglie  per  ambi  i  ca- 
pi ,  affine  di  torcerle  piucchè  fia  poiììbile  ;  e  dopo 
fi  battono  di  nuovo  a  colpi  di  martello  per  render- 
le tanto  fottili  ,  quanto  erano  prima  . 

Allora  fi  piegano  di  nuovo  in  quattro  ,  fi  falda- 
no  di  bel  nuovo  ,  fi  battono,  e  \\  torcono  nella  ftef- 
fa  maniera  .  Si  ripete  la  medelìma  cofa  tre  volte  : 
allora  T  operazione  è  finita  ,  e  (ì  hi  dell'  Acciajo 
atto  a  fare  ogni  torta  di  ftromenti  tagliami  ,  o  di 
altro  genere  . 

Il  Sig.  Laureo  dice  ,  che  bifogna  torcere  quelle 
verghe  ,  perchè  1  fili  ,  o  le  veni  dell'  Acciajo  non 
fono  tutti  nella  medelìma  direzione  ,  locchè  è  cagio- 
ne ,  che  quando  fi  tempera  ,  le  latrine  fi  torcono, 
e  lì  ravvolgono  in  guifa  ,  che  è  difficilifììmo  ,  per 
non  dir  imponibile,  raddrizzarle:  ladove  torcendo  le 
verghe  di  Acciajo  ,  i  loro  fili  ,  e  le  loro  vene  s'in- 
tralciano ,  e  quindi  le  verghe  ,  o  non  fi  ravvolgo- 
no nella  Tempera  ,  o  almeno  non  tanto  ,  che  non 
fi  pollano  raddrizzare  . 

Il  Sig.  Giulii  (1)  approva  affai  quefto  metodo,  e 
conghiettura  ,  che  in  quella  maniera  forfè  fi  lavori 
T  Acciajo  di  Damafco  ,  unendo  infieme  due  Acciaj 
di  qualità  diverfa  ,  ovvero  del  ferro  ,  e  dell'  Accia- 
jo .  (2)  Attefo  che  unendo  infieme  del  buon  ferro, 
e  dell'  Acciajo  ,  e  lavorandoli  infieme  con  diligen- 
za nella  malia  ,  che  ne  deriva  ,  fi  ottiene  un  mele  tì- 
glio 

(1  )  Memoria  inferita  da  quefto  eccellente  Chimico  nel  primo 
(  Volume  delle  fue  Opere  pubblicate  nel  17Ó0.  (  2  )  Lo  ap- 
prova F  illuftre  Sthàì  . 


Su  le  Materie  utili  ,  e  di' et  .'avoli.     299 

glio  di  vene  di  diverti  colori  limili  a  quelle  dell' Ac- 
ciajo  di  Damai'co  ,  che  è  tanto  rinomato  per  la  fui 
bontà  . 

Avverte  il  Sig.  Giudi  ,  che  l*  Acciajo  facendolo 
pafiare  molte  volte  per  il  fuoco  perde  una  porzione 
del  flogiftico  ,  e  ne  perde  ancora  di  p:u  ,  quando  fi 
anno  diverfi  ftromenti  ,  fpecialmente  allorché  fi  tan- 
no arroifire  ^  per  ovviare  pertanto  a  quello  inconve- 
niente larà  b.ne  coprirli  di  un  intonaco  di  carbone 
n  polvere  comporto  col  fangue  di  E^ue  :  quello  in* 
onaco  comunicherà  del  flogiftico  ali*  Acciajo  ,  ed 
mpedirà  ,  che  non  fi  diflìpi  quello  >  che  contiene. 

Dopo  che  fé  ne  fono  fatti  degli  ftromenti  ,  fi  fa 
a  feconda  Tempera  dell'  Acciajo  ,  ed  è  1'  ultima 
Tempera  .  "Non  ogni  acqua  è  buona  a  quefto  ufo  : 
l"  acque  iulfuree,e  vitrioliche  potrebbero  nuocere  al- 
ia bontà  dell'  Acciajo  i  al  parere  del  Sig.  Giufli  ,  il 
quale  configlia  di  far  la  Tempera  in  acqua  ,  nella 
quale  fi  fia  fatto  difeiogliere  una  libbra  di  Soda  ,  o 
li  Potafte  fopra  un  lecchio  di  acqua  « 

Quella  feconda  tempera  non  deve  confonderli  col*» 
a  prima  5  della  quale  fi  è  parlato  ,  e  che  confifle 
ìel  tuffare  nell'  acqua  fredda  le  verghe  tutte  roife 
ìell*  ufeire  dalla  Scatola  ,  in  cui  fono  fiate  pofle  ia 
ementaziohe  *  j 

La  Tempera  ,  di  cui  ora  parliamo  fi  fa  dentro  a 
:ei  liquori  comporti  ,  in  cui  li  tuffano  i  pezzi  dì 
acciajo  dopoché  fono  itati  lavorati  .  Ogni  Artefice 
ia  per  quello  un  liquore  particolare.  Si  è  fperimerì- 
ato  )  che  1'  Urina  è  buonilfima  per  quella  feconda 
Tempera  :  fi  taglia  d'  ordinario  con  dell'  acqua,  del- 
a  quale  Ci  mette  una  parte  fopra  due  parti  d'  Uri- 
la  *  e  talvolta  fopra  un  boccale  ,  e  mezzo  d'  Uri- 
a  li  mette  una  mezza  oncia  di   Nitro  ,  ed   altrc&» 

tao* 


geo         Tarte  IT.  De*  Trattenimenti 

tanto  di  Sale  marino  decrepitato  .  I  pezzi  tempera* 
ti  in  quefto  liquore  diventano  di  una  prodigioia  du- 
rezza . 

Ma  fecondo  il  Sig.  Giudi  ecco  la   miglior  manie- 
ra di  temperar  P  Acciajo  .  Si  pigliarà   una    parte  di 
Corno  ,  di  Cuojo  ,  o  di  zampe  di    Uccelli    bruciati 
in  un  vaio  chiufo  nel  modo  lovraindicato  per  la  ce- 
mentazione ;  vi  fi   aggiugnerà   una   mezza    parte   di 
Fuliggine  ,  ed  una  mezza  parte  di  Sale  marino   de 
crepitato  ;  fi  triturerà  quefto   melcuglio   per   ridurl 
in  polvere  frfìa  ,  pofeia   fi    umettarà   con    fangue   d 
Bue    a  grado  ,  che  abbia  la  confidenza  di    una  pa 
pa  liquida  „ 

Si  rifcaldaranno  primieramente  i  pezzi,  che  fi  aw 
ranno  da  temperare  ,  e  fi  copriranno  di  quefto  me« 
fcuglio  liquido  ,  che  fi  farà  leccare  fopra  uno  Seal 
davivande;  e  dopo  fi  metteranno  i  pezzi  d'  Accia 
jo  così  preparato  nella  Fucina  ,  in  guifa  che  fianr 
tutti  attorniati  di  carboni  ,  ove  non  fi  lafciarà,  eh 
diventino  le  non  di  un  roflb  oleuro  ,  e  fofeo  .  Do 
poche  i  pezzi  avranno  così  arroffito  per  una  mezz 
ora  ,  fi  farà  andare  il  Mantice  ,  affine  di  acereta 
re  la  forza  del  fuoco; e  quando  i  pezzi  faranno  be 
arraffiti  fi  temperaranno  nel  fudetto  liquore  .  Acce 
tafi  ,  che  quella  maniera  di  temperare  è  buona  a  fi 
le  delle  Lime  eccellenti  . 

JIUyo  Metodo  affai  buono  • 

Dice  il  Sig.  Laureo  ,  che  fi  può  con  buona  ri 
feita  temperare  gli  flromenti  di  Acciajo  delicati  n 
fugo  di  Aglio  ,  e  fi  fa  così:  Si  taglia  dell'  Aglio 
pezzi  piccoli  ;  vi  fi  verfa  fopra  dell'  Acquavite  ; 
Jafciano  in  digeflione  per  24.  ore  in  un  luogo  ci 
do  ;  in  capo  a  quefto  tempo  fi  fpreme  il  tutto  p 
•un  panno  lino  3  e  fi  conierva  quello  liquore  in  u 

bot- 


F' 


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Sulle  Materie  utili,  e  dilettevoli»    301 

bottiglia  ben  turata  ,   per   fervi rfene  all'  occorrenza 
per  temperar  gli  fìromenti  più  delicati  . 

Altra  marniera  di  Tempera  affai  dura. 
Si  piglia  fugo  di  Ortiche  ,  Fiele  di  Bue  ,   Urina 
'.!  di  Ragazzo  ,  o  Aceto  alidi  forte  ,  con   un    poco  di 
f  Sale  :  il  tutto   s'   incorpora   infieme  ,.  ed   in   quella 
compolìziene  fi  tempera  quello  ,  che  fi  vuole* 
Che  refìi  ftejjibtle  l*  Acciajo. 
Se  fi  vuole  ,  che  le  opere  di.   Acciajo   confermino 
flefìibilità  ,  e  fi  pieghino  fenza  fpezzarfi  ,  farà  bene 
temperarle  ancora  oltre  al  detto  ,  nell*  olio  ,  o    nel 
graiio  .  Quello  metodo  fi  pratica  con   buon   {uccello 
anche  negli  Spilli  .- 

§.  2.  Modo  per  ridurre  la  Canape  f orni- 
gli ante  al  Li ?to  ». 
Si  fa  prima  la  Lifciva  con  cenere  buona  ,  e  vi  fi 
mette  un  poco  di  Calce  viva  a  giudizio,  fecondo  la 
[quantità  della  Canape  ,  che  fi    vuole-  acconciare  .  Si 

*  leva  dal  fuoco  lavandola  chiarificare  .  Si  prende  poi 
la  Canape  ,  e  fi  pefa  ,,  e  per  ogni  dieci  libbre  di  ef- 

l  fa  vi  li  pone  una.  libbra  ,  e  mezza  di  lapone  gratta- 
to ,  e  fi  mette  in  molle,  facendola  (lare  per  24.  ore 
nella  fuddetta  Lifciva  ben  chiara  ».  Indi  fi  fa  bollire 
per  due  ore  continue  ,  e  poi  fi  leva  ,  ponendola  ad 

!'  afeiugare  all'  ombra;  ed  afeiutta  Ci  fa  gramolare  cori 

*  ridurla  in,  manellette  ,  e  poi  fi  fa  conciare  ad  ufo 
di  Lino  . 

Così  in  Modena  il  Sig.  Marchefe    Alfonfo  Fonta^ 

1  nelli  Cavaliere  di  foda  Letteratura  y  ed    anche   ame- 

!'!  na  .  A  Cofimo  Trinci   moflrò  la   Signora   Marchefa 

Fontanelli  Dama  di  coftumi  antichi  una   inanella  di 

Canape  acconciata  nella  forma  fuddetta  ,  e  talmente 

fpianata  ,  che  ognuno  la  prenderebbe  per  Lino,  non 

'  tanto  per  la  fua  ibttigliezza.  >  quanto  per  il  colore 

ftef- 


goi  V'erte  IL  De*  Trattenimenti 

fìeffo  del  Lino  .  Forfè  anche  merita  di  effere  ftima« 
ta  più  del  Lino,  perchè  la  Tua  fibra  è  più  forte  dell' 
altra  .  Vedi  la  Parte  II.  del  Tratten..  Vf.  ,  e  Trat- 
ten.  XV. 

Preparare  il  Lino  in  un  modo  ,  che  lo  ren- 
da fimile  al  Cotone  , 

Il  Sig.  Palmquift  indica  il  metodo  feguente  .  (  t  ) 
Si  prende  una  Caldaja  di  ferro  ,  o  di  rame  (lagna- 
to ;  vi  fi  mette  dentro  un  poco  d'  acqua  di  mare  ; 
fi  fparge  fui  fondo  della  Caldaja  della  Calcina  ,  e 
della  Cenere  di  Betula,  o  di  Ontano  in  parti  egua- 
li bene  (lacerata  .*  Indi  vi  fi  diftende  (opra  una  mi- 
no di  Lino  ,  la  quale  coprirà  tutto  il  fondo  della 
Caldaja  ,  e  vi  fi  (pargerà  fopra  dell'  altra  Calcina  , 
e  dell'  altra  Cenere  ,  in  guifa  ,  che  il  Lino  ne  fia 
tutto  coperto  :  vi  fi  metterà  una  nuova  mano  di 
Lino,  e  fi  continuarà  a  mettere  alternativamente  fii- 
tantochè  la  Caldaja  fia  piena  ,  oilervando  che  vi  re- 
tti vuoto  uno  fpazio  d'  incirca  un  p.ede  ,  perchè  il 
tutto  pofia  bollire  • 

Allora  fi  metterà  la  Caldaja  fui  fuoco,  e  vi  fi  ag- 
giugnerà  dell'  altra  acqua  marina  ,  e  li  farà  bollire 
il  mefcuglio  per  dieci  ore  ,  lenza  però  ,  che  refti 
afeiutto  ,  e  fecco  ;  ed  a  tal  fine  vi  fi  andarà  met- 
tendo della  nuova  acqua  marina  a  mifura  ,  che  iva- 
porerà  . 

Compiuta  che  farà  la  cuocitura  ,  fi  portarà  il  Li- 
no così  preparato  al  mare,  dove  fi  lavora  dentro  ad 
un  paniere  agitandolo,  e  rimenandolo  con  un  bi fio- 
re di  legno  eguale  ,  e  lifeio  .  Quando  il  tutto  farà 
raffreddato  a  fegno  ,  che  fi  pofia  toccare  colle  ma- 
ni :  s'  infaponerà  quello  Lino  dolcemente  come  il 

h 

(  i  )  Fedì  Memor't'es  de  V  Academ\e  de  Suede.  Anno  174.5, 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .     303 

fa  per  lavare  la  biancheria  ordinaria  ,  e  fi  efporrà 
all'  aria  ,  perchè  fi  afciughi  ,  oiìervando  di  bagnar- 
lo ,  e  di  rivoltarlo  fpeflò  ,  particolarmente  allora 
quando  il  tempo  è  afciutto  . 

In  ultimo  fi  lavarà  bene  quefto  Lino  ,  e  fi  batte- 
rà ;  fi  lavarà  di  bel  nuovo  ,  e  fi  farà  alci ugare.  Al- 
lora fi  carderà  con  diligenza  ,  come  fi  fa  pel  Coto- 
ne ,  e  di  poi  fi  metterà  in  ioppreiìà  tra  due  tavo- 
le ,  alle  quali  fi  fovrapporranno  delle  pietre  pelan- 
ti ,  e  grolle  .  In  capo  a  quarantotto  ore  quefto  Li- 
no potrà  adoperarfi  come  il  Cotone  .  A  Ravenna 
Città  matittima  riufcirà  facile  la  prova  . 
§.  3.  Rofolio  biffai  durevole* 

Si  fa  bollire  V  acqua  ,  e  fi  Iafcia  raffreddare  fin- 
tantoché intiepidisca  .  Si  pigliano  le  loie  foglie  dei 
fiori  odorofi  ,  raccolti  ciafcuno  nella  fua  ftagione  .* 
fi  mettono  in  infufione  ciafcuno  a  parte  nel!'  acqua 
tiepida  per  eftrarne  il  folfo  odorolb  .  Dopo  fi  leva- 
no i  fiori  ,  e  fi  lafciano  fgocciolare  . 

Allora  \%  acqua  di  ciafcun  fiore  fi  mette  in  un 
fìafco  ,  e  fopra  un  boccale  ,  e  mezzo  di  queft'  ac- 
qua odorofa  ,  fi  mette  mezzo  boccale, o  tre  fogliet- 
te  di  Spirito  di  Vino, e  tre  libbre  di  zucchero  chia- 
rificato .  Aggiunganfi  un  pochetto  di  eflenza  di  Ani- 
li  ,  ed  altrettanto  di  eflenza  di  Cannella.  Se  quefto 
Rofolio  è  troppo  dolce  ,  e  paftofo  ,  fi  aggiugne  an- 
cora una  mezza  foglietta  ,  o  un  poco  più  di  Spiri- 
to di  Vino  . 

Se  fi  ha  timore  ,  che  i*  eflenza  di  A  ni  fi  imbian- 
chi il  Rofolio,  fi  mefcoli  collo  Spirito  di  Vino  pri- 
ma di  metterla  nell'  acqua  .  Se  fi  vuole  aumentar  1* 
odore  fi  può  aggiugnere  qualche  cucchiarata  di  eflen- 
za di  fiori  con  un  tantino  di  Mufchio  ,  o  di  Am« 
fera  preparata  con  zucchero  in  polvere  . 

Do* 


304         Parte  77.  De'  Trattenimenti 

Dopo  fi  palla  per  la  manica,  o  colatojo  quello  Ko- 
folio  per  chiarificarlo,  e  fi  mette  nelle  bottiglie  ben 
bene  otturate .  Quello  Rololio  può  conlervarfi  più  di 
dieci  anni  . 

Rofolto^  che  può  fervire  per  altri  liquori. 
Si  pigliano  tre  mezzi  boccali  d' Acquavite,  e  mez- 
zo boccale  d'  acqua  ,  e  fi  mettono  in  una  pignatta 
inverniciata  :  quella  fi  accommoda  Ibpra  fuoco  di 
carbone  ,  e  fi  copre  fintantoché  bolla.  Allora  fi  Au- 
ra ,  e  fi  laicia  bollire  per  dieci  ,  o  dodici  bollori  . 
Lopo  fi  mette  una  libbra  ,  o  più  di  zucchero  ,  fé 
fi  crede  a  propofito  .  Subito  fi  dibatte  una  chiara  di 
Uo\o  con  un  poc netto  del  luddetto  liquore:  fi  leva 
la  pignatta  dal  fuoco  ,  e  vi  fi  mette  la  chiara  di 
Uovo  dibattuta  .  Si  laicia  raffreddare  ,  e  polare  per 
tre  giorni  .  Bifogna  nel  mettere  la  pignatta  lopra  il 
fuoco  ,  mettervi  una  crolla  di  pane  ,  ed  un'  oncia 
di  A  ni  li  . 

Ro folio  comune . 
Si  prende  una  mezza  libbra  di  Zucchero  ,  ed  una 
mezza  libbra  di  miele.  Per  darli  T  odore  vi  fi  met- 
tono incirca   15.  grani  di    Mufchio   ,   ed   altrettanto 
d'  Ambra-gris  ,  il  tutto  dibattuto  col  zucchero,  che 
fi  mette  nel  liquore  .  Vedi  il  Tratten.  X.  §.  IV. 
Limonata  di  poca  fpefa  . 
Si  rafpa  una  lcorza  di  Limone  a   diferezione  den« 
tro  mezzo  boccale  d'- acqua,  nella  quale  fi    farà  fat- 
to dilciogliere  mezza  libbra   di    zucchero  ;   dopo    vi 
fi  metteranno  alcune  gocciole  di  olio  di  zolfo  ,  e  vi 
fi  aggiungono  alcune  fette  di  Limone  . 
Altra  maniera  . 
Sopra  mezzo  boccale  di  acqua   fi    fpreme   il   fugo 
di  tre  Limoni  ,  o  di  due  le  lono  grofTi,infieme  con 
tette  ,  o  otto  fette  della  loro  lcorza  ,  ed  una  quar* 

u 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     305 

fa  parte  di  libbra  di  zucchero  .  Quando  il    zucchero 
i'-ra  ben    diicipko  ,    fi  palla  il  liquore    per   ii   cola- 
ta jo  j  e  fi  fa  rinfrelcare  ,  e  farà  tatto  . 
Acqua  di  Agrefto  . 

Si  mettono  in  mezzo  boccale,  d'  acqua  tre  parti 
di  una  libbra  di  Agitilo  ,  ovvero  una  libbra,  quan- 
do 1'  Agretto  non  è  aliai  buono  .  Dopo  in  un  mor- 
ivo fi  p  Rino  lo^ivemente  i  grani  foli  ben  bi*ne  po- 
liti ,  oiicrvando  di  non  rompere  li  granelli  ,  o  vi- 
nacci,  perchè  non  comunichino  gutto  diipiacevole  alL* 
acqua  ;  in  quella  li  agitano,  e  muovono  con  le  ma- 
ni per  levar  via  parre  della  vinaccia  ,  e  dopo  fi  co- 
la il  liquore  per  chiarificarlo  ,  perchè  non  redi  nef- 
funa  feccia  ,  o  fedimen-o  .  Dopo  vi  fi  mettono  cin- 
que oncie  di  zucchero  piu,o  meno  fecondo  la  quan- 
tità dell'  Agretto  .  In  fine  difciolto  il  zucchero  (1 
cola  il  liquore  fintantoché  divenga  aliai  chiaro  ;  il 
fa  rinfrescare  ,  e  bevuta  è  affai  buona  . 

Orzata  , 

Si  prenda  un'  oncia  di  temi  di  melone  ben  maturi , 
e  fi  mettano  in  un  mezzo  boccale  d'  acqua  ,  vi  fi. 
aggiungano  ,  fé  fi  vuole  ,  tre  Mandorle  amare  ,  ed 
altrettanti  delle  dolci  periate  :  effendo  il  tutto  petra- 
tto dentro  ad  un  mortajo ,  e  ridotto  in  malìa ,  o  pa- 
lla ,  perchè  non  efea  più  olio  nel  peftarlo  ,  s'  i- 
Iiumidilce  con  qualche  gocciola  d'  acqua  . 

Quando  non  vi  farà  bi  fogno  di  petlarle  più  ,  vi  fi 
mefcolarà  una  quarta  parte  di  Libbra  di  zucchero, e 
iubito  quella  pattati  farà  feiogliere  dentro  mezzo  boc- 
cale d'  acqua  ,  e  facciati  parlare  per  un  panno  lino; 
comprima  bene  la  feccia  ,  e  fi  mettano  nei  liquore 
lette  ,  od  otto  goccie  di  effenza  di  fiori  di  Arancio  ; 
fi  metta  nelle  bottiglie  ,  e  fi  rimeni  quando  fi  vo- 
glia bevere  . 

X  Nota 


%o6         Parte  IL  Vi  Trattenimenti 

Nota  .  V  acqua  de'  Piftacchj  ,   de'  Pignoli  ,   del- 
le Nocciuole  ierve  nella  fteffa  maniera  ;   coir   ecce- 
zione ,  che  in  quefta  non  fi  mettono  Mandorle. 
Acqua  di  Limone  . 

Si  prenda  un  Limone  ,  e  fé  gli  levi  la  feorza  ;  (I 
tagli  in  fette,  e  quelle  fi  mettano  in  un  mezzo  boc- 
cale d*  acqua  infieme  con  una  quarta  parte  di  libbra 
di  zucchero  ,  fi  dimeni  bene  nell'  acqua  votandola 
da  un  vafo  in  altro,  ed  avendo  prefo  il  dovuto  gu- 
iìo  ,  fi  coli  ,  e  reftarà  buona. 

Preparare  ti  Mufc/Ào ,  e  V  Ambra  col  zuc- 
chero per  fervirfene  nei  liquori . 

Si  prendano  quattro  granì  d'  Ambra  ,  due  grani 
di  Mufchio  ,  ed  una  mezza  quarta  di  zucchero  .  Il 
tutto  fi  pefti  in  un  mortaj.0  ,  e  fi  riduca  in  polve- 
re .  Si  involga  quefta  polvere  entro  una  carta  ,  che 
lì  fodera  con  altre  carte  .  Sarebbe  meglio  conlervar- 
la  dentro  ad  un  fiafehetto  bene  otturato  .  Quandd 
fi  voglia  dare  V  odore  ai  liquori  ,  fi  prenderà  come 
ana  prefa  di  Tabacco  della  fuddetta  polvere  colla 
punta  di  un  coltello  ,  e  fi  metterà  l'opra  due  bocca- 
li ,  e  mezzo  di  liquore  ,  o  più  ,  o  meno  feconda 
la  quantità  del  liquore  . 

Quella  preparazione  fi  potrà  ancora  adoperare  pet 
dare  odore  ai  Tabacco  . 

§.  IV.  Olj  diverfi  .  Olio  di  Zucchero  . 

Si  piglia  un  Limone  ,  e  fi  taglia  per  di  fopra  in* 
torno  drittamente;  fi  empie  con  zucchero  candito  >a 
polvere  ;  fi  fofpende  nella  Cantina  fopra  una  fcodel* 
la  ,  e  sgocciolarà  un*  olio  eccellente  ,  maraviglio^ 
pei  liquori , 

Altra  maniera  • 

Si  tagli  la  punta  di  un  groffo  Limone  ,,  fi  efpre> 
ma  il  fugo  ,  e  fi  empia  di  zucchero  fina  in   polvs* 

fé; 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli»     307 

re  ;  fi  copra  con  la  parte  tagliata  ,  e  fi  metta  den^ 
tro  ad  una  pignattina  all'ai  netta  ibpra  fuoco  di  car- 
boni ;  il  zucchero  dopo  di  aver  bollito  per  un  quar- 
to d'  ora  fi  getta  dentro  una  bottiglia  ,  e  mai  non 
fi  congelarà  .  Quefl'  olio  ha  odore  >  e  gufto  affai 
gradevole  . 

Altra  maniera  . 

Si  taglia  per  mezzo  ,  o  un  pochetto  più  verfo  I* 
punta  un  Limone  ,  o  un  Melarancio;  fi  cava  il  tut» 
to  dell'  interno  ,  cioè  il  fugo  colle  borfette  lenza 
rompere  la  feorza  .  Dopo  fi  empie  di  zucchero  in 
polvere  ,  e  (ì  ibfpende  l'opra  un  vafo  di  vetro  ,  o 
di  majolica  con  un  baroncino  ,  o  filo  pallàio  vici- 
no all'  orlo  .  Il  zucchero  fi  feioglie  ,  e  trapanna  L* 
olio  per  il  fondo  ,  e  cade  nel  vaio  .  Ha  odore  aro* 
manco  ,  e  grato  ,  da  adoprarfi  nei  liquori  >  ed  an- 
che nel  Tabacco  • 

Effenza  di  Gel/omino  . 

Una  quarta  di  zucchero  ,  ed  una  foglietta,  o  pia 
d'  acqua  .  Effendo  feiolto  il  zucchero  ,  e  fpumato  , 
cioè  levata  la  fchiuma  ,  fi  cuoca  fintantoché  non  re- 
tti più  acqua  .  Dopo  fi  levi  dal  fuoco,  e  vi  fi  met* 
ti  due  pugni  di  Gelfomini  .  Si  copra  il  vafo  ,  e  do- 
po una  ,  o  due  ore  fi  palli  1'  effenza  ,  che  fi  ha  da 
confervar  in  bottiglie  •  E'  di  un*  odore  affai  grade- 
vole :  fi  mettono  una  ,  o  due  goccie  in  tutto  ciò  t 
che  fi  vuole  . 

Perchè1  ?ion  fumi  V  Olio . 

Faccianfi  diftillare  Cipolle  ,  e  di  quefl'  acqua  di- 
ftillata  fi  metta  nel  fondo  della  Lampana  ,  e  per  di 
ibpra  i'  Olio  :  fi  vedrà  ,  che  non  efala  più  fumo  . 
Secreti  &£.  p.  424.  tcnu  1. 


Olio 


jo8  Torte  IL  De*  Trattenimenti 

Olio  ,  un  oncia  del  quale  dura  molto  pik 
d'  una  libbra  d1  altro  Olio, 
Sì  prenda  Butirro  frefco  ,  Calcina  viva  ,  Tartaro 
crudo  ,  e  fale  comune  parti  eguali  ,  il  tutto  maci- 
nato ,  e  mefcolato  infieme;  conviene  inumidirlo  con 
buone  acquavite  ,  e  farla  diftillare  in  Lambicco  be- 
ne otturato  (opra  un  fuoco  graduato  ,  avendo  forti- 
ficato il  recipiente  ,  ed  otturate  ben  bene  le  giun- 
ture .  Secret s  &c.  tom,  i.  p.  4. 

TRATTENIMENTO  XIV. 

Levare  via  le  Macchie  y  e  varie  curiofità. 
Macchie  d'  Olio  . 

SI  prenda  Sapone  bianco  quanto  fi  crederà  necef- 
fario  ;  fi  gratti  minuto  ,  e  fi  metta  in  una  bot- 
tiglia mezzo  piena  di  Lifciva  .  Dopo  vi  fi  metta  la 
groffezza  di  una  noce  di  Sale  Ammoniaco,  caie  gial- 
li di  Uovo  freichi  ,  fugo  di  cavoli  ,  e  fiele  di  Bue 
a  difcrezione  .,  ed  in  fine  un*  oncia  di  Tartaro  in 
polvere  fotti! e  ,  e  ftacciata  .  Dopo  fi  ottura  la  bot- 
tiglia ,  e  fi  efpone  al  Sole  di  mezzo  dì  per  quattro 
giorni  .  Di  quefto  liquore  fi  verla  fopra  le  Macchie, 
e  fi  laveranno  bene  per  V  avanti  ,  e  per  di  dietro  y 
e  fi  lafciaranno  feccare.  Dopo  fi  lavaranno  in  acqua 
chiara  y  e  fé  fi  lavan  dopo  con  fapone  ,  e  fi  lafcia- 
no  feccare  ,  non  appariranno  più  le  macchie  . 
Macchie-  di  Urina  . 
Si  fa  bollire  dell'  Urina ,  colla  quale  fi  lavaranno 
le  macchie  ;  e  dopo  coli*. acqua  limpida  . 

Macchie  di  Pece  ,  e  dt  Terebentina. 
Si  bagna  bene  la  macchia  coli'  Olio  di  Uliva  ,  e 

fila- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  Dilettevoli  .     309 

fi  iafeia  feccare  per  un  giorno  ,  ed  una  notte  ;  do- 
po fi  prenda  dell'  acqua  calda  ,  e  delle  faponette  , 
che  li  diranno  appretto  ,  e  fé  gli  dà  con  quefte  ,  e 
del  tutto  andaranno  via  le  macchie  . 

Saponette  per  levar  via  le  Macchie  . 

Si  prenda  Sapone  grattato  ,  fi  rr.etcoli  con  ceneri 
di  farmenti  di  Vite  ,  fi  palli  per  ftaccio  di  feta  ,  e 
creta  ancora  parimente  in  polvere  fottile  ,  il  tutto 
bene  incorporato  in  un  mortajo  di  bronzo  .*  dopo  fi 
formaranno  le  Saponette  >  che  fi  faranno  feccare  all' 
ombra  ;  e  quando  fi  vogliano  ulare  fi  fregaranno  le 
Macchie  ,  e  dopo  fi  lavaranno  nell'  acqua  chiara. 
Pallotttne  per  levare  Macchie  > 

Mezza  libbra  di  Sapone  ,  quattro  oncie   di   argil- 
la ,  ed  un'  oncia  di  Calce  Viva  ;  il  tutto  fi  feioglie 
in  un  poco  d'  acqua  :  fi  fanno  pallottine ,  colle  qua* 
li  fi  fregano  le  Macchie  5  e  dopo  fi  lavano* 
Sapone  proprio  per  levar  via  ogni  forta 
di  Macchie  » 

Si  prenda  una  libbra  di  Sapone  bianco  di  Vene- 
zia ,  fei  gialli  di  Uova  ,  ed  una  mezza  cucchiarata 
di  Sale  peftato  ;  s'  incorpori  il  tutto  con  fugo  di 
Porri  .  Dopo  fi  formino  i  pani  ,  e  fi  mettano  a  fec- 
care all'  ombra  ;  per  V  ufo  fi  bagna  bene  la  roba 
macchiata  per  le  due  parti  con  quello  Sapone  ;  quin- 
di fi  lava  >  e  la  macchia  fparirà  . 

Levare  le  Macchie  dalla  Seta  bianca  5  0  dal 
fottuto  Creme/i  . 

Si  inumidifea  bene  la  macchia  coli'  Acquavite  fpi* 
litofa  ;  dopo  vi  fi  metta  iopra  una  chiara  di  Uovo 
frefeo  ,  e  Facciafi  feccare  al  Sole  ,  e  fubito  fi  lavi 
nelP  acqua  freica  ;  comprimafi  fra  le  dita  il  Tito  del- 
la macchia  >  e  fé  nella  prima  volta  non  andarà  via 
affatto  ,  fi  replicherà  la  ftefla  operazione  ,  la  quale 
riufeirà  bene  .  Per 


31©        "Parte  II.  De*  Trattenimenti 

Levar  via  le  Macchie  da  una  Tela  bianca. 
Si  facciano  bollire  due  oncie  di  Allume  per  mez2* 
ora  in  una  foglietta  ,  o  poco  più  d'  acqua  ;  quindi 
fi  metta  un  pezzo  di  Sapone  bianco  iniìeme  con  un* 
oncia  di  Allume  ,  e  lafciato  per  due  giorni  raffred- 
dare fi  lavaranno  le  macchie  di  ogni  forta  di  roba 
bianca  ,  e  fi  avrà  1'  effetto  . 

Levare  le  Macchie  di  Olio  da  ogni  te- 
la ,  o  fia  di  Seta ,  o  di  Lana . 
Si  prenda  Olio  di  Tartaro  ,  e    fi    metta   fopra   la 
macchia  ;  dopo  immediatamente    fi   lavi   coir   acqua 
tiepida  ,  ed  in  feguito  due  ,  o  tre  volte  coir  acqua 
fredda  ,  e  reftarà  ben  polita  . 

Levare  ogni  forta  di  Macchie  fopra  Tele  di 
qualunque  Colore. 
Si  piglia  mezza  libbra  di  miele ,  un  giallo  di  Uo* 
vo  frefco  ,  e  la  grofiezza  di  una  noce  di  Sale  Am- 
moniaco  ,  fi  meftoli  il  tutto  infieme  ,  e  mettafi  fo- 
pra  le  macchie  di  tela  di  feta^  e  vi  fi  lafci  per  qual- 
che poco  di  tempo;  dopo  fi  lava  coli'  acqua  frefca, 
e  la  macchia  non  fi  vedrà  più  . 

Nota  .  L'  acqua  ,  nella  quale  Ila  fciolto   Sale   di 
Soda  ,  Sapone  nero  ,  e  Fiele  di  Bue  leva  molto  be- 
ne le  macchie  di  graffo  dalle  tele  di  ieta,e  di  panno. 
Lev/ire  le  Macchie  dt  Cera  dalla  Seta  , 
e  Ciambellotto  . 
Sopra  le  Macchie  di  eera  fi  metta  Sapone  minuto 
ben  eftefo  ,  e  vi  fi  lafci  feccare  al   Sole   fintantoché 
Ila  disfatto  ,  o  fciolto  :  allora   fi   lava   il   fito   coli' 
acqua  pura  ,  e  disparirà  la  macchia  . 
Altra  Maniera  . 
Si  piglia  un  pane  di  buona  pafta  ,  e  duro  :  fi  ta- 
gli per  mezzo  ,  e  fi  faccia  rifcaldare  ,  e  quafi    arro- 
stire fopra  una  graticola  ,  e  quando  farà    ben   caldo 

fi  met- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli,     gii 

(1  metta  una  metà  fopra  la  cera, e  dopo  P  altra  me- 
tà ,  fé  la  prima  non  ha  fatto  P  effetto  ,  e  fi  fegui- 
ti  così  fintantoché  fia  andata  via  tutta  la   cera. 

Altra  maniera  .  Sopra  una  Cucchiara  di  Ottone  , 
di  Argento  ,  Ferro  &c.  fi  metta  un  carbone  accefo, 
e  fopra  la  cera  una  Carta  d'  alciugare  ,  e  fi  palli 
fopra  quefta  carta  la  cucchiara  ,  il  di  cui  calore  dif- 
fà  la  cera  ,  la  quale  imbevuta  nella  Carta,  laida  la 
roba  polita  . 

Levare  le  Macchie  d*  Inchiofiro  fopra  la 
Tela  ,  e  la  Seta  . 

Si  bagni  fubito  la  Tela  nel  fugo  di  Limone  ,  o 
nelP  Aceto  ,  nel  quale  fia  fciolto  Sapone  bianco.  Se 
la  Macchia  è  nella  carta 3  batterà  il  fugo  di  Limone, 
o  Aceto  forte  . 

Levare  Macchie  di  Ferro  fopra  la  Tela. 

In  un  Vafo  fi  fa  bollire  dell''  acqua  ,  ed  al  vapo- 
re di  quefta  fi  efpongono  le  macchie  ;  dopo  vi  d 
metta  l'opra  fugo  di  Limone  ,  e  Sale;  ed  avendo  be- 
ne penetrata  la  tela  ,  è  neceffario  metterla  nella 
Lifciva  . 

Nettare  ,  ed  imbiancare  l*  Argenteria  . 

Si  prendano  quattro  oncie  di  Sapone  bianco  ,  e  fi 
grattino  fopra  un  piatto  ,o  fcodella  ,  e  vi  fi  aggiun- 
ga una  foglietta  d'  acqua  calda  .*  fi  metta  in  altra, 
fcodella  nel  fondo  della  feccia  di  Vino  unita  come  un  pane; 
con  altra  foglietta  d' acqua  calda  :  in  altra  fcodella  fi  met- 
tano ceneri  gravellate  con  altra  acqua  calda  come  fopra» 
Quindi  paflarete  fopra  P  Argenteria  con  un  pennel- 
lo di  pelo  temperato  prima  nel  liquore  di  feccia, do- 
po nel  liquore  delle  Ceneri  ,  e  nel  fine  in  quello  di 
Sapone  .  Allora  fi  firoffina  la  robba  ,  la  quale  dipoi 
fi  lavarà  nelP  acqua  calda  ,  e  fi  afeiugarà  con  uo- 
pannolino  fecco  » 

§.  %.  Ta- 


*i2         Vavte  IL  DJ  Trattemmenil 


3 


§,  2.  Tuhncco  da  na^o  a/ai  gradevole  . 

Si  prende  Tabacco  in  polvere  fina  .  Dopo  fi  pe~ 
itano  in  un  morta jo  venti  grani  di  Mufchio  infierii! 
con  un  poco  di  zucchero  ;  quindi  vi  fi  aggiunge  a 
poco  a  poco  Tabacco  ir.fìno  al  pèfo  di  una  libbra  > 
dopo  fi  pefiano  dieci  grani  di  AlgaHa,  cioè  di  Zibet- 
to ,  rimenando  il  tutto  col  Tabaccò  rrfufchiàto  ,  e 
mescolandolo  bene  .  Per  V  odore  foÉhigliantèà  quello 
di  Siviglia  ,  fi  aggiungono  folo  venti  grani  (  i  )  dì 
Vaniglia  ,  che  fi  mette  nella  Giocolata,  in  polvere  fi- 
na .  Si  avverte  ,  che  ie  T  odore  è  troppa,  fi  rilette 
meno  di  Mufchio,  di  Zibetto,  e  di  Vaniglia  fecon- 
do il  guflo  . 

Per  dare  il  colore  rollò  ,  o  giallo  al  Tabacco  fi 
piglia  la  groiTezza  di  una  noce  d'  Ocra  gialla  ,  o 
roiìa  ,  come  fi  voglia  ,  ma  preparata  .  La  prepara- 
zione fi  fa  così  .  Sì  dHfciòglie  r  Ocra  polverizzata 
in  una  quantità  {ufficiente  di  acqua  forgente.Si  mef- 
cola  bene  infieme  ,  e  poi  fi  fa  paiìare  via  T  acqua 
già  carica  dell'  Ocra  in  un  Vaiò  .  Vi  fi  aggiunge  1* 
acqua  frefea  replicatamente  ,  fioche  i*  Ocra  ila  affar- 
io difciolta  ,  e  non  vi  reili  altro,  che  arena  ,  e  pie- 
truzze  .  Si  mifchieranno  poi  infieme  tutte  le  diver- 
ie  porzioni  deli'  acqua  torbida  ,  e  caricata;  fi  laicia- 
ranno  pofare  ,  e  V  Ocra  andarà  ai  fondo  .  Si  trava- 
ia poi  1'  acqua, e  1'  Ocra  fi  fa  feccare  per  fervirfene. 

Di  queft'  Ocra  così  preparata  iì  piglia  la  quantità 
Suddetta  ,  e  fi  mefcola  con  un  poco  di  creta  fina  d-.t 
modificare  il  colore  come  piaccia  .  Si  macina  quefto 
colore  con  tre  grotti  d'  olio  ,  pigliando  alcuno  di 
quelli  ferititi  nel  §.  3.  ,  o  ancora  di  Mandorle  dolci, 

che 


(  r  )  Venti  'Gravi  fanno  uno  Scrupolo  .  Un  GrofTo  fauna  Dram- 
ma ,  e  contiene  tre  Scrupoli  . 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .      313 

che  in  quantità  tanto  piccola  non  è  pericolo  ,  che 
d' venga  rancio  .  Si  macola  ancora  un  poco  di  goni- 
ma  pregante  ,  e  fi  applica  al  Tabacco,  marchiando- 
lo'da  per  tutto  . 

§    3.  Ca'amajo  d*  Inchìotyro  come  pietra. 

Si  pigliano  O  ick  14.  di  Gotti  ma  Arabica,  di  Ne- 
ro fumo  onde  i>.  ,  di  Carbone  di  Salice  oncie  3  : 
fi  (ciolga  la  Gomma  in  polvere  in  una  fog'ietta  d* 
acqua  comune  ,  la  quile  fi  dimenerà  fintantoché  la 
Gomma  Ha  iciolta.  Ciò  fatto  s'impittaranno  le  polve- 
ri coli'  acqua  gommata,  cioè  con  una  parte  di  queft* 
acqua  ,  dimodoché  lì  poiìà  fare  la  patta  ,  e  conier- 
vando  V  altra  acqua  per  V  ufo  ,  che  appretto  fi  di- 
rà .  Da  q netta  patta  fi  formaranno  i  Calamaj  della 
forma  ,  che  fi  voglia  ,  fopra  la  quile  effendo  anco- 
ra morbida  la  materia,  (ì  faranno  alcuni  piccoli  buchi. 

Ciò  fatto  fi  faranno  feccare  dentro  un  forno  caldo 
per  lo  fpazio  di  quattro  ore  ,  o  all'  ombra  quanto 
tempo  farà  di  btfogno  .  Già  fecchi  fi  piglia  1'  acqua 
di  Gomma  contervata  di  (opra  ,  nella  quale  fi  inu- 
midirà una  penna  ,  e  fi  luftrano  i  Calamaj  di  fuori  , 
e  di  dentro,  dimanierachè  reftino  luftrati  come  Diaf- 
pro  ,  e  duri  come  pietra  . 

Quando  uno  voglia  iervirfl  di  tali  Calamij, fi  met- 
tono alcune  gocciole  d'  acqua  in  uno  de'  piccoli  bu- 
chi ,  e  vi  fi  mette  la  penna  per  prendere  1'  inchio- 
ftro  ,  come  fi  fa  negli  altri  Calarmj  Se  vi  fi  met- 
te poca  acqua  ,  1'  lnchiottro  non  farà  affai  nero,  ma 
le  fi  mefcola  bene  colla  penna  farà  nero  affai  bello. 
Inchioftro  per  le  IfcYikióni  ,  ed  Epitaffj  , 
fopra  dei  marmo  . 

Quello  Inchioftro  lì  fa  col  fumo  d'  Olio  di  Lino, 
o  colla  Pece  nera  ,  mefcolati  miieme  fopra  un  fuo- 
co foave  . 

Inchio- 


514         Pórre  IT.  De'  Trattenimenti 

Inch'ioflro  nero  per  fcrivere  fopra  Tela  9 
Seta  ,  0  Carta  » 

Si  piglino  due  oncie  di  limatura  di  ferro  ,  un* 
oncia  di  Galla  fracaffata  ,e  di  Aceto  forte  bianco  un^  fo- 
glietta fi  metta  il  tutto  fopra  il  fuoco  per  fare ,  che 
(vapori  con  piccoli  bollori  fino  alla  metà  del  liquore; 
il  rimanente  fi  coli  ,  e  fi  confervi  pel  bifogno  ,  ag- 
giungendofi  un  poco  di  Gomma  Arabica  . 

Nota  .  Non  voglio  ommettere  ,  che  il  Zucchero 
candito  ha  virtù  ammirabile  per  riftabilire  V  Inchio- 
llro  ,  e  renderlo  nero  ,  buono  ,  e  luftro  ,  e  fare  , 
che  coli  a  poco  a  poco  .  Nella  bottiglia ,  nella  qua- 
le fia  inchioftro  fi  mette  un  pezzo  del  luddetto  Zuc- 
chero ,  ovvero  nel  Calamajo  . 

Nota  2.  Per  dare  un  bel  nero  ad  una  cofa  ,  il  dì 
cui  colore  nero  abbia  perduto  il  luftro  ,  fi  fa  bollire 
in  una  pignatta  legno  Campeccio  ,  e  con  il  liquore 
di  quello  fi  dà  fopra  la  robba  ,  come  Guanti ,  Cal- 
zette ,  Cappelli  ,  Pelli  &c. .  Se  vi  fia  bifogno  fi  la- 
vano prima  .  Refta  un  nero  affai  bello  ,  e  che  non 
brucia  la  robba  . 

§.  4.  Stucco  . 

Bifogna  per  tutte  le  operazioni  da  fard  collo  Stuc- 
co feiegliere  il  GeiTo  migliore  ,  e  più  fino  ;  quello, 
che  è  trafparente  (  1  )  fembra  ,  che  debba  elìere  ante? 
pofto  ad  ogni  altro  . 

Col  Geffo  fi  può  imitare  qualunque  forta  di  mar- 
mo .  Per  quefto  fi  (temperano  coli'  acqua  incollata 
dentro  a  diverfi  Vafi  il  Geffo  ,  ed  i  Colori  ,  che  vi 
fono  nel  marmo  :  con  ciakuno  di  quefti  Colori  fi 
fìempera  un  poco  di  Geffo  ;  fi  fa  di  ciafeun  Colore 
una  focaccia ,  o  Ichiacciata  grande  ad  un  dipreffo  co- 
me 

fi)  In  Spagnolo  Ceffo  efpejueh  .  In  Italiano  Scagliola  . 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     315 

me  !a  mano  .  Si  mettono  Tempre  quefte  focaccie  al- 
ternativamente una  iopra  1'  altra  ,  mettendo  quelle 
del  Colore  dominante  in  maggior  numero  ,  o  più 
fpeffe  .  Si  rivoltano  fui  lato  quefte  focaccie,  eh*  era- 
no pofte  per  diritto  ,  fi  tagliano  in  quella  Umazio- 
ne in  fette  ,  e  fi  diftendono  pofeia  prontamente  lui 
nocciolo  dell*  Opera  ,  dove  fi  appianano  *  Con  que- 
llo mezzo  fi  viene  a  capo  di  rapprefentare  i  divertì 
Colori  ,  di  cui  fono  penetrati  i  marmi  ♦ 

E'  d'  uopo  avvertire  ,  che  in  tutte  quefte  opera- 
zioni 1'  acqua  incollata  effer  deve  un  poco  calda, al- 
trimenti il  Geilo  fi  rappigliarebbe  troppo  prefto  ,  e 
non  darebbe  tempo  di  maneggiarlo  ,  e    lavorarlo. 

Quando  1'  opera  è  bàftevolmente  fecca,  fi  polifce 
ad  un  dipreilò  nella  fteffa  maniera  ,che  il  vero  Mar- 
mo .  Può  fervire  per  quello  la  pietra  Pomice.  Si  fre- 
ga l'  opera  colla  pietra  con  una  mano  ,  e  fi  tiene 
Bell*  altra  una  f pugna  imbevuta  d'  acqua,  colla  qua- 
le fi  rinetta  continuamente  il  luogo  ,  che  fi  è  frega- 
to ,  affine  di  levar  via  ad  ogni  iftante  quello  ,  che 
è  fiato  (laccato  dalla  fuperficie  dell'  opera;  ed  a  tal 
effetto  biiògna  lavare  la  ipugna  di  quando  in  quan- 
do ,  e  tenerla  fempre  ripiena  d'  acqua  frefea  . 

Si  frega  in  apprelio  con  uno  flraccio  ,  o  pezzo 
di  panno  lino  ,  acqua  ,  creta  ,  o  Tripoli  .  Si  ado- 
pera in  luogo  di  quello  del  Carbone  di  Salcio  ma- 
cinato ,  e  vagliato  finiiìimo  ;  ovvero  dei  pezzi  intie- 
ri di  carbone  per  meglio  penetrare  il  fondo  de'  fre- 
gj  ,  od  ornamenti  ,  fé  fi  abbiano  dipinti  Paefi  ,  ed 
altri  tali  oggetti  ,  facendo  (empre  ufo  dell'  acqua 
colla  fpugna  ,  che  n'  è  imbevuta  . 

Si  fìnilce  fregando  V  opera  con  un  pezzo  di  Ca- 
pello imbevuto  d'  Olio  ,  e  di  Tripoli  in  polvore  fi« 
pittima  3  ed  in  fine  col  pezzo  di   Capello   imbevuto 

d'  0- 


5id        Farte  IL  De1  ^Trattenimenti 

d'olio  folo  .  Se  l'olio  è  di  noce  dà  più  rifalto,  e  Ju* 
flro  ai  colori. 

Ecco  in  breve  la  maniera  di  fare  il  fuddetto  ,  o 
Scagliola  . 

i.  Si  parta  bene  ,  e  fi  lìaccia  il  Getto  ,  il  quale 
&'  impatta  coli*  acqua  incollata,  facendo  diverfe  por- 
z/mi  ,  ed  a  ciafcuna  mettendo  il  colore,  che  lì  pre- 
tende ,  e  componendole  come  focaccie  . 

2.  Con  quelle  di  divertì  colori  lì  riempie  il  difegno. 

3.  Quando  elfo  farà  ben  lecco  vi  lì  palla  lopra 
con  la  pietra  Pomice  ,  fintantoché  l' opera  retti  aliai 
Jilcia  nella  fuperficie  • 

4.  Si  frega  come  lopra  coli'  olio  ;  e  quando  farà 
ben  fecco  il  tutto,  fi  luttra,  e  fi  può  adoperare  an- 
cora per  quella  ultima  operazione  la  pietra  di  Para- 
gone ,  che  adoperano  gii  Orefici  per  efaminare  l'ar- 
gento &c.  (  1  ) 

Nota  .  Con  acqua  calda  ,  ed  incollata  fi  {tempe- 
ra il  Geffo  ;  ma  poiché  la  poca  folidità  del  GeiTo  , 
particolarmente  allora  quando  non  è  appoggiato  ,  ri- 
cerca ,  che  fi  dia  una  certa  groflezza  alle  opere  ,  fé 
jono  di  grandi  tavole  ,  così  per  diminuire  la  fpefa 
fi  fa  il  corpo  dell'  opera  ,  o  il  nocciolo  con  geffo 
ordinario  ,  e  fi  copre  colla  corr.pofizione  fuddetta  di 
getto  tralparente  ,  dandole  due  ,  o  tre  linee  5  o  più 
Ìq  fi  vuole  di  groffezza  . 

§.  5.  Coltivazione  del  Tabacco, 

Il  Tabacco  ricerca  terra  graffa  ,  mediocremente 
forte  ,  ed  umida  ,  eguale  ,  profonda  ,  e  che  non  fia 
foggetta  alle  innondazioni  :  le  terre  nuove  gli  con- 
vengono affai  più  ,  che  quelle  che  hanno  di  già  fer* 

Vito; 

1 1  )  In  Spagnolo  Piedra  de  toqut . 


Su  le  Materie  utilt  ,  e  dilettevoli .     317 

Vito  ;  ancora  le  terre  bene  concimate.  ,  ed  efpofìe  ai 
Mezzodì  . 

Per  feminarlo  fi  mefcola  la  Temenza  con  fei  vo!t« 
altrettanto  di  cenere  ,  o  di  fabbia  ;  perchè  fé  fi  fe- 
minaiìe  loia  ,  la  l'uà  picciolezza  la  farebbe  germo- 
gliare troppo  fpeffa  ,  e  farebbe  jmpoflibile  trapianta- 
re la  pianta  lenza  danneggiarla  . 

Quando  la  pianta  fi  è  alzata  due  ,  o  tre  pollici 
dalia  terra  ,  allora  è  in  grado  di  eifere  trapiantata  , 
o  ancora  quando  ha  fei  foglie  «, 

Si  devono  con  grande  attenzione  farchiare  le  ajet- 
te  ,  e  non  lafciarvi  crefeere  neifuna  mal  erba, . 

Nei  noflri  chmi  fi  femina  verfo  la  fine  di  Marzo. 

Può  an<he  leminarfi  per  Aprile,  oifervando  di  cu- 
•ftodirlo  dalle  brine  ,  o  dalle  gelate  la  notte  ,  ed  es- 
ponendolo al  Sole  il  giorno  ,  o  in  fito,  caldo  . 

Rinettato  ,  e  mondato  il.  terreno,  fi  divìde  in  via- 
li come  folchi  ,  dittanti  tre  piedi  uno  dall'  altro  ,  e 
paralleli  ,  fopra  i  quali  fi  piantano  de'  paletti  difpo- 
fìi  ,  e  dittanti  gli  uni  dagli,  altri  tre.  piedi  .  Locchè 
può  fard  per  mezzo  di  una  corda  con  i  fuoi  gruppi, 
o  nodi  .  L*  efperienza  ha  fatto  conofeere,  che  è  me- 
glio piantare  in  quincunce  ,  che  in  quadrato,  e  che 
le  piante  hanno  a  quefto  modo  più  fpazio  da  fìende- 
re  le  loro  radici  ,  e  mettere  le  foglie  .. 

Il  trapiantare  bifogna  farlo  in  tempo  piovofo  ,  o 
talmente  folca,  e  nuvolofo,  che  la  pioggia  non  deb- 
ba molto  indugiare  a  cadere;  imperocché  trapiantan- 
do in  tempo  afeiutto  fi  va  a  rifehio,  di  perdere  la  fa- 
tica ,  ed  anche  le  piante  .  Con  una  fpecie  di  pun- 
zone fi  fa  un  buco  nei  luogo,  di  ciafeun,  palicciuolo, 
e  levato  via  fi  mette  una  pianta  dritta  ,  e  colle  ra- 
dici ben  diftefe  ,  e  fi  affonda  fino  all'  occhio  ,  cioè 
fin  dove  cominciano  a  nafeere  le  foglie   balle  ,   e  Q. 

cai- 


3iS         "Parte  IL  De3  Trattenimenti 

calca  ,  e  fi  aflbda  dolcemente  la  terra  intorno  alla 
radice  ,  affinchè  foftenti  la  pianta  dritta  fenza  com- 
primerla .  Le  piante  collocate  in  quefta  guifa  in  un 
tempo  piovofo  non  patiicono  ,  ed  in  24.  ore  fi  ri- 
fanno . 

Un  Campo  di  cento  paffi  in  quadro  contiene  da 
circa  a  dieci  mila  piante  che  ben  mantenute,  polio* 
no  rendere  quattro  mila  libbre  di  pelo  di  Tabacco  . 
Ma  fa  di  meftieri  attendere  alla  bontà  del  terreno  , 
al  tempo  in  cui  fi  è  piantato  ,  ed  alla  cura  ,  che  fi 
è  prefa  . 

Arrivate  che  fono  le  piante  all'altezza  di  due  pie- 
di ,  e  mezzo  ,  o  all'  incirca,  e  primachè  fiorilcano, 
fi  fcapezzano  ,  cioè  fi  taglia  la  iommità  di  ciafcuna 
gamba,  perchè  non  crelca  ,  e  fiorìlca  ;  e  nel  mede- 
lìmo  tempo  fi  fvelgono  le  foglie  più  batte  ,  che  fo- 
no più  difpofte  a  toccar  la  terra  ,  ed  a  iporcariì .  Si 
levano  via  parimenti  tutte  quelle  ,  che  hanno  un 
qualche  vizio  ,  o  fono  intaccate  ,  o  punte  dai  Ver- 
mi •  e  le  ne  lafciano  foio  da  dieci  in  dodici, o  me- 
no fopra  ciafcuna  gamba  ,  perchè  quello  piccolo  nu- 
mero ben  mantenuto  ,  e  coltivato  rende  aliai  più  di 
Tabacco  ,  e  di  una  qualità  molto  migliore  ,  che  fé 
fi  laiciaifero  tutte  crefcere  ,  quante  ne  potrebbe  la 
pianta  produrre  .  Si  devono  levar  via  tutti  gli  oc- 
chj  ai  germogli  ,  che  nafcono  tra  le  foglie  ,  e  la 
gamba  ,  perchè  tirarebbero  a  le  una  gran  parte  dei 
nutrimento  delle  vere  foglie  ,  che  non  poiiono  mai 
averne  di  troppo- . 

Dopoché  le  piante  fono  {capezzate    fino   alla   loro 
perfetta  maturità  ,  fi  ricercano  da  cinque  in    lèi  lèt- 
ti mane  ,  fecondo  che  la  ftagione  va  calda  ,  e  che  il 
terreno  è  efpofto  ,  ed  è  umido  ,  o  alciutto  . 
ii  Tabacco  ft£  d'   ordinario   quattro   mefi  ali*  in- 

cir- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .     319 

circa  in  terra  avanti  dr  poter  efler  tagliato  .  Si  co* 
ficfce  proflima  la  fua  maturità  ,  quando  le  fue  fo- 
glie cominciano  a  mutar  colore  ,  e  che  il  loro  ver- 
de vivo  ,  e  leggiadro  divetita  a  poco  a  poco  più  ca- 
rico ,  e  fofco  ;  allora  s'  inchinano  verfo  terra  ,  co- 
me fé  la  coda  ,  che  le  unifce  alla  gamba  aveffe  dif- 
ficoltà a  foftenere  il  pelo  del  fuco  ,  di  cui  fono  ri- 
piene :  V  odore  dolce ,  che  avevano  diventa  più  for- 
te ,  fi  accrefce  ,  e  fi  diffonde  più  da  lungi  .  In  ul- 
timo quando  fi  vede  ,  che  le  foglie  fi  rompono  più 
facilmente ,  quando  fi  piegano, e  fi  vedono  come  pil- 
lottine ,  che  tirano  al  giallo,  è  un  fegno  certo, che 
la  pianta  ha  tutta  la  maturità  ,  di  cui  abbi  fogna  , 
e  che  è  tempo  di  reciderla  .  Alcuni  la  tagliano  tra 
due  terre  ,  cioè  un  pollice  all'  incirca  fotto  la  fu- 
perficìe  della  terra  ;  altri  un  pollice  ,  o  due  di  fo- 
pra  ,  e  quefta  ultima  maniera  è  la,  più  praticata  . 

Le  piante  cosi  tagliate  fi  lafciano  vicine  ai  loro 
ceppi  tutto  il  rimanènte  del  giorno  ,  avvertendo  di 
rivoltarle  da  tre  in  quattro  volte  ,  perchè  il  Sole  le 
rifcaldi  ugualmente  da  tutti  i  lati  ,  e  confumi  unsi 
parte  della  loro  umidità  ,  e  cominci  ad  eccitare  una 
fermentazione  neceffaria  per  mettere  il  loro  fugo  in 
movimento  . 

Per  fare  il  taglio  fi  attende  ,  che  la  rugiada  fi^ 
caduta  ,  e  che  il  fole  abbia  diseccata  tutta  1*  umidi- 
tà ,  che  quella  aveva  fparfa  fulle  foglie  . 

Innanzi  che  il  Sole  tramonti  fi  tramortirlo  nel  luo* 
go  ,  che  fi  è  apparecchiato  per  riporvele  ,  lenza  fa- 
lciar mai ,  che  le  piante  paffino  allo  «coperto  la  not^ 
te  ,  perchè  la  rugiada  ,  che  è  copiofiffima  nei  climi 
caldi  ,  riempirebbe  i  loro  pori  aperti  dal  calore  dei 
giorno  innanzi  ;  ed  arredando  il  movimento  dell*. 
fermentazione  già  cominciata,  difporrelsb*  te  pianta, 
alla  corruzione  ♦  s  J?et 


3  20         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

Per  accrefcere  appunto  quella  fermentazione  ,  le 
piante  tagliata  ,  e  porrate  dentro  alla  cafa  (  lo  ftef- 
fo  fi  deve  fare  colle  foglie,  quando  quatte  fi  raccol- 
gono fenza  fvellere  le  loro  piante  ;  fi  difendono 
le  une  iulle  altre  ,  e  fi  coprono  con  lluore  ,  e  fo- 
pra  con  delle  tavole,  o  delle  pietre  per  tenerle  com- 
prese .  Si  lafciano  così  da  tre  in  quattro  giorni  , 
durante  i  quali  fermentano  ,  o  trafugano,  ed  in  ap- 
pretto fi  lafciano  feccare  dentro  alle  cale  . 

Nelle  medefime  Cafe  fi  tanno  rinfrefcare,  di  fenden- 
dole fopra  il  pavimento  ,  o  tavole  .  Già  rinfrefcate 
per  lo  fpazio  d'  ine  rea  12.  ore  ,  fi  palla  nel  piede 
di  cialtuna  pianta  ,  0  ne!  peciicu'o  di  ciaicuna  fo- 
glia una  tpfanghetta  ,  o  filo  ,  in  guila  che  polla  ap- 
picariì  alle  pertiche, e  iubito  dopo  lì  fofpendono,  av- 
vertendo di  non  premerle  1'  una  contro  l'  altra. 

Si  lafciano  le  piante  ,  o  le  foglie  così  fofpple  fin- 
tantoché fiano  le  foglie  bene  alciutte  :  allora  fi  ap- 
profitta del  primo  tempo  umido  ,  che  foprav;ene,  e 
che  permette  di  maneggiarle  lenza  romperle.  In  que- 
llo tempo  favorevole  fi  levano  via  le  piante  ,  o  le 
foglie  ,  e  (ì  formano  de'  un  zzi  . 

Il  Sig.  Bomare  Icrive  ,  che  al'ora  fi  conofee,  che 
le  foglie  fono  mature  ,  quando  effe  fi  diflaccano  fa- 
cilmente dalla  pianta  ;  allora  fi  devono  raccogliere 
le  più  belle  ,  infilarle  per  la  tefta,  fo.mare  dei  pac- 
cherà ^  e  metterle  a  feccare  in  un  granajo  .  Si  la- 
ida il  fianco  in  terra  per  dar  il  tempo  alle  foglie 
di  maturare  s 

Si  potrebbe  di  leggieri  accrefcere  il  buon  odore  al 
Tabacco  ,  e  procurargli  delle  qualità  fuperiori  forfè 
anche  a  quello  della  Virginia  .  Siccome  quello  odo- 
re è  il  prodotto  della  fermentazione  ,  così  farebbe 
ballata  il  Dannare  i  mutehj  del  Tabacco  con   follari- 

ze 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli.     32 1 

ze  atte  ad  eccitare  una  fermentazione  dolce,  e  eoa* 
tinuata  per  lungo  tempo  . 

Per  quefto  è  eccellente  P  acqua  marina  a  cagione 
del  Sale  marino,  e  bafeterrofa,  che  contiene;  aven- 
do quefto  Sale  la  proprietà  di  attraere  l*  umidità  dell* 
aria  ,  mantiene  lempre  umide  le  foglie  del  Tabacco, 
che  ne  fono  ftate  afperfe. Quella  è  una  lalfa  appropria* 
ta  per  le  foglie  del  Tabacco  .  In  mancanza  dell*  ac- 
qua del  mare  può  foftituirfi  l'  acqua, dentro  della 
quale  fi  fa  feiogliere  del  Sale  marino  ;  ma  V  acqua 
di  mare  è  migliore  .  Aggiugnefi  a  quefte  acque  un 
poco  di  Siroppo  di  zucchero  .  Li  Sali  difciolti  nell' 
acqui  hanno  la  proprietà  di  fviluppare  la  materia  e- 
iìmttiva  delle  piante  ,  quindi  fegue  ,  che  !a  fermen- 
tazione deve  eccitarli  toftochè  fi  mettono  le  foglie 
del  Tabacco  in  mucchio  . 

Il  firopo  di  zucchero  effendo  da  per  fé  capaciffimo 
di  fermentare  ,  contribuifee  non  poco  a  determinare 
ancora  quella  ,  che  fi  eccita  in  quefti  mucchj  di  fo-> 
glie  .  Siccome  quella  fermentazione  non  dura  tanto 
da  poter  paffare  alla  fermentazione  acida  ,  così  ne 
proviene  un'  odore  ,  che  tiene  alcun  poco  della  na- 
tura di  quello, che  hanno  le  foftanze  fpiritofe . QueftT 
odore  farebbe  affai  più  piacevole  ,  e  grato  >  e  fi  ac- 
coftarebbe  ali*  odore  di  Viola,  fé  fi  adoprane  il  zuc- 
chero rozzo  ,  o  grezzo  difciolto  nell'  acqua  .  11  zuc- 
chero grezzo  ha  il  gufto  ,  e  P  odore  della  Viola  • 
Con  quefto  zucchero  grezzo  difciolto  nel!'  acqua  fi 
prepara  il  Tabacco  della  Martinica  ,  noto  fotto  il 
nome  di  Macuba  . 

Tabacco  particolare  . 

Ecco  quello  ,  che  dice  il  Signor  Bomare  .  Tutte 
le  fpecie  di  Bafilico  fono  (limate  cordiali  ,  e  cefali- 
the  :  feccate  ,  e  ridotte  in  polvere  li  mefcolano  con 

Y  al- 


3H         Parte  II.  De*  Trattenimenti 

altre  erbe  aromatiche  ,  e  molte  perfone  valgonfi  me- 
glio di  quefta  polvere  ,  che  del  Tabacco  ,  il  quale 
sd  effe  irrita  troppo  le  fibre  nervofe  .  Vedafi  anco- 
ra Tames  Farmacop.  untverf.  Lib.  VI.  Cap.  XIII  ti* 
zol.  Pulvis  Starnut.  alter.  Vedi  il  Tratt.  X.  §.  VI. 
§.  VI.  Aceto  fatto  in  poco  tempo  . 

Si  pigli  Farina  di  Segala  5  fi  ftemperi  in  Aceto 
forte  ,  e  fi  faccia  una  focaccia  ,  che  fi  farà  cuocere 
nel  Forno  .•  dopo  fi  ridurrà  in  polvere  ,  che  s'  inu- 
midirà con  Aceto  come  prima  ;  fi  fa  la  focaccia  , 
la  quale  ancora  fi  metterà  nel  Forno; ri petafi  la  ftef- 
fa  cofa  la  terza  volta  ,  ed  avendola  fatta  cuocere  , 
li  metta  in  una  botte  di  Vino,  e  fi  ridurrà  in  Aceto* 
Aceto  Secco  . 

Si  pigli  mezza  libbra  di  Tartaro  bianco  ,  fi  la- 
vi bene  nell'  acqua  calda  ;  effendo  lavata  fi  faccia 
leccare  ,  e  fi  riduca  in  polvere  affai  fottile  ;  s'  im- 
beva quefta  polvere  con  Aceto  buono  ,  e  lì  faccia 
feccare  nel  fuoco  ,  o  nel  fole  ;  vi  fi  aggiunga  nuo- 
vo Aceto  ;  fi  difecchi  ancora  ,  e  fi  ripeta  lo  fteffo 
per  dieci  volte  ;  e  per  quello  mezzo  fi  otterrà  una 
polvere  ,  che  innaciclirà  T  acqua,  e  farà  Aceto. Que- 
lla polvere  fi  può  portare  per  fervirfene  nei  bifogni* 
Candele  di  Sego^  che  pajono  di  Cera. 

Si  metta  della  Calce  viva  in  polvere  fottile  nel 
Sego  liquefatto  :  la  Calce  anderà  al  fondo,  ed  il  fe- 
go  reftarà  purgato  ,  e  tanto  bello  come  la  Cera  ; 
ma  farà  meglio  mettere  una  parte  di  quefto  fego  fo- 
pra  tre  parti  di  Cera  ,  e  fi  avranno  belle  Candele  f 
e  neffuno  fi  accorgerà  ,  che  fiano  parte  di  fego. 
Tingere  Cordovano  in  Color  Rojfo. 

Pigliate  Gomma  Lacca  ,  fatela  in  polvere  ,  e  con 
Urina  fracida  fatene  come  una  colla  ,  macinandola 
molto  bene  >  affinchè  tutta  la  Gomma  fia  fciolta;ag< 

gin- 


Su  le  Materie  utili ,  e  Dilettevoli.     323 

giugnete  altra  Urina  a  difcrezione  ,  e  mettetela  al 
fuoco  a  (calciare  ,  e  con  quefta  miftura  tingerete  i 
Corami  di  Cordovano  . 

Fare  mia  Pelle  macchiata  di  Colore 
di  Leopardo  . 

Si  piglia  Litargirio  d'  Argento  oncie  due  ,  Calci- 
na Viva  oncie  quattro  ,  mefcoìate  il  tutto  coni*  ac- 
qua ,  e  fatine  come  una  Colla  ,  la  quale  darete  fo- 
pra  una  pelle  bianca  ,  facendo  una  macchia  in  qua, 
e  T  altra  in  là, e  fate  che  la  materia  fia  grofla  quan- 
to una  cofta  di  Coltello,  poi  lafciatela  feccare  al  So- 
le ;  e  quando  farà  b^ne  alliutta  ,  battetela  con  una 
bacchetta  ,  e  compariranno  le  macchie  ,  dove  avrete 
meilo  la  miflura  luddetta  ;  e  fé  non  fofle  colorita  a 
voitro  modo  ,  la  potrete  tingere  un*  altra  volta  nei 
luoghi  di  prima  . 

Tingere  le  Carte  dì  un  Mejfale  ,  0  di 
altro  Libro  . 

Pigliate  Cinabro  ,  o  Lacca  fina  ,  e  con  acqua  do- 
ve fia  fciolta  Gomma  Arabica  ,  ed  un  poco  di  fiele 
di  Bue  la  diftemperarete  ,  e  con  un  pennello  ftan- 
do  il  Libro  nel  Torchio  gli  darete  fopra  due  volte, 
lafciandolo  ogni  volta  feccare  . 

Tingere  Cere  per  farne  Immagini ,  e 
Lavori  fottili  . 

Se  volete  ,  che  la  Cera  fia  bianca  ,  macinate  fo- 
pra il  marmo  della  Biacca  ,  e  poi  liquefarete  la  Ce- 
ra ,  e  dentro  vi  mefcolarete  la  Biacca  con  un  poco 
di  Trementina  chiara  .  Se  la  vorrete  verde,  vi  met- 
terete del  Verderame  macinato  fottilmente  ,  e  della 
Trementina  .  Se  la  vorrete  incarnata  ,  cioè  Color  di 
Game  ,  vi  porrete  Lacca  rotonda  ,  e  Biacca  con  Tre- 
mentina t  ed  il  fimile  farete  d'  altri  Colori  • 

Poma* 


324        Tarte  li.  De*  Trattenimenti 

Tornate  odorofe  pei  Capelli. 

Qucfte  Pomate  fi  fatino  a  bagno  Maria  ,  metten- 
do in  infufione  fiori  di  Arancio  ,  o  di  Lavanda ,  di 
Gelfomino  8cc.  nel  graffo  di  Porco  ben  preparato  . 
Con  quefto  metodo  fi  poffono  preparare  tutte  le  Po- 
mate di  qualunque  Fiore  odoro fo  . 

Le  Pomate  fenza  odore  fi  compongono  di  un  me- 
fcuglio  di  graffo  di  Porco  ben  preparato  ,  che  fi  fa 
ftruggere  con  un  poco  di  Cera  bianca  .  Per  lo  piìì 
le  tornate  ordinarie  >  come  quelle  di  Cedro ,  di  Ber- 
gamotto &c.  fi  fanno  con  aggiugnere  alla  Pomata 
bianca  ,  di  cui  abbiamo  ora  parlato ,  alcune  goccio- 
le d*  oglio  effenziale  cavata  dalla,  corteccia  di  que- 
lle frutta  . 

Saponetti  per  far  la  "Barba  . 

Si  fanno  d'  ordinario  con  Sapone  della  miglior 
qualità  ,  e  con  polvere  fìniffima  da  capelli .  La  pro- 
porzione di  quefte  materie  è  di  tre  libbre  di  polve- 
re fopra  cinque  libbre  di  Sapone  .  Il  Capone  fi  ta- 
glia in  minutinomi  pezzi  ,  e  dopoché  fi  è  fatto  fon- 
dere in  una  Caldaja  lui  fuoco  ,  aggiugnendovi  un 
mezzo  Seftiero  (  1)  d'acqua  perchè  non  abbruci  ,  vi  fi 
mettono  tofto  i  due  terzi  di  polvere  ,  mefcolando  ili 
tutto  bene  perchè  non  fi  attacchi  . 

Ridotta  la  materia  in  confidenza  di  Pafta  ,  fi  ro- 
vefeia  fopra  una  tavola  ,  dove  dopo  avervi  meffo  l' 
altro  terzo  di  polvere  s'  impafta  ,  come  fi  fa  colla 
pafta  di  Pane  .  Subito  fi  fanno  i  Saponetti  fra  le 
mani  ,  e  fé  gli  dà  una  forma  rotonda  .  Quelli ,  che 
vogliono  meicolarvi  de'  profumi  ,  fpargono  alcune 
goccie  d*  effenza  fulla  pafta  ,  quando  fono  per  dar- 
le l'  ultima  mano  .  1  Saponetti  coloriti  a    foggia  di 

mar- 
Cx)  Seftiero  è  mezzo  boccale  .  In  Francefe  Septier, 


Su  le  Materie  utili  ,  e  diletteteli.      3x5 

marmo  fi  fanno  unendo  infieme  molte  mafie  di  Sa* 
pone  innanzi  colorite  ,  ciafcuna  feparatamente . 
Polvere  pei  Capelli  . 
Quefta  non  è  altro  ,  che  Amido  ridotto  in  poi- 
Vere  in  un  mortajo  ,  e  paiiato  per  unoftaccio  di  fe- 
ta  fommamente  riiìretto  ,  e  fino  .-vi  fi  aggiugne  nel 
peftarlo  queir  odore  ,  che  va  più  a  grado  . 

TRATTENIMENTO  XV. 

Della  preparazione  della  Canapa  ,  affine  di  rU 
durla  bianca  ,  e  fina  ,  come  è  il  mi- 
glior Lino  dt  Olanda. 

MA  cerata  >  e  gramolata  la  Canapa  a  dovere  per 
ridurla  tale  ,  che  fia   atta  alle    più   fine   ,   e 
pregiate  manifatture  fi  procederà  così  . 

Formate  delle  mataffe  ,  che  non  farete  più  grofTe 
di  circa  mezza  libbra  fin  a  tre  quarti  di  libbra.  Non 
le  ftringete  troppo  ,  lafciatele  un  pò  molli  ,  e  ben 
bene  fatele  leccare  al  Sole  .  Abbiate  una  Tina  affai 
grande  di  legno  di  Abete  ,  efituate  la  in  luogo  co- 
perto .  Ponetevi  dentro  le  voftre  mataffe  a  ftrati  in 
croce  finché  fia  piena  .  Gettatevi  fopra  dell'  acqua 
piovana  ,  eppure  dell'  acqua  ben  chiara  ,  e  mette- 
tene tanta  ,  che  le  matalle  fiano  tuffate  nella  mede- 
sima .  Anzi  per  tale  oggetto  vi  porrete  fopra  dei 
pezzi  di  tavole  di  Abete  con  delle  pietre.  Se  la  Ca- 
napa reftaife  fuori  dell'  acqua  ,  1'  aria  la  guaftareb- 
be  .  Lanciatela  ftar  immerfa  così  per  lo  fpazio  di  24. 
ore  al  più  ,  in  capo  alle  quali  lafciarete  ufeir  1'  ac- 
qua per  io  fpinello  polio  in  fondo  della  Tina  .  Al- 
lora ne  riporrete  della  nuova  ,  e  fempre  chiara,  che 
lafciarete  altresì  per  12.  ore  ,  dopo  le  quali  la  ca- 
vante come  la  prima  ,  "  fcitrae- 


%zé         Parte  It.  Dey  Trattenimenti 

Eftraete  tutte  le  voftre  matafte  fuori  della  Tina, 
fatele  portare  al  fiume  ,  onde  fiano  lavate  ,  e  con 
forza  ,  finché  V  acqua  n'  efca  chiara  ,  locchè  leva 
dal  filo  la  materia  gommofa  ,  e  fporca 

Ponete  quelle  matalìe  ,  come  la  prima  volta  nel* 
la  voftra  Tina  ,  ed  avendo  pronta  una  compofizio- 
ne  ,  di  cui  tofto  ne  daremo  la  ricetta  ,  gliela  ver- 
iarete  fopra,  caricando  poi  effe  mataire  con  tavole  , 
e  pietre,  come  fi  è  detto  . 

Per  far  la  compofìzione  teftè  indicata  ,  due  gior- 
ni innanzi  di  iervirfene  abbiate  un  martello  cóli*  ac- 
qua necefiaria  *  Sopra  circa  cento  pirite  d*  acqua  po- 
nete tre  mifure  ,  o  quartarole  di  femola  di  frumen- 
to ,  che  rimefchiarete  bene  .  Abbiate  una  fecchia  d' 
acqua  calda  ,  nella  quale  ftemprarete  il  valore  di 
due  ,  o  tre  libbre  di  Lievito  vecchio  di  parta  di  fru- 
mento ,  e  quando  fia  bene  (temperato  lo  verfarete 
nei  martello,  ove  avrete  riporta  la  femola. 

Ben  bene  mefchiarete  il  tutto  facendo  rimontare 
la  femola  .  Bifogna  ,  che  il  luogo  non  fia  troppo 
freddo  ,  anzi  coprirete  la  voftra  Tina  con  una  co-I 
perta  di  lana  ,  ponendovi  al  di  fotto .  delle  tavole  . 
Tre,  o  quattro  volte  per  giorno  rimoverete  il  liquo- 
re ;  ed  il  quarto  giorno  dopo  averle  fatto  pattare  at-| 
traverfo  una  grolla  telaccia,  lo  verfarete  fulle  voftre 
mataffe  ,  rigettando  la  Semola  nel  martello  ,  che 
ierbarete  per  darla  meichiata  con  un  poco  d'  acqua , 
da  mangiare  ai  porci  . 

Per  il  corfo  di  cinque  ,  o  fei  giorni  lafciate  im- 
merfe  le  voftre  matafle  nel  detto  liquore  ,  oiiervan- 
do  tutti  i  giorni  di  cavarne  quattro  ,  o  cinque  lec- 
chie  per  lo  fpinello  della  Tina  .  Quella  quantità, che 
avete  in  tal  modo  cavata  ,  la  porrete  in  un  piccio- 
lo martello  ,  per  indi  tornar  a  verfarla  fulle  mataiie, 

Nel 


Stt  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli .     %vy 

Nel  quarto  giorno  della  operazione  farete  difcior- 
re  in  una  fecchia  d'acqua  calda  due  libbre  di  beli' Al- 
lume Carina,  o  Ponile,  ed  una  libbra  di  iale  ordi- 
nario ,  e  meffo  quello  liquore  con  quello  ,  che  av- 
rete tratto  dalla  Tina  per  lo  fpinello  ,  lo  verfarete 
così  mekhiato  lui  le  mataife  nella  tina  medefima  ;  il 
che  andarete  continuando  per  due  giorni  ,  come  in- 
nanzi ,  offervando  però  di  far  tale  operazione  due 
volte  ogni  dì  ,  e  più  ancora  ,  fé  fia  poiìibile . 

Eifendo  fcorfi  fei  ,  o  fette  giorni, e  regnando  una 
bella  mattina,  cavarete  il  liquore  dalla  Tina  per  lo 
Spinello  ,  avendo  frattanto  preparato  un  martello  , 
ove  vi  fia  dell'  acqua  calda,  in  cui  fia  fiata  difciol- 
ta  una  libbra  di  Sapone  bianco  tagliato  in  piccioli 
pezzi  .  Allora  traendo  a  mano  le  voftre  mataffe  dal- 
la Tina  ,  le  tufTarete  nell'  acqua  di  detto  martello 
deliramente  ,  fregandole  ,  rompendole,  e  maneggian- 
dole pel  corto  di  una  mezz'  ora  . 

Indi  le  farete  ben  bene  lavare  nell'  acqua  chiara  % 
e  corrente  del  fiume  ,  alcun  poco  battere  ,  e  torce- 
re finché  1'  acqua  fletta  n'  efea  affatto  limpida  .  In 
fine  le  distenderete  alquanto  fu  qualche  cofa  di  pia- 
no ,  ed  unito  ,  e  le  farete  afeiugare  al  Sole.  Quan- 
topiù  prefto  la  Canapa  fi  afeiuga  ,  tanto  maggior- 
mente diverrà  bianca  ,  e  fina  ,  e  rimarrà  altresì  p  b 
forte  ,  e  più  lunga  . 

Preparata  in  tal  guifa  la  vortra  Canapa  ,  e  ripo- 
rta al  Sole  per  varj  giorni  ,  o  in  difetto  in  luogo 
caldo  ,  o  Stutfa  ,  ove  non  vi  fia  polvere  ,  ne  fumo 
durante  1'  operazione,  e  feccata  ,  che  effe  farà  affat- 
to ,  la  farete  ipatolare  ,  avvertendo  ,  che  la  Spato- 
la fia  affai  levigata  ,  piana  ,  e  di  figura  rotonda  , 
Mercè  di  tale  operazione  la  Canapa  diverrà  morbi- 
da, delicata  al  tatto  ,  e  di  un  color  pedino  .  Al- 
lo- 


3*3  "Parte  IL  De'  Trattenimenti 

fora  farà  effe  in  iftato  di    eiTere  confegnata   ai   Pet- 
tinatori . 

Pettinatura  della  Canapa  relativamente 
a  queflo  Metodo  . 

Per  ben  pettinare  la  Canapa  nel  fuddetto  modo 
preparata  ,  il  Pettinatore  prenderà  prima  ogni  ma- 
tarla  per  la  cima  ,  e  la  fcuoterà  colle  dita  per  ben 
diffonderla  con  efattezza.  Indi  prendendone  poca  per 
volta  la  lavori  con  un  Pettine  ,  che  abbia  i  denti 
grotti  ,  e  non  troppo  uniti  ,  cominciando  a  pettina- 
re dolcemente  fenza  il  menomo  sforzo  ogni  matafla 
da  un  capo  .  Avanzarà  egli  fempre  più  col  fuo  pu- 
gno il  filo  ,  e  quando  farà  pettinato  fino  alla  metà , 
prenderà  a  lavorare  dall'  altra  eflremità,  e  continua- 
la come  ha  cominciato  ,  offervando  di  non  lafciare 
fotto  la  fua  mano  ,  e  nel  mezzo  parte  alcuna  non 
pettinata  .  Ciò  fatto  metterà  la  picciola  mataffa  da 
una  banda  * 

Un*  altro  Pettinatore  ,  che  lo  fegue  la  riprende  y 
e  la  ripettina  ,  parlandola  leggermente  per  un  petti- 
ne più  fino  ,  e  ftretto  ,  e  di  dentatura  più  unita  • 
Egli  la  paffa  ,  e  ripaflà  per  elio  ,  finché  il  fuo  pet- 
tine nulla  più  levi  dalla  medefima  . 

Rimette  quelli  la  fua  matalfa  ad  un  terzo  Oper»- 
jo  ,  il  cui  pettine  è  ancora  più  fino  ,  ed  opera  co- 
me il  precedente  . 

Il  terzo  Pettinatore  la  fa  palTare  ad  Un  quarto  , 
le  punte  del  cui  pettine  non  hanno  che  due  pollici; 
e  mezzo  d'  altezza  ,  e  non  maggior  groffezza  di 
mezza  linea  . 

Se  fi  voglia  avere  uri  filo  eftremamente  fino,  e di- 
licato  ,  fi  avrà  ancora  un  quinto  pettine  di  un  nu- 
mero più  fino  .  Quello  filo  potrà  allora  elfere  impie« 
gato  a  iare  del  Refe  per  merletti . 

Veda- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     329 

1  Vedafì  Francefco  Grifelini  Dizionario  delle  Arti , 
*  de*  Meftieri  compilato  Tomo  Quarto  Art'tc.  Can&- 
pajuolo  ,  dove  mette  la  coltura  della  Canapa  ,  e 
Je  operazioni  necelfarie  ,  perchè  riefca  bene  ,  ed 
ottima  . 

Àwertèiv&ct  . 

Il  detto  s'  intende  parlando  di  Fabbriche  grandi  ; 
ma  fé  il  numero  delle  Mataife  fotte  piccolo  ,  allora 
fi  dovrà  proporzionare  la  Tina,  ed  il  liquore  a  ta- 
le numero  ;  ed  un  Operajo  potrà  comodamente  efe- 
guire  tutte  le  predette  operazioni  ,  non  dimentican- 
doli di  far  palsare  la  Canapa  per  i  denti  fini,  come 
fi  è  detto;  e  per  quello  mezzo  fi  avrà  filo  affai  fat- 
tile ,  e  fino  * 

Varj  ufi  ,  che  fi  pojfono  fare  delle  Stoppe 
non  meno  di  Canapa,  che  di  Lino. 

Tutti  fanno  ,  che  fé  fi  adoperano  le  Stoppe  ordi- 
narie fenza  preparazione  ,  non  fi  pofsorto  fare  fé  non 
delle  leb  grolsolane  ^  e  rozze  j  delle  corde  poco 
buone  ,  e  delle  miccie. 

Ora  faremo  parola  degli  ufi  ,  che  far  fi  potrebbe- 
ro di  quelle  ,  che  fi  ricavano  dalla  Canapa  prepara- 
ta in  quefto  ultimo  modo  . 

Quella  del  Pettine  primo  fi  mette  da  banda  ,  co- 
mechè  fi  trovi  paffabilmente  lunga  .  Se  ne  fa  un  fi* 
lo  fino  ,  ripagandola  fui  pettini  ,  e  ponendo  da  fé 
ciò  ,  che  n'  elee  ♦ 

Le  Stóppe  del  Pettine  fecondo  fi  ripetinano  di 
nuovo  ,  e  fi  unifeono  al  filo  della  prima  ,  non  me- 
no che  a  quella  del  Pettine  terzo,  che  è  la  più  corta. 

Quella  del  Pettine  quarto  fi  può  ancora  filare ,  ma 
effa  ta  un  filo  cotonofo  .  I  frammenti  cortiflimi ,  che 
cadono  in  codette  pettinature  fono  fini  come  il  Co- 
tone .  Si  potìfon.0  cardare  ,  ed  impiegare  a  farne  0« 

vatte. 


33<>        Parte  IT.  ZV  Trattenimenti 

vatte  .  Peraltro  riguardo  alla  ftoppa  del  pettine  quar-» 
to  ,  la  quale  fa  un  filo  non  unito,  ma  cotonofo  co- 
me fi  è  detto  ,  può  nondimeno  effer  filata  fina  ,  o 
grotta  ,  e  fervire  a  far  Fuftagni  col  pelo  ,  tirato  col 
cardo  ,  da  un  lato  folo  della  Tela  .  Egli  non  è  af- 
fai forte  per  1'  orditura,  ma  ferve  per  tramare. 
Maniera  di  far  le  Ovatte  colla  Stoppa. 

E*  noto  T  ufo  di  quella  fpecie  di  fodera  ,  e  ciaf- 
cheduno  sa  ,  che  tale  materia  fi  mette  fra  due  ftof- 
fe  di  lana  ,  di  feta  ,  o  di  tela  ,  fecondochè  fé  ne 
voglia  fervire  ,  come  per  coperte  da  letto  ,  per  af- 
fettare veftiti  da  uomo,  per  imbottire  gonnolette  da 
donna  &c.  Le  Ovatte,  di  cui  fin'  ora  fi  è  tatto  ufo, 
erano  compofte  di  ftraccj  di  follicello  ,  o  di  (loppe 
delle  gaiette  di  feta  ,  che  fanno  ai  fornelli  ,  le  qua- 
li fpeififlimo  avevano  un  odore  sì  moleflo  ,  che  non 
fi  poteva  forTrire  .  Se  ne  facevano  altresì  con  Coto- 
ni di  Lana  ,  ma  quefta  materia  è  affai  cara  ,  né  fi 
può  avere  fempre  facilmente  .  Ecco  la  maniera  di 
lar  quefte  Ovatte  . 

Prendete  le  Stoppe  ,  che  deftinate  a  fare  tal  for- 
ta  di  fodera  ,  le  quali  è  d'  uopo  ,  che  (ìano  cortif- 
fime  •  Le  batterete  con  lunghe  bacchette  ,  affinchè 
la  materia  divenga  leggera  ,  fi  gonfj  ,  e  che  la  pol- 
vere cada  in  fondo  .  Avrete  di  poi  due  cardi  ,  pri- 
ma uno  grande  ad  un  banco  ,  come  queilo  ,  di  cui 
fi  fervono  i  Cappella;  per  la  lana  .  Farete  con  que- 
ilo ben  cardare  le  Stoppe  .  Poi  le  farete  ripaffare  col 
fecondo  cardo  ,  che  farà  a  mano  ,  o  fimile  a  quel- 
li ,  che  s'  impiegano  per  cardare  il  Cotone  deftina- 
to  alla  filatura  .  Queflo  fecondo  Cardatore  levarà  la 
frateria  dal  di  fopra  del  fuo  Cardo  in  falde  ,  e  la 
porrà  leggermente  in  una  cefta  . 

Un  terzo  Operajo  difporrà  quefte  lane  cotonofc 

cn- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     33  r 

entro  un  gran  Telajo  di  legno  leggero, il  cui  fondo  fìa 
d'  una  tela  lifcia  ,  e  forte.  Il  Telajo  può  elìer  lun- 
go da  fei  in  fette  piedi  ,  e  largo  circa  due  pollici  , 
e  mezzo  .  Quello  ,  che  difpone  nel  Telajo  le  falde 
di  Stoppa  deve  maneggiarle  dilicatamente  ,  affinchè 
fi  mantengano  fempre  gonfie  ,  come  elcano  dal  Car- 
do .  Pelandole  deve  unirle  in  maniera  ,  che  fi  toc- 
chino coi  loro  orli  ,  tanto  in  lunghezza,  quanto  in 
larghezza ,  e  fempre  nel  medefimo  verlò  ,  finché  il 
:  Telajo  fi  trovi  riempito  . 

Tale  operazione  deve  effere  fatta  in  una  Stanza 
chiufa  ,  perchè  V  aria  feompaginarebbe  il  tutto .  Voi 
avrete  una  compofizione  ,  che  qui  prelfo  s'  infegna- 
rà  ,  di  cui  vi  fervirete  per  legare  interne  tutte  le 
falde  ,  e  farne  di  elle  un  lolo  pezzo  grande  quanto 
è  il  Telajo  .  Per  tale  effetto  avrete  la  volìra  com- 
pofizione accanto  ,  che  è  come  la  Lana  battuta  ,  o 
la  fchiuma.  Nel  Vafo  i  in  cui  farà  contenuta  tuffa- 
rne un'  ala  d'  Oca  difpiegata  ,  e  raccogliendo  con 
quella  aliai  di  materia  ,  la  ftirarete  leggermente,  ed 
uniformemente  fulle  dette  falde  per  tutto  .  Quefta 
fthiuma  fi  fecca  ,  ed  incolla  la  fuperficie  della  voftra 
Ovatta  in  forma  di  Coperta  .  Ponete  prontamente 
il  Telajo  al  Sole  i  o  in  luogo  caldo.  Quando  il  tut- 
to fi  trovi  ben  feccato  ,  oifervate  fé  la  voftra  mate- 
ria fia  baftevolmente  incollata  ,  ed  abbia  ricevuta 
una  Vernice  affai  confidente  .  In  difetto  di  ciò  re- 
plicate T  operazione  . 

Elìendo  in  tal  guifa  preparata  1'  Ovatta  da  un  la- 
to ,  bifogna  inverniciare  P  altro  ,  che  trovafi  al  di 
fotto  .  A  tale  effetto  avrete  un'  altro  Telajo  vuoto 
della  medefima  forma  ,  e  grandezza  .  Portolo  al  di 
fopra  di  quello  ,  ove  ftà  1'  Ovatta  ,  la  rovefeiarete 
in  elio  colla  maggior  aeftrezza  ,  e  leggerezza ,  in 

gui* 


332         Varte  II.  De*  Trattenimenti 

guifa  ,  che  la  pezza  d'  Ovatta  non  venga  per  alcun 
modo  a  {compaginarli  .  Quefta  operazione  ricerca  1* 
impiego  di  due  perfone  ,  i  una  che  tenga  i  Telaj 
da  un  lato  ,  e  f  altra  nella  eftremità  oppofta  .  Ciò 
fatto  incollarete  il  rovefcio  dell'  Ovatta  ,  come  face- 
Ile  riguardo  al  di  fotto  ,  e  cosi  larà  eifa  finita. 

Circa  la  compofizione  per  incollare  le  Ovatte, pren- 
dete primieramente  una  fufficiente  quantità  di  rita- 
gli di  pelli  bianche  di  guanti  ,  e  le  porrete  in  una 
adattata  Caldaja  con  una  fufficiente  quantità  d*  ac- 
qua chiara  .  Farete  bollire  il  tutto  ,  finché  i  detti 
ritagli  di  pelli  fiano  ridotti  in  una  denfa  colla. 

Pallate  poi  quefta  colla  ancor  calda   per   un   pan^ 
nolino  bianco  ,  verfandola  in  un   picciolo  martello  , 
ove  metterete  da  una  mezza   fino   ad  una   libbra  di 
Allume  bianco  di  rocca  periato  fino  come  la  farina. 
Vi  aggiungerete  mezza  libbra  di  foda   fimilmente  ri 
dotta  in  polvere  fina  ,  che  ben  dimoverete  ,  ponen 
dola  dolcemente  ,  ed  a  poco  a  poco  nel  voftro  ma 
ftello  .  Allora  la  materia  fi   gonfiarà   talmente  ,  che 
gi ugnerà  fino  agli  orli  .  Impiegarete  quefta  colla  fui 
fatto  ancora  calda  . 

Non  bifogna  perciò  farne  maggior  copia  di  quan- 
ta ne  poffa  effere  impiegata  in  un  giorno  ,  poiché 
effa  non  opera  effendo  vecchia  ,  e  co  trae  oltre  di 
ciò  un  pefììmo  odore  .  Il  f  opraci  tato  Autore  ,  che 
cita  altri  . 

Oltre  di  quefto  fi  avverte  ,  che  fi  può  far  mace-  I 
tare  un  poco  più  la  Canapa  ,  che  fi  deitina  pei  la- 
vori fini  ;  ma  non  bifogna  Iperare  d'  affinare  molto 
con  tal  mezzo  un  filo  ,  il  quale  naturalmente  foiie 
grofìolano  ,  poiché  anzi  fi  farebbe  putrefare  .  Per 
aver  del  filo  fino  fa  di  meftieri  ,  che  parecchie  co 
fé  vi  concorrano  ■ 

j.  Il 


Su  le  Materie  utili  y  e  dilettevoli,     335 

5.  Il  Terreno  ;  perchè  le  Terre  troppo  forti  ,  O 
troppo  afciutte  non  recano  mai  un  filo  morbido  :  Egli 
è  troppo  legnofo  ,  e  confeguentemente  duro  ,  e  fra- 
gile ;  pel  contrario  fé  il  Terreno  del  Canapajo  lìa 
troppo  acquoib  ,  la  corteccia  della  Canapa  ,  che  vi 
lì  avrà  racco  ta  farà  erbacea  ,  tenera  ,  o  facile  da 
rompere  ,  locchè  la  fa  cadere  in  Stoppa  . 

2.  L*  Anno  ;  poiché  quando  gì'  Anni  fono  vento- 
fi  il  filo  è  duro  ;  ma  pel  contrario  è  pieghevole,  e 

i  tal  volta  tenero  ,.  quando  gì'  anni  fiano  frekhi  ,  ed 
umidi  . 

3.  La  maturità  *  perchè  (è  la  Canapa  è  rimafta 
troppo  nel  campo  ,.  le  fibre  longitudinali  della  cor- 
teccia fono  troppo  aderenti  P  une  all'  altre  ,   il  filo 

,  rozzo  forma  larghe  cordelle ,  c]ie  fi  dura  fatica  a  di- 
videre fpecialmente  verfo  il  piede  .  Pel    contrario  fé 

!  fi  fpianta  la  Canapa  troppo  verde  ,  la  corteccia  ef- 
fendo  ancora  erbacea  ,  fi  viene  ad  aver  molto  difca- 
pito  ,  ed  il  filo  non  ha  forza  alcuna  . 

4.  La  maniera ,  con  cui  è  fiata  feminata  ;  mentre  quel- 
la ,  la  quale  fu  Cementata  troppo  chiara  ha  la  fcor- 
za  grolla  ,  dura  ,  nodoia  ,  e  legnofa  .*  in  luogo  che 
quella  ,  la  quale  fu  feminata  aitai  riffa, viene  a  riu- 

;  lare  con  fcorza  fina  ... 

$.  Finalmente  le  preparazioni  ,  che  fi  danno  alla 
Canapa  ,  le  quali  confiftono  a  gramolarla  ,  a  fpato- 
larla  ,  a  peftarla  ,  a  ftringerla  in  matalfe,  ed  a  pet- 
tinarla ,  come  già  fi  è  detto  . 

Per  ultimo  ti  avverte  ,  che  P  Autore  del  Tratta* 
to  della  Canapa  pretende  ,  che  in  vece  di  tenerla  al 
Sole  prima  di  macerarla  ,  fia  meglio  metterla  nel 
Maceratojo  fubito  (piantata  ,  eifendo  allora  la  gom- 
ma più  facile  a  fciorfi  ,  e  che  baftino  foli  quattro 
giorni  ;  lopra  di  che  oiTerva  ,  che  l' acque  calde  fol- 

leci- 


334         "Parte  IL  De*  Trattenimenti 

lecitano  la  macerazione  ,  e  che   quella   macerata  nei 
Fiumi  è  fempre  più  bianca  ,  e  meglio  condizionata. 

Ognuno  ancora  crederà  ,  che  nei  Fiumi  più  lolle- 
cita  lì  faccia  la  macerazione  ,  e  che  meglio  fi  ripur- 
ghi ,  a  motivo  del  maggior  calore  ,  e  della  conti- 
nua rinnovazione  dell'  acque  /  ma  conviene  riflette- 
re al  pericolo  ,  che  1'  acqua  vi  trafporti  della  rena, 
e  la  danneggi  ;  che  crefcendo  per  le  pioggie  il  fiu- 
me fé  ne  porti  via  14  Canapa  ,  e  con  1'  acqua  tor- 
bida la  rovini  , 

Lo  fteifo  Autore  nel  fuo  Trattato  della  Canapa 
fa  vedere  ,  che  1'  ordinaria  maniera  di  cavare  il  Ti- 
glio è  un  lavoro  penofiffìmo  ,  e  per  fgravarne  colo- 
ro ,  che  la  lavorano,  dopo  molte  replicate  efperien- 
ze  propone  il  nuovo  feguente  Metodo. 

Metodo  . 

Ridotta  la  Canapa  ,  che  (i  vuole  macerare  a  pic- 
cioli mazzetti  di  venticinque  gambi  ,  attortigliati  , 
e  piegati  in  mezzo  per  maneggiarli  nell'  acqua  len- 
za che  fi  mefcolino  ,  conviene  metterli  in  qualche 
gran  trogolo  ripieno  d'  acqua  ,  la  quale  non  fia  di 
pozzo  ,  o  di  vena  ,  ma  di  Fiume  ,  o  almeno  ftata 
al  Sole  ,  laliciarveli  inzuppare  per  tre  ,  o  quattro 
giorni  ,  maneggiando  nell'  acqua  di  tanto  in  tanto 
ciafcun  mazzo  ,  ed  allorché  faranno  ripurgati  dalla, 
vifcofità  più  graffa  ,  cavarli  ,  torcerli ,  e  lavarli  nel 
Fiume, e  dopo  sbattuti  un  poco  fopra  un'  affé,  ften- 
dere  cialcun  mazzo  fopra  un  banco  di  legno,  e  bat- 
terli per  tutta  la  lunghezza,  ma  non  eccedentemen- 
te ,  con  un  baftone  come   quelio  delle  Lavandaie  . 

Per  ridurre  la  Canapa  a  tutta  perfezione  richiede 
qui  r  autore  una  feconda  macerazione.  Si  deve  dun- 
que portar  la  Canapa  al  fiume  ,  e  rilavare  nell'  ac- 
qua corrente  cialcun  mazzo  ,  prendendoli  ad  uno  ad 

uno, 


Su  te  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .     335 

tono  ,  e  quando  è  purgata  dalla  fua  graffezza  ,  la 
quale  fi  conofce  dal  comparir  chiara  ,  fi  leva  dair 
acque  ,  fi  torce  ,  e  fi  fa  feccare  al  Sole  . 

Propone  ancora  di  utare  in  vece  della  feconda  ma- 
cerazione il  ranno  ordinario  di  cenere  ,  perchè  il 
calor  dell'  acqua  ,  e  I'  alcalico  della  cenere  produ- 
cono un  più  pronto  difcioglimento  dell'  acqua  fred- 
da .  Vi  fi  lalciano  inzuppare  i  mazzi  circa  una  mezz* 
ora  ,  poi  fi  torcono  ,  e  fi  maneggiano  nell'  acqua  , 
come  fi  fa  della  biancheria  ;  e  gettata  via  queft5  ac- 
!qua  ,  quando  è  fporca  ,  fi  mettono  in  una  feconda 
Lifciva  ,  e  finalmente  in  una  terza  ,  con  maneggiar- 
li fempre  ,  come  fi  è  detto  di  fopra  . 

Aggiugne  eifere  egualmente  neceli'ario  il  battere  la 
:Canapa  ,  e  lavarla  per  i'  ultima  volta  nell'  acqua 
corrente  .  Rafciutta  ,  e  ben  feccata  fi  piega  torcen- 
dola un  poco  ,  per  impedire  ai  fili  il  meicolarfi ,  né 
altro  rimane  per  cavargli  il  Tiglio  ,  che  leggermen- 
te batterla  prima  di  pettinarla  ;  quella  battuta  fini- 
fce  di  dividere  le  fibre  della  Canapa  ,  che  è  quel- 
lo ,  che  la  rende  bianca  ,  morbida  ,  arrendevole  , 
e  fetofa  . 

Se  ridotta  in  quefto  grado  fi  paffa  fopra  i  petti- 
ili  ,  verrà  di  Tiglio  paragonabile  al  più  bel  Lino ,  e 
fi  cavarà  folo  poco  più  di  un  terzo  di  Stoppe  ,  1© 
quali  faranno  fine  y  e  bianche  tra  farne  un  bel  filo. 

Il  modo  per  ridurre  la  Canapa  fomigliante  al  Li- 
no ,  inferito  dal  celebre  Ludovico  Muratori  nella 
fua  Opera  della  Pubblica  Felicità  &c.  potrà  vederli 
nella.  Parte  IL  del  Trattenimento  VL  num,  VI.  %  $ 
nel  Trattenimento  XILL  §.  2» 


TRAT- 


%l$         Parte  IL  De'  Trattenimenti, 
TRATTENIMENTO  XVI. 

Della  maniera  femplice  ,  vera  ,   e  ftcura  di  fare 
tutti  i  Colori  tn  liquido  per  /'  ufo  di  di- 
pingere tn  Seta  ,  in  Miniatura  ,  per 
acquerellare  i  Difegni ,  le  Piante , 
per  tingere  la  Carta ,  le  Pelli , 
la  Paglia ,  il  Crine  &c. 

Quefti  Colori  non  alterano  punto  i  Drappi ,  con- 
forme è  fiat©  avanzato  da  qualcheduno  ,  e 
refiftono  beniffimo  air  aria  aperta, 
ed  al  Sole  . 

Num.  I. 

Tare  un  bel  rojfo  liquido  più  belh 
del  Carminio, 

SI  prenda  un*  oncia  di  Carminio  del  più  bello,  fi 
faccia  bollire  in  una  pentola  ,  o  in  una  Caffe- 
tiera  nuova  di  quelle  di  terra  ofeura  ,  con  9.  oncie 
di  acqua  piovana  ,  o  di  Fiume  chiarificata  .  Quan- 
do avrà  bollito  per  quattro  ,  o  cinque  minuti  ,  fi 
verfi  dentro  un*  oncia  ,  e  tre  denari  in  circa  di  fpi- 
xito  di  Sale  ammoniaco  a  poco  a  poco,  perchè  que- 
fìo  fa  ufeir  fuori  il  Colore  ,  come  efee  il  Cafre ,  per 
confeguenza  bifogna  prendere  un  vafo  ,  che  tenga  il 
doppio  della  quantità  del  Colore  ,  che  fi  vuol  fare. 
Quando  vi  farà  andato  tutto  lo  fpirito  di  Sale  am- 
moniaco ,  fi  lafci  bollire  ancora  per  lo  fpazio  di 
due  minuti  . 

Dipoi  fi  lafcia  raffreddare  ,  e  deporre  nel   medefi- 
mo  vaio  per  24.  ore  ,  e  fi  verfi  poi  per  inclinazio- 
ne 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli  .    337 

ne  in  una  Boccia  polita  ,  finché  non  fé  ne  fcorgan© 
le  feccie  .  Si  con  fervi  poi  diligentemente  quefto  Co- 
lore per  quando  fi  vuole  adoprare,  e  fé  ne  vedrà  la 
bellezza  ,  e  la  forza  ;  fé  ne  faccia  fubito  la  prova 
fu  le  dita  . 

Si  oflervi  ,  che  nel  far  quefto  Colore  bi fogna  agi- 
tarlo ,  e  mefcolarlo  fempre  come  il  Caffé  con  uri 
C'ucchiajo  d*  argento  ,  o  una  Spatola  di  legno  bian- 
I  co  .  Si  fanno  ancora  ribollir  le  feccie  come  fopra  con 
la  medefima  quantità  d'  acqua  ,  e  di  fpirito  di  Sa- 
!  le  ammoniaco  ,  e  fi  tiene  la  fteffa  regola  nella  ope- 
razione • 

Quefto  Colore  viene  un  mezzo  Roffo,  vale  a  di- 
re un  Color  di  Rofa  così  bello  ,  come  può  farlo  la 
natura  fteffa  . 

Num.  IL 

Maniera  di  fare  il  Roffo  bruno  sì  raro  ,  e  pò* 

co  conosciuto ,  di  cui  fi  ferve  il  Si%.  Stou* 

pan  per  fare  i  fuoi  Padelli  Rojjì  ^  che 

nefftAn   altro  fin  qui  gli  ha  fa- 

puti  fare  . 

Si  prende  una  libbra  di  un  bel  Verzino  ,  o  di 
F<*rnabuco  truciolato  fino  .  Si  mette  in  un  Vafo  dì 
vetro  di  bocca  larga  y  come  fon  quelli  ,  che  fervo- 
no per  mettervi  delle  confetture  .  Bifogna ,  che  que- 
llo Vafo  tenga  almeno  11.  libbre  d*  umido  in  circa. 
Nel  mettervi  il  luddetto  legno  fatto  in  piccìoliflìmi 
trucioli,  vi  fi  mette  un*  oncia  di  Allume  di  Roma 
pefto  ,  e  polverizzato  fino,  e  ftacciato  per  ogni  fuo- 
lo  di  detti  trucioli  ,  alto  quattro  dita  ,  dimodoché 
facendo  quattro  fuoli  vi  eotraranno  4.  oncie  di  Ai- 
lume  9  e  T  ultimo  fuolo  deve  effere  di  Allume. 

Z  S*  em- 


358         Parte  IL  De*  Trattenimenti 

S*  empie  poi  il  Vafo  con  dell'  Orina  ferbata,  ba- 
dando bene  ,  che  non  vi  fiano  fondi  ,  o  depofizio- 
ni  ,  perchè  quefte  farebbero  voltare  il  Colore  ■  Si 
efpone  poi  il  Vafo  bene  turato  ,  e  non  tanto  pieno 
in  un  luogo  ,  dove  il  Sole  vi  batta  ardentemente  per 
lo  fpazio  di  un  Mefe  ,  ed  in  capo  a  tal  tempo  il 
Colore  farà  fatto  .  Facendone  la  prova  fu  la  Carta 
lo  trovarete  color  di  Roia  gentile  ,  ed  offervarete  , 
che  imbrunifce  nel  rafciugarfi  .•  ciò  non  ottante  que- 
llo è  un  Colore  propriiffimo  per  fare  un  bel  Roffo 
pieno  ,  e  vellutato  . 

Per  averlo  tale  fé  ne  mette  un  poco  in  un  tondi- 
no di  majolica  ,  vi  fi  mefcola  la  feccia  del  Carmi- 
nio avanzata  dal  precedente  ,  e  fi  mette  mezzo  pie- 
no fopra  una  fineilra  ,  o  altro  luogo  efpofto  ali*  aria 
aperta  .  Quando  fi  vede  ,  che  il  Colore  è  rafciutto, 
vi  fé  ne  mette  dell'  altro  ,  e  così  di  mano  in  ma- 
no ,  finché  non  diventi  più  pieno  .  Si  gomma- 
rà  con  la  gomma  Arabica  ,  ed  è  bene  il  gommarlo 
con  farla  alci  u gare  . 

Se  fi  vuole  ,  che  detto  Colore  fia  bello,  e  vellu- 
tato ,  bifogna  fempre  nell*  adoprarlo,  che  vi  fia  fot- 
to  un  b-'l  Roffo  fatto  col  Carminio  ;  e  reftarete  forprefo 
della  bellezza  di  quello  Colore  .  Si  può  farlo  egual- 
mente quando  anche  non  vi  fia  punto  di  fole  ,  con 
mettere  il  Vafo  ,  che  contiene  il  fuddetto  Colore  al 
caldo  di  un  Forno  ,  che  fpeffo  fi  fcaldi. 

Num.  IH. 

Maniera  di  fare  ogni  forta  di  violetto  ,  ed  in  fpe* 
eie  il  violetto  vellutato  sì  raro  y  e  da 
tanti  Artidi  mercato  . 
Prendete  un  Vafo  limile  a  quello  del  numero  pre» 

ceden* 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .      $\f* 

cedente  .  In  vece  di  Legno  Fernabuco  prendete  del 
legno  d*  India  ,  o  legno  Violetto  fatto  in  piccioli 
trucioli  nella  iìeffa  forma  ,  ed  operate  appunto  co- 
m2 al  Num  II.  ,  a  ri  ferva  però  ,  che  in  vece  di 
Allume  ci  Roma  vi  fervirete  dell'  Allume  ordinario. 
D^po  che  il  Vaio  farà  ftato  per  un  Mele  al  Sole  , 
o  al  calor  di  un  Forno  ,  farete  parimente  fvaporare 
il  colore  in  un  tondino  di  majolica  ,  gommandolo 
on  la  gomma  arabica  .  E  ficcome  molti  fono  i  gra- 
li  ne'  Violetti  ,  fé  ne  poflòno  fare  dalla  Porpora  li- 

Eo  al  Blu  .  lo  infegnerò  qui  la  maniera  di  farne  ai- 
uni  per  mezzo  di  quefti  liquidi  . 
Quello  detto  di  (opra  tutto  puro  fa  un  perfetto 
,  fkhetto  fimile  ai  fiori  di  pie  di  Allodola  ,  e  alle 
[Vedove  .  Volendolo  più  Cremifino  ,  vi  metterete  a 
jvoftro  piacere  del  liquido  del  Numero  II.  ,  il  quale 
jfi  accorda  perfettamente  con  quello  ,  e  farete  fem* 
pre  un  bzì  Violetto  vellutato  . 

Se  avrete  da  dipingere  qualche  cofa  in  grande,  co- 
me Drapperie  a  fiori  grandi  Scc.  ,  con  aggiugnervi 
un  poco  di  liquido  Blu,  potrete  fare  qualunque  for- 
ta  di  Violetto  . 

Num.  IV. 

Maniera  di  fare  differenti  Gialli  rari,  che  non  fi 

perdono  punto  ali*  aria  ,  come  fogltono 

fare  comunemente  . 

Quali  tutti  fapranno  fare  del  giallo  ,  ma  nell'uno 
ha  trovato  il  fegreto  di  farlo  durevole,  come  i  Tin- 
tori ,  che  tingono  in  caldo.  Si  poffono  fare  dei  Gial- 
li con  molte  differenti  droghe  ,  come  con  Gomma 
gutta  ,  Grana  di  Avignone  ,  Luteola  ,  (  1  )  Zaffera- 
no, 

[  2  )  Erba,  di  cui  fi  fervono  i  Tintori  per  tingere    in    giallo  s 
Alcuni  italiani  la  chiamano  Erba  Baccellina  . 


34*         Torte  IL  De*  Trattenimenti 

no  ,  terra  Oriana  ,  Curcuma  ,  Fiori  di  Melagrana, 
Fiori  di  Gineftra  tee.  Ma  eeeo  qui  come  li  faccio  io. 
Limonato  .  Prendete  un  Vafo  fimile  a  quello  del 
Numero  II.  ,  (tritolate  bene  della  grana  di  Avigno- 
ne ,  mettetela  nel  Vafo  ,  ed  empitelo  con  della  O» 
lina  chiarificata  y  nella  quale  ila  fiata  fciolta  avanti 
lira  mezza  libbra  di  Allume  in  polvere.  Dopo  aver- 
lo ben  bene  turato  mettetelo  al  Sole  ,  o  al  caldo  d' 
un  forno  per  un  Mele  ;  il  Colore  è  fatro  .  Quefto 
non  è  neceflario  di  farlo  fvaporare  ,  perchè  ©r*  ora 
v'  infegne  ò  degli  altri  gialli  più  pieni  .  Quello  fi 
gomma  eoa  la  gomma  arabica  s  e  ve  ne  va  molta» 

Nur».  V. 

Color  &  Oro  .  Bifogna  prendere  una  Libbra  di  ter- 
ra Oriana  (oda  ,  la  quale  farete  {temperare  in  18. 
libbre  d'  Orina  .  Fate  bollire  quello  mefcuglu>  rn  un 
Calderotto  di  rame  per  un*  ora  y  e  dopo  vi  gettere- 
te dentro  una  mezza  libbra  di  Allume  di  feccia. Of- 
fervate  bene  ,  che  il  Calderotto  Ila  grande  abbafean- 
za  ,  poiché  .il  Colore  darà  all'  aria,  e  potrebbe  ver* 
lari!  .  Lafciauelo  bollire  ancora  per  una  mezz*  ora  , 
cavatela  poi  dal  fuoco  ,  e  lafciatelo]  ripofare  ,  e  de- 
porre . 

Dopo  Io  chiarirete  per  inclinazione  ,  e  lo  confer* 
varete  dentro  delle  bottiglie  .  Quello  Colore  dipin* 
gendo  falla  Seta  ,  fa  lo  fteffo  dell'  Ocra  nella  pit- 
tura ad  olio  ;  ella  però  è  più  bella  ,  e   più  dorata» 

Num.  VI. 

Altro  Colore  ó*  Oro  fuperbo  .  Prendete  un*  oncia 
di  Gomma  Lacca  in   polvere  ,   una   mezza  dramma 

di 


fu  te  Materie  tirili  5  e  dilettevoli .     34? 

èi  Sangue  di  Drago ,  e  mezza  dramma  di  Curcuma  4 
F  «ina  ,  e  V  altra  in  polvere  ,  con  9.  oncie  di  Spi- 
rito di  Vino  .  Mefcclate  tutto  infieme  ,  e  lafciatelo 
in  infdfìone  per  24.  ore  .  Mettete  poi  il  fiafco  a  Ba- 
gno Maria  ,  e  lafciate  ,  che  fi  kiolga  a  dagio  a  da- 
gio  rutto  quello  ,  che  fi  può  kiogliere  .  Se  nel  ca- 
lvario dal  Bagno  ,  e  mettendone  una  gocciola  fopra 
la  feta  ,  efia  lo  imbeve  ,  talché  non  fi  pofla  con  ef- 
io  punto  Scrivere  ,  bi fogna  allora  lakiare  fvaporarc 
lo  Spirito  di  Vino  finché  non  korra  tanto  ,  e  poifa 
leggere  ad  un  Tortile  tratteggio  . 

Que'fta  dofe  replicata  per  fei  volte  ptìò  fare  6.  lib- 
bre di  Colore  .  Égli  ncm  prende  altra  gomma  ,  che 
la  Gomma  Lacca  .  Bifogna  adoprarlo  Tolo  ,  perchè 
non  ibffre  altro  mefcaglio  .  Sperimentato  . 

Num.  VII. 

Maniera  di  fare  il  Blu  liquido  rarijjimoì 

Prendete  dell*  Azzurro  di  Berlino  del  più  bello  9 
che  potrete  trovare  ;  mettetelo  in  una  Scodella  di 
!  majolica  polita  ,  verfatevi  fopra  dello  Spirito  di  Sai 
!  Marino  fumante  ,  finché  egli  flia  a  g^lla  ;  quello 
bolle  ,  e  riduce  in  pafta  P  Azzurro  .  Lafciatelo  così 
per  24.  ore  ,  e  poi  vi  verfarete  fopra  dell'  acqua  % 
e  lo  metterete  in  un  fìafeo  . 

Con  due  Oncie  di  cjuefto  Azzurro  potrete  fate  3* 
libbre  di  Colore  .  Egli  non  vuole  altra  gomma ,  che 
la  Dragante  .  Quello  qui  fopradeferitto  èpieniflìmo: 
I  fi  può  peraltro  degradare  all'  infinito  ,  mettendovi 
dell'  acqua  gommata  fatta  però  col  Dragante  me* 
defimo  • 

Num* 


34*-        Parte  IL  De*  Trattenimenti 
Num.  Vili. 

Maniera  di  fare  ogni  forta  di  Verdi  bel- 
lìjfimt  fenza  il  Verde  di  Ve/cica . 

Primo  Verde.  Prendete  9.  onde  di  Verde  mare  * 
e  mefcolatelo  con  altrettanta  metà  di  Limonato  del 
Num.  IV.  ;  quello  vi  farà  un  Verde  chiaro  bellif- 
fimo  . 

Ecco  la  maniera  di  fare  il  Verde  mare  per  quel- 
li ,  che  non  lo  fanno  fare  .  Prendete  una  mezza  lib- 
bra di  Verde  rame  afeiutto  bene  ,  e  la  quarta  parte 
di  una  libbra  di  Tartaro  di  Montpellier  ,  1'  uno  ,  e 
F  altro  polverizzato.  Mefcolate  ogni  cofa  in  tre  lib- 
bre d*  acqua  di  fiume  ,  o  piovana  .  Turate  bene  il 
fìafeo  ^  ed  agitatelo  due  volte  al  giorno  per  lo  fpa- 
zio  di  otto  giorni  .  Fatto  ciò  lo  fìl trarete  con  car- 
ta fugante  ,  ed  avrete  un  Verde  mare  belliflìmo  . 

Num.  IX. 

Verde  di  Prato  .  Prendete  una  libbra  ,  e  mezza 
di  Limonato  del  Num.  IV.  non  gommato  ,  e  me- 
fcolatevi  del  liquido  Blu  del  Num.  VII.  finché  non 
Io  trovate  di  Colore  abbaftanza  pieno  .  Quefto  è  un 
Verde  belliflìmo  all'  eftremo ,  e  non  fi  eftingue  mai . 
L'  efperienza  poi  vi  farà  conofeere,  che  con  la  fud- 
detta  mefcolanza  fi  poflòno  fare  dei  Verdi  all'  in* 
finito  . 

Con  quefti  cinque  Colori  ,  cioè  RofTo  ,  Violetto  , 
Giallo  ,  Blu  ,  e  Verde  fi  poflòno  fare  generalmente 
tutte  mai  le  tinte  ,  che  efiftono  nella  natura  .  Por- 
terò qui  in  appreflò  degli  efempj  di  diverfi  effetti  , 
che  rifultano  dalla  mefcolanza  di  quefti  Colori,   per 

met- 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli .     343 

mettere  a  portata  gli  Artifti  di  poter  fare  tutte  quel- 
le tinte  ,  che  defideraranno  a  colpo  fìcuro  ,  e  len- 
za perdita  alcuna  né  di  tempo  ,  né  di  Colori. 

Num.  X. 

Efpericnze  fatte  /opra  i  Colori  in  liquido  con 
le  Tinte  ,  che  ne  rifultano  .. 

Mefcolando  del  Roffo  Num.  I.  con  del  Violetto 
"Num.  III.  fi  fa  un  Porporino  belliffimo  .  Più  o  me- 
no poi  dell'  uno  ,  o  dell'  altro  vi  darà  un  Cremili 
più  ,  o  meno  roflò  . 

Mefcolando  un  poco  di  Rolfo  Num.  I.  con  il  Li- 
monato Num.  IV.  farete  un  Colore  di  Arancio,  uà 
Color  d'  oro  ,  e  di  Melagrana  . 

Mefcolando  del  Roffo  Num.  I.  col  Verde  di  Pra- 
to Num.  IX.  farete  un  Color  di  legno  belliffimo 
buono  per  colorir  terreni  ,  e  tronchi  d'  alberi  . 

Mefcolando  del  Limonato  Num.  IV.  con  del  Vio- 
letto tutto  puro  del  Num.  III.  voi  farete  un  Color 
di  fuliggine  {temperata  fuperbo  .  Se  vi  aggiungete 
poi  del  Color  d'  oro  Num.  V.  lo  farete  Color  d'O- 
ro .  Aggiugnendovi  anche  del  Verde  Num.  IX.  ,  lo 
farete  pieniffimo  ,  e  vellutato  . 

Mefcolando  del  Roffo  Num.  II.  con  il  Limonato 
Num.  IV.  farete  un  Color  d'  Aurora  .  Aggiugnete- 
vi  un  poco  di  Blu  Num.  VII.  ,  ed  avrete  un  Colo- 
re di  legno  ofcuro  belliffimo  . 

Macinate  un  poco  di  Biacca  con  dell'  acqua  gonv 
mata  ben  chiara  ,  mefcolatevi  un  poco  di  Roffo 
Num.  I.  ,  voi  vedrete  un  Color  ftupendo  . 

Mefcolate  un  poco  di  quella  Biacca  con  del  Rof* 
fo  Num.  II.  potrete  avere  un  Creme!!  fuperbo. 

Mefco- 


34$         Tarte  IL  DJ  Trattenimenti 

Mefcolando  un  poco  di  Biacca  non  gommata  con 
del  Blu  Num.  VII.  farete  un  Blu  ,  che  vi  forpren- 
derà  ,  e  che  non  fi  eftingue  giammai  . 

Se  mefcolarete  della  Biacca  gommata  con  un  mis- 
cuglio di  Rollò  Num.  I.  ,  e  di  Limonato  Num.  IV. , 
voi  farete  dei  Carnicini  all'  infinito  . 

Se  mefcolarete  del  Color  d'  Oro  Num.  V.  con 
del  Violetto  Num.  III.  voi  farete  un  Color  di  ter- 
ra maravigliofo  ,  e  fempre  in  liquido  . 

In  fomrna  fi  poffono  fare  delle  tinte  in  ogni  ge- 
nere all'  infinito  :  e  per  mezzo  della  Biacca  fi  pof- 
fono fare  dei  Colori  più  belli ,  e  più  brillanti  di  tut- 
ti quelli  ,  che  fi  fono  vidi  fin  qui  . 

L'Autore  Sig.  Delormois  dell1  Arte  dì  fabbricare 
le  Indiane  Part.  Seconda  non  ha  fcritto  quefta  ma- 
niera di  fare  i  Colori  ,  fé  non  che  dopo  d'  averli 
fperimentati  per  lo  fpazio  di  venti  anni  ,  effendo  e- 
gli  Difegnatore  infieme  ,  e  Pittore  del  Re  ,  e  Co- 
lorifta  a  Parigi  . 

Egli  fé  n'  è  fempre  fervito  con  un'  ottimo  fuccef- 
fo  ,  fia  per  dipingere  in  Miniatura,  o  fopra  la  Car- 
ta pecora  ,  fulla  Carta  ,  full'  Avorio  ,  e  fopra  di* 
vede  forte  di  Drappi  bianchi  di   Seta  • 

Num.  XL 

Ricetta  per  un  bellijfimo  Blh  . 

Prendete  un'  oncia  d'  un  bello  Azzurro  di  Berli- 
no ,  una  mezz'  oncia  d'  Olio  di  Vitriolo  ,  ed  una 
mezz'  oncia  d'  Aceto  ftillato:  macinate  infieme  ogni 
cola  fopra  un  Criftallo  ,  o  vetro  all'  ultima  finez- 
za ,  perchè  piucchè  lo  macinarete  ,  meglio  fi  difcio-- 
glierà  il  Colore,  e  mettete  poi  a  fuoco  lento  il  tut- 
to 


Su  le  Matèrie  utili  ,  e  dilettevoli .     345 

to  in  un  Vafo  di  vetro  ,  (temperandolo  con  dell*  ^« 
ceto  .  Bifogna  tenerlo  fui  fuoco  mefcolando  iempre 
finché  non  li  veda  ,  che  lafciandone  cadere  una  goc- 
ciola in  un  bicchier  d'  acqua  ,  quella  diventi  tut- 
ta Blu  . 

Allora  levatelo  dal  fuoco  ,  e  verfatevi  a  poco  z 
poco  dell'  Aceto  ftillato  quanto  può  bifognare  per 
farne  in  tutto  6.  libbre  ;  mettetelo  in  un  fìafco  , 
ed  agitatelo  a  lungo  ,  e  fpelfo  .  Lafciatelo  poi  ripo- 
fare  per  tre  giorni  ,  paffatelo  dopo  per  un  panno  li- 
no ,  e  ierbatelo  .  Se  vedrete  ,  che  il  Blu  non  fia 
pieno  tanto  che  badi  ,  rimettetelo  lui  fuoco  ,  facen- 
do fvaporar  di  più  V  Aceto  a  discrezione  ,  ed  in  tal 
forma  avrete  un  belliffimo  Blu  .  trovato  . 

Num.  XII. 

Per  fare  il  Verde  .  Dopo  aver  fatta  una  forte  de- 
cozione di  legno  giallo  con  dell'  aceto  fenz*  acqua, 
lavate  con  quefto  liquido  quel  panno  lino  ,  col  qua- 
le avrete  pailato  il  Blu  detto  di  fopra  ,  acciò  nulla 
fi  perda  .  Se  ciò  non  baita  per  darvi  un  bel  Verde, 
rimettetevi  un  poco  di  Blu  a  proporzione  ,  ed  av- 
rete un  Verde  bello, e  tenace  .  Paffatelo  per  un  pan- 
no lino  ,  e  confervatelo  in  un  fìafco  .  Quefti  Colo- 
ri fi  gommano  col  Dragante  polverizzato  fino. 

Num.  XIII. 

Maniera  di  fare  un  Giallo  folidijfimo  . 

Prendete  un'  oncia  di  Gomma  Lacca  in  polvere  , 
due  dramme  di  Curcuma  ,  e  2.  dramme  di  Sangue 
di  Drago  ,  il  tutto  polverizzato  fino  .   Aggiugnete- 

vi 


34<*         Par  fé  IL  De*  Trattenimenti 

vi  9.  onde  di  Spirito  di  Vino  ,  e  mettete  ogni  co- 
ki un  matraccio  di  vetro  ben  turato  .  Lafciatelo  in 
jnfufione  per  due  ,  o  tre  ore.  11  matraccio  bilogna, 
the  tenga  6.  libbre  ,  altrimenti  potrebbe    romperli . 

Dopo  che  farà  freddo  fate  con  quefto  liquido  un 
poco  di  prova  fu  qualche  Drappo  .  Se  lo  imbeve  , 
o  fcorre  ,  bi fogna  rimetterlo  a  bagno  Maria  ,  Aura- 
to ,  e  lalciarlo  così  fvaporare  finché  non  fcorra  più  ; 
ed  allora  farà  buono  per  dipingere  fui  Drappi  ,  e  fi 
conlervarà  in  un  fiafco  . 

Num.  XIV. 

Ricetta  per  un*  altro  Giallo  fperlmentato . 

Mettete  in  infufione  4.  Libbre  di  Virga  aurea  in 
90.  libbre  d'  acqua  di,  fiume  per  quattro  giorni  ad 
un  fuoco  lento  ,  talché  1'  acqua  fìa  femp^e  tiepida  , 
e  tenete  il  Vaio  ,  il  quale  deve  elfere  di  ftagno  ,  o 
di  rame  ftagnato  ,  fempre  ben  turato  .  Fatto  ciò  fil- 
trate quefta  decozione  con  la  Carta  fugante  .  Fate 
bollire  dipoi  4.  libbre  di  Curcuma  in  polvere  in  una 
giufla  quantità  d'  acqua  con  6.  libbre  di  grana  d'  A- 
vignone  ,  e  una  mezza  libbra  di  Sale  d*  Eplum  „ 
Lafciate  ripofare  poi  quella  tinta  per  24-  ore  ,  de- 
cantate il  chiaro  dalla  feccia  ,  e  mescolatela  con  la 
decozione  detta  di  fopra  . 

Fate  di  poi  bollire  a  parte  due  libbre  di  fiori  di 
melagrana  in  60.  libbre  d'acqua  di  fiume  per  tre  ore; 
filtrate  quefta  decozione  ai  folito,  e  melcolatela  eoa 
V  altre  due  di  fopra  .  Fate  bollire  poi  ogni  cofa  in- 
fieme  con  una  libbra  ,  e  mezza  di  Allume  di  rocca 
in  polvere  ,  fino  alla  riduzione  di  12.  libbre.  Allo- 
ra mettete  in  quefta  tinta  una  libbra  di  compolizio- 

ne 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli ,      347 

ne  per  lo  Scarlatto  ,  che  è  dello  ftagrio  di  Corno- 
vaglia  ,  detto  Stagno  d'  Inghilterra  .  Lafciate  bolli- 
re ogni  cola  ìnfieme  per  u  >'  altro  quarto  d'  ora  ion- 
iamente ,  ed  avrete  un  belliiìimo  giallo  lolido  ,  il 
quale  poi  con  dell'  Indaco  guatimalo  fciolto  con  l' 
Olio  di  Vetriolo  ,  potrà  farvi  un  Verde  iolido  bel- 
liiìimo . 

Quello  Verde,  e  quello  Giallo  fono  amendue  buo- 
ni per  le  Indiane  ,  come  infatti  alcune  fabbriche  d* 
Inghilterra  le  ne  fervono  . 

Dichiarazione  di  alcuni  nomi  . 

Bianco  di  Piombo.  Non  è  che  Piombo  ridotto  in 
Calce  per  metà  col  mezzo  dell'  Aceto  . 

Cerujfa  .  Chiamali  anche  Biacca  .  Si  fa  col  Bian- 
co di  Piombo  macinato  coli*  acqua  fopra  il  Porfido, 
al  quale  fi  aggiungono  diverie  porzioni  di  una 
terra  mefcolata  di  creta  ,  e  di  Argilla  la  più  bian- 
ca .  Si  macina  quella  terra  col  Bianco  di  Piombo  , 
e  fi  mette  quefto  melcuglio  a  Igocciolare  ,  e  lecca- 
re in  piccioli  imbuti  di  legno  ,  quivi  fi  formano  in 
mafie  ,  e  fi  coprono  di  carta  azzurra  fina  per  fare 
fpiccar  la  bianchezza  . 

Sale  di  Saturno  .  Per  farlo  fi  riduce  in  polvere  fi- 
na il  Bianco  di  Piombo, e  fi  fa  bollire  in  Aceto  di- 
stillato ,  dove  fi  dilcioglie  con  effervefcenza .  Quan- 
do T  Aceto  n'  è  perfettamente  impregnato  ,  fé  ne 
ne  fanno  f vaporare  tre  quarti  all'  incirca  ,  pofcia  fi 
Altra  per  la  carta  bigia  ;  e  per  mezzo  del  raffredda- 
mento dà  un  Sale  bianco  ,  rifplendente,  ecriftalliz- 
zato  in  piccioli  ipilli  .  Il  liquore  ,  che  fi  è  fepara- 
to  da  quefto  fale  fi  mette  di  nuovo  a  fvaporare  per 
la  metà  incirca  ;  in  apprefio  fi  filtra  ,  e  col  mezzo 
.  del  raffreddamento  dà  nuovamente  certa  quantità  di 
Sale  j  quefto  fi  adopera  dai  Tintori  ,  e  nelle   Ma* 

nifat- 


^48         Tarte  TL  XV  Trattenimenti 

rifatture  di  Tele  dipinte  ,  come  mordente  per  ap» 
plicare  i  Colori  . 

Mafficot  ,  o  Maflichot  .  Per  fare  quefto  fi  fa  cal- 
cinare il  Piombo  dentro  a  dei  Crogiuoli  di  terra  piat- 
ti ,  e  con  una  larga  apertura  .  Il  Piombo  ,  che  fi 
calcina  fi  riduce  in  una  fpecie  di  Cenere,  che  viene 
a  galleggiare  fulla  fua  iùperficie  •  fi  leva  via  con  una 
cucchiaja  di  ferro  ,  «  fi  continua  così  fintantoché  il 
Piombo  fia  ridotto  in  cenere,  e  quello  è  quello, che 
fi  chiama  Cenere  di  Piombo  .  Si  calcina  allora  que- 
sta Cenere  in  forno  di  riverbero  .  Se  il  fuoco  è  du- 
cato poco  tempo  ,  la  Calcina  di  Piombo  è  di  un 
color  giallo  fporco  ,  e  fi  chiama  MaiTicot  ordinario; 
ma  ^quando  il  fuoco  è  durato  tanto  ,  che  la  faccia 
•acquiftare  un  color  cedrino  ,  allora  fé  le  dà  il  no- 
me di  Maificot  giallo  .  Sì  T  uno  ,  che  V  altro  fi  a- 
doperano  nella  Pittura  per  dipingere  in  giallo. 

//  Mimo?  ed  il  Litargirio  fi  fa  col  Maflìcot  calci- 
nato tanto  ,  che  abbia  acquiftato  un  be!  color  rollo, 
e  quello  fi  chiama  Minio  .  Ma  il  Litargirio  è  una 
calcina  di  Piombo  ,  che  è  fiata  ridotta  fino  ad  una 
fpecie  di  fufione  ,  ma  non  così  compita  ,  che  fi  fia 
tramutata  in  Vetro  .  Quello  di  color  rollò  fi  chia- 
ma Litargirio  d'  Oro  ,  perchè  è  un  poco  dorato  ;  e 
quello  ,  che  ha  molttTmea  di  colore  fi  dice  Litar- 
girio (F  Argento  . 

Allume  fi  dice  così  ,  perchè  è  un  fale  vitriolicof 
la  di  cui  baie  è  di  terra  argillofa  , 

Allume  di  Rocca ,  o  di  Ghiaccio  viene  così  det- 
to ,  comechè  fia  tratto  da  materie  minerali  ,  per  ef- 
fere  ordinariamente  criftallizzato  in  gran  pezzi  traf- 
parenti  . 

Allume  Catina  è  il  Sai  fiflb  tratto  dalla  cenere  di 
parecchj  vegetabili  ,  ma  particolarmente  dalle  legna, 
9  qee&a  fi  chiama  PotafTe  •  Aliti* 


Su  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .    34^ 

Allume  di  Feccia  :  quefto  fi  prepara  facendo  al» 
bruciare  farmenti  ,  e  delle  feccie  di  Vino  feccase 
provenienti  dai  Fabbricatori  di  Aceto»  Quando  qjae- 
ile  materie  fono  abbruciate  ,  fi  fanno  calcinare  ad. 
un  grado  di  calore  ,  che  lì  a  capace  di  far  fondere  il 
Sale  ,  ma  non  tanto  violento  per  vetrificare  le  ter- 
re delle  ceneri  .  Allorché  fi  trova  in  tale  ftato  fidafc 
a  quefto  Sale  il  nome  di  Allume  di, feccia  .  <  hi  vo- 
lefie  fabbricarlo  potrà  vedere  il  Dizionario Chimico v 
e  Bomare  Biziothtrio  Ragionato  di  Storia  natwdè  9 
parol.  Allume  .  Francelco  Giifelini  Bizàonario  delle 
Arti  ,  e  di  Meftier't  compilato  • 

Potajfe  ,  Cenere  Graveliata  dai  rami  degli  Alberi  • 
Zucchera  chiarificato  ;  è  Zucchero  limpido  .  Ec- 
co  la  maniera  di  chiarificarlo  ,  o  polirlo  .  Si  pren- 
dano  per  efempio  quattro  ,  o  cinque  libbre  di  Zuc- 
chero per  volta  .  Si  faccia  liquefare  con  acqua  chia- 
ra ,  e  fi  ponga  fopra  il  fuoco  ,  battuta  prima  in  efc 
fa  una  chiara  d'  Uovo  ;  quando  bollirà  ,  e  fi  alza- 
la come  per  uicire  dal  vaiò  ,  per  impedire  P  orgo- 
glio vi  fi  verfa  fopra  un  poco  d'  acqua  fredda; quan- 
do la  feconda  volta  s!  alzarà  ,  fi  leva  dal  fuoco  ,  e 
fi  lafcia  ,  che  ripofi  un  quarto  d'  ora  ,  e  frattanto 
il  bollore  fi  abbaila  ;  allora  fi  fpuma  dolcemente  ,  e 
fi  leva  via  il  graffo  nero  ,  che  è  (opra.  :  fi  paffa  il 
Zucchero  per  una  falvieiu  bianca .  inumidita  ,  e  co* 
sì  reità  chiarificato  • 


TRATo 


350        Parte  IL  De*  Trattenimenti . 
TRATTENIMENTO  XVIL 

Della  Coltura ,  e  della  Utilità  dei  Ravizzoni . 

Maniera  di  cavar  C  Olio  dal  Raviz- 
zone ,  o  Navone  . 

L'  Olio  di  Ravizzone  ha  un  grande  ufo  nelle  Ar- 
ti •  Di  queft'  Olio  fi  fa  un  grandiffimo  confu- 
mo in  Francia  ,  in  Olanda  ,  ed  in  Irlanda  per  tut- 
te le  Manifatture  di  lana  ,  cioè  Panni  ,  Berette  ,  e 
limili  .  Si  adopera  ancora  per  ardere  nelle  lucerne  , 
per  condir  le  vivande  ,  e  per  farne  Sapone  da  im- 
biancare le  Tele  di  Lino  . 

La  Pianta  ,  (  che  non  bifogna  confondere  col  Ca- 
volo Rapa  )  ,  che  dà  i  femi ,  da  cui  fi  eftrae  queft* 
Olio  ,  ha  molti  nomi  .  Noi  qui  la  chiamiamo  con 
nome  Lombardo  Ravizzone  ,  ma  propriamente  è  un 
"Navone  ,  (  i  )  I  furti  ,  i  fiori  ,  e  le  filique  ,  o  fia 
baccelli  del  Ravizzone  fono  quafi  limili  del  Napo 
fativo  ;  ma  le  fue  foglie  fono  più  incife  ,  e  lanci- 
nate  ,  attaccate  ai  furti  . 

Il  Navone  ,  o   Ravizzone   nafee   fpontaneamente 

nei 

,{i,)  I  Botanici  la  chiamano  Napus  Sylveftris ,  Braflìca  ra- 
dice caule/cerne  fufiformi  ,  Buntas  Sylvejlris  ,  Napur  flore  lu- 
teo t  Bunium  ,  feu  Bunios  Ojfìc'marum  .  t  Francefi  Navette  9 
Raùette  ,  e  Naveau  ,  ma  fecondo  I'  Agronome  hanno  il  no- 
me Navets ,  gros  Navets  ,  &  grojfes  Raves  ,  deitinès  à  la 
nourriture  des  beiliaux  pendant  1'  hyver  e  le  printems.  Igna- 
zio Ronconi  Fiorentino  li  nomina  Navoni  ,  e  Rape  groffe  . 
Gli  Spagnuoli  Nabo  .  Gli  Olandefi  ,  ed  i  Fiamminghi  Col- 
fat  .  Il  Signor  Valmont  di  Bomare  gli  dà  il  nome  di  Ca- 
volo Rapa  ,  ed  anche  il  Latino  BraJJtca  arvenfis  ,e  1'  Ingle- 
se Coolfeet  (crive  Colfa:  ma  non  fi  deve  confondere  col  Ca- 
rolo Rapa  degli  Orti . 


fu  le  Materie  utili  ,  e  dilettevoli  .    35 1 

nei  luoghi  arenofì  marittimi  della  Gotlandia,  d*  ln<- 
ghilterra  ,  dr  Irlanda  ,  di  Francia  &c.  Si  coltiva  ia 
varie  parti  dell*  Europa,  e  particolarmente  in  Fian- 
dra ,  in  Olanda  ,  in  Normandia  ,  in  qualche  altra 
parte  ancora  della  Francia  ,  e  in  Lombardia  ,  non 
che  in  Bologna  ,  ed  in  Imola  nello-  Stato  Ecclefia- 
ftico  . 

Quanto  alla  fua  coltivazione  quella  pianta  può 
feminarfi  per  due  ufi  ;  uno  per  ingranare  la  terra  % 
1*  altro  per  avere  un'  abbondante  raccolta  di  Temen- 
za da  trarne  T  olio  .  Volendo  fervirfene  per  ingraf- 
l'are  i  Campi  ,  bifogna  feminarla  ai  primi  di  Agofto 
nella  ftefla  maniera  ,  che  fi  feminano  le  Rape  ,  ma 
però  molto  più  fpeffa  Crefciute  che  faranno  le  Pia§«. 
te  all'  altezza  incirca  di  un  piede  ,  (  che  farà  vedo 
la  metà  di  Ottobre  )  ,  fi  fotterraranno  coir  aratro  9 
Arata  la  terra  fi  lafcia  così  in  ripofo  quindici  ,  o 
più  giorni  ,  affinchè  le  loro  foglie  marcifcano  ;  dì 
poi  fi  ara  di  nuovo  ,  e  pochi  giorni  dopo  vi  fi  può* 
ieminare  il  frumento  ,  oppure  fi  può  lafeiare  in  quie- 
te fino  alla  Primavera  ,  per  porvi  poi  il  Formento* 
ne  ,  od  altre  biade  ,  e  fi  avrà  un  prodotto  tanto 
bello  ,  quanto  fé  il  terreno  foffe  fiato  concimato. 

Fra  tutti  i  modi  dr  ingranare  le  terre  ,  quefto  è 
uno  de'  più  facili  ,  ed  economici  ,  poiché  con  una 
quarta  di  femenza  di  Ravizzone  fi  poflòno  feminare 
al  meno  tre  Campi  di  Terra  lenza  altra  fpefa  ,  che 
quella  di  ararla,  ed  erpicarla  ,  e  di  stararla  a  fu© 
tempo  . 

Volendo  poi  feminare  il  Ravizzone  per  raccoglier* 
ne  il  feme  da  cavarne  olio  ,  bilogna  in  prima  fce* 
gliere  la  femente  di  buona  qualità  .  Per  effere  tale, 
bifogna  che  i  granelli  fieno  ài  color  lucido  ,  e  pe* 
fanti  ;  e  che  fchiacciati  coli'  ugna  fopra   una  tavola 

di 


351         Parte  11  De*  Trattenimenti 

di  legno  duro  diano  molt'  olio  .  Conviene  inoltre 
avvertire  di  non  valerli  di  femi  vecchj  ,  perchè  qne- 
fti  o  non  germogliano  ,  o  germogliano  debolmente. 
Per  due  anni  di  leguito  fi  può  tare  ufo  della  te- 
mente raccolta  ne*  proprj  Campi  ,  ma  nel  terzo  an- 
IK>  farà  bene  cambiarla  ,  o  comperarne  di  quella  na- 
to in  altri  terreni  ,  regolandoli  in  quefto  come  iuoi 
fai  li  per  la  femina  del  Frumento  ,  e  di  altri  prodot- 
ti ,  poiché  altrimenti  degenera  facilmente  . 

Scelta  a  quefto  modo  la  Semente  ,  bii'ogna  prepa- 
rare il  terreno  ,  che  eilere  deve  di  buona  natura  , 
nel  modo  feguente  .  Dopo  averlo  bene  letamato  7  ù 
ara  ,  e  fi  erpica  una  volta  ai  primi  di  Luglio  ,  e  fi 
replica  lo  fteflo  ai  primi  di  Agofto  ;  alla  metà  poi 
dello  fteflò  Mefe  fi  ara  ancora  per  la  terza  volta  ; 
dopo  vi  lì  fparge  la  femenza  ,  ma  non  troppo  lpel- 
fa  ,  affinchè  le  piante  ,  che  ne  nalceranno  pollano 
dilatarli  coi  loro  rami  .*  ed  erpicando  coli*  erpice  a 
denti  di  ferro  beniifimo  fi  copre  .  Quando  fi  fa  tale 
ieminagione  il  terreno  deve  elfere  umido  ,  e  fé  non 
folle  tale  ,  biiognarebbe  alpettare  il  benefizio  di  qual- 
che pioggia  ,  o  che  almeno  fi  vedelfe  imminente  , 
poiché  nella  terra  lecca  neppure  quella  femenza  può 
tene  fvilupparfi  ,  e  germogliare  . 

Ignazio  Ronconi  icrive  così  .  „  I  Navoni  amano 
„  terreno  pelante  ,  ed  umido.  Alla  fine  di  Giugno, 
f,  o  fui  principio  di  Luglio  ,  fegati  i  primi  Orzi  , 
,,  fi  ara  fubito  quel  terreno  profondamente  ,  e  do- 
„  pò  vi  fi  palla  con  un  grotto,  e  pelante  erpice  per 
iy  romper  le  zolle  ,  e  ftritolar  la  terra  .  Fatto  que- 
j,  fto  ,  nei  Plenilunio  ,  o  nel  calar  della  Luna  di 
yy  Luglio  in  tempo  un  poco  umido  fi  feminano  i 
„  Navoni  ,  che  per  fpargene  ugualmente  la  lemen- 
t5  za  fi  mekola  prima  di  gettarla  con  della  Sabbia  ; 

„  quin- 


Su  le  Ma rerì e  utili  ,  e  dilettevoli  .     353 

„  quindi  fi  ricopre  leggermente  con  pattarvi  un  pic- 
„  colo  erpice  rovelciato  ,  a  cui  fia  attaccato  un  fa- 
„  icio  di  l'pine  .  Per  far  pòi  ingrolfare  quefte  radi- 
„  ci, al  principio  d'  Ottobre  fi  fchiaccino  )e  foglie,  ro- 
„  tolandovi  iopra  un  barile  pieno  d'  acqua;  e  allor- 
„  che  nel  Novembre  cominciano  ad  ingiallir  dette 
„  foglie  ,  fi  poffono  cavar  di  terra  ,  effendo  fegno  , 
,j  che  fono  mature  ,  e  che  non  ingrolìano  più.  „ 

Nel  Diario  Economico  di  Parigi  li  legge  un  buon 
metodo  di  feminare  i  Navoni ,  ed  è  ieminarli  lopra  la 
paglia  ,  che  refta  dopo  fatta  la  raccolta  del  Grano  , 
e  della  Segala  ,  tempo  nel  quale  la  terra  per  le  fìef- 
fa  è  buona  ;  ma  fé  facilmente  fi  può  ,  fi  deve  in- 
naffiare abbondantemente  o  con  acqua  di  fiume  ,  o 
con  altra  .  Se  dopo  fi  concia  con  un  poco  di  leta- 
me di  animali  bovini  ben  fatto  ,  fi  può  ficuramen- 
te  iperare  una  raccolta  di  Navoni  maggiore  ,  che 
quella  di  frumento  dell'  anno  precedente  .  (  1  ) 

11  Ravizzone  frorifee  alla  fine  di  Febbrajo  ,  o  ai 
primi  di  Marzo  ,  e  matura  d'  ordinario  le  fue  fe- 
menze  nel  Mefe  di  Maggio.  Un  Campo  di  terra  fe- 
minato  di  Ravizzone  ,  fé  un  .qualche  acuto  freddo 
on  danneggi  i  fuoi  fiori  ,  o  non  fòccomba  ad  un 
ualche  altro  infortunio  ,  fuol  rendere  ordinariamen- 
te il  triplo  di  più  di  quello  ,  che  faccia  feminato  a 
aumento  . 

Il  dotto  ,  e  diligente  Sig.  Pietro  Arduini  P.  P.  di 
gricoltura  nell*  Univerfità  di  Padova  ha  fatta  l'ef- 
erienza  di  feminare  un  pezzo  di  terreno  ai  4.  di 
ettembre  ,  ed  in  poco  più  di  un  Mefe  le  piante  dei 
Ravizzoni  erano  crefeiute  aU?  altezza  di  circa  un  pie- 
de ,  e  così  vegete  ,  e  folte  ,   che  recavano   maravi- 

A  a  glia 

i 
(1)  Journ,  Econ.  1661.  citato  dall'  pronome  . 


354         Torte  IL  De   Trattenimenti 

glia  a  vederle  .  Ai  primi  di  Gennajo  ad  onta  delle 
brine  ,  e  de'  ghiaccj  ,  che  erano  flati  in  Novembre, 
erano  i  Ravizzoni  b.lliiììmi  ,  verdi,  e  vigorofi  ,  che 
a  mirarli  lembravano  un  prato  dei  più  ubertofi  nel 
Mefe  di  Mdggio  ;  dal  che  fi  vede,  che  quella  pian- 
ta relitte  al  freddo  ,  e  che  perciò  potrebbe  eifere 
molto  utile  per  darla  in  cibo  ai  Beftiami  a  ftagione 
avanzata  . 

Il  Ravizzone  è  in  grado  di  eifere  mietuto  nei  cli- 
mi temperati  ,  o  in  Maggio  ,  o  in  Giugno  ,  e  in 
quelli  ,  che  fono  alquanto  rigidi  ,  ed  autteri  vicino 
a  Luglio  .  Importa  moltiiìimo  fceglier  bene  il  mo- 
mento .-  Se  fi  ha  troppa  iretta  di  far  la  raccolta  , 
cioè  fé  fi  faccia  quando  le  Silique  ,  o  i  baccelli  fo- 
no ancora  verdi  ,  ed  i  femi  bianchi  rinchiufi  in  ef- 
fe ,  fé  ne  ricavarà  pochiiìimo  olio  ;  e  cosi  all'  op- 
pofto,  differendo  la  raccolta  di  troppo  finché  i  bac- 
celli fiano  del  tutto  leccati ,  fi  perderà  molta  fenden- 
te ,  perchè  fi  apriranno  tagliando  le  piante  . 

La  groiìezza  ,  ed  il  color  giallo  ,  che  i  baccelli 
dopo  la  caduta  de'  fiori  vanno  a  poco  a  poco  acqua- 
ttando indicheranno  il  momento  opportuno  di  racco- 
gliere il  Ravizzone  .  Si  averte  però  di  non  attende- 
re fino  a  tanto  ,  che  fiano  ingiallite ,  e  feccate  quel- 
le della  ettremità  dei  rami  ,  perchè  in  tal  modo  le 
inferiori  fi  potrebbero  aprire  ,  e  mandarebbero  fuori 
il  feme  . 

Le  piante  del  Ravizzone  non  fi  fterpano  ,  ma  fi 
tagliano  .  Oltre  all'  eiiere  dtftri  ,  ed  inteligenti  i 
Mietitori  debbono  eifere  provveduti  di  buoni  ,  e  ta^; 
glianti  falcetti  .  Siccome  il  loro  tronco  è  robufto  > 
duro  ,  e  grotto  ,  così  non  ufando  V  attenzione  di  : 
tagliarlo  dolcemente  ,  e  fenza  fcuoterlo  ,  fi  arrifehia 
di  mandar  a  male  la  maggior  parte  dei  femi ,  e  fpq 

cial- 


Su  le  Materie  v.t'il':  ,  e  dilettevoli  .      355 

«ialmente  i  più  maturi  .  In  alcuni  luoghi  per  evjtr>- 
re  queffo  inconveniente  ,  avvolgono,  intanto  che  la 
i-« aliano,  ogni  pianta  in  una  tela,  e  così  1  temi,  che 
tv. dono, rimangono  nella  medefìma  . 

Scelta  pertanto  una  buona  giornata  per  la  raccol- 
ta ,  (\  leguita  a  mietere  il  Ravizzone  per  tutto  il 
a -rio  di  ella  ,  quando  non  (i  fgra.ni  ,  perchè  altri- 
menti non  li  deve  mietere  ,  che  di  buon  mattino, o 
vcrfo  fera  ,  nelle  quali  ore  la  rugiada  inumidilce  coli* 
altre  parti  della  pianta  anche  i  baccelli  ,  e  fa  che 
non  così  di  legger;  lì  igranino  .  Siccome  un  Campo 
non  matura  tutto  per  inriero  ad  una  volta  ,  così  è 
cluopo  tagliarlo  paratamente  . 

Di  mano  in  mano  ,  che  fi  tagliano  le  piante  ,  fi 
sifaftellino  fopra  Stuoje  per  non  perdere  il  ieme  ,  e 
pofcia  fi  facciano  trai  portare  da  alcuni  Opera  j  full* 
aj.i  deila  Cala  di  Campagna  .  Si  diffondano  quivi  i 
manipoli  ,  lafciandoveli  fintantoché  fiano  ben  lecca- 
ti 1  baccelli  dell'  eftremità  ,  de5  quali  non  iì  è  atte- 
fa  la  maturazione  ,  per  non  perdere  la  Temente  de- 
g'i  inferiori  ,  fi  troveranno  in  quello  mezzo  ancor 
eiìi  maturi  ,  e  lecchi  .  Ailora  fi  batta  fenza  indugio 
iì  Ravizzone  alla  maniera  del  frumento  ,  e  feparati 
i  tronchi  ,  le  foglie  fecche  ,  e  le  fcorze  de'  baccel- 
li dal  grano  ,  fi  faccia  tolto  vagliare  ,  e  mondare 
con  acconci  crivelli  di  pergamena.  Vagliato,  e  mon- 
dato che  fia  ,  fi  riponga  nel  granajo  ,  dove  fi  avrà 
1'  attenzione  di  moverlo  fpelìo  colla  pala  ,  perchè 
non  fermenti  ,  e  fi  lafci  quivi  fintantoché  venga  i' 
occafione  ,  o  di  elitario  così  in  natura  ,  o  di  man- 
darlo al  Torchio  per  fpremerne  P  Olio  . 

IL'  Olio  di  quella  pianta  farà  tanto  più  ricercato, 
e  buono  ,  quantopiu  i  lenii  d'onde  fi  eftrarrà  faran- 
no fiati  ben  mondati  ,  e    confervati  .    L'   effrazione 

deli' 


3  $6         Par  fé  IL  De9  Trattettìmenti 

dell'  olio  pu&  fard  in  ogni  tempo  ;  ed  il  modo  di 
operare  non  è  punto  diverto  da  quello  ,  che  fi  fe- 
£ue  nel  fare  gli  altri  Olj «,  Avvertiremo  foltanto,che 
fé  oltre  alle  altre  diligenze  fi  faccia  a  meno  di  ado- 
perare il  fuoco,  nel  fpremere  queft'  Olio ,  riufcirà  tan- 
to limpido  ,  e  chiaro  ,  che  invogliarà  chiunque  a 
valerfeue  anche  per  condire  gli  alimenti  ,  fpogliato 
che  fia  dell'  ingrato  ,  e  faftidiofo  fapore ,  che  ha  na- 
turalmente . 

Se  fi  voglia  rintracciare  la  caufa  dì  quello  fapore, 
proviene  dalla  copia  degli  alcali  ,  che  coftituilcono 
uno  dei  principi  della  pianta  dei  Ravizzone  ;  come 
chiaramente  manifeftano  il  fuo  odore  acuto  ,  e  nau- 
feofo  ,  il  fugo  latticinofo  ,  ed  acre  de'  fuoi  petali  , 
e  T  analifi  chimica  delie  foglie,  dei  tronchi,  fpecial- 
mente  de'  iuoi  femi  * 

Varj  fono  i  mezzi  ,  che  fi  fono  tentati  ,  e  prati- 
cati per  levargli  quello  fapore  .  I  migliori  tra  quelli 
confiftono  nel  far  friggere  queft''  Olio  ,  e  poi  met- 
tervi dentro  delle  fette  di  pane  ,  di  pero  ,  di  po- 
mo ,  del  ramerino  ,  ed  altre  erbe  aromatiche.  Tut- 
ti coloro  ,  che  fi  vagliono  dell'  uno  ,  e  dell'  altro 
di  quelli  mezzi  accertano  ,  che  1'  Olio  di  Ravizzo- 
ne diventa  tale  ,  che  i  cibi  con  elfo  conditi  fembra, 
che  lo  fiano  coi  più  perfetto  Olio  di  Oliva  ,  o  col 
burro  . 

Tutte  quelle  maniere  correggono  in  vero  ,  e  ren- 
dono men  grave  il  cattivo  fapore  di  queft'  Olio, ma 
non  lo  tolgano  del  tutto  ,  perchè  fremano  bensì,  e 
rintuzzano  il  principio  alcalino  ,  donde  proviene  , 
ma  non  lo  fpengono  .  E'  nota  1'  azione  degli  acidi 
fopra  gli  alcali  ,  e  così  di  quelli  l'opra  di  quelli  9 
mercè  della  quale  venendo  fcambievolmente  ad  at- 
traevi ,  e  mefchiarfì  ,  ed  a  cangiare   perdo   indole  , 

e  na- 


Su  le  Materie  utili  -,  e  dilettevoli  .     357 

e  natura  ,  ne  rifulta  un  fale  neutro  ,  che  fa  perde- 
re ai  liquori  ,  dove  1'  uno  ^  <e  1'  altro  dominavano, 
i  fapori  acri  ,  ed  alcalini  ^  per  pigliarne  un'  altro 
meno  difpiacevole  ,  e  più  grato.  Col  mezzo  appun- 
to di  quella  fcambievole  azione  degli  acidi  fopra  gli 
alcali  fi  è  ottenuto  di  fpogliare  del  tutto  V  Òlio  di 
Ravizzone  dal  fuo  cattivo  fapore  . 

Per  far  ciò  fi  prenda  una  Marmitta, od  altro  Va- 
io di  rame  (lagnato  ,  'O  di  terra  ,  di  quella  grandez- 
za ,  che  fi  giudicherà  più  comoda  ,  ed  oppurtuna  , 
e  guarnito  di  manichi  per  poteTlo  trafportare  quali 
pieno  d'  Olio  bollente  fenza  alcun  pericolo  ■  dal  fo- 
colare in  un'  altro  luogo  .  Si  metta  in  quello  Vafo 
tant'  olio  ,  che  giunga  fino  a  tre  dita  di  diftanza 
dall'  orlo  ,  e  poìcia  fi  adatti  fopra  un  Fornello  baf- 
fo ,  e  fi  lafci  quivi  al  fuoco  inflno  a  tanto,  che  co- 
|  minci  a  bollire  .  Allora  fi  trafporti  il  Vafo  coir  O- 
lio  bollente  in  un  luogo  aperto  ,  ed  avendo  già  in 
pronto  dell'  Aceto  gagliardo  di  Birra  ,  o  di  Vino  , 
fi  fpruzzi  replicatamente  fopra  1*  Olio  ,  avvertendo 
di  ftarfene  piucchè  fia  poffibile  lontano  dal  Vafo .  Si 
vedrà  allora  follevarfi  tigogliofamente  fuila  di  lui  fu- 
perficie  una  denfa  (puma,  non  s'indugi  a  raccoglier- 
la ,  ed  a  levarla  via  con  un  fchiumatojo  ;  ciò  fatto 
lì  lafci  raffreddare  ,  e  ripofar  F  Olio  ,  e  farà  fpo- 
gliato  intieramente  del  fuo  fpiacevole  ,  e  cattivo 
fapore  . 

Per  confervarlo  poi  fi  mette  dentro  a  pile  di  pie- 
tra ,  o  Vafi  di  terra  cotta  ,  ed  inverniciata  ,  guer- 
niti  di  coperchj  ,  che  efattamente  li  chiudano  :  av- 
vertendo ,  che  il  luogo  ,  dove  fi  ripongono  deve  ef- 
fere  frefco  ,  ed  afciutto  .  Con  quelle  cautele  F  Olio 
di  Ravizzone  fi  confervarà  fano ,  e  perfetto  per  lun- 
go tempo  fenza  contrarre  quei  rancidume  ,  a  cui  va 

fog- 


35$  Parte  IL  dey  Trattenimenti 

foggetto  1'  Olio  di  Oliva  a  mifura  ,  che  invecchia  . 
Per  queli'  Olio  poi  che  non  è  medicato  ,  e  che 
fi  ferba  o  per  far  ardere  lucerne  ,  o  per  impiegarlo 
nelle  Arti  ,  e  nelle  Manifatture  fi  può  ten^r  in  bot- 
ti ,  o  in  tini  d-  ottimo  legno  di  qaercia  ,  dentro  a 
Magazzeni  ,  dove  regni  meno  di  umidità  ,  che  fia 
poiiibile  . 

Avvertimenti  . 

i.  Nella  Brettagna,  ed  in  altri  Paefi  fi  fa  grande  ufo 
della  radice  dei  Navoni,  o  Ravizzoni  pel  mantenimen- 
to delle*  Belbe  nel!'  Inverno, e  dove  le  ne  trovano  del 
pelo  di  diciotto  ,  e  venti  libbre  . 

Ma  (ìccome  i  Navoni  fono  foggetti  a  riscaldarli 
in  quei  luoghi  ,  dove  1'  aria  non  ha  libero  il  pailag- 
gio  ,  così  per  conlervarli  fi  forma  vicino  alla  Caia  un 
recinto  a  guila  di  btanza  di  una  grandezza  propor- 
zionata alla  quantità  dei  Navoni  ,  comporto  di  una 
ingraticciata  un  poco  rada  ,  acdochè  vi  palli  il  ven- 
to ,  e  ricoperto  con  un  tetto  di  pertiche  ,  e  paglia 
per  falvarli  nell'  Inverno  dalle  pioggie.  Per  una  aper- 
tura ,  che  fi  farà  lafciata  in  alto  iì  gittano  dentro  i 
Navoni  fenza  le  foglie  ,  poiché  quelle  li  farebbero 
putrefare  ;  oifervando  di  laiciare  un  poco  di  fpazio 
vuoto  nella  fommità  . 

Nel  baffo  di  quello  recinto  fi  fa  una  piccola  por- 
ticella  ,  di  dove  (ì  cavano  allorché  fi  vogliono  dare 
alle  Beliie  ,  e  principalmente  alle  Vacche  lattanti  , 
alle  Pecore  ,  ed  alle  Capre  ,  lavandole  prima,  e  ta- 
gliandole in  pezzi  crude  ,  o  cotte  che  fiano  ,  male 
cotte  fono  migliori  ,  e  le  ingranano  più  . 

2.  Si  abbia  cura  ,  perchè  le  Beftie,  particolarmen- 
te le  Suine  non  entrino  nel  terreno  ,  dove  fono  i 
Navoni  ,  per  motivo  5  che  non  mangino  le   radici , 

e  va- 


Su  le  Materie  utili ,  e  dilettevoli.     359 

e  vadino  a  male  ,  o  fi  perdano  le  piante  ,  e  la  fa- 
tica ,  nonché  il  prodotto  dell'  Olio  da  cavarli  dai 
Semi  . 

3.  Sarà  bene  leminar  i  Navoni  in  folchi  dittanti 
T  uno  dall'  altro  da  cinque  in  fei  piedi  ,  e  lavora- 
re la  terra  di  tramezzo  ,  come  in  lei  pollici  di  pro- 
fondità . 

IL    FINE. 


AP- 


%6o 

APPROVAZIONI. 


A 


Ravenna  30.  Dicembre  1788. 

Vendo  io  per  ordine  di  Sua  Eccellen- 
za Revfha  Monfig.  Antonio  Godron- 
erà Àrcivefcovo  di  Ravenna  ,  e  Princi- 
pe &c.  letto  5  ed  efaminato  attentamente  il 
Manofcritto  ,  intitolato  Trattenimenti  fili- 
le Vernici  ,  ed  altre  Materie  utili  &'c.  ,  non 
vi  ho  trovata  nefluna  efpreffione  5  che  fi  op- 
ponga alla  Religione  ,  e  al  buon  coftume  ; 
onde  Aimo  ben  fatto  ,  che  vada  a  pubbli- 
card  colle  Stampe  a  comodo  ,  e  vantaggio 
de'  Profeflòri ,  e  Dilettanti  di  fintili  Materie . 

Guido  Canonico  Poggi  Penit.  della  Metrop.  ^ 
Revifore  Smodale  * 

Imprimatur 
JEgtdius  Cah.  Be%%i  Pro-Vie arius  Gen. 

Die  6,  Xmbris  1788. 
Imprimatur  F.  BenediBus  Bonini  Pro-Vie a- 
rius  S.  0.  Ravenna  . 

IN- 


INDICE 

DEI  TRATTENIMENTI. 

PARTE   PRIMA. 

TRATTENIMENTO  t. 


5* 


V  Ernice  legittima  ,  e  fua  Divifione  .  .    .  .    Pai 

TRATTENIMENTO  II. 

Ingredienti  per  fare  le  Vernici    .......  6 

Gomme  ,  e  Refine  ,  e  loro  distinzione   ....  ivi 

Gomma  ,  o  Refinà  Copale    ......     è     .  8 

Metodi  per  fcioglierlà    ..........  io 

Gomma  „  o  Refina  Anime    .     .     *    .     .     .     .     »  12 

Gomma  Refina  Cancamo      ........  13 

Gomma  ,  o  Refina  Lacca     » 14 

Gomma  ,  o   Refina  di  Curi    i     ....*.     .  15 

Maniera  di  nettare  la  Gomma  Lacca     .     ."  .     .    .  16 

Tintura  di  Gomma  Lacca     ........  17 

Altri  modi  di  purgare  detta  Gomma     .....  18 

Modi  di  fciogliere  la  Gomma  Lacca ivi 

Mafiice  ,  e  Sandracca     ■.  V^ *     .     .  22 

Sandaraca  ,  o  Sandracca ivi 

Gomma  Refina  Elemi     ..........  24 

Trementina     ......     à     ......     .  25 

Refina  Icica  ,  veggafi  Gomma  Refina  Elemi    . 

TRATTENIMENTO  III. 

Altre  Gomme  >  Refine  ,  e  Bitumi     .....  26 

Sangue  di  Drago     ............  ivi 

Gomma  Refina  del  Guaiaco     .*....*.  27 

Gomma  Gutta ivi 

Pece  Greca .*....  28 

Dell'  Ambra  ,  o  Carabe 29 

Diverfi  modi  di  fcioglierlà     ....*.*.  ivi 

Dello  Spalto  ,  0  Asfalto    .........  31 

TRAT- 


.       §6% 

TRATTENIMENTO  IV. 

Degli  OIj  ,  e  dello  Spirito  di  Vino 33 

Divertì  Seccami 36 

Olio  di  Trementina 37 

Olio  di  Copaiva 38 

Olio  di  Lavanda ivi 

Olio  di  Saffo  ,  o  Pietra t,        ...  ivi 

Olio  di  Legto ivi 

Preparazione  della  Pece 30 

Dello  Spirito  di  Vino 4t> 

Digreffione  fu  gli  effetti    dello    Spirito    di    Vino   più 

purgato  .........  „ ,  41 

Acqua  di  Ragia 42 

TRATTENIMENTO  V. 

Compcfìzioai  di  Vernici  bianche 43 

TRATTENIMENTO  VI. 

Delie  Vertici  di  Color  d'  Oro *  x0 

TRATTENIMENTO  VII. 

Compofuioni  di  Vernici  Olcaginofe <^ 

TRATTENIMENTO  VIII. 

Vernici  Nere  per  coprire  fondi  ofcuri 62 

TRATTENIMENTO  IX. 

Vernici  R©fTe  ,  ed  altre  per  qualfìvoglia  Colore  .  .  66 

TRATTENIMENTO  X. 
Altre  Vernici  pei  Lavori  di  Legno,  di   Tela,  e  fo- 

pra  Carte 71 

%.  1.  Pei  Lavori  di  Legno ivi 

§.  2.  Pei  Lavori  di  Tele 75 

§.  3.  Vernici  per  quelli  di  Carta 75 

TRATTENIMENTO  XI. 

Vernici  delle  più  (limate  Refine 70 

Vernice  d'  Ambra  ,  o  Carabe ivi 

Vernice  di  Gomma  Lacca 80 

Vernice  di  Gomma  Copale 8r 

Vernice  bella  di  Sandracca 82 

TRATTENIMENTO  XII. 

Vernici  da  darfi  fopra  Metalli     .......  83 

Vernice  per  intagliare  Rami 88 

Acqua  Forte 91 

TR.AT- 


3<*3 

TRATTENIMENTO  XIIT. 

Della  Vernice  Cinefe 95 

TRATTENIMENTO  XIV. 

Vernice  ufata  nel  Giappone ;  99 

TRATTENIMENTO  XV. 

Compofìzioni  di  Vernici  alla  Chinefe J03 

fornello *  112 

TRATTENIMENTO  XVI. 

Del  modo  ,  con  cui  fi  dovranno  cuocere  le  Vernici  117 

Gradi  del  Fuoco 121 

TRATTENIMENTO  XVII. 

Del  modo  ,  con  cui  fi  polifce  la    Vernice   ....  ivi 

TRATTENIMENTO  XVIII. 
Modo  di  ornare  con  Oro    le    Vernici  ,  e   dei  Mor- 
denti     124 

Dei  Mordenti 125 

TRATTENIMENTO  XIX. 
Alcune  Compofìzioni  di  Colori,  che  potranno  ado- 

prarfi  per  ornar  le  Vernici     .     .       *     .      «     .  129 

§.   r.  Modo  di  fare  il  Carmino ivi 

Carmino  falfo ivi 

Come  il  Carmino  venga  hello 150 

Modo  facile  ,  e  di  poca  fpefa *  .    .  131 

Modo  di  cavare  il  Colore  dal  Verzino     .     .      .     .  132 

§.  2.  Colore  Verde *    .  133 

2.  Altro  Verde  affai  bello     .....* ivi 

3.  Altro  Verde  per  la  Miniatura     .     4     .    .    .    ;  .  194 

4.  Altro  per  lo  (ledo  (oggetto *   .    .    .  ivi 

§.  7.   1.  Fare  la  Lacca  di  Grana 154 

2.  Lacca  di    Verzino     ....*.     .     ....     .  195 

3.  Altro  modo  di  fare  la  Lacca 136 

§.  4.   1.  Imitare  le  Macchie  di  Tartaruca    >•  .    .    .  ivi 

2.  Altro  modo ^  .  137 

3.  Altro  modo *    ...    «  ivi 

§.  5.  Azzurro  di  Berlino     .......    *    ..    .  ivi 

1.  Metodo  per  fabbricarlo ivi 

2.  Metodo    ...     i     ....*. 138 

3.  Metodo 150 

4.  Metodo t  ivi 

§.  d.  1.  Azzurro  fenza  il  Lapislazzoli   ....<.  140 

1.  Imi- 


3^4 

2.  Imitare  il  Lapislazzoli »..-..  ivi 

3.  Porfido  fìnto -.  ivi 

4.  Color  di  Bronzo  .  . ivi 

5.  Porporina 141 

§.  7.  Colore  Rotto  .    : ivi 

1.  Metodo     ......    t, ivi 

2.  Metodo  ,  come  fanno  in  Francia     .    ....    .  141 

3.  Fare  una  Lifciva  di  Sale  di  Tartaro  &c.  .     .     .  ivi 

4.  Dare  alla  Lacca  un  Colore  belliflìmo    .....  145 

§.  8.  Colore  Nero ivi 

Metodo   1.  2.  3.  >  -e   4.    ..........   .    .  ivi 

Nero  affai  bello   ,  e  facile ,    .  144 

Nero  bello    per  dipingere  .   . ivi 

Alcuni  Inchioftri ivi 

1.  Modo  di  farlo   . ivi 

2.  3.  ,  e  4.  modo  ...........    ....  146 

5.  6. ,  e  7.  modo .    .    .  147 

Inchioftro  limile  al   Chinefe    .    . 148 

TRATTENIMENTO  XX. 

Alcune  belle  Vernici    della  China  ........  1 50 

Vernice   Rofla  con  Gomma   Lacca  ........  151 

Vernice  bianca  fatta  cou  la  Gomma  Sandracca  .  •  152 

Preparazione  del  Legno  pei  Lavori  alla  Chinefe  .  .  ivi 

Dell'  applicazione  dei  Colori  -ciliari  ....    ...  153 

Dell'  applicazione  dei  Colori  ofcuri   .......  154 

Del  Pulimento  della  Vernice »  157 

Altra   Vernice  della  China   belliflìma ivi 

Difiòluzione  dell'  Ambra,  o  Carabe  per  le  Vernici  .  158 

Vernice  di  Gomma  Lacca 159 

Vernice   della  China  di  tutti  i    Colori \6z 

Altra  Vernice  della  China  per  ogni  forra  di  Colore  163 

Vernice  così  bella  come  quella  della  China  ....  1Ó4 

PARTE    SECONDA. 

TRATTENIMENTO  I. 

Fare  alcune  Pitture  curiofe -.  »  t6$ 

§.  1.   Modo  curiofo,  e  facile  per  dipingere  Immagini  ivi 

§.  2.  Dipingere  fopra  Carta,o  Pergamena  q  ualche  figura  1 66 

Al- 


Altra  maniera .    .    .  \6y 

Altra    maniera lóS 

§.  3.   Fare ,  che  comparifcano  indorate  le  Figure  di 

una  Stampa 169 

Vernice    1.  ,  e  2 :   .    * 169.  170 

§.  4.  Per  inverniciare  un  Ritratto  ,  od  una  Immagine 

in  Stampa ivi 

TRATTENIMENTO  II. 
§.  i.   Ripulire  ,  e  rinovare  Quadri  vecchj   ....  171 
Olio  per   impedire  ,  che    i   Quadri    annerifcano  .  .  173 
§,  2.  Far  rivivere  ì  Colori  dei  Quadri  ,  levar  via  tut- 
to il  ne<T>  ,  e   renderli    come  nuovi *.  ivi 

2.  Pei  Quadri,  (òpra  il  Rame ivi 

§.   3.  Maniera  di  levare  i  Quadri  dalla  loro  vecchia 
Tela  ,  e  di  rimetterli  l'opra  una  nuova  ,  e   di 

raccomodare  i  luoghi  mancanti  ,  e  guadi  ...  174 

Oflervazioni 176 

§.  4.  Altro  modo  per  nettare-  ,,  e  lucrare   i  Qua-. 

dri  ,  che  pareranno  nuovi 177 

2.  Per  pulire,  e  nettare  le  Cornici,  e  Tela;  indorati  178 

3.  Per  nettare,  e  luftrare  un  Lavoro  di  legno  indorato  ivi 

4.  Rinovare  una  Figura  vecchia ,  o  fìa  Statua  di  Marmo  179 

5.  Imbiancare  il  Marmo  bianco,  o  Alabaftro   ....  ivi 

6.  Incidere  il  Marmo  bianco  ,0  nera,  e  dipinger  fu 

di  elfo 180 

7.  Dare  al   Marmo  t   ed   Alabaftro    il  Colore-  az- 

zurro ,  o  violato  ..........  »    .     .  ivi 

8.  Vernice  da  dare  alli  Camini 181 

9.  Vernice  da  darfi  fopra  il    Geflb ivi 

io.  Vernice  per  impedire  ,  che  i  raggi  del  Sole  paf- 

fino  per  le  Vitriate ivi 

TRATTENIMENTO  III. 

§.  1.   Pitture  in  Vetro  ,  e  Libretti  di  Ricordo  ...  ivi 

radazioni  de'  Colori  di  Carne  .....    ...  184 

Tinte  delle  Carnagioni  di  Donne  ,  e  Bambini   .   .  ivi 

Carne  ombrate ivi 

Tinte  delle  Carnagioni  di  Uomini  ,  e  di  Vecchi  .  185 

Occhj  Azzurri  .  Occhj  Bruni ivi 

Capelli  Biondi  .  Capelli  Caftagni  .  Capelli   Bianchi  ivi 

Ca- 


266 

Capelli  incipriati 186 

Biancheria  .  Panneggiamenti  in  generale ivi 

1  .  nneggiamenro  bianco.  Panneggiamento  celere  .  .         ivi 
Panneggiamento  Violetto  .   Panneggiamenti  Vetdi  . 
I-.  nneggiamento  Grigio  .  Drapperie  d'  Oro   ....       187 
Panneggiamento  d'  Argento.  Panneggiamenti  Gial- 
li.  Panneggiamenti  Color  di  Rola  .  Panneggia- 
mento Color  di  Fuoco  .  Panneggiamenti  Color 

di  Porpora    . 188 

Uve  Nere  .  Uve  Bianche  .  Paefi .  Foglie  verdi  chia- 
re .  Foglie  verdi  ombrate  .  Foglie  morte  .  .  .   ,        189 
Tronchi  degli  Alberi  .    Il  Cielo  .  L'  Orizzonte.  Le 
.Nuvole  .  Alberi  in  lontananza.  Montagne  lon- 
tane .  L'  Architettura  ,  e  le  Pietre.  Stoppia,  e 

Paglia  .    Legname 190 

Acqua.  Acqua  tranquilla.  Acqua  agitata  .  Acqua  lon- 
tana. Pavimenti.  I  Selci.  L'Acciajo.  Il  Rame        191 
§.  2.  Altro  metodo  per  chi  non   voglia  la   bellezza 

del  luddetto 192 

§.  3.  Altro  metodo ivi 

§.  4.  Altro  metodo .     .        193 

§.  5.  Libretti  di   Ricordi 194 

TRATTENIMENTO  IV. 
§.  1.  Compofìzione  di  diverfi  Colori  ,  che  fi  ehrag- 

gono  dai   Vegetabili 195 

2.  Acqua  ,  che  cava  i  Colori  da  ogni    Fiore ivi 

3.  Cavare  il  Colore  da  un  Fiore  RofTo 196 

4.  Far  Lacca  dai  Fiori  coloriti  ,come  pure  da  Foglie  &c.  ivi 

5.  Fare  Lacca  per  miniare ivi 

6.  Altra  maniera  per  cavare  il  Colore  da  ogni  Fiore  198 

7.  Maniera  di  fare  il  Verde  d'  Iride,  o  fia  di   Giglio  ivi 
Maniera  2.  3.  4.  5.  6.  ,  e  7.  con  altri  Fiori    ...  199 

i>.  Fare  un  Color  Verdastro  ofcuro 20  r 

9.  Fare  un  Colore  Azzurro  affai  bello     ....  ivi 
io.  Metodo  per  cavare  la  parte  colorata   dai  Petali 

di  alcuni  Fiori  ,  per  aver  un  belliffimo  Verde, 

ed  un  beilililmo  Giallo 202 

§.  2.  Fare  un  Colore  Azzurro  limile  all'  Indaco    .  209 

Altra  maniera .  204 

Ac-. 


Acqua   di  Color  <T  Azzurro   per  colorir  Carte- ,  e 

Mun ivi 

Fare  V  Indaco ivi 

Imitare  ,  e  fare  altri.  Colori ivi 

Altra  maniera  di.  fare  il    Porfido  finto «  ivi 

Far  Color  Verde  belli/fimo ..  .  206 

Fare  una  Tintura  Rotta  . ivi- 

Fare  un  Lapis  curiofo  eccellente  per  difegnare  &c.  .  ivi 

Olio  per  macinare  i  Colori, e  dipingere  Uccelli  &c.  207 

Contraffare  il   Colore  dell'  Inchioltro  Chjnefe    .     «  ivi 

Porporina  « .    .    .    .     .     ».  208-. 

TRATTENIMENTO  V. 
Lavori    curiofi  fatti   colla  Carta  . 
§.  r.   Modo  di  fare  Pafta  ,  o  Stucco  di  Carta    per 

fare  Immagini  ...    . .    .    .         ivi 

Fare  Scatole  di  Carta *  210 

§.  2.  Fare  Piatti  ^Baccini,Sottocope,  e cofe  fiorili  ■  .   ^  212 

Scultura  in  Cartone  . »  215 

Carta  vellutata  di  Venezia  .....     ...      .  215 

Stampe  ,  e  Medaglie  di  Colla  di    Pefce     ....     »         ivi 

Cavare  prestamente  una  Stampa  ,  o  Figura  .....  2,16 

TRATTENIMENTO  VI. 
Imbiancare  facilmente  alcune  coiè  . 

§.  1.  Metodo  per  imbiancare  ,  e  far  candida  la  Tela  .  .  217 

Imbiancare  il.  Lino 2i&- 

Preparazione  del  filo  della  Canapa   ..........  219 

Altro  metodo  per  ridurre  la  Canapa  fomigliante  al  Lino  220. 

§.  2.    Far  bianche   ,  e   luflrare  le    Perle 221 

Maniera  d'  imbiancare  Calzette  ,  e  Guanti  di   Seta  221 
Imbiancare  Merletti  di  Seta     .  .     .:......         ivi 

Imbiancare   la   Seta .  222 

§.  3.  Far  bianco  1'  Avorio ,  che  per  vecchiaja  foflfe  giallo         ivi , 

Imbiancare   le  Offa .    .  223 

Far  bianca   la  Cera  gialla  in    poca  quantità.  ...         ivi  ^ 

Purgar  la  Cerufsa  ,  Biacca  ,0  Bianco  di  Piombo  ...  224 

TRATTENIMENTO  VII. 
Alcune   Operazioni   d'    Economia  . 
§^  1.  Maniera  di  liberare  le  Botti  dall'  odore  di  Muffa        ivi 

Maniera  di  mantenere  il  Vino  nella  {uà  bontà  ,,t  e  fotza  225. 

Im- 


3^8 

Impedire  la  troppa  fermentazione  del  Vino  ,  e  fare , 

che  non  fi  guaiti  ,  ed  inacidifca. 226 

Avvilo  utile  intorno  al  Vino  ,  ed    all'   Aceto  .  .  -  ivi 

§.  2.  Maniera  di  fare  il  Pane  di  Rifo 227 

Pane  fano,  e  grato  al  palato  con  la  farina  dei  Cavoli  Rapa  2  29 

Pane  di  Patate  ,  dette  nel  Perù  Papa;, ivi 

Modo  di  rendere  utile  il  Torfo  della  Pannocchia  di  For- 
mentone   230 

Fare  il  Pane  più  foftanziofo,  che  F  ordinario  ...  ivi 

§.  3.  Formaggio.  Maniera  di  migliorarlo,  e  raffinarlo  ivi 

Prefervare  i  Formaggi  dalla  corottela  dei  Vermi  ...  231 

Api  •  Maniera  economica  di  alimentarle  nell'  Inverno  232 

Ingranare  i  Caitrati  ,  ed  altre  Beftie .   .  233 

TRATTENIMENTO  Vili. 
§.   1.  Gementi ,  o  Stucchi  diverfi  .  Mifcelanea  ...  ivi 
Stucco  tinto  di  quei  Colori ,  dei  quali  faranno  i  Mar- 
mi 5  che  vorrete  faldare 234 

Stucco  ,  che  refirte  al  fuoco   ,   ed  all'  Acqua  ...  235 

Stucco  fingolare  per  aflìcurare  le  inferriate  lenza  piombo  23Ó 

Stucco  durifììmo  per  fare  diverfi  Lavori ivi 

Altro  Stucco   duriffimo ivi 

Loto  detto  della  Sapienza .  Altro  perfetti/fimo  .  Al- 
tro   Stucco  .   Altro  ,    o  fia    Colla 237  238 

Colla  tenaci/lima  .   Colla  detta  da  bocca ivi 

Mollo  Artifiziale  :  .  .   , 239 

Maniera  di  confervare  il  Morto  Naturale 240 

Maniera  di  fare  le  cofe  invetriate  meno  fragili ...  ivi 

Borrace  artificiale 241 

Marna  artifiziale  per  concimare  i  Terreni 242 

Avvifo  agli  Agritoltoii  ,  ed  Ortolani ivi 

Tabacco  da  naìb ...  243 

§.  2.  Fare  una  Pelle  d'  affilare  i  Rafoj 244 

Rimedio  per  ertirpare  i  Topi ivi 

Dare  un  bel  Rotto  alle  Tele  di  Lino  coi  Fiori   del 

Cartamo 245 

Modo  facile  di  fai var  gli  Alberi  dalle  Formiche 24Ó 

Altro  modo  ficuro  per  dirtruggere  ie  Rughe ,  o  Brucchi  247 

Rimedio  contro  le  Cimici ivi 

Liberare  i  granaj  dalle  Tignuole .  •  ••  •  lv'1 

Mez- 


Me77.q  agevole  oer  efterminare  gì'  Infetti  ,  che  di- 

:  fuggono  le  Biade  nei  Grana) 248 

Baometro  curiofo  ,  e  (ingoiare     ......  ivi 

Modo  per  tingere  in  belliffimo  Color  d'  Oro    .  .  .  249 
Fare  un'  Acqua  ,  che    leva  ogni   Corta   di  Macchia 

dal  Panno  colorito ivi 

Lavare  un  panno ,  macchiato  cql  (udore     .     .     .     .  2>o 

Ravvivare  una  Scrittura  vecchia ivi 

Inchiostro  portatile  fenza  Vitriolo  ,  e  fenza  Galle.  251 

Avere  Fiori  Semidoppj ,  e  Doppi     ......  ivi 

Cera  Roda  di  Spagna  da  fuggellare 253 

Cera  nera 256 

Cera  da  fuggellare  ,  che  non  ha  bifogna  di  fuoco  .  ivi 
Lapis  per  feri  vere  ,  o  difegnare     .     ♦     .     .    ,     .     .257 
Ravvivare  il  Colore  d'  Oro  in  un  Annello,o  Col- 
lana   ..«,,.,.......  ivi 

Luftrare  ,  e  pulire  ogni  Lavoro  indorato     ....  ivi 

Dare  ai  Galloni  il  fuo  primo  Cqlore.  &c.     ,      .     .  ivi 

Fare  Sai  Nitro  fifTo »  258 

TRATTENIMENTO  IX. 
Altri  Capi  di  Economia. 

1.  Maniera  di  preparare  la  Moftarda ivi 

2.  Maniera  di  prepararla  per  conferyarla  tutto  V  anno  .  259 

Pepe  Americano     « . ivi 

Modo  di  acconciare  i  teneri  Peperoncini     ....  260 

Altra  maniera    ............  261 

Modo  di  confettare  le  Olive 262 

Maniera  di  fare  V  Amido  dalle  Patate  ....  ivi 

Specie  di  Liquore  fermentato  »  che  fi  fa  nella  China.  265 

TRATTENIMENTO  X, 
Nuovi  Capi  economici  ,  ed  utili  . 

$.  1.  Coltivazione  delle   Patate 266 

Ufi 268 

§.  2,  Preparazione  per  feminare  il  Grano     .      .     .  269 

§.  3.  Confervar  Uova  frefche  per  lungo  tempo    .  .  271 

§.  4.  Maniera  di  fare  il  Ratafià     .....     .  ivi 

Rofolio    r». 272 

Acqua  di  Framboè  ,  Fragole  ,   Ciriegie   &c.     .     .  ivi 

C*eraa  di  Pane  .  .    .    .    .    .....    •    •     »    .  ivi 

Bb  Cre- 


Crema  di  Rifo .'    .    .     .     •  173 

Metodo  di  preparare  il  Rifo  per  averlo  pronto, vo- 
lendolo ufare  col  Brodo  ,  o  col  Latte    .     -     •  ivi 
•$.  5.  Modo  d'  incerar  Tele    ........  ivi 

Altro  modo ..     .     .  274 

§.  6.  Maniera  di  conciare  il  Tabacco     ....  ivi 

Tabacco  Maltefe 277 

Altra  maniera  Maltefe    ..........  ivi 

Altra  maniera  di  dare  1*  odore  dei  Fiorì  al  Tabacco  ivi 

Confervar  luftre  le  Armi .  278 

Acqua  di  eccellente  odore  con  poca  fpefa ivi 

Caffè  buono  con  poca  fpefa    ........  279 

Altro  Caffi ivi 

Temperare  Sega  ,  o  Strumento  per  fegare  i  marmi.  280 

Zanzare  ,  o  Zampane ivi 

Tignuole ivi 

TRATTENIMENTO  XI. 
Alcuni  Rimedj  • 

Per  la  Ritenzione  d*  Orina ivi 

Febbri  intermittenti    ..............  281 

Scorbuto 282 

Calli  de'  Piedi     ............  ivi 

Pietra   detta  della  Vipera  ............  283 

Calcolo  ,  o  Pietra  ...............  284 

Balfamo  particolare  contro  il  veleno  .......  ivi 

TRATTENIMENTO  XII. 
§»  1.  Alcune  curiofità  fatte  dr  offo^  e  di  corno. 

Fondere  ,  e  gettare  le  offa   .......    .  .   .    .  285 

Amollire  le  Offa  .........*.......  ivi 

Altre  maniere    .............  286 

Imbiancare,  e  digraffare  le  Offa 2S7 

Altra  maniera '.  .   .  .  .  ivi 

Fondere  il  Corno  %  e  gettarlo  nei  Modelli ivi 

Altra  maniera 288 

Ammollire  la  Tertuggine  ,  o  Tartaruga ivi 

Saldare  ,  e  congiungere  la  Tartaruga 289 

Serrare  una  Scatola  di  Tahacco  troppo  ralentata  .   .  ivi 

§.  4.  Tingere  le  Offa  in  Color  Roffo ivi 

Altra  maniera » 290 

Colo- 


37« 

Colore  nero .    ..;.   .    .    •  ipt 

Corallo  finto ivi 

Fare  una  Parta  fomigliante  al  Marmo 292 

Grotta  artificiale •  .         ivi 

Saldatura  ottima 295 

Tempera,  che  indurifce  il   ferro  ,  quali  come  l'Ac- 
ciaio    .  .        ivi 

TRATTENIMENTO  XIII. 
Altre  Materie  profittevoli. 

§.  1.  Convertir  il  Ferro  in  Acciajo  ...   .....  294 

Altro  modo  affai  buono •  360 

Altra  maniera  di  Tempera  affai   dura 301 

Che  re(H  fleffìbile  1*  Acciajo ivi 

§.  2.  Modo  per  ridurre  la  Canapa  fomigliante  al  Lino         ivi 
Preparare  il  Lino  in  un  modo  ,  che  lo  renda  limile 

al  Cotone 302 

§.  3.  Rofoglio  affai  durevole 30$ 

Rofoglio  ,  che  pub  fervire  per  altri  liquori 304 

Rofoglio  comune •  »   *   • ivi 

Limonata  di  poca  fpefa ivi 

Altra  maniera ivi 

Acqua  di  Agretto ivi 

Orzata ,  30$ 

Acqua  di  Limone ivi 

Preparare  il  Mufchio  ,  e  P  Ambra  col  Zucchero  per 

fervirfene   nei  Liquori $o£ 

§'.  4.  Olj  diverfi  .  Olio  di  Zucchero ivi 

Altra  maniera  .  Effenza  di  Gelfomino  .  .....   •  307 

Perchè  non   fumi  V  olio  .  .  . ivi 

Olio,  di  cui  un'  oncia  dura  molto  più  d'  una  libbra 

a"  altro  Olio 308 

TRATTENIMENTO  XIV. 

Levar  via  le  Macchie  >  e  varie  curiofìtà ivi 

Macchie  d' Olio .  D' Urina .  Di  Pece ,  e  di  Terebentina        ivi 
Saponette  per  levare  via  le  macchie .  Pallottine  per  lo 

fteffo  effetto 300 

Sapone  proprio  per  levare  via  ogni  forta  di  Macchia ...        ivi 
Levare  via  le  macchie  dalla  Seta ,  e  Velluto  cremefi .        ivi 

Levarle  da  ogni  Tela  bianca  •• •• 31» 

Le- 


37* 

Levare  la  Macchia  d«  Olio  da  ogni  Tela  ,  o  dalla  (Seta .       i\4 
Levare  ogni  forta  di  Macchie  fopra  Tela  di  qualunque 

colore ivi 

Levare  le  Macchie  di  Cera  dalla  Seta ,  e  Ciambellotto .         ivi 

Altra  maniera  .  Altra  maniera ivi  e  311 

Macchie  d'  Inchiollfo ivi 

Macchie  di  Ferro  fopra  Tela ivi 

Nettare,  ed  imbiancare  F  Argenteria ivi 

§.  2.  Tabacco  da  Nafo  affai  gradevole 312 

§.  3.*  Calamaio  d'  Inchioftro  come  Pietra 313 

Inehioltro  per  le  Ifcrizioni, Epitaffi  ,  e fopra  marmo*         ivi 

Inchioitro  nero  per  feri  vere  fopra  Tela  ,  Seta  ,o  Carta .  314 

§.  4.  Stucco ivi 

§.  s-  Coltivazione  del  Tabacco 316 

Tabacco  particolare • 321 

§.  6.  Aceto  fatto  in  poco  tempo «  322 

Aceto  fecco •         ivi 

Candele  di  Sego  ,  che  pajono  di  Cera ivi 

Tinger  Cordovano  in  Color  Rotto  ►  .  . ivi 

Fare  una  pelle  macchiata  in  Color  di   Leopardo   .   ,  323 
Tingere  rottele  Carte  di  un  Mettale,  od' altro  Libro»         ivi 

Tingerla  Cera  per  far  Immagini,  e  lavori  fottiii  .  .  ivi 

Pomate  odorofe,  ed  altre  fenza  odore  .  * 324 

Saponette  per  far  la  Barba ivi 

Polvere  pei  Capelli 325 

TRATTENIMENTO  XV. 
Della  preparazione  della  C.inapa,afflne  di  ridurla  o/anca  t 

.  e  fina  come  il  miglior  Lino  d' Olanda ivi 

TRAf  TENIMENTO  XVI. 
Della  maniera  femplice,  vera ,  e  fienra  di  fare  rutti  i  Co- 
lori in  liquido  per  Tufo  di  dipingere  in  Sera,  in 
Miniatura,  per  acquerellare  i  difegni,  le  Piante, 

per  tinger  la  Carta,  le  Pelli,  la  Paglia,  il  Crine  &c.  336 
Num.  1.  Fare  un  bel  Rotto  liquido  più  bello  del 

Carmino ivi 

Num.  2.  Maniera  di  fare  il  Rotto  bruno 337 

Num.  3.  Maniera  di  fare  ogni  forta  di    Violetto, 

ed  in  fpecie  il  Violetto  vellutato  &c 338 

Num.  4.   Maniera  di  fare  differenti  Gialli  rari , 

-  -  ^  -     •  che 


373 

che    con  perdono  punto   ali*  aria 339 

Num.  <>.  Color  d'  Oro 340 

Num.  6.  Alrro  Color  d'  Oro  fuperbo ivi 

Num.  7.  Maniera  di  fare  il   Blu  liquido   rariffimo  341 
Num.  8.  Maniera  di  fare  ogni  forta  di  Verdi  bel- 
li/rimi fenza  il   Verde  di  Vefcica 341 

Num.  9.  Verde  di  Prato  .  .  ♦ ivi 

Num.  io.  Efberienze  fatte  (òpra  i  Colori  in  liqui- 
do ,  con  le  Tinte  ,  che  ne  rifultano 349 

Num.   ti.  Ricetta  per  un  bel  Blu  1 344 

Num.   12.  per  fare  il  Verde  ....  » »  345 

Nom.   13.  Maniera  di  fare  un  Giallo  folidiflìmo  .  ivi 
Num.   14  Ricetta  per   un'  altro   Giallo  iperimen* 

tato 346 

Dichiarazione  di  alcuni  nomi     .     .     .     .     »      .      .  347 
Bianco  di  Piompo.  Ceruffa  ,  0  Biacca.  Sale  di  Sa- 
turno .   MaiTìcot  .    Minio  .   Litargirio  .   Allu- 
me di  Rocca  ,  di  Catina  ,  di  Feccia.  PotafTe  &c.  ivi 
TRATTENIMENTO  XVJI. 
Della  Coltura,  e  della  Utilità  dei  Ravizzoni  ...  350 


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